{"id":25652,"date":"2012-11-02T09:10:00","date_gmt":"2012-11-02T09:10:00","guid":{"rendered":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/2012\/11\/02\/i-nostri-atti-ci-seguono-percio-dobbiamo-armarci-di-prudenza-giustizia-e-temperanza\/"},"modified":"2012-11-02T09:10:00","modified_gmt":"2012-11-02T09:10:00","slug":"i-nostri-atti-ci-seguono-percio-dobbiamo-armarci-di-prudenza-giustizia-e-temperanza","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/2012\/11\/02\/i-nostri-atti-ci-seguono-percio-dobbiamo-armarci-di-prudenza-giustizia-e-temperanza\/","title":{"rendered":"I nostri atti ci seguono: perci\u00f2 dobbiamo armarci di prudenza, giustizia e temperanza"},"content":{"rendered":"<p>Oggi \u00e8 un po&#8217; passato di moda, insieme a tante altre cose buone e utili che si insegnavano un tempo, parlare delle quattro virt\u00f9 cardinali, che gi\u00e0 il pensiero greco conosceva e che Platone raccomandava all&#8217;uomo di imparare a conoscere e a praticare, come necessarie compagne di vita: prudenza, giustizia, fortezza e temperanza.<\/p>\n<p>In chiave cristiana, la prudenza \u00e8 la capacit\u00e0 di discerne il bene dal male; giustizia \u00e8 il dare a Dio, agli altri ed a se stessi quanto \u00e8 loro dovuto; fortezza \u00e8 il saper perseverare nel bene, dopo averlo riconosciuto; temperanza \u00e8 saper moderare gli appetiti sensibili e non smarrire la Stella Polare del vero bene, che non sempre coincide con il piacere.<\/p>\n<p>Sono, comunque, virt\u00f9 umane, tali cio\u00e8 da poter rischiarare il cammino a qualsiasi individuo di buona volont\u00e0: pertanto chiunque dovrebbe esserne provvisto, indipendentemente dal fatto di credere o non credere in una determinata religione; l&#8217;uomo o la donna che ne siano sprovvisti mancano di qualcosa di essenziale, sono menomati nella loro stessa umanit\u00e0.<\/p>\n<p>Al di sopra di esse, per il cristiano, vi sono le tre virt\u00f9 teologali, che pongono l&#8217;anima a immediato contatto con il mistero del divino: la fede, ossia la piena fiducia nella Rivelazione; la speranza, cio\u00e8 il desiderio e l&#8217;attesa del suo compimento; e la carit\u00e0, vale a dire l&#8217;amore a Dio e al prossimo; virt\u00f9 ricordate anche da San Paolo nella Prima lettera ai Corinzi (13,13): \u00abOra dunque ci sono tre cose che non svaniranno: fede, speranza, carit\u00e0; ma la pi\u00f9 grande di tutte \u00e8 la carit\u00e0\u00bb.<\/p>\n<p>Ora, tornando alle virt\u00f9 cardinali, tre di esse, prudenza, giustizia e temperanza, riguardano particolarmente la risonanza che le nostre parole e i nostri atti possono avere sulla vita del prossimo, oltre che sulla nostra stessa vita; mentre la quarta, la fortezza, riguarda in primo luogo il nostro personale cammino spirituale e solo in seconda battuta il prossimo.<\/p>\n<p>Ma proprio la nostra epoca, che pone continuamente l&#8217;accento sui diritti e sulla libert\u00e0 &#8211; diritti senza corrispettivi doveri e libert\u00e0 non di essere, ma di sottrarsi a qualcosa &#8211; sembra particolarmente sprovvista di quel senso di responsabilit\u00e0 che dovrebbe ricordarci come, per usare le parole del titolo di un romanzo di Paul Bourget, i nostri atti ci seguono (\u00abnos actes nous suivent\u00bb), anche pi\u00f9 di quello che non avremmo pensato o immaginato.<\/p>\n<p>Certo, \u00e8 impossibile prevedere la risonanza di tutto quel che diciamo o che facciamo, per non parlare di quel che pensiamo; n\u00e9 potremmo onestamente incolparci, e meno ancora venire incolpati, per qualunque possibile reazione essi dovessero provocare nel prossimo, al di l\u00e0 delle nostre intenzioni e della nostra volont\u00e0. Per esempio, \u00e8 evidente che nessuno ci potrebbe imputare la responsabilit\u00e0 di avere istigato qualcuno all&#8217;omicidio, solo perch\u00e9 un pazzo, udendo un nostro discorso, magari pronunciato in tono scherzoso, ha preso terribilmente sul serio le nostre parole e ha voluto mettere in pratica una nostra innocente fantasia.