{"id":25632,"date":"2019-08-06T10:19:00","date_gmt":"2019-08-06T10:19:00","guid":{"rendered":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/2019\/08\/06\/i-cattivi-maestri-del-68-e-i-loro-odierni-frutti-velenosi\/"},"modified":"2019-08-06T10:19:00","modified_gmt":"2019-08-06T10:19:00","slug":"i-cattivi-maestri-del-68-e-i-loro-odierni-frutti-velenosi","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/2019\/08\/06\/i-cattivi-maestri-del-68-e-i-loro-odierni-frutti-velenosi\/","title":{"rendered":"I cattivi maestri del &#8217;68 e i loro odierni frutti velenosi"},"content":{"rendered":"<p>Francesco Saba Sardi (Trieste, 1922-Milano, 2012), nipote del poeta Umberto Saba, \u00e8 stato un intellettuale non di prima fila, ma indubbiamente di un certo peso nella cultura progressista italiana della seconda met\u00e0 del Novecento. Anzitutto come traduttore: poliglotta, traduceva da sette lingue e chi ha divorato i classici inglesi, americani, francesi, tedeschi, spagnoli, danesi, serbo-croati, portoghesi, negli anni fra i &#8217;70 e i primi del terzo millennio, si \u00e8 imbattuto decine e decine di volte nel suo nome quale autore della loro versione in lingua italiana. Una cosa sorprendente: ci si chiede dove trovasse il tempo per condurre un&#8217;opera cos\u00ec ciclopica. Poi, come autore di viaggi: sempre in movimento, ha visitato una quantit\u00e0 di Paesi di tutto il mondo, dall&#8217;India al Brasile, dall&#8217;Egitto al Marocco, dalla Turchia alla Corea, senza tralasciare la vecchia Europa, specialmente la Gran Bretagna e la Francia, e ha raccontato quelle sue esperienze in una serie di pubblicazioni a cura del Touring Club Italiano. Poi, la serie dei libri di saggistica che gli hanno dato, in maniera pi\u00f9 specifica e personale, una certa notoriet\u00e0: libri sugli argomenti pi\u00f9 disparati, ma con una certa preferenza per la storia delle religioni, il mito, il sesso, il contro-potere, la critica al cristianesimo (<em>Il Natale ha 5.000 anni<\/em>), con uno speciale interesse per la psicanalisi junghiana, il surrealismo (specialmente Cocteau), il buddismo, l&#8217;antipsichiatria, ecc. Questi libri, insieme ai romanzi, ai racconti e alle poesia, formano un <em>corpus<\/em> di quasi sessanta titoli; e di nuovo sorge spontanea la domanda: come trovava il tempo di scrivere cos\u00ec tanto? Sia come sia, \u00e8 questo aspetto della sua produzione che maggiormente rivela le sue inclinazioni culturali: quelle di un inesausto demistificatore, tanto radicale quanto rozzo, di tutto ci\u00f2 che \u00e8 morale &quot;tradizionale&quot;, ordine, famiglia, patria, fede cattolica. In altre parole, questo letterato prodigioso \u00e8 stato uno dei tanti cattivi maestri della pessima stagione culturale post-sessantottina: quando chiunque negasse la malattia mentale, o accusasse la Chiesa di reprimere le coscienze al solo scopo di esercitare un potere, e chiunque predicasse la liberazione sessuale fino ai limiti estremi, passava per un grande illuminato, per un <em>guru<\/em>, specie agli occhi delle giovani generazioni, pi\u00f9 che mai impegnate a contestare e rifiutare i genitori e i professori (ma non altrettanto, rispettivamente, i loro soldi e i loro diplomi di laurea), e nondimeno pi\u00f9 che mai impegnate a ricercare il surrogato d&#8217;un padre freudiano, un Marcuse, un Adorno, un Sartre, o anche un Saba Sardi, in mancanza d&#8217;altro e di meglio; o magari, nel caso dei cattolici di sinistra, un don Milani che sparava a zero sulle professoresse, o un Turoldo che spezzava in pubblico la corona del Rosario.<\/p>\n<p>Una cosa colpisce in maniera particolare, nel confrontarsi con la sterminata produzione di questo scrittore indubbiamente poliedrico: la sua ripetitivit\u00e0, la sua mancanza di originalit\u00e0, la sua ossessiva ripetizione di un unico punto di vista, che vorrebbe essere libertario &#8212; o libertino &#8212; ed emancipato da ogni pastoia e da ogni condizionamento, mentre soggiace al pi\u00f9 furioso dei bigottismi e alla pi\u00f9 irredimibile delle preclusioni mentali: quella di chi \u00e8 sempre pronto a scoprire e denunciare l&#8217;ipocrisia, il complotto, la manipolazione, l&#8217;inganno, la perfidia del &quot;sistema&quot;, ma non applica mai altrettanto senso critico nei confronti