{"id":25578,"date":"2009-03-28T04:33:00","date_gmt":"2009-03-28T04:33:00","guid":{"rendered":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/2009\/03\/28\/hegel-il-gran-sofista-e-stato-anche-il-vate-del-nulla\/"},"modified":"2009-03-28T04:33:00","modified_gmt":"2009-03-28T04:33:00","slug":"hegel-il-gran-sofista-e-stato-anche-il-vate-del-nulla","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/2009\/03\/28\/hegel-il-gran-sofista-e-stato-anche-il-vate-del-nulla\/","title":{"rendered":"Hegel, il gran sofista, \u00e8 stato anche il vate del Nulla"},"content":{"rendered":"<p>Sbaglierebbe chi credesse che il maestro per eccellenza del nichilismo, nella filosofia moderna, sia stato Sartre, con la sua opera \u00abL&#8217;essere e il nulla\u00bb; o che sia stato, comunque, uno degli esistenzialisti.<\/p>\n<p>Niente affatto: il gran maestro del Nulla \u00e8 stato un paludato e acclamatissimo professore tedesco delle Universit\u00e0 di Francoforte, Jena e Berlino: quel Georg Wilhelm Friedrich Hegel che fece coincidere l&#8217;Assoluto con la Storia e quest&#8217;ultima con lo Stato prussiano: marcia trionfale della Ragione che si svolge al passo cadenzato dei granatieri del Brandeburgo, accompagnata dal rullo dei tamburi e dal suono dei pifferi della fanfara militare.<\/p>\n<p>Hegel, che \u00e8 anche uno dei padri nobili (si fa per dire) dell&#8217;etnocentrismo e del razzismo, nelle loro forme pi\u00f9 rozze ed insulse (cfr. il nostro precedente articolo, \u00abHegel e l&#8217;Africa\u00bb, consultabile anch&#8217;esso sul sito di Arianna Editrice), compose una delle sue opere pi\u00f9 importanti, la \u00abScienza della logica\u00bb (titolo originale: \u00abWissenschaft der Logik\u00bb) fra il 1812 e il 1816 e la pubblic\u00f2 in due volumi, a Norimberga.<\/p>\n<p>L&#8217;opera fu tanto apprezzata che due anni dopo, nel 1818, il suo autore venne chiamato ad insegnare presso l&#8217;Universit\u00e0 di Berlino, dove sarebbe rimasto fino alla morte (avvenuta nel 1831), occupando la cattedra di filosofia che gi\u00e0 era stata di Fichte. In quegli anni, in un&#8217;altra aula di quel venerando edificio, massima istituzione della cultura accademica tedesca, le lezioni di un giovane professore anti-hegeliano, Arthur Schopenhauer &#8211; che ebbe a definire il pi\u00f9 famoso collega &quot;un Coribante della filosofia&quot;, ossia una sorta di danzatore ebbro ed invasato &#8211; venivano disertate dagli studenti, attirati dal gran nome del pensatore di Stoccarda&#8230;<\/p>\n<p>La \u00abScienza della logica\u00bb vuole essere una teoria del pensiero oggettivo, ossia del pensiero nell&#8217;atto di formare e produrre i concetti, che ha come contenuto le proprie determinazioni pure e che, al tempo stesso, costituisce l&#8217;intima costituzione di ogni ente, al di l\u00e0 delle strutture accidentali del mondo fenomenico.<\/p>\n<p>D&#8217;altra parte, in armonia con la persuasione di Hegel che il sapere filosofico sia l&#8217;Assoluto e che il fine ultimo di ogni storia umana sia il sapere assoluto, egli formula una teoria della negazione che, riprendendo il concetto di Spinoza, secondo cui ogni determinazione \u00e8 una negazione, giunge a fare della negazione stessa il supremo principio ontologico.