{"id":25676,"date":"2015-09-17T10:01:00","date_gmt":"2015-09-17T10:01:00","guid":{"rendered":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/2015\/09\/17\/confondiamo-il-conoscere-col-vero-sapere-perche-prigionieri-dellillusione-scientista\/"},"modified":"2015-09-17T10:01:00","modified_gmt":"2015-09-17T10:01:00","slug":"confondiamo-il-conoscere-col-vero-sapere-perche-prigionieri-dellillusione-scientista","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/2015\/09\/17\/confondiamo-il-conoscere-col-vero-sapere-perche-prigionieri-dellillusione-scientista\/","title":{"rendered":"Confondiamo il conoscere col vero sapere perch\u00e9 prigionieri dell\u2019illusione scientista"},"content":{"rendered":"<p>Una delle cose, e forse la pi\u00f9 importante, che distingue gli uomini che pensano di sapere qualcosa da coloro i quali sono consapevoli della propria ignoranza pressoch\u00e9 totale circa il mistero del mondo, \u00e8 il giudizio sulla natura della conoscenza scientifica.<\/p>\n<p>Per gli scientisti, la parola &quot;scienza&quot; riveste una valenza quasi soteriologica: essi sono convinti che la conoscenza scientifica sia un sapere pressoch\u00e9 certo, o, nel peggiore dei casi, altamente probabile; mentre ogni altra forma di conoscenza, per loro, \u00e8 qualcosa che sta a met\u00e0 strada fra le pratiche degli stregoni tribali e i sogni inconsistenti dell&#8217;oppiomane o del povero allucinato. In altre parole: per i cultori della scienza come sapere certo, la scienza non \u00e8 <em>una<\/em> forma di conoscenza, ma <em>la<\/em> sola forma possibile; tutte le altre &#8212; quella del metafisico; quella del poeta; quella del religioso &#8211; non sono forme di conoscenza, ma surrogati della vera conoscenza.<\/p>\n<p>Ora, quel che una simile convinzione trascura gravemente, non \u00e8 tanto il fatto che anche la filosofia, l&#8217;arte e la religione sono delle forme di conoscenza con una loro dignit\u00e0, un loro statuto, una loro coerenza, quanto che tutte le forme della conoscenza umana, compresa quella scientifica, altro non sono che balbettii da neonati in confronto al mistero dell&#8217;essere; e che la sola e vera differenza fra esse non \u00e8 tanto fra quelle che si avvicinano e quelle che non si avvicinano alla verit\u00e0, ma fra quelle che sanno di esserne comunque lontanissime e quelle che non lo sospettano neppure, gonfie e tronfie del proprio supposto grado di certezza.<\/p>\n<p>La conoscenza scientifica non fa eccezione alla regola della umana illusione di sapere; ma si caratterizza, fra i suoi seguaci &#8212; e in misura tanto pi\u00f9 rozza e grossolana, quanto meno essi arrivano a sospettare la propria ignoranza -, per l&#8217;ingenua (o presuntuosa) convinzione che la scienza possieda, essa s\u00ec, ed essa sola, un tale grado di certezza, da potersi ragionevolmente definire come la forma certa e vera, per definizione, dell&#8217;umano sapere. Ossia: lo scientista (non gi\u00e0 lo scienziato serio, il quale pu\u00f2, e anzi dovrebbe, essere ben pi\u00f9 consapevole dei limiti del proprio statuto epistemologico) ritiene che il pensatore, l&#8217;artista e il credente non sappiano un bel nulla, o quasi nulla, perch\u00e9 giudica improbabili, soggettivi e indimostrabili i loro contenuti di verit\u00e0, per non parlare dei loro metodi e procedimenti; mentre ritiene di portare sulle spalle, insieme ai suoi colleghi, tutto l&#8217;onore e l&#8217;onere del vero conoscere e del vero sapere: circoscritto, forse, ma, in compenso, assolutamente dimostrato e dimostrabile, dunque sicuramente vero e reale.<\/p>\n<p>Le cose, invece, stanno ben altrimenti: e sia le scienze mediche, sia le scienze naturali, sia, infine, le cosiddette scienze esatte, come la matematica e la geometria, sono, in realt\u00e0, lontanissime dal possedere effettivamente quel grado di certezza, e quindi di verit\u00e0, che i loro acritici propagandisti immaginano. La scienza, in effetti, o almeno la nostra scienza, quella occidentale e moderna, cos\u00ec come si \u00e8 venuta configurando nel corso dei secoli, e come attualmente si presenta, \u00e8, in buona sostanza, una scienza descrittiva: sa descrivere bene, e catalogare, alcune categorie di fenomeni; ma non sa affatto spiegare, e nemmeno ci prova, perch\u00e9 e come essi avvengano.