<\/p>\n<p>Ma fino a che punto sono innocenti le nostre fantasie, allorch\u00e9 le manifestiamo al prossimo; fino a che punto sono innocenti un discorso, un libro, un&#8217;opera d&#8217;arte, destinati ad avere una risonanza pi\u00f9 o meno grande su altre persone, comprese quelle che non conosciamo affatto e che, magari, ricevono la nostra suggestione a molti anni di distanza, o perfino dopo la nostra morte?<\/p>\n<p>Pi\u00f9 si riflette sulla questione e pi\u00f9 ci si rende conto che, oltre ad essere delicata, essa \u00e8 anche terribilmente complessa. Ivan Karamazov, a tavola, dopo aver pranzato con il padre, col fratello Alioscia e con qualche ospite occasionale, butta l\u00e0 qualche frase sul fatto che Dio non esiste e che, di conseguenza, all&#8217;uomo tutto \u00e8 permesso. In realt\u00e0 il suo pensiero \u00e8 molto pi\u00f9 complesso, le sue idee morali sono molto pi\u00f9 articolate, come si vedr\u00e0 quando, da solo a solo con Alioscia, gli racconter\u00e0 la &quot;leggenda del Grande Inquisitore&quot;; ma intanto l\u00ec, nella casa di F\u00ebdor Pavlovic Karamazov, interpellato da quest&#8217;ultimo, egli risponde con voluta negligenza e quasi spazientito, in tono semiserio, mostrandosi peraltro assai sicuro di quel che dice.<\/p>\n<p>Le sue parole vengono raccolte come oro colato e prese alla lettera dal servo Smerdjakov, che \u00e8 anche suo fratellastro (illegittimo), il quale, sentendole pronunciare da un giovane colto e intelligente, non dubita nemmeno per un attimo che siano state dette in perfetta seriet\u00e0; e costui, andando oltre le intenzioni di Ivan, finir\u00e0 per commettere un crimine odioso, il parricidio, non tanto per derubare il vecchio, quanto per dimostrare a se stesso, proprio come il giovane Raskolnikov di \u00abDelitto e castigo\u00bb, d&#8217;essere un uomo superiore, che non ha paura di nulla e che non conosce n\u00e9 rimorsi n\u00e9 piet\u00e0 nei confronti di una vita considerata inutile.<\/p>\n<p>Non parliamo, poi, dei nostri atti: pi\u00f9 ancora delle parole, essi operano direttamente su quanti ci stanno intorno e agiscono in profondit\u00e0 sulla loro sfera interiore, oltre che su quella materiale. Uno schiaffo, magari sacrosanto, dato da un padre al proprio figlio, ecco che pu\u00f2, in circostanze sfortunate, essere seguito da una reazione sproporzionata e, talvolta, irreparabile, come il suicidio del ragazzo; lo stesso pu\u00f2 accadere per una bocciatura o un brutto voto che degli insegnanti, in perfetta coscienza, hanno sentito il dovere di assegnare a un loro studente.<\/p>\n<p>Gli atti sessuali rientrano, ovviamente, nella categoria di quegli atti che sono suscettibili di provocare le pi\u00f9 profonde conseguenze; e, a maggior ragione, vi rientrano quegli atti sessuali che vengono compiuti su dei soggetti pi\u00f9 deboli ed esposti, o perch\u00e9 molto giovani e inesperti, o perch\u00e9 fragili psicologicamente e spiritualmente, oppure, ancora, perch\u00e9 si fidano dell&#8217;adulto e non sospettano di poter essere manipolati senza scrupoli.<\/p>\n<p>La violenza sessuale pu\u00f2 segnare gravemente la vita di una persona, a maggior ragione se si tratta di un bambino o di un adolescente. D&#8217;altra parte, non sempre \u00e8 possibile tracciare una netta linea di separazione, in questo ambito, fra ci\u00f2 che \u00e8 violenza e ci\u00f2 che non lo \u00e8, pur se vi assomiglia esteriormente: certe cose che si fanno o che si dicono, nel trasporto della passione, non possono essere prese alla lettera, trovano il loro vero significato solo in quel preciso contesto e, di solito, rientrano in un codice di comportamento che l&#8217;altro pu\u00f2 facilmente comprendere e accettare. Per\u00f2 non sempre ci\u00f2 avviene, e possono darsi delle situazioni nelle quali il margine di ambiguit\u00e0 si presta a gravi fraintendimenti, forieri di pesanti conseguenze.