{"id":25626,"date":"2017-12-18T06:56:00","date_gmt":"2017-12-18T06:56:00","guid":{"rendered":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/2017\/12\/18\/i-santi-hanno-visto-linferno-e-il-papa\/"},"modified":"2017-12-18T06:56:00","modified_gmt":"2017-12-18T06:56:00","slug":"i-santi-hanno-visto-linferno-e-il-papa","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/2017\/12\/18\/i-santi-hanno-visto-linferno-e-il-papa\/","title":{"rendered":"I Santi hanno visto l&#8217;inferno; e il papa?"},"content":{"rendered":"<p>Farebbero sorridere, se non suscitassero indignazione, le parole di padre Arturo Sosa Abascal sulla non esistenza del diavolo: perch\u00e9, se il diavolo non esiste, non esiste neppure l&#8217;inferno; e se l&#8217;inferno non esiste, allora il cristianesimo \u00e8 una menzogna e Ges\u00f9 Cristo \u00e8 venuto sulla terra per niente, dal momento che le anime non corrono alcun pericolo di dannazione e che il male non doveva essere affrontato e vinto dal Figlio di Dio, per riscattare l&#8217;umanit\u00e0 che giaceva sotto il suo dominio. Ma che l&#8217;inferno esista, ed esistano pure i diavoli, non \u00e8 affatto una opinione personale di qualcuno, di qualche cattolico tradizionalista e bigotto: \u00e8 parola del Magistero, e, prima ancora, parola di Dio. Ges\u00f9 ne ha parlato spesso; lo ha affrontato faccia a faccia, nel deserto, quando ha subito le sue tentazioni, e le ha vinte; e poi, lungo tutta la sua vita terrena, quando ha liberato una quantit\u00e0 d&#8217;indemoniati. Anche gli altri testi del Nuovo Testamento, le lettere di san Paolo, quelle di san Pietro, i due principi degli Apostoli, parlato del diavolo e della sua terribile realt\u00e0; e cos\u00ec pure l&#8217;Apocalisse, che descrive la battaglia finale fra le armate del diavolo e gli Angeli del Signore. Non solo: molti Santi e Sante, anche nei tempi moderni, hanno visto l&#8217;inferno: la beata Anna Katharina Emmerick, Jean-Marie-Vianney, il santo curato d&#8217;Ars, san Giovanni Bosco, santa Faustina Kowalska, suor Lucia dos Santos, padre Pio da Pietrelcina: lo hanno visto cos\u00ec come voi vedete le case di fronte, quando uscite in strada dal vostro portone; lo hanno visto e ne hanno riportato un&#8217;impressione fortissima, incancellabile. Ne hanno poi parlato, naturalmente, per mettere in guardia le anime contro il pericolo di finire in esso.<\/p>\n<p>Fra quelli che l&#8217;hanno visto c&#8217;\u00e8 anche la grande santa Brigida di Svezia (1303-1373), co-patrona d&#8217;Europa, insieme a santa Caterina da Siena e a santa Teresa Benedetta della Croce (Edith Stein), una delle maggiori mistiche di tutta la stria del cristianesimo. Fra le altre cose Ges\u00f9 Cristo, nel corso delle sue visioni, disse alla grande santa:<\/p>\n<p><em>La via dell&#8217;inferno (&#8230;) \u00e8 aperta e larga e molti entrano per essa. Ai cattivi s&#8217;apre la via dell&#8217;inferno, ove caduti non ne usciranno mai pi\u00f9: privai della gloria e della grazia, saranno pieni di miseria e di obbrobrio sempiterno. Perci\u00f2 dico queste cose e metto in mostra la mia carit\u00e0 affinch\u00e9 tornino a me quelli che mi abbandonarono e riconoscano che sono io il Creatore, quello che hanno dimenticato. (&#8230;) Ecco io mi lamento che vi siete da me allontanati e dati al diavolo mio nemico, voi avete abbandonato i miei comandamenti e seguite la volont\u00e0 del diavolo e obbedite alle sue suggestioni, non pensate che io sono l&#8217;immutabile ed eterno Dio, vostro Creatore. (&#8230;) Perci\u00f2 portate il giogo e il peso del diavolo con falsa gioia e non sapete n\u00e9 sentite queste parole, prima che arrivi lo smisurato dolore. N\u00e9 vi basta questo, ma \u00e8 tanta la vostra superbia che se poteste porvi sopra di me lo fareste volentieri. E tanta \u00e8 in voi la volutt\u00e0 della carne, che volentieri preferireste far senza di me, piuttosto di lasciare il disordine della vostra volutt\u00e0. E poi la cupidigia vostra \u00e8 insaziabile, come un sacco senza fondo perch\u00e9 non v&#8217;\u00e8 niente che possa soddisfarla.