{"id":25586,"date":"2015-02-04T11:59:00","date_gmt":"2015-02-04T11:59:00","guid":{"rendered":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/2015\/02\/04\/perfidia-cinismo-e-ipocrisia-di-heine-nella-sua-disputa-con-platen\/"},"modified":"2015-02-04T11:59:00","modified_gmt":"2015-02-04T11:59:00","slug":"perfidia-cinismo-e-ipocrisia-di-heine-nella-sua-disputa-con-platen","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/2015\/02\/04\/perfidia-cinismo-e-ipocrisia-di-heine-nella-sua-disputa-con-platen\/","title":{"rendered":"Perfidia, cinismo e ipocrisia di Heine nella sua disputa con Platen"},"content":{"rendered":"<p>Gli intellettuali &quot;progressisti&quot; hanno questo di specifico: che si credono moralmente migliori del resto dell&#8217;umanit\u00e0, e specialmente dei loro avversari &quot;conservatori&quot; (o, peggio, &quot;reazionari&quot;): non lo affermano, lo danno per scontato; non \u00e8 una tesi che essi portano avanti, ma un atteggiamento pratico che assumono costantemente, una vera e propria &quot;forma mentis&quot;.<\/p>\n<p>Ora, poich\u00e9 il progressista dei nostri giorni \u00e8 un paladino indefesso dei diritti umani e dei diritti civili, gli piace immaginarsi come l&#8217;eterno portabandiera di quei valori di pluralismo, libert\u00e0 e tolleranza che la cultura odierna riconosce, in linea di massima, anche e soprattutto nella sfera della vita privata di ciascuno. Invece, sorpresa!, le cose non stanno affatto cos\u00ec: e basta andare indietro di pochi decenni, di pochi anni, per rendersi conto che, sovente, proprio essi sono stati i pi\u00f9 maligni, i pi\u00f9 cinici e i pi\u00f9 ipocriti difensori della &quot;morale comune&quot; contro il diritto alla libera determinazione dell&#8217;individuo nell&#8217;ambito della vita privata.<\/p>\n<p>La cultura che si autodefinisce progressista, in Italia, si identifica, sostanzialmente, con quella di sinistra, e particolarmente con quella di matrice marxista (o neo-marxista, o cripto-marxista): ebbene, chi non ricorda quanta malignit\u00e0, quanta perfidia, quanto moralismo becero e sprezzante mostrarono i suoi esponenti nei confronti della figura di Pier Paolo Pasolini, il grande eretico, anche e soprattutto nel momento della sua tragica morte? A essere prese di mira non erano solo le sue idee politiche e sociali, ma proprio la sua vita privata e la sua inclinazione omosessuale: e la condanna era unanime, anche se raramente aveva la franchezza d&#8217;essere chiara ed esplicita. Pi\u00f9 spesso era obliqua, era perfidamente sottintesa, era un dire e un non dire: in questo, l&#8217;unica differenza fra il vecchio militante del P. C.I., che disprezzava Pasolini perch\u00e9 andava, pagandoli, coi &quot;ragazzi di vita&quot;, e il raffinato intellettuale di qualche rivista prestigiosa nel santuario della cultura &quot;alta&quot;, erano solo la maggiore falsit\u00e0, la maggiore ipocrisia dimostrate da quest&#8217;ultimo, rispetto alla rozza intolleranza del primo.<\/p>\n<p>Potremmo fare parecchi altri esempi di questa verit\u00e0: i &quot;progressisti&quot; non sono affatto all&#8217;avanguardia in senso assoluto, ma relativo; le battaglie di libert\u00e0 che conducono, sono sempre quelle che la societ\u00e0, sostanzialmente, ha gi\u00e0 vinto: ed essi corrono ad aiutare il vincitore, credendosi per\u00f2, ogni volta, i veri artefici della vittoria, nonch\u00e9 i suscitatori del risveglio delle coscienze e i fustigatori del vizio e di ogni forma di oscurantismo. Il loro moralismo, spesso bigotto e ipocrita, \u00e8 quello che risponde ai sentimenti pi\u00f9 largamente diffusi nella societ\u00e0: sembra che combattano, tutti solo, all&#8217;avanguardia, in realt\u00e0 suonano il piffero per il vincitore di turno.