{"id":25644,"date":"2019-02-23T12:17:00","date_gmt":"2019-02-23T12:17:00","guid":{"rendered":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/2019\/02\/23\/i-gesuiti-e-il-tao-e-sempre-lo-stesso-schema\/"},"modified":"2019-02-23T12:17:00","modified_gmt":"2019-02-23T12:17:00","slug":"i-gesuiti-e-il-tao-e-sempre-lo-stesso-schema","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/2019\/02\/23\/i-gesuiti-e-il-tao-e-sempre-lo-stesso-schema\/","title":{"rendered":"I gesuiti e il Tao: \u00e8 sempre lo stesso schema"},"content":{"rendered":"<p>Molti si chiedono, ed effettivamente \u00e8 la domanda del momento per chi abbia a cuore le sorti della Chiesa, in che modo i gesuiti, sorti come truppe scelte della Chiesa e fedelissime al papa, si siano trasformati nella mela infetta che sta inquinando tutto il cesto, e abbiano avuto l&#8217;ardire di porre uno dei loro sul seggio di San Pietro, cosa esplicitamente vietata dal loro statuto, cambiando il loro ruolo di fedelissimi del papa in quello di fedelissimi di se stessi e quindi di padroni assoluti della Chiesa. Ora, per spiegare questa metamorfosi, questa deriva, questa mostruosa sostituzione di ruolo e di prospettiva, non basta risalire a Karl Rahner, n\u00e9 a Teilhard e Chardin, e neppure al cardinale D\u00e9sir\u00e9 Mercier e alla Scuola di Lovanio; non basta risalire indietro neppure fino al modernismo dei primi anni del &#8216;900, al gesuita George Tyrrell, per esempio, che ne fu uno dei massimi animatori: bisogna andare molto, ma molto pi\u00f9 indietro. Bisogna andare alla <em>reducciones<\/em> del Paraguay e alle missioni in Asia, e specialmente alle celebri controversie sui riti malabarici (indiani) e sui riti cinesi, cio\u00e8 agli inizi del XVI secolo, sotto il pontificato di Gregorio XV. C&#8217;\u00e8 qualcosa, e c&#8217;\u00e8 sempre stato, nel modo d&#8217;intendere la fede e la predicazione del Vangelo, da parte dei gesuiti, che doveva portare alle presenti deviazioni e degenerazioni; e lo diciamo senza con ci\u00f2 ignorare i gradi mariti che i gesuiti hanno acquisito con il loro impegno e il loro zelo apostolico, non di rado sacrificando la vita sulle croci fatte erigere dall&#8217;imperatore del Giappone o al palo della tortura dei feroci Irochesi nelle foreste del Canada. E ci\u00f2 senza considerare, in questa sede, un altro aspetto caratteristico della mentalit\u00e0 dei gesuiti o, se si preferisce, della loro strategia di potere, cio\u00e8 la tendenza all&#8217;intrigo e ad insinuarsi subdolamente nei corridoi dei palazzi e delle regge, onde esercitare pressioni di tipo politico servendosi del confessionale e della direzione spirituale di principi e pi\u00f9 ancora principesse, reggenti, madri e consorti di sovrani.<\/p>\n<p>Nel loro modo di evangelizzare e nella loro concezione della fede cattolica vi \u00e8, probabilmente, un difetto d&#8217;origine: una tendenza a intellettualizzare e a razionalizzare la relazione fra l&#8217;uomo e Dio e, al tempo stesso, una specie di intima convinzione che a loro, e a loro soltanto, spetta fissare gli strumenti idonei per diffondere la fede presso i non cattolici; pretesa che, nel mondo post-cristiano del XX e XXI secolo, si riflette nel modo di relazionare la Chiesa con il mondo, che \u00e8, appunto, un mondo desacralizzato. Il nodo della questione, secondo noi, consiste in questo: che la Chiesa, a giudizio dei gesuiti moderni, <em>deve farsi mondo<\/em>, cio\u00e8 deve abolire le distanze fra l&#8217;annunzio e colui al quale si annunzia; la Chiesa deve farsi tutt&#8217;uno con il mondo, per meglio capirlo, raggiungerlo, parlare una lingua che gli sia comprensibile, e se possibile familiare. Insomma la radice della deriva ereticale dei gesuiti risiede nella convinzione, da essi maturata nell&#8217;arco non di qualche anno, o decennio, ma di almeno quattro secoli, \u00e8 l&#8217;idea che il fine giustifica i mezzi: che per raggiungere la gente, bisogna adattare il Vangelo alla