{"id":25633,"date":"2019-05-10T07:35:00","date_gmt":"2019-05-10T07:35:00","guid":{"rendered":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/2019\/05\/10\/i-cattolici-devono-uscire-dal-loro-truman-show\/"},"modified":"2019-05-10T07:35:00","modified_gmt":"2019-05-10T07:35:00","slug":"i-cattolici-devono-uscire-dal-loro-truman-show","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/2019\/05\/10\/i-cattolici-devono-uscire-dal-loro-truman-show\/","title":{"rendered":"I cattolici devono uscire dal loro Truman Show"},"content":{"rendered":"<p>Per esser dura, \u00e8 dura. Si tratta di prendere atto che tutto quello che ci \u00e8 stato insegnato dalla chiesa cattolica, a partire dal 1958, si svolgeva all&#8217;interno di un gigantesco Truman Show. Il che non significa che fosse, necessariamente, tutto falso, ma di certo erano falsi l&#8217;ambientazione, la sceneggiatura, l&#8217;impianto generale, e soprattutto il fine. All&#8217;interno di questa falsificazione complessiva, senza dubbio vi erano anche delle cose autentiche: in particolare, la fede dei semplici. Proprio come nel film di Peter Weir del 1998, che crediamo inutile riassumere, tanto \u00e8 noto al pubblico: l&#8217;intera vita di un cittadino qualsiasi, dalla nascita all&#8217;et\u00e0 adulta, \u00e8 stata seguita di nascosto dalle telecamere e tutto ci\u00f2 che in essa \u00e8 avvenuto, dalla scuola, al matrimonio, alla morte drammatica di suo padre in un incidente nautico, alla cittadina in cui vive, \u00e8 parte del programma ed \u00e8 stato pianificato e meticolosamente ricostruito in uno studio globale: un po&#8217; come il teatro dei burattini di pirandelliana memoria, che coincide, in ultima analisi, con la vita nella sua totalit\u00e0. L&#8217;unica cosa autentica, nel film, \u00e8 la personalit\u00e0 del protagonista, del tutto inconsapevole dell&#8217;inganno e cio\u00e8 di vivere in una bolla artificiale, in cui tutto, perfino la pioggia, le burrasche marine e il sorgere del &quot;sole&quot; (che pu\u00f2 avvenire in qualsiasi momento, grazie a degli speciali schermi e a dei giganteschi riflettori) \u00e8 finto.<\/p>\n<p>I cattolici vissuti dopo il conclave del 1958, dopo il Concilio e dopo la riforma liturgica sfociata nella nuova Messa di Paolo VI (proprio non ci riesce di scrivere <em>san<\/em> Paolo VI, \u00e8 pi\u00f9 forte di noi: una forza misteriosa ce lo impedisce) si trovano nella stessa situazione del signor Truman Burbank: la differenza \u00e8 che lui era solo, noi siamo tutti nella medesima situazione. L&#8217;inganno perpetrato ai danni dei fedeli \u00e8 stato orchestrato cos\u00ec abilmente da prendere nella rete dell&#8217;illusione tutti quanti, nessuno escluso. E ci sono voluti anni, decenni, infine c&#8217;\u00e8 voluto lo scandalo immenso di un papa apertamente eretico, che ne se ne frega delle domande e delle accuse che gli rivolgono, e intorno al quale tutti i vertici della chiesa fanno quadrato, complici quanto lui dell&#8217;ignobile mistificazione, perch\u00e9 qualcuno, ma sempre pochi, pochissimi in verit\u00e0, cominciasse a cogliere qualche dissonanza, qualche elemento anomalo, qualche indizio del fatto che le cose non erano come avrebbero dovuto essere, che qualcosa non va come dovrebbe andare. Infatti, se l&#8217;inganno \u00e8 assai bene orchestrato e se \u00e8 portato avanti da molte persone, da quelli che stanno dietro le telecamere, da quelli che hanno i mezzi per controllare tutti gli altri, o almeno per condizionarli fortemente, come faranno le persone comuni a rendersi conto di vivere in una bolla artificiale? Per rendersi conto di una cosa del genere ci vogliono almeno tre cose: una piena comprensione di cosa \u00e8 il cattolicesimo e di cosa \u00e8 la Chiesa (quella vera); una acuta capacit\u00e0 di osservazione e di riflessione, accompagnata da una forte autonomia di giudizio; infine una certa dose di coraggio personale, perch\u00e9 le conseguenze di una simile scoperta sono devastanti, sia nei rapporti con gli altri, e, in questo caso, con l&#8217;istituzione ecclesiastica, sia al livello