{"id":25664,"date":"2015-04-08T02:27:00","date_gmt":"2015-04-08T02:27:00","guid":{"rendered":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/2015\/04\/08\/i-sogni-vengono-dallinconscio-o-da-dio\/"},"modified":"2015-04-08T02:27:00","modified_gmt":"2015-04-08T02:27:00","slug":"i-sogni-vengono-dallinconscio-o-da-dio","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/2015\/04\/08\/i-sogni-vengono-dallinconscio-o-da-dio\/","title":{"rendered":"I sogni vengono dall&#8217;inconscio o da Dio?"},"content":{"rendered":"<p>Da Freud in poi siamo ormai abituati a considerare come una verit\u00e0 rivelata (\u00abipse dixit\u00bb: e meno male che la scienza moderna sarebbe nata da un rifiuto del principio di autorit\u00e0) il fatto che il sogno \u00e8 la finestra privilegiata attraverso cui l&#8217;inconscio ci rivela la sua presenza, con le sue pulsioni pi\u00f9 o meno mascherate, con i suoi bassi istinti pi\u00f9 o meno travestiti in maniera da apparire abbastanza rispettabili per affrontare la censura del super-io.<\/p>\n<p>Cos\u00ec, a partire da \u00abL&#8217;interpretazione dei sogni\u00bb del padre della psicanalisi, il XX secolo ha deciso di gettare nel cestino della carta straccia tutto quel che la cultura pre-moderna, attraverso secoli e millenni di riflessione, aveva detto a proposito del sogno: e, in particolare, che esso \u00e8 la via maestra attraverso cui la divinit\u00e0 parla agli esseri umani, o direttamente, o per mezzo dei suoi messi spirituali, gli angeli. Sarebbe troppo lungo citare i passi degli autori antichi e quelli dell&#8217;Antico e del Nuovo Testamento in cui viene esposta questa credenza; cos\u00ec come sarebbe troppo lungo enumerare tutti gli autori cristiani della tarda antichit\u00e0 e del medioevo, da Gregorio di Nazianzo a Sinesio di Cirene, i quali hanno visto nel sogno il mezzo con cui Dio parla all&#8217;anima, e quanto sia importante ascoltare quella voce e indirizzare la propria vita cos\u00ec come in sogno ci \u00e8 stato suggerito.<\/p>\n<p>Non vale la pena di elevare inutili recriminazioni su tale inversione, operata dalla cultura moderna: il fatto \u00e8 quello e chiede di essere interpretato, affinch\u00e9 ciascuno valuti e decida se fosse pi\u00f9 giusta l&#8217;interpretazione tradizionale del fatto onirico, o se lo sia quella psicanalitica. A ben guardare, infatti, la nuova idea che ci siamo fatti del sogno \u00e8 solo una delle maniere in cui si manifesta la secolarizzazione e in cui si afferma una concezione della vita puramente materialista. Si tratta, peraltro, di una svolta coerente. Da quando l&#8217;uomo moderno ha inteso affermare la propria auto-sufficienza e ha giudicato che la sfera del soprannaturale sia inutile o ingannevole, gettando la metafisica e la teologia nel magazzino delle cose inattuali (operazione risolutamente inaugurata da Kant e proseguita alacremente dalla maggior parte dei pensatori degli ultimi due secoli), la realt\u00e0 invisibile ha perso di significato: la nostra visione del reale \u00e8 divenuta puramente sensista, erede diretta di quella dell&#8217;illuminismo settecentesco.<\/p>\n<p>Esiste quel che si vede, si tocca, si pu\u00f2 misurare, si pu\u00f2 spiegare con degli esperimenti e codificare mediante leggi scientifiche: questo \u00e8 il nuovo credo. Il sogno certamente esiste, ma, dato che l&#8217;invisibile non esiste, non pu\u00f2 provenire che dall&#8217;uomo stesso; e, dal momento che la coscienza non sa donde esso venga, allora si \u00e8 deciso che esso deve venire dalle cantine oscure dell&#8217;io, da una regione inesplorata chiamata inconscio, della quale nulla sapremmo, neppure il fatto che esiste, se il sogno, appunto, e alcune altre manifestazioni &#8211; guarda caso tutte di segno patologico: le nevrosi -, non ne tradissero la segreta e incessante attivit\u00e0. Si tratta, per\u00f2, di una attivit\u00e0 talmente vergognosa, che la nostra coscienza non potrebbe sopportarne l&#8217;aperta rivelazione; per cui quel meccanismo oscuro e quasi imperscrutabile, l&#8217;inconscio, si prende cura di rivestire le immagini troppo rivelatrici dei nostri bassi istinti con dei panni pi\u00f9 accettabili, con delle sembianze un po&#8217; meno sconvolgenti. Un po&#8217; come farebbero degli extraterrestri molto intelligenti e molti diversi da noi, i quali, per non turbarci in maniera traumatica, ci si mostrassero non gi\u00e0 come realmente sono, ma sotto apparenze per noi accettabili, vale a dire non troppo diverse dalle nostre.