{"id":25589,"date":"2015-09-22T04:45:00","date_gmt":"2015-09-22T04:45:00","guid":{"rendered":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/2015\/09\/22\/konrad-henlein-e-i-sudeti-nel-1938-riesaminare-serenamente-la-questione\/"},"modified":"2015-09-22T04:45:00","modified_gmt":"2015-09-22T04:45:00","slug":"konrad-henlein-e-i-sudeti-nel-1938-riesaminare-serenamente-la-questione","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/2015\/09\/22\/konrad-henlein-e-i-sudeti-nel-1938-riesaminare-serenamente-la-questione\/","title":{"rendered":"Konrad Henlein e i Sudeti nel 1938: riesaminare serenamente la questione"},"content":{"rendered":"<p>Amarissimo destino, quello di Konrad Henlein e anche quello di tutto il suo popolo: il popolo dei Sudeti, cio\u00e8 di quegli abitanti di lingua e cultura tedesca, insediati da secoli nelle regioni montuose della Boemia, che fino al 1918 fecero parte della Cisleithania, ossia la parte austriaca della Duplice monarchia austro-ungarica, e che, con la nascita della Cecoslovacchia, divennero stranieri in patria, membri di una grossa minoranza temuta e malvista, che il governo di Praga considerava una specie di <em>enclave<\/em> straniera, e potenzialmente nemica, entro il proprio territorio.<\/p>\n<p>Poich\u00e9 la loro richiesta di autodeterminazione, e cio\u00e8, in ultima analisi, di ritorno alla Germania (all&#8217;Austria era stato a suo tempo proibito, da una clausola del trattato di pace di Saint Germain en Laye, di fare la stessa cosa), non venne mai presa in considerazione dal governo cecoslovacco, e poich\u00e9 la soddisfazione di quelle richieste coincise con la conferenza di Monaco, su cui la storiografia democratica ha steso un velo di obbrobrio, nonch\u00e9 con il preambolo per la distruzione della Cecoslovacchia, i Sudeti sono stati visti come un gruppo etnico che aveva spianato la strada a Hitler e contribuito alla scoppio della Seconda guerra mondiale. Le loro aspirazioni nazionali non sono state valutate con imparzialit\u00e0; si \u00e8 negata loro qualunque attenuante, qualsiasi indulgenza: e si \u00e8 steso un pesantissimo silenzio sul fatto che nel 1945, al termine della guerra, essi vennero scacciati dal loro Paese, subendo una radicale &quot;pulizia etnica&quot;, ancor peggiore di quella che subirono gli Italiani dell&#8217;Istria, di Fiume e della Dalmazia, anche perch\u00e9 moltiplicata per dieci: se i Giuliani in fuga erano stati circa 300.000, i Sudeti costretti a fuggire furono 3.000.000.<\/p>\n<p>Quanto a Konrad Henlein, il loro capo carismatico, un avvocato nato a Mattersdorf nel 1898, da padre tedesco e madre slava, e morto suicida, presso Pilsen, nel 1945, dopo essere stato fatto prigioniero dalle Forze armate statunitensi, per non dover rispondere delle accuse che gli avrebbero rivolto come <em>Gauleiter<\/em> dei Sudeti (chiss\u00e0 se lo avrebbero spedito a Norimberga pure lui), nel suo tragico destino gli storici non hanno visto nulla che li muovesse dalla loro granitica certezza che egli se l&#8217;era pienamente meritato e che il &quot;crimine&quot; di aver consegnato i Sudeti a Hitler (con questa parola si indicano sia gli abitanti di etnia tedesca, sia la regione stessa) lo esclude dalla loro <em>pietas<\/em>, che pure non si nega neppure ai cosacchi, ucraini e russi i quali, dopo aver combattuto contro Stalin, gli furono riconsegnati dagli eserciti alleati nel 1945, affinch\u00e9 li sterminasse.<\/p>\n<p>Un buon esempio di come sia ancora assai difficile fare serenamente la storia di quelle vicende \u00e8 offerto, fra gli altri, dal saggio dell&#8217;americano Keith Eubanck, scritto secondo i canoni classici della vulgata politicamente corretta, intitolato semplicemente \u00abMonaco\u00bb (titolo originale: \u00abMunich\u00bb, University of Oklahoma Press, 1963; traduzione dall&#8217;inglese di Amos Nannini, Milano, Federico Motta Editore, 1965, pp.6-7, 9-10):<\/p>\n<p>\u00ab&#8230; Hitler fu costretto ad agire cautamente in politica estera finch\u00e9 il riarmo non pot\u00e9 essere portato a termine. Intanto la