{"id":25634,"date":"2018-04-02T01:33:00","date_gmt":"2018-04-02T01:33:00","guid":{"rendered":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/2018\/04\/02\/i-cattolici-sono-pronti-alla-persecuzione\/"},"modified":"2018-04-02T01:33:00","modified_gmt":"2018-04-02T01:33:00","slug":"i-cattolici-sono-pronti-alla-persecuzione","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/2018\/04\/02\/i-cattolici-sono-pronti-alla-persecuzione\/","title":{"rendered":"I cattolici sono pronti alla persecuzione?"},"content":{"rendered":"<p><em>Mia cara mamma: sono stato preso prigioniero in combattimento quest&#8217;oggi. Penso al momento in cui andr\u00f2 a morire; ma non \u00e8 importante, mamma. Ti devi rimettere alla volont\u00e0 di Dio; muoio contento perch\u00e9 sto morendo al fianco di Nostro Signore. Non ti preoccupare per la mia morte, che \u00e8 ci\u00f2 che mi mortifica. Invece, di&#8217; ai miei altri fratelli di seguire l&#8217;esempio del pi\u00f9 piccolo e farai la volont\u00e0 del nostro Dio. Abbi forza e inviarmi la tua benedizione insieme a mio padre. Salutami tutti per l&#8217;ultima volta e ricevete il cuore di vostro figlio che vi ama entrambi e vi avrebbe voluto vedere prima di morire.<\/em><\/p>\n<p>Queste parole sono state scritte da un ragazzo non ancora quindicenne, Jos\u00e9 S\u00e1nchez del Rio, che militava nell&#8217;esercito dei Cristeros, la notte del 7 febbraio 1928, subito dopo essere stato catturato dalle truppe dell&#8217;esercito federale messicano, durante la presidenza di Plutarco El\u00edas Calles, autore di leggi ferocemente anticattoliche. Appena dodicenne, Jos\u00e9, seguendo l&#8217;esempio dei suoi fratelli, aveva voluto arruolarsi, contro la volont\u00e0 della madre e, inizialmente, contro il parere del generale cattolico Mendoza, il quale poi, davanti alle sue insistenze, cedette. Dopo che il ragazzo ebbe pronunciato il solenne giuramento davanti a Ges\u00f9 Eucaristico, ricevette l&#8217;incarico di portare in battaglia l&#8217;insegna della Vergine di Guadalupe, con la scritta <em>Viva Cristo Rey!<\/em> Durante la sanguinosa battaglia di Cotua, il 25 gennaio 1928, cedette il suo cavallo al generale Mendoza, la cui cavalcatura era rimasta uccisa, affermando che lui era pi\u00f9 necessario alla causa. Durante la marcia a piedi, mentre, insieme ad altri, cercava di coprire la ritirata del grosso, venne catturato e condotto nella chiesa, trasformata in pollaio per disprezzo, del suo villaggio natale di Sahauyo, dove era stato battezzato e davanti alla quale aveva deciso di unirsi ai Cristeros, allorch\u00e9 aveva visto i soldati governativi fucilare il parroco.<\/p>\n<p>Negli ultimi tre giorni di vita fu sottoposto a numerose torture e gli fu promessa salva la vita se avesse abiurato e avesse accettato di frequentare un&#8217;accademia militare, ma egli rifiut\u00f2 sempre con molta fermezza. Il 10 febbraio, con un coltello, gli venne tolta la pelle dalla pianta dei piedi; poi, la notte stessa, fu costretto a recarsi con le sue gambe al luogo dell&#8217;esecuzione, il cimitero in cima alla collina, dove era gi\u00e0 stata scavata la fossa per lui. Nonostante le atroci sofferente, il ragazzo fece tutta la strada e non si lasci\u00f2 sfuggire nemmeno una parola ingiuriosa contro i suoi aguzzini. L\u00ec giunti, gli furono inferte diverse coltellate, in punti non mortali, e gli venne ripetuta l&#8217;intimazione di rinnegare la sua fede; ma egli, ad ogni ferita, rispondeva sempre e solo: <em>Viva Cristo Rey!<\/em> Alla fine il comandante, infuriato, non attese nemmeno che si schierasse il plotone d&#8217;esecuzione e gli spar\u00f2 un colpo di rivoltella in testa. Morente, con le ultime forze il ragazzo riusc\u00ec a rigare il terreno con il dito, intinto nel suo stesso sangue, tracciando una croce. Jos\u00e9 S\u00e1nchez del Rio \u00e8 stato beatificato nel 2005 e canonizzato nel 2016, dopo l&#8217;accertamento di un miracolo: il risveglio e la guarigione inspiegabile di una bambina considerata clinicamente morta, avvenuta nel 2008.