{"id":25608,"date":"2008-02-02T08:24:00","date_gmt":"2008-02-02T08:24:00","guid":{"rendered":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/2008\/02\/02\/ma-e-davvero-cosi-importante-sapere-se-hitler-era-omosessuale\/"},"modified":"2008-02-02T08:24:00","modified_gmt":"2008-02-02T08:24:00","slug":"ma-e-davvero-cosi-importante-sapere-se-hitler-era-omosessuale","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/2008\/02\/02\/ma-e-davvero-cosi-importante-sapere-se-hitler-era-omosessuale\/","title":{"rendered":"Ma \u00e8 davvero cos\u00ec importante sapere se Hitler era omosessuale?"},"content":{"rendered":"<p>Lothar Machtan \u00e8 furbo.<\/p>\n<p>Nato in Germania nel 1949, docente di storia contemporanea all&#8217;Universit\u00e0 di Brema, si \u00e8 particolarmente interessato alla storia sociale del XIX secolo e all&#8217;epoca di Bismarck, cui ha dedicato ben tre monografie.<\/p>\n<p>Egli appartiene alla penultima generazione degli storici europei: spregiudicati, ambiziosi, totalmente privi di complessi e di tab\u00f9 nei confronti di qualsiasi mostro sacro. Se la generazione di storici francesi degli <em>Annales<\/em> ha scoperto, per cos\u00ec dire, la dimensione sociale della storia, la generazione dei Machtan ha scoperto la psicanalisi.<\/p>\n<p>Bella scoperta, si dir\u00e0.<\/p>\n<p>In effetti, non \u00e8 proprio una gran scoperta; Freud l&#8217;ha messa in voga da un secolo buono: valga per tutti il suo saggio interpretativo sulla personalit\u00e0 di Leonardo da Vinci, a partire da un sogno che Leonardo stesso ci ha tramandato. Inutile dire che, dall&#8217;analisi del sogno, Freud ha tratto elementi <em>ad abundantia<\/em> per dimostrare l&#8217;omosessualit\u00e0 del sommo artista e scienziato, aprendo la strada a quella fiumana di biografi e di storici (il loro numero \u00e8 legione) che si sono sguinzagliati ai quattro angli per globo terracqueo per andare a caccia di indizi psicanalitici sulle pulsioni pi\u00f9 nascoste e pi\u00f9 proibite di tutti gli esseri umani che, nel bene o nel male, sono passati alla storia come dei &quot;grandi&quot;.<\/p>\n<p>Insomma, l&#8217;operazione di Machtan \u00e8 una classica operazione pseudo-moderna; in realt\u00e0, \u00e8 vecchia come il cucco: ma, come abbiamo appena avuto occasione di notare (nel precedente saggio <em>Nietzsche \u00abomofilo\u00bb? La storia dal buco della serratura<\/em>, il trucco, essendo basato sullo scandalismo e sui pruriti di un pubblico sempre pi\u00f9 frustrato e annoiato, non \u00e8 mai abbastanza vecchio, da non riscuotere qualche sia pur effimero successo.<\/p>\n<p>E cos\u00ec \u00e8 stato per il libro di Machtan <em>Il segreto di Hitler<\/em>, pubblicato dalla Alexander Fest Verlag di Berlino, nel 2001, col titolo originale <em>Hitler Geheimnis,<\/em> e subito edito anche in Italia, dalla Casa Editrice Rizzoli di Milano (traduzione di Roberta Zuppet). Forse, appunto perch\u00e9 consapevole della scarsa originalit\u00e0 della tesi di fondo del libro, l&#8217;editore berlinese ne ha promosso il lancio alla Fiera del libro di Francoforte e ne ha autorizzato la pubblicazione contemporanea in ben dodici Paesi, con un <em>battage<\/em> pubblicitario proporzionato all&#8217;entit\u00e0 dell&#8217;impegno finanziario.<\/p>\n<p>Ma il successo non deve essere stato esaltante, almeno a giudicare dalla scarsa attenzione della critica internazionale e dal modesto successo della traduzione italiana, che nel giro di pochi anni \u00e8 gi\u00e0 finita nel circuito dei <em>remainders.<\/em> Segno che il pubblico comincia a dar segni di stanchezza davanti a queste disinvolte operazioni commerciali che, di culturale, hanno poco pi\u00f9 che una leggera verniciatura.