<\/p>\n<p>Quella che stiamo vivendo, dunque, \u00e8 una svolta coerente rispetto alle premesse culturali della nostra societ\u00e0: se l&#8217;antropologia si chiude su se stessa e proclama l&#8217;autosufficienza dell&#8217;uomo, \u00e8 perfettamente logico che nulla, nell&#8217;uomo, possa avere una origine non umana; \u00e8 perfettamente logico che la presenza, in lui, di una scintilla o di un riflesso della luce divina siano considerate cose inverosimili, degne di altri secoli, dominati dalla superstizione e dall&#8217;ignoranza.<\/p>\n<p>Eppure, come abbiamo detto, i secoli cristiani sono andati sostanzialmente, d&#8217;accordo con il paganesimo, quanto all&#8217;interpretazione dei sogni: basta sfogliare l&#8217;\u00abEneide\u00bb per vedere cosa ne pensava il pi\u00f9 grande di tutti i poeti latini, Virgilio; e basta sfogliare il primo libro della Bibbia, quello dell&#8217;\u00abEsodo\u00bb, in cui si narra di Giuseppe alla corte del faraone (ma se ne potrebbero indicare molti altri, ad esempio quello del profeta Daniele, con il sogno di Nabucodonosor), per rendersi conto di quanto fosse profonda e radicata la convinzione che, nel sogno &#8212; non in qualunque sogno, beninteso, ma solo in alcuni &#8212; l&#8217;uomo riceve dei messaggi che vengono dall&#8217;Alto, e che sta a lui decifrare e comprendere, per farne un punto di orientamento esistenziale.<\/p>\n<p>Ha scritto Anselm Gr\u00fcn nella sua monografia \u00abI sogni nel cammino spirituale\u00bb (titolo originale: \u00abTr\u00e4ume auf dem geistlichen Weg\u00bb, M\u00fcnsterschwarzach Abtei, 1989; traduzione dal tedesco di Mario Tambini, Padova, Edizioni Messaggero, 1996, pp. 5-8):<\/p>\n<p>\u00abNei testi psicologici sui sogni vengono per lo pi\u00f9 raccontati e analizzati i sogni di ammalati. Qui i sogni servono, al tempo stesso, all&#8217;analisi e alla terapia. Ma la dimensione spirituale dei sogni viene a malapena chiamata in causa. [&#8230;]<\/p>\n<p>Tre sono soprattutto gli ambiti cui si deve fare attenzione in un cammino spirituale, perch\u00e9 in essi Dio ci incontra a ci parla: i nostri pensieri e sentimenti, il nostro corpo e i nostri sogni. [&#8230;]<\/p>\n<p>Nel monachesimo antico, soprattutto la consapevolezza dei pensieri e dei sentimenti veniva descritta come passo decisivo nel cammino spirituale. Ma, come mostra uno sguardo alla Bibbia e alla tradizione spirituale, si poneva attenzione anche ai sogni, si faceva assegnamento sul fatto che Dio in essi ci parla. Prese dalla disperazione, oggi molte persone si domandano dove potrebbero trovare Dio e dove e come Dio, in realt\u00e0, parli ad esse. Sono scettiche sulla possibilit\u00e0 che Dio parli loro nella preghiera, sospettando che in realt\u00e0 si tratti dei propri pensieri, che rivolgono a se stesse. A partire da questo problema, i monaci hanno sviluppati l&#8217;insegnamento sul discernimento degli spiriti, per darci uno strumentario con cui possiamo percepire che Dio ci parla. [&#8230;] Il sogno \u00e8 il luogo in cui la nostra attivit\u00e0 personale \u00e8 arrestata o quantomeno fortemente diminuita. Qui non abbiamo pi\u00f9 il comando nelle mani. Cos\u00ec Dio pu\u00f2 molto pi\u00f9 facilmente far irruzione nella nostra vita. Noi affermiamo che i sogni traggono origine dal nostro subconscio, ma perch\u00e9 proprio ora emerge questo o quel sogno, non siamo in grado di dirlo. Colleghiamo il sogno con le nostre esperienze corrispondenti; anche questo, per\u00f2, non \u00e8 motivo stringente perch\u00e9 proprio ora questo sogno venga alla luce. Di conseguenza, \u00e8 assolutamente legittimo credere con gli antichi che sia Dio a mandarci sogni e che, con essi, Dio voglia dirci qualcosa. I sogni non li possiamo estorcere, possiamo semplicemente aspettarli e riceverli come un regalo, come una grazia.