<\/p>\n<p>Molti, anche cattolici, e anche di discreta cultura, seguitano a credere che l&#8217;et\u00e0 delle persecuzioni anticristiane sia stata quella degli imperatori romani pagani, e che sia terminata nel 313 con l&#8217;editto di tolleranza promulgato da Costantino. La verit\u00e0 \u00e8 che, oltre alle persecuzioni subite dai cristiani per opera dei seguaci di altre religioni, e specialmente dell&#8217;islam, le quali proseguono tuttora in moltissimi Paesi e sotto molteplici forme (anche se il signor Bergoglio non ne parla quasi mai, non le attribuisce all&#8217;islam in quanto tale, non ascolta gli appelli accorati dei vescovi siriani e non ha mai fatto il nome di Asia Bibi, condannata a morte in Pakistan per una supposta offesa al <em>Corano<\/em>), l&#8217;epoca delle persecuzioni pi\u00f9 sanguinarie \u00e8 stata proprio il ventesimo secolo, e proprio all&#8217;interno di Paesi cattolici o, comunque cristiani: il Messico, la Spagna, l&#8217;Unione Sovietica. Il che dovrebbe far capire anche ai pi\u00f9 refrattari che vi \u00e8 incompatibilit\u00e0 assoluta fra Cristo e la modernit\u00e0.<\/p>\n<p>Abbiamo voluto rievocare brevemente la figura di questo eroico ragazzo che ha affrontato il martirio novanta anni fa, per domandarci quanti cattolici, oggi, sarebbero pronti a sopportare, non diciamo una persecuzione cruenta, come quella condotta in Messico, quasi un secolo fa, da l<em>eader<\/em> massoni e anticristiani come Venustiano Carranza, \u00c1lvaro Obreg\u00f3n e Plutarco El\u00edas Calles, il cui scopo era quello di estirpare la religione da uno dei Paesi pi\u00f9 cattolici al mondo. Non soffermiamoci pi\u00f9 di tanto sul fatto che i massoni e gli anticristiani, oggi, ricevono gli elogi dei vertici della chiesa, vengono magnificati da fior di vescovi e cardinali e ricevuti amichevolmente dal papa in persona, o da colui che dovrebbe essere il papa, cio\u00e8 il vicario di Cristo sulla terra, successore di san Pietro e capo di tutta la Chiesa cattolica. E non si pensi che una cosa \u00e8 essere anticristiani pratici, come gli assassini di Jos\u00e9 S\u00e1nchez del Rio, e un&#8217;altra cosa \u00e8 esserlo a livello teorico: perch\u00e9 le mani della signora Emma Bonino, definita pubblicamente da Bergoglio <em>una grande italiana<\/em>, grondano il sangue d&#8217;innumerevoli aborti; e l&#8217;aborto, con buona pace dei non pochi teologi, vescovi e sacerdoti i quali dicono il contrario, \u00e8, per la morale cattolica, n\u00e9 pi\u00f9 n\u00e9 meno che la soppressione di una vita. Non insistiamo su questo aspetto, del quale abbiamo gi\u00e0 tante volte parlato, per quanto esso sia doloroso, sconcertante, inaccettabile, per qualunque cattolico e per qualsiasi persona di retto giudizio e di onesto sentire. Proviamo invece a chiederci: quanti cattolici sono, oggi, interiormente e spiritualmente preparati all&#8217;eventualit\u00e0 di dover affrontare una persecuzione, anche solo di tipo morale, o mediatico, o giuridico? Anche solo a dover sostenere le spese di un avvocato, a dover affrontare le amarezze di un processo? Anche solo a vedersi segnati a dito sul luogo di lavoro, e, magari, a rischiare seriamente di perderlo, o di subire sanzioni economiche, ingiusti trasferimenti e angherie legali di vario genere?<\/p>\n<p>Ma queste cose, da noi, in Italia, non posso succedere, pensano in molti. Al massimo qualche battuta, qualche ironia, qualche sarcasmo; ma insomma, niente di serio. Qualche dispetto, qualche promozione mancata, qualche esame universitario o discussione di laurea non proprio obiettivi, non troppo amichevoli; tutto qui. E sbagliano. Non \u00e8 vero che certe cose in Italia non possono accadere: sono anzi accadute, e in tempi ancor pi\u00f9 recenti della persecuzione contro i cattolici messicani. Nel nostro civile e cattolico Paese, nell&#8217;aprile del 1945, in vista della &quot;liberazione&quot;, un ragazzo della stessa et\u00e0 di Jos\u00e9 S\u00e1nchez del Rio, Rolando Rivi, ha subito una sorte quasi identica alla sua: cattura, torture prolungate per alcuni giorni, assassinio, il tutto in odio alla religione cristiana. Rolando Rivi era un