<\/p>\n<p>Per Hegel, la negazione non \u00e8 mai negazione generica, ma sempre negazione determinata, ossia negazione di un contenuto ben determinato Ora, \u00abnella misura in cui i membri dell&#8217;opposizione s rapportano negativamente l&#8217;uno all&#8217;altro, essi si contengono e nello stesso tempo si escludono a vicenda\u00bb (F. Longato). Cade cos\u00ec il principio d&#8217;identit\u00e0 o di contraddizione, nel senso che ogni relazione sussiste in quanto tale, in quanto \u00e8 relazione al proprio &quot;altro&quot;; e, nella misura in cui si crea una coppia di contenuti che si pongono in contraddizione reciproca, essi si contengono e, contemporaneamente, si escludono.<\/p>\n<p>Ci\u00f2 costituisce, per Hegel, una palese violazione del principio di contraddizione; e, tuttavia, non corrisponde ad una forma di inconsistenza, bens\u00ec alla fonte pi\u00f9 intima e viva di ogni vita dello spirito, vista come incessante processo dialettico.<\/p>\n<p>Poich\u00e9 per questa pretesa &quot;scoperta&quot; Hegel \u00e8 stato salutato come uno dei pi\u00f9 grandi geni della storia del pensiero umano, dando vita a una corrente filosofica che, attraverso Croce e Gentile (ma anche attraverso Feuerbach e Marx) ha avuto enormi ripercussioni ed \u00e8 giunta direttamente fino ai giorni nostri, vale la pena di considerare pi\u00f9 da vicino la &quot;genialit\u00e0&quot; di quella teoria.<\/p>\n<p>In particolare, vale la pena di rilevare che Hegel non si limita a postulare l&#8217;equivalenza di ogni contenuto determinato e del proprio opposto (cosa che ricorda da vicino la satira dei sofisti fatta da Aristofane nella commedia \u00abLe nuvole\u00bb, ingenerosamente diretta contro Socrate), ma applica questo schema di ragionamento anche al contenuto assoluto, ossia all&#8217;essere.<\/p>\n<p>Il risultato \u00e8 che l&#8217;essere e il nulla sono, in realt\u00e0, una cosa sola: perch\u00e9 tutto ci\u00f2 che si contrappone a qualcosa, si contrappone a un ente determinato; e, in tal modo, si determina anch&#8217;esso in quella contrapposizione, venendo a coincidere con la cosa cui si oppone.<\/p>\n<p>\u00c8 ben vero che Hegel, dopo aver esposto, senza batter ciglio, la teoria che l&#8217;essere e il nulla sono una stessa e medesima cosa, viene sfiorato &#8211; per un attimo &#8211; dal dubbio che qualcuno potrebbe non capirla, o quanto meno, trovarla &quot;sorprendente&quot;; ma, con tipica sicumera professorale, subito si riprende, affermando che di una simile reazione \u00abnon v&#8217;\u00e8 da fare un gran caso\u00bb. Al contrario, egli dice che vi sarebbe da meravigliarsi di quella meraviglia, perch\u00e9 tutti sanno che il pensare della filosofia \u00e8 altra cosa dal pensare ordinario, in quanto le sue determinazioni non sono soggette alle categorie della coscienza ordinaria e del cosiddetto senso comune.<\/p>\n<p>Riportiamo, dunque, il passaggio in cui Hegel afferma l&#8217;identit\u00e0 dell&#8217;essere e del nulla, affinch\u00e9 il lettore posa farsene un&#8217;idea personale (da G. W. F. Hegel, \u00abScienza della logica\u00bb; traduzione italiana di A. Moni rivista da C. Cesa, Bari, Laterza, 1977, vol. 1, 84-87):<\/p>\n<p>\u00abL&#8217;essere \u00e8 l&#8217;Immediato indeterminato. Esso \u00e8 scevero della determinatezza rispetto all&#8217;essenza, com&#8217;\u00e8 ancora scevro da ogni altra determinatezza che possa conseguire dentro se stesso., Questo essere irriflesso \u00e8 l&#8217;essere com&#8217;\u00e8 immediatamente soltanto in lui stesso.