{"id":25594,"date":"2015-10-16T01:50:00","date_gmt":"2015-10-16T01:50:00","guid":{"rendered":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/2015\/10\/16\/quegli-eventi-oscuri-e-inquietanti-nellinfanzia-dello-scrittore-henry-james\/"},"modified":"2015-10-16T01:50:00","modified_gmt":"2015-10-16T01:50:00","slug":"quegli-eventi-oscuri-e-inquietanti-nellinfanzia-dello-scrittore-henry-james","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/2015\/10\/16\/quegli-eventi-oscuri-e-inquietanti-nellinfanzia-dello-scrittore-henry-james\/","title":{"rendered":"Quegli eventi oscuri e inquietanti nell\u2019infanzia dello scrittore Henry James"},"content":{"rendered":"<p>I bambini vivono in un mondo che non \u00e8 il nostro mondo; bench\u00e9 noi adulti, appunto in quanto adulti, riteniamo di disporre degli strumenti concettuali per comprendere anche quel mondo, mentre siamo profondamente convinti che i bambini non dispongano <em>ancora<\/em> degli strumenti per arrivare a comprendere il nostro.<\/p>\n<p>Che le cose stiano altrimenti; che gli adulti abbiano completamente scordato, nella quasi totalit\u00e0 dei casi, il mondo della loro infanzia, e che il possesso di una logica concettuale e di una maggiore esperienza di vita pratica non bastino affatto a garantire loro una vera <em>comprensione<\/em> del mondo dell&#8217;infanzia, questa \u00e8 una cosa che pochi adulti sono disposti a prendere in considerazione, e meno ancora sono disposti ad accettare.<\/p>\n<p>Eppure \u00e8 cos\u00ec.<\/p>\n<p>L&#8217;infanzia \u00e8 un mondo competo e definito in se stesso: non \u00e8, semplicemente, una introduzione, o un preambolo, al mondo della vita adulta; \u00e8 <em>un&#8217;altra cosa<\/em>, una cosa che l&#8217;adulto non ha le parole per descrivere, n\u00e9 i concetti per comprendere, nonostante il fatto che egli vi sia passato. Ma forse non \u00e8 esatto dire che vi sia passato: forse \u00e8 pi\u00f9 giusto dire che l&#8217;infanzia finisce insieme all&#8217;io bambino; quando si afferma l&#8217;io adulto, l&#8217;infanzia \u00e8 non solo finita, ma anche dimenticata: e l&#8217;io adulto non sa pi\u00f9 niente di essa, ha dimenticato completamente ci\u00f2 che essa era, \u00e8 ansioso di costruirsi un altro piano di consapevolezza, di esplorare nuovi orizzonti conoscitivi e affettivi, completamente diversi da quelli dell&#8217;infanzia. \u00c8 un processo naturale, e guai se cos\u00ec non fosse; nondimeno, \u00e8 un peccato che, in questo modo, vada smarrito, per sempre, quasi tutto ci\u00f2 che l&#8217;io bambino ha vissuto, ha veduto, ha imparato: e che quel poco che, per avventura, ne sopravvive, venga rimosso quasi con un senso di vergogna, perch\u00e9, nell&#8217;adolescenza, non c&#8217;\u00e8 niente di peggio che sentirsi ancora bambini ed essere trattati come tali: cos\u00ec grande \u00e8 l&#8217;impazienza di essere ammessi nel <em>club<\/em> degli adulti &#8212; o, almeno, dei quella particolare categoria di adulti che sono i giovani (cio\u00e8 degli adulti che, magicamente, non invecchiano, o sembrano destinati a non invecchiare mai).<\/p>\n<p>I bambini, dunque, non sono degli adulti in potenza, degli adulti pi\u00f9 piccoli, non ancora cresciuti; sono tutt&#8217;altra cosa dagli adulti, che sentono, pensano, sognano, amano e sperano e credono e odiano, in maniera radicalmente diversa da quella degli adulti. Essi credono perfettamente possibili delle cose, che per l&#8217;adulto non lo sono: e ci\u00f2 per la buona ragione che ritengono il mondo assai pi\u00f9 grande, pi\u00f9 misterioso e pi\u00f9 affascinante di come lo vede l&#8217;adulto: come il regno del possibile, dell&#8217;infinitamente possibile. In quel mondo i confini sono estremamente labili, sfumati, quasi evanescenti: tra passato e futuro, fra vero e falso, fra buono e cattivo, fra vita e morte: in qualsiasi momento, come ad un colpo di bacchetta magica, possono aprirsi i cancelli del sogno, e lasciare che la realt\u00e0 <em>altra<\/em> irrompa nella vita di ogni giorno.