[&#8230;]<\/p>\n<p>Al centro della nostra realt\u00e0 ci siamo noi. Siamo noi che lavoriamo, mangiamo, pensiamo, proviamo sentimenti, progettiamo, diamo forma a tutto quanto ci circonda; Dio qui trova posto solamente ai margini e solamente nella misura in cui noi glielo concediamo. Progettiamo anche la nostra vita spirituale, diamo forma alla nostra preghiera; ma anche qui siamo noi i registi, assegniamo a Dio il ruolo che deve svolgere. In fondo, questa \u00e8 una realt\u00e0 in larga misura senza Dio: siamo noi i padroni e Dio \u00e8 spinto al margine. Anche se siamo devoti, siamo noi col nostro agire devoto al centro, non Dio. Di fronte a questa realt\u00e0 senza Dio ella nostra vita, il sogno ci indirizza ad un&#8217;altra realt\u00e0 spirituale. Se noi prendiamo sul serio la metafisica, allora \u00e8 Dio la realt\u00e0 vera e noi siamo reali solamente in quanto partecipiamo di Lui. Dio \u00e8 pi\u00f9 vicino a noi di quanto noi lo siamo a noi stessi, dice Agostino. Noi siamo stranieri a noi stessi. Viviamo in una realt\u00e0 non solamente senza Dio, ma anche senza Io, privo di anima. Mediante i sogni, la realt\u00e0 spirituale irrompe nella nostra vita. E non \u00e8 detto per principio che i sogni siano meno reali di quanto noi percepiamo a livello di coscienza. Nel sogno Dio pu\u00f2 irrompere, farsi parola. Nel sogno emergono immagini che apparentemente non hanno nulla a che fare con la nostra realt\u00e0 consapevole, ma sono veramente in grado di svelarci l&#8217;essenza di questa realt\u00e0. Essi ci mostrano il mondo e la nostra vita sotto un aspetto completamente diverso e non a torto gli antichi pensavano che Dio ci parla in sogno. Qui, infatti, non possiamo pi\u00f9 scambiare le parole di Dio con le nostre, non lo possiamo pi\u00f9 costringere in un ruolo; al contrario, Egli agisce e noi siamo spettatori. [&#8230;]<\/p>\n<p>Il controllo della realt\u00e0 \u00e8 decisivo per vedere se se nei sogni ci lasciamo interpellare da Dio, o se invece li utilizziamo per noi. C&#8217;\u00e8 il pericolo che li utilizziamo come strumento di potere, che ci trinceriamo dietro ad essi per non farci mettere in questione n\u00e9 dagli uomini, n\u00e9 da Dio. Allora ci si chiude in se stessi. Si getta lo sguardo solamente all&#8217;intero e vi soccombe al fascino del mondo interiore. [&#8230;] Quando uno pensa solamente di aver bisogno di meditare i propri sogni, \u00e8 nell&#8217;errore. Egli va incontro al sogno non pi\u00f9 come a un Tu, ma si ritira in esso e vi sprofonda.\u00bb<\/p>\n<p>Ed ecco il grande errore della psicanalisi: aver visto nel sogno solo un prodotto umano, un prodotto &#8212; per giunta &#8212; di rifiuto, proveniente, cio\u00e8, dalle sfere pi\u00f9 basse ed ignobili della psiche; ed esservi sprofondata dentro, come se in esso non vi fosse altro che un problema da decifrare, un quesito da sciogliere, un enigma da spiegare. No, il sogno \u00e8 molto di pi\u00f9: \u00e8 la voce dell&#8217;Altro che entra nella nostra vita e che la scuote dalle fondamenta e la vuol mettere radicalmente in discussione, ma per il nostro bene, per aprirci gli occhi, per ridestarci a noi stessi. Presi da mille attivit\u00e0 e tenacemente convinti di non poter vivere senza esercitare un costante controllo sulle cose, senza manipolarle incessantemente, viviamo la passivit\u00e0 del sonno quasi come una debolezza, e la rivelazione del sogno come un inquietante elemento ribelle alla nostra volont\u00e0 e alla nostra intelligenza; un elemento &quot;selvaggio&quot;, che va interpretato non gi\u00e0 per illuminare la nostra strada, ma per rimuovere gli ostacoli, per sgombrare il terreno da ci\u00f2 che potrebbe infastidirci, insomma per offrirci una presa ancora pi\u00f9 salda sulla realt\u00e0. Al centro ci siamo sempre noi, il nostro io, e tutto il resto deve ruotargli attorno, come i satelliti intorno a un sole.<\/p>\n<p>L&#8217;idea che il sogno sia la voce di un Tu; che sia una occasione per fare silenzio e ascoltare, non per dominare le cose, ma per meglio comprenderle; non per imporre il nostro gioco, ma per lasciarci andare al richiamo dell&#8217;Essere, \u00e8 un&#8217;idea che, se pure ci sfiora, ci irrita profondamente, perch\u00e9 sconvolge tutti i nostri pregiudizi scientisti e utilitaristi. Per la prima volta, non ci si chiede di agire, ma di lasciarci essere; non di fare, ma di subire; non di volere, ma di essere penetrati da qualcosa che \u00e8 pi\u00f9 grande di noi, che ci richiama ai bisogni pi\u00f9 veri, ma dimenticati, della nostra anima. La nostra anima non ha bisogno di cose, n\u00e9 di dominio, ma di essere: ha bisogno di lasciarsi riempire, di lasciarsi fecondare dalla grazia che viene dall&#8217;Alto, di imparare l&#8217;umilt\u00e0 e di farsi docile strumento di un disegno sapiente che non \u00e8 opera nostra, ma cui siamo chiamati a collaborare.