{"id":25669,"date":"2018-06-15T09:09:00","date_gmt":"2018-06-15T09:09:00","guid":{"rendered":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/2018\/06\/15\/i-vivi-e-i-morti\/"},"modified":"2018-06-15T09:09:00","modified_gmt":"2018-06-15T09:09:00","slug":"i-vivi-e-i-morti","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/2018\/06\/15\/i-vivi-e-i-morti\/","title":{"rendered":"I vivi e i morti"},"content":{"rendered":"<p>Diciamo che una persona \u00e8 realmente viva quando si trova in una disposizione di apertura, di comprensione e di sostegno nei confronti del fenomeno vita, in tutti i suoi svariati aspetti e manifestazioni. Inoltre, \u00e8 vivo chi conserva e alimenta nel suo cuore la dimensione dalla speranza, intesa soprattutto come virt\u00f9 teologale: la certezza del compimento delle verit\u00e0 credute per fede. Attenzione: la speranza \u00e8 tutt&#8217;altra cosa dall&#8217;aspettazione; la prima ha la sua radice nel soprannaturale, \u00e8 un dono che viene da Dio e illumina la vita umana dall&#8217;alto; la seconda \u00e8 una cosa tutta umana, una convinzione che pu\u00f2 degenerare in fanatismo, in caparbiet\u00e0, in presunzione, fino a collidere con il principio di realt\u00e0 e condurre ad esiti assai vicini alla schizofrenia. La vera speranza, l&#8217;uomo non pu\u00f2 darsela da s\u00e9; se pretende di farlo, la sua non \u00e8 speranza, ma una sorta di auto-illusione, che lo segrega in un mondo fittizio, popolato da sogni e allucinazioni. Infine, terzo elemento, la persona viva \u00e8 capace di umilt\u00e0, di stupore e di benevolenza davanti al reale; non si esalta e non si abbatte a ogni soffio di vento; \u00e8 autentica, perch\u00e9 \u00e8 se stessa, ma non perch\u00e9 si accetta &quot;a prescindere&quot;, non perch\u00e9 si ritiene meravigliosa cos\u00ec come&#8217;\u00e8, e tanto meno pensa che gli altri la debbano accettare senz&#8217;altro, a scatola chiusa, anche coi suoi difetti pi\u00f9 insopportabili e con l&#8217;ostentazione delle sue manchevolezze, ma, al contrario, perch\u00e9 essa \u00e8 disposta a lavorare su di s\u00e9, pazientemente, quotidianamente, imparando da chi \u00e8 migliore, accettando il confronto con la realt\u00e0, mettendosi in discussione ogni volta che nota una discrepanza fra ci\u00f2 che dovrebbe essere e ci\u00f2 che effettivamente \u00e8. In breve, la persona viva \u00e8 conscia dei propri limiti, desidera migliorarsi, sa che la vita ci presenta ogni giorno possibilit\u00e0 di crescita e di perfezionamento; e sa che solo gli arroganti, i pigri, i lussuriosi e gli avidi non li colgono mai, perch\u00e9 sono troppo impegnati a compiacere i propri vizi e a soddisfare i propri capricci e le proprie manie sterili e distruttive. Semplificando un po&#8217;, ma neanche troppo, potremmo dire che la persona viva \u00e8 quella che cerca le soluzioni, che si accosta ai problemi con spirito costruttivo, che desidera collaborare con la propria parte migliore, con il prossimo e con Dio; mentre \u00e8 morto colui che si pone sempre in un atteggiamento di negazione, di chiusura, di saccenteria, che evidenzia spirito polemico e tendenza alla critica sterile, che non mira alla soluzione dei problemi ma, semmai, a crearne di sempre nuovi e sempre pi\u00f9 irrisolvibili, perch\u00e9 alimentati dalla metastasi dell&#8217;ego.<\/p>\n<p>L&#8217;indizio rivelatore \u00e8 lo sguardo: un minimo di capacit\u00e0 d&#8217;osservazione ci rivela, di primo acchito, se abbiamo a che fare con dei vivi o con dei morti. Un altro indizio \u00e8 la presenza, o l&#8217;assenza, della malignit\u00e0 caratteriale. \u00c8 maligno l&#8217;atteggiamento di chi gode costantemente a porre ostacoli, a intralciare il cammino altrui, a rendergli le cose difficili: non perch\u00e9 voglia affermare e realizzare se stesso, ma perch\u00e9, non aspettandosi pi\u00f9 nulla di buono, vuole che nulla di buono accada agli altri. Per esempio, \u00e8 vivo un pap\u00e0 che sa raccontare le fiabe ai suoi bambini, perch\u00e9 solo una persona viva sa fare una cosa del genere; mentre dimostra di essere morto, di essere solamente un cadavere ambulante, l&#8217;adulto che gode a distruggere le fiabe dei bambini, ad esempio dicendo loro che Babbo Natale non esiste, e che a portargli i regali, nella notte santa, sono i suoi genitori. Al fondo della malignit\u00e0 dei morti viventi c&#8217;\u00e8 la disperazione, ossia, appunto, la