{"id":25647,"date":"2021-08-12T09:44:00","date_gmt":"2021-08-12T09:44:00","guid":{"rendered":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/2021\/08\/12\/i-giusti-sono-immuni-dai-turbamenti-dellanima\/"},"modified":"2021-08-12T09:44:00","modified_gmt":"2021-08-12T09:44:00","slug":"i-giusti-sono-immuni-dai-turbamenti-dellanima","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/2021\/08\/12\/i-giusti-sono-immuni-dai-turbamenti-dellanima\/","title":{"rendered":"I giusti sono immuni dai turbamenti dell&#8217;anima?"},"content":{"rendered":"<p>La persona buona, la persona giusta, la persona che \u00e8 in pace con Dio, con gli uomini e con se stessa, \u00e8 anche, perci\u00f2 stesso, libera dagli affanni provocati dal timore e dalla brama, libera dalle passioni disordinate e dagli agguati che esse paiono tendere agli uomini, talvolta, nei momenti pi\u00f9 delicati della loro vita?<\/p>\n<p>C&#8217;\u00e8 tutto un filone nel pensiero classico che, a queste e simili domande, risponde con altrettante affermazioni: s\u00ec, il saggio \u00e8 libero dalle passioni, quindi il saggio, colui che ha capito cos&#8217;\u00e8 la vita e come va vissuta, e si \u00e8 liberato da vane illusioni e da vane preoccupazioni, non teme n\u00e9 i pericoli, n\u00e9 i dolori, n\u00e9 gl&#8217;istinti primitivi e la volont\u00e0 disordinata, cio\u00e8 diretta ad un fine cattivo, o comunque non buono: ha raggiunto la pace, la serenit\u00e0 perfetta, il distacco imperturbabile. E non solo non ha pi\u00f9 timori o angosce di alcun genere per se stesso, ma nemmeno per i propri cari, per gli amici, per i fratelli, per i figli. Gli stoici, in particolare, sostenevano questa posizione, e per certi aspetti anche Socrate: una posizione che potremmo definire intellettualistica, ma non particolarmente razionale, perch\u00e9 essa presuppone che basti conoscere la verit\u00e0 per metterla in pratica, e che quindi il solo vero pericolo dal quale ci si deve guardare \u00e8 l&#8217;ignoranza. Un&#8217;idea che a quei filosofi appare auto&#8211;evidente, tanto \u00e8 vero che non si prendono il disturbo di cercare di dimostrarla: la danno per scontata. E invece a noi pare che una tale idea abbia vita solo nella testa di quei filosofi, ma non trovi riscontri o agganci nella realt\u00e0: perch\u00e9 nella vita vera le cose vanno altrimenti, e se bastasse conoscere la verit\u00e0 per seguirla, e dunque per fare il bene, e se ci\u00f2 comportasse automaticamente la felicit\u00e0, o quanto meno l&#8217;imperturbabilit\u00e0 dell&#8217;anima, allora il mondo sarebbe popolato di santi, di saggi e di sapienti; mentre l&#8217;esperienza di ogni giorno ci mostra, al contrario, che \u00e8 popolato per la maggior parte di cretini, presuntuosi e mascalzoni.<\/p>\n<p>Peraltro, bisogna fare una distinzione fra passioni disordinate e passioni buone e sante. Non tutte le passioni sono cattive; e quei filosofi, non solo antichi, ma anche moderni, come Spinoza, i quali pensano che le passioni in se stesse siano qualcosa di disarmonico e di negativo, e che da esse bisogna guardarsi, anzi che il saggio \u00e8 colui che le ha vinte ed uccise un se stesso, operano una confusione imperdonabile, e forse neppure innocente, tra due ordini di sentimenti radicalmente differenti. Un essere umano del tutto privo di passioni non \u00e8 un modello di vita ammirevole ed encomiabile: \u00e8 un povero disgraziato, un egoista incallito, un