{"id":25621,"date":"2009-04-19T07:42:00","date_gmt":"2009-04-19T07:42:00","guid":{"rendered":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/2009\/04\/19\/i-greci-non-credevano-nel-progresso-ma-in-una-legge-che-esprime-la-volonta-divina\/"},"modified":"2009-04-19T07:42:00","modified_gmt":"2009-04-19T07:42:00","slug":"i-greci-non-credevano-nel-progresso-ma-in-una-legge-che-esprime-la-volonta-divina","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/2009\/04\/19\/i-greci-non-credevano-nel-progresso-ma-in-una-legge-che-esprime-la-volonta-divina\/","title":{"rendered":"I Greci non credevano nel progresso, ma in una legge che esprime la volont\u00e0 divina"},"content":{"rendered":"<p>Fino al quinto secolo avanti Cristo, presso i Greci non vi era una sostanziale differenza fra la \u00abphysis\u00bb, ossia la legge della natura, ed il \u00abnomos\u00bb, ossia la legge degli uomini, in quanto i due concetti tendevano a sovrapporsi.<\/p>\n<p>Ma con la politica imperialista di Pericle, sfociata nella catastrofica guerra del Peloponneso, i due concetti entrano in contrasto: i Sofisti, per primi, fanno notare che, cos\u00ec come non esiste un discorso che possa risultare egualmente veritiero per tutti gli uomini, allo stesso modo non \u00e8 pensabile una legge che possa essere considerata soddisfacente per tutti i cittadini.<\/p>\n<p>A partire da quel momento, non soltanto si apre una frattura fra il \u00abdemos\u00bb, il popolo, ed il \u00abnomos\u00bb, la legge &#8211; frattura che invano i pensatori politici, da Platone a Hobbes, a Rousseau, a Marx, hanno tentato di ricomporre -, ma viene messo irrimediabilmente in crisi il fondamento stesso della legge, in quanto universale e necessaria: il fondamento soprannaturale, ossia l&#8217;idea che le leggi umane riflettono un ordine divino e sono ispirate dalla divinit\u00e0 stessa.<\/p>\n<p>D&#8217;altra parte, il concetto di \u00abnomos\u00bb si collega, pi\u00f9 o meno direttamente, a quello di \u00abethos\u00bb, che, in origine, significa \u00abluogo in cui vivere\u00bb, ma anche \u00abinizio\u00bb, \u00abapparire\u00bb, e, per estensione, \u00abcostume\u00bb o \u00abtemperamento\u00bb. \u00c8 chiaro, infatti, che, cos\u00ec come il \u00abdemos\u00bb ha bisogno di un \u00abnomos\u00bb, senza il quale la societ\u00e0 cadrebbe in preda all&#8217;arbitrio e alla violenza degli interessi individuali ed egoistici in conflitto reciproco, altrettanto essa ha bisogno di un \u00abethos\u00bb, che non \u00e8 solo il luogo in cui vivere, ma anche il modo in cui vivere in quel luogo e, in generale, il modo di vivere, quindi il modo di vivere secondo giustizia e secondo la volont\u00e0 divina.<\/p>\n<p>Dalla stessa radice del sostantivo \u00abethos\u00bb, infatti, deriva l&#8217;aggettivo \u00abethikos\u00bb, da cui la nostra \u00abetica\u00bb, ossia l&#8217;insieme delle concezioni morali proprie di una determinata societ\u00e0, e, in senso assoluto, la scienza della morale in quanto tale.<\/p>\n<p>Se l&#8217;\u00abethos\u00bb \u00e8 il costume, dunque, l&#8217;etica \u00e8 la razionalizzazione di esso e, al tempo stresso, la sua estensione a valore di norma morale, ossia il suo trascendimento in una istanza superiore, di carattere obbligante per tutti i membri della comunit\u00e0, e, in prospettiva, della famiglia umana. E l&#8217;elemento che funge da garante e da supremo regolatore del passaggio dall&#8217;\u00abethos\u00bb all&#8217; \u00abethikos\u00bb, dal costume alla legge, \u00e8, appunto, il \u00abnomos\u00bb: la volont\u00e0 degli d\u00e8i che si pone come fondamento della legge umana e le conferisce valore assoluto.