{"id":25617,"date":"2008-10-11T10:54:00","date_gmt":"2008-10-11T10:54:00","guid":{"rendered":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/2008\/10\/11\/lo-scientismo-intollerante-della-filosofia-di-hume-come-rogo-non-metaforico-delluomo-spirituale\/"},"modified":"2008-10-11T10:54:00","modified_gmt":"2008-10-11T10:54:00","slug":"lo-scientismo-intollerante-della-filosofia-di-hume-come-rogo-non-metaforico-delluomo-spirituale","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/2008\/10\/11\/lo-scientismo-intollerante-della-filosofia-di-hume-come-rogo-non-metaforico-delluomo-spirituale\/","title":{"rendered":"Lo scientismo intollerante della filosofia di Hume come rogo non metaforico dell&#8217;uomo spirituale"},"content":{"rendered":"<p>I filosofi e gli scrittori illuministi hanno cercato di presentarsi, fin dall&#8217;inizio, come i campioni della pacatezza, della tolleranza, del buon senso, contro un mondo dominato dalle forze oscure del fanatismo, della superstizione e della crudelt\u00e0.<\/p>\n<p>E anche gli odierni illuministi, i neopositivisti che hanno aggiunto al feticcio della Ragione quello della Tecnoscienza, nutrono una analoga pretesa di accreditarsi quali esponenti non solo della ragionevolezza, ma anche della urbanit\u00e0, della capacit\u00e0 di dialogo, del <em>savoir-faire<\/em>., se non altro per rimarcare la distanza abissale che li separa dai loro \u00abavversari\u00bb: una massa di rozzi creazionisti, di spiritualisti dementi, di metafisici acchiappanuvole e di creduloni manipolabili da qualunque prete, astrologo o preteso santone.<\/p>\n<p>Ma \u00e8 proprio vero?<\/p>\n<p>Sono essi cos\u00ec tolleranti come vogliono far credere? Nei loro cromosomi vi sono realmente le virt\u00f9 infuse dell&#8217;apertura mentale e della capacit\u00e0 di confrontarsi serenamente con quanti sostengono idee diverse dalle loro?<\/p>\n<p>Vediamo, partendo dall&#8217;inizio.<\/p>\n<p>A conclusione della sua <em>Ricerca sull&#8217;intelletto umano<\/em> (titolo originale: <em>An Enquiry concerning Human Understanding<\/em>, 1748; traduzione italiana di Mario Dal Pra, Laterza Editore, Roma, 1957, 1996, pp. 255-61), David Hume scriveva:<\/p>\n<p><em>Un&#8217;altra specie di scetticismo moderato che pu\u00f2 esser di vantaggio all&#8217;umanit\u00e0 e che pu\u00f2 essere il risultato naturale dei dubbi e degli scrupoli pirroniani [cio\u00e8 dello scetticismo radicale], \u00e8 la limitazione delle nostre ricerche a quei soggetti che sono pi\u00f9 adatti alle ristrette capacit\u00e0 dell&#8217;intelletto umano. L&#8217;immaginazione dell&#8217;uomo \u00e8 naturalmente grandiosa, si compiace di tutto quanto \u00e8 remoto e fuori dell&#8217;ordinario, e spazia senza controllo nei pi\u00f9 remoti angoli dello spazio e nei pi\u00f9 distanti confini del tempo, per sfuggire agli oggetti che la consuetudine le ha reso troppo familiari. Chi ha corretto discernimento adotta il metodo contrario, evitando tutte le ricerche distanti e grandiose, si limita agli oggetti della vita quotidiana ed a quei soggetti che rientrano nella pratica e nell&#8217;esperienza d&#8217;ogni giorno, lasciando gli argomenti pi\u00f9 sublimi agli abbellimenti dei poeti e degli oratori, o agli artifici dei preti e dei politici. Per spingerci ad una decisione cos\u00ec salutare, nulla pu\u00f2 servire di pi\u00f9 che il convincerci radicalmente una volta per tutte della forza del dubbio pirroniano e dell&#8217;impossibilit\u00e0 che qualche cosa di diverso dal forte potere dell&#8217;istinto naturale ce ne possa liberare. Coloro che hanno inclinazione