{"id":25630,"date":"2015-09-26T02:49:00","date_gmt":"2015-09-26T02:49:00","guid":{"rendered":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/2015\/09\/26\/i-bambini-vedono-cose-che-noi-non-vediamo\/"},"modified":"2015-09-26T02:49:00","modified_gmt":"2015-09-26T02:49:00","slug":"i-bambini-vedono-cose-che-noi-non-vediamo","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/2015\/09\/26\/i-bambini-vedono-cose-che-noi-non-vediamo\/","title":{"rendered":"I bambini vedono cose che noi non vediamo"},"content":{"rendered":"<p>Da tempo, per non dire da sempre, gli adulti &#8216;sanno&#8217; che ai bambini sono accessibili dei piani di realt\u00e0 che a loro sono negati; molte fiabe e molte favole del folclore delle singole culture nasce da questa consapevolezza o, almeno, da questa intuizione. Pi\u00f9 recentemente, anche sulla scia del film <em>L&#8217;esorcista,<\/em> che narra la storia di una possessione demoniaca di cui \u00e8 vittima una ragazzina americana di nome Regan, i poteri paranormali dei bambini sono tornati al centro dell&#8217;interesse della cultura occidentale. C&#8217;\u00e8 chi, sulla base di tali poteri, pensa di aver risolto una volta per tutte l&#8217;enigma del <em>poltergeist,<\/em> lo spirito folletto che mette a soqquadro case e mobilio, provoca rumori inspiegabili, volo di oggetti, ecc.; altri invece, ricordando il caso delle due sorelline inglesi che vedevano e pesino fotografavano le fate, ma che anni dopo (proprio come le sorelle Fox, iniziatrici dello spiritismo negli Stati Uniti) confessarono di aver architettato solo un gioco, sostengono che tali poteri nascono solo dalla nostra credulit\u00e0. Ad ogni buon conto, vi p\u00e8 tutto un filone della cultura cosiddetta New Age che si \u00e8 impadronito dell&#8217;argomento, intravedendo &#8211; nona torto &#8211; la possibilit\u00e0 di profittare di un potenziale mercato in rapida espansione. \u00c8 possibile fare il punto in modo abbastanza equilibrato sulla questione leggendo il libro del francese Jean-Paul Bourre <em>I poteri misteriosi dei bambini<\/em> (Milano, Armenia Editore, 1983).<\/p>\n<p>La letteratura otto-novecentesca aveva gi\u00e0 intuito le potenzialit\u00e0 &#8216;inquietanti&#8217; dell&#8217;argomento; basti pensare al celeberrimo romanzo di Henry James <em>The turn of the screw<\/em> (<em>Il giro di vite<\/em>), storia ambigua quant&#8217;altre mai di una bambinaia alle prese con due bambini posseduti dallo spirito di un defunto malvagio; o forse, secondo i punti di vista, storia di una bambinaia sull&#8217;orlo della follia che proietta le sue inquietanti ombre mentali su due innocenti fanciulli. Pochi, invece, conoscono un romanzo giovanile del grande storico delle religioni Mircea Eliade, <em>Signorina Christina<\/em>, ispirato direttamente dal folclore romeno , che narra la storia di una giovane donna morta da pi\u00f9 di vent&#8217;anni e divenuta un vampiro. \u00c8 uno scontro all&#8217;ultimo sangue tra le forze della vita e quelle della morte, in cui la posta in gioco \u00e8 la salvezza dell&#8217;anima dei protagonisti, in particolare del giovane protagonista maschile che deve affrontare, tra le pieghe di una apparente quotidianit\u00e0, gli aspetti pi\u00f9 oscuri e minacciosi della femminilit\u00e0. Un posto a parte occupa, nel romanzo, il personaggio di Simina, una ragazzina che \u00e8 posseduta da forze malefiche e che mette a