<\/p>\n<p>Sorge spontanea &#8211; e legittima &#8211; la domanda se, per gli antichi Greci, potesse insorgere un contrasto fra legge umana e legge divina, intesa, quest&#8217;ultima, come legge imprescrittibile della coscienza. La risposta si trova nel dramma di Antigone, la figlia di Edipo, che sfida le leggi umane per dare sepoltura al fratello e, con ci\u00f2, affronta consapevolmente la morte.<\/p>\n<p>D&#8217;altra parte, \u00e8 un fatto che, per Sofocle, cos\u00ec come per la mentalit\u00e0 greca del V secolo, il conflitto \u00e8 solo apparente: quando le leggi umane sono ingiuste ed inumane (ed \u00e8 il caso del bando di Creonte che vietava la sepoltura di un morto, e sia pure di un nemico della patria, quale era stato Polinice per la \u00abpolis\u00bb tebana), allora esse non discendevano dagli d\u00e8i e, pertanto, non avevano n\u00e9 la dignit\u00e0, n\u00e9 il carattere d&#8217;inviolabilit\u00e0 proprie del \u00abnomos\u00bb.<\/p>\n<p>Ha scritto il celebre grecista inglese Cecil Maurice Bowra, nel suo saggio \u00abL&#8217;esperienza greca\u00bb (titolo originale: \u00abThe Greek Experience\u00bb, 1957; traduzione italiana di Vittorio Cosentino, Milano, Il Saggiatore, 1961, 1981, pp. 84-86):<\/p>\n<p>\u00abSebbene i Greci non credessero al progresso, col felice ottimismo del IX secolo, essi vedevano, tuttavia, che gli uomini si erano innalzati dalle loro origini umili, e anche bestiali, e di ci\u00f2 attribuivano un contributo decisivo alla potenza delle leggi. Cos\u00ec, Protagora descriveva la conquista del mondo fisico a opera dell&#8217;uomo come un processo divinamente ordinato e narrava come Zeus avesse inviato Ermes sulla terra, con queste istruzioni: &quot;Impartisci per conto mio una legge, la quale uccida, come una malattia per la citt\u00e0, l&#8217;uomo che non pu\u00f2 partecipare all&#8217;onest\u00e0 e alla giustizia.&quot; La radice di questa teoria \u00e8 che gli uomini sono educati e migliorati dalla legge e chela civilt\u00e0 riposa su di essa, poich\u00e9 inculca le virt\u00f9 morali e speciali. Sofocle esprime una idea assai simile in un canto famoso, dove si lodano le meravigliose conquiste dell&#8217;uomo e si conclude che, di tutte, la fondamentale \u00e8 forse costituita dalla legge:<\/p>\n<p>&quot;Astuto oltre ogni dire,<\/p>\n<p>ingegnoso scopritore dell&#8217;arte,<\/p>\n<p>l&#8217;uomo si dirige ora verso il male, ora verso il bene.<\/p>\n<p>Grande \u00e8 la sua citt\u00e0, quando egli accetta le leggi della terra<\/p>\n<p>e la regola degli dei, che egli ha giurato di osservare.<\/p>\n<p>Nessuna citt\u00e0 permetterebbe<\/p>\n<p>che egli, con incauta sfrontatezza,<\/p>\n<p>inducesse il suo compagno ad agire male.&quot; (Ant., 365-7).<\/p>\n<p>I Greci credevano che la legge fosse un elemento essenziale per la prosperit\u00e0 poich\u00e9 esprimeva la volont\u00e0 degli dei, i quali la presiedevano e la favorivano. Fortunatamente la concezione che i Greci avevano della somiglianza fra uomini e d\u00e8i implicava che la legge non fosse tanto legata ai riti religiosi, come accadeva nei paesi orientali, ma concentrasse la sua attenzione sul comportamento reciproco degli uomini.<\/p>\n<p>Se le leggi riflettono la volont\u00e0 degli d\u00e8i, deve essere errore il trasgredirle, e Socrate non doveva apparire come al solito paradossale quando diceva che non devono essere disobbedite perch\u00e9 una disobbedienza anche parziale ne mina alla base l&#8217;intera autorit\u00e0, e perch\u00e9 proteggono la citt\u00e0, che per l&#8217;individuo \u00e8 anche pi\u00f9 sacra della famiglia. Colpisce, quindi, a prima vista il fatto che una delle pi\u00f9 celebri tragedie greche, l&#8217;&quot;Antigone&quot; di Sofocle, preseti come eroina una giovane donna che muore per avere sfidato l&#8217;ordine dato da Creone, re di Tebe, onde non si seppellisca il fratello di lei, poich\u00e9 \u00e8 un traditore. Non c&#8217;\u00e8 dubbio che le simpatie di Sofocle andassero ad Antigone e non a Creonte, e tuttavia noi posiamo rimanere sorpresi dalla difesa ch&#8217;ella fa di s\u00e9:<\/p>\n<p>&quot;Non fu Zeus, suppongo, a emettere questo decreto,<\/p>\n<p>n\u00e9 la Giustizia, abitante con gli d\u00e8i sulla terra,<\/p>\n<p>assegn\u00f2 tale legge agli uomini.