<\/p>\n<p>Essendo indeterminato, \u00e8 un essere privo di qualit\u00e0; ma <em>in s\u00e9<\/em> il carattere dell&#8217;indeterminatezza non gli compete che per contrapposto al <em>determinato<\/em>, ossi al qualitativo. Ora all&#8217;esser in generale viene a contrapporsi l&#8217;essere <em>determinato<\/em> come tale, ma con questo \u00e8 la sua indeterminatezza stessa, quella che costituisce la sua qualit\u00e0. Si mostrer\u00e0 quindi che il <em>primo<\/em> essere \u00e8 un essere in s\u00e9 determinato, e che per ci\u00f2<\/p>\n<ul>\n<li>\n<p>in <em>secondo luogo<\/em>, passa nell&#8217;<em>esser determinato<\/em>, \u00e8 <em>esser determinato<\/em>; ma che questo, come essere finito, si toglie, e nell&#8217;infinito riferirsi dell&#8217;essere a se stesso , passa<\/p>\n<\/li>\n<li>\n<p>in <em>terzo luogo<\/em>, nell&#8217;<em>esser per s\u00e9.<\/em><\/p>\n<\/li>\n<\/ul>\n<p>A. Essere<\/p>\n<p><em>Essere, puro essere,<\/em> senza nessun&#8217;altra determinazione. Nella sua indeterminata immediatezza esso \u00e8 simile soltanto a se stesso, ed anche non dissimile di fronte ad altro; non ha alcuna diversit\u00e0 n\u00e9 dentro di s\u00e9, n\u00e9 all&#8217;esterno. Con qualche determinazione o contenuto, che fosse diverso in lui, o per cui esso fosse posto come diverso da un altro, l&#8217;essere non sarebbe fissato nella sua purezza. Esso \u00e8 la pura indeterminatezza e il puro vuoto. &#8211; Nell&#8217;essere non v&#8217;\u00e8 <em>nulla<\/em> da intuire, se qui si pu\u00f2 parlare d&#8217;intuire, ovvero esso \u00e8 questo puro, vuoto intuire stesso. Cos\u00ec non vi \u00e8 nemmeno qualcosa da pensare, ovvero l&#8217;essere non \u00e8, anche qui, che questo vuoto pensare. L&#8217;essere, l&#8217;indeterminato Immediato, nel fatto \u00e8 <em>nulla<\/em>, n\u00e9 pi\u00f9 n\u00e9 meno che nulla.<\/p>\n<p>B. Nulla.<\/p>\n<p><em>Nulla, il puro nulla.<\/em> \u00c8 semplice simiglianza con s\u00e9, completa vuotezza assenza di determinazione e di contenuto; indistinzione in se stesso. &#8211; Per quanto si pu\u00f2 qui parlare di un intuire o di un pensare, si considera come differente, che s&#8217;intuisca o si pensi qualcosa oppur <em>nulla<\/em>. Intuire o pensar nulla, ha dunque un significato. I due si distinguono; dunque il nulla <em>\u00e8<\/em> (esiste) nel nostro intuire o pensare, o piuttosto \u00e8 lo stesso vuoto intuire e pensare ch&#8217;era il puro essere. &#8211; Il nulla \u00e8 cos\u00ec la stessa determinazione o meglio assenza di determinazione, epper\u00f2 in generale lo stesso, che il puro <em>essere<\/em>.<\/p>\n<p>C. Divenire<\/p>\n<ol>\n<li>Unit\u00e0 di essere e nulla.<\/li>\n<\/ol>\n<p>Il <em>puro essere e il puro nulla son dunque lo stesso.<\/em> Il vero non \u00e8 n\u00e9 l&#8217;essere n\u00e9 il nulla, ma che l&#8217;essere, &#8211; non passa -, ma \u00e8 passato, nel nulla , e il nulla nell&#8217;essere. In pari tempo per\u00f2 il vero non \u00e8 la loro indifferenza, , la loro indistinzione, ma \u00e8 anzi ch&#8217;<em>essi non son lo stesso<\/em>, che essi sono <em>assolutamente diversi<\/em>, ma insieme anche inseparati e inseparabili, e che immediatamente <em>ciascuno d&#8217;essi sparisce nel suo opposto.