<\/em><\/p>\n<p>Colpisce il fato che la Chiesa dei nostri giorni non parla mai di queste cose, non parla mai dei Novissimi, non ricorda mai alle anime la semplice e inquietane verit\u00e0 che una vita di disordini, spesa nella ricerca del solo piacere e priva di pentimento, conduce all&#8217;eterna dannazione. Certo, vi \u00e8 anche la misericordia del Signore: di entrambe le cose si deve parlare e la Chiesa, fino agli anni del Concilio Vaticano II, di entrambe ha sempre parlato: della misericordia di Dio e del tragico, irreversibile destino delle anime che rifiutano il suo amore. Padre Ermes Ronchi, un tipico predicatore in stile bergogliano, che ha tenuto gli esercizi spirituali presso la Santa Sede, parla solo del primo aspetto e se la prende con la Chiesa del passato per aver praticato quella che lui chiama &quot;la pedagogia della paura&quot;: ma parlare della realt\u00e0 dell&#8217;inferno non \u00e8 fare del terrorismo psicologico, \u00e8 ottemperare a un preciso dovere cristiano. Dire una mezza verit\u00e0 \u00e8 come dire una menzogna, perch\u00e9 si lascia credere agli ascoltatori una cosa non vera: e ci\u00f2 accade quando si parla solo della misericordia di Dio, omettendo di aggiungere che una cosa non pu\u00f2 fare nemmeno la misericordia di Dio: portare alla salvezza le anime che non la vogliono. Stiano bene attenti questi preti della neochiesa, i quali, ingannando i fedeli, si assumo una responsabilit\u00e0 tremenda: essi mettono in pericolo le anime altrui ma, naturalmente, pure la propria.<\/p>\n<p>Anche il papa Francesco si sta caricando sulle spalle una responsabilit\u00e0 tremenda. Il capitolo ottavo d<em>i Amoris laetitia<\/em>\u00a0lascia credere ai fedeli che sia possibile, pur essendo in stato di peccato mortale, accedere ai Sacramenti e specialmente all&#8217;Eucarestia: il che \u00e8 chiaramente una eresia. Caparbio, non ha voluto rispondere ai\u00a0<em>Dubia<\/em>\u00a0dei quattro cardinali, n\u00e9 alla\u00a0<em>Correctio filialis<\/em>\u00a0dei sessantadue sacerdoti, ma, in compenso,\u00a0 ufficializzando l&#8217;interpretazione dell&#8217;episcopato argentino di quel documento, ha introdotto formalmente l&#8217;eresia nel Magistero, cosa mai accaduta in duemila anni di storia della Chiesa. A questa inaudita deriva modernista ed apostatica ha molo contribuito il fatto che la Chiesa, secolarizzandosi dal suo stesso interno, a partire da un certo momento &#8211; e sappiamo bene quale: la met\u00e0 degli anni &#8217;60 del Novecento &#8211; ha provato imbarazzo e vergogna di chiamare le cose con il loro nome e ha adottato il linguaggio della societ\u00e0 profana, sempre pi\u00f9 imbevuta di edonismo, materialismo e relativismo. A quel punto il concubinato \u00e8 diventato &quot;una nuova convivenza&quot;, la rottura del sacramento matrimoniale \u00e8 diventata una &quot;umana fragilit\u00e0&quot; e il peccato stesso ha cessato di esser nominato, ed \u00e8 stato sostituito, tutt&#8217;al pi\u00f9, dalla parola &quot;errore&quot;. Allo