<\/p>\n<p>N\u00e9 io penso che i vostri editti fossero cos\u00ec forti<\/p>\n<p>Da permettere che qualunque mortale potesse annullare<\/p>\n<p>Le leggi non scritte e imperiture degli d\u00e8i.<\/p>\n<p>La loro vita non \u00e8 di oggi, n\u00e9 di ieri,<\/p>\n<p>ma di sempre., e nessuno sa da dove provengano.<\/p>\n<p>Io non pagherei, davanti agli d\u00e8i,<\/p>\n<p>il prezzo della loro violazione, per timore di qualche uomo.&quot; (Ant., 450-60).<\/p>\n<p>Questo significa che pu\u00f2 esservi un conflitto fra le leggi degli uomini e le leggi non scritte degli d\u00e8i, e che quando un tale conflitto sorga, bisogna obbedire alle leggi degli d\u00e8i. La semplice ipotesi della possibilit\u00e0 di un tale conflitto parrebbe indicare che il fondamento divino della legge non \u00e8 sempre tenuto per certo, e in questo caso si potrebbe credere che Sofocle attacchi una delle credenze pi\u00f9 preziose del tempo di Pericle. Ma il conflitto contenuto nell&#8217;&quot;Antigone&quot; non deve essere interpretato in questo senso. Il comando che Antigone sfida non \u00e8 una legge nel vero senso della parola, bens\u00ec l&#8217;irresponsabile editto di un tiranno. Nell&#8217;impedire la sepoltura a un defunto, Creonte sfida le leggi degli d\u00e8i, e il suo decreto non \u00e8 valido e non pu\u00f2 essere osservato. La sua azione non rappresenta che un altro esempio di quanto fosse importante possedere leggi codificate e di non abbandonarle al capriccio privato della autorit\u00e0 politica.<\/p>\n<p>Non di meno possiamo chiederci se i Greci considerassero tutte le leggi similmente giuste e pensassero che fosse erroneo cambiarle. Che questo fosse un vero problema appare chiaro dalla discussione che ne fa Aristotele e dalla sua incapacit\u00e0 a pervenire a una chiara decisione; infatti, mentre da un lato egli ammette che in quanto le leggi sono basate su antiche consuetudini, alcune delle quali forse anche barbare, &quot;anche quando le leggi siano state scritte, non sempre devono rimanere inalterate&quot;, d&#8217;altro canto per\u00f2 egli ha paura dei troppi mutamenti poich\u00e9 &quot;la sollecitudine nel mutare le leggi vecchie in nuove indebolisce il potere della legge&quot;. Tuttavia, anche se in teoria la difficolt\u00e0 \u00e8 abbastanza reale, in pratica essa poteva essere risolta in base al semplice principio che, pur se le leggi umane personifichino la volont\u00e0 degli d\u00e8i, non era ovviamente facile attuare in maniera corretta quella volont\u00e0 e quindi i mutamenti erano permessi. Cos\u00ec, anche se Pericle sembra spingersi veramente lontano, quando dice che &quot;le leggi sono tutte le regole approvate e messe in atto dalla maggioranza dell&#8217;assemblea, per cui esse proclamano ci\u00f2 che bisogna e ci\u00f2 che non bisogna fare&quot; (Senofonte, &quot;Detti memorabili di Socrate, I, 2, 42), questo \u00e8 accettabile sul piano logico se lo associamo ad altre sue affermazioni secondo le quali gli Ateniesi obbediscono alle leggi non scritte degli d\u00e8i e sono da punirsi coloro che le trasgrediscono. Secondo la sua dottrina il popolo ateniese rappresenta l&#8217;unica autorit\u00e0 in grado di determinare correttamente in che modo le leggi degli d\u00e8i debbano essere applicate agli uomini. \u00c8 una affermazione coraggiosa, ma non incompatibile con le vedute tradizionali dei Greci, anche se sottolinea una fiducia nella sovranit\u00e0 del popolo, maggiore di quella che molti Greci avrebbero consentito. In par tempo, essa mostra come il concetto di legge, intesa come costume santificato dagli d\u00e8i, non era tanto rigido o intrattabile quanto potremmo aspettarci.