{"id":25628,"date":"2021-07-04T12:17:00","date_gmt":"2021-07-04T12:17:00","guid":{"rendered":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/2021\/07\/04\/i-sette-saggi-dellindia-custodi-dun-sapere-occulto\/"},"modified":"2021-07-04T12:17:00","modified_gmt":"2021-07-04T12:17:00","slug":"i-sette-saggi-dellindia-custodi-dun-sapere-occulto","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/2021\/07\/04\/i-sette-saggi-dellindia-custodi-dun-sapere-occulto\/","title":{"rendered":"I Sette Saggi dell&#8217;India custodi d&#8217;un sapere occulto?"},"content":{"rendered":"<p>Nella cultura del brahmanesimo, e pi\u00f9 precisamente nei <em>Rig Veda<\/em>, esiste una tenace tradizione secondo la quale una confraternita formata da Sette Saggi si tramanda un sapere antichissimo, di origine non umana, riservato a pochi e perci\u00f2 di carattere esoterico. L&#8217;espressione sanscrita che li designa \u00e8 <em>Saptarsi<\/em>, che a sua volta deriva dalla parola <em>rishi<\/em>, saggio. Essi in origine furono salvati dal diluvio universale da Matsya, un pesce gigantesco (che ricorda un po&#8217; la balena del profeta Giona), in realt\u00e0 <em>avatar<\/em> (incarnazione divina) di Vishnu, e insieme ad essi fu salvato anche Manu, il progenitore di tutti gli uomini. I Sette Sapienti composero e tramandarono a memoria i <em>Veda<\/em>, per cui sono considerati anche cantori ispirati o &quot;veggenti&quot;; ma la loro funzione essenziale, ancorch\u00e9 segreta, sembra esser quella di aver formato una sorta di ordine monastico esoterico, che rinnova i suoi membri di generazione in generazione, assicurando la trasmissione orale, costante e ininterrotta del sapere divino e influenzando cos\u00ec le vicende umane. Nel <em>Mahabaratha<\/em> si parla esplicitamente dei Sette Sapienti come di una realt\u00e0 plurale, nel senso che ce ne sono molti nel mondo: dunque anche il numero di sette va inteso in senso simbolico, e richiama inevitabilmente i Sette Savi della tradizione greca antica, i quali, secondo Platone che li menziona nel <em>Protagora<\/em>, furono Talete, Pittaco, Biante, Solone, Cleobulo e Chilone. Ma poich\u00e9 i Sette Saggi dell&#8217;India erano anche sacerdoti della divinit\u00e0, la loro setta ricorda pure i sacerdoti egizi che adoravano l&#8217;Enneade, cio\u00e8 i Nove Dei di Eliopoli, nel Basso Egitto, l\u00e0 dove termina il corso unitario del Nilo e si forma la rete del Delta: Atum, Shu, Tefnut, Geb, Nut, Osiride, Seth, Iside e Nefti.<\/p>\n<p>Cos\u00ec parla dei Sette Saggi dell&#8217;India lo studioso e saggista scozzese Graham Hancock (in <em>Civilt\u00e0 sommerse<\/em>; titolo originale: <em>Underworld<\/em>, 2002; tr. it. Corbaccio, 2002, e Fabbri Editori, 2005, vol. 1, pp. 199-201):<\/p>\n<p><em>Esattamente come il sacerdozio eliopolitano che sovrintese alla costruzione della Grande Piramide d&#8217;Egitto, quello che i testo sanscriti sembrano suggerirmi \u00e8 la possibilit\u00e0 che i &#8216;Sette Sapienti&#8217; dell&#8217;India antica non fossero un piccolo gruppo di individui dalle doti eccezionali, bens\u00ec UN&#8217;ISTITUZIONE protrattasi nel tempo &#8212; forse per molte migliaia di anni &#8212; che reclutava nuovi membri a ogni generazione e che si dedicava alla conservazione e la trasmissione ai posteri di un corpo di conoscenza spirituale proveniente dal passato remoto.<\/em><\/p>\n<p><em>I Sapienti dell&#8217;India, dopo una difficile iniziazione, erano visti come asceti che disdegnavamo i piaceri e le cose materiali. Si dice che vestissero semplici tuniche fatte di stoffe naturali come la scorza e che si insudiciassero il corpo con la cenere. Non si tagliavano i capelli, ma li lasciavano crescere lunghi e aggrovigliati. Erano rigorosamente vegetariani e raccoglievano frutti e radici di cui cibarsi, lodavano l&#8217;astinenza dalla carne e trascorrevano la maggior parte del tempo nella fortezza montuosa ricoperta di neve dell&#8217;Himalaya. Lass\u00f9 si diceva che si ritirassero per eseguire i &quot;tapas&quot; &#8212; o mortificazioni yoga &#8212; mediante i quali erano in grado di rafforzare il proprio potere spirituale.