essere al quale manca qualcosa di fondamentale perch\u00e9 lo si possa davvero considerare umano. Le passioni sono umane: Ges\u00f9 stesso le aveva. Ges\u00f9 pianse davanti al sepolcro di Lazzaro; Ges\u00f9 si \u00e8 turbato fino a sudare sangue al pensiero della propria passione imminente. Ha amato caldamente gli amici, ha temuto la sofferenza e la morte, pur non ricusando mai di fare la volont\u00e0 del Padre. E dunque, se Ges\u00f9 Cristo ha mostrato che le passioni fanno parte della vita umana, chi mai oser\u00e0 affermare che il vero saggio, il vero sapiente, l&#8217;uomo perfetto \u00e8 colui che si sa sempre spogliarsi dalle passioni? No, questo \u00e8 un errore imperdonabile: l&#8217;uomo senza passioni \u00e8 un castrato, un povero relitto da compatire, non un essere superiore da ammirare.<\/p>\n<p>Il fatto \u00e8 che ci sono passioni e passioni. Le passioni non sono tutte uguali: quelle cattive portano il disordine nell&#8217;anima; quelle buone concorrono alla sua santificazione. Il marito che ama caldamente la propria moglie, \u00e8 dominato dalla passione; ma la sua passione, beninteso in una persona normale, \u00e8 qualcosa che innalza e nobilita la sua vita, non gi\u00e0 qualcosa di disordinato e di pericoloso, non \u00e8 qualcosa che la umilia e l&#8217;abbassa. E non si venga a fare l&#8217;esempio della gelosia estrema che da un lato mostrerebbe come quel marito ami davvero sua moglie, e dall&#8217;altro come l&#8217;amore, in quanto passione, reca con s\u00e9 inevitabilmente il disordine e l&#8217;abbassamento della vita morale. Certo, la gelosia irragionevole \u00e8 un brutto sentimento; \u00e8 un sentimento che abbassa l&#8217;uomo ad un livello inferiore al proprio statuto ontologico e offusca le sue migliori qualit\u00e0; inoltre \u00e8 un sentimento cieco e irragionevole, che lo degrada, perch\u00e9 lo rende schiavo di paure irrazionali, dominato da una continua, incessante sospettosit\u00e0, capace di rendere quel matrimonio un vero e proprio inferno; ma che cosa di \u00e8 dimostrato, con questo? Semplicemente che esistono persone anormali e passioni disordinate e degradanti; non che tutte le passioni sono tali, o che inevitabilmente divengono tali. Niente affatto. Il vero amore non conosce la gelosia sospettosa e paranoica: chi \u00e8 geloso in tale maniera non \u00e8 un innamorato, ma un malato. E dunque il paragone si ritorce contro chi lo ha formulato: quel marito geloso testimonia solo cosa non \u00e8 amore e cosa non \u00e8 matrimonio. In un vero sentimento d&#8217;amore c&#8217;\u00e8 anzitutto la fiducia, e in un vero matrimonio c&#8217;\u00e8 anzitutto la sollecitudine per il bene dell&#8217;altro. In chi si preoccupa sempre e solo del proprio bisogno di sentirsi rassicurato che l&#8217;oggetto del suo amore non gli sfugga, non c&#8217;\u00e8 tale sollecitudine per il bene dell&#8217;altro: c&#8217;\u00e8 una sollecitudine anormale e disordinata per un proprio (presunto) bene; c&#8217;\u00e8 un disperato bisogno di rassicurarsi circa il possesso della persona amata. E questo, ripetiamo, non \u00e8 amore, ma la patologia dell&#8217;amore. Dunque \u00e8 falso che tutte le passioni siano disordinate e distruttive; ed \u00e8 falso che avere delle passioni sia un elemento di disordine, disarmonia, debolezza, che la persona buona, saggia e giusta non conosce, perch\u00e9 se ne \u00e8 totalmente liberato. La persona buona, saggia e giusta aspira a liberarsi dalle passioni malvagie e disordinate: quelle s\u00ec, cerca di sopprimerle in se stessa, o di spezzare la catena che la tiene avvita ad esse, come la catena che tiene lo schiavo sulle galere avvito al proprio remo.