morte della speranza, perch\u00e9 la speranza \u00e8 la caratteristica della persona viva. Nella vita, non esiste la neutralit\u00e0 o l&#8217;indifferenza (e neanche la pretesa <em>divina indifferenza<\/em> di cui parla a vanvera Eugenio Montale): o si ha nel cuore la speranza e si \u00e8 vivi, o non la si ha e si \u00e8 morti, perch\u00e9 dove manca la speranza regna la disperazione, anche se \u00e8 possibile che molte perone non sappiano di essere disperate, cos\u00ec come non sanno, del resto, di essere morte. \u00c8 anzi particolarmente terribile la condizione dei disperati che ignorano di esserlo e sfogano nella malignit\u00e0 gratuita la loro cupa angoscia; se ne avessero una chiara coscienza, potrebbero forse compiere qualche movimento per uscire dal luogo infernale in cui si sono cacciati, mentre, ignorandolo, niente e nessuno li potr\u00e0 salvare dal loro tragico stato.<\/p>\n<p>I morti (viventi) sono attratti da tutto ci\u00f2 che sa di morte, in particolare dal denaro: sono banchieri, finanzieri, speculatori, usurai; se artisti, scrittori o poeti, sono ossessivamente attratti dal brutto, dal morboso, dal decadente, da ci\u00f2 che sa di decomposizione; se tecnici, adorano le macchine, l&#8217;ordine e l&#8217;efficienza disumani, la produttivit\u00e0 slegata da qualsiasi contenuto di umanit\u00e0, compreso il lavoro in quanto attivit\u00e0 dell&#8217;uomo; se magistrati, provano una passione particolare per il cavillo, per il codicillo, per il paradosso legale che rovescia lo spirito della legge a favore di chi la viola o non di chi dovrebbe esserne difeso; se militari o poliziotti, si compiacciono dell&#8217;uso della forza fine a se stesso; se padri o madri di famiglia, riversano sui figli la loro frustrazione, le loro ossessioni, li manipolano, li trasformano in duplicati di s\u00e9, li rinchiudono in una gabbia di ricatti e di pretese esorbitanti; se amanti, vedono nella persona amata un corpo da possedere, un&#8217;anima da soggiogare, uno schiavo o una schiava che deve essere controllato, spiato, dominato, e che mai pu\u00f2 permettersi un pensiero autonomo, un comportamento indipendente, meno che meno la decisione di andarsene. Fra quei morti per definizione che sono gli ambiziosi compulsivi e narcisisti, due categorie spiccano in modo particolare, quelli che intraprendono la carriera politica e quelli che seguono la carriera ecclesiastica: non che tutti i parlamentai e i monsignori siano dei morti, ma vi \u00e8 un&#8217;alta probabilit\u00e0 che lo siano, proprio per le caratteristiche che tali carriere presentano, non nel mondo ideale delle cose come dovrebbero essere (perch\u00e9 \u00e8 difficile immaginare qualcosa di pi\u00f9 bello che dedicare la propria vita al servizio delle istituzioni pubbliche o al servizio della Chiesa e delle anime), ma nel mondo reale, dove le cose sono ci\u00f2 che sono, cio\u00e8 dominate dai vizi e dai limiti della natura umana, che riducono tutto a questioni di potere e di denaro (e anche di sesso). I &quot;politici&quot; del <em>bunga-bunga<\/em>, con le loro <em>escort<\/em> e olgettine, e i monsignori delle orge segrete a base di droga e sesso gay, sono i pi\u00f9 tipici esponenti di questo mondo di cadaveri ambiziosi che perseguono l&#8217;affermazione del loro io mortifero, nei palazzi del potere e in quelli del Vaticano. Peraltro, la distinzione fra le due cose \u00e8 definitivamente venuta meno, anche ufficialmente, da quando il cardinale Parolin \u00e8 stato accolto gloriosamente fra i partecipanti all&#8217;ultima riunione del Gruppo Bilderberg, segno eloquente dei tempi nuovi e della nuova &quot;chiesa di Francesco&quot;; e il <em>trait-d&#8217;union<\/em>fra le due carriere /u00e8, ancora e sempre, il mondo della finanza e delle banche d_25E2_2580_2599affari, a met/u00e0 strada fra massoneria, I.O.R., _3Cem>business<\/em> dell&#8217;otto per mille, cooperative bianche per l&#8217;accoglienza ai migranti, finanziamenti occulti alle o.n.g. che traghettano volonterosamente i &quot;naufraghi&quot; in Italia, Soros &amp; Rockefeller.