<\/p>\n<p>Anche stabilire che cosa sia &quot;amore&quot; \u00e8 tutt&#8217;altro che facile, quando si entra nella casistica concreta e si lascia il terreno delle definizioni astratte. Possiamo definire l&#8217;amore, infatti, come il sentimento che ci spinge a desiderare il bene dell&#8217;altro: ma sappiamo perfettamente che, almeno nell&#8217;amore sessuale, vi \u00e8 anche la ricerca del proprio piacere, se non del proprio bene; senza contare che non \u00e8 affatto agevole dire o riconoscere quale sia il bene dell&#8217;altro.<\/p>\n<p>Certo \u00e8 che &quot;amore&quot; \u00e8 una parola abusata, che serve a giustificare praticamente tutto, anche la violenza: quante volte si pretende che esso valga a scusare comportamenti aberranti, aggressivi, persecutor\u00ee, che recano oggettivamente del male alla persona &quot;amata&quot;? Eppure, non sempre le cose stanno cos\u00ec come appaiono: accade non di rado, infatti, che, sempre in nome dell&#8217;amore, la persona maltrattata non gradisca affatto di essere &quot;liberata&quot; dal proprio tormentatore, si rivolti anzi contro colui che cercasse di aiutarla, ergendosi fieramente a difesa del &quot;povero&quot; innamorato che, per troppo amore, l&#8217;aveva maltrattata, insultata, picchiata.<\/p>\n<p>Allo stesso modo, non \u00e8 sempre facile decidere quale sia il confine tra un rapporto sessuale rispettoso dell&#8217;altro, basato sul libero consenso di due persone responsabili e mature, ed uno che non possiede tali requisiti. Di sicuro il criterio non pu\u00f2 essere solamente quello dell&#8217;et\u00e0 (una persona pu\u00f2 essere immatura anche se adulta, mentre una persona molto giovane potrebbe essere matura a sufficienza), n\u00e9 quello della violenza astrattamente considerata (in un rapporto di tipo sado-masochista la violenza c&#8217;\u00e8, ma pu\u00f2 essere accettata da entrambi e, comunque, pu\u00f2 essere relativamente innocua, specie se ritualizzata).<\/p>\n<p>Ci sono dei casi nei quali un adulto seduce un bambino e nei quali, nondimeno, \u00e8 difficile vedere solo l&#8217;aspetto negativo, per esempio se il minorenne mostra un cos\u00ec profondo e sincero attaccamento al partner, da volerlo &quot;aspettare&quot; per sposarlo, o se l&#8217;adulto \u00e8 disposto ad affrontare il carcere, pur di non separarsi dal giovane: ne abbiamo discusso, a suo tempo, trattando il caso di una insegnante americana che aveva un marito e quattro figli, allorch\u00e9 s&#8217;innamor\u00f2 di un suo alunno tredicenne e ne rimase incinta (vedi l&#8217;articolo \u00abPu\u00f2 una madre trentaseienne perdere la testa per un dodicenne? Il caso di Mary Kay Letourneau\u00bb, apparso sul sito di Arianna Editrice in data 09\/09\/2008).<\/p>\n<p>Anche qui, bisogna evitare di giudicare le cose unicamente da quel che appaiono. Non \u00e8 detto che il minorenne sia sempre cos\u00ec indifeso come potrebbe sembrare; talvolta, paradossalmente, pu\u00f2 esserlo di pi\u00f9 l&#8217;adulto; inoltre, non si pu\u00f2 escludere che vi sia una volont\u00e0 di seduzione da parte del minorenne, anche se nessun giudice sarebbe disposto a prendere in considerazione una tale eventualit\u00e0, per la nostra ben nota tendenza a semplificare tutto e ad assegnare dei ruoli prestabiliti in base a quel che sembra e a quel che meglio si accorda con le nostre idee e con i nostri pregiudizi. Beninteso, quest&#8217;ultimo \u00e8 un caso raro, nel quale &#8211; magari &#8211; pi\u00f9 che di volont\u00e0 del minore, si tratta di comportamenti inconsci, e che non aboliscono la responsabilit\u00e0 dell&#8217;adulto, proprio perch\u00e9 lui, e lui solo, pu\u00f2 rendersi conto cosa vi sia da prendere sul serio nelle profferte di un soggetto minorenne, e cosa sia da attribuire ad una sorta di gioco inconsapevole.