{"id":25660,"date":"2020-07-26T11:21:00","date_gmt":"2020-07-26T11:21:00","guid":{"rendered":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/2020\/07\/26\/i-segnali-cerano-gia-tutti-bisognava-saperli-vedere\/"},"modified":"2020-07-26T11:21:00","modified_gmt":"2020-07-26T11:21:00","slug":"i-segnali-cerano-gia-tutti-bisognava-saperli-vedere","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/2020\/07\/26\/i-segnali-cerano-gia-tutti-bisognava-saperli-vedere\/","title":{"rendered":"I segnali c&#8217;erano gi\u00e0 tutti: bisognava saperli vedere"},"content":{"rendered":"<p>Ci\u00f2 che la dittatura sanitaria instaurata a livello mondiale, ma specie italiano (l&#8217;Italia \u00e8 sempre stata un laboratorio) ha messo impietosamente in mostra, \u00e8 un fatto che si sarebbe gi\u00e0 dovuto notare, perch\u00e9 i segni erano visibili da tempo, bastava saperli cogliere: la rapida, inarrestabile perdita di consapevolezza da parte della stragrande maggiorana della popolazione. Esisteva gi\u00e0 da tempo, cio\u00e8, una diffusa inconsapevolezza, da parte del cosiddetto uomo comune, circa i fatti pi\u00f9 importanti della vita, a cominciare dalla giusta percezione di se stesso. \u00c8 stato questo fatto che ha reso possibile a un miliardo e trecento milioni di cattolici, di <em>non<\/em> rendersi conto che la loro religione era stata scippata da un clero traditore, conquistato dalla massoneria, e che si trovavano fra le mani una religione nuova, artificiale, usa-e-getta, fabbricata l\u00ec per l\u00ec, all&#8217;epoca del Concilio Vaticano II, allo scopo di piacere al mondo e che di cattolico aveva ancora solamente il nome e certe forme esteriori. Ed \u00e8 stato sempre questo fatto che ha reso possibile a circa un miliardo di occidentali di <em>non<\/em> accorgersi che stavano adottando stili di vita, sistemi sanitari e scolastici, modelli culturali e indirizzi tecnologici e finanziari diametralmente opposti al loro bene, nell&#8217;interesse esclusivo di pochissimi individui inconcepibilmente ricchi e potenti, bramosi di diventare ancor pi\u00f9 ricchi e di sottomettere l&#8217;intera umanit\u00e0 al fine di sfruttarla metodicamente e illimitatamente, proprio come gli allevatori fanno con le mandrie di bestiame. Cos\u00ec, complici i mass-media asserviti all&#8217;<em>\u00e9lite<\/em> finanziaria globale, e i cosiddetti intellettuali tenuti a libro paga da quella stessa <em>\u00e9lite<\/em>, la massa della popolazione non si \u00e8 accorta di nulla, ha seguitato ad inseguire i miraggi distruttivi di un consumismo demenziale, a danneggiare la propria salute con un&#8217;alimentazione assurda, con ritmi di vita sbagliati, intossicando la propria mente e le proprie emozioni con film e programmi televisivi aberranti, nichilisti, moralmente devastanti, e affidandosi alle cure mediche di un sistema sanitario totalmente piegato ai voleri e agl&#8217;interessi delle multinazionali farmaceutiche, cio\u00e8 ancora e sempre, ai signori di quella minuscola ma potentissima <em>\u00e9lite<\/em> che controlla gi\u00e0 quasi tutto il resto. Sul terreno politico, la gente non pare essersi resa conto, nel corso degli ultimi decenni, che la contesa fra destra e sinistra, fra conservatori e progressisti, si era ridotto via via ad un teatrino preconfezionato, ove partiti di plastica, contenitori del nulla, hanno giocato a interpretare le rispettive parti, sia al governo che all&#8217;opposizione, esclusivamente per dare l&#8217;illusione di una dialettica e una effettiva libert\u00e0 di scelta che, in effetti, sono ormai scomparse gi\u00e0 da molto tempo.<\/p>\n<p>Tale inconsapevolezza avrebbe gi\u00e0 dovuto essere evidente al livello della percezione del proprio corpo. Un personaggio del dialogo di Kierkegaard <em>In vino veritas<\/em> dice che, volendo, un abile persuasore sarebbe capace di far s\u00ec che le donne si mettano tutte l&#8217;anello al naso e se ne vadano in giro cos\u00ec, felici e soddisfatte di seguire l&#8217;ultimo grido della moda. Oggi si pu\u00f2 estendere il discorso agli uomini, osservando con quanta soddisfazione la gente si affretti a imitare qualsiasi moda, ad adottare qualsiasi stile che faccia tendenza, senza alcun senso critico riguardo ai tempi e ai modi. Cos\u00ec, per anni abbiamo visto ragazze e ragazzi presentarsi a scuola, e anche agli esami