{"id":25655,"date":"2020-07-16T08:03:00","date_gmt":"2020-07-16T08:03:00","guid":{"rendered":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/2020\/07\/16\/i-peccati-fatti-compiere-agli-altri-e-il-bene-non-fatto\/"},"modified":"2020-07-16T08:03:00","modified_gmt":"2020-07-16T08:03:00","slug":"i-peccati-fatti-compiere-agli-altri-e-il-bene-non-fatto","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/2020\/07\/16\/i-peccati-fatti-compiere-agli-altri-e-il-bene-non-fatto\/","title":{"rendered":"I peccati fatti compiere agli altri e il bene non fatto"},"content":{"rendered":"<p>Sovente, in queste tempi di relativismo morale e di somma confusione dottrinale, ci accade di desiderare un po&#8217; di ristoro, di chiarezza, di verit\u00e0 dottrinale. Allora, con buona pace degli ultimi decenni di furori post-conciliari, torniamo a prendere in mano, non senza nostalgia, i volumetti della Elle Di Ci, che sta per Libreria Dottrina Cristiana, di Torino Leumann, corrispondenti ciascuno a una classe della scuola elementare, intitolati con semplicit\u00e0 <em>Il mio Catechismo<\/em> e illustrati dal bravo disegnatore Guido Lagna, sui quali, nei primi anni &#8217;60 del secolo scorso, si \u00e8 costruita la nostra formazione religiosa, in vista della Prima Comunione e della Cresima, che allora si celebravamo assai ravvicinate. Sfogliando il volume dedicato alla quarta classe, e dunque destinato a bambini di nove anni, alla nona lezione, intitolata <em>Ges\u00f9 Cristo nostro giudice<\/em>, abbiamo cos\u00ec potuto leggere, o meglio, rileggere queste frasi (pp. 25-26):<\/p>\n<p><em>Il maestro alla fine dell&#8217;anno esamina gli scolari. Quelli che sanno sono promossi. Quelli che non sanno sono bocciati.<\/em><\/p>\n<p><em>La promozione \u00e8 un premio; la bocciatura \u00e8 un castigo.<\/em><\/p>\n<p><em>Ges\u00f9 Cristo giudicher\u00e0, ossia esaminer\u00e0, tutti gli uomini alla fine del mondo.<\/em><\/p>\n<p><em>Alla morte per\u00f2, quando l&#8217;anima si \u00e8 separata dal corpo, essa compare davanti a Dio per essere giudicata.<\/em><\/p>\n<p><em>\u00c8 il GIUDIZIO PARTICOLARE perch\u00e9 fatto ad ognuno di noi.<\/em><\/p>\n<p><em>Come la luce del sole entrando in una stanza fa vedere la polvere anche pi\u00f9 piccola, cos\u00ec la luce di Dio metter\u00e0 in vista i pensieri, i desideri, le parole e le azioni dell&#8217;anima nostra quando era ancora col corpo.<\/em><\/p>\n<p><em>Passeranno davanti a noi anche i peccati fatti commettere ad altri, il bene che potevamo fare ed abbiamo omesso o tralasciato di fare.<\/em><\/p>\n<p><em>Dopo questo il Signore pronuncer\u00e0 la sua sentenza che ci destiner\u00e0 al premio o al castigo.<\/em><\/p>\n<p><em>Questo incontro con Dio verr\u00e0 in mente negli ultimi momenti della vita. Ma come gli scolari diligenti sono tranquilli davanti agli esami, cos\u00ec i buoni muoiono tranquilli, perch\u00e9 non temono il giudizio di Dio.<\/em><\/p>\n<p><em>I cattivi invece muoiono pieni di spavento e di rimorso, perch\u00e9 sanno di essere nemici di Dio, al cui sguardo non potranno nascondere le loro mancanze.<\/em><\/p>\n<p>Certo un catechista dei nostri giorni, cresciuto in pieno clima post-conciliare e magari conquistato dalla catechesi di Bergoglio, Paglia e Zuppi, cos\u00ec aperta e inclusiva, cos\u00ec spigliata e anticonformista, sorrider\u00e0 davanti a queste parole e si domander\u00e0 come sia stato possibile che intere generazioni di fedeli abbiano appreso in questo modo la dottrina cattolica. Per loro, infatti, anche se a parole lo negano, il cristianesimo comincia ad esistere nel 1962, con l&#8217;apertura del Concilio Vaticano II, dopo di che il cantiere \u00e8 rimasto aperto e disponibile a continue migliorie e innovazioni, e non verr\u00e0 mai chiuso, perch\u00e9 la dottrina \u00e8 una cosa per le persone rigide, e la sola dottrina buona \u00e8 quella che non viene mai definita una volta per tutte, ma