<\/p>\n<p>Ne abbiamo gi\u00e0 parlato: i bambini vedono cose che noi non vediamo; odono parole che noni non sentiamo; percepiscono presenze che sfuggono ai nostri sensi (cfr. il nostro articolo: \u00abI bambini vedono cose che noi non vediamo\u00bb, pubblicato sul sito di Arianna Editrice il 25\/05\/2007; ripubblicato recentemente su \u00abIl Corriere delle Regioni\u00bb). Senza dubbio, molte creature leggendarie, di cui parlano le tradizioni popolari delle culture pre-moderne, hanno questa origine: il che non significa che si tratti, per forza di cose, di racconti destituiti di ogni fondamento; al contrario: essi sono pi\u00f9 che fondati, solo che sono fondati sopra un piano di percezione e di esperienza completamente diverso da quello dell&#8217;et\u00e0 adulta.<\/p>\n<p>Accade che le esperienze straordinarie dei bambini lascino una impronta talmente forte, da non scomparire mai del tutto nel corso dell&#8217;et\u00e0 adulta, anzi, da segnalarla in maniera inequivocabile, nel bene o nel male, come un bagaglio unico e ineliminabile: ed \u00e8 il caso, specialmente, di sensitivi, poeti e artisti; di persone, cio\u00e8, che conservano, anche da adulte, un altissimo grado di creativit\u00e0 e immaginazione, e che non sono disposte a relegare la sfera della fantasia fra le vecchie cose inutili, da riporre in qualche polverosa soffitta.<\/p>\n<p>Il problema \u00e8 che l&#8217;io adulto, nella stragrande maggioranza dei casi, pur avendo conservato un vivissimo ricordo di quelle esperienze, come accade al risveglio da un sogno eccezionalmente intenso, che stenta a dileguare nella coscienza &#8211; ci\u00f2 che in genere avviene per i sogni -, non sa poi come debba interpretare il suo significato; anzi, per dirla tutta, non sa neppure quale grado di veridicit\u00e0 debba attribuire all&#8217;esperienza stessa, esattamente come avviene quando si deve giudicare qualcosa che riguardi la vita di un&#8217;altra persona. E, di fatto, \u00e8 proprio questa la situazione in cui si trova: perch\u00e9, come gi\u00e0 abbiamo detto, l&#8217;io adulto non conserva un vero rapporto biografico con l&#8217;io bambino di un tempo passato: \u00e8 come se fossero due coscienze totalmente distinte, che non sono pi\u00f9 neppure lontane parenti.<\/p>\n<p>In altre parole: se noi, da adulti, abbiamo conservato un ricordo assai vivo di un certo fatto, di una certa esperienza, rimasti, per\u00f2, in una sfera irrisolta e misteriosa, ove neppure allora siamo stati in grado di capire quale grado di realt\u00e0 avessero effettivamente: come potremo, adesso, assumere quella decisione, e stabilire, in maniera certa e definitiva, che si tratt\u00f2 di semplici fantasie, oppure di eventi reali, e viceversa? Come possiamo farlo proprio adesso, allorch\u00e9 abbiamo smarrito la bussola fondamentale dell&#8217;infanzia: quella istintiva capacit\u00e0 di sentire, pi\u00f9 che di comprendere col ragionamento, se una cosa era vera o se era soltanto il frutto della nostra immaginazione, o magari la deformazione, ampliata e arricchita, di qualche racconto che avevamo udito?<\/p>\n<p>Prendiamo il caso di un famoso scrittore il quale, a un certo punto, ci parli di un qualche fatto della sua infanzia, o della sua adolescenza, da cui la sua personalit\u00e0 \u00e8 rimasta profondamente segnata, e che ha conservato, per lui, un significato misterioso, forse decisivo, che, per\u00f2, non \u00e8 mai riuscito a chiarire a se stesso, a svelare, a spiegare: ed ecco che avremo una pagina della biografia dello scrittore statunitense, poi naturalizzato cittadino britannico, Henry James (nato a New York il 15 aprile 1843 e morto a Londra il 28 febbraio del 1916, in piena Prima guerra mondiale, con gli Zeppelin tedeschi che sganciavano le loro bombe dai cieli della capitale inglese).<\/p>\n<p>Si tratta di un paio di episodi alquanto suggestivi, anche se, in fondo, non particolarmente spettacolari; due episodi che fanno venire in mente altri episodi, ancor pi\u00f9 sorprendenti, accaduti nell&#8217;infanzia di un&#8217;altra futura scrittrice, anche se di tutt&#8217;altra levatura: Wanda von Sacher-Masoch, moglie del celebre scrittore austriaco-galiziano Leopold von Sacher-Masoch (in particolare, l&#8217;apparizione di una creatura luminosa, simile a un angelo, nella sua stanza da letto, che la fiss\u00f2 con sguardo penetrante e allusivo, e poi scomparve, cos\u00ec com&#8217;era venuta).