<\/p>\n<p>Il medico sa riconoscere le malattie, ma non sa dire perch\u00e9 esse colpiscano alcune persone e risparmino tante altre, stante la presenza di virus e germi nell&#8217;organismo di tutti (cfr. il nostro articolo \u00abCredere nel progresso \u00e8 un atto di fede, non diverso n\u00e9 migliore di qualsiasi altro\u00bb, pubblicato sul sito di Arianna Editrice il 11\/05\/2011). L&#8217;ornitologo \u00e8 in grado di seguire, con l&#8217;aiuto di determinati strumenti, le grandi migrazioni degli uccelli, e persino predire dove e quando essi giungeranno in una determinata localit\u00e0 per nidificare e riprodursi: ma non sa dire che cosa spinga gli uccelli a compiere quei viaggi, n\u00e9 come essi riescano a volare lungo rotte lunghissime, di giorno e di notte, infallibilmente, senza mai perdere l&#8217;orientamento, con il sole o con la nebbia (cfr. il nostro articolo: \u00abLa teoria delle forze cosmiche pu\u00f2 spiegare le migrazioni degli uccelli\u00bb, pubblicato sul sito di Arianna Editrice il 29\/02\/2008). Infine il matematico pu\u00f2 costruire numerosi modelli geometrici perfettamente coerenti e &quot;possibili&quot;, ma non sa dire se essi realmente esistano e che cosa distingua il loro grado di realt\u00e0; in altre parole, non sa che cosa sia la geometria, se un semplice gioco della mente, per quanto elegante e raffinato, oppure una descrizione effettiva del mondo fisico nel quale viviamo (cfr. l&#8217;articolo: \u00abChe cos&#8217;\u00e8 la geometria?\u00bb, pubblicato sul sito di Arianna Editrice il 21\/02\/2014).<\/p>\n<p>Ci piace qui riportare le riflessioni dello psichiatra americano M. Scott Peck nel suo libro \u00abUn&#8217;infinita voglia di bene\u00bb (titolo originale: \u00abFurther Along The Road Less Traveled\u00bb, Simon &amp; Schuster, 1993; traduzione dall&#8217;inglese di Laura Sgorbati Buosi, Ed. Frassinelli, 1995, pp. 61-64):<\/p>\n<p>\u00abQuando frequentavo la facolt\u00e0 di medicina avevo spesso delle domande da porre, ma i miei professori avevano sempre la risposta pronta. Non ho mai sentito un professore di medicina dire: &quot;Non lo so&quot; Non sempre capivo le risposte ma immaginavo che la colpa fosse mia ed era chiaro che &#8212; con il piccolo cervello che mi ritrovavo &#8212; non sarei mai riuscito a fare una grande scoperta medica. Ma una decina d&#8217;anni dopo aver lasciato l&#8217;universit\u00e0 feci una grossa scoperta medica. Scoprii che sappiamo ben poco della medicina. L&#8217;ho scoperto perch\u00e9 invece di chiedere: &quot;Che cosa sappiamo?&quot; ho incominciato a chiedere: &quot;Che cosa non sappiamo?&quot; E non appena ho iniziato a farlo tutte quelle frontiere che pensavo sbarrate si sono aperte. E mi sono reso conto che viviamo in un mondo di frontiere. Lasciate che mi spieghi con un esempio. Una delle malattie meglio individuate \u00e8 la meningite meningococcica, malattia piuttosto rara ma tuttavia ben nota che colpisce ogni inverno una persona su cinquantamila. Se chiedete a un medico che cosa provochi la meningite meningococcica, questi risponder\u00e0: &quot;Il meningococco, naturalmente&quot;. A un certo livello ci\u00f2 \u00e8 esatto perch\u00e9 se si esegue l&#8217;autopsia &#8212; nel cinquanta per cento dei casi l&#8217;esito \u00e8 letale, mentre un altro venticinque per cento dei colpiti rimane menomato per sempre &#8212; si scoprir\u00e0 che le membrane che avvolgono il cervello, ovvero le meningi, sono coperte di pus. Se si osserva questo pus al microscopio, si vedr\u00e0 un&#8217;infinit\u00e0 di germi che vi nuotano dentro. Se li si mette in coltura, nel giusto brodo, che cosa si scopre? Sicuramente il meningococco.