sua politica aggressiva nei confronti dei cechi dovette essere promossa dal partito dei tedeschi sudeti, una organizzazione nazista capeggiata da Konrad Henlein. Coi suoi occhiali non cerchiati, Henlein sembrava un uomo sincero che perseguisse la giustizia per il suo popolo. Veterano dell&#8217;esercito austriaco, combatt\u00e9 sul fronte italiano finch\u00e9 fu preso prigioniero nel 1918. Dopo la guerra divenne impiegato di banca e successivamente insegnante di ginnastica, viaggiando per la regione dei Sudeti come capo della associazione ginnica tedesca. Accett\u00f2 il comando dei nazisti sudetici. Su invito del partito del Reich, nel 1933, Heinlein si trasfer\u00ec ad Asch, circondato da tre parti dalla Germania e a due miglia dalla frontiera.<\/p>\n<p>Al 1935m, Hitler era pronto a estendere l&#8217;azione del suo partito poich\u00e9 ricevette un sussidio da Berlino. Ricorrendo a minacce, violenze, boicottaggi, percosse, il partito di Henlein si fece portavoce dei tedeschi sudetici. Ben presto si pens\u00f2 che le smanie dei nazisti esprimessero i desideri di tre milioni e mezzo di tedeschi sudetici. Vi erano altri partiti politici fra i sudeti che non desideravano diventare parte del Terzo reich, ma le loro voci non si facevano sentire o rimanevano ignorate.<\/p>\n<p>Il sudeto medio voleva meno controllo da parte di Praga e un certo gradi di autonomia. Voleva polizia e funzionari tedeschi, ma non necessariamente nazisti. Voleva un mercato adatto per i prodotti sudeti, e forse immaginava che la Germania lo avrebbe procurato. Contrariamente ai cugini tedeschi, aveva libert\u00e0 di criticare il governo e di leggere i giornali che si lamentavano dei funzionari cechi e del presidente Bene\u0161. [&#8230;]<\/p>\n<p>Per porre un freno alle crescenti richieste da parte dei sudeti, il 18 febbraio 1937, il governo cecoslovacco offr\u00ec delle concessioni [a quello di Berlino]. Le ordinazioni governative di manufatti sarebbero state stabilite in conformit\u00e0 al grado di necessit\u00e0 delle singole aree. Nelle zone tedesche i lavoratori del posto sarebbero stati assunti in via preferenziale. Sarebbero stati concessi sussidi a seconda della necessit\u00e0 della zona. Il governo promise modifiche delle norme linguistiche. Il 28 febbraio Henlein replic\u00f2 richiedendo l&#8217;autonomia e la rettifica degli errori commessi nel 1919. La situazione era ormai chiara: un gruppo legato alla Germania nazista esigeva un provvedimento che metteva a repentaglio la sicurezza dello stato cecoslovacco. Le richieste di Henlein furono respinte.<\/p>\n<p>Il 16 settembre, il primo ministro cecoslovacco Milan Hodzha si incontr\u00f2 privatamente con Henlein nella propria residenza ufficiale. Henlein chiese l&#8217;autodeterminazione, definendola come autonomia, accus\u00f2 il governo di sostenere la propria opposizione e di non fare che chiacchiere per la soluzione del problema ceco-sudetico. Hodzha si lament\u00f2 che la questione dei sudeti turbasse le relazioni fra Berlino e Praga. Un diretto intervento di Berlino non sarebbe stato permesso e Henlein ribatt\u00e9 che non sapeva cosa rispondere, perch\u00e9 questi non erano affari suoi. Il primo ministro voleva andare pienamente d&#8217;accordo coi sudeti. Sebbene favorisse un miglioramento nei rapporti con il partito di Henlein, chiese a quest&#8217;ultimo di evitare di far apparire il partito dei sudeti come un affiliato dell&#8217;hitlerismo.<\/p>\n<p>Henelein non fece promesse.<\/p>\n<p>Le affermazioni di Henlein non avevano alcun significato. Il suo scopo era la distruzione dello stato cecoslovacco attraverso le richieste di autonomia. Egli, col suo vittimismo, voleva accaparrarsi le simpatie delle nazioni piene di rimorsi per il trattato di Versailles. Fino a nuovo ordine, si impegn\u00f2 con Berlino a celare la natura nazionalsocialista del suo partito e ad apparire vero democratico. Le sue mire, cio\u00e8 l&#8217;annessione al Reich delle zone dei sudeti, rimasero immutate. Nell&#8217;Europa centrale, Hitler aveva adesso una quinta colonna pronta ad abbattere al suo cenno l&#8217;indipendenza cecoslovacca.