<\/p>\n<p>Eppure, si obietter\u00e0, le passioni portano il turbamento dell&#8217;anima: e se l&#8217;anima \u00e8 turbata, non \u00e8 pi\u00f9 limpida, non \u00e8 pi\u00f9 trasparente, e quindi non pu\u00f2 innalzarsi al livello della vita soprannaturale. A ci\u00f2 rispondiamo: primo, che la vita soprannaturale discende all&#8217;effusione della grazia, e dunque \u00e8 un dono di Dio, non qualcosa che l&#8217;uomo possa darsi da s\u00e9; secondo, che il turbamento dell&#8217;anima non reca ad essa uno sfregio irreparabile, ma \u00e8 semplicemente il momento della prova, quello in cui l&#8217;anima viene passata al setaccio come si fa col grano per separarlo dalla pula: il male non \u00e8 il turbamento in s\u00e9, ma il lasciarsi sopraffare da esso. Il turbamento somiglia alla paura o alla concupiscenza: \u00e8 cosa normale provare paura davanti al pericolo, cos\u00ec come provare desiderio in presenza di ci\u00f2 che lo stimola; tutto sta a vedere chi vincer\u00e0 la battaglia, se gli appetiti inferiori, che trascinano l&#8217;anima verso il basso, o la volont\u00e0 buona, che innalza l&#8217;anima verso il bene e che nella lotta si fortifica e si arricchisce di una preziosa esperienza. Chi non ha mai fatto l&#8217;esperienza della prova, allorch\u00e9 l&#8217;anima \u00e8 quasi sbigottita di fronte a qualcosa di potente e di ostile, ad esempio di fronte al turbamento per la perdita di una persona cara, si pu\u00f2 dire che \u00e8 rimasto un bambino, e non nel senso buono dell&#8217;espressione; diciamo meglio, \u00e8 rimasto un bamboccio, il quale sa poco o nulla della vita. Sono le prove che fortificano l&#8217;anima e che al tempo stesso la purificano dalle scorie e da tutto ci\u00f2 che \u00e8 inutile o ritarda la sua ascensione verso la meta finale che \u00e8 Dio; e le prove implicano il turbamento. La persona buona e saggia non \u00e8 colei che non prova mai alcun turbamento: come potrebbe un padre non turbarsi di fronte alla morte del figlioletto? Costui non sarebbe un saggio, ma un anormale, un mostro.<\/p>\n<p>Una pagina memorabile, e degna di profonda riflessione, \u00e8 stata scritta su questo argomento da Sant&#8217;Agostino nella <em>Citt\u00e0 di Dio<\/em> (libro XIV, capitolo IX, 1-6; traduzione di C. Borgogno; Alba, Edizioni Paoline, 1973, pp. 768-774):<\/p>\n<p><em>1. Presso di noi per\u00f2, secondo le Sacre Scritture e la sana dottrina, i cittadini della santa Citt\u00e0 di Dio, che vivono secondo Dio nel pellegrinaggio di questa vita, temono e desiderano, si rattristano e godono. E poich\u00e9 il loro amore \u00e8 retto, anche i loro sentimenti sono retti. Essi temono la pena eterna, desiderano la vita eterna; si rattristano per il presente perch\u00e9 gemono ancora in se stessi, attendono l&#8217;adozione divina e la redenzione del loro corpo (Rm 8,23); godono nella speranza perch\u00e9 allora sar\u00e0 adempiuta la parola che sta scritta: &quot;\u00c8 stata assorbita la morte della vittoria (1 Cor 15,54). Cos\u00ec pure temono di peccare e desiderano di perseverare; si rattristano dei loro peccati e gioiscono delle loro opere buone. Se temono il peccato, \u00e8 perch\u00e9 ascoltano la parola dello