<\/p>\n<p>Bisogna sempre tener presente questo fatto: il progressista si sente moralmente migliore dei comuni mortali, politicamente pi\u00f9 illuminato, culturalmente pi\u00f9 aperto e tollerante. Per cui, quando ricorre alla coercizione, o quando approva i metodi spicci per imporre la sua visione del mondo, non ha mai la franchezza di chiamare le cose con il loro nome: le sue battaglie sono sempre battaglie per la civilt\u00e0, per la giustizia, per la democrazia; e, se proprio deve fare le guerre, non le chiama con questo orribile nome, ma le battezza &quot;operazioni umanitarie&quot; o qualcosa del genere.<\/p>\n<p>Il motivo di questa contraddizione \u00e8 abbastanza evidente. Il progressista \u00e8, per definizione, un sostenitore della bont\u00e0 intrinseca della natura umana: se no, come potrebbe sostenere che tutte le ingiustizie e tutte le sopraffazioni derivano da una mancanza di libert\u00e0, e mai da un suo eccesso? Dunque, egli \u00e8 anche un laicista: che il bene e il male siano concetti umani, elaborati dall&#8217;uomo mediante il patto sociale, \u00e8, per lui, una verit\u00e0 cos\u00ec evidente, da non aver bisogno di ulteriore dimostrazione. Ma da ci\u00f2 consegue anche che il progressista non ha alcun valore permanente sul quale fondarsi: bene e male, giusto e ingiusto, vero e falso, sono idee puramente umane, dunque relative, dunque transitorie: egli applaude oggi quello che aborriva ieri, e quello che odier\u00e0 domani. L&#8217;importante, per lui, \u00e8 essere sempre contro la tradizione, identificata come il concentrato di tutti i mali: solo che la tradizione, quando viene da lui criticata, sbeffeggiata e vilipesa, \u00e8 sempre quella di un giorno prima.<\/p>\n<p>Tornando all&#8217;esempio precedente, quello di Pasolini: quegli stessi progressisti che oggi strepitano perch\u00e9 il Parlamento vari delle leggi contro l&#8217;omofobia e che esigono il riconoscimento del matrimonio fra omosessuali, con tanto di legittimazione della loro potest\u00e0 genitoriale, sono, in gran parte, esattamente gli stessi che trenta o quarant&#8217;anni fa biasimavano lo scrittore friulano, non per le sue convinzioni, ma per la sua diversit\u00e0 sessuale. Eppure non si accorgono della contraddizione; e, se gliela si facesse notare, probabilmente risponderebbero che \u00e8 logico che sia cos\u00ec, poich\u00e9 non esistono verit\u00e0 eterne, la verit\u00e0 \u00e8 sempre &quot;politica&quot;, nel senso che essa \u00e8 commisurata alle circostanze storico-sociali. Come avrebbe detto il buon Taine, altro padre nobile del progressismo: la razza, l&#8217;ambiente, il momento storico, et voil\u00e0, il gioco \u00e8 fatto, noi possiamo addirittura stabilire in anticipo quel che sar\u00e0 di Tizio, di Caio, della societ\u00e0 intera.<\/p>\n<p>Nessuna sorpresa: sono fatti cos\u00ec. Ieri inneggiavano a Stalin e plaudivano all&#8217;invasione sovietica dell&#8217;Ungheria; oggi inneggiano a Obama e lo esortano alla crociata &quot;umanitaria&quot; contro la Siria. Sono proprio gli stessi, fisicamente gli stessi: non ravveduti, non contriti, tanto meno pentiti: si credono d&#8217;essere oggi, come ieri, gli alfieri del progresso, della libert\u00e0 e della democrazia (solo che allora chiamavano quest&#8217;ultima &quot;democrazia popolare&quot;, strana espressione che voleva dire l&#8217;esatto contrario del concetto &quot;classico&quot; di democrazia, ossia il totalitarismo pi\u00f9 smaccato). Non conoscono rossore, non conoscono pudore; non sanno cosa sia la vergogna. Hanno la verit\u00e0 in tasca, sempre, perch\u00e9 marciano al passo con il Progresso: e chi potrebbe mai contraddirli?