<\/p>\n<p>Quale sarebbe, infatti, il supposto &quot;segreto&quot; del <em>F\u00fchrer<\/em>? Ma \u00e8 ovvio (e non \u00e8 per niente una tesi originale): la sua conclamata omosessualit\u00e0, che egli avrebbe fatto di tutto, ma proprio di tutto, per tenere celata ai suoi seguaci e a tutto il popolo tedesco, non arretrando nemmeno davanti al delitto, pur di farne sparire ogni possibile traccia.<\/p>../../../../n_3Cp>La prova? Secondo Machtan, la vera ragione che indusse Hitler ad assassinare Ernes R\u00f6hm, il celebre capo delle SA, insieme ad altri 150 dei suoi uomini, fu la paura di essere ricattato da lui, che era un omosessuale notorio e che ben conosceva le passate &quot;debolezze&quot; omofile del dittatore e capo supremo del nazionalsocialismo.<\/p>\n<p>Veramente, gli storici, finora, avevano sempre pensato che la ragione dell&#8217;eliminazione fisica dei capi delle &quot;camicie brune&quot; fosse la volont\u00e0 hitleriana di &quot;normalizzare&quot; la rivoluzione nazionalsocialista, una volta arrivato al potere, inserendola saldamente nel solco della robusta tradizione conservatrice prussiana. In altre parole, R\u00f6hm e gli altri capi delle SA, che continuavano a pare pressioni sul <em>F\u00fchrer<\/em> affinch\u00e9 si lanciasse una &quot;seconda ondata&quot; rivoluzionaria, in senso apertamente antiborghese, costituivano ormai un fardello politicamente inutile, se non addirittura pericoloso, per Hitler, il quale, giunto al potere mediante elezioni democratiche (sia pure costellate di violenze e irregolarit\u00e0), desiderava appunto rassicurare la borghesia tedesca, indossando le vesti dell&#8217;uomo d&#8217;ordine. In pratica, la spietata eliminazione dei vertici delle &quot;camicie brune&quot; sarebbe stata, per Hitler, il prezzo da pagare per ottenere la fedelt\u00e0 incondizionata della burocrazia statale e soprattutto dei quadri dell&#8217;esercito, i quali ultimi gli avrebbero posto una sorta di <em>aut-aut<\/em>: o noi, o loro.<\/p>\n<p>In questa prospettiva, R\u00f6hm avrebbe rappresentato l&#8217;anima di sinistra del nazismo, il quale &#8211; non dimentichiamolo &#8211; riuniva nella propria denominazione i due concetti di &quot;nazionalismo&quot; e di &quot;socialismo&quot;; mentre Himmler e le fedelissime SS, mediante le quali Hitler liquid\u00f2 i capi delle SA, avrebbero rappresentato la destra.<\/p>\n<p>Non solo: R\u00f6hm (omosessuale o non omosessuale) era una personalit\u00e0 notevole in seno al partito o, quantomeno, indipendente; e, <em>horribile dictu<\/em>, si sussurrava che nutrisse ambizioni personali verso il supremo potere, o, quantomeno, che fosse capace di battere i pugni anche davanti al <em>F\u00fchrer<\/em>; mentre Himmler &#8211; e, in misura maggiore o minore, G\u00f6ring, Hess e Goebbels &#8211; erano, al confronto, delle personalit\u00e0 sbiadite, capaci solo di strisciare umilmente davanti al dittatore e di eseguirne ciecamente ordini e direttive. Hitler, pertanto, di loro si fidava ciecamente; e sbagliava, come si sarebbe visto nell&#8217;aprile 1945, quando &#8211; mentre i Russi circondavano Berlino &#8211; sia G\u00f6ring che Hitler tentarono di saltar gi\u00f9 dal carro (ormai funebre) del nazismo, e di intavolare trattative con gli Alleati, candidandosi alla successione di un Hitler ancor vivo, ma assediato nel <em>bunker<\/em> della Cancelleria e ridotto alla disperazione.