seminarista quattordicenne che andava in giro con l&#8217;abito da sacerdote, nell&#8217;Emilia &quot;rossa&quot; dominata, e terrorizzata, dai partigiani comunisti. Gente dal grilletto facile, gente che non guardava in faccia a nessuno. E anche altri cattolici hanno fatto la fine di Rolando Rivi, sia preti che laici, in odio alla loro religione; altri hanno scontato la &quot;colpa&quot; di essere italiani, nelle zone della Venezia Giulia percorse dalla bande partigiane slave. E mentre dei Cristeros finalmente si parla, e sia pure dopo decenni di silenzio, e il mondo pu\u00f2 conoscere la loro storia, e il popolo messicano pu\u00f2 onorare i suoi martiri della fede, di quel che \u00e8 accaduto nell&#8217;Italia settentrionale fra il 1943 e il 1945 si stenta a parlare ancora oggi, e a fatica si ammette che vi fu una guerra civile, al cui termine si scatenarono degli eccidi indiscriminati, diretti anche contro il clero e i fedeli cattolici giudicati, a torto o a ragione, &quot;fascisti&quot;. E ancora oggi non si sa quanti &quot;triangoli della morte&quot; ci furono, nei giorni &quot;gloriosi&quot; dell&#8217;aprile e del maggio 1945, n\u00e9 quante migliaia, o decine di migliaia. di persone vi scomparvero in una scia di sangue: nei giorni della &quot;libert\u00e0&quot;, i giorni in cui, secondo la vulgata storiografica che ha dominato per settant&#8217;anni, l&#8217;Italia si \u00e8 riguadagnata la stima e la considerazione dei popoli civili, contribuendo a sbarazzarsi della propria infame dittatura ed \u00e8 tornata alle sue tradizioni migliori. Il tutto, insignificante dettaglio, sotto il fioccare incessante delle bombe delle fortezze volanti e all&#8217;ombra delle baionette anglo-americane, generosamente accorse per contribuire alla nostra riconquistata libert\u00e0. Parliamoci chiaro: non stata una dimenticanza casuale, non si \u00e8 trattato di un oblio dovuto a circostanze accidentali. L&#8217;Italia, dal tempo della guerra civile, rimasta in ostaggio di una cultura di sinistra, di matrice marxista, atea e anticristiana, che, in odo alla fede cattolica, ha voluto censurare le pagine meno belle delle propria epopea. Perch\u00e9 come si potrebbero presentare i torturatori e gli assassini di Rolando Rivi come eroi della libert\u00e0? Come contrabbandare gli stupratori e gli assassini di Norma Cossetto per campioni della dignit\u00e0 dell&#8217;uomo?<\/p>\n<p>E adesso, torniamo a noi. Quanti cattolici, ai nostri giorni, avrebbero il coraggio, la forza d&#8217;animo, ma soprattutto la fede &#8211; perch\u00e9 \u00e8 dalla fede che vengono il coraggio e la forza d&#8217;animo, non dall&#8217;uomo &#8212; di un Jos\u00e9 S\u00e1nchez del Rio o di un Rolando Rivi, se si giungesse alla rese dei conti fra la societ\u00e0 moderna, nella sua essenza anticristiana, e il Vangelo di Ges\u00f9 Cristo? Difficile dirlo; \u00e8 pur vero che, talvolta, sono le circostanze drammatiche che suscitano e mobilitano le forze buone. Non ci si pu\u00f2 nascondere, tuttavia, che questo pu\u00f2 avvenire laddove esiste una societ\u00e0 in cui sono stati sparsi i semi del bene, i quali, magari non subito, sono capaci di sbocciare e di testimoniare i valori profondi a suo tempo trasmessi. Ma in una societ\u00e0 che, moralmente, \u00e8 divenuta simile a un deserto, il deserto del materialismo e del consumismo, il deserto dell&#8217;edonismo e del narcisismo sfrenato; in una societ\u00e0 che, da molto tempo ormai, non crede pi\u00f9 in nulla, se non nel dio denaro e in tutte quelle forme di piacere che per mezzo del denaro si possono strappare; in una societ\u00e0 che ha cacciato Dio, che disonora il padre, che disprezza la madre e che adora solamente il successo, il risultato, l&#8217;efficienza, il benessere: quale tipo di uomini e donne potr\u00e0 mai dare, qualora si presentasse il momento della prova? E se il poco buon seme, a suo tempo seminato, \u00e8 caduto sui sassi, o sulle spine, o sul terreno arido, quand&#8217;anche germogliasse, come potr\u00e0 dare vita ad una pianta forte e vitale? Infatti, nella trasmissione del bene, due cose