<\/p>\n<p>A questo punto sorge un problema. Se avessi fatto degli strisci alle faringi agli abitanti della mia cittadina di New Preston, nel Connecticut &#8212; o di una cittadina del Nord come Flint nel Michigan &#8212; avrei scoperto lo stesso germe in circa l&#8217;ottantacinque per cento delle faringi. Tuttavia, n\u00e9 l&#8217;inverno scorso n\u00e9 per intere generazioni, nessuno di New Preston ha contratto il meningococco e tanto meno ne \u00e8 morto, e probabilmente ci\u00f2 varr\u00e0 anche per le prossime generazioni. Come e perch\u00e9 questo batterio virtualmente ubiquitario pu\u00f2 albergare in modo intermittente in 49.999 persone senza provocare danni e per\u00f2 poi colpire il cervello di una persona spesso giovane che \u00e8 stata sana fino a quel momento e causare proprio in lei un&#8217;infezione fatale? La risposta \u00e8: non lo sappiamo. Lo stesso pu\u00f2 dirsi virtualmente per ogni malattia descritta nel manuale. Prendiamo una che \u00e8 sfortunatamente pi\u00f9 comune e ben nota: il cancro del polmone. Tutti sappiamo che il fumo provoca il cancro del polmone. Tuttavia ci sono persone che non hanno mai toccato il tabacco e che vengono colpite da quella malattia e muoiono. E ci sono invece altre persone, come mio nonno, che ha fumato un pacchetto al giorno fino a novantadue anni e non si \u00e8 mai ammalato. Quindi deve esserci dell&#8217;altro, oltre il fumo, a causare il cancro del polmone. E di che cosa si tratta? La risposta, ancora una volta, \u00e8: in genere non lo sappiamo. [&#8230;]<\/p>\n<p>Pu\u00f2 darsi che abbiate compreso da tempo che i medici non sanno molto. Ma forse altre persone sanno di pi\u00f9 riguardo ad altri argomenti, non \u00e8 vero? Intendo che se la medicina pu\u00f2 essere considerata una specie di arte, esistono scienze esatte &#8212; prendiamo per esempio la fisica &#8212; le cui leggi sono tute rigorosamente definite. Si pu\u00f2 dire che sotto molti aspetti la fisica moderna sia nata con Isaac Newton. Quando la mela gli cadde sulla testa, egli non solo scopr\u00ec la gravit\u00e0 ma svilupp\u00f2 anche una formula matematica per descriverla. Cos\u00ec adesso tutti sanno che due corpi si attraggono con una forza che \u00e8 direttamente proporzionale al prodotto delle masse e inversamente proporzionale al quadrato della distanza esistente fra loro. Tutto ci\u00f2 sembra chiaro e indiscutibile. Ma il perch\u00e9? Perch\u00e9 due corpi si attraggono? Perch\u00e9 dovrebbe esistere questa forza? In che cosa consiste? E la risposta \u00e8: non lo sappiamo. La formula matematica di Newton descrive semplicemente il fenomeno, ma non sappiamo perch\u00e9 un fenomeno del genere esista e come operi. In questa grande \u00e8ra della tecnologia, non sappiamo neppure che cosa tenga i nostri piedi attaccati al suolo. Quindi neppure con le scienze esatte siamo andati molto avanti.<\/p>\n<p>Ma sicuramente QUALCUNO deve sapere qualcosa. Ho parlato della matematica come scienza molto precisa ed esatta. I matematici devono conoscere la verit\u00e0. Tutti abbiamo imparato a scuola che due rette parallele non si incontrano mai. Ma poi l&#8217;ultimo anno di college, mentre passeggiavo in cortile, sentii che qualcuno menzionava la geometria riemanniana e scoprii che Bernhard Riemann era un matematico tedesco che verso la met\u00e0 del diciannovesimo secolo, si chiese: &quot;Che accade se due parallele si incontrano?&quot; E partendo dal presupposto che due linee parallele si incontrano, e con un paio di alterazioni ai teoremi di Euclide, svilupp\u00f2 un tipo di geometria del tutto diversa. Ci\u00f2 potrebbe sembrare niente pi\u00f9 che un esercizio intellettuale una forma di gioco, come cercare di immaginare quanti angeli possano danzare sulla capocchia di uno spillo, se non fosse che gran parte del lavoro di Albert Einstein, incluso quello che port\u00f2 alla costruzione della bomba atomica (passando per la teoria della relativit\u00e0) &#8212; che, come tutti sappiamo, funziona, si basava non sulla geometria di Euclide ma su quella d Riemann. Gli amici matematici mi dicono che il numero delle potenziali geometrie \u00e8 infinito. Dai tempi di Riemann abbiamo sviluppato altre sei geometrie che funzionano, cos\u00ec adesso abbiamo otto diverse geometrie funzionanti. Qual \u00e8 quella vera? Non lo sappiamo.