alla filosofia, continueranno sempre le loro ricerche, perch\u00e9 osservano che, oltre al piacere immediato che deriva da questa occupazione, le deliberazioni che si prendono in filosofia non sono che le riflessioni della vita di ogni giorno, rese pi\u00f9 metodiche e pi\u00f9 accurate. Ma essi non saranno mai tentati di andare al di l\u00e0 della vita comune, fintantoch\u00e9 considereranno l&#8217;imperfezione delle facolt\u00e0 di cui si servono, il loro ambito ristretto, e l&#8217;imprecisione delle loro operazioni. Mentre non possiamo dare una ragione soddisfacente del perch\u00e9 crediamo, dopo mille esperimenti, del perch\u00e9 una pietra cadr\u00e0 o il fuoco brucer\u00e0, possiamo forse rimanere soddisfatti di qualche risoluzione che possiamo prendere , riguardo all&#8217;origine dei mondi e alla situazione e alla natura dell&#8217;eternit\u00e0 e per l&#8217;eternit\u00e0?<\/em><\/p>\n<p><em>Questa ristretta delimitazione, in verit\u00e0, delle nostre ricerche, \u00e8 sotto ogni rispetto, cos\u00ec ragionevole, che basta, allo scopo di farcela apprezzare, compiere il pi\u00f9 modesto esame dei poteri naturali della mente umana, paragonandoli coi loro rispettivi oggetti. Troveremo allora quali sono gli argomenti di scienza e di ricerca adatti. Mi sembra che gli unici oggetti della scienza astratta o dimostrativa siano la quantit\u00e0 ed il numero e che tutti i tentativi di estendere questa pi\u00f9 perfetta specie di conoscenza al di l\u00e0 di questi confini si riducano a sofisticheria e ad inganno. Poich\u00e9 le parti che compongono la quantit\u00e0 ed il numero sono del tutto simili, le loro relazioni diventano intricate ed involute; e nulla pu\u00f2 essere pi\u00f9 interessante, come anche pi\u00f9 utile, dell&#8217;individuare, con vari mezzi, la loro uguaglianza o disuguaglianza, attraverso le loro differenti apparenze. Ma poich\u00e9 tutte le altre idee sono chiaramente distinti e differenti l&#8217;una dall&#8217;altra, noi non possiamo andare pi\u00f9 in l\u00e0, anche con una ricerca approfondita al massimo,. Dell&#8217;osservazione di questa diversit\u00e0 e dell&#8217;enunciazione , in base ad un&#8217;ovvia riflessione, che l&#8217;una cosa non \u00e8 l&#8217;altra. O se c&#8217;\u00e8 qualche difficolt\u00e0 in queste decisioni, essa deriva interamente dal significato indeterminato delle parole, che si pu\u00f2 correggere con appropriate definizioni. Che il quadrato dell&#8217;ipotenusa \u00e8 equivalente ai quadrati degli altri due cateti non si pu\u00f2 sapere, anche se i termini fossero esattamente definiti, senza un seguito di ragionamenti e di ricerche. Ma per convincerci di questa proposizione, che dove non c&#8217;\u00e8 propriet\u00e0, non vi pu\u00f2 essere ingiustizia, basta definire i termini e spiegare che ingiustizia \u00e8 una violazione della propriet\u00e0. Questa proposizione \u00e8, in verit\u00e0, soltanto una definizione pi\u00f9 imperfetta. Il caso \u00e8 lo stesso per tutti quei pretesi ragionamenti sillogistici che si possono trovare in ogni altro campo del sapere, eccettuate le scienze della quantit\u00e0 e del numero; e questi, penso, si pu\u00f2 dichiarare che sono gli unici oggetti appropriati della conoscenza e della dimostrazione.