<\/p>\n<p>Ha scritto in proposito Guido Fink, anglista goriziano specializzato nella letteratura degli Stati Uniti, Paese ove ha insegnato per alcuni anni, nella nota introduttiva bio-bibliografica a \u00abRitratto di signora\u00bb di Henry James (titolo originale: \u00abThe Portrait of a Lady\u00bb, pubblicato a puntate nel 1880-1881; traduzione dall&#8217;americano di Pina Sergi Ragionieri, Roma, Newton &amp; Compton Editori, 2006, p. 17):<\/p>\n<p><em>\u00abLa storia dell&#8217;infanzia e dell&#8217;adolescenza di James \u00e8 una storia di precoci esperienze intellettuali: le letture a voce alta che avvengono nel salotto di casa sua e che ascolta di nascosto quando gli adulti lo credono a letto, la passione per il teatro mista a un senso di esclusione quando lo &quot;immagina&quot; grazie ai racconti dei genitori e del fratello maggiore, William. C&#8217;\u00e8 poi la misteriosa vicenda dell&#8217;incubo del Louvre: la sensazione (vera? sognata?) che qualcuno stia cercando di penetrare nella galleria dell&#8217;Apollon, dove si trova solo e indifeso; la decisione disperata di rovesciare la situazione, aprendo violentemente quella porta e cercando di spaventare a sua volta l&#8217;essere orrendo e indistinto che lo minaccia: cos\u00ec, vedremo, Spencer Brydon inseguir\u00e0 il fantasma in &quot;The Jolly Corner&quot; (&quot;L&#8217;angolo ameno&quot;, 1906), e cos\u00ec in un certo senso si comporta anche la governante che racconta &quot;The Turn of the Screw&quot; (&quot;Giro di vite&quot;, 1898), quando mettendosi al posto del fantasma di Miss Jessel spaventa la povera Mrs Grove.<\/em><\/p>\n<p><em>Ancora pi\u00f9 oscura e misteriosa &#8212; e a lungo dibattuta da studiosi e analisti dilettanti &#8212; la vicenda dell&#8217;&quot;orribile ferita&quot; alla schiena che, in seguito all&#8217;aiuto volontario prestato durante un incendio a Newport, dove allora viveva, doveva subire all&#8217;et\u00e0 di diciassette anni, non potendo pi\u00f9 in seguito partecipare alla Guerra Civile e continuando a soffrire di non precisati dolori: c&#8217;\u00e8 chi ha voluto identificare questa ferita con una sorta di castrazione, o comunque le ha voluto attribuire un peso determinante, anche se su un piano pi\u00f9 che altro psicopatologico, nelle future inibizioni e paure che avrebbero caratterizzato la vita dello scrittore.\u00bb<\/em><\/p>\n<p>Sebbene Henry James ci abbia abituati, attraverso romanzi dalla delicatissima trama psicologica, come \u00abIl giro di vite\u00bb, ad accostarci con un certo rispetto al mondo interiore dei bambini, e a non aver fretta di giudicarlo secondo le categorie dell&#8217;io adulto, ma a cogliere le sue impalpabili sfumature, le sue segrete allusioni, la sottigliezza e l&#8217;elusivit\u00e0 dei suoi confini, restiamo ugualmente colpiti e imbarazzati nel decidere quale grado di verit\u00e0 e quale tipo di significato si debba attribuire a questi due episodi: tanto pi\u00f9 che lo stesso James, da parte sua, non sembra essere mai riuscito a sciogliere il nodo di questi interrogativi.<\/p>\n<p>Davvero c&#8217;era qualcuno dietro quella porta, nella galleria d&#8217;Apollon, al Museo del Louvre: qualcuno che cercava di forzarla, di entrare, di irrompere brutalmente e minacciosamente, per gettarsi su quel bambino solo e indifeso, che, in quel momento, nessun adulto sarebbe venuto a proteggere, e del cui imminente pericolo nessuno si era accorto? O era solo immaginazione? O forse un sogno, in seguito confuso con lo stato di veglia? O, ancora, una specie di sogno ad occhi aperti, un sogno estemporaneo e febbricitante, avvenuto in uno stato di dormiveglia, di coscienza allentata, quando la mente non \u00e8 ancora interamente assopita, ma non \u00e8 nemmeno ben desta, e ondeggia confusamente fra i due stati, come indugiando nella misteriosa terra di nessuno?