{"id":25646,"date":"2017-11-09T10:59:00","date_gmt":"2017-11-09T10:59:00","guid":{"rendered":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/2017\/11\/09\/i-giovani-hanno-il-diritto-di-sapere\/"},"modified":"2017-11-09T10:59:00","modified_gmt":"2017-11-09T10:59:00","slug":"i-giovani-hanno-il-diritto-di-sapere","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/2017\/11\/09\/i-giovani-hanno-il-diritto-di-sapere\/","title":{"rendered":"I giovani hanno il diritto di sapere"},"content":{"rendered":"<p>Viviamo nella cultura dei diritti: tutti sventolano, rivendicano, pretendono il riconoscimento di una serie infinita di diritti; nessuno parla mai dei doveri, meno ancora dei sacrifici, delle rinunce, della conquista lenta, paziente e meritata di ci\u00f2 cui onestamente e legittimamente si aspira; tutti si aspettano il successo dietro l&#8217;angolo, insieme ai soldi, al sesso, alla gloria e al potere, ma non per una qualche abilit\u00e0, coltivata con seriet\u00e0 e diligenza, bens\u00ec sulla base del nulla, del narcisismo pi\u00f9 sfrontato e della pura e semplice faccia tosta.<\/p>\n<p>In questa ubriacatura, in quest&#8217;orgia dei diritti e delle rivendicazioni, in questo parossismo di sedicente impegno civile, di sacrosante &quot;lotte&quot;, &quot;battaglie&quot; e &quot;campagne&quot; per la giustizia, la libert\u00e0 e la pace, nonch\u00e9 di militanza ideologica (altro che tramonto delle ideologie: ma se <em>tutto<\/em>, ormai, \u00e8 diventato ideologico, anche andare al cesso!), quel che pi\u00f9 colpisce le persone che hanno passato gli <em>anta<\/em> \u00e8 la sistematica, furbesca, pianificata rimozione del passato, affinch\u00e9 i giovani non solo non possano fare confronti, ma non sappiano affatto che cos&#8217;era la nostra societ\u00e0, che cos&#8217;era la famiglia, che cos&#8217;era la scuola, che cos&#8217;era la Chiesa, che cos&#8217;era l&#8217;esercito, che cos&#8217;era la Patria, che cos&#8217;erano il lavoro, il risparmio, e quindi anche le banche, e cos&#8217;erano la televisione e lo sport, prima del diluvio: prima della Grande Mutazione che, a partire dalla seconda met\u00e0 del Novecento, e oggi con ritmo sempre pi\u00f9 serrato, addirittura frenetico, ha letteralmente cambiato il volto del mondo in cui viviamo, dai particolari pi\u00f9 secondari fino alle cose pi\u00f9 importanti, e ci\u00f2 tanto nell&#8217;ambito della vita privata (o di quel che ne rimane), quanto in quello della vita pubblica. Infatti, se il mondo ha totalmente cambiato aspetto, ma i giovani non lo sanno, n\u00e9 lo <em>devono<\/em> sapere; se questa <em>sostituzione di civilt\u00e0<\/em>, da una civilt\u00e0 dei valori a una civilt\u00e0 dei diritti unilaterali (e quindi del nulla), da una civilt\u00e0 della vita, con tante nascite e fiducia nel domani, a una civilt\u00e0 della morte, ricca solo di contraccezione, aborti, eutanasia, droga libera e matrimonio omosessuale, avviene senza che i giovani sappiano che \u00e8 avvenuta, e si riesce a far loro credere che tale \u00e8 <em>la<\/em> civilt\u00e0, che qualunque vera civilt\u00e0 \u00e8 simile a questa in cui ora stiamo vivendo, cio\u00e8 che in qualunque vera civilt\u00e0 dominano i diritti a senso unico, l&#8217;aborto (diritto di sopprimere il nascituro), l&#8217;eutanasia (diritto di sopprimere gli anziani e i malati, o di auto-sopprimersi), la droga libera (diritto di autodistruggersi pi\u00f9 o meno lentamente, e di distruggere i propri familiari), il matrimonio omosessuale (diritto, da parte