gente; e che non \u00e8 l&#8217;uomo che deve innalzarsi, con personale impegno e sacrificio, verso la Verit\u00e0, che \u00e8 Ges\u00f9 Cristo, ma \u00e8 il Vangelo che deve essere calato in situazione, che deve prendere le misure degli uomini, secondo il particolare tempo e luogo in cui ci si trova. Ecco cosa pensava Pedroo Arrupe, preposito generale dei gesuiti dal 1965 al 1983 (in realt\u00e0 fio al 1981, perch\u00e9 colpito da un ictus e sostituito da un commissario papale), cio\u00e8 negli anni cruciali per la definitiva deriva apostatica dell&#8217;ordine, alla quale lui personalmente non fu certo estraneo (cit. in: Carl Bernstein e Aldo Politi <em>Sua Santit\u00e0. Giovanni Paolo II e la storia segreta del nostro tempo<\/em> (Milano, Rizzoli, 1996, pp. 434-435):<\/p>\n<p><em>Temo che stiamo per proporre le risposte di ieri per affrontare i problemi di domani, che stiamo parlando in modo tale che la gente non ci capisce pi\u00f9, che usiamo un linguaggio che non arriva dritto al cuore degli uomini. Se \u00e8 cos\u00ec, allora parleremo molto, ma solo a noi stessi. Infatti nessuno ci ascolterebbe pi\u00f9, perch\u00e9 nessuno capirebbe quello che cerchiamo di dire.<\/em><\/p>\n<p>La pretesa di adeguare il messaggio cristiano alle culture sociali e anche religiose dei popoli asiatici, come accadde in Cina e in India, con le conseguenti controversie teologiche gi\u00e0 ricordate, nasce da questa idea fondamentale: che la Chiesa deve andare incontro al mondo sino a farsi mondo lei stessa. Anche la pretesa di trasformare le <em>reducciones<\/em> del Sud America in altrettanti laboratori teocratici, nei quali loro, i gesuiti, e loro soltanto, sanno e stabiliscono quale sia la maniera giusta di annunciare il Vangelo, anzi, quale sia la maniera giusta di relazionarsi con gli indios, ad esclusione di tutti gli altri europei e perfino di tutti gi altri sacerdoti e ordini religiosi, nasce dallo stesso terreno: un terreno reso fertile dalla superbia intellettuale, unita a una spinta evangelizzatrice che non guarda troppo per il sottile quanto alla dimensione dottrinale e teologica, ma che punta a ottenere il massimo risultato in termini quantitativi e formali di conversione. Al tempo stesso, questo approccio pastorale ha sempre permesso ai gesuiti di sentirsi speciali, in quanto pi\u00f9 sensibili alle realt\u00e0 concrete dei popoli presso i quali svolgevano la loro opera missionaria; di farli sentire migliori, pi\u00f9 intelligenti, pi\u00f9 lungimiranti, pi\u00f9 duttili, pi\u00f9 abili, insomma complessivamente pi\u00f9 capaci di chiunque altro di stabilire cosa sia buono e giusto e opportuno nel modo di porgere il Vangelo di Ges\u00f9 ai non cristiani e ai non cattolici, e cosa, invece, non lo sia: tanto pi\u00f9 che i risultati pratici parevano dar loro ragione. Ma il punto, nell&#8217;annunzio del Vangelo, \u00e8 sempre quello: decidere se la cosa pi\u00f9 importante \u00e8 convertire pi\u00f9 gente possibile, oppure convertire le persone in modo pienamente conforme alla Verit\u00e0.<\/p>\n<p>Scriveva lo storico della cultura austriaco Ren\u00e9 F\u00fclop-Miller nel suo celebre libro <em>Il segreto della potenza dei gesuiti<\/em> (tr. italiana Milano, Mondadori, 1931; riduzione adattamento in: Oddone Ortolani-Mario Pagella, <em>Il tempo e le opere. Corso di storia per la Suola media<\/em>, Firenze, Le Monnier, 1967, pp. 206-207):<\/p>\n<p><em>La legge suprema della Cine era il Teo, la legge dell&#8217;universo, secondo la quale si muovevano gli astri, i fili d&#8217;erba spuntavano dal suolo, gli alberi si coprivamo di foglie, mormoravamo i ruscelletti e i mari passavano dal flusso al riflusso.<\/em><\/p>\n<p><em>L&#8217;imperatore, secondo i cinesi, aveva avuto dagli d\u00e8i l&#8217;incarico di governare e dirigere il popolo, in modo che il Tao umano stesse in armonia con il Tao celeste e a tal fine il sovrano doveva munire di anno in anno il suo popolo di un giusto calendario.