stesso modo, la sodomia \u00e8 diventata &quot;omosessualit\u00e0&quot;, a dispetto del fatto che la sessualit\u00e0 \u00e8 sempre e solo la relazione del maschile e del femminile, per cui si dovrebbe parlare, semmai di &quot;omoerotismo&quot;. Ora, se il concubinato non \u00e8 pi\u00f9 tale, il fatto che uno sposo o una sposa, dopo aver lasciato il legittimo coniuge, se ne vadano a convivere con un altro uomo o un&#8217;altra donna, ha cominciato ad apparire sotto una luce assai pi\u00f9 &quot;normale&quot; e &quot;quotidiana&quot; agli occhi del clero e degli stessi teologi: si tratta, come afferma\u00a0<em>Amoris laetiitia,<\/em>\u00a0di situazioni legate alla &quot;complessit\u00e0 concreta del reale&quot;, e il sacerdote non deve &quot;giudicare&quot; il peccatore &#8211; che non \u00e8 pi\u00f9 designato come peccatore, cio\u00e8 come colui che ha violato coscientemente la legge di Dio, ma come una &quot;persona ferita&quot;, omettendo di dire che si \u00e8 ferito da se stesso &#8211; ma &quot;accompagnare&quot; (dove? ad un picnic?) e, sopratutto, &quot;discernere&quot;. Dove discernere equivale a valutare caso per caso, evitando di fare di tuta l&#8217;erba un fascio: sicch\u00e9 violare il secondo, o il terzo, o il quarto comandamento, diventa un peccato parziale, un peccato ipotetico, perch\u00e9 bisogna vedere, caso per caso, se davvero c&#8217;era la volont\u00e0 di fare il male, se le circostanze esterne erano cos\u00ec forti da condizionare il peccatore. In pratica, si minimizza il valore del libero arbitrio e si trasforma il confessore in un avvocato difensore permanente, la cui funzione principale \u00e8 quella di attenuare la gravit\u00e0 della colpa e di rassicurare il peccatore sul fatto che il perdono \u00e8 sicuro, scontato e quanto mai rapido, anche se lui non ha alcuna intenzione di cambiar vita e di convertirsi al Vangelo.<\/p>\n<p>Intendiamoci bene: qui non si tratta di offendere nessuno, n\u00e9 di umiliare, n\u00e9 di disprezzare il prossimo; si tratta di essere onesti, sia intellettualmente, sia moralmente, e di avere la lealt\u00e0 di chiamare le cose con il loro vero nome, per non imbrogliare i relativi concetti. E non \u00e8 vero che essere &quot;misericordiosi&quot; equivale a tacere al prossimo il pericolo cui va incontro la sua anima se persevera in comportamenti disordinati e difformi dal Vangelo; \u00e8 vero il contrario: che la vera misericordia si fa sempre carico del bene altrui, anche se ci\u00f2 pu\u00f2 risultare umanamente ingrato. Di fatto, a nessuno piace sentirsi dire che ha una macchia sul vestito, del quale andava fiero; figuriamoci quanto meno piacere fanno le osservazioni relative ai comportamenti, alle azioni, ai modi di essere. Nondimeno, \u00e8 qui che si vede la caratteristica essenziale del cristiano: l&#8217;amore di carit\u00e0; il quale, pur con dolcezza, non tace davanti al male, e non ignora i pericoli che incombono sulle anime, per un malinteso sentimento discrezione o di umano rispetto. No: il cristiano parla, e dice le cose come stanno, con chiarezza, senza ambiguit\u00e0; il sacerdote, in particolare, ne ha l&#8217;obbligo preciso, proprio in quanto sacerdote. Un sacerdote, per esempio, non solo non ha l&#8217;obbligo di parlare in chiesa, dal pulpito, del dovere di accogliere milioni di falsi profughi, o del loro diritto alla cittadinanza per le vie pi\u00f9 spicce possibili; ma \u00e8 del tutto improprio e sbagliato che lo faccia, perch\u00e9, abusando della sua veste, della sua funzione e del rito sacro