di Stato, in tenute balneari, succinte, coi pantaloni a vita bassissima, mostrando perfino l&#8217;orlo delle mutande: ora vediamo che anche non pochi insegnanti fanno la stessa cosa. Ci si chiede: i genitori non trovano nulla di strano nel vedere i loro pargoletti recarsi a scuola abbigliati a quel modo? E i professori, perch\u00e9 hanno taciuto per anni, e tollerato un andazzo che \u00e8 via via degenerato? Negli uffici pubblici si assiste allo stesso spettacolo: pare che per un&#8217;impiegata di trenta, quaranta o cinquant&#8217;anni non vi sia nulla di pi\u00f9 naturale che recarsi al lavoro abbigliata come per andare in spiaggia, e far vedere agli utenti il reggiseno, o la mancanza di esso, sotto la camicia trasparente, o mostrare, al minimo movimento per abbassarsi, il filo del perizoma. I maschi si presentano in pianelle e pantaloni corti, con la camicia sbottonata, o la maglietta ampiamente scollata e sbracciata, cos\u00ec da mostrare i peli del petto e i numerosi tatuaggi sparsi sulle spalle e sulle braccia. \u00c8 normale tutto questo? Non c&#8217;\u00e8 pi\u00f9 distinzione tra la sfera della vita privata e quella della vita pubblica; e col linguaggio \u00e8 la stessa cosa: parolacce, imprecazioni e bestemmie sono all&#8217;ordine del giorno anche a scuola e nei luoghi di lavoro. Colpisce poi l&#8217;assenza di coscienza della propria specifica fisicit\u00e0: si vedono donne alte un metro e mezzo, decisamente sovrappeso oltre che gi\u00e0 avanti negli anni, pavoneggiarsi in strada indossando degli aderentissimo <em>fuseaux<\/em>, o delle minigonne inguinali. Ci si chiede: ma si sono guardate allo specchio, prima di uscir di casa? Senza dubbio s\u00ec. Ci si chiede allora: e cos&#8217;hanno visto? Evidentemente si son viste belle, bellissime, conciate a quel modo. Non sono state sfiorate da alcun dubbio di opportunit\u00e0, di proporzione tra le proprie caratteristiche fisiche e il tipo di <em>look<\/em> sfoggiato, e magari sottolineato da una tinta fiammeggiante dei capelli, o magari azzurra, o meglio ancora verde. O forse s\u00ec, magari a livello subconscio; ma poi devono aver pensato: \u00abPerch\u00e9 io no? Perch\u00e9? Le alte, le magre, le giovani, s\u00ec, e io no? Perch\u00e9 le attrici dei film di Hollywood s\u00ec, le cantanti, le <em>soubrette<\/em> televisive possono, e io non posso? Che cosa ho di meno, io? Ho forse meno diritti? Sono forse un individuo di serie B, devo forse vergognarmi di essere come sono?\u00bb. Ecco: qui si percepisce l&#8217;opera devastante della neo-scuola, della neo-chiesa, della neo-famiglia; qui si toccano con mano gli effetti micidiali di un democraticismo d&#8217;accatto, di un livellamento sistematico delle differenze, anche se a parole la cultura dominante esalta precisamente il contrario, ossia l&#8217;unicit\u00e0 delle persone. \u00abSe tutti siamo uguali quanto a bellezza, anche perch\u00e9 la bellezza \u00e8 soggettiva, e se non ci sono differenze nell&#8217;esercizio dei diritti, perch\u00e9 io non dovrei usufruire per me stesso degli stessi vantaggi che l&#8217;ultima moda offre alle attrici famose e alle giovani e snelle soubrette televisive, anche se io non sono n\u00e9 giovane, n\u00e9 snella? Voglio proprio vedere chi avr\u00e0 il coraggio di criticarmi; chi oser\u00e0 avanzare la pi\u00f9 piccola obiezione al mio diritto sacrosanto di acconciarmi come loro. Se qualcuno fa tanto da provarci, lo fulmino: infine, non ho il politicamente corretto dalla mia?\u00bb.<\/p>\n<p>Questo discorso si pu\u00f2 applicare anche al campo dell&#8217;intelligenza, della laboriosit\u00e0, del merito in generale. Oggi non ci sono pi\u00f9 persone pigre, svogliate, che non hanno alcuna voglia di guadagnarsi la vita lavorando onestamente: ci sono solo persone che faticano a inserirsi, a integrarsi, senza dubbio per colpa della societ\u00e0 egoista e insensibile, giammai per colpa loro. E se un pensionato italiano di ritorno da una degenza ospedaliera, trova la sua casa occupata nel frattempo da una famiglia di zingari, o di clandestini, deve andarsene all&#8217;albergo, perch\u00e9 magistrati e carabinieri non provvedono a espellere immediatamente gli abusivi, ma spiegano a lui che, avendo una fonte di reddito, pu\u00f2 sistemarsi altrove, mentre quelli, poverini, che non hanno un tetto sopra la testa, e devono provvedere anche a dei bimbi, non saprebbero dove andare. S&#8217;intende che le bollette, l&#8217;affitto e le spese condominali devono esse puntualmente pagate, ci mancherebbe altro: e da chi, se non dal legittimo proprietario, nonostante il trascurabile dettaglio che \u00e8 stato estromesso dalla sua casa e che altri ci stanno dentro pi\u00f9 che comodamente al posto suo? Cos\u00ec, non ci sono pi\u00f9 persone violente, irresponsabili, antisociali: ci sono solo persone che hanno bisogno di comprensione e di sostegno. <em>Chi ha paura delle mele marce?