durissima prova le capacit\u00e0 di resistenza di Egor, l&#8217;eroe designato della situazione. Particolarmente conturbante \u00e8 la scena in cui Simina, esercitando una vera e propria forma di ipnosi che piega ed umilia le capacit\u00e0 di resistenza della mente di Egor, obbliga questi a inginocchiarlesi ai piedi e a baciarle i piedi. Simina \u00e8 la sorella minore di Sanda, la fidanzata di Egor; ma fra i due futuri cognati si instaura fin da subito una atmosfera elettrica, inquietante, fatta di sguardi taglienti e di minacciose allusioni: Egor <em>sa<\/em> che Simina \u00e8 una strega, ed ella ha compreso di essere stata &#8216;smascherata&#8217;; ma la partita \u00e8 ancora tutta da giocare. Se non si trattasse di un duello fra l&#8217;eroe positivo che rappresenta i valori del bene e una antagonista &#8211; che incarna il male nella sua forma pi\u00f9 sottile eppure pi\u00f9 totale, il male diabolico &#8211; si direbbe che esista una torbida relazione inespressa fra i due personaggi. Il libro \u00e8 stato pubblicato in francese nel 1978 col titolo <em>Mademoiselle Christina,<\/em> ma la stesura originale in romeno risale al 1935 (col titolo <em>Domnisoara Christina<\/em>), e certe implicazioni di natura sessuale non potevano essere esplicitate; tuttavia il lettore le percepisce benissimo (un po&#8217; come la sensualit\u00e0 involontaria della <em>Gerusalemme liberata<\/em> che voleva essre, nelle intenzioni di tasso, un poema rigorosamente morale). Ne citiamo una pagina a titolo di esempio (trad. dal romeno di Simonetta falcioni, Milano, Jaca Book, 1983, pp. 76-79.<\/p>\n<p><em>&quot;La bambina lo aveva ascoltato con un sorriso di infinita piet\u00e0 ed ironia. Quando Egor si rivolse a lei, Simina sostenne il suo sguardo, cercando di nascondere il sorriso, come si vergognasse della vergogna di lui.<\/em><\/p>\n<p><em>&quot; &#8211; Lei sa molto bene chela signorina Christina &#8211; disse sottolineando la parola &#8211; che la signorina Christina non \u00e8 mai stata vecchia&#8230; &#8211;<\/em><\/p>\n<p><em>&quot; &#8211; N\u00e9 tu n\u00e9 io sappiamo niente di lei- la interruppe brutalmente Egor.<\/em><\/p>\n<p><em>&quot; &#8211; perch\u00e9 parla cos\u00ec? &#8211; si stup\u00ec candidamente Simina. &#8211; Per\u00f2 l&#8217;ha veduta&#8230; -.<\/em><\/p>\n<p><em>&quot;I suoi occhi brillarono diabolicamente e il sorriso trionfante le illumin\u00f2 tutto il volto.- Mi attira in un trabocchetto. &#8211; pens\u00f2 Egor &#8211; Se mi dice ancora qualcosa, la prendo stretta al collo e la minacci\u00f2 di ucciderla, finch\u00e9 non mi confessa tutto quel che sa. &#8211;<\/em><\/p>\n<p><em>&quot; &#8211; Ha visto il suo ritratto &#8211; aggiunse dopo una pausa ben calcolata. &#8211; La signorina Christina \u00e8 morta molto giovane. Pi\u00f9 giovane di Sanda. Pi\u00f9 giovane e pi\u00f9 bella &#8211; continu\u00f2 lei.<\/em><\/p>\n<p><em>&quot;Egor rimase confuso per qualche istante, non sapeva cosa avrebbe ancora dovuto dire, come costringere Simina a tradirsi, per poterle<\/em> fare delle domande.<\/p>\n<p><em>&quot; &#8211; Le piace Sanda, non \u00e8 cos\u00ec? -, chiese bruscamente Simina.<\/em><\/p>\n<p><em>&quot; &#8211; Mi piace e mi sposer\u00f2 con lei &#8211; rispose Egor. &#8211; E tu verrai a Bucarest, sarai la mia piccola<\/em><\/p>\n<p><em>cognata e ti allever\u00f2 io! Vedrai allora come spariranno alla tua testa tutte queste allucinazioni&#8230; &#8211;<\/em><\/p>\n<p><em>&quot; &#8211; Non capisco perch\u00e9 mai si arrabbia con me &#8211; si difese timidamente Simina.