<\/p>\n<p>Un caso che potremmo definire classico di questa contorta psicologia \u00e8 offerto dalla sgradevole e impietosa disputa che oppose due poeti tedeschi nei primi anni dell&#8217;Ottocento, Heinrich Heine (1797-1856) e August von Platen (1796-1835); disputa che degener\u00f2 quasi subito dall&#8217;ambito strettamente letterario, poich\u00e9 Heine si era sentito indirettamente attaccato da Platen, a quello della livida malignit\u00e0 e della perfida insinuazione, allorch\u00e9 il primo accus\u00f2 il secondo, nell&#8217;opera \u00abBagni di Lucca\u00bb (1828), di essere un omosessuale, cio\u00e8, secondo la morale corrente dell&#8217;epoca, un &quot;pervertito&quot;. I colpi bassi, \u00e8 giusto ricordarlo, furono scambiati da ambo le parti; e Platen non si trattenne dal colpire l&#8217;avversario nel punto che credeva pi\u00f9 sensibile, accusandolo di essere un &quot;ebreo&quot; (cosa peraltro vera, anche se nel 1825 egli si era convertito al protestantesimo, mutando il nome di battesimo, Harry, nel pi\u00f9 &quot;ariano&quot; Heinrich); ma quelli che sferr\u00f2 quest&#8217;ultimo ebbero una diabolica intenzionalit\u00e0 maligna. Egli colp\u00ec l\u00e0 dove sapeva di poter macchiare per sempre l&#8217;onore e la reputazione del rivale, e lo fece con la lama pi\u00f9 affilata possibile, intinta nel veleno del sarcasmo; tanto che la morte di Platen \u00e8, quasi certamente, da porre in relazione con quelle accuse e con quell&#8217;onta &#8211; anche se la causa ufficiale fu un&#8217;epidemia di colera contratta in Italia -: cosa che gi\u00e0 all&#8217;epoca erano in molti a pensare. E il marchio, da allora, \u00e8 rimasto definitivamente: \u00e8 noto che Thomas Mann, nello scrivere il suo celebre romanzo breve \u00abLa morte a Venezia\u00bb, ha inteso descrivere, oltre che se stesso, anche August von Platen, mostrando la sua &quot;fuga&quot; in Italia come originata dal bisogno di soddisfare i suoi impulsi omosessuali.<\/p>\n<p>Heine, insomma, adoper\u00f2 contro Platen la stessa arma che, pi\u00f9 tardi, avrebbero adoperato tanti benpensanti della societ\u00e0 vittoriana contro Oscar Wilde: il disprezzo, la squalificazione morale non per qualcosa che il suo avversario aveva fatto, ma per il suo modo di essere, tout-court, per la sua intrinseca natura, che lo portava ad essere attratto dai ragazzi e non dalle donne. Eppure, anche quei benpensanti inglesi erano, in gran parte, o si consideravano, dei &quot;progressisti&quot;: avevano applaudito le opere teatrali e letterarie di Wilde, se lo erano conteso nei salotti, lo avevano circondato di ammirazione, proprio per le sue idee e i suoi atteggiamenti spregiudicati. Ma c&#8217;era un limite ben preciso che la loro ipocrisia e la loro doppia morale non consentiva che fosse oltrepassato: e quando il celebre poeta, il beniamino della colta e brillante societ\u00e0 vittoriana, l&#8217;ebbe varcato &#8211; peraltro senza rendersene conto e cacciandosi con immensa ingenuit\u00e0 in quel pasticcio che lo avrebbe stritolato e ne avrebbe perfino decretato la morte civile -, non esitarono nemmeno un istante prima di abbandonarlo al suo ignominioso destino.<\/p>\n<p>La questione \u00e8 stata ben sintetizzata da Ove Brusendorff e Paul Henningsen nel saggio \u00abStoria dell&#8217;erotismo\u00bb (titolo originale: \u00abAn history of eroticism\u00bb, Thaning e Appels\u00bb, 1963; traduzione dal&#8217;inglese di Franco Rayner, Torino, Dellavalle Editore, 1971, vol. 2, pp. 151-8 passim):<\/p>\n<p>Coloro che hanno letto le sarcastiche e satiriche accuse di Heinrich Heine in &quot;B\u00e4dern von Lucca&quot; contro il fratello poeta Conte August von Platen Hallerm\u00fcnde come basse maldicenze o cattive manifestazioni di una immaginazione perversa, devono rivedere le loro opinioni, poich\u00e9 dopo che siamo venuti a conoscenza dei &quot;Diari di Platen&quot;, che parlano della vita pi\u00f9 intima del poeta, noi vi scopriamo invece la tragedia e la tortura di un essere umano che \u00e8 perfettamente consapevole di provare amore per il proprio sesso. [&#8230;]<\/p>\n<p>Della sensibilit\u00e0 di Platen, che vibrava in tutte le espressioni della sua vita, Heine naturalmente non aveva la pi\u00f9 piccola nozione, quando cos\u00ec spietatamente lo rappresent\u00f2 come &quot;un gentleman depravato che si dimena in prosodia. La conoscenza di Heine circa la natura di Platen si basava su maldicenze e pettegolezzi, infatti i due non si incontrarono mai.