<\/p>\n<p>I pi\u00f9 morti di tutti sono i seguaci delle ideologie morte, che si portano dietro, oltre al peso del loro cadavere, anche quello dell&#8217;ideologia con la quale si erano identificati. Questi sopravvissuti al naufragio non hanno gli strumenti intellettuali per comprendere quel che \u00e8 loro accaduto, dato che non si erano accorti di nulla neppure al tempo in cui le loro ideologie andavano per la maggiore e parevano godere di ottima salute; tanto meno li possiedono ora, carichi come sono di risentimento per l&#8217;ingiusto destino che li ha detronizzati, emarginati e consegnati alla loro impotenza e irrilevanza. Si consolano pensando che la storia dar\u00e0 loro ragione, che essi rappresentano la societ\u00e0 migliore, la vera civilt\u00e0, ecc., mentre quanti li hanno sostituti al potere non sono, ai loro occhi, che degli illegittimi, degli abusivi, dei soprannumerari, casualmente premiati dalla sorte, ma destinati a scivolare nel nulla, quando il mondo avr\u00e0 ricuperato la propria lucidit\u00e0 e si sar\u00e0 rimesso a girare dalla parte giusta. Per intanto, masticano la loro bile, inghiottono il loro disappunto e si sfogano a sparare a zero contro chi ha l&#8217;ingrato compito di porre rimedio, in qualche modo, ai disastri decennali da essi provocati; ma, avendo potuto disporre di una egemonia culturale pressoch\u00e9 ininterrotta, per due o tre generazioni, tutto passer\u00e0 loro per la mente, tranne che fare un onesto bilancio della loro sconfitta e un equanime inventario di quel che essi hanno dato e di quello che hanno preso alla societ\u00e0. Pregustano, con perfido compiacimento, la soddisfazione di veder naufragare gli usurpatori, e sognano impossibili ritorni, circonfusi di gloria, dopo la prova temporanea del loro allontanamento dal potere, che essi immaginano di poter rivendicare, un domani, circonfusi della gloria dell&#8217;esilio,\u00a0 se non\u00a0 proprio della palma del martirio. Si aggirano per i corridoi con passo felpato, confabulano a gruppetti, vergognosi e superbi, come re straccioni che hanno perso il regno per una misteriosa congiura di palazzo, ma non dubitano che verr\u00e0 il tempo dei galantuomini, e il mondo finalmente vedr\u00e0 quanto essi avevano ragione, render\u00e0 loro gli onori dovuti e li ringrazier\u00e0 per lo stoicismo pieno di dignit\u00e0, con il quale hanno sopportato il tempo della prova iniqua.<\/p>\n<p>Il caso dei morti cardinali e monsignori \u00e8, in parte, diverso. L&#8217;istituzione nella quale hanno fatto carriera \u00e8 infinitamente pi\u00f9 antica, pi\u00f9 prudente\u00a0 e pi\u00f9 solenne, quindi il rischio di perdere poltrona e privilegi \u00e8 quasi inesistente, e, comunque, \u00e8 legato a dinamiche di tipo personale, a eventuali errori di tattica o di strategia, o, ancor pi\u00f9 raramente, a imprudenze pastorali o ad incidenti di carattere privato, come farsi pizzicare in qualche osceno festino sodomitico. D&#8217;altra parte, in una Chiesa sempre pi\u00f9 mondanizzata e laicizzata, come \u00e8 quella del post-concilio, vigono delle dinamiche di fazione molto simili a quelle della vita politica: invece di guardare alla Parola perenne del Vangelo, tale chiesa si basa sulla parola transeunte di questo o quel pontefice, pi\u00f9 o meno riformatore, pi\u00f9 o meno rivoluzionario, per cui esiste la concreta possibilit\u00e0 di incrementare ed affrettare la propria carriera, se ci si schiera dalla parte &quot;giusta&quot;, o di cadere in disgrazia e di venire silurati, se si fa la scelta &quot;sbagliata&quot;, sempre, ben s&#8217;intende, rispetto al vento che tira in Vaticano, al seguito di questo o quel pontefice. Tuttavia, per definizione, la parola umana uccide, mentre la Parola divina vivifica: perci\u00f2, quanto pi\u00f9 codesti monsignori in carriera si attaccano alle mode del mondo, e ostentano dialogo, apertura ed amicizia con il peccato e i peccatori impenitenti (divorzisti, abortisti, omosessualisti, ecc.), ovviamente riempiendosi la bocca di parole come accoglienza, inclusione, solidariet\u00e0, tanto pi\u00f9 introiettano le tossine della putrefazione e tanto pi\u00f9 diventano dei morti viventi, anche quando si fanno applaudire e complimentare da altri morti e mietono successi apparenti in mezzo a folle\u00a0 morte o moribonde, alle quali, invece di dare la Parola divina, la sola che potrebbe rianimarle e spegnere la loro sete inestinguibile, prodigano la loro misera parola umana, astuta, calcolatrice, politica,\u00a0 tradendo cos\u00ec la loro missione spirituale e religiosa, ingannando e fuorviando le anime e guadagnandosi definitivamente un posto d&#8217;onore fra i cadaveri eccellenti di una societ\u00e0 agonizzante, mentre si caricano la coscienza del non invidiabile peso di aver voluto fare i furbi con Colui che legge nella profondit\u00e0 dei cuori e\u00a0 non si lascia ingannare, come essi sono abituati a fare, dalle apparenze e dai comportamenti esteriori.