<\/em><\/p>\n<p><em>Tutte le altre ricerche umane riguardano soltanto questioni di fatto e di esistenza; e queste non sono evidentemente suscettibili di dimostrazione. Ogni cosa che \u00e8, pu\u00f2 non essere. Nessuna negazione di un fatto pu\u00f2 implicare una contraddizione. Quella della non-esistenza di qualche essere, senza eccezione, \u00e8 un&#8217;idea cos\u00ec chiara e distinta come quella della sua esistenza. La proposizione che afferma che esso non esiste, \u00e8 non meno concepibile ed intelligibile di quella che afferma che esso esiste. Il caso \u00e8 diverso quando si tratta delle scienze propriamente dette. Ogni proposizione, che non \u00e8 vera, in essa \u00e8 confusa ed inintelligibile. Che la radice cubica di 64 sia uguale alla met\u00e0 di dieci, \u00e8 una proposizione falsa e non pu\u00f2 essere mai concepita in modo distinto. Ma che Cesare, o l&#8217;angelo Gabriele o qualche altro essere non siano mai esistiti, pu\u00f2 essere una proposizione falsa, ma \u00e8 tuttavia perfettamente concepibile e non implica contraddizione.<\/em><\/p>\n<p><em>L&#8217;esistenza, perci\u00f2, d&#8217;un essere, pu\u00f2 essere provata soltanto con argomenti tratti dalla sua causa o dal suo effetto: e questi argomenti si fondano completamente sull&#8217;esperienza. Se ragioniamo a priori, ogni cosa pu\u00f2 risultare capace di produrre qualsiasi cosa. la caduta d&#8217;un sasso potrebbe, per quel che ne sappiamo, spegnere il sole; o la volont\u00e0 di un uomo potrebbe guidare i pianeti nelle loro orbite. \u00c8 soltanto l&#8217;esperienza che ci fa apprendere la natura ed i limiti della relazione di causa ed effetto e che ci consente di inferire l&#8217;esistenza di un oggetto da quella di un altro. Questo \u00e8 il fondamento dei ragionamenti morali, che formano la maggior parte della conoscenza umana e sono la fonte di tutte le azioni e di tutti gli atteggiamenti degli uomini.<\/em><\/p>\n<p><em>I ragionamenti morali possono riguardare o fatti particolari o fatti generali. Tutte le decisioni che si prendono nella vita d&#8217;ogni giorno si riferiscono ai primi; come anche tutte le disquisizioni di storia, di cronologia, di geografia e di astronomia.<\/em><\/p>\n<p><em>Le scienze che trattano dei fati generali sono la politica, la filosofia della natura, la fisica ,la chimica ecc. dove si svolgono ricerche intorno alle qualit\u00e0, alle cause e agli effetti di un&#8217;intera specie d oggetti.<\/em><\/p>\n<p><em>La scienza del divino o teologia, in quanto prova l&#8217;esistenza di Dio e l&#8217;immortalit\u00e0 dell&#8217;anima, risulta in parte di ragionamenti su fatti particolari, in parte di ragionamenti su fatti generali. Essa ha un fondamento nella ragione, in tanto in quanto \u00e8 sostenuta dall&#8217;esperienza. Ma il suo fondamento migliore e pi\u00f9 solido \u00e8 la fede e la rivelazione divina.<\/em><\/p>\n<p><em>La morale e la critica non sono propriamente oggetti dell&#8217;intelletto, quanto del giusto e del sentimento. La bellezza, sua morale che naturale, \u00e8 pi\u00f9 propriamente sentita, che percepita con l&#8217;intelletto. O, se ragioniamo intorno ad essa e cerchiamo di stabilirne il criterio, consideriamo un fatti nuovo, cio\u00e8 i giusti generali degli uomini, o qualche fatto del genere, che possa essere oggetto di ragionamento o di ricerca speculativa.<\/em><\/p>\n<p><em>Quando scorriamo i libri di una biblioteca, persuasi di questi principi, che cosa dobbiamo distruggere? Se ci viene alle mani qualche volume, per esempio di teologia o di metafisica scolastica, domandiamoci:<\/em> Contiene qualche ragionamento astratto sulla quantit\u00e0 e sui numeri? <em>No.<\/em> Contiene qualche ragionamento sperimentale su questioni di fatti e di esistenza? <em>No. E allora, gettiamolo nel fuoco, perch\u00e9 non contiene che sofisticherie e inganni.