di se stesso e delle proprie idee. Saba Sardi \u00e8 stato il tipico esempio dell&#8217;intellettuale organico, non tanto nel senso gramsciano del termine, ma nel senso ben diverso, per non dire opposto, di organico al sistema che aspramente e instancabilmente denunciava. Possibile che non si sia mai chiesto come mai, se da ogni sua pagina traboccava l&#8217;avversione implacabile per quel sistema, per quella borghesia, per quella falsit\u00e0 culturale, egli era corteggiato dalle maggiori case d\u00ec editrici e poteva pubblicare con esse decine di titoli? E come mai fosse stato candidato al Nobel per la letteratura <em>per ben quattro volte<\/em>? Possibile che non gli sia mai venuto il dubbio, quand&#8217;anche fosse stato il pi\u00f9 geniale e il pi\u00f9 originale dei nostri intellettuali, che l&#8217;intellettuale veramente scomodo, veramente anticonformista, veramente irriducibile al sistema, non \u00e8 <em>mai<\/em> apprezzato, non \u00e8 mai ricercato, non \u00e8 mai corteggiato, tanto meno dalle grandi case editrici? E che se invece gli capita di esserlo, forse dovrebbe farsi qualche domanda sulla propria effettiva carica rivoluzionaria? Nel caso specifico, quel che possiamo dire \u00e8 che Francesco Saba Sardi ha seminato abbondantemente in vista di quella sovversione cultuale che si \u00e8 poi, effettivamente, realizzata negli anni successivi, al punto che quasi tutti i suoi libri, che allora potevano apparire estremamente audaci e di rottura, oggi, in tempi di matrimonio gay e di utero in affitto, fanno quasi sorridere per la loro timidezza e la loro cautela; e tuttavia, anche se i fatti gli hanno dato ragione, non c&#8217;era nulla di irresistibile e nulla di particolarmente acuto, onesto e veritiero nelle sue violentissime tirate contro il &quot;sistema&quot;: della Chiesa, della scuola, della psicologia, delle carceri, della polizia, ecc., ma quella era semplicemente la moda culturale di allora, che soffiava impetuosa in tale direzione. In questo senso egli \u00e8 stato un piccolo intellettuale, un Sade in sedicesimo, un Foucault in miniatura, un Wilhelm Reich d&#8217;acque basse, privo della originalit\u00e0 dei modelli originali e dotato solo della forza d&#8217;inerzia di un pensiero &quot;sovversivo&quot; che allora piaceva tanto ai giovani, ma piaceva anche a larghi settori del &quot;potere&quot;: quelli, per intenderci, specializzati nel trasformare i fenomeni della contestazioni in occasioni per ampliare il mercato e quindi per rafforzare il sistema capitalista in ci\u00f2 che esso ha di peggiore, la moltiplicazione dei profitti mediante l&#8217;istupidimento delle masse.<\/p>\n<p>Prendiamo quasi a caso uno dei suoi numerosissimi volumi di saggistica &quot;contro&quot;, che ci sembra anche uno dei pi\u00f9 rappresentativi: La perversione inesistente, ovvero il fantasma del potere (Milano, La Salamandra, 1977), apparso sulla stessa collana &quot;storica&quot; <em>I campi magnetici<\/em>, in cui apparvero, sempre negli anni &#8217;70, una quantit\u00e0 di libri sulla cosiddetta liberazione sessuale, di denuncia del maschilismo, di apologia del femminismo, dell&#8217;inversione sodomitica e di molte altre forme di &quot;irregolarit\u00e0&quot; sessuale, vista come la quintessenza della liberazione umana e della demistificazione del potere; libri che oggi appaiono quasi patetici, tanto si \u00e8 spostato in avanti il quadro complessivo di riferimento e tanto \u00e8 &quot;progredita&quot; la societ\u00e0 sulla via annunciata dai tanti Saba Sardi di allora. Per farsi un&#8217;idea del contenuto di questo libro di formato tascabile, ma di quasi 400 pagine fitte, \u00e8 utile leggere la presentazione in quarta di copertina, ripresa dalla Prefazione dell&#8217;Autore:<\/p>\n<p><em>In questo libro si afferma che la perversione sessuale \u00e8 un fantasma creato da una norma arbitraria di continuo variabile, la quale fissa i mutevoli limiti del proibito. Per definire la perversione, come per definire la follia, occorrono infatti due polarit\u00e0: chi fa propri, impersonandoli, certi atteggiamenti, e chi li giudica e li condanna, li classifica, li inserisce nei modelli conoscitivi della societ\u00e0 gerarchica.