sono necessarie: qualcuno che lo trasmette e qualcuno che lo accoglie. Se vi \u00e8 chi lo trasmette, ma non vi \u00e8 chi lo sa o lo vuole accogliere, allora il ciclo vitale del bene si esaurisce, e subentra la morte. \u00c8 ancora sana e vitale, la nostra societ\u00e0? La nostra cultura trasmette ancora il bene? E la Chiesa odierna, trasmette ancora fedelmente la Parola di Ges\u00f9 Cristo? Sono queste le domande che dovremmo farci. E dovrebbero farsele soprattutto i genitori, gli educatori, i sacerdoti; dovrebbero farsele il clero e il popolo dei fedeli; dovrebbero farsele specialmente quanti hanno delle responsabilit\u00e0 nel trasmettere la cultura, i valori, il bene, e la visione cristiana della vita. Ma questa trasmissione si \u00e8 interrotta da molto, da troppo tempo. Se cos\u00ec non fosse, non vi sarebbero tanto silenzio e tanta indifferenza sull&#8217;aborto. Non sarebbe considerato come un fatto normale che sei milioni di bambini italiani non siano venuti al mondo, da quando \u00e8 stata approvata la legge sull&#8217;interruzione volontaria della gravidanza, a suo tempo, e anche dopo, presentata come una grande conquista di &quot;civilt\u00e0&quot;. La civilt\u00e0 moderna, appunto. Una civilt\u00e0 intimamente e radicalmente anticristiana.<\/p>\n<p>O forse, nell&#8217;ora della prova, Dio saprebbe suscitare le energie anche nei pi\u00f9 timidi, anche nei pi\u00f9 insignificanti, come la piccola carmelitana scalza di cui para il romanzo di Gertrud von Le Fort, <em>L&#8217;ultima al patibolo<\/em>, dedicato alle sedici martiri di Compi\u00e8gne del 1794. Il problema, per\u00f2, dal nostro punto di vista, \u00e8 un altro. Non c&#8217;\u00e8 alcun dubbio che Dio possa fare grandi cose anche con il materiale pi\u00f9 umile: nulla \u00e8 impossibile per Lui. Ma i cattolici d&#8217;oggi, abituati ad andare d&#8217;amore e d&#8217;accordo con il mondo, non sono nemmeno preparati a riconoscere una persecuzione, qualora arrivasse. <em>Questo<\/em> \u00e8 il punto. Per esempio, a forza di sentirsi dire e ripetere, dal clero e dai teologi, che il Vangelo consiste in un abbraccio fra Dio e il mondo, in cui Dio dona tutto senza chiedere nulla, si sono dimenticati che una cosa, invece, Dio la chiede, e la chiede da padrone esigente: l&#8217;abbandono nella fede. Chi non crede, chi \u00e8 orgoglioso, chi \u00e8 superbo, chi sa dire sempre e solo &quot;io&quot;, costui non \u00e8 degno del Vangelo. Chi non si pente dei suoi peccati, chi non decide di cambiar vita, chi non prende in odio l&#8217;uomo vecchio e non fa nascere in s\u00e9 l&#8217;uomo nuovo, non \u00e8 degno del Vangelo. E chi non cerca d&#8217;imitare Cristo, chi non lo prende quale modello di vita, chi non desidera piacere solo a Lui, nemmeno si accorge se quel modello viene adulterato, se la sua Parola viene falsificata. Ed \u00e8 proprio quello che sta accadendo oggi. Ci\u00f2 a cui il cattolico si deve preparare \u00e8 di subire una persecuzione dall&#8217;interno della Chiesa, non tanto e non solo dall&#8217;esterno. Se, come quel professor belga &#8212; St\u00e9phane Mercier -, si permette di ricordare ai suoi studenti che l&#8217;aborto \u00e8 la soppressione di una vita, deve prepararsi a venire licenziato: licenziato da una scuola cattolica; e criticato: criticato dai vescovi cattolici del suo Paese. Il lavoro sporco, ormai, lo fa il neoclero: per conto della massoneria e in omaggio ai principi e ai &quot;valori&quot; della societ\u00e0 secolarizzata e irreligiosa. <em>Questa<\/em> \u00e8 la forma che assume la persecuzione, oggi. E testimoniare Cristo, testimoniare il suo Vangelo, pu\u00f2 voler dire denunciare lo scandalo di un clero che non rende testimonianza a Dio, n\u00e9 vuol piacere a Lui, ma che, gonfio di superbia e vanagloria, s&#8217;inchina davanti agli idoli del mondo&#8230;<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Mia cara mamma: sono stato preso prigioniero in combattimento quest&#8217;oggi. Penso al momento in cui andr\u00f2 a morire; ma non \u00e8 importante, mamma. 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