Spirito santo: &quot;Per il moltiplicarsi dell&#8217;iniquit\u00e0, si raffredder\u00e0 la carit\u00e0 in molti&quot; (Mt 24,12); se hanno il desiderio di perseverare, \u00e8 perch\u00e9 ascoltano quello che \u00e8 stato scritto: &quot;Chi avr\u00e0 perseverato fino alla fine sar\u00e0 salvo&quot; (Mt 10,22); se si rattristano dei peccati, \u00e8 perch\u00e9 sanno che &quot;se diciamo di essere senza peccato, inganniamo noi stesi e la verit\u00e0 che \u00e8 in noi&quot; (1 Gv 1,8); se gioiscono delle opere buone, \u00e8 perch\u00e9 sanno che &quot;Dio ama l&#8217;allegro donatore&quot; (2 Cor 9,7). (&#8230;)<\/em><\/p>\n<p><em>2. E non solo essi provano questi sentimenti a proprio riguardo, ma anche per coloro che desiderano vede salvi e temono di vedere perduti: si contrastano se periscono e godono se sono salvati. Ricordiamo, a mo&#8217; di esempio, il migliore egli uomini, il quale si gloriava delle sue infermit\u00e0 (2 Cor 12,5 e 9). E noi che siamo venuti alla Chiesa di Cristo dalle gentilit\u00e0 [= dai popoli pagani] commemoriamo questo Dottore delle genti, nostro maestro nella fede e nella verit\u00e0. Egli ha lavorato pi\u00f9 di tutti gli altri apostoli 1 Cor 15,10 e ha ammaestrato con le sue molte lettere, non solo il popolo di Dio a lui contemporaneo, ma anche le genti future. (&#8230;)<\/em><\/p>\n<p><em>3. Ora, se si devono chiamare vizi questi morti interiori e questo sentimento che procedono dall&#8217;amore del bene e della santa carit\u00e0, non ci resta che chiamare virt\u00f9 quelli che sono veramente vizi. Ma quando questi sentimenti tendono a un fine onesto e seguono la retta ragione, chi oser\u00e0 chiamarli malattie, o passioni viziose? Per questo anche il Signore, non avendo disdegnato di assumere la natura umana e di apparire tra noi in forma di servo (Fil 2,6), pur essendo santo e immacolato, us\u00f2 delle passioni quando lo credette opportuno. Non erano certo falsi i sentimenti umani di colui che aveva assunto un vero corpo e una vera anima di uomo E quando il Vangelo riferisce di lui che si rattrist\u00f2 con collera per la durezza del cuore dei giudei (Mc 3,5; che disse: &quot;Godo per voi, affinch\u00e9 crediate&quot;(Gv 11,15); che pianse sulla tomba di Lazzaro prima di risuscitarlo (Gv 11,35); che desider\u00f2 ardentemente di mangiare la pasqua con i suoi discepoli (Lc 22,15); che nell&#8217;avvicinarsi della passione sent\u00ec l&#8217;anima rattristarsi fino alla morte (Mt 26,38), certamente non riferisce niente di falso. Egli per\u00f2 conformemente a un disegno ben determinato, ha voluto provare questi sentimenti nella sua anima umana, cos\u00ec come ha voluto farsi uomo. (&#8230;)<\/em><\/p>\n<p><em>4. Dobbiamo pertanto ammettere che questi sentimenti, anche quando sono retti e secondo Dio, sono propri di questa vita, non di quella futura in cui speriamo; e che spesso, anche nostro malgrado, cediamo ad essi. Talvolta, un&#8217;emozione dovuta a lodevole carit\u00e0 e non a cupidigia colpevole, ci fa piangere anche senza volerlo: \u00e8 una conseguenza della debolezza inerante alla condizione umana. Ma non fu cos\u00ec per nostro Signore Ges\u00f9 Cristo, perch\u00e9 la sua stessa debolezza fu effetto della sua potenza. Per noi per\u00f2, finch\u00e9 siamo nell&#8217;infermit\u00e0 di questa vita, sarebbe piuttosto un difetto non provare assolutamente alcuno di questi sentimenti, Perci\u00f2 l&#8217;Apostolo biasim\u00f2 