resta perennemente in fase di arricchimento e perfezionamento, e soprattutto disposta ad accogliere e abbracciare chiunque, anche coloro che la avversano, che la disprezzano, che la negano e che la rifiutano; semmai bisognerebbe cacciar fuori i &quot;rigidi&quot; che non sono d&#8217;accordo con tanta accoglienza e tanta inclusione. Inoltre, il linguaggio del catechismo di allora, basato sullo schema di san Pio X, oggi risulta pressoch\u00e9 incomprensibile a causa dello slittamento complessivo della societ\u00e0 italiana in senso progressista, modernista, permissivo e libertino. Ora che non c&#8217;\u00e8 pi\u00f9 uno Stato confessionale, ma laico, anzi furiosamente laicista; ora che la scuola non \u00e8 pi\u00f9 selettiva, perch\u00e9, come don Milani ha insegnato e gridato dai tetti, era ora che le professoresse brutte e cattive la smettessero di bocciare gli alunni somari, una frase come questa: <em>Il maestro alla fine dell&#8217;anno esamina gli scolari: quelli che sanno sono promossi, quelli che non sanno sono<\/em> bocciati, che allora era di una evidenza lapalissiana, oggi appare semplicemente incongrua, cos\u00ec come la similitudine con il giudizio divino: <em>Ges\u00f9 Cristo giudicher\u00e0, ossia esaminer\u00e0, tutti gli uomini alla fine del mondo: il Signore pronuncer\u00e0 la sua sentenza che ci destiner\u00e0 al premio o al castigo.<\/em> I teologi modernisti, i vari don Bruno Forte, gli Enzo Bianchi, non parliamo poi dei Vito Mancuso, si agiteranno sulle sedie udendo un simile linguaggio, e giustamente indignati insorgeranno: <em>E che! Forse Ges\u00f9 Cristo \u00e8 venuto per giudicare?<\/em> Ma se perfino papa Francesco &#8211; che \u00e8 semmai qualcosa di pi\u00f9, non certo qualcosa di meno di Ges\u00f9 Cristo &#8211; ha detto davanti alle telecamere: <em>Chi sono io per giudicare?<\/em> No, no: Ges\u00f9 non \u00e8 venuto per giudicare, il cattolicesimo non giudica nessuno, la Chiesa \u00e8 la casa di tutti, spalancata a chiunque, ove tutti hanno il diritto di sentirsi a proprio agio, ciascuno con la sua fede religiosa, il suo codice morale, la sua coscienza soggettiva: siamo tutti una grande famiglia, santi e peccatori, buoni e cattivi, tutti uguali davanti a Dio, tutti speciali, tutti eccezionali cos\u00ec come siamo. Perch\u00e9 questo \u00e8 ci\u00f2 che dice il contro-clero bergogliano: tutti noi abbiamo il diritto di essere, di restare e di venire accettati dagli altri cos\u00ec come siamo, deviazioni, perversioni e aberrazioni comprese: come sostiene quel tale gesuita spagnolo, all&#8217;anagrafe Jos\u00e9 Maria Rodriguez Olaizola &#8211; ma chi l&#8217;abbia consacrato sacerdote non \u00e8 dato sapere, certo non lo Spirito Santo &#8211; il quale sul sito ufficiale dell&#8217;Ordine di San&#8217;Ignazio di Loyola scrive testualmente:<\/p>\n<p><em>Un giorno il Gay Pride o qualsiasi altro [giorno dell&#8217;] orgoglio non saranno necessari<\/em>. <em>Il giorno in cui ognuno riconoscer\u00e0 la dignit\u00e0 delle persone, di ogni persona, senza che l&#8217;orientamento sessuale sia un problema per nessuno. Il giorno in cui il &quot;coming out&quot; non sar\u00e0 una novit\u00e0, perch\u00e9 sar\u00e0 considerato normale<\/em>. <em>Sono ancora troppe le persone che credono che avere un figlio gay sia una tragedia, un imbarazzo, qualcosa da nascondere. (&#8230;) E ancora, nella Chiesa, c&#8217;\u00e8 troppo silenzio di fronte ad alcune dichiarazioni e formulazioni che non rispondono alla realt\u00e0 pastorale delle nostre comunit\u00e0, parrocchie, gruppi e spazi di accompagnamento.