<\/em><\/p>\n<p>Ecco, in quest&#8217;ultimo capoverso il mite Hume, il grasso e flemmatico Hume, dal volto bonario e dalla calma studiata, lascia cadere la maschera e mostra la vera natura del suo pensiero: aggressiva, intollerante, tirannica. Che \u00e8, poi, il vero volto dell&#8217;Illuminismo e, pi\u00f9 in generale, di tutte quelle forme e correnti dei pensiero le quali, basandosi sul predominio assoluto del Logos strumentale e calcolante, vorrebbero ridurre lo studio della natura umana a un fatto puramente scientifico, con esclusine assoluta di ogni forma di trascendenza.<\/p>\n<p>Noi lo sappiamo bene, perch\u00e9 la cultura odierna \u00e8 figlia diretta del Positivismo, prodotto ancor pi\u00f9 estremista e arrogante della Ragione illuminista; cos\u00ec come quest&#8217;ultima \u00e8 stata il logico sviluppo delle premesse implicite nella cosiddetta Rivoluzione scientifica del XVII secolo, basata su un nuova paradigma: quello meccanicista, materialista, e riduzionista di una natura senz&#8217;anima e senza scopo, e di un essere umano altrettanto disanimato e privo di scopo.<\/p>\n<p>E Hume, in particolare, pensava e desiderava di essere, per lo studio della natura umana, ci\u00f2 che era stato il suo connazionale Newton per lo studio del mondo fisico.<\/p>\n<p>Innanzitutto, potremmo chiederci a chi mai, amante della cultura e del sapere, possa venire di mente di avvicinarsi agli scaffali di una ricca biblioteca, animato &#8211; prima ancora di scorrere i titoli dei volumi che vi sono allineati &#8211; dal pensiero che \u00e8 necessario distruggerne una buona parte, avendo deciso <em>a priori<\/em> che quelle regioni dello spirito che non possono essere conosciute in maniera chiara e distinta, non meritano nemmeno che ci si affatichi intorno ad esse.<\/p>\n<p>Ebbene, non temiamo di affermare che solo un barbaro della peggiore specie pu\u00f2 entrare in una biblioteca animato da una simile idea: qualunque persona di mente aperta e di animo gentile, infatti, si riterr\u00e0 fortunata di potervi trovare ogni sorta di volumi, compresi quelli che trattano di argomenti da lei ritenuti difficili, o scritti da autori che la pensano in maniera diversa riguardo a una serie di fatti e di princ\u00ecpi.<\/p>\n<p>Una persona che, avvicinandosi ai libri, non pensa che al modo di gettare nel fuoco quelli che disapprova, \u00e8 un prete fanatico e della specie pi\u00f9 pericolosa: quella del crociato o dell&#8217;inquisitore. Se poi si pensa che i filosofi illuministi proclamavano la loro alta missione di portare i Lumi della Ragione nelle tenebre dell&#8217;ignoranza e della superstizione, apparir\u00e0 ancora pi\u00f9 stridente la contraddizione fra le loro teorie ed i fatti: perch\u00e9 la distruzione dei libri \u00e8, da sempre, il segno inequivocabile non solo dell&#8217;incivilt\u00e0, ma anche della suprema stupidit\u00e0 umana: come se distruggendo i libri si potessero fermare le idee&#8230;<\/p>\n<p>Qualcuno potrebbe osservare, tuttavia, che la frase di Hume riguardo ai libri da gettare nel rogo \u00e8 da intendersi chiaramente in senso figurato e che, pertanto, non dovrebbe venire eccessivamente drammatizzata.<\/p>\n<p>Non siamo d&#8217;accordo. Checch\u00e9 se ne dica, le parole pesano, eccome, specialmente per un intellettuale: sono le sue armi, come il fucile e la baionetta lo sono per il soldato; n\u00e9 pi\u00f9, n\u00e9 meno. Per un filosofo, poi, una simile leggerezza &#8211; se leggerezza \u00e8 stata &#8211; \u00e8 semplicemente imperdonabile. Un filosofo, poi, che intenda portare i Lumi della Ragione in un mondo reso buio e tetro dal dilagare dell&#8217;ignoranza, meno che mai potrebbe permettersi un simile linguaggio, se fosse realmente in buona fede.