\u00bb<\/p>\n<p>Heine scrive, e scrive con il talento spiacevole di un polemico eccellente, della vita di Platen in Monaco dove egli veniva elogiato in particolare modo per la sua gentilezza verso i giovani, con i quali egli era la modestia personificata; come con tal gentilezza e modestia riusciva a ottenere di andarli a trovare in camera dove naturalmente le sue buone e gentili maniere potevano creare seri problemi. Maliziosamente Heine cit\u00f2 una delle magnifiche elegie di Platen, che nel suo contesto aveva un effetto sconcertante. [&#8230;]<\/p>\n<p>\u00c8 difficile per l&#8217;uomo moderno capire perch\u00e9 Heine us\u00f2 tante armi contro Platen, e perch\u00e9 gli dimostr\u00f2 una tale ostilit\u00e0. [&#8230;]<\/p>\n<p>A quel tempo [quando inizi\u00f2 l&#8217;affaire, nel 1827] Heine era in Italia, dove aveva incontrato una intima conoscenza di Platen, lo storico d&#8217;arte Freiherr von Rumohr, il quale gli aveva detto che doveva aspettarsi qualcosa di pi\u00f9 da parte di Platen. Quando Heine ritorn\u00f2 ad Amburgo nel novembre del 1829, egli trov\u00f2 la vendetta di Platen, la commedia &quot;Der romantische Oedipus&quot; che lo colp\u00ec nel suo punto pi\u00f9 vulnerabile: la sua discendenza ebraica. In questa commedia si potevano leggere espressioni come &quot;l&#8217;orgoglio della Sinagoga&quot;, il &quot;seme di Abramo&quot; e &quot;Petrarca della Festa dei Tabernacoli&quot;, ecc. e tutte le pi\u00f9 ignominiose frecciate di un furioso nemico. [&#8230;]<\/p>\n<p>La verit\u00e0 e la consapevolezza di cui noi oggi disponiamo erano sconosciute al &quot;normale&quot; Heine, quando egli scagli\u00f2 le sue frecce avvelenate contro l&#8217;omosessuale Platen. Nella sua polemica, Heine fece uso dei pregiudizi della sua epoca, e con questi pens\u00f2 di poter colpire il suo avversario con uno strale mortale; nessuno avrebbe potuto pensare che un giorno il tempo avrebbe agito in modo tale da considerare Platen nel giusto e condannare i metodi di Heine. \u00c8 anche certo che Heine \u00e8 stato cos\u00ec grande da comprendere e valutare la natura umana come pura e semplice espressione dell&#8217;individualit\u00e0, ma in lui vi era cos\u00ec tanto di inumano da voler esporre il fratello poeta alla condanna dei Filistei. [&#8230;]<\/p>\n<p>Heine non volle solo colpire Platen nella sua persona, ma anche nella sua arte. I suoi severi giudizi non erano realmente sinceri. Egli era ben consapevole del grande talento di Platen, ed il poeta Kertbeny, che sessualmente era come Platen, ci racconta di una conversazione che egli ebbe con Heine a Parigi di fronte al caminetto:<\/p>\n<p>&quot;Dimmi francamente &#8212; chiede Kertbeny &#8212; pensi veramente che Platen non sia un poeta? Lo sai che egli mor\u00ec a causa delle tue satire?&quot;<\/p>\n<p>&quot;S\u00ec certamente &#8212; rispose Heine &#8212; io lo considero un poeta, e anche significativo, sebbene talvolta freddo; egli era un poeta nel senso greco, quando cio\u00e8 la poesia non consisteva nel temperamento, ma nella conoscenza musicale intrinseca, nel senso musicale della musica&quot;.<\/p>\n<p>&quot;Perch\u00e9 lo hai colpito con tanto cinismo?