e detest\u00f2 alcuni che accus\u00f2 di essere &quot;privi di affetto&quot; (Rm 1,31) Anche il salmo incolpa coloro dei quali dice: &quot;Aspettai chi avesse compassione di me e non lo trovai&quot; (Sal 68,21). Infatti il non provare alcun dolore finch\u00e9 siamo in questo luogo di miseria &#8212; come pens\u00f2 e scrisse anche uno dei letterati di questo secolo [Cr\u00e0ntore di Soli, cfr. Cic. Tuscul, 3,12) &#8212; \u00e8 sempre effetto di crudelt\u00e0 d&#8217;animo e di insensibilit\u00e0. (&#8230;)<\/em><\/p>\n<p><em>5. Il timore di cui parla l&#8217;apostolo Giovanni: &quot;Il timore non sta bene con la carit\u00e0; anzi la carit\u00e0 perfetta manda via ogni timore, perch\u00e9 il timore suppone il castigo; quindi chi teme non \u00e8 perfetto nella carit\u00e0&quot; (1 Gv 4,18), non \u00e8 dello stesso genere di quello che faceva temere all&#8217;apostolo Paolo di vedere i Corinti sedotti dall&#8217;astuzia del serpente (2 Cor 11,3); poich\u00e9 questo tumore viene dalla carit\u00e0, quell&#8217;altro, invece, \u00e8 un timore che non \u00e8 dalla carit\u00e0; \u00e8 del genere del timore di cui l\u00ec Apostolo dice: &quot;Voi non avete ricevuto uno spirito di servit\u00f9 per cadere di nuovo nel timore&quot; (m 8,18). (&#8230;)<\/em><\/p>\n<p><em>6. Dunque: poich\u00e9 bisogna vivere bene per giungere alla vita beata, una vita retta mantiene retti tutti questi sentimenti, mentre una vita disordinata li rende cattivi. La vita beata ed eterna posseder\u00e0 un amore e una gioia, non solo conformi al bene, ma certi, senza alcun timore n\u00e9 dolore. Cos\u00ec appare gi\u00e0, in un certo modo, ci\u00f2 che devono essere in questo terreno pellegrinaggio i cittadini della citt\u00e0 di Dio che vivono secondo lo spirito e non secondo la carne, ossia secondo Dio e non secondo l&#8217;uomo; e appare altres\u00ec ci\u00f2 che saranno un giorno in quella immortalit\u00e0 alla quale tendono.<\/em><\/p>\n<p><em>Quanto alla citt\u00e0 degli empi, ossia alla societ\u00e0 di quelli che vivono non secondo Dio ma secondo l&#8217;uomo, e che, nel falso culto di false divinit\u00e0 e nel disprezzo del vero Dio, professano dottrine di uomini o di demoni, tale citt\u00e0 \u00e8 agitata da cotesti sentimenti depravati come da altrettante malattie e passioni. E se in detta citt\u00e0 di empi vi sono alcuni che sembrano moderare e temperare tali movimenti dell&#8217;anima, essi sono talmente superbi e alteri nella loro empiet\u00e0, che per ci\u00f2 stesso sono tanto pi\u00f9 gonfi quanto minori sono i loro dolori. E se altri, con vanit\u00e0 tanto pi\u00f9 mostruosa quanto pi\u00f9 rara, sono orgogliosi della propria impassibilit\u00e0 al punto da non lasciarsi commuovere n\u00e9 eccitare, n\u00e9 piegare o inclinare da alcun sentimento, essi perdono ogni umanit\u00e0 anzich\u00e9 raggiungere la vera serenit\u00e0. Poich\u00e9 non \u00e8 detto che si sia retti perch\u00e9 duri di animo, n\u00e9 sani perch\u00e9 insensibili.<\/em><\/p>\n<p>Parole vere e profonde; parole che lasciano pensosi e al tempo stesso arricchiti.<\/p>\n<p>Soffermiamoci solo un attimo, in particolare, su quella osservazione del \u00a7 6: <em>Quanto alla citt\u00e0 degli empi, ossia alla societ\u00e0 di quelli che vivono non secondo Dio ma secondo l&#8217;uomo, e che, nel falso culto di false divinit\u00e0 e nel disprezzo del vero Dio, professano dottrine di uomini o di demoni, tale citt\u00e0 \u00e8 agitata da cotesti sentimenti depravati come da altrettante malattie e passioni.