<\/p>\n<p>Chiss\u00e0 che tanto lo scrittore Ray Bradbuy, quanto il regista Fran\u00e7ois Truffaut, nello scrivere e nel portare sullo schermo la vicenda di <em>Fahreneit 451<\/em> &#8211; in cui una societ\u00e0 ipertecnologica provvede alla sistematica distruzione dei libri col lanciafiamme, per tenere docile e tranquilla l&#8217;intera popolazione mondiale &#8211; non abbiano tratto lo spunto da questo famigerato passo della <em>Ricerca sull&#8217;intelletto umano<\/em> di David Hume!<\/p>\n<p>Se, poi, guardiamo da vicino, nel merito della \u00abselezione\u00bb fatta dal mite e ragionevole Hume fra i libri della biblioteca del mondo, vediamo subito che essa \u00e8 basata sul principio dell&#8217;eliminazione di tutto ci\u00f2 che non si accorda con la sua concezione circa lo studio della natura umana, intesa come fatto di pura scienza. Eliminare tutti quei libri (e, dunque, tutte quelle forme di pensiero) che non contengono ragionamenti astratti sulla quantit\u00e0 e sui numeri, n\u00e9 ragionamenti sperimentali su questioni di fatto e di esistenza, significa gettare nel fuoco buona parte della ricerca umana: quella parte, cio\u00e8, che non vede nell&#8217;uomo soltanto una fabbrica di percezioni, ossia di impressioni ed idee (sempre per usare il linguaggio del filosofo scozzese), ma anche una strutturale esigenza di superamento del finito, ossia di trascendenza.<\/p>\n<p>Non \u00e8 certo una fatalit\u00e0 che i primi volumi destinati al libresco <em>autodaf\u00e9<\/em> del signor Hume siano proprio quelli di teologia e di metafisica. Guarda caso, si tratta esattamente di quegli ambiti della ricerca umana che, da sempre, sono stati considerati i pi\u00f9 nobili ed elevati, quelli dai quali discendono tutti gli altri. Teologia e metafisica, per circa duemila anni, sono state al vertice del sapere greco e, poi, di quello occidentale. Ma i signori illuministi, autoproclamatisi \u00abi moderni\u00bb, hanno deciso, da un giorno all&#8217;altro, che erano tutte sciocchezze, o, per dirla con Hume, <em>sofisticheria ed inganno<\/em>; e che il luogo pi\u00f9 degno per i volumi che trattavano di simili argomenti era il fuoco.<\/p>\n<p>Qui vediamo gi\u00e0 in pieno movimento quel processo di autocastrazione del pensiero moderno che, col criticismo kantiano, toccher\u00e0 le vette pi\u00f9 eccelse &#8211; ma non certo insuperate, visto che la caratteristica peculiare della modernit\u00e0 \u00e8 proprio il continuo superamento di se stessa (cfr. il nostro precedente saggio <em>Kant e l&#8217;autocastrazione del pensiero moderno<\/em>, consultabile sempre sul sito di Arianna Editrice).<\/p>\n<p>Se \u00e8 lecito agli studiosi occuparsi solo ed esclusivamente di questioni riguardanti la quantit\u00e0 ed i numeri, o di questioni concernenti dati di fatto ed esperienze, non c&#8217;\u00e8 molto che si salvi, a parte la matematica (Galieli <em>docet<\/em>), le scienze naturali e la storia: trattata, quest&#8217;ultima, pi\u00f9 o meno come un botanico si occupa della schedatura del suo erbario. Sar\u00e0 per questo che la monumentale <em>Storia d&#8217;Inghilterra<\/em> di Hume \u00e8 sempre stata considerata un mattone indigeribile?<\/p>\n<p>In effetti, sono davvero poche le cose intorno alle quali egli ammette che sia lecito condurre una ricerca o un ragionamento, perch\u00e9 sono davvero poche le cose intorno alle quali egli ha una certezza basata sulla quantit\u00e0, sui numeri e sui fatti dell&#8217;esperienza. Anzi, perfino di questi ultimi dubita alquanto: perch\u00e9 \u00e8 solo l&#8217;abitudine che ci fa dire che, siccome il Sole \u00e8 finora sorto al mattino, sorger\u00e0 anche domani; ma, di fatto, il principio di causa ed effetto non \u00e8 che una mera illazione del nostro intelletto.