<\/em><\/p>\n<p>Ne deduciamo che se uno nasce con l&#8217;attrazione per i bambini, allora va bene anche la pedofilia: Dio lo vuole cos\u00ec com&#8217;\u00e8, e soprattutto ha il diritto a essere rispettato nella sua speciale inclinazione. Di qui alle tesi estreme, aberranti e ripugnanti, del tristemente noto teorico dell&#8217;ideologia gender, Mario Mieli, quello che invocava la libert\u00e0 per gli adulti di svezzare al sesso i bambini, e che poi \u00e8 morto suicida a trent&#8217;anni infilando la testa nel forno di casa, da tanto bella e felice che era la sua vita (1), non ci pare vi sia una distanza incolmabile, tutt&#8217;altro; ma ci\u00f2 sia detto solo <em>en passant<\/em>. Tuttavia, il passaggio pi\u00f9 duro da mandar gi\u00f9 del &quot;vecchio&quot; catechismo (in realt\u00e0 il catechismo \u00e8 sempre quello e non cambia, n\u00e9 potrebbe mai cambiare: ma andate un po&#8217; a spiegarlo ai teologi, ai preti e ai vescovi progressisti e &quot;di strada&quot;, della sedicente &quot;chiesa in uscita&quot;), per un catechista dei nostri giorni, \u00e8 senza dubbio questo: <em>Passeranno davanti a noi anche i peccati fatti commettere ad altri, il bene che potevamo fare ed abbiamo omesso o tralasciato di fare.<\/em> Gi\u00e0 per loro \u00e8 quanto mai duro da digerire il concetto stesso di peccato, divenuto pressoch\u00e9 indigesto ai sensibilissimi orecchi di tutti questi signori eredi del Vaticano II, per i quali la Chiesa nasce, o rinasce, nel 1962, dopo quasi duemila anni di torpido sonno, superstizione e intolleranza; preferirebbero che si parlasse non gi\u00e0 di peccato, ma di umana e comprensibile fragilit\u00e0, concetto totalmente laico e totalmente svuotato della dimensione soprannaturale. Cos\u00ec del resto insegna il massone e bestemmiatore argentino, il quale in <em>Amoris laetitia<\/em> si \u00e8 spinto a fare l&#8217;apologia dell&#8217;adulterio permanente e legalizzato, buttando nel cesso diciannove secoli di morale cattolica, a cominciare dall&#8217;insegnamento diretto ed esplicito di Ges\u00f9 Cristo: <em>Se il tuo occhio ti d\u00e0 scandalo, strappatelo; se il la tua mano o il tuo piede ti danno scandalo, tagliateli: \u00e8 meglio per te entrare orbo, monco o zoppo nel regno dei cieli, che con entrambi gli occhi, le mani e i piedi andare all&#8217;inferno.<\/em> Pi\u00f9 chiaro di cos\u00ec<em>&#8230;<\/em> Ma prendere per buona l&#8217;idea che saremo chiamati a rendere conto non solo del bene e del male che abbiamo fatto, ma anche del male che abbiamo spinto altri a compiere, nonch\u00e9 di quel bene che era alla nostra portata, ma che ci siamo rifiutati di fare, per egoismo e amore del quieto vivere: questi s\u00ec che sono concetti davvero ostici, coi quali c&#8217;\u00e8 da restare strozzati come quando involontariamente s&#8217;inghiotte, nel pi\u00f9 bello d&#8217;un pranzo con gli amici, una maledetta spina di pesce.<\/p>\n<p>Dunque: del bene che potremmo fare, ma non facciamo, c&#8217;\u00e8 poco da dire: la cosa \u00e8 di una tale evidenza che parla da s\u00e9. Perch\u00e9 non lo facciamo? Perch\u00e9 non pensiamo che sia affar nostro. Quando abbiamo badato ai fatti nostri, quando ci siamo comportati in maniera corretta nelle situazioni ordinarie, ci sembra di essere gi\u00e0 pi\u00f9 che a posto. A che pro caricarsi sulle spalle ulteriori pesi, che non sono strettamente necessari? Ci\u00f2 la dice lunga sul nostro modo d&#8217;intendere il bene: per metterci in un&#8217;altra prospettiva, dovremmo essere delle persone diverse: dovremmo rinascere. Il concetto cristiano della conversione \u00e8 tutto qui: <em>convertirsi<\/em> significa mutare radicalmente prospettiva di vita, cambiare il proprio cuore di pietra in un cuore di carne, capace di sentire (cfr. <em>Ezechiele<\/em>, 36, 26-27). L&#8217;altro aspetto della condotta morale, il male che non facciamo direttamente, ma che spingiamo gli altri a fare, richiede un discorso pi\u00f9 preciso riguardo alla cultura narcisista e liberale nella quale siamo immersi. Il narcisismo ci spinge a cercar sempre e comunque la soddisfazione del nostro io, quindi a servirci del prossimo come di un mezzo per gratificarci; il liberalismo ci induce a pensare di avere ogni sorta di diritti e che qualsiasi