<\/em><\/p>\n<p><em>&quot;La minaccia, o forse il tono alto e virile di Egor, la avevano intimidita. Guard\u00f2 con un certo timore intorno a s\u00e9, come se aspettasse un segno di aiuto. D&#8217;un ratto si tranquillizz\u00f2 e cominci\u00f2 a sorridere. Guardava fisso un angolo della rimessa. I suoi occhi ora erano pi\u00f9 vitrei, pi\u00f9 distanti.<\/em><\/p>\n<p><em>&quot; &#8211; \u00c8 inutile che guardi &#8211; disse di nuovo Egor. &#8211; \u00c8 inutile che aspetti&#8230;Tua zia \u00e8 morta da molto tempo, mangiata dai vermi e mischiata alla terra. Mi senti, Simina? &#8211;<\/em><\/p>\n<p><em>&quot;La prese per le spalle e quasi le grid\u00f2 le parole nelle orecchie. Ebbe anche lui paura della voce incrinata, delle parole che le aveva gridato. La fanciulla rabbrivid\u00ec. Sembrava si fosse fatta pi\u00f9 pallida e le si contrassero le labbra. Ma come allent\u00f2 la stretta, su riprese. Guard\u00f2 nuovamente oltre le spalle di Egor, guard\u00f2 affascinata, felice.<\/em><\/p>\n<p><em>&quot;- Come mi ha scosso forte &#8211; si lament\u00f2 portandosi la mano alla fronte. &#8211; Mi fa male anche la testa&#8230; coi bambini \u00e8 facile essere forti &#8211; soggiunse pi\u00f9 piano, come per s\u00e9.<\/em><\/p>\n<p><em>&quot;- Voglio farti tornare in te, piccola strega che non sei altro &#8211; si accese di nuovo Egor. &#8211; Voglio che ti vadano via dalla testa le allucinazioni, per il tuo bene, per la tua salvezza&#8230;<\/em><\/p>\n<p><em>&quot; &#8211; sa molto bene che non sono allucinazioni &#8211; disse questa volta Simina in tono provocatorio. Scese dalla vettura e pass\u00f2 davanti a lui con infinita compostezza.<\/em><\/p>\n<p><em>&quot; &#8211; Non aver fretta, andiamo insieme &#8211; le disse Egor. &#8211; Ero venuto a cercarti. La signora Moscu mi ha mandato a cercarti&#8230; Non sapevo che ti avrei trovato a ripulire dalla polvere un calkesse di un centinaio di anni&#8230; &#8211;<\/em><\/p>\n<p><em>&quot; &#8211; \u00c8 del 1900, di Vienna &#8211; disse Simina, senza voltarsi, calma, seguitando a camminare per la scuderia. &#8211; 1900-1935, trentacinque anni appena&#8230; &#8211;<\/em><\/p>\n<p><em>&quot;Erano arrivati alla porta. Egor l&#8217;apr\u00ec completamente e lasci\u00f2 che la fanciulla passasse avanti.<\/em><\/p>\n<p><em>&quot; &#8211; Mi ha mandato a cercarti perch\u00e9 Sanda \u00e8 ammalata &#8211; continu\u00f2 lui. &#8211; Sai che Sanda sta male?<\/em><\/p>\n<p><em>&quot;Le sorprese un piccolo sorriso vendicatore.<\/em><\/p>\n<p><em>&quot; &#8211; Non ha niente di grave &#8211; soggiunse in fetta. &#8211; Solo l duole la testa e sta a letto&#8230;<\/em><\/p>\n<p><em>&quot;La fanciulla non gli rispose. Procedevano affiancati per il grande cortile, sotto il freddo sole autunnale.<\/em><\/p>\n<p><em>&quot; &#8211; A proposito &#8211; disse Egor prima di giungere a casa &#8211; volevo dirti qualcosa che ti riguarda.<\/em><\/p>\n<p><em>&quot;L&#8217;afferr\u00f2 per il braccio e chin\u00f2 di molto il capo verso di lei, per poterle mormorare vicino alle orecchie:<\/em><\/p>\n<p><em>&quot; &#8211; Volevo dirti che se succede qualcosa a Sanda, se&#8230; Capisci? Allora per te \u00e8 finita. Questo naturalmente non rimane tra noi. Puoi dirlo altrove, ma non alla signora Moscu, non ha nessuna colpa&#8230; &#8211;<\/em><\/p>\n<p><em>&quot; &#8211; Questo lo dir\u00f2 a Sanda, non alla mamma &#8211; disse chiaramente Simina. &#8211; Le dir\u00f2 che non capisco perch\u00e9 ce l&#8217;ha con me!