del maschio, di farsi femmina per un altro maschio; e, per la femmina, di farsi maschio per un&#8217;altra femmina), allora il gioco \u00e8 fatto. Quale gioco? Quello di creare una situazione distruttiva che sia anche senza possibilit\u00e0 di ritorno; un inferno dal quale non vi sia alcuna possibilit\u00e0 di redenzione. E perch\u00e9 lo stanno facendo? Questo lo sapranno loro, o almeno le teste pensanti del progetto mondiale ora descritto, e ignorando la massa degli utili idioti, i cavalieri del nulla, i quali pensano di star combattendo la &quot;buona battaglia&quot; per le libert\u00e0 e i diritti, magari unendo l&#8217;utile al dovere e conquistando, nel frattempo, o rafforzando, le loro poltrone, le loro cattedre, le loro posizioni di potere, e garantendosi un conto in banca con qualche zero in pi\u00f9; il che, dal punto di vista della loro filosofia cinica e spregiudicata, non guasta mai: <em>pecunia non olet<\/em>). Noi prendiamo atto che questo, e non altro, \u00e8 ci\u00f2 che sta accadendo.<\/p>\n<p>E allora, giunti a questo punto, quelli, come noi, che sono negli <em>anta<\/em>, hanno un chiaro dovere da adempiere: impedire che questa sporca manovra possa realizzarsi incontrastata. Come? Dicendo ai giovani che la civilt\u00e0 non \u00e8 questa cosa qui, nella quale sono nati e cresciuti, ma un&#8217;altra cosa; e che noi, pur non avendo ancora raggiunto l&#8217;et\u00e0 di Matusalemme, nondimeno abbiamo visto abbastanza primavere da sapere, per averlo visto, e da testimoniare, che la famiglia, la scuola, la Chiesa, la televisione, lo sport, l&#8217;esercito, il lavoro, il risparmio, perfino le banche, sino a qualche decennio fa, erano un&#8217;altra cosa: e che i nostri genitori e i nostri nonni, le nostre maestre e i nostri preti ci hanno dato una testimonianza di vita ben diversa da quella che loro, i giovani, stanno ricevendo al presente. Il guaio \u00e8 che la stanno ricevendo proprio da noi, da quelli della nostra generazione: e non \u00e8, generalmente parlando, una testimonianza sublime, anzi, spesso \u00e8 a malapena accettabile: fatta di troppi compromessi, di troppe piccole furberie, di troppi mezzucci, di troppe compiaciute debolezze, di troppa mancanza di responsabilit\u00e0. Ecco, allora, che testimoniare cosa sia, e cosa sia stata, una vera civilt\u00e0, diventa, per quelli della nostra generazione, un dovere e una riparazione: siamo stati noi a dare il cattivo esempio, ad essere dei modelli non troppo positivi per i giovani di oggi; dobbiamo pertanto cercar di riparare al guaio che noi stessi abbiamo provocato. Prima di andarcene, abbiamo il dovere di far sapere ai giovani che si pu\u00f2 vivere in un altro modo; che c&#8217;\u00e8 un altro modo di essere genitori, di essere insegnanti, professionisti, lavoratori, artigiani, commercianti; che c&#8217;\u00e8 un altro modo di essere cittadini, di essere sportivi, di fare televisione, o cinema, o spettacolo; che c&#8217;\u00e8 un altro modo di essere cristiani e cattolici, ben diverso da quelli che al presente vanno decisamente per la maggiore, ma che hanno il difetto di essere accomunati dalla stessa tendenza a cercare il massimo risultato con il minimo sforzo, a voler apparire pi\u00f9 e meglio di quel che realmente si \u00e8, e d&#8217;infiorettare, adornare e infiocchettare anche le cose pi\u00f9 turpi, dando a intendere che non sono quelle brutture che, in realt\u00e0, sono, ma delle cose bellissime, poetiche, o, quanto meno, delle cose &quot;genuine&quot; ed &quot;autentiche&quot;, come se ci\u00f2 autorizzasse qualsiasi eccesso, qualsiasi licenza, qualsiasi orrore.