<\/p>\n<p>Secondo Machtan, dunque, Hitler avrebbe vissuto con una spada di Damocle sospesa sul capo: l&#8217;incontrollabilit\u00e0 di R\u00f6hm, il quale, a conoscenza del suo &quot;vergognoso&quot; segreto, avrebbe potuto divulgarlo in qualsiasi momento, provocandogli un danno d&#8217;immagine che, probabilmente, lo avrebbe travolto per sempre. Per questo il <em>F\u00fchrer<\/em> avrebbe deciso di liquidare il suo possibile ricattatore.<\/p>\n<p>Strano che Machtan non si accorga di cadere clamorosamente in contraddizione, dato che aveva sostenuto che non solo la caduta, ma anche l&#8217;ascesa di R\u00f6hm erano state freddamente pianificate da Hitler proprio in funzione del fatto che questi era omosessuale e, pertanto, facilmente ricattabile &#8211; in termini politici &#8211; dal suo sospettosissimo <em>F\u00fchrer.<\/em><\/p>\n<p>Scrive, infatti, lo storico tedesco, a pp. 198-199 del suo libro (ed. italiana citata):<\/p>\n<p><em>&quot;Alcuni contemporanei immaginavano gi\u00e0 che cosa stesse accadendo. Tra di essi figurava Franz Pfeffer von Salomon, l&#8217;ex comandante supremo delle SA che era stato destituito durante la crisi Stennes, il quale afferm\u00f2 dopo la guerra: \u00abHitler ha nominato R\u00f6hm non nonostante, ma probabilmente per via della sua inclinazione\u00bb. L&#8217;omosessualit\u00e0 di R\u00f6hm era\u00ab un&#8217;arma utilizzabile in qualsiasi momento\u00bb. Hitler, prosegue Pfeffer, assegnava di preferenza posizioni chiave a uomini \u00abche avevano un punto oscuro o debole, con i quali poteva tirare il freno d&#8217;emergenza ogni volta in cui lo riteneva necessario\u00bb. In tal modo, riusciva a tenere in scacco tutte le SA: \u00abPi\u00f9 si consolidavano la popolarit\u00e0 e la posizione di R\u00f6hm nelle SA, pi\u00f9 queste ultime sarebbero state danneggiate dalla sua disonorevole destituzione\u00bb.<\/em><\/p>\n<p><em>&quot;Il calcolo di Hitler deve essere stato pi\u00f9 o meno questo. Anzi, il \u00abcaso R\u00f6hm offre un esempio lampante della sua strategia di comportamento verso i collaboratori pi\u00f9 stretti: l&#8217;assegnazione di incarichi &#8216;prestigiosi&#8217; e posizioni influenti; la concessione di ampia libert\u00e0 d&#8217;azione nell&#8217;esecuzione dei doveri quotidiani; la scoperta del &#8216;punto oscuro o debole&#8217;; e infine l&#8217;intimidazione con il &#8216;feno d&#8217;emergenza&#8217;. Risultato: completa dipendenza, o meglio, sottomissione del seguace. Potremmo passare al setaccio la dirigenza nazionalsocialista, e vedremmo che questo preciso schema si ripete quasi ovunque: tentazione, lusinghe, corruzione, ricatto.&quot;<\/em><\/p>\n<p>Ma, secondo Machtan, non era stato R\u00f6hm a ricattare, o a minacciare di ricattare, Hitler?<\/p>\n<p>Sia come sia, Machtan effettivamente ha &quot;passato al setaccio&quot; non la vita privata dell&#8217;intera dirigenza nazionalsocialista, ma quella di Hitler. Cominciando dagli anni della giovent\u00f9, solitaria e <em>boh\u00e9mienne<\/em>, a Vienna, e poi su su verso l&#8217;et\u00e0 adulta, passando attraverso gli anni della prima guerra mondiale: che, come \u00e8 noto, Hitler fece in trincea, con il modesto grado di caporale, nell&#8217;esercito germanico.<\/p>\n<p>A proposito, perch\u00e9 Hitler rimase caporale per tutti i quattro anni e mezzo del conflitto, pur mostrandosi costantemente soldato disciplinato e competente? Ma \u00e8 ovvio: perch\u00e9, consapevole della propria omosessualit\u00e0, rifiut\u00f2 ripetutamente la promozione a sergente, che lo avrebbe allontanato dalle camerate e dalla possibilit\u00e0 di vivere in intimo contatto con i suoi commilitoni. Eppure, un caporale di fanteria che rimane tale durante tutta la durata della guerra, doveva apparire, ed era &#8211; a giudizio dello storico &#8211; un qualche cosa di estremamente raro: tanto raro e tanto strano da dare immediatamente nell&#8217;occhio. Per forza <em>doveva<\/em> esserci sotto qualche cosa di poco chiaro, qualche cosa di indicibile.