&#8230; &#8211;<\/em><\/p>\n<p><em>&quot;Cerc\u00f2 di divincolare il braccio. Mala mano di Egor si conficc\u00f2 pi\u00f9 profondamente nella carne. Provava una vera gioia ad infiggere le dita nella sua carne morbida, acerba, diabolica. La bambina si morse le labbra per il dolore, ma non una lacrima inumid\u00ec i suoi occhi freddi, metallici. Questa resistenza fece perdere ad Egor la padronanza di s\u00e9:<\/em><\/p>\n<p><em>&quot; &#8211; Ti tormenter\u00f2, Simina, non ti uccider\u00f2 cos\u00ec alla svelta &#8211; sibil\u00f2 lui. &#8211; Ti strozzer\u00f2 solo dopo averti tolto gli occhi e strappato i denti ad uno ad uno&#8230; Ti torturer\u00f2 con un ferro infuocato. Questo dillo altrove, dillo a chi sai tu&#8230; Vediamo se&#8230; &#8211;<\/em><\/p>\n<p><em>&quot;In quell&#8217;istante sent\u00ec un dolore cos\u00ec violento al braccio destro, che lasci\u00f2 andare la bambina. Tutto il corpo pere vigore. Le braccia gli pendevano flosce, abbandonate sui fianchi. E sembrava non si rendesse conto di dove si trovasse, in quale mondo fosse&#8230;<\/em><\/p>\n<p><em>&quot;Vide Simina scuotersi, stirarsi le pieghe del vestitino, sfregarsi il braccio su cui le sue dita avevano lasciato le tracce. La vide anche pettinarsi con calma i capelli col palmo della mano, sistemarsi i riccioli e stringersi un fermaglio nascosto che le era saltato per strada. Simina fece tutto questo senza guardarlo. E neppure si affrettava; come se lui non fosse mai esistito. Si diresse verso la casa a passo svelto, sciolto, e tuttavia di una nobile grazia. Egor la guard\u00f2 stupefatto, finch\u00e9 il suo piccolo essere si perse nell&#8217;ombra della veranda.<\/em><\/p>\n<p>Si dir\u00e0 che tutto questo \u00e8 letteratura, soltanto letteratura.<\/p>\n<p>Ebbene vi \u00e8 uno psichiatra inglese che, dopo quarant&#8217;anni di pratica professionale, ha lavorato a Londra come consulente di un Centro psico-pedagogico. Il suo nome \u00e8 Arthur Guirdham; ha scritto numerose pubblicazioni e vari libri: <em>A theory of disease; The nature of healing; Christ and Freud; Cosmic factors in disease; Silent union; Man: divine or social; The Gibbet and the Cross; The cathars and reincarnation,<\/em> che hanno ottenuto un vasto successo di pubblico e di critica, non solo in Gran Bretagna, ma anche all&#8217;estero<em>.<\/em> In Italia \u00e8 stato tradotto <em>Obesession,<\/em> del 1972, dalla Casa editrice Tattilo di Roma, nel 1974 (traduzione di Aldo Durante). Guirdham \u00e8 uno psichiatra decisamente eterodosso perch\u00e9 sostiene che il diavolo e le forze del male possono essere <em>veramente<\/em> all&#8217;origine delle nevrosi; non solo: sostiene che i bambini possiedono il discutibile privilegio di <em>vedere<\/em> quelle forze in azione, e che possono restarne traumatizzati per tutta la vita. In genere essi non osano raccontare tali esperienze agli adulti, anche perch\u00e9 sanno che non verrebbero creduti; e cos\u00ec se le portano dentro per sempre, senza poterle condividere con nessuno, Egli stesso sostiene di aver avuto una tale esperienza &#8216;rovesciata&#8217; del numinoso, quando era un bambino piccolo, e di esserne