<\/em><\/p>\n<p><em>Ma gli antichi ci informano anche che i Sapienti intervenivano e si lasciavano coinvolgere, e in maniera diffusa, nelle questioni mondane &#8212; in particolare come creatori di re e consiglieri di re e che influenzavamo e forgiavamo la politica dello stato. Il loro ruolo in questo rispetto \u00e8 parallelo un&#8217;altra volta a quello dei sacerdoti di Eliopoli nell&#8217;antico Egitto, i creatori dei Re nell&#8217;Et\u00e0 delle Piramidi. In entrambi i casi lo scopo del coinvolgimento secolare \u00e8 il medesimo: guidare, forgiare, formare e mantenere indefinitamente una societ\u00e0 in perfetto equilibrio con se stessa e con l&#8217;universo &#8212; una societ\u00e0 costruita nel rispetto di ci\u00f2 che gli antichi egizi chiamavamo &quot;maat&quot; (armonia terrestre e cosmica, verit\u00e0, equilibrio, &quot;la giusta via&quot;) e ci\u00f2 che gli ind\u00f9 chiamano tuttora &quot;dharma&quot;, un concetto che ha esattamente lo stesso significato.<\/em><\/p>\n<p><em>Pertanto scopriamo che i Sette Sapienti, di tanto in tanto, subentravano come governatori di regni durante gli interregni o nei casi di prolungata assenza del regnante legittimo. Istruivano i regnanti sui doveri del sovrano Inoltre ottenevano &quot;figli per i re&quot; (se necessario ingravidando essi stessi le mogli dei re!) e in tal modo garantivano la longevit\u00e0 delle dinastie reali &#8212; dal momento che si riteneva (sua nell&#8217;antica India che nell&#8217;antico Egitto) che la presenza di un re faraone fosse un aspetto essenziale dell&#8217;equilibrio cosmico. Quando a causa di qualche inconveniente non vi era un re toccava ai Sette Sapienti cercarne uno nuovo da incoronare. Da questo punto di vista il &quot;Mahabaratha&quot; ci racconta come, dopo la distruzione della casta reale, \u00abla terra- essendo priva di re &#8212; incominci\u00f2 a sprofondare nel dispiacere, in seguito a cui Kasyapa sostenne la terra e trov\u00f2 per lei nuovi re\u00bb.<\/em><\/p>\n<p><em>Fra i molti altri ruoli legati ai governanti e all&#8217;ordine secolare, \u00e8 interessante notare che i Sette Sapienti avevamo anche quello, piuttosto frequente, di MALEDIRE i re se questi ultimi abusavano dei loro poteri (e farsi maledire da un Sapiente era una cosa estremamente pericolosa &#8211; spesso fatale). (&#8230;)<\/em><\/p>\n<p><em>La maggior parte degli storici e degli archeologi di oggi proiettano in maniera pi\u00f9 o meno automatica la base e la struttura &quot;materialistiche&quot; della societ\u00e0 moderna (sia nella sua forma &#8216;capitalistica&#8217; che in quella &#8216;socialista&#8217;) nelle societ\u00e0 del passato remoto. Questa convinzione &#8212; che la civilt\u00e0 sia semplicemente una funzione di forze economiche &#8212; ha a propria volta determinato le strategie di ricerca e di scavo in questo campo influenzando profondamente la maniera con cui gli studiosi guardano ai testi antichi come i &quot;Veda&quot;. In epoca recente, tuttavia, \u00e8 iniziata a emergere una controvisione provocatoria e stimolante. \u00abLe nostre interpretazioni politiche ed economiche ella storia &#8212; sostiene il sanscritista David Frawley &#8212; non possono essere vere se l&#8217;illuminazione o la realizzazione spirituale sono l&#8217;autentica meta dell&#8217;umanit\u00e0.\u00bb<\/em><\/p>\n<p><em>Frawley richiama l&#8217;attenzione sull&#8217;antica scienza dello yoga in India (&#8230;) e sottolinea:<\/em><\/p>\n<p><em>\u00abLa visione moderna dello sviluppo della civilt\u00e0 umana \u00e8 assai distaccata dal&#8217;evoluzione dell&#8217;uomo secondo il sistema dello Yoga. L&#8217;idea moderna di una civilt\u00e0 che si sviluppa gradualmente attraverso la crescita della tecnologia e del pensiero scientifico contraddice il punto di vista yoga che vede invece piuttosto le culture come formulate in origine e tramandate da sapienti&#8230; Se l&#8217;essenza della civilt\u00e0 \u00e8 la tecnologia, in tal caso la visione moderna potrebbe essere giusta, ma se si tratta della cultura dello spirito, essa \u00e8 decisamente sbagliata. In base alla mia interpretazione la civilt\u00e0 fu fondata da yogi, veggenti e sapienti.