<\/p>\n<p>Machtan, peraltro, nella sua ricostruzione degli &quot;anni nascosti&quot; di Hitler, d\u00e0 prova di un fiuto da vero segugio, ogni qual volta si imbatte in circostanze che gli fanno sospettare di aver trovato conferme, sia pure indirette, alla sua tesi fondamentale. Ad esempio, il fatto che Hitler dividesse i suoi miseri appartamentini viennesi con dei coetanei, non gli fa venire in mente che si trattasse &#8211; e si tratti &#8211; di una pratica piuttosto diffusa tra studenti, motivata &#8211; oltre che dall&#8217;amicizia &#8211; dalla ragione pratica di dividere le spese di affitto. No: Machtan, da buon poliziotto della psicanalisi, vi scorge subito una prova, sia pure indiretta, delle tendenze omofile del futuro dittatore. Per tal via, egli finisce sovente per dare per sottinteso quello che, invece, si propone di dimostrare; e di scambiare gli effetti per le cause.<\/p>\n<p>Se ci siamo, poc&#8217;anzi, soffermati sulle origini della &quot;notte dei lunghi coltelli&quot;, \u00e8 stato proprio per evidenziare questa costante lacuna metodologica dello storico tedesco: dato che egli parte da una tesi precostituita, ogni fatto nel quale si imbatte gli serve per confermare quello che ritiene essere gi\u00e0 assodato; e, a tal fine, lo gira e lo rigira fino a che non \u00e8 riuscito a fargli confessare, per cos\u00ec dire, la verit\u00e0 che esso cerca di occultare.<\/p>\n<p>Quanto, poi, al fatto che manchino delle prove veramente decisive circa l&#8217;omosessualit\u00e0 di Hitler, Machtan se la cava &#8211; come tutti gli storici che partono da una tesi precostituita &#8211; sostenendo che Hitler era troppo astuto e troppo abile per lasciare le tracce del suo inconfessabile segreto, e le fece sparire una dopo l&#8217;altra: se necessario, anche sopprimendo i pericolosi testimoni della sua doppia vita segreta.<\/p>\n<p>Ora, giunti a questo punto, due osservazioni sono d&#8217;uopo.<\/p>\n<p>La prima \u00e8 che Machtan ha letteralmente scoperto l&#8217;acqua calda, perch\u00e9 da sempre i biografi di Hitler sospettano esservi state delle forti anormalit\u00e0 nella vita sessuale e affettiva di Hitler, e ne avevano fatto oggetto di ricerca.<\/p>\n<p>Due tra i pi\u00f9 noti, il &quot;classico&quot; Joachim Fest e il pi\u00f9 recente Ian Kershaw, ad esempio, ammettono entrambi le inclinazioni omofile di Hitler, ma non la sua conclamata omosessualit\u00e0. Secondo loro, pertanto, Hitler avrebbe fatto parte di quella percentuale di individui dalle inclinazioni sessuali incerte e bivalenti, ma che non &quot;varcano&quot; in maniera esplicita la soglia dell&#8217;omosessualit\u00e0.<\/p>\n<p>La seconda osservazione \u00e8 che non ci sembra sia dimostrato che, per comprendere il pensiero politico di Hitler e il ruolo storico da lui svolto, in Germania e nel mondo, sia assolutamente indispensabile accertare se egli abbia varcato, oppure no, quella &quot;soglia&quot;.<\/p>\n<p>Machtan, dal canto suo, non ha dubbi in proposito; e ne traccia una teoria del metodo storico, estremamente lucida e consapevole.