della propria fede e del proprio equilibrio psicologico e spirituale. Senza dubbio un certo numero di persone, e specialmente di sacerdoti, hanno visto e capito da un pezzo quel che sta succedendo, e l&#8217;infame tradimento del Vangelo che forze oscure stanno attuando, servendosi di un partito progressista che con folle demagogia soffia sul fuoco delle passioni disordinate di quanti trovano la dottrina e la morale cattolica troppo austere; ma hanno avuto paura di trarne le conseguenze sul piano personale e, dopo aver gettato una prudente occhiata tutto intorno, per accertarsi che gli altri non avessero capito che loro avevano capito, hanno deciso di rientrare nei ranghi e far finta di nulla preoccupandosi solo di dissimulare il fatto d&#8217;aver mangiato la foglia. Alcuni lo avranno fatto per paura o quieto vivere; altri per opportunismo e attaccamento alla poltrona; altri ancora per non aggravare lo scandalo e nella speranza che le cose tornino a posto in qualche modo, senza doversi assumere la responsabilit\u00e0 di fare una pubblica denuncia. Ora, sotto il pontificato di Bergoglio, le cose, se non altro, sono arrivate a un punto tale che, per non capire la manovra della massoneria ecclesiastica, che ormai controlla quasi tutti i cardinali e gran parte dei vescovi, ma anche moltissimi sacerdoti, bisogna proprio voler essere ciechi. In questo senso, e solo in questo senso, diciamo un &quot;grazie&quot; al signore argentino vestito di bianco: la sua impazienza, unita alla sua inverosimile rozzezza e alla sua patologica arroganza, o forse l&#8217;impazienza di quelli che lo manovrano e lo hanno messo l\u00ec, dove non avrebbe mai dovuto arrivare, rappresenta un doloroso, ma necessario elemento di chiarificazione.<\/p>\n<p>D&#8217;ora in avanti sar\u00e0 impossibile dire di non aver capito, di non aver mai sospettato nulla. Che altro deve ancora fare, quest&#8217;uomo malvagio, diabolico, perch\u00e9 appaia in piena evidenza la sua vera natura, perch\u00e9 si rivelino le sue intenzioni? Rivediamo\u00a0 riascoltiamo i filmati di alcune delle sue sparate pi\u00f9 grosse: che <em>Ges\u00f9 si \u00e8 fatto peccato<\/em>, ad esempio; riascoltiamo la sua voce, l&#8217;enfasi con cui parla, e osserviamo la sua faccia, il suo sguardo, mentre pronuncia quelle terribili parole: non \u00e8 abbastanza chiaro? E quando sottrae l&#8217;anello piscatorio al bacio devozionale dei fedeli, per poi spiegare, ma solo in seguito, che lo ha fatto per motivi igienici (motivi che evidentemente non ci sono quando si getta a terra bocconi e bacia le scarpe ai suoi visitatori, o quando s&#8217;inchina a baciare, uno dopo l&#8217;altro, l&#8217;anello dei rabbini e dei miliardari israeliti, e delle loro donne): si riveda quel filmato, si osservi la fulmineit\u00e0 del gesto, come in un film di Ridolini, il suo cattivo gusto, e, cosa pi\u00f9 sconcertante di tutte, la sua espressione: ride, ride di gusto. Si diverte un mondo: non prova il minimo imbarazzo, non \u00e8 affatto a disagio, si direbbe che non abbia atteso che quel momento per spassarsela. Mentre i fedeli, smarriti, delusi, mortificati, non sanno letteralmente che faccia fare, che contegno tenere. Ed \u00e8 lo stesso stato d&#8217;animo in cui si trovano milioni di fedeli, oggi: non sanno che fare, da che parte guardare, cosa pensare, cosa credere. Sono saltati tutti i punti di riferimento, si cammina sul vuoto. Di tanto smarrimento, di tanta angoscia, la causa \u00e8 lui: e lui ride, lui se la gode come se stesse recitando una spassosa commedia. Davvero c&#8217;\u00e8 qualcuno disposto a sostenere che costui \u00e8 in buona fede e che, se pure sta sbagliando, non se ne rende conto? Peraltro, nessuno degli uomini che occupano posti chiave nella chiesa dice una cosa del genere; nessuno dice che sta sbagliando: tutti, Spadaro, Parolin, Paglia, Bassetti, Galantino, Sosa Abascal, Ladaria Ferrer, tutti dicono che sta facendo benissimo, che \u00e8 tutto eccellente, che non si era mai visto un papa cos\u00ec pieno di Spirito Santo. Il malessere aumenta, comincia a emergere; una