rimasto segnato; ma afferma che questo gli ha permesso di capire il dramma di tanti bambini afflitti da gravissimi disturbi del comportamento, che altrimenti rimangono inspiegabili anche all&#8217;esame pi\u00f9 meticoloso. Le visioni diaboliche appaiono ai bambini di notte, perch\u00e9 la notte \u00e8 il momento in cui le forze del Male si manifestano agli umani; e da ci\u00f2 ha origine il caratteristico disturbo del <em>pavor nocturnus,<\/em> che la psichiatria moderna tende a minimizzare riducendolo nei termini di una interpretazione strettamente razionalistica come fantasie, incubi, visione di film o ascolto di fiabe che hanno turbato l&#8217;<em>immaginazione<\/em> del bambino. Ma nessuno \u00e8 disposto a prenderlo un po&#8217; pi\u00f9 sul serio, cio\u00e8 come spia di una esperienza <em>reale<\/em> e non semplicemente onirica o fantastica.<\/p>\n<p><em>&quot;Non so a che et\u00e0 precisa io stesso abbia avuto<\/em> l&#8217;esperienza satanica. <em>Non credo di aver avuto pi\u00f9 di sei o sette anni. Me ne stavo sdraiato a letto, quando mi sentii come attirato e terrorizzato da una &#8216;presenza&#8217; in un&#8217;altra stanza. Mi alzai dal letto, calamitato da quell&#8217;orrore invisibile, e aprii la porta della mia camera. Quello che vidi, \u00e8 indimenticabile. Dapprima, notai la sua faccia. Era pi\u00f9 piccola di un viso umano, ma le proporzioni erano le stesse. Era ricoperta da un pelame blu-grigio fittamente intessuto. Da esso sprigionava una luce blu. Il colore, l&#8217;aura, l&#8217;aggrovigliata impellicciatura non erano nulla in confronto della malvagit\u00e0 del suo sorriso. Quel sorriso non solo era diabolico, ma accattivante. Il suo corpo era come quello di un uomo, solo pi\u00f9 sottile e di altezza pi\u00f9 modesta. Questo corpo era, poi, inclinato leggermente in avanti in posizione invitante. Esso era coperto da capo a piedi dallo stesso pelame blu-grigio e irradiava dappertutto come una fluorescenza bluastra. Le gambe erano differenti. &#8216;Egli&#8217; non aveva piedi umani. Le gambe si assottigliavano verso il basso fino a terminare in una specie di sottili moncherini.<\/em><\/p>\n<p><em>&quot;Ma io ero talmente ipnotizzato dal suo volto e dal suo maligno sorriso che non badai molto ai suoi piedi. Ora so che erano unghiati., Non so come riuscii a tornarmene a letto. Non sono sicuro se fu la stessa notte che cominci\u00f2 la mia ossessione, ma certamente dovette essere subito dopo. Mi inginocchiai a recitare le mie preghiere. Ma, dopo essermi rimesso a letto, mi rialzai immediatamente. Mi inginocchiai, pregai e ritornai a letto. Feci questo innumerevoli volte. Continuai finch\u00e9 giacqui a letto completamente esausto e incapace di fare ulteriori sforzi per alzarmi.<\/em><\/p>\n<p><em>&quot;Questo \u00e8 un tipico cerimoniale ossessivo e non c&#8217;\u00e8 da meravigliarsi circa la sua natura e la sua finalit\u00e0. Quel che \u00e8 importante \u00e8 che sopraggiunse molto presto, subito dopo, cio\u00e8, l&#8217;esperienza precipitante. Io ho avuto la sensazione di essere in presenza di un &#8216;Grande Male&#8217;. Ci sono andato incontro, l&#8217;ho sentito ed esso ha provocato su di me un&#8217;impressione indelebile. Ho reagito al male non con la colpa, ma con il panico nudo e crudo. (&#8230;)<\/em><\/p>\n<p><em>&quot;Trent&#8217;anni dopo, al consultorio clinico per l&#8217;infanzia, potei riscontrare in che misura altri bambini avevano terrori notturni. Ci son voluti cinquant&#8217;anni per scoprirne il significato.