\u00bb<\/em><\/p>\n<p>Le religioni dell&#8217;India, pi\u00f9 di altre, possiedono una fantastica capacit\u00e0 di assimilazione e perci\u00f2 di sincretismo: possono assorbire tutto, digerire qualsiasi cosa. In una localit\u00e0 del Kashmir si mostra, ancora oggi, la presunta tomba di Ges\u00f9 Cristo, la cui memoria \u00e8 localmente venerata come quella di un grande santo, col\u00e0 chiamato Issa; secondo un&#8217;altra versione, Ges\u00f9 nei suoi &quot;anni nascosti&quot; si sarebbe recato fino nel Tibet e vi avrebbe appreso la scienza di quei monaci (cfr. i nostri articoli: <em>Ges\u00f9 \u00e8 stato in India e nel Tibet? Il manoscritto trovato da Nicholas Notovich nel 1887<\/em>, pubblicato sul sito di Arianna Editrice il 16\/11\/08 e ripubblicato sul sito dell&#8217;Accademia Nuova Italia il 15\/01\/18; e <em>Ges\u00f9 Cristo dal Golgota al Kashmir nella congettura di Fida M. Hassnain<\/em>, rispettivamente il 17\/11\/08 e il 26\/10\/17). E il famoso mistico indiano Paramahansa Yogananda, nella sua <em>Autobiografia di uno yoghi<\/em>, libro di culto &quot;alternativo&quot; per la generazione del &#8217;68, sostiene senza batter ciglio di aver visto Ges\u00f9 Cristo; non solo: che chiunque, a determinate condizioni, Lo pu\u00f2 vedere e parlare con Lui, perch\u00e9 non si tratta di resurrezione dalla morte, ma di passaggio a uno stato di esistenza sottile, destino che \u00e8 riservato a tutte le anime, che ciascuno, sviluppando la propria vista interiore, \u00e8 in grado di percepire. Yogananda, inoltre, sosteneva che Ges\u00f9 altri non era che una delle svariate incarnazioni della divinit\u00e0 suprema, al pari di Krishna; e dunque che in ultima analisi non c&#8217;\u00e8 alcuna differenza sostanziale fra leggere i <em>Vangeli<\/em> cristiani o la <em>Bhagavad-Gita<\/em>, perch\u00e9 sono entrambe espressioni di un unico sapere divino. Del resto, l&#8217;attrazione che quella cultura esercita sugli uomini occidentali, figli di una societ\u00e0 secolarizzata ma, proprio per questo, afflitti da un profondo vuoto interiore, \u00e8 tanto pi\u00f9 grande, quanto pi\u00f9 i falsi miti dello scientismo cadono come le foglie secche, e resta solo la sconsolante certezza della morte. Nel Duomo di Napoli, per la festa dell&#8217;Assunta dello scorso anno e alla presenza del cardinale Crescenzio Sepe (quello che a volte trasforma la sua chiesa in una pizzeria per distribuire, col grembiule da cuoco, la pizza ai bisognosi), alcune danzatrice ind\u00f9 in costume tradizionale si sono esibite attraverso la navata e fino sull&#8217;altar maggiore, mentre i &quot;fedeli&quot; ammiravano lo spettacolo e scattavano fotografie nella casa del Signore, come si farebbe in un qualsiasi teatro. Ma ormai i cattolici sono abituati a <em>performance<\/em> di questo genere, perch\u00e9 preti e vescovi modernisti e interculturalisti li hanno abituati a ogni tipo di stravaganze in odore di blasfemia. A Ceuta, nella chiesa cattolica locale, a suo tempo sfil\u00f2 una processione induista che recava a spalla la statua del dio Ganesha, dalla testa d&#8217;elefante. Ma di che stupirsi, visto che dei vescovi, sotto lo sguardo compiaciuto del sedicente papa, hanno portato a spalla l&#8217;effigie della Pachamama nella basilica di San Pietro a Roma, ove l&#8217;hanno solennemente intronizzata e adorata?<\/p>\n<p>Il pericolo del sincretismo, dunque, \u00e8 sempre in agguato, e si manifesta con particolare intensit\u00e0 nelle epoche di crisi culturale e spirituale, quando gli animi sono smarriti e cercano affannosamente e disordinatamente una verit\u00e0 qualsiasi alla quale aggrapparsi e davanti alla quale prostrarsi. L&#8217;uomo moderno, impregnato di relativismo, agnosticismo e indifferentismo, trova particolarmente congeniale il ricorso a una religiosit\u00e0 sincretista, nella quale si pu\u00f2 trovare tutto e il contrario di tutto, perch\u00e9 le differenze vengono fatte artificialmente sfumare, e pare che non vi sia niente di strano nel fatto di essere al tempo stesso cristiani, induisti, buddisti e chi sa che altro. Queste posizioni, del resto, sono state da tempo abbracciate e sostenute da alcuni sacerdoti cattolici, in particolare gesuiti: ricordiamo il padre Anthony de Mello, i cui libri hanno riscosso un successo clamoroso, e, ancor pi\u00f9, il padre Anthony Elenijmittam, pugnace assertore di un &quot;cristianesimo&quot; che si dilata al punto da poter scambiare il proprio ruolo con ciascuna delle altre religioni mondiali, dall&#8217;ebraismo all&#8217;islamismo, dall&#8217;induismo al buddismo e dal taoismo al confucianesimo. Dal punto di vista della modernit\u00e0, e quindi anche del cristianesimo &quot;adulto&quot;, per esempio dei teologi e dei sacerdoti post-conciliari, il sincretismo presenta il fascino del dialogo spinto al massimo grado e l&#8217;ebbrezza dell&#8217;andare oltre, sfidando la Tradizione, in cerca del consenso del mondo; viceversa, il tenersi stretti alla sola Verit\u00e0 di Ges\u00f9 Cristo e bollare come false religioni gli altri culti, \u00e8 per costoro il segno di un atteggiamento retrogrado e intollerante, imbevuto di pregiudizi etnocentrici e non privo di sfumature razziste.