<\/p>\n<p>La violenza fisica di un adulto su un minore delinea una situazione definita, nella quale non vi sono margini di dubbio; ma, anche qui, bisogna aver chiaro cosa sia violenza e cosa no: un confine che, nella pratica, \u00e8 molto, molto labile. Fra adulti consenzienti, per esempio, una certa resistenza iniziale, e perfino un rifiuto, pu\u00f2 non corrispondere alle reali intenzioni del soggetto; pu\u00f2 configurarsi come una schermaglia amorosa, come un rito destinato a superare le propri inibizioni, che non significa un vero rifiuto, ma anzi un preambolo all&#8217;abbandono, purch\u00e9, beninteso, il partner non si arrenda e non si scoraggi davanti a quell&#8217;apparente diniego. In tal caso, colui che oppone resistenza spera ardentemente, in cuor suo, che tale resistenza venga vinta dalla forza passionale dell&#8217;altro; ma che accade se, nel corso del rapporto, tale rifiuto apparente e simbolico si dovesse trasformare in un rifiuto reale, provocato a un improvviso ripensamento?<\/p>\n<p>A maggior ragione le cose si fanno spinose quando \u00e8 in questione un rapporto fra un adulto e un giovanissimo. Le conseguenze di un rapporto sessuale non voluto da quest&#8217;ultimo, anche se, alla fine, accettato e perfino vissuto con trasporto (s\u00ec che la violenza, se pure vi \u00e8 stata, si \u00e8 configurata come psicologia pi\u00f9 che fisica, essendo stato teoricamente possibile, per la &quot;vittima&quot;, sottrarsi e reagire, se lo avesse davvero voluto), possono essere gravi, specialmente se il trauma si trascina nel segreto della coscienza e il soggetto non trova il modo di confidarsi ad alcuno per ricevere sollievo, consolazione e consiglio.<\/p>\n<p>Possono venire cos\u00ec incubati dei disturbi psichici pi\u00f9 o meno gravi, forse anche durevoli; disturbi che, non lo si dimentichi mai, sono la spia di una sofferenza dell&#8217;anima e non, come vorrebbe una concezione dell&#8217;uomo di tipo puramente materialista, un semplice scompenso chimico nelle circonvoluzioni cerebrali.<\/p>\n<p>Un tipico esempio \u00e8 quello riportato a suo tempo dal dottor Frank Caprio nel suo celebre studio \u00abVariazioni nell&#8217;amore\u00bb, e che ricorda la scabrosa situazione raffigurata nel dipinto di Balthus \u00abLa lezione di chitarra\u00bb (titolo originale: \u00abVariations in Sexual Behavior\u00bb, 1955; traduzione dall&#8217;americano di Gianluigi Bemporad, Milano, Longanesi, 1971, pp. 265-67):<\/p>\n<p>\u00abUna ragazza giovane nel fiore dei suoi vent&#8217;anni mi fu mandata dal suo medico che diagnostic\u00f2 il suo caso come un disturbo digestivo di origine nervosa. I suoi disturbi principali erano la nausea e il vomito. Niente sembrava lenire i suoi sintomi. Quando cominci\u00f2 progressivamente a peggiorare il medico arriv\u00f2 alla conclusione che il vomito doveva in qualche modo essere in relazione con qualche profondo conflitto emotivo non risolto.<\/p>\n<p>Infatti il medico non sbagliava, perch\u00e9 la ragazza era stata sedotta da una lesbica abituale e questo aveva portato a un grave caso di nevrosi ansiosa quale risultato del suo forte senso di colpa. Essa era molto religiosa e si rimproverava per aver permesso che un episodio del genere fosse accaduto. La nausea e il vomito naturalmente erano simboli del modo in cui lei giudicava la propria esperienza. I sintomi le servivano come reazione di difesa inconscia contro le sue latenti tendenze omosessuali. Sappiamo ad esempio che accentuate reazioni di disgusto possono essere il sintomo di una segreta attrazione interiore per quello contro cui il nostro io conscio si ribella. \u00c8 questo il caso di Alice.