<\/em><\/p>\n<p><em>&quot;Un terrore notturno (<\/em>pavor nocturnus<em>) viene definito come un&#8217;illusione che compare quando il bambino \u00e8 sul punto di addormentarsi. Esso \u00e8 completamente diverso da un incubo. Se viene usata la parola &#8216;illusione&#8217;, invece di &#8216;allucinazione&#8217;, \u00e8 perch\u00e9 in molti casi l&#8217;esperienza si basa su qualcosa di concreto. Il bambino pu\u00f2 scambiare i motivi disegnati sulle carte da parati o sulle imposte per facce orribili e terrorizzanti. Ma questa descrizione dell&#8217;illusione \u00e8 ingannevole e, per certi aspetti, un po&#8217; vigliacca. Spesso un terrore notturno non \u00e8 basato su qualcosa presente nell&#8217;ambiente. Completamente a torto, evitiamo la parola &#8216;allucinazione&#8217;, perch\u00e9 suggerisce la psicosi, cio\u00e8 un disturbo mentale conclamato. Sarebbe meglio per noi, e pi\u00f9 illuminante, se accettassimo il fatto che un bambino normale pu\u00f2 essere allucinato di notte. Cos\u00ec facendo, potremmo saperne di pi\u00f9 sulle cause delle malattie mentali degli adulti. Questa possibilit\u00e0 \u00e8 gettata via, sin dall&#8217;inizio, da false idee riguardo a ci\u00f2 che costituisce un&#8217;allucinazione. Quest&#8217;ultima viene definita: una falsa percezione. Ci\u00f2 implica che il paziente percepisce ci\u00f2 che di fatto non esiste. Tale definizione \u00e8 priva di senso. Un paziente, come ognuno di noi, vede ci\u00f2 che vede. Quel che cercano di dire gli psicologi accademici, che costruiscono queste definizioni, \u00e8 che il paziente delirante (allucinato) vede qualcosa che la maggioranza non vede. Ma ci\u00f2 implica che chiunque abbia visto uno spirito o un&#8217;apparizione \u00e8 inevitabilmente allucinato, e che molte opere d&#8217;arte sono fondamentalmente allucinatorie. Una sedia vista da Van Gogh \u00e8 talmente differente da come la vedo io che potrebbe essere benissimo un oggetto diverso. E in effetti, nel senso che il rande artista vede quello che gli altri non vedono, la sua visione pu\u00f2 essere considerata allucinatoria in quanto non \u00e8 fondata sulle effettive qualit\u00e0 materiali del momento. Ma l&#8217;uso del termine &#8216;allucinatorio&#8217;, in tal senso, sembra poco intelligente e pericoloso.<\/em><\/p>\n<p><em>&quot;Ci\u00f2 che il bambino vede nel suo terrore notturno \u00e8 reale per lui. E, molto spesso, \u00e8 reale nel senso pi\u00f9 stretto della parola. Ci\u00f2 che egli sta vedendo \u00e8 la simbolizzazione visiva del Male in forme che sono pervenute a noi attraverso eoni di tempo e che sono indipendenti dalla cosiddetta capacit\u00e0 immaginativa del bambino. Le facce che vede sono invariabilmente cattive. Sono di satiro e di diavolo. Ed \u00e8 notevole come bambini poco dotati dal punto di vista del disegno siano capaci di esprimere i loro terrori notturni. Facce orrende e sogghignanti sono ricordate da bambini per i quali una simile fraseologia rappresenta il culmine della capacit\u00e0 descrittiva. \u00c8 come se essi avessero percepito perla prima volta una realt\u00e0 vivida e descrivibile. Queste facce sogghignanti e satiresche come<\/em> gargouilles <em>sono la forma pi\u00f9 comune di terrore notturno. Ci sino anche profili con abbozzi di testa ma senza connotati, semplici scheletri, figure spettrali ed animali biologicamente spenti a causa della loro distorsione simbolica. Comunque sia la loro forma, la caratteristica fondamentale del terrore notturno \u00e8 la minaccia che manifesta la sua &#8216;orrorosit\u00e0&#8217; e l&#8217;imminenza del Male che suggerisce.