<\/p>\n<p>E adesso torniamo al discorso dei Sette Saggi, o Sapienti, dell&#8217;India antica. Se questa confraternita \u00e8 realmente esistita e se, magari, esiste tuttora, allora bisogna trarne la conclusione che gran parte dello sviluppo della civilt\u00e0 di quel Paese, e forse non solo di quel Paese, deriva dal loro influsso occulto e capillare. In tutte le Tradizioni primordiali esiste la credenza che il vero sapere che gli uomini possiedono \u00e8 di origine divina, e a custodirlo e tramandarlo \u00e8 preposto un gruppo di personalit\u00e0 che agisce con discrezione, salvando la fiaccola nei momenti di maggior confusione e degenerazione. Oggi noi siamo entrati senza dubbio nella fase storica di maggior confusione e degenerazione che si sia mai vista negli ultimi duemila anni, e probabilmente da prima ancora. Ogni aspetto della nostra vita ne \u00e8 investito, sia a livello materiale che spirituale. La Tradizione del brahamanesimo ci ricorda che una civilt\u00e0 progredisce quando in essa vige il primato dello spirito; e inoltre che per assicurare tale condizione \u00e8 necessaria la stabilit\u00e0, mentre i continui mutamenti, specie di tipo tecnologico, la scuotono e le rendono impossibile assestarsi e armonizzare le sue componenti. Questo \u00e8 il contributo positivo che lo studio dell&#8217;India antica, della sua religione e dei suoi testi sacri, pu\u00f2 dare a noi, uomini del XXI secolo: ricordarci che la tecnica e la scienza non ci salveranno, se non vi sar\u00e0 una radicale revisione delle basi stesse del nostro vivere sociale, in una prospettiva spirituale e religiosa. Qui per\u00f2 si ferma tale contributo. Per ci\u00f2 che riguarda i contenuti, infatti, una Tradizione non vale l&#8217;altra; anzi, non si dovrebbe neanche parla delle Tradizioni, con la lettera maiuscola, perch\u00e9 la sola Tradizione degna d&#8217;essere chiamata cos\u00ec \u00e8 quella vera, n\u00e9 possono essercene due o pi\u00f9, ciascuna delle quali vera al pari delle altre. Noi crediamo che la sola Tradizione sia quella cristiana, fondata sui profeti, la <em>Bibbia<\/em>, il <em>Nuovo Testamento<\/em> e soprattutto sulla Persona di Ges\u00f9 Cristo, incarnato, morto e risorto per amor nostro. Egli solo \u00e8 la nostra Via, la Verit\u00e0 e la Vita.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Nella cultura del brahmanesimo, e pi\u00f9 precisamente nei Rig Veda, esiste una tenace tradizione secondo la quale una confraternita formata da Sette Saggi si tramanda un<span class=\"excerpt-hellip\"> [\u2026]<\/span><\/p>\n","protected":false},"author":2,"featured_media":30152,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"_jetpack_memberships_contains_paid_content":false,"footnotes":""},"categories":[67],"tags":[117,175],"class_list":["post-25628","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-esoterismo-e-occultismo","tag-dio","tag-india"],"jetpack_featured_media_url":"https:../../../../fides-et-ratio.it/wp-content/uploads/2023/10/categoria-esoterismo-e-occultismo.jpg","jetpack_sharing_enabled":true,"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/25628","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/users\/2"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/comments@post=25628"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/25628\/revisions"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/media\/30152"}],"wp:attachment":[{"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/media@parent=25628"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/categories@post=25628"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/tags@post=25628"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}