della Messa, sta dicendo cose che sono opinabili e che non attengono alla sfera religiosa. Viceversa, egli ha il dovere di ricordare che nessuno \u00e8 padrone della vita e della morte, se non Dio. E se a qualcuno parr\u00e0 di ravvisare, in un tale discorso, un&#8217;allusione alla legge sul cosiddetto testamento biologico, ossia, in effetti, sull&#8217;eutanasia, or ora approvata dal Parlamento italiano, con gran pianti di gioia da parte del partito della morte, ebbene, \u00e8 proprio cos\u00ec: si tratta di un discorso che prende chiaramente lo spunto da una legge umana che contraddice la legge divina. E tutte le cose umane che contraddicono le leggi divine devono essere denunciate: il vero cristiano, e soprattutto il vero sacerdote, ne ha l&#8217;obbligo preciso. I cosiddetti vescovi di strada e preti di strada meglio farebbero a far sentire la loro voce quando si tratta di cose che offendono Dio e che conducono le anime verso la perdizione, invece di riempirsi sempre la bocca con discorsi di tipo sociale, economico, politico, primo fra tutti la povert\u00e0, che essi hanno snaturato rispetto al significato che la parola ha nel Vangelo: perch\u00e9 quando parla dei poveri, Ges\u00f9 si riferisce a tutti i tipi possibili di povert\u00e0, a cominciare dalla sfera morale, e non solo ai poveri in senso materiale. Ges\u00f9 non \u00e8 venuto ad insegnare una forma di materialismo o di naturalismo, ma ad annunciare il regno di Dio: che \u00e8 gioia, certamente, ma \u00e8 anche penitenza, conversione, e quindi ardente desiderio di non offendere Dio. Una legge che autorizza gli uomini a togliersi la vita, o a farsela togliere dai medici, \u00e8 una legge che va contro il quinto comandamento,\u00a0<em>non uccidere<\/em>, ma va anche contro il primo comandamento,\u00a0<em>non avrai altro Dio all&#8217;infuori di me<\/em>, perch\u00e9 pretende di sottrarre a Dio ci\u00f2 che \u00e8 di sua esclusiva competenza, la vita umana, e di fare dell&#8217;uomo il signore e padrone assoluto di essa, al posto del Creatore. E una simile legge, intanto per quelli che l&#8217;hanno voluta e approvata, poi per quelli che vi faranno ricorso, \u00e8 una legge che conduce le anime in perdizione. Ecco perch\u00e9 la Chiesa ha il dovere di parlare <em>anche<\/em> dell&#8217;inferno, senza lasciarsi ricattare dai teologi e dai sacerdoti buonisti e progressisti, secondo i quali parlare dell&#8217;inferno equivale a una &quot;pedagogia della paura&quot;. Se una mamma insegna al suo bambino di due anni a non mettersi gli oggetti di plastica in bocca, fa della pedagogia della paura? E se un padre raccomanda a sua figlia, in partenza per un viaggio all&#8217;estero, di essere prudente e di valutare bene le persone che frequenter\u00e0, perch\u00e9 al mondo non ci sono solo le brave persone, ma anche i disgraziati e i delinquenti, costui fa della pedagogia della paura? Ma via; andiamo: gli argomenti dei teologi e dei sacerdoti buonisti e progressisti sono esattamente gli stessi che gli studenti del &#8217;68, figli di pap\u00e0 viziati e impasticcati, strillavano per le strade, nei licei e nelle facolt\u00e0 universitarie, sotto le loro bandiere demenziali e cialtrone:\u00a0<em>proibito proibire<\/em>, innanzitutto; e, subito dopo,\u00a0<em>sei politico<\/em>, vale a dire: tutti promossi, sia quelli ben preparati che quelli ignoranti come caproni:\u00a0<em>todos caballero<\/em>s.