<\/p>\n<p>Scrive infatti a pagg. 23-25 (ed. italiana citata):<\/p>\n<p><em>&quot;Hitler \u00e8 una delle figure pi\u00f9 spregevoli della storia, e i suoi crimini sono imperdonabili, ingiustificabili. \u00c8 tuttavia sbagliato vedere in lui soltanto una belva rabbiosa. Quest&#8217;uomo possedeva qualit\u00e0 umane indispensabili per spiegare l sue azioni, e dobbiamo smettere di deformarne l&#8217;immagine spogliandolo di tali caratteristiche. Dobbiamo invece ricondurlo con coerenza a una dimensione umana, anche e soprattutto tenendo conto della sua vita interiore, sulla quale, nel coso degli anni, si sono diffuse idee influenzate pi\u00f9 dalla forza traumatizzante del suo governo del terrore che a conoscenze comprovate. Le caricature ad esse associate fanno apparire il dittatore ancor pi\u00f9 mostruoso e inafferrabile di quanto non sia gi\u00e0.<\/em><\/p>\n<p><em>&quot;Nel corso di tale processo, si \u00e8 ignorato, o meglio, si \u00e8 voluto ignorare, un elemento che potrebbe in parte spiegare in parte Hitler e il suo approccio alla politica: la sua omosessualit\u00e0. Questo punto \u00e8 ancora del tutto inesplorato, ed \u00e8 giunto il momento di fare luce sull&#8217;argomento. (&#8230;)<\/em><\/p>\n<p><em>&quot;Che cosa deve fare lo storico per giungere a un giudizio davvero motivato sul significato dell&#8217;omosessualit\u00e0 di Hitler? Naturalmente, \u00e8 necessario innanzitutto dimostrare che il dittatore intratteneva con uomini rapporti paragonabili a relazioni amorose e\/o reperire informazioni su atti sessuali con questi o altri partner.&quot;<\/em><\/p>\n<p>Ma \u00e8 poi cos\u00ec importante, da un punto di vista storico e non solo meramente biografico, appurare se Hitler fosse esplicitamente omosessuale?<\/p>\n<p>A questa domanda, Machtan risponde nel modo seguente (p. 34 ed. cit.):<\/p>\n<p><em>&quot;I capitoli seguenti dimostreranno che \u00e8 possibile provare le tendenze omosessuali di Hitler. Non \u00e8 per\u00f2 questo ci\u00f2 che pi\u00f9 conta. \u00c8 molto pi\u00f9 importante vedere la sua omosessualit\u00e0 come fatto<\/em> storico <em>,comprendere che cosa abbia significato in quel contesto temporale concreto, quali conseguenze abbia avuto e quali possibilit\u00e0 conoscitive nasconda. In tal modo, si aprir\u00e0, almeno cos\u00ec spero, una nuova prospettiva sul &#8216;fenomeno Hitler&#8217; e si presenter\u00e0 la possibilit\u00e0 di una radicale revisione di questa figura centrale del Novecento. In ogni caso, nessuno ha finora mai considerato la vita di Hitler un&#8217;esistenza fittizia, costantemente minacciata dal declino, e proprio in questo consiste la provocazione del presente volume.&quot;<\/em><\/p>\n<p>Non sappiano quale effetto faccia questa prosa sul comune lettore; a noi sembra, oltre che confusa, tremendamente tautologica. \u00c8 come se l&#8217;autore dicesse: \u00e8 importante dimostrare che Hitler era omosessuale, perch\u00e9 il fatto che fosse omosessuale \u00e8 importante.<\/p>\n<p>Storicamente.<\/p>\n<p>Purtroppo, questo modo di fare storiografia ricorda, invece, l&#8217;aneddotica pettegola e scandalistica di Svetonio o di Paolo Diacono: l&#8217;uno e l&#8217;altro, il romano e il longobardo, morbosamente interessati a vicende sessuali pi\u00f9 o meno torbide. Si pensi solo ai &quot;vizi&quot; di Tiberio, nella villa di Capri, narrati dal primo autore; e al ruolo svolto dalla oscena lussuria di Romilda nella caduta di Cividale in mano agli Avari, nel racconto dal secondo.<\/p>\n<p>Ci pare che gli storici come Machtan stiano regredendo a quei livelli, cercando di spiegare cose terribilmente serie in chiave di <em>feuilleton<\/em> erotico-pornografico.<\/p>\n<p>Altro che modernit\u00e0.<\/p>\n<p>Non c&#8217;\u00e8 che dire: un bel regresso, dal punto di vista del metodo storico; e anche dal punto di vista della natura e degli scopi della storiografia.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Lothar Machtan \u00e8 furbo. 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