<\/em> Mio Dio, sembra scritta oggi per rappresentare quel che sta accadendo non gi\u00e0 nella societ\u00e0 profana, o non solamente in essa, ma nella carne viva della Chiesa cattolica; in quella Chiesa che si dice fedele a Ges\u00f9 Cristo e prosecutrice della Sua opera in terra<em>. Il falso culto di false divinit\u00e0<\/em>: occorre ricordare l&#8217;abominevole introduzione della Pachamama e le preghiere a lei indirizzate in numerose chiese cattoliche, non solo nell&#8217;America Latina, ma anche in Italia? <em>Il disprezzo del vero Dio<\/em> <em>che si manifesta nelle dottrine che vengono<\/em> non da Lui, ma <em>da uomini o da demoni<\/em>: non c&#8217;\u00e8 qui lo spirito di Abud Dhabi, lo spirito di Astana? Non c&#8217;\u00e8 la falsa teologia di Enzo Bianchi, non c&#8217;\u00e8 l&#8217;opera subdola di tanti cattivi teologi che minano il fondamento stesso della fede cristiana, ossia la divinit\u00e0 di Ges\u00f9 Cristo, per abbassarne la figura a quella di un semplice uomo e, al tempo stesso, per andare incontro al falso dialogo con le false religioni, togliendo l&#8217;ostacolo che vi si frappone, ossia l&#8217;unicit\u00e0 del vero Dio e l&#8217;assoluta impossibilit\u00e0, per un cristiano, di rendere omaggio ai falsi d\u00e8i, secondo ci\u00f2 che ordina il Primo Comandamento? Tutto questo, per usare il linguaggio di Sant&#8217;Agostino, non appartiene alla Citt\u00e0 di Dio ma alla citt\u00e0 terrena, che \u00e8 la citt\u00e0 edificata dall&#8217;orgoglio, dalla superbia, dell&#8217;avidit\u00e0 e dalla lussuria. \u00c8 la citt\u00e0 dell&#8217;uomo vecchio, dell&#8217;uomo carnale, non redento, ma ribelle a Dio e alla Sua santa legge: altro che Chiesa cattolica, questa \u00e8 la sinagoga di Satana. Oh Dio, giusto e misericordioso, manda presto il tuo Spirito in nostro soccorso e a nostra consolazione, che ti attendiamo e t&#8217;invochiamo ardentemente. E tu, santa Madre di Dio, prega per noi: adesso e nell&#8217;ora della nostra morte. Amen.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>La persona buona, la persona giusta, la persona che \u00e8 in pace con Dio, con gli uomini e con se stessa, \u00e8 anche, perci\u00f2 stesso, libera<span class=\"excerpt-hellip\"> [\u2026]<\/span><\/p>\n","protected":false},"author":2,"featured_media":30154,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"_jetpack_memberships_contains_paid_content":false,"footnotes":""},"categories":[36],"tags":[157],"class_list":["post-25647","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-etica","tag-gesu-cristo"],"jetpack_featured_media_url":"https:../../../../fides-et-ratio.it/wp-content/uploads/2023/10/categoria-etica.jpg","jetpack_sharing_enabled":true,"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/25647","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/users\/2"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/comments@post=25647"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/25647\/revisions"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/media\/30154"}],"wp:attachment":[{"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/media@parent=25647"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/categories@post=25647"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/tags@post=25647"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}