<\/em><\/p>\n<p><em>&quot;Questi terrori notturni si annoverano tra i primi contatti che ha il bambino sul piano psichico (parapsicologico). Sicuramente si tratta di fenomeni pi\u00f9 medianici che psicologici. Il bambino li percepisce perch\u00e9 \u00e8 pi\u00f9 ricettivo dell&#8217;adulto a esperienze occulte. Ci\u00f2 \u00e8 dovuto al fatto che nei primi anni di vita la &#8216;psiche&#8217; e la personalit\u00e0 sono meno strettamente legate l&#8217;una con l&#8217;altra che in et\u00e0 pi\u00f9 tarda. La psiche \u00e8 allora pi\u00f9 libera di agire, dato che non \u00e8 ancora resa insensibile dallo sviluppo rigido della corazza della personalit\u00e0. Queste allucinazioni sopraggiungono, poi, di notte, perch\u00e9 sul punto di cadere nel sonno, il contatto tra psiche e personalit\u00e0 \u00e8 ulteriormente allentato. Se il bambino \u00e8 sonnambulo, l&#8217;influenza direttiva della psiche \u00e8 ancora pi\u00f9 forte. (&#8230;)<\/em><\/p>\n<p><em>&quot;Perch\u00e9<\/em> &#8211; si chiede &#8211; <em>il terrore notturno \u00e8 tanto importante nell&#8217;origine dello stato ossessivo? Poich\u00e9 la reazione difensiva del bambino \u00e8 immediata e ritualistica. In quella sindrome morbosa gi\u00e0 nota come &#8216;corea&#8217;, il paziente soffre di contrazioni spastiche, improvvise, quasi elettriche. Queste colpiscono soprattutto la faccia ed il collo, ma anche le spalle vengono spesso interessate. Il corpo intero pu\u00f2 inoltre essere in questi movimenti, attualmente meglio conosciuti come &#8216;tic&#8217; ossessivi&#8217; che come &#8216;corea&#8217;. Comunque, anche se pu\u00f2 essere interessato tutto il corpo, \u00e8 molto pi\u00f9 frequente che la faccia, il collo, le spalle e le braccia siano la sede del processo morboso. Si ha spesso l&#8217;impressione che il bambino si voglia divincolare con la parte superiore del corpo da una minaccia che lui vede, ma che per noi \u00e8 invisibile. Egli ha percepito questa minaccia nei suoi terrori notturni.<\/em><\/p>\n<p><em>&quot;Quando, quella notte, io lasciai il letto per pregare Dio, stavo manifestando una reazione ossessiva immediata, coatta, ma in parte volontaria, alla presenza del maligno.&quot;<\/em>(Arthur Guirdham, op. cit., pp. 16-25).<\/p>\n<p>Quel che dice Guirdham concorda, anche nell&#8217;esempio del quadro di Van Gogh, con quanto molti di noi intuitivamente pensano del rapporto esistente fra l&#8217;artista e il bambino. Senza scomodare una certa retorica presente ne <em>Il fanciullino<\/em> di Pascoli, molti di noi &#8216;avvertono&#8217; che esiste un legame misterioso, ma certissimo, fra la capacit\u00e0 di &#8216;vedere&#8217; del fanciullo e quella dell&#8217;artista o del poeta: pi\u00f9 esattamente, di vedere <em>l&#8217;altrove.