<\/p>\n<p>Quando abbiamo incominciati a deragliare? Oh, molto, molo tempo fa; e quella non \u00e8 responsabilit\u00e0 nostra, n\u00e9 dei nostri genitori, ma dei nostri antenati, di parecchie generazioni addietro. Ma di ci\u00f2 non si parla, non lo si crede neanche possibile, perch\u00e9 in una societ\u00e0, come la nostra, fondata sul dogma del Progresso, \u00e8 chiaro che gli uomini stanno evolvendo, per cui ci sono ben pochi disposti a credere che, forse, \u00e8 vero il contrario: che la storia dell&#8217;Occidente moderno \u00e8 quella di una lenta (ora, per\u00f2, sempre meno lenta), inesorabile, e, per molti aspetti, scientemente voluta e perseguita, <em>involuzione<\/em>. Comunque, se dovessimo indicare una data approssimativa a partire dalla quale tale involuzione ha assunto un ritmo pi\u00f9 deciso, ed ha cominciato a manifestarsi visibilmente, ossia a non temere di cominciare a farsi vedere per quel che realmente \u00e8 (tanto, i cervelli addormentati e condizionati non <em>registrano<\/em> le cose, anche se le <em>vedono<\/em>), diremmo senz&#8217;altro: l&#8217;ottobre del 1962 per la Chiesa cattolica, con l&#8217;apertura del Concilio Vaticano II; e il maggio del 1968 (ma, in Italia, soprattutto l&#8217;autunno del 1969) per la societ\u00e0 civile. Naturalmente, la reale natura di quei due eventi, il Concilio e la Contestazione, \u00e8 apparsa e si \u00e8 pienamente manifestata solo pi\u00f9 tardi; sul momento, complice l&#8217;atteggiamento dei <em>mass media<\/em> e dell&#8217;<em>intellighenzia<\/em>, nessuno, o ben pochi, avevano dei dubbi sulla loro bont\u00e0; e, se \u00e8 per questo, ancora oggi non sono poche le persone che seguitano a dare un giudizio positivo di entrambi, anzi, a rimpiangere che quella &quot;stagione&quot; appartenga al passato. Anzi, specialmente nel mondo cattolico, ve ne sono parecchie che vorrebbero rinverdirla, o addirittura spingerla ancora pi\u00f9 avanti, &quot;realizzarla pienamente&quot;, com&#8217;esse dicono, alludendo continuamente a un non meglio definito &quot;spirito&quot; del Concilio che non \u00e8, per fortuna, quello che si dovrebbe scrivere con la lettera maiuscola, ma che esse prendono altrettanto sul serio di quello, se non perfino di pi\u00f9. Ed \u00e8 proprio a causa della incerta o nessuna consapevolezza di ci\u00f2 che la stagione del Concilio nella Chiesa, e la stagione della Contestazione nella societ\u00e0 civile, hanno significato per la storia dell&#8217;Occidente contemporaneo, ossia per la nostra stessa civilt\u00e0, che si potrebbe disegnare una nitida mappa intellettuale degli uomini d&#8217;oggi: da una parte coloro i quali non hanno capito e non hanno imparato niente, vale a dire i cretini, gli illusi e i pazzoidi, che seguitano a dare un giudizio lusinghiero di quei due eventi; dall&#8217;altra, quelli che qualcosa hanno compreso, o almeno intuito, o sospettato, e si sono liberati, se pure l&#8217;hanno mai avuta, da tale fascinazione assurda e inspiegabile. Inspiegabile, beninteso, se non in termini psicopatologici, o, peggio, in termini di cinico opportunismo carrierista. E Dio sa se ce ne son pochi, di ex sessantottini impenitenti, che occupano oggi prestigiose poltrone, molto ben remunerate, e le occupano con la stesa disinvoltura con cui agitavano il pugno sinistro chiuso e sfilavano per le piazze scandendo i loro slogan demenziali, nei quali inneggiavano alla fine dello sfruttamento di classe e al felice avvento della societ\u00e0 comunista e libertaria (un ossimoro, quest&#8217;ultimo, cos\u00ec stridente, che di per s\u00e9 avrebbe dovuto rendere chiara ed evidente la loro pochezza intellettuale).