<\/em><\/p>\n<p><em>Psichiatra e poliziotto sono incaricati di perseguitare la perversione al pari della follia, due entit\u00e0 inesistenti la cui presunta esistenza serve a tranquillizzare la societ\u00e0. Quella che \u00e8 oggi la &quot;perversione&quot;, mostro relegato nei manicomi, minotauro decretato intollerabile rispetto alla &quot;norma&quot;, che \u00e8 poi il modello di comportamento imposto dalla societ\u00e0, non \u00e8 che una delle tante versioni , sia pure alienate e deformate, del fondamentale bisogno, dell&#8217;uscir-da-s\u00e9, dell&#8217;accesso al poter-essere, all&#8217;estasi unica forma di effettiva libert\u00e0. La perversione ha dunque una storia, che \u00e8 quella del potere. Risalire alla sua origine, significa rifarsi all&#8217;origine del potere. Rivendicarne l&#8217;originalit\u00e0, la ricchezza, la potenza rivelatrice (rivendicare cio\u00e8 la sovranit\u00e0 dell&#8217;erotismo) significa quindi proporre il rifiuto al potere (non a un potere), significa insinuare il sospetto nei confronti della Storia intesa come svolgimento del gioco del potere, significa opporre un deciso &quot;no&quot; alla riduzione dei valori esistenziali, all&#8217;universo monodimensionale, il mondo scientistico del &quot;furore logicizzato&quot;.<\/em><\/p>\n<p>\u00c8 molto triste pensare che un simile concentrato di pie banalit\u00e0 pseudo libertarie e di simili luoghi comuni della cosiddetta controcultura del &#8217;68 abbiano trovato un vasto pubblico, e acceso la fantasia di tanti giovani e offerto loro, servito su un piatto d&#8217;argento, quel surrogato di cultura &quot;nobile&quot;, ma rivoluzionaria, che essi non erano assolutamente in grado di produrre da soli, da opporre alla cultura vecchia, ipocrita e decadente della borghesia, cio\u00e8 dei loro padri e dei loro professori, contribuendo non poco a far diventare la societ\u00e0 quel che \u00e8 diventata in questo ultimi anni: una bolgia dantesca di perversioni legalizzate e di orridi riti di blasfema irrisione trasformati in pane quotidiano. E si noti anche la piatta, semplicistica insistenza nel proporre il parallelismo fra psichiatria e morale sessuale: cos\u00ec come la pazzia \u00e8 stata inventata dagli psichiatri al servizio del potere, cos\u00ec i moralisti hanno inventato la perversione, in entrambi i casi negando un fondamentale bisogno di libert\u00e0 della persona, che si esplica andando &quot;oltre&quot;, infrangendo limiti arbitrari, e protendendosi verso l&#8217;estasi dell&#8217;erotismo, unica vera forma di liberazione e concentrato di tutte le battaglie per l&#8217;emancipazione dell&#8217;uomo dal Potere. Il quale Potere \u00e8 sempre l\u00ec a creare mostri inesistenti al solo scopo di reprimere: per questo abbiamo definito Saba Sardi un Foucault in formato ridotto; per lui, come per il filosofo francese, vale sempre e comunque il principio che l&#8217;essenza del Potere \u00e8 una sola: <em>sorvegliare e punire<\/em>. Un Potere, peraltro, che resta alquanto vago e fumoso, buono, si sarebbe portati a credere, per tutte le stagioni (e per tutte le spiegazioni); forse, se costoro si fossero presi il disturbo di esaminarlo un po&#8217; meglio, si sarebbero accorti che stavano servendo proprio uno dei volti del Potere prossimo venturo: quello della societ\u00e0 permissiva e libertina, fase avanzata del dominio universale del capitale finanziario. Frasi come questa: <em>Psichiatra e poliziotto sono incaricati di perseguitare la perversione al pari della follia, due entit\u00e0 inesistenti la cui presunta esistenza serve a tranquillizzare la societ\u00e0<\/em>, sono veramente un monumento al conformismo e alla superficialit\u00e0 intellettuale, forse anche alla disonest\u00e0; perch\u00e9 \u00e8 difficile essere onesti e allo stesso tempo considerare la malattia mentale e la perversione come inesistenti, come creazioni arbitrarie del potere, il cui solo scopo \u00e8 quello di sorvegliare e reprimere lo slancio degli uomini verso la libert\u00e0. Queste cose le poteva credere in buona fede un ragazzo di diciassette o diciotto anni, viziato e pieno di &quot;astratti furori&quot; (per dirla con Vittorini), nonch\u00e9 del tutto digiuno di esperienza della vita vera, dal lavoro ai sentimenti; gi\u00e0 a vent&#8217;anni avrebbe dovuto svegliarsi e a venticinque avrebbe dovuto farsi una bella risata di fronte a una