cosa facciamo, purch\u00e9 non vada contro un certo articolo del codice penale o civile, \u00e8 perfettamente lecita. Di conseguenza siamo sollecitati a indurre il prossimo in tentazione, al solo scopo di vederlo accendersi di passione secondo i capricci della nostra volont\u00e0; e questo vale specialmente per le donne. Tutte quelle, e ormai sono forse la maggioranza, che fin da giovanissime, e poi fino alla vecchiaia, adottano ogni strategia per eccitare il prossimo, spingono gli uomini a peccare con il pensiero, e le alte donne a peccare col desiderio di emularle: sono al tempo stesso fonte di sollecitazione dei bassi istinti e pessime maestre per le donne pi\u00f9 giovani e meno esperte. Ma naturalmente anche un uomo pu\u00f2 essere un cattivo maestro e pu\u00f2 indurre in tentazione gli altri, al solo scopo di gratificare il proprio narcisismo; e ci\u00f2 non solo nella sfera sessuale, ma anche in quella professionale o in qualsiasi altra circostanza della vita. Chi d\u00e0 scandalo in pubblico, pecca due volte: perch\u00e9 offende Dio e perch\u00e9 spinge gli altri sulla via del male. Purtroppo la natura umana, dopo la Caduta, \u00e8 fatta in maniera tale da essere pi\u00f9 sensibile ai cattivi esempi che ai buoni; un giovane segue pi\u00f9 volentieri un gruppo di amici che ostentano comportamenti trasgressivi, incoscienti, pericolosi, piuttosto che prendere a modello una persona che segue la via del bene. Quindi chi agisce male in presenza degli altri, porta anche una parte della responsabilit\u00e0 del loro eventuale traviamento. Poich\u00e9 esiste il libero arbitrio, ciascuno dovr\u00e0 rispondere per se stesso; ma poich\u00e9 esiste anche la possibilit\u00e0 di esercitare un&#8217;influenza sugli altri, chi usa male tale capacit\u00e0, magari sfruttando il vantaggio dell&#8217;et\u00e0 o della posizione sociale, dovr\u00e0 rendere conto anche di questo. Chi abusa di un bambino porta su di s\u00e9 una responsabilit\u00e0 enorme, non solo per il male fatto direttamente, ma anche per quello che, crescendo, quel bambino far\u00e0 a sua volta: e la responsabilit\u00e0 diventa schiacciante se ad abusare \u00e8 un educatore o, Dio non voglia, un consacrato. Tale infatti \u00e8 la perversa spirale del peccato, che si propaga senza fine. I preti e i teologi odierni, buonisti e misericordisti, non parlano pi\u00f9 di queste cose, anzi s&#8217;infastidiscono se qualcuno lo fa. Ebbene sono anch&#8217;essi cattivi, anzi pessimi maestri, e dovranno rendere conto dei loro silenzi.<\/p>\n<p>(1) La voce di <em>Wikipedia<\/em> a lui dedicata, scritta evidentemente da un suo sviscerato ammiratore, precisa che <em>tra i motivi del suo gesto estremo fu l&#8217;ostruzionismo che il padre, influente industriale milanese, aveva fatto per impedire la pubblicazione della sua opera, &quot;Il risveglio dei faraoni&quot;, ritenendolo troppo autobiografico e lesivo dell&#8217;onore famigliare.<\/em> Tuttavia, se l&#8217;ostruzionismo del genitore \u00e8 motivo di suicidio per un figlio di trent&#8217;anni suonati, ci sembra che l&#8217;equilibrio psichico e morale di quest&#8217;ultimo doveva essere ben fragile. Da che mondo \u00e8 mondo, i figli vanno per la loro strada e, se hanno delle idee e credono veramente in esse, non si arrendono perch\u00e9 il babbo non \u00e8 d&#8217;accordo con loro, o perch\u00e9 non gli piace che i panni sporchi di casa vengano messi in piazza nella maniera peggiore. Poveri babbi retrivi e autoritari, i quali nella prospettiva della cultura antagonista servono solo a prendersi tutta la colpa delle frustrazioni e dei fallimenti dei figli ribelli e velleitari&#8230;<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Sovente, in queste tempi di relativismo morale e di somma confusione dottrinale, ci accade di desiderare un po&#8217; di ristoro, di chiarezza, di verit\u00e0 dottrinale. 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