<\/em> E non \u00e8 da escludersi che la frase di Ges\u00f9 relativa ai fanciulli, e alla necessit\u00e0 che gli adulti tornino fanciulli per poter entrare nel Regno dei cieli, abbia a che fare con questa fondamentale intuizione. Per fare un altro esempio, noi sappiamo bene cosa pensa la psicologia dell&#8217;et\u00e0 evolutiva circa i &#8216;compagni di giochi immaginari&#8217; che riempiono la solitudine di certi bambini, specialmente figli unici o costretti a vivere in ambienti un po&#8217; isolati. Si tratta, ovviamente &#8211; dice la scienza accademica &#8211; di creazioni della fantasia aventi funzioni compensatorie, la cui funzione \u00e8 colmare il vuoto affettivo e movimentare le giornate noiose di individui particolarmente introversi e insicuri. Ma \u00e8 proprio scontato che la spiegazione sia <em>sempre<\/em> questa? Nel romanzo di P. Blatty, la ragazzina Regan incomincia a parlare di un invisibile (agli altri) compagno di giochi, Capitan Howdy, che poco alla volta si rivela tutt&#8217;altro che una presenza immaginaria. Ancora, si dir\u00e0 che si tratta <em>solo<\/em> di un romanzo. Ma siamo sicuri che ci\u00f2 che gli adulti non vedono, sia solo fantasia o addirittura menzogna deliberata da parte dei bambini?<\/p>\n<p>Forse, dopotutto, vi \u00e8 un&#8217;altra spiegazione, che potremmo prendere seriamente in considerazione, come ipotesi di lavoro, se non altro perch\u00e9 essa presenta il vantaggio di essere pi\u00f9 semplice e di implicare un minor numero di contraddizioni: e cio\u00e8 che i bambini conservano, fino a una certa et\u00e0 (approssimativamente, fino a quando iniziano il loro percorso scolastico), la facolt\u00e0 di una <em>seconda vista<\/em>, che forse in tempi passati era caratteristica di tutti gli esseri umani, in ogni et\u00e0 della loro vita. Forse, questa seconda vista consente loro &#8211; non a tutti, e solo in particolarissime circostanze &#8211; di gettare uno sguardo fugace <em>di l\u00e0 dal muro.<\/em> Se cos\u00ec fosse, potremmo servirci di questa loro facolt\u00e0 per comprendere meglio tanti altri fatti, apparentemente inspiegabili, della realt\u00e0 sensibile, e per assumere un atteggiamento pi\u00f9 umile e meno dogmatico nei confronti della mole enorme delle cose che non sappiamo, o meglio che non siamo in grado di spiegare con il solo <em>logos<\/em> strumentale e calcolante.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Da tempo, per non dire da sempre, gli adulti &#8216;sanno&#8217; che ai bambini sono accessibili dei piani di realt\u00e0 che a loro sono negati; molte fiabe<span class=\"excerpt-hellip\"> [\u2026]<\/span><\/p>\n","protected":false},"author":2,"featured_media":30163,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"_jetpack_memberships_contains_paid_content":false,"footnotes":""},"categories":[25],"tags":[92],"class_list":["post-25630","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-letteratura","tag-altro"],"jetpack_featured_media_url":"https:../../../../fides-et-ratio.it/wp-content/uploads/2023/10/categoria-letteratura.jpg","jetpack_sharing_enabled":true,"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/25630","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/users\/2"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/comments@post=25630"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/25630\/revisions"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/media\/30163"}],"wp:attachment":[{"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/media@parent=25630"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/categories@post=25630"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/tags@post=25630"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}