<\/em><\/p>\n<p><em>L&#8217;imperatore aveva ordinato gi\u00e0 da lungo tempo la pubblicazione di un libro indicatore dei tempi e da allora non era passato anno senza che l&#8217;imperiale tribunale della matematica non avesse fatto degli accurati calcoli astronomici.<\/em><\/p>\n<p><em>Nel calendario tutto quel che convenisse fare o non fare era fissato. Cos\u00ec erano segnati in rosso e in nero i giorni e le ore favorevoli o sfavorevoli per i lavori dei campi, per la conclusione dei matrimoni, per il cambio di abitazione, per le riparazioni alle navi, per la caccia, per il pascolo, per le sepolture e le esecuzioni capitali.<\/em><\/p>\n<p><em>Ora accadeva ormai da molti anni che il raccolto andasse male, che i ministri governassero nel proprio interesse e rubassero come corvi. L&#8217;imperatore non riusciva pi\u00f9 a fari obbedire, perch\u00e9 dappertutto c&#8217;era grande fermento.<\/em><\/p>\n<p><em>L&#8217;imperatore, altamente preoccupato, si consultava notte e giorno coi suoi ministri sul odo di impedire il disastro che si avvicinava e non sapendo pi\u00f9 come salvarsi si rivolse alla fine anche ai gesuiti. I padri rifletterono a lungo, fecero delle misurazioni, coprirono di calcoli lunghe strisce di carta e constatarono alla fine che il tribunale della matematica nel fissare il calendario era caduto in un errore grossolano: i calcoli astronomici erano sbagliati ormai da lungo tempo.<\/em><\/p>\n<p><em>Quest&#8217;annuncio gett\u00f2 la corte nella pi\u00f9 nera costernazione. Vi furono naturalmente dei mandarini che si levarono a difendere la tradizione e a protestare la critica che preti stranieri osavano fare ad istituzioni antichissime; ma ben presto fu il cielo stesso che s&#8217;incaric\u00f2 di testimoniare in favore dei gesuiti.<\/em><\/p>\n<p><em>In Cina le eclissi solari venivano considerate come fenomeni di straordinaria importanza; l&#8217;imperatore doveva essere preavvisato gi\u00e0 un mese prima e tutti gli altri mandarini con le insegne della loro dignit\u00e0 dovevano radunarsi a tempo debito nel cortile del tribunale astronomico. Ora i gesuiti avevano predetto per un dato giorno una eclissi solare, fissando addirittura l&#8217;ora in cui doveva cominciare il fenomeno, e ci\u00f2 senza che nel calendario ci fosse la minima indicazione al riguardo.<\/em><\/p>\n<p><em>All&#8217;ora predetta il disco solare cominci\u00f2 ad oscurarsi e tutti i dignitari si gettarono in terra, conforme il cerimoniale, colla fronte rivolta al suolo e in tutta la citt\u00e0 risuon\u00f2 il rullo dei tamburi; i gesuiti avevano guadagnato la partita per lungo tempo, giacch\u00e9 era dimostrato che il metodo di calcolo degli astronomi cinesi non serviva, e che il calendario, secondo il quale era stato governato l&#8217;impero, era proprio sbagliato<\/em>.<\/p>\n<p>Questo episodio ci sembra esemplare di un certo modo d&#8217;intendere la missione, e pi\u00f9 in generale la pastorale, da parte dei gesuiti: che si tatti della Cina del XVII secolo o delle periferie post-cristiane dell&#8217;Europa odierna, il ragionamento non cambia. I gesuiti pensavano, e pensano tuttora, di avere ogni diritto a sfruttare le loro conoscenze e la loro cultura per varare un aggiornamento pastorale che corrisponde, in pratica, alla inculturazione del cattolicesimo nei diversi ambiti storico-sociali nei quali ci si trova. Perci\u00f2 ai cinesi si predica un Vangelo compatibile col culto locale dei defunti, e si d\u00e0 al Dio cristiano un nome equivalente al concetto cinese di divinit\u00e0, anche se ci\u00f2 significa giocare sul filo dell&#8217;equivoco e lasciar credere ai convertiti cinesi quel che non \u00e8, vale a dire che fra Ges\u00f9 Cristo e la vita eterna in senso cristiano, e le loro precedenti credenze confuciane o taoiste o buddiste, non c&#8217;\u00e8 alcuna differenza decisiva. In questo modo i cinesi diventano cattolici, si fa per dire, pur seguitando a restare quel che erano: non c&#8217;\u00e8 una