&quot;<\/p>\n<p>&quot;Sai &#8212; rispose Heine sorridendo come un fauno &#8212; \u00e8 stata la prima volta che io mi feci avanti, e la mia natura spirituale \u00e8 fatta in tal modo che necessariamente doveva causare un grido da parte dell&#8217;opposizione. Percepii cio\u00e8 in anticipo, che tutti i piccoli mascalzoni sarebbero corsi da me. Io volevo evitare questo, quindi mi misurai con il pi\u00f9 grande di loro, lo scorticai come Apollo fece con Marsia, trascinando questo gigante con lui nella scena. Ci\u00f2 fa parte delle tattiche delle campagne letterarie. E quell&#8217;uomo era senz&#8217;altro mezzo matto: l&#8217;ho visto con i miei occhi passeggiare per Monaco con in capo una corona d&#8217;alloro. Inoltre &#8212; qui Heine fece una pausa di qualche istante &#8212; era terribilmente arrogante. Glielo avevo detto alcune volte, non doveva chiamarmi ebreo; io non lo sono, anche nel senso che egli intendeva. Ma egli, caparbio come Don Chisciotte, insistette e allora lo chiamai.., e alla fine egli si colp\u00ec da solo come uno scorpione.&quot;<\/p>\n<p>Abbiamo provato a far luce, per essere giusti. Due persone sensibili hanno combattuto ed hanno colpito, ma una di loro \u00e8 morta per le ferite. Le loro armi erano ugualmente disgustose e primitive&#8230;\u00bb<\/p>\n<p>Si osservi quel sorriso da fauno, nella conversazione davanti al caminetto, a distanza di anni dai fatti; quella totale mancanza di rimorso, di ritegno, d&#8217;imbarazzo; quel sadico compiacersi di aver freddamente, scientificamente &quot;scorticato&quot; il proprio avversario, scelto apposta per la propria grandezza artistica; quella sconcertante facilit\u00e0 nel costruirsi alibi auto-assolutori; quel cinismo senza uguali nel considerare tutta la faccenda come una campagna letteraria promozionale di se stesso e della propria immagine.<\/p>\n<p>Miseria e mancanza di umanit\u00e0 del progressismo.<\/p>\n<p>E oggi che costoro intonano la canzone opposta, e si sbracciano e si sperticano per reclamare i &quot;diritti&quot; degli omosessuali, primo fra tutti il matrimonio e l&#8217;adozione dei bambini, non \u00e8 che agiscano in base a dei veri ragionamenti (il che presupporrebbe, comunque, una qualche forma di autocritica): a muoverli \u00e8 sempre l&#8217;eterna, inesausta, compulsiva vanit\u00e0 di essere &quot;all&#8217;avanguardia&quot;, non importa verso dove, purch\u00e9 sia in spregio alla odiata tradizione, ai suoi valori, alle sue detestate certezze&#8230;<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Gli intellettuali &quot;progressisti&quot; hanno questo di specifico: che si credono moralmente migliori del resto dell&#8217;umanit\u00e0, e specialmente dei loro avversari &quot;conservatori&quot; (o, peggio, &quot;reazionari&quot;): non lo<span class=\"excerpt-hellip\"> [\u2026]<\/span><\/p>\n","protected":false},"author":2,"featured_media":30163,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"_jetpack_memberships_contains_paid_content":false,"footnotes":""},"categories":[25],"tags":[220],"class_list":["post-25586","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-letteratura","tag-pier-paolo-pasolini"],"jetpack_featured_media_url":"https:../../../../fides-et-ratio.it/wp-content/uploads/2023/10/categoria-letteratura.jpg","jetpack_sharing_enabled":true,"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/25586","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/users\/2"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/comments@post=25586"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/25586\/revisions"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/media\/30163"}],"wp:attachment":[{"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/media@parent=25586"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/categories@post=25586"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/tags@post=25586"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}