<\/p>\n<p>Alice fu invitata a passare il weekend con un&#8217;amica sposata il cui marito era assente per affari. Accett\u00f2, non sospettando che qualcosa di natura sessuale sarebbe accaduto. Le due donne si prepararono una buona cena e Alice fu indotta dalla padrona di casa a bere pi\u00f9 vino di quanto potesse sopportare, cosa questa che la mise in uno stato di giovialit\u00e0 e di spensieratezza. Divennero scherzose, e a letto coninciarono a farsi il solletico in modo innocente. Durante la notte, la padrona di casa mise il suo cuscino ai piedi del letto. Alice non sospett\u00f2 niente e si addorment\u00f2 di nuovo. Poco dopo l&#8217;amica cominci\u00f2 a baciare i piedi, le ginocchia e le cosce di Alice e gradualmente alz\u00f2 la camicia da notte sopra la vita. Poi allarg\u00f2 le cosce di Alice e cominci\u00f2 a baciarle gli organi sessuali.<\/p>\n<p>Alice era sveglia e disse alla sua amica che la doveva smettere, o sarebbe scesa dal letto. La padrona di casa si rotol\u00f2 sopra Alice e cominci\u00f2 un &quot;cunnilingus&quot; e contemporaneamente si mise nella posizione del &quot;sessantanove&quot; portando i suoi organi sessuali contro il viso di Alice. A questo punto, Alice afferma, anch&#8217;essa si appassion\u00f2 in tal modo da non poter resistere e si trov\u00f2 afferrata da una forza cos\u00ec irresistibile da fare un &quot;cunnilingus&quot; alla sua ospite. Arrivarono all&#8217;orgasmo simultaneamente.<\/p>\n<p>La mattina Alice prov\u00f2 una palpitazione al cuore, divenne conscia del&#8217;accaduto e dopo la colazione dovette andare in bagno a vomitare. Il pensiero di ci\u00f2 che aveva fatto la notte la nauseava. &lt;Era incapace di guardare la sua amica negli occhi e le disse che era molto dispiaciuta per quanto era successo. Le due donne non si videro mai pi\u00f9.<\/p>\n<p>Questa fu l&#8217;unica esperienza omosessuale che ebbe Alice. Non la confess\u00f2 mai a nessuno e cerc\u00f2 di dimenticarla, ma il suo vomito peggior\u00f2 e non pot\u00e9 pi\u00f9 continuare il suo lavoro. Guar\u00ec completamente dopo la psicoterapia. L&#8217;analisi psicoterapica le permise di scaricarsi la coscienza e riusc\u00ec a capire quali fattori psicologici erano responsabili della sua nevrosi. Era completamente innocente e non sapeva che un fenomeno come il lesbismo esistesse. A ogni modo dichiar\u00f2 che era diventata pi\u00f9 prudente e assennata dopo quell&#8217;avventura e svilupp\u00f2 un sano atteggiamento nei riguardi dell&#8217;amore, del sesso e del matrimonio.\u00bb<\/p>\n<p>Non discutiamo qui l&#8217;affermazione dell&#8217;autore che la sua psicoterapia ebbe l&#8217;effetto di riequilibrare completamente la sua giovane paziente e di riconciliarla con se stessa e con la sfera sessuale; cos\u00ec come a lui lasciamo tutta intera la responsabilit\u00e0 di quella osservazione, tipicamente freudiana, che una forte reazione emotiva tradisce spesso una segreta attrazione verso ci\u00f2 che si detesta: cosa che pu\u00f2 essere vera, ma anche totalmente priva di fondamento.<\/p>\n<p>Il punto \u00e8 che un adulto, o, comunque, una persona sessualmente esperta, dovrebbe avere la massima delicatezza nei confronti di un adolescente o di un ragazzo: non solo dovrebbe astenersi da tentativi di seduzione, ma anche da qualsiasi comportamento che lo possa turbare, anche solo con parole; e questo proprio perch\u00e9 non \u00e8 possibile sapere quanto male potrebbe fargli e fin dove possa arrivare una sua eventuale reazione. Chi ci assicura che Alice, la protagonista del caso clinico sopra ricordato, non avrebbe potuto decider di farla finita, assumendo forti dosi di sedativi o gettandosi da un ponte, non sopportando pi\u00f9 la vergogna e il rimorso per quanto aveva fatto? Infatti, ed \u00e8 qui il suo vero dramma, ella non si era limitata a subire l&#8217;azione altrui, ma aveva attivamente e spontaneamente partecipato a quel rapporto sessuale, cosa che poi le aveva reso impossibile calarsi, ai propri stessi occhi, nel ruolo della vittima innocente, anche se \u00e8 innegabile che lo sia stata davvero, in larga misura se non proprio del tutto.