\u00bb<\/p>\n<p>Ebbene, questa pagina di prosa \u00e8 un buon esempio di come <em>non<\/em> si dovrebbe fare storia; di come uno storico <em>non<\/em> dovrebbe ragionare ed esprimersi; di come <em>non<\/em> si capisca nulla del passato, se non ci si pone di fronte ad esso con un minimo d&#8217;indipendenza concettuale e di spirito imparziale. Tutto trasuda faziosit\u00e0 e distorsione dei fatti; non c&#8217;\u00e8 un solo rigo che non tradisca un atteggiamento accusatorio e giudicante nel medesimo tempo. E la cosa pi\u00f9 spiacevole \u00e8 che esso si inscrive nella vulgata di coloro che hanno vinto la guerra e che, pertanto, non si danno alcuna pena per essere, o almeno cercare di essere, oggettivi e spassionati: per cui alla faziosit\u00e0 del partigiano si somma la vilt\u00e0 del vincitore, che sa di non poter essere smentito o contraddetto, perch\u00e9 egli rappresenta la versione ufficiale e definitiva della storiografia, quella &quot;buona&quot;; l&#8217;altra, invece, quella &quot;cattiva&quot;, \u00e8 condannata al silenzio e all&#8217;infamia e non deve nemmeno osare di alzare la testa.<\/p>\n<p>Partiamo dall&#8217;inizio. Henlein <em>sembrava un uomo sincero che perseguisse la giustizia per il suo popolo<\/em>; sembrava, si badi, ma non lo era; per giunta portava gli occhiali non cerchiati, come le persone comuni e non come i capi nazisti (ma dove ha studiato la storia, il signor Keith Eubanck: sui telefilm di Hollywood o sui fumetti di <em>Sturmptruppen<\/em>?), il che, evidentemente, \u00e8, &#8211; viste le cose a posteriori &#8211; un inequivocabile segno di doppiezza e malafede, perch\u00e9 Henlein, con quegli occhiali non cerchiati, mirava a farsi passare per una persona onesta e leale, mentre nel suo cuore tenebroso meditava gi\u00e0 il nefando tradimento della sua patria (patria dei Sudeti, tedeschi da innumerevoli generazioni: la Cecoslovacchia).<\/p>\n<p>Che Henlein, inizialmente, quando mise in piedi il movimento e poi il partito tedesco dei Sudeti, non fosse ancora nazista, anzi, non lo fosse affatto, questa eventualit\u00e0 non sembra sfiorare lo storico americano; egli vede solo ci\u00f2 che \u00e8 disposto a vedere e ad accettare. Eppure sappiamo che Henlein ader\u00ec al partito nazista solo nell&#8217;ottobre del 1938, dopo l&#8217;accordo di Monaco e l&#8217;annessione dei Sudeti alla Germania; e che egli si era adattato a cooperare con esso solo a partire dal novembre del 1937, cio\u00e8 dopo pi\u00f9 di un lustro dalla nascita del Fronte Patriottico tedesco dei Sudeti (<em>Sudetendeutschen Heimatfront<\/em>), divenuto poi Partito tedesco dei Sudeti (<em>Sudetendeuschen Partei<\/em>). Alla storico non \u00e8 lecito fare il processo alle intenzioni; e, se fa delle ipotesi o delle congetture, deve dirlo: altrimenti, bisogna che si attenga ai fatti. E i fatti sono questi: che Henlein non era nazista, ma lo divenne solo dopo l&#8217;annessione; che, per anni, guid\u00f2 i suoi connazionali dei Sudeti in maniera autonoma da Berlino; che accett\u00f2 un coordinamento con il Partito nazionalsocialista solo quando si convinse, a torto o a ragione, che non c&#8217;era da sperare in una vera autonomia da parte del governo di Praga e che il Terzo Reich era nelle condizioni di potere e volere assumersi il patrocinio delle aspirazioni nazionali dei Sudeti. Infine, che la montatura dei suoi occhiali non ha niente a che fare con le sue convinzioni politiche, con la sua sincerit\u00e0 o con la sua strategia, visto che la realt\u00e0 della politica non \u00e8 la stessa cosa di un film di Charlie Chaplin.