\u00bb<\/p>\n<p>Giunti a questo punto, faremmo bene a chiederci se la societ\u00e0 occidentale contemporaneo possieda ancora un \u00abethos\u00bb e, di conseguenza, un \u00abnomos\u00bb, capace di fornirle l&#8217;orientamento, come la bussola al marinaio.<\/p>\n<p>Ora, prima di porci questa domanda, dovremmo farcene un&#8217;altra, ancora pi\u00f9 imbarazzante: se, cio\u00e8, la nostra societ\u00e0 esprima un \u00abdemos\u00bb; e la risposta, temiamo, \u00e8 decisamente un no. Non solo e non tanto per la mescolanza interetnica che, pure, con troppa disinvoltura si suole presentare come un valore ed una ricchezza di per s\u00e9 evidenti (mentre lo \u00e8, o piuttosto pu\u00f2 esserlo, a condizioni ben precise, che al presente non sono state affatto rispettate); quanto per l&#8217;assoluta mancanza di un centro spirituale unificatore, che faccia delle masse caotiche e individualiste un popolo, nel senso pi\u00f9 autentico della parola.<\/p>\n<p>Non esiste, pertanto, un popolo occidentale contemporaneo; mentre sono esistiti un popolo ellenico, un popolo romano, e anche un popolo europeo, almeno fino al sorgere delle monarchie nazionali, nel tardo Medioevo; e mentre esistono tuttora un popolo cinese, un popolo giapponese, un popolo indiano, un popolo arabo, un popolo turco (ed ecco perch\u00e9 l&#8217;ingresso della Turchia nella Comunit\u00e0 Europea deve considerarsi una vera e propria follia, o meglio, un cavallo di Troia spinto entro le mura dell&#8217;Europa dalla perfidia americana).<\/p>\n<p>Ma allora, se non esiste alcun popolo occidentale, ma solo un gregge di consumatori edonisti e deresponsabilizzati, ne consegue che non esistono n\u00e9 un costume occidentale, n\u00e9, tanto meno, una legge ed un&#8217;etica occidentali. A meno che si voglia chiamare \u00abcostume\u00bb l&#8217;insieme disorganico e disarmonico di miti e di riti in cui si \u00e8 frammentata la vita delle masse occidentali, il cui comune denominatore \u00e8 solo e unicamente la brama di possesso dei beni materiali.<\/p>\n<p>Niente costume, niente legge e nessuna etica; a meno che &#8211; di nuovo &#8211; si voglia definire \u00ablegge\u00bb una normativa totalmente empirica, razionalistica e desacralizzata; ed \u00abetica\u00bb un tamburo rimbombante, ma vuoto, che qualunque \u00e9quipe di scienziati irresponsabili pu\u00f2 mettere radicalmente in crisi, in qualsiasi momento, solo vantandosi, ad esempio (come il proessor Antinori) di aver tranquillamente clonato degli esseri umani.<\/p>\n<p>No, cos\u00ec non va.<\/p>\n<p>Una societ\u00e0 non pu\u00f2 reggersi solo sulla base del denaro e del miraggio dei beni materiali: le manca un&#8217;anima, le manca un \u00abethos\u00bb; e, di conseguenza, un \u00abnomos\u00bb. La vera legge, infatti, non \u00e8 quella che sta scritta nei codici giuridici, ma nella coscienza dei cittadini; questo, per\u00f2, non pu\u00f2 verificarsi, se essa non riconosce il proprio fondamento in una istanza superiore all&#8217;ordine della natura e al \u00ablogos\u00bb calcolante e strumentale.