<\/p>\n<p>La responsabilit\u00e0 della donna che l&#8217;aveva sedotta, comunque, rimane, ed \u00e8 grave: tutto sta a indicare che si trattava di una persona abile ed esperta, non nuova a simili imprese e astuta, ad esempio, nel far bere del vino ala sua &quot;vittima&quot;, cos\u00ec da abbassarne le difese e da poterla rendere pi\u00f9 docile e malleabile al proprio volere. Pu\u00f2 darsi che ella abbia colto, sia prima che dopo aver fatto ubriacare la sua giovane amica, dei taciti segnali di disponibilit\u00e0 omosessuale da parte di questa; ma \u00e8 impossibile che non si sia resa conto della sua inesperienza e ingenuit\u00e0, e l&#8217;averne approfittato senza alcuno scrupolo rende la sua colpa decisamente grave. Qualcuno disse che, a quanti danno scandalo ad un piccolo, sarebbe meglio se venisse legata al collo una macina da mulino e fossero gettati in mare; e, anche se non si riferiva a scandali di tipo sessuale, il concetto ci sembra valido pure nel caso di questi ultimi.<\/p>\n<p>Prudenza, dunque, giustizia e temperanza, devono essere l&#8217;abito che abitualmente indossiamo nei rapporti con noi stessi e con gli altri, fino a diventare quasi una seconda natura: prudenza, per evitare le situazioni ambigue e pericolose, che potrebbero sfuggirci di mano; giustizia, per non venir meno alla carit\u00e0 dovuta al nostro prossimo, la stessa che vorremmo fosse riservata a noi; temperanza, per non lasciarci sopraffare dalle nostre pulsioni inferiori, degradandoci e abbassandoci ad un livello sub-umano.<\/p>\n<p>Neanche cos\u00ec potremo evitare del tutto l&#8217;imprevisto, perch\u00e9 le situazioni della vita sono talvolta complicate e sfuggenti, tali da mettere a dura prova anche la coscienza pi\u00f9 salda e la volont\u00e0 pi\u00f9 esercitata.<\/p>\n<p>Ma, almeno, non dovremo poi rimproverarci la nostra imprudenza, la nostra ingiustizia, la nostra intemperanza.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Oggi \u00e8 un po&#8217; passato di moda, insieme a tante altre cose buone e utili che si insegnavano un tempo, parlare delle quattro virt\u00f9 cardinali, che<span class=\"excerpt-hellip\"> [\u2026]<\/span><\/p>\n","protected":false},"author":2,"featured_media":30154,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"_jetpack_memberships_contains_paid_content":false,"footnotes":""},"categories":[36],"tags":[265],"class_list":["post-25652","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-etica","tag-virtu"],"jetpack_featured_media_url":"https:../../../../fides-et-ratio.it/wp-content/uploads/2023/10/categoria-etica.jpg","jetpack_sharing_enabled":true,"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/25652","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/users\/2"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/comments@post=25652"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/25652\/revisions"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/media\/30154"}],"wp:attachment":[{"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/media@parent=25652"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/categories@post=25652"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/tags@post=25652"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}