<\/p>\n<p>Resta da vere quel che \u00e8 opportuno fare, come ci si debba regolare in un mondo cosiffatto, popolato di cadaveri che si credono persone vive e che spandono copiosamente il lezzo della loro corruzione. La prima cosa da fare \u00e8 quella di evitarli, di starne alla larga, perch\u00e9 i vivi devono stare con i vivi e non con i morti: <em>Lascia che i morti seppelliscano i loro morti<\/em> (<em>Matteo<\/em>, 8, 22). Oppure, come dice il padre Dante: <em>e tu che se&#8217; cost\u00ec, anima viva, p\u00e0rtiti da cotesti che son morti<\/em> (<em>Inferno<\/em>, III, 88-89). Stare in compagnia dei morti viventi non fa bene, n\u00e9 al corpo, n\u00e9 all&#8217;anima: come ammonisce anche Foscolo nei <em>Sepolcri<\/em> 142-45): <em>Gi\u00e0 il dotto e il ricco ed il patrizio vulgo, \/ decoro e mente al\u00a0bello Italo regno, \/ nelle adulate reggie ha sepoltura \/ gi\u00e0 vivo&#8230;<\/em> A stare in compagnia dei morti, a respirare il fiato mortifero che esce dalle loro labbra esangui, l&#8217;aria pestilenziale che si esala intorno ad essi, si contrae la loro stessa malattia: la disperazione e il cinismo, che conducono alla morte. Ma in pratica, non basta evitare le persone fisiche; bisogna soprattutto tenersi lontani dal terreno di coltura che produce l&#8217;atmosfera di morte che grava sulla nostra societ\u00e0. Ci sono pensieri di morte, veicolati da una pessima filosofia; immagini di morte diffuse da un&#8217;arte imbastardita e degenerata (cinema e fotografia compresi); ci sono una poesia, una letteratura, una psicologia, una sociologia, una scienza, una tecnologia, un&#8217;economia che sono scaturite dall&#8217;inferno, e il cui scopo \u00e8 trascinare con loro, negli abissi della dannazione, il maggior numero possibile di anime ignare, sprovvedute, annoiate e imprudenti. Si respira il gusto della morte e dei cadaveri perch\u00e9 non si ha nulla di meglio da fare, perch\u00e9 si \u00e8 persa la capacit\u00e0 di apprezzare, lodare e ringraziare la vita, in tutte le sue manifestazioni. La politica e la legislazione che inseguono e corteggiano la morte, varando leggi a favore dell&#8217;aborto, dell&#8217;eutanasia, della droga facile, del divorzio rapido, delle unioni sodomitiche, scaturiscono da quest&#8217;odio per la vita e da questo cieco istinto di auto-annientamento, il vero cancro silenzioso che sta distruggendo la nostra societ\u00e0. A questo punto, bisogna anche saper riconoscere e smascherare i signori della morte: i falsi filantropi, falsi papi e cardinali, falsi politici e statisti, falsi intellettuali e uomini di cultura, falsi economisti e finanzieri, tutta gente che ha venduto l&#8217;anima al diavolo e vorrebbe trascinarci con s\u00e9 all&#8217;inferno. Ma se loro hanno satana, con noi c&#8217;\u00e8 Ges\u00f9 Cristo&#8230;<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Diciamo che una persona \u00e8 realmente viva quando si trova in una disposizione di apertura, di comprensione e di sostegno nei confronti del fenomeno vita, in<span class=\"excerpt-hellip\"> [\u2026]<\/span><\/p>\n","protected":false},"author":2,"featured_media":30163,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"_jetpack_memberships_contains_paid_content":false,"footnotes":""},"categories":[25],"tags":[92],"class_list":["post-25669","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-letteratura","tag-altro"],"jetpack_featured_media_url":"https:../../../../fides-et-ratio.it/wp-content/uploads/2023/10/categoria-letteratura.jpg","jetpack_sharing_enabled":true,"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/25669","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/users\/2"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/comments@post=25669"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/25669\/revisions"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/media\/30163"}],"wp:attachment":[{"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/media@parent=25669"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/categories@post=25669"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/tags@post=25669"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}