<\/p>\n<p>Certo, Hume \u00e8 stato un grande demolitore; e noi sappiamo che ogni rivoluzione vuole anzitutto distruggere il passato, identificandolo con il male assoluto; per poi riedificare, pezzo a pezzo, l&#8217;individuo, la societ\u00e0 e il mondo intero.<\/p>\n<p>L&#8217;Illuminismo \u00e8 stato una rivoluzione, e non fa eccezione alla regola. Le apparenze non devono trarre in inganno: dietro la flemma bonaria di filosofi come Hume e come Kant (soprannominato, quest&#8217;ultimo, \u00abl&#8217;orologio di K\u00f6nigsberg\u00bb dai suoi concittadini, per la sua assoluta puntualit\u00e0 nel percorrere la quotidiana passeggiata), vi \u00e8 una carica enorme di aggressivit\u00e0, intolleranza e volont\u00e0 di dominio &#8211; per carit\u00e0, a fini nobili ed altruistici.<\/p>\n<p>Si trattava di salvare il mondo dall&#8217;abbrutimento in cui, a causa dell&#8217;allontanamento dalla Ragione, esso era sprofondato, con l&#8217;opera nefasta di preti astuti e malvagi, metafisici e altri sognatori d&#8217;ogni specie.<\/p>\n<p>Eppure, un buon secolo prima di Hume &#8211; quando gi\u00e0 il meccanismo della modernit\u00e0 si stava mettendo inesorabilmente in movimento, sul piano finanziario, economico, politico e sociale non meno che su quello culturale e spirituale &#8211; un povero e perseguitato scrittore spagnolo, Miguel de Cervantes Saavedra, nel suo immortale romanzo<em>Don Chisciotte della Mancia<\/em>, aveva messo in guardia circa il fatto che l&#8217;uomo non \u00e8 in grado di sopravvivere, quando gli vengano spezzate le ali del sogno.<\/p>\n<p>Che \u00e8 indotto a morire, se qualcuno procura di murare la stanza dei suoi amati libri di avventure (il che \u00e8 gi\u00e0 un atto meno drastico che non gettarli nel fuoco) e se gli viene ordinato di lasciarsi dietro le spalle, per sempre, i suoi pi\u00f9 nobili slanci.<\/p>\n<p>Muore, pur non essendo malato.<\/p>\n<p>Di malinconia&#8230;<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>I filosofi e gli scrittori illuministi hanno cercato di presentarsi, fin dall&#8217;inizio, come i campioni della pacatezza, della tolleranza, del buon senso, contro un mondo dominato<span class=\"excerpt-hellip\"> [\u2026]<\/span><\/p>\n","protected":false},"author":2,"featured_media":30150,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"_jetpack_memberships_contains_paid_content":false,"footnotes":""},"categories":[35],"tags":[115,141],"class_list":["post-25617","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-epistemologia","tag-david-hume","tag-filosofia"],"jetpack_featured_media_url":"https:../../../../fides-et-ratio.it/wp-content/uploads/2023/10/categoria-epistemologia.jpg","jetpack_sharing_enabled":true,"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/25617","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/users\/2"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/comments@post=25617"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/25617\/revisions"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/media\/30150"}],"wp:attachment":[{"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/media@parent=25617"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/categories@post=25617"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/tags@post=25617"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}