<\/p>\n<p>La neochiesa \u00e8 figlia del &#8217;68, e il &#8217;68 \u00e8 figlio del Concilio modernista e progressista: ecco perch\u00e9 i loro discorsi assomigliano cos\u00ec tanto a quelli dei Mario Capanna, dei Toni Negri, eccetera. In certi casi, sono perfino le stesse persone: certi neoteologi oggi settantenni, a vent&#8217;anni giocavano alla rivoluzione studentesca. Non hanno mai capito niente, non hanno mai riflettuto, non hanno mai fatto ammenda; al contrario, vedono nella neochiesa di papa Francesco lo scenario giusto per ribadire le loro idee giovanili, per prendersi una rivincita sulla storia che li ha smentiti, per fare le pernacchie al mondo reale che ha mostrato l&#8217;assoluta vacuit\u00e0 e inconsistenza della loro visione delle cose. E, infatti, li vediamo spesso assumere pose indecorose, ironiche, istrionesche: \u00e8 di una rivalsa che vanno in cerca; Dio, per loro, \u00e8 solo un pretesto, e Ges\u00f9 non \u00e8 che un Che Guevara in formato tascabile, buono per tutte le stagioni, come un asso pigliatutto. Con <em>quel<\/em>\u00a0Ges\u00f9 fra le mani, tutto &quot;poveri&quot; e giustizia sociale, tutto anatemi conto i ricchi e i potenti (anche se poi, stranamente, essi dicono le stesse cose che dice George Soros, ad esempio in materia d&#8217;immigrazione dal Sud del mondo), finalmente riescono ad aver sempre ragione, dopo che la vita li ha sbugiardati per un buon mezzo secolo. E siccome il loro vero dio \u00e8 il loro io, a\u00a0<em>quel<\/em>\u00a0Ges\u00f9 non rinunceranno mai: se lo facessero, dovrebbero pure mettersi in discussione, per una volta almeno nella vita, cosa di cui sono costituzionalmente incapaci. Ecco da chi \u00e8 formata la neochiesa modernista e progressista: da un esercito di falliti, di frustrati, di residuati bellici della stagione della contestazione, carichi di rancore e bramosi di rivalsa: per questo nei loro gesti, nei loro sguardi, nelle loro parole non c&#8217;\u00e8 la luce della carit\u00e0 cristiana, ma solo la vanit\u00e0 dell&#8217;io smanioso di affermarsi; ecco perch\u00e9 non sono credibili, quando parlano senza posa dell&#8217;amore per il prossimo: sono privi della cosa essenziale, l&#8217;umilt\u00e0&#8230;<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Farebbero sorridere, se non suscitassero indignazione, le parole di padre Arturo Sosa Abascal sulla non esistenza del diavolo: perch\u00e9, se il diavolo non esiste, non esiste<span class=\"excerpt-hellip\"> [\u2026]<\/span><\/p>\n","protected":false},"author":2,"featured_media":30169,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"_jetpack_memberships_contains_paid_content":false,"footnotes":""},"categories":[80],"tags":[107,157,239,240,245],"class_list":["post-25626","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-modernismo","tag-cattolicesimo","tag-gesu-cristo","tag-san-paolo","tag-san-pietro","tag-santi"],"jetpack_featured_media_url":"https:../../../../fides-et-ratio.it/wp-content/uploads/2023/10/categoria-modernismo.jpg","jetpack_sharing_enabled":true,"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/25626","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/users\/2"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/comments@post=25626"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/25626\/revisions"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/media\/30169"}],"wp:attachment":[{"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/media@parent=25626"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/categories@post=25626"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/tags@post=25626"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}