<\/p>\n<p>Perci\u00f2, cari ragazzi, a voi si rivolgono le persone oneste della mia generazione, e vi dicono: <em>non lasciatevi ingannare!<\/em> Non \u00e8 che stiamo idealizzando il passato, gli anni della nostra infanzia; \u00e8 che, pur non essendo stata, la societ\u00e0 degli anni &#8217;50 e &#8217;60 del Novecento, una societ\u00e0 perfetta, o idilliaca, era, tuttavia, assai pi\u00f9 umana e vivibile di quella odierna: anche se non c&#8217;erano la tecnologia odierna, n\u00e9 il benessere odierno, e anche se i bambini &#8211; orrore! &#8211; non giocavano col telefonino e col computer, ma con le macchinette e con le bambole, o semplicemente a rincorrersi sul prato, la societ\u00e0 nel suo complesso e nei suoi istituti essenziali, la famiglia, la scuola, la Chiesa, nonch\u00e9, soprattutto, nel modo di vivere della maggioranza delle singole persone, era assai meno involuta, o, se si preferisce, pi\u00f9 progredita, di quella odierna, la quale, al confronto, evidenzia piuttosto i caratteri di una <em>anti-civilt\u00e0<\/em>, che di una civilt\u00e0, ovvero di una <em>civilt\u00e0 al contrario<\/em>, di una civilt\u00e0 regressiva e auto-distruttiva, nella quale si selezionano e si riproducono le cose peggiori, gli stili peggiori, i comportamenti peggiori e le persone peggiori. Dalla televisione all&#8217;universit\u00e0, dallo spettacolo alla cultura, \u00e8 tutta una selezione alla rovescia: che incomincia dai bachi d scuola, anzi, prima ancora, all&#8217;asilo, e, purtroppo, anche in famiglia, e prosegue implacabilmente lungo tutto l&#8217;arco della vita, fino a porre sul trono dei vecchi ignoranti ed egoisti, prepotenti e scriteriati, facendoli passare, e incornandoli, quali persone sagge, autorevoli, colte e intelligenti, e affidando loro il ruolo di &quot;vati&quot; o guide dell&#8217;intera societ\u00e0.<\/p>\n<p><em>Non lasciatevi ingannare!<\/em> Non \u00e8 cosa normale che uno Schettino sia al comando di una nave che trasporta migliaia di persone, e non \u00e8 una cosa normale che un Monti, un Letta, un Renzi o un Gentiloni siano al governo (peraltro, senza mai essere stati eletti) di un grande Paese, quale \u00e8 il nostro, nonostante tutto. Non \u00e8 normale che il ministro (o la ministra?) Fedeli guidi il Ministero della Pubblica Istruzione, senza avere uno straccio di laurea, e che su ci\u00f2 abbia voluto far credere il contrario; e non lo \u00e8 che la Regione autonoma della Sicilia abbia assunto, a spese nostre, tre volte pi\u00f9 guardie forestali del Canada, un Paese che, oltre ad essere una trentina di volte pi\u00f9 esteso dell&#8217;Italia, possiede un patrimonio boschivo che, dicono, \u00e8 lievemente superiore a quello siciliano. Non \u00e8 normale che a dirigere le maggiori banche e le maggiori imprese, pubbliche e private, siano chiamate persone che hanno ripetutamente dimostrato di essere, nel migliore dei casi, incompetenti, o che, quando cessano dalle loro mansioni, ricevano una buonuscita milionaria, anche se hanno condotto le rispettive aziende e le rispettive banche sull&#8217;orlo del tracollo; no, tutto ci\u00f2 non \u00e8 normale. Non \u00e8 neanche normale che le cattedre universitarie e i salotti culturali televisivi siano occupati sempre dalle solite cariatidi, dagli ospiti fissi del politicamente