<\/em> . la verit\u00e0 dell&#8217;essere e del nulla \u00e8 pertanto questo <em>movimento<\/em> consistente nell&#8217;immediato sparire dell&#8217;uno di essi nell&#8217;altro: <em>il divenire<\/em>; movimento in cui l&#8217;essere e il nulla son differenti, ma di una differenza, che si \u00e8 in parti tempo immediatamente risoluta.<\/p>\n<p><em>Nota 1.<\/em><\/p>\n<p>Il <em>nulla<\/em> si suol contrapporre al <em>qualcosa.<\/em> Ma qualcosa \u00e8 gi\u00e0 un ente determinato, che si distingue da un altro qualcosa, e cos\u00ec anche il nulla contrapposto al qualcosa \u00e8 il nulla di un certo qualcosa, un nulla determinato. Qui per\u00f2 il nulla da intendere nella sua indeterminata semplicit\u00e0. &#8211; Quando si volesse riguardare come pi\u00f9 esatto il contrapporre all&#8217;essere il <em>non essere<\/em>, invece che il nulla, non vi sarebbe niente da dire in contrario, quanto al resultato poich\u00e9 nel <em>non ess<\/em>ere \u00e8 contenuto il riferimento all&#8217;<em>essere<\/em>; il non essere \u00e8 tutti e due, l&#8217;essere e la sua negazione, , espressi in <em>uno<\/em>, il nulla, com&#8217;\u00e8 nel divenire. Ma da principio non si tratta della forma dell&#8217;opposizione, cio\u00e8 in pari tempo del <em>riferimento<\/em>; si tratta soltanto della negazione astratta, immediata, del nulla preso puramente per s\u00e9, della negazione irrelativa, &#8211; ci\u00f2 che, volendo, si potrebbe anche esprimere per mezzo del semplice: <em>Non&#8230;<\/em>\u00bb<\/p>\n<p>Davvero ci sembra che, in questa pagina, si respiri l&#8217;atmosfera malsana ed esaltata del professore che scambia le parole per cose; che si inebria a tal punto del pensiero &#8211; del <em>proprio<\/em> pensiero, visto come il vertice della filosofia di tutti i tempi &#8211; da abbandonarsi a quella danza orgiastica di autoglorificazione, suonando il flauto e percuotendo il timpano, cui alludeva Schopenhauer quando paragonava Hegel a un Coribante, ossia a un sacerdote della dea Cibele.<\/p>\n<p>In effetti, tutto il pensiero di Hegel \u00e8 caratterizzato da una circolarit\u00e0 che si risolve in autoreferenzialit\u00e0: se il sapere filosofico \u00e8 l&#8217;Assoluto, e se la storia universale muove verso il sapere assoluto, ecco che il pensiero pensa se medesimo sia sul piano dell&#8217;assoluto (il che pu\u00f2 anche ammettersi, in sede logica), sia sul piano del relativo: quello, appunto, della storia; il che conduce, palesemente, a tutta una serie di assurdit\u00e0.<\/p>\n<p>Proprio lui, che aveva tanto insistito sulla distinzione fra il piano della determinazione in s\u00e9 e quello della determinazione in rapporto all&#8217;altro, scivola cos\u00ec nella grossolana indistinzione dei piani, di cui un esempio \u00e8 proprio la pagina che abbiamo riportato.<\/p>\n<p>Che cosa significa, infatti, affermare che <em>\u00abil<\/em> <em>puro essere e il puro nulla sono la stessa cosa\u00bb<\/em> e, subito dopo, aggiungere che <em>\u00abil vero non \u00e8 n\u00e9 l&#8217;essere n\u00e9 il nulla, ma che l&#8217;essere, &#8211; non passa -, ma \u00e8 passato, nel nulla, e il nulla nell&#8217;essere\u00bb<\/em>?