lettera aperta ai vescovi, redatta da una ventina di illustri personalit\u00e0 cattoliche, chiede loro d&#8217;intervenire, di far qualcosa, perch\u00e9 il papa \u00e8 caduto nel crimine, pervicace e manifesto, di eresia: una cosa che non era mai accaduta nella chiesa cattolica, da secoli e secoli. E loro che fanno? Tacciono, non rispondono, anzi dicono che \u00e8 tutto a posto, che stiamo marciando nella direzione giusta, che il vero Vangelo \u00e8 questo: parlare tutti i giorni dei migranti, rivendicare la liceit\u00e0 della sodomia, acconsentire alla comunione dei divorziati passati a nuove unioni\u00a0<em>more uxorio<\/em>, preoccuparsi del cima e dell&#8217;ambiente; bestemmiare contro Ges\u00f9, contro la Santissima Trinit\u00e0, contro Dio, attribuendogli la volont\u00e0 che esistano le diverse religioni, le false accanto a quella vera, tutte\u00a0con pari dignit\u00e0; che gli ebrei non hanno alcuna necessit\u00e0 di convertirsi; che a decidere cosa siano il bene e il male \u00e8 la coscienza soggettiva di ciascuno; che non si sa perch\u00e9 ci sia la sofferenza e che bisogna diffidare di chi dice di saperlo; che <em>Ges\u00f9 fa un po&#8217; lo scemo<\/em>, che <em>non era uno pulito<\/em>, ecc. No: i Paglia, i Bassetti, i Galantino, per non parlare dei direttori delle principali testate &quot;cattoliche&quot;, <em>L&#8217;Avvenire<\/em> e <em>Famiglia Cristiana<\/em>, sempre pi\u00f9 simili a <em>La Repubblica<\/em> nei toni e nei contenuti e sempre pi\u00f9 lontane, ormai lontane anni luce, da ci\u00f2 che erano fino a qualche anno fa, trovano che a quella lettera aperta non ci sia bisogno di rispondere; come non c&#8217;era bisogno di rispondere ai\u00a0<em>Dubia<\/em>\u00a0su\u00a0<em>Amoris laetitia<\/em>, o alla\u00a0<em>Correctio filialis<\/em>, o al dossier Vigan\u00f2; trovano che la chiesa (siamo costretti a scriverlo minuscolo) non abbia mai avuto un papa migliore di questo, e che non abbia mai vissuto una stagione meravigliosa come quella presente.<\/p>\n<p>Eppure, abbiamo detto, in un certo senso tutto questo \u00e8 un bene: serve a fare chiarezza. E la chiarezza deve essere fatta non su questi ultimi sei anni, ma sugli ultimi sessanta. Si tratta di una cosa estremamente difficile: prendere atto di essere stati cresciuti in una religione che non era quella che diceva di essere. Un po&#8217; come scoprire di aver respirato aria inquinata per quasi tutta la propria vita, o di aver avuto nel portafoglio, in buona fede, dei documenti d&#8217;identit\u00e0 falsi. Potremmo anche fare quest&#8217;altro paragone: \u00e8 come giungere quasi alla fine del viaggio e rendersi conto che la via seguita, sin dall&#8217;inizio, ci stava portando in tutt&#8217;altra direzione da quella che credevamo, da quella che ci era stata indicata. Ci\u00f2 significa che qualcuno ci ha tenuti deliberatamente immersi nell&#8217;inganno, proprio come nel film di Peter Weir: qualcuno ha falsificato i cartelli stradali; e il personale della biglietteria ferroviaria, e quello sul treno, e il pilota dell&#8217;aereo, e le hostess, e la torre di controllo, erano tutti, tutti, parte della congiura; stavano tutti recitando una parte, al preciso scopo di farci arrivare ad una destinazione completamente diversa, per non dire opposta, a quella cui pensavamo di giungere. Naturalmente, chi perviene a questa conclusione rischia di passare per pazzo, per paranoico; anzi, \u00e8 lui per primo a domandarsi se, per caso, non abbia perso il proprio equilibrio interiore e la propria lucidit\u00e0 mentale. Ancora: per una persona nata dopo il Concilio, e quindi crescita nel contesto di questa immensa falsificazione, come arrivare a capire la realt\u00e0, in assenza di punti di riferimento? Certo: c&#8217;\u00e8 il Catechismo; e quello non sono riusciti a falsificarlo, per adesso, o almeno non del tutto. Tuttavia, quanto esso viene insegnati oggi, e con quanta seriet\u00e0 e fedelt\u00e0? In una chiesa che ha fatto della pastorale l&#8217;aspetto centrale della fede &#8211; non a partire da Bergoglio, ma a partire dal Concilio -, che peso pu\u00f2 avere il Catechismo, vale a dire la dottrina? Non finisce per apparire, come ripete sempre il signore argentino, una cosa rigida e vecchia, priva di misericordia, povera di autentico spirito evangelico? Come pu\u00f2 capire un giovane, oggi, che la dottrina \u00e8 tutto, perch\u00e9 <em>dottrina<\/em> significa definire quel che realmente ha insegnato Ges\u00f9, e separarlo da ci\u00f2 che non gli appartiene, ma \u00e8 farina del sacco di Enzo Bianchi o di Vito Mancuso, o di Walter Kasper, o chiss\u00e0 di chi altri? Come spiegargli che la dottrina \u00e8 nostra amica, e non gi\u00e0 nostra nemica, perch\u00e9 ci difende dai lupi travestiti da agnelli, dai falsari, dai cialtroni che si spacciano per teologi o per sacerdoti e vescovi cattolici, mentre sono solo dei massoni scomunicati e degli eretici modernisti, neanche tanto mascherati?<\/p>\n<p>Ma torniamo a colui che sembra il regista di questa infame operazione, mentre \u00e8 solo un misero strumento dei registi veri, gonfio soltanto della propria smisurata ambizione e del proprio narcisismo ipertrofico. Lo abbiamo visto lasciarsi fare il buffetto da personaggi come monsignor Ricca o come il presidente francese Macron: e si sa che il buffetto \u00e8 un gesto che il superiore riserva all&#8217;inferiore, per sottolineare la distanza che li separa. Lo abbiamo anche visto inchinarsi con aria contrita, con aria colpevole, e baciare l&#8217;anello a Rothschild, a Rockfeller. Ebbene, si prenda una delle frasi pi\u00f9 &quot;innocenti&quot; di questo scandaloso servitore della massoneria, nel senso che, almeno, non se la prende direttamente con Dio, con la Trinit\u00e0, con Ges\u00f9 o con la Vergine Maria. La frase \u00e8 questa: <em>Se qualcuno dice una parolaccia contro la mia mamma, io gli d\u00f2 un pugno<\/em>. Ricordate? E poi ha subito aggiunto: <em>\u00c8 naturale<\/em>. Provate a cercare quel video e riascoltatelo due, tre volte&#8230; La sua voce suadente, melodrammatica, che scandisce, con piena intenzionalit\u00e0: <em>\u00e8 naturale<\/em>; e poi domandatevi: ma \u00e8 questa la morale insegnata da Ges\u00f9 Cristo? Dicendo <em>\u00e8 naturale<\/em>, probabilmente il signor Bergoglio intendeva dire<em>: \u00e8 istintivo<\/em>. Benissimo; ma la novit\u00e0 del cristianesimo risiede nell&#8217;aver benedetto gli istinti? Che cosa significa che una cosa \u00e8 naturale, se non che si \u00e8 naturalisti? Ma il naturalismo e il cristianesimo sono due cose assai diverse. Bergoglio finge di non vedere la differenza, ma la differenza c&#8217;\u00e8, ed \u00e8 enorme: Ges\u00f9 ha insegnato a perdonare, a porgere l&#8217;altra guancia, ad amare i nemici, e ha dato l&#8217;esempio con la sublime preghiera, mentre lo stavamo inchiodando alla croce: <em>Padre, perdona loro<\/em>. E poi riascoltiamo Bergoglio: <em>ma \u00e8 naturale<\/em>, e il modo in cui lo dice: con quel trasporto, con quella convinzione, con quello sguardo penetrante, con quella totale lucidit\u00e0. No: anche quando pare che stia improvvisando (ma \u00e8 troppo furbo per improvvisare davvero), anche quando parla a braccio, quell&#8217;uomo tremendo non fa mai nulla a caso, senza una logica, senza uno scopo. E lo scopo \u00e8 questo: togliere il sacro, togliere il divino, abbassare il cristianesimo, e perfino la Persona di Ges\u00f9 Cristo, al livello dell&#8217;umano. Perch\u00e9 lo fa? Perch\u00e9 gli \u00e8 stato dato il compito di farlo: altrimenti, per quale ragione avrebbero eletto papa uno come lui, un sudamericano ignorante e manesco, un ex buttafuori di locali notturni? E quello, infatti, sta facendo, quello gli riesce benissimo: buttar fuori i veri cattolici, i Caffarra, i M\u00fcller, i Negri, i Livi, i francescani dell&#8217;Immacolata. Altro che uomo del dialogo, \u00e8 tutto il contrario. E una volta che ai cattolici sia stato tolto il divino, viene tolta anche la Grazia. <em>Questo<\/em> \u00e8 il vero obiettivo&#8230;<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Per esser dura, \u00e8 dura. 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