rottura con le loro credenze di prima della conversione: l&#8217;uomo nuovo cristiano s&#8217;innesta direttamente sull&#8217;uomo vecchio e convive con lui. Allo stesso modo, oggi i gesuiti dicono ai protestanti che possono far la Comunione, se sono sposati con un cattolico, in nome dell&#8217;ecumenismo; agli ebrei che non hanno alcuna necessit\u00e0 di convertirsi, perch\u00e9 l&#8217;Antica Alleanza \u00e8 sempre valida e loro sono sempre il popolo eletto; agli islamici che non occorre che si convertano, perch\u00e9 Dio stesso vuole l&#8217;esistenza delle diverse religioni e il papa ha baciato il <em>Corano<\/em>, senza contare che siamo tutti &#8212; cristiani, ebrei e islamici &#8212; discendenti di Abramo e abbiamo in comune la fede nel Libro (ma quale Libro, poi: sempre lo stesso?); agli omosessuali, che possono praticare l&#8217;omosessualit\u00e0, anche nel caso siano dei sacerdoti, perch\u00e9 Dio ci vuole felici e &quot;realizzati&quot;; ai divorziati, ai separati, a quelli che hanno praticato l&#8217;aborto, che ci\u00f2 non pregiudica l&#8217;amore di Dio e la misericordia di Dio, perch\u00e9 <em>Dio sopporta i nostri peccati<\/em>, come dice volentieri il signor Bergoglio; e soprattutto perch\u00e9 <em>Dio non \u00e8 cattolico<\/em>: la sua affermazione forse pi\u00f9 scandalosa, eppure perfettamente in linea con la &quot;pastorale&quot; dei gesuiti, da molto tempo. Era logico che si sarebbe arrivati a questo punto; la sola cosa veramente nuova, ma anch&#8217;essa, in fondo, a ben considerare, prevedibile, \u00e8 che i gesuiti a un certo punto, abbiano sentito la necessit\u00e0 d&#8217;impadronirsi direttamente del vertice della Chiesa, piazzando uno dei loro sulla cattedra di San Pietro. Bisognava imporre alla Chiesa tutta, schiacciando le ultime resistenze e spazzando via le ultime perplessit\u00e0, il nuovo corso: quello dell&#8217;annuncio di un Dio non cattolico. E il Vangelo di Ges\u00f9 Cristo, a questo punto, che cos&#8217;\u00e8, cosa ne rimane? Perch\u00e9 nel Vangelo, fino a prova contraria, si parla di un Dio cattolico; in esso Ges\u00f9 Cristo dice di Se stesso: <em>Io sono la via, la verit\u00e0 e la vita<\/em>. Non dice: <em>io e Confucio<\/em>; n\u00e9: <em>io e il Tao<\/em>; e nemmeno: <em>io e Maometto<\/em>. Dice anche, fino a prova contraria: <em>Io sono nel Padre e il padre \u00e8 in me<\/em>; e <em>chi ha visto me, ha visto il Padre<\/em>; e <em>nessuno pu\u00f2 venire al Padre se non per mezzo di me<\/em>. Ora, che ne facciamo di tutte queste affermazioni, nell&#8217;era del gesuitismo al potere? Semplice: le gettiamo nel cestino della carta straccia. Un gesuita di primo piano, il nuovo generale dopo l&#8217;elezione di Bergooglio, Sosa Abascal, l&#8217;ha detto chiaro e tondo: noi non sappiamo cosa disse realmente Ges\u00f9, perch\u00e9 ai suoi tempi non c&#8217;erano i registratori. Il messaggio \u00e8 chiaro: il cristianesimo \u00e8 tutto da riscrivere. Smitizzando, storicizzando, razionalizzando. E il buon Sosa, coerentemente, ha dato subito l&#8217;esempio, affermando che il diavolo \u00e8 solo un&#8217;immagine simbolica del male, non esiste come persona. \u00c8 partito da dove era pi\u00f9 facile: che importanza pu\u00f2 fare quel brutto tipo del diavolo? Ma fra poco arriveranno molto pi\u00f9 in alto, fino a Ges\u00f9 Cristo; e qualcuno ci \u00e8 gi\u00e0 arrivato: Cristo? Era solo un uomo: parola di Enzo Bianchi. E il gesuita Bergoglio non nega, tutt&#8217;altro; anzi sorride, e dice che Bianchi \u00e8 uno dei suoi teologi pi\u00f9 cari (l&#8217;altro \u00e8 anche&#8217;esso un eretico conclamato, Walter Kasper).