corretto, gente senza cultura, senza intelligenza, senza carattere, senza spessore, e brava unicamente a servire il potere di turno, magari con la civetteria di assumere atteggiamenti falsamente trasgressivi, ma trasgressivi rispetto a qualcosa o qualcuno che non fa pi\u00f9 paura, che non pu\u00f2 minacciare le loro carriere e i loro beneamati portafogli. E non \u00e8 normale che decine di migliaia di giovani, bravi e laureati, debbano espatriare per trovarsi una sistemazione dignitosa, mentre i posti che spetterebbero a loro sono saldamente occupati da un esercito di nullit\u00e0 fornite di raccomandazione. Nessuna di queste cose \u00e8 normale. Per quanto riguarda la Chiesa, poi &#8211; lo diciamo ai giovani cattolici &#8212; non \u00e8 normale che il papa abbia in antipatia i suoi stessi fedeli, e che li maltratti e li mortifichi in continuazione, se non seguono la sua linea di &quot;cambiamento&quot;, mentre loda ed esalta ogni giorno i nemici dichiarati della Chiesa e del Vangelo di Ges\u00f9 Cristo. Questa chiesa, anzi, questa neochiesa progressista e modernista, cari ragazzi, non \u00e8 normale nel suo complesso: non \u00e8 la vera Chiesa cattolica e non custodisce la vera fede cattolica: vi stanno ingannando. I Paglia, i Galantino, i Sosa, i Bianchi, i Grillo, vi stanno ingannando: vi stanno portando fuori dalla vera fede cattolica e dal vero Vangelo di Ges\u00f9 Cristo, senza che voi ve ne rendiate conto. Voi non potete misurare fino a che punto si sono allontanati dal vero cattolicesimo &#8211; del quale, peraltro, si vergognano, e lo dicono apertamente &#8211; ma noi s\u00ec: perch\u00e9 noi abbiamo visto e conosciuto i veri papi, i veri vescovi, i veri sacerdoti e le vere suore di qualche decennio fa. E se qualche prete, come il gesuita Martin, o qualche vescovo, come Bonny di Anversa, dicono che la Chiesa dovrebbe benedire anche le nozze gay, vi stanno ingannando. Questa non \u00e8 la Chiesa di Ges\u00f9 Cristo E il destino del maschio non \u00e8 di farsi sodomizzare da un altro maschio, ma incontrare e amare una donna, e creare con lei una famiglia&#8230;<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Viviamo nella cultura dei diritti: tutti sventolano, rivendicano, pretendono il riconoscimento di una serie infinita di diritti; nessuno parla mai dei doveri, meno ancora dei sacrifici,<span class=\"excerpt-hellip\"> [\u2026]<\/span><\/p>\n","protected":false},"author":2,"featured_media":30188,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"_jetpack_memberships_contains_paid_content":false,"footnotes":""},"categories":[32],"tags":[110],"class_list":["post-25646","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-varie-costumi-e-societa","tag-civilta"],"jetpack_featured_media_url":"https:../../../../fides-et-ratio.it/wp-content/uploads/2023/10/categoria-varie-costumi-e-societa.jpg","jetpack_sharing_enabled":true,"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/25646","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/users\/2"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/comments@post=25646"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/25646\/revisions"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/media\/30188"}],"wp:attachment":[{"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/media@parent=25646"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/categories@post=25646"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/tags@post=25646"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}