\u00bb<\/p>\n<p>Non lo <em>sappiamo<\/em>: questa \u00e8 la sola e leale conclusione cui dobbiamo inevitabilmente pervenire, se, distogliendo lo sguardo dalla mera descrizione dei fenomeni, spostiamo la nostra attenzione sulla loro essenza, sulla loro intima necessit\u00e0: a cominciare dalla &quot;necessit\u00e0&quot; che spinge le cose a esistere, che spinge i viventi a riprodursi, che spinge gli esseri senzienti e razionali a pensare e a interrogarsi sul mistero del tutto.<\/p>\n<p>Perch\u00e9 le cose esistono, invece di non esistere? Perch\u00e9 esiste la vita, dal momento che il passaggio dall&#8217;inorganico alla materia organica, dalla chimica alla biologia, non \u00e8 affatto logico e naturale, ma, al contrario, altamente improbabile, per non dire contrario a tutte le leggi statistiche della materia, nonostante le disinvolte sciocchezze sul &quot;brodo primordiale&quot; che gli evoluzionisti duri e puri cercano di rifilare all&#8217;opinione pubblica, sin dai banchi di scuola? E perch\u00e9, infine, esistono in noi il senso del mistero; il sentimento di un contrasto, e di un potenziale conflitto, fra quel poco che sappiamo e l&#8217;immensit\u00e0 di quel che ignoriamo; fra quel che sentiamo e sappiamo di essere e quel che vorremmo essere? Perch\u00e9 in noi albergano l&#8217;inquietudine e l&#8217;angoscia; perch\u00e9 siamo divorati dalla curiosit\u00e0 e tormentati dal senso della nostra finitezza; e perch\u00e9 siamo soggetti a una inguaribile malinconia esistenziale, a un senso drammatico della fuggevolezza del bene e della gioia, almeno fintanto che restiamo entro un orizzonte puramente immanente?<\/p>\n<p>In verit\u00e0, e senza voler ridurre il problema ad una semplice questione nominalistica, dovremmo sempre aver chiaro che <em>sapere<\/em> e <em>conoscere<\/em> sono due cose distinte, anche se, nel linguaggio ordinario, tendiamo a confonderle. Si possono conoscere tante cose, ma non sapere nulla: perch\u00e9 la conoscenza umana \u00e8 conoscenza delle forme esteriori, \u00e8 conoscenza descrittiva; il sapere, invece, l&#8217;autentico sapere, \u00e8 la conoscenza delle essenze. Ora, l&#8217;essenza delle cose \u00e8 un <em>quid<\/em> che sfugge alla conoscenza descrittiva: non la si pu\u00f2 descrivere, perch\u00e9 non \u00e8 attingibile dall&#8217;esterno, come avviene in una relazione fra soggetto e oggetto, ma solo esperibile direttamente, laddove il soggetto sperimenta l&#8217;abbandono del proprio io limitato e si unisce con un principio superiore, universale, che i filosofi chiamano l&#8217;Essere, e gli spiriti religiosi chiamano Dio.<\/p>\n<p>Dunque, se si confonde la conoscenza con il sapere, si rimane nel regno dell&#8217;ignoranza, aggravata dalla presunzione; se ci si rivolge al divino e ci si abbandona ad esso, si <em>sa<\/em>, o si comincia a sapere&#8230;<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Una delle cose, e forse la pi\u00f9 importante, che distingue gli uomini che pensano di sapere qualcosa da coloro i quali sono consapevoli della propria ignoranza<span class=\"excerpt-hellip\"> [\u2026]<\/span><\/p>\n","protected":false},"author":2,"featured_media":30150,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"_jetpack_memberships_contains_paid_content":false,"footnotes":""},"categories":[35],"tags":[263],"class_list":["post-25676","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-epistemologia","tag-verita"],"jetpack_featured_media_url":"https:../../../../fides-et-ratio.it/wp-content/uploads/2023/10/categoria-epistemologia.jpg","jetpack_sharing_enabled":true,"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/25676","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/users\/2"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/comments@post=25676"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/25676\/revisions"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/media\/30150"}],"wp:attachment":[{"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/media@parent=25676"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/categories@post=25676"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/tags@post=25676"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}