interpretazione cos\u00ec banalmente riduttiva di due realt\u00e0 terribilmente serie, come la malattia mentale e la perversione sessuale. Ma appunto il fatto che i ragazzi di allora, e non solo i ventenni e i venticinquenni, ma anche i trentenni e i quarantenni, non si siano accorti delle enormi sciocchezze che il Potere (editoriale e cinematografico, in questo caso) rifilava loro, il fatto che non si siano ribellati alle teorie di Franco Basaglia, che la malattia mentale \u00e8 sostanzialmente un prodotto delle ingiustizie sociali, e che non abbiano accolto con fischi e pernacchie i film di Pier Paolo Pasolini o di Bernardo Bertolucci e di molti altri, che erano tutti delle variazioni sullo stesso tema, quanto sono puliti e spontanei i giovani con la loro ansia di autenticit\u00e0 e felicit\u00e0, anche sessuale, e quanto sono sporchi e ipocriti gi adulti, nel loro perbenismo repressivo, la dice lunga su come la societ\u00e0 di allora abbia vissuto una gigantesca fase di rimbambimento intellettuale e d&#8217;impoverimento culturale, al punto da scambiare per oro zecchino le perle di qualunquismo di un Marcuse, di un Cohn-Bendit, di un Capanna e di un Toni Negri.<\/p>\n<p>E che dire della Storia ridotta a &quot;gioco di potere&quot;, e il &quot;no&quot; a questo gioco di potere ridotto a un &quot;s\u00ec&quot; alla ricerca della liberazione sessuale estrema, anche nelle forme che la societ\u00e0 perbenista definisce perverse? \u00c8 solo una rielaborazione dello slogan sessantottino: <em>Fate l&#8217;amore, non fate la guerra<\/em>; slogan che poteva e pu\u00f2 sembrare solamente sciocco e vuoto, ma che oggi, arrivato nelle stanze del potere, rivela il suo volto inquietante, perfino mostruoso. Che altro \u00e8 la mafia psichiatrica di Bibbiano, se non l&#8217;antipsichiatria giunta al potere, con la pretesa di erigere la perversione a norma e di dichiarare la norma, perversione? Strappare i figli a delle coppie normali per darli in affido a coppie omofile o comunque a soggetti che odiano la famiglia tradizionale, al preciso scopo, oltre che di guadagnarci sopra un po&#8217; di soldi &#8212; il che non guasta mai &#8211; di dimostrare la &quot;superiorit\u00e0&quot; delle forme alternative di sessualit\u00e0, di educazione, di famiglia: non sono queste le idee dei tanti Pasolini, Bertolucci, Capanna, Moravia, Saba Sardi, Foucault, Marcuse, giunte al potere e sostenute da un robusto partito democratico e progressista, nonch\u00e9 da una chiesa dei poveri, degli ultimi, dei migranti, degli emarginati, insomma di tutti, tranne che dei normali, della gente che suda, che lavora, che tira su i figli con mille sacrifici: figli nati dall&#8217;unione di un uomo e una donna e non ottenuti con orrende pratiche genetiche o con ancor peggiori pratiche legali? E dunque, complimenti a tutti quelli che a suo tempo hanno seminato queste magnifiche idee: la messe \u00e8 oggi ricchissima&#8230;<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Francesco Saba Sardi (Trieste, 1922-Milano, 2012), nipote del poeta Umberto Saba, \u00e8 stato un intellettuale non di prima fila, ma indubbiamente di un certo peso nella<span class=\"excerpt-hellip\"> [\u2026]<\/span><\/p>\n","protected":false},"author":2,"featured_media":30178,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"_jetpack_memberships_contains_paid_content":false,"footnotes":""},"categories":[56],"tags":[92],"class_list":["post-25632","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-politica","tag-altro"],"jetpack_featured_media_url":"https:../../../../fides-et-ratio.it/wp-content/uploads/2023/10/categoria-politica.jpg","jetpack_sharing_enabled":true,"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/25632","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/users\/2"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/comments@post=25632"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/25632\/revisions"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/media\/30178"}],"wp:attachment":[{"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/media@parent=25632"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/categories@post=25632"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/tags@post=25632"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}