<\/p>\n<p>Certo, \u00e8 possibile anche una spiegazione molto pi\u00f9 semplice e banale: qualcuno cercava di aprire quella porta, ma non era una creatura imponderabile e terrificante; era, n\u00e9 pi\u00f9 n\u00e9 meno, un impiegato o un custode, o magari un uomo o una donna delle pulizie, che aveva scordato le chiavi, e che, irritato della propria dimenticanza, e non volendo tornare indietro a cercarle, o non volendo far sapere che le aveva scordate, tentava ugualmente di introdursi nella galleria, scuotendo la maniglia e spingendo la porta con forza, cos\u00ec, pi\u00f9 per sfogare il proprio disappunto che con la reale speranza di riuscire ad entrare.<\/p>\n<p>\u00c8 chiaro che, per un bambino che si trovi momentaneamente da solo, in un luogo ignoto, vasto e vagamente minaccioso, come una grande galleria di un antico, grandissimo museo, anche un fatto in se stesso modesto, quasi insignificante, pu\u00f2 assumere risonanze grandiose, e colorirsi di tinte inedite, vagamene paurose. Ma \u00e8 altrettanto chiaro che l&#8217;io adulto non possiede alcun mezzo per appurare di che genere sia stata una tale esperienza: perch\u00e9 per il bambino, come per il mistico, una chiara e netta distinzione tra il &quot;dentro&quot; e il &quot;fuori&quot;, tra esperienza soggettiva e realt\u00e0 oggettiva, non esiste affatto, n\u00e9 potrebbe esistere. Le &quot;voci&quot; non sono, a rigor di termini, n\u00e9 dentro&quot;, n\u00e9 &quot;fuori&quot;: provengono, semplicemente, da un&#8217;altra dimensione. Il che non significa, lo ripetiamo, che siano voci puramente immaginarie. Forse sono voci che anche noi adulti potremmo udire, a determinate condizioni; solo che ne escludiamo a priori la possibilit\u00e0, e, con questo, ci precludiamo la strada da noi stessi.<\/p>\n<p>Anche i &quot;compagni di gioco&quot; misteriosi, che sono presenti nell&#8217;infanzia di bambini particolarmente solitari: siamo proprio sicuri che esistano solo all&#8217;interno della loro sfera fantastica? Siamo proprio sicuri che la sfera fantastica e la sfera del mondo &quot;reale&quot; siano totalmente separate, e che, talvolta, non possa aprirsi una porta fra l&#8217;una e l&#8217;altra, cos\u00ec da porle in comunicazione reciproca? Lo stesso ordine di ragionamenti vale per il secondo episodio riferito da Henry James, quello della &quot;orribile&quot; e misteriosa ferita ricevuta alla schiena, mentre si prodigava per lo spegnimento d&#8217;un incendio: ferita reale, ferita immaginaria? E chi potrebbe mai affermarlo con assoluta sicurezza? Forse, come diceva Shakespeare ne \u00abLa tempesta\u00bb, la vita stessa \u00e8 un sogno, fatta della stessa sostanza dei sogni.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>I bambini vivono in un mondo che non \u00e8 il nostro mondo; bench\u00e9 noi adulti, appunto in quanto adulti, riteniamo di disporre degli strumenti concettuali per<span class=\"excerpt-hellip\"> [\u2026]<\/span><\/p>\n","protected":false},"author":2,"featured_media":30163,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"_jetpack_memberships_contains_paid_content":false,"footnotes":""},"categories":[25],"tags":[92],"class_list":["post-25594","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-letteratura","tag-altro"],"jetpack_featured_media_url":"https:../../../../fides-et-ratio.it/wp-content/uploads/2023/10/categoria-letteratura.jpg","jetpack_sharing_enabled":true,"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/25594","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/users\/2"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/comments@post=25594"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/25594\/revisions"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/media\/30163"}],"wp:attachment":[{"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/media@parent=25594"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/categories@post=25594"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/tags@post=25594"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}