<\/p>\n<p>Ma torniamo all&#8217;episodio dell&#8217;eclisse prevista dai gesuiti, e da essi utilizzata per accreditarsi come scienziati assolutamente credibili presso l&#8217;imperatore cinese. La corte cinese era un ambiente culturalmente raffinato, e i gesuiti, con quella mossa, acquisirono un prestigio durevole rispetto a tutti gli altri sacerdoti delle diverse religioni. Ma lo acquisirono in quanto scienziati, e specialmente come astronomi; non in quanto sacerdoti cattolici. Erano credibili perch\u00e9 sapevano studiare il cielo e calcolare le orbite dei corpi celesti meglio di qualsiasi altro; non perch\u00e9 annunciassero un Dio migliore, pi\u00f9 vero, pi\u00f9 degno di amore e adorazione. Inoltre, essi avevano <em>dimostrato che il metodo di calcolo degli astronomi cinesi non serviva, e che il calendario, secondo il quale era stato governato l&#8217;impero, era proprio sbagliato<\/em>. Ma che cosa succede se i gesuiti, in quanto scienziati, per esempio in quanto filologi, arrivassero alla conclusione che la tradizione dei Vangeli \u00e8 tutta sbagliata, e che bisogna rifarla? Se arrivassero alla conclusione, in quanto storici, grecisti, biblisti, archeologi, che quasi tutto quel che credevamo di sapere su Ges\u00f9 e sul Vangelo \u00e8 sbagliato, e che la dottrina \u00e8 tutta da rifare? O se, come biologi, geologi, paleontologi (vedi Teilhard de Chardin), arrivassero alla conclusione che l&#8217;uomo deriva dalla scimmia, e che non ci sono mai stati un Adamo e una Eva, e non c&#8217;\u00e8 mai stata la creazione dell&#8217;uomo, ma tutto deriva dalla materia: e l&#8217;evoluzione , non la Provvidenza governa il mondo? Ebbene, quel momento \u00e8 arrivato e i gesuiti, dall&#8217;alto della loro scienza disgiunta dalla fede, cio\u00e8 della loro superbia intellettuale, si accingono a demolire, pietra su pietra, la fede che ha sorretto la Chiesa e ha dato un significato alla vita di milioni di persone, nell&#8217;arco di duemila anni. Il loro obiettivo \u00e8 de-cattolicizzare il cristianesimo, poi de-cristianizzare la religione, infine togliere il sacro e il trascendente, sotto qualsiasi forma, ed instaurare la religione massonica dell&#8217;Umanit\u00e0. Ormai lo stanno facendo vedere, lo stanno facendo capire; qualche volta arrivano a dirlo apertamente, o quasi. Ma la religione dell&#8217;Uomo senza Dio \u00e8 la religione di Lucifero: su ci\u00f2 non devono esservi dubbi. Lucifero \u00e8 colui che ispira tanta superbia e che spinge l&#8217;uomo a volersi fare il dio di se stesso. <em>Non morirete, anzi sarete come Dio<\/em>: qualcuno si ricorda ancora di queste parole?<\/p>\n<p>I gesuiti, pertanto, sono completamente fuori controllo: i loro capi, quanto meno, che hanno ben chiaro in mente dove vogliono arrivare. Sono pericolosi. Bisogna fermarli, prima che riescano a provocare danni irreparabili.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Molti si chiedono, ed effettivamente \u00e8 la domanda del momento per chi abbia a cuore le sorti della Chiesa, in che modo i gesuiti, sorti come<span class=\"excerpt-hellip\"> [\u2026]<\/span><\/p>\n","protected":false},"author":2,"featured_media":30161,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"_jetpack_memberships_contains_paid_content":false,"footnotes":""},"categories":[84],"tags":[109,216,237,267],"class_list":["post-25644","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-papa-giovanni-paolo-ii","tag-chiesa-cattolica","tag-papi","tag-sacra-scrittura","tag-virtu-di-fede"],"jetpack_featured_media_url":"https:../../../../fides-et-ratio.it/wp-content/uploads/2023/10/categoria-giovanni-paolo-ii.jpg","jetpack_sharing_enabled":true,"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/25644","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/users\/2"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/comments@post=25644"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/25644\/revisions"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/media\/30161"}],"wp:attachment":[{"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/media@parent=25644"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/categories@post=25644"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/tags@post=25644"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}