<\/p>\n<p>Se proviamo a considerare il sogno sotto questa prospettiva, allora molte cose che prima ci apparivano incomprensibili, diventano molto pi\u00f9 semplici: non si tratta di &quot;spiegare&quot; il sogno, perch\u00e9 il sogno \u00e8 mistero, e i misteri non si spiegano, perch\u00e9 non si possono ridurre a problemi, ma restano irriducibilmente &quot;altro&quot; rispetto alla nostra volont\u00e0 raziocinante. Il sogno, sotto questo punto di vista, ci sfida a deporre la nostra presunzione e la nostra tendenza al controllo sulle cose, per aprirci al mistero di una rivelazione che non viene da noi, che non \u00e8 il prodotto di una nostra forza cieca e primordiale, ma che viene da fuori e che ci illumina, mostrandoci cose che non avevamo considerato, squarciando il velo della nostra pigrizia intellettuale.<\/p>\n<p>Per\u00f2, per arrivare a porsi in questa prospettiva, \u00e8 necessario operare una rivoluzione copernicana dentro se stessi: \u00e8 necessario riportare il soprannaturale al centro del reale e vedere il mondo della natura, fatto di cose visibili &#8211; e, in una certa misura, quantificabili &#8211; come la sua proiezione esterna, che non ha significato in se stessa, ma solo in rapporto a quello. Bisogna rinunciare al sensismo e accettare il fatto che noi vediamo e sperimentiamo solo una piccola parte della realt\u00e0, la pi\u00f9 superficiale e ingannevole; mentre l&#8217;essenza di essa sta al di sotto, come un tesoro ricoperto da un drappo di tessuto quasi evanescente. Perch\u00e9 quel tesoro ci si riveli, bisogna che non fermiamo la nostra attenzione sul drappo, per quanto possa apparirci fabbricato con arte e in una stoffa preziosa: bisogna che ci rendiamo conto che esso non \u00e8 il tesoro, ma solo il suo rivestimento.<\/p>\n<p>Le cose materiali sono il rivestimento e, in un certo senso, l&#8217;ombra della realt\u00e0 pi\u00f9 vera e profonda: noi non possiamo vedere quest&#8217;ultima in maniera diretta, ne rimarremmo accecati, perch\u00e9 trascende di molto le nostre facolt\u00e0 sensoriali. Ecco perch\u00e9 il sogno pu\u00f2 rivelarsi una preziosa via d&#8217;accesso alla realt\u00e0 ultima: mentre la coscienza dorme e noi siamo privi delle inutili difese dell&#8217;io, la strada \u00e8 aperta alla rivelazione del Tu e al nostro incontro con l&#8217;Assoluto. Siamo come dei bambini i quali, se sapessero dove stanno andando, farebbero i capricci e punterebbero i piedi; ma, condotti da una mano amica, si ritrovano in un bellissimo giardino, rammaricandosi solo di non esservi stati prima&#8230;<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Da Freud in poi siamo ormai abituati a considerare come una verit\u00e0 rivelata (\u00abipse dixit\u00bb: e meno male che la scienza moderna sarebbe nata da un<span class=\"excerpt-hellip\"> [\u2026]<\/span><\/p>\n","protected":false},"author":2,"featured_media":30180,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"_jetpack_memberships_contains_paid_content":false,"footnotes":""},"categories":[55],"tags":[92],"class_list":["post-25664","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-psicologia","tag-altro"],"jetpack_featured_media_url":"https:../../../../fides-et-ratio.it/wp-content/uploads/2023/10/categoria-psicologia.jpg","jetpack_sharing_enabled":true,"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/25664","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/users\/2"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/comments@post=25664"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/25664\/revisions"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/media\/30180"}],"wp:attachment":[{"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/media@parent=25664"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/categories@post=25664"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/tags@post=25664"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}