<\/p>\n<p>Il male, per\u00f2 &#8211; lo ripetiamo &#8211; sta ancora pi\u00f9 a monte: ed ha inizio nell&#8217;abbandono del concetto di \u00abdemos\u00bb. Perch\u00e9 vi sia una societ\u00e0, deve esservi un popolo; e un popolo pu\u00f2 esservi, quando vi \u00e8 amore per il luogo in cui gli uomini vivono; quando vi \u00e8 il senso della comunit\u00e0; quando &#8211; come diceva Sofocle &#8211; nessun cittadino, degno di questo nome, oserebbe calpestare le leggi divine e indurre ad agire male il proprio simile.<\/p>\n<p>Rammentiamo le parole precise di Sofocle: \u00abNessuna citt\u00e0 permetterebbe che egli, con incauta sfrontatezza, inducesse il suo compagno ad agire male\u00bb.<\/p>\n<p>Ma che cosa dovremmo dire, noi cittadini della societ\u00e0 consumista, dove l&#8217;intero sistema economico, politico e pubblicitario \u00e8 organizzato in modo di indurre continuamente tutti in tentazione, seminando scandalo e occasioni di male ad ogni pie&#8217; sospinto?<\/p>\n<p>Ne abbiamo gi\u00e0 parlato in diversi precedenti articoli, particolarmente in \u00abDobbiamo reimparare a indignarci davanti ai seminatori di scandali\u00bb (consultabile sempre sul sito di Arianna Editrice), per cui non insisteremo su questo aspetto.<\/p>\n<p>Tuttavia, una cosa \u00e8 certa: non pu\u00f2 reggersi a lungo una societ\u00e0, in cui il cattivo esempio sia eretto a sistema, e in cui l&#8217;etica sia totalmente dominata da fattori materiali e, in particolare, dalla ricerca di un illimitato benessere economico e da una sfrenata e distruttiva competizione fra gli individui che la compongono.<\/p>\n<p>I Greci non credevano nel progresso, ma credevano nella legge divina; e hanno saputo creare una civilt\u00e0 che \u00e8 stata maestra alle altre per pi\u00f9 di due millenni.<\/p>\n<p>Noi, che &#8211; a partire dalla Rivoluzione scientifica e dall&#8217;Illuminismo &#8211; adoriamo il progresso, abbiamo costruito una civilt\u00e0 che \u00e8 ormai sul punto di implodere, dopo una vicenda breve e ingloriosa, caratterizzata dalle peggiori nefandezze dell&#8217;intera storia umana e dalla devastazione irreversibile del pianeta su cui viviamo. In compenso, non crediamo in alcuna legge divina e ci vantiamo di avere per unica legge quella del profitto.<\/p>\n<p>Dovremmo riflettere su questo divario, e rifletterci a lungo.<\/p>\n<p>Ne va del nostro futuro.<\/p>\n<p>Di pi\u00f9: ne va della nostra anima.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Fino al quinto secolo avanti Cristo, presso i Greci non vi era una sostanziale differenza fra la \u00abphysis\u00bb, ossia la legge della natura, ed il \u00abnomos\u00bb,<span class=\"excerpt-hellip\"> [\u2026]<\/span><\/p>\n","protected":false},"author":2,"featured_media":30154,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"_jetpack_memberships_contains_paid_content":false,"footnotes":""},"categories":[36],"tags":[157,258],"class_list":["post-25621","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-etica","tag-gesu-cristo","tag-thomas-hobbes"],"jetpack_featured_media_url":"https:../../../../fides-et-ratio.it/wp-content/uploads/2023/10/categoria-etica.jpg","jetpack_sharing_enabled":true,"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/25621","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/users\/2"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/comments@post=25621"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/25621\/revisions"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/media\/30154"}],"wp:attachment":[{"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/media@parent=25621"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/categories@post=25621"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/tags@post=25621"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}