<\/p>\n<p>Poi Eubanck si sofferma a spiegare che molti Sudeti non erano nazisti, cosa certamente vera, e che la maggioranza di loro si sarebbe accontentata di una seria autonomia, cosa altrettanto vera, o, per dir meglio, probabile (a rigore, infatti, non abbiamo elementi certi per sostenere l&#8217;una o l&#8217;altra tesi): non si chiede affatto, per\u00f2, quanta parte di responsabilit\u00e0 abbia avuto il governo cecoslovacco nello spingere codesti Sudeti, pacifici e potenzialmente leali cittadini, nelle braccia di Hitler e del nazismo, perch\u00e9 fra i suoi compiti di studioso della storia non rientra quello di verificare eventuali torti della parte lesa, cio\u00e8 di quei governi che finirono vittime dell&#8217;espansionismo nazista. Egli, pertanto, d\u00e0 per scontato che le colpe furono sempre e solo dei &quot;cattivi&quot;, ossia dei nazisti e della Germania: come avrebbe potuto essere altrimenti? E aggiunge immediatamente, con una petulanza poco appropriata in sede storica, che quegli stessi Sudeti che si lamentavano del governo di Praga, potevano per\u00f2, intanto, leggere i giornali in cui le loro critiche venivano rappresentate, cosa che mai avrebbe potuto accadere se fossero gi\u00e0 stati cittadini del Reich germanico.<\/p>\n<p>Questo \u00e8 un tipico caso di incongruenza logica e metodologica: che c&#8217;entra l&#8217;osservazione sulla libert\u00e0 di stampa, quando si sta parlando del diritto all&#8217;autodecisione dei popoli, gi\u00e0 promesso dai &quot;14 punti&quot; del presidente Wilson fin dal 1917, per cui non c&#8217;\u00e8 il minimo dubbio che i Sudeti, bench\u00e9 liberi di leggere il giornale, non erano per\u00f2 liberi di adoperare la loro lingua, di amministrare le loro regioni, di decidere il proprio destino? Non potendo negare un fatto, e cio\u00e8 che tre milioni e mezzo (ripetiamo: <em>tre milioni e mezzo<\/em>) di cittadini cecoslovacchi erano, in realt\u00e0 tedeschi, e che erano discriminati nella loro stessa patria, si rinfaccia loro, retrospettivamente, la grettezza e l&#8217;ottusit\u00e0 di non aver saputo apprezzare i vantaggi della democrazia: perch\u00e9 nella democratica Cecoslovacchia esisteva una Costituzione che rendeva legittimo il dissenso, anche se la loro libert\u00e0 terminava l\u00ec e, per tutto ci\u00f2 che non riguardava le chiacchiere e le nobili dichiarazioni di principio, ma i fatti concreti, quei tre milioni e mezzo di persone dovevano rimettersi al buon volere del governo cecoslovacco. Del governo, cio\u00e8, di uno Stato del tutto artificiale, formato da una minoranza di Cechi e da massicce popolazioni di Slovacchi, Tedeschi, Ungheresi, Ucraini della Rutenia Subcarpatica, Polacchi del distretto di Teschen, che era stato imposto dai vincitori della Prima guerra mondiale, i quali presero le loro decisioni ignorando qualunque riserva o protesta da parte dei vinti, e senza indire alcun esplicito <em>referendum<\/em> circa il destino complessivo dell&#8217;Austria-Ungheria. Di un governo che, nel 1945, a guerra finita, non aspettava altro che potersi vendicare&#8230;<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Amarissimo destino, quello di Konrad Henlein e anche quello di tutto il suo popolo: il popolo dei Sudeti, cio\u00e8 di quegli abitanti di lingua e cultura<span class=\"excerpt-hellip\"> [\u2026]<\/span><\/p>\n","protected":false},"author":2,"featured_media":30184,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"_jetpack_memberships_contains_paid_content":false,"footnotes":""},"categories":[10],"tags":[86,156],"class_list":["post-25589","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-storia-contemporanea","tag-adolf-hitler","tag-germania"],"jetpack_featured_media_url":"https:../../../../fides-et-ratio.it/wp-content/uploads/2023/10/categoria-storia-contemporanea.jpg","jetpack_sharing_enabled":true,"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/25589","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/users\/2"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/comments@post=25589"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/25589\/revisions"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/media\/30184"}],"wp:attachment":[{"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/media@parent=25589"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/categories@post=25589"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/tags@post=25589"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}