<\/em>, chiede con tono di sfida tutta la cultura buonista, specie di matrice cattolica, ripetendo le parole di don Luigi Ciotti. Nessuno, \u00e8 chiaro: anche perch\u00e9 di mele marce non ce ne sono, neppure una. Son tutte belle e sane, o alla peggio rivedibili, migliorabili, risanabili. La mitezza della giustizia di fronte ai crimini e ai criminali ha qui la sua radice; l&#8217;arrendevolezza verso i delitti dei clandestini trae da qui il suo alimento. Se il criminale agisce a quel modo, \u00e8 perch\u00e9 non gli sono state date le giuste opportunit\u00e0; e se gli spacciatori nigeriani non solo diffondono la droga, ma si macchiano di delitti orripilanti, \u00e8 perch\u00e9 non vengono accolti con sufficiente spirito di benevolenza, dialogo e inclusione. S\u00ec, \u00e8 vero, qualche volta stuprano, uccidono e tagliano a pezzi le loro vittime; e qualche volta pure se le mangiano: ma che volete, bisogna capirli; sono spaesati, vengono da un&#8217;altra cultura, e nella loro tali cose sono considerate pi\u00f9 o meno normali. Siamo noi, pertanto, che dobbiamo fare uno sforzo supplementare per capire, per accogliere, per integrare. E guai a dire che son loro a non volersi integrare; che la loro cultura \u00e8 incompatibile con la nostra; guai, soprattutto a chiedere quale elemento consenta di affermare, come fanno i buonisti di professione, che tutte le culture sono parimenti sviluppate, e con quale capolavoro artistico o letterario, con quale alto discorso filosofico o brillante scoperta scientifica <em>quella<\/em> cultura abbia contribuito al patrimonio complessivo del genere umano. No, no, tali cose non si devono dire, assolutamente: sarebbe la forma pi\u00f9 esecrabile di razzismo, se non addirittura d&#8217;incitamento all&#8217;odio!<\/p>\n<p>E se vogliamo restare nell&#8217;ambito della nostra cultura e della nostra gente, perch\u00e9 non parlare anche della disinvoltura con cui i genitori di ragazzi seriamente handicappati iscrivono i loro figli al liceo e all&#8217;universit\u00e0? E dell&#8217;esagerato, parossistico spirito di accoglienza con cui la scuola e l&#8217;universit\u00e0 accolgono tali alunni, contribuendo ad abbassare ulteriormente il livello dell&#8217;apprendimento per tutti gli altri, e inasprendo il disagio che gi\u00e0 esiste, a causa dei numerosi disservizi, in qualsiasi classe e in qualsiasi corso accademico? Eppure tali richieste d&#8217;iscrizione non vengono mai respinte: il diritto allo studio \u00e8 sacro e viene prima di qualsiasi cosa. Perci\u00f2 un bambino caratteriale, violento, che pesta i compagni tutti i giorni, minaccia e aggredisce perfino le maestre, ha diritto, si sa, di frequentare la scuola, anzi sono i suoi genitori che vanno a chiedere spiegazioni al dirigente e fanno una bella scenata, se un giorno arriva in classe una maestra nuova e il ragazzino, che non c&#8217;era abituato, d\u00e0 in escandescenze e manda al pronto soccorso l&#8217;intrusa, a farsi cucire i punti provocati dai suoi morsi. E che altro dire, se non intenerirsi ed esultare per l&#8217;alto livello d&#8217;integrazione raggiunto, se una ragazza affetta dalla sindrome di Down si laurea con centodieci e lode, ossia con un punteggio assai pi\u00f9 alto degli altri studenti, pur bravi e meritevoli, ma al tempo stesso, evidentemente, colpevoli di non essere n\u00e9 handicappati, n\u00e9 provenienti da famiglie disagiate, n\u00e9 figli d&#8217;immigrati, ma solo ragazzi e ragazze normali, volonterosi, intelligenti, portati per gli studi e originali nel modo di pensare, di studiare e di organizzare il sapere acquisito? Ci rendiamo perfettamente conto della delicatezza del tema e non intendiamo in alcun modo discriminare i ragazzi disabili, n\u00e9 colpevolizzare le loro famiglie: sappiamo bene che molte di esse portano la loro croce in silenzio e lottano quotidianamente per dare una vita accettabile ai loro figli, senza avanzare assurde pretese o far valere diritti aberranti, che vanno a danno del prossimo. Tuttavia bisogna guardare in faccia la realt\u00e0. Ci sono anche le situazioni che abbiamo qui descritto; e ce ne sono perfino di peggiori. Si \u00e8 creata una cultura radicalmente sbagliata, fondata su valori capovolti, e sempre per la stessa ragione: lo stravolgimento della bont\u00e0, dell&#8217;accoglienza e della solidariet\u00e0. Ma bisogna ricordare che l&#8217;esasperazione della bont\u00e0 si chiama buonismo, e il buonismo \u00e8 il contrario della bont\u00e0 vera: illude chi non ha certi diritti, di essere come gli altri; e intanto castiga tutti gli altri e li fa sentire colpevoli per il fatto di essere autonomi, o pi\u00f9 bravi, o pi\u00f9 intelligenti, o pi\u00f9 sani. Non avere il dono della salute, o quello dell&#8217;intelligenza, non \u00e8 certo una colpa: ma non \u00e8 neppure un diritto, tanto meno un diritto da brandire come un randello per sottomettere gli altri. Gli italiani, ormai, sono stati portati quasi a sentirsi colpevoli di essere bianchi, viste le tremende malefatte che i bianchi hanno fatto a danno degli altri popoli. Per questo non si parla mai dei crimini commessi dai negri contro i bianchi del Sudafrica, mentre prima non passava giorno senza che stampa e televisione stigmatizzassero la barbarie dell&#8217;<em>apartheid<\/em>. In ambito religioso, \u00e8 la stessa cosa: i cristiani devono vergognarsi di essere cristiani; solo gli altri, specie ebrei e islamici, possono andarsene a testa alta. E infatti: in Europa si bruciano e si profanano le chiese, si oltraggiano i Crocifissi, ma guai se per caso una sinagoga o una moschea sono oggetto di qualche atto di violenza, guai se un cimitero ebraico viene sporcato con scritte antisemite: la notizia trover\u00e0 un&#8217;eco assai maggiore di quella relativa all&#8217;eccidio di migliaia di cristiani in qualche luogo dell&#8217;Africa o dell&#8217;Asia. Controprova: \u00e8 stato un gioco da ragazzi privare i cristiani della santa Messa, Pasqua compresa; ma nessuno ha osato privare i musulmani del <em>Ramadan<\/em>. Ogni giorno \u00e8 lecito insultare Cristo, la Madonna e i Santi, ma guai se qualcuno si azzarda a dire che il diario di Anna Frank potrebbe anche essere un falso, e che il forno crenmatorio di Auschwitz, a vedere il quale milioni di studenti vengono portati ogni anno da solerti e contriti professori, \u00e8 una flagrante falsificazione storica. Guai soprattutto a ipotizzare che i Sei Milioni, dopotutto, forse non erano proprio sei milioni, visto che in Europa, nel 1939, non c&#8217;erano neppure sei milioni di ebrei. Queste sono le cose che non si possono dire, n\u00e9 perdonare. Ma insultare i cristiani tutti i giorni, questo s\u00ec che si pu\u00f2 fare, senza aver timore alcuno&#8230;<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Ci\u00f2 che la dittatura sanitaria instaurata a livello mondiale, ma specie italiano (l&#8217;Italia \u00e8 sempre stata un laboratorio) ha messo impietosamente in mostra, \u00e8 un fatto<span class=\"excerpt-hellip\"> [\u2026]<\/span><\/p>\n","protected":false},"author":2,"featured_media":30180,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"_jetpack_memberships_contains_paid_content":false,"footnotes":""},"categories":[55],"tags":[92],"class_list":["post-25660","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-psicologia","tag-altro"],"jetpack_featured_media_url":"https:../../../../fides-et-ratio.it/wp-content/uploads/2023/10/categoria-psicologia.jpg","jetpack_sharing_enabled":true,"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/25660","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/users\/2"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/comments@post=25660"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/25660\/revisions"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/media\/30180"}],"wp:attachment":[{"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/media@parent=25660"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/categories@post=25660"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/tags@post=25660"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}