<\/p>\n<p>Che cosa significa, in quest&#8217;ultima proposizione, il concetto di &quot;vero&quot;? Da quale cappello di prestigiatore \u00e8 mai saltato fuori, cos\u00ec, all&#8217;improvviso?<\/p>../../../../n_3Cp>Hegel aveva appena finito di ribadire che l&#8217;essere indeterminato (l&#8217;essere in s\u00e9), quando passa nell&#8217;essere determinato, si &quot;toglie&quot; (si identifica con il suo contrario, annullandosi), per poi &quot;risorgere&quot;, passando, in una nuova e pi\u00f9 perfetta forma di essere (essere per s\u00e9), secondo la nota triade dialettica: tesi-antitesi-sintesi.<\/p>\n<p>Dunque, <em>\u00abil nulla \u00e8 (esiste) nel nostro intuire o pensare, o piuttosto \u00e8 lo stesso vuoto intuire e pensare ch&#8217;era il puro essere\u00bb<\/em>; e ancora, <em>\u00abil nulla \u00e8 cos\u00ec la stessa determinazione o meglio assenza di determinazione, e perci\u00f2 in generale lo stesso, che il puro essere\u00bb<\/em>.<\/p>\n<p>Ora, per\u00f2, salta fuori la categoria del &quot;vero&quot;: il vero che non \u00e8 n\u00e9 l&#8217;essere, n\u00e9 il nulla, ma il fatto del passaggio dell&#8217;essere nel nulla e del nulla, al tempo stesso, nell&#8217;essere.<\/p>\n<p>Sembra tutto un bel gioco di prestigio; ma non si capisce da dove tutto ci\u00f2 provenga.<\/p>\n<p>Chi \u00e8, inannzitutto, che pone questo &quot;vero&quot;, se non c&#8217;\u00e8 nulla anteriormente all&#8217;essere e se, d&#8217;altra parte, l&#8217;essere, anteriore a ogni determinazione, \u00e8 l&#8217;essere &quot;vuoto&quot;, e solo determinandosi si concretizza, per cos\u00ec dire, ma al tempo stesso si annulla; per poi risorgere, pi\u00f9 o meno miracolosamente, dalle proprie ceneri, trasformato in un glorioso essere-per-s\u00e9?<\/p>\n<p>\u00c8 chiara la derivazione da Spinoza, ed \u00e8 chiaro che Hegel incorre nelle stesse aporie del suo predecessore. Se l&#8217;essere indeterminato \u00e8 privo di qualit\u00e0, allora \u00e9 chiaro che non \u00e8 l&#8217;Essere; \u00e8 soltanto la possibilit\u00e0 dell&#8217;essere o, meglio, la possibilit\u00e0 dell&#8217;essere dei singoli enti.<\/p>\n<p>Ma per mezzo di quale miracolo questo essere indeterminato, a un certo punto, prende a determinarsi, contrapponendosi al non essere del suo contrario, e dunque identificandosi col nulla? Questo \u00e8 un passaggio decisivo, e anch&#8217;esso viene semplicemente &quot;posto&quot;, ma niente affatto spiegato.<\/p>\n<p>Ora, in filosofia non basta porre l&#8217;essere e il non essere; bisogna giustificarne i passaggi.<\/p>\n<p>E se il &quot;vero&quot; non \u00e8 la verit\u00e0 dell&#8217;Essere, a quale vero mai si riferisce Hegel? Forse alla &quot;verit\u00e0&quot; dell&#8217;osservatore, ossia del soggetto pensante?<\/p>\n<p>Egli, probabilmente, avrebbe risposto che non c&#8217;\u00e8 alcuna reale distinzione fra il soggetto pensante e il pensiero in quanto tale: la sua filosofia, infatti, ruota attorno al perno dell&#8217;identit\u00e0 di Reale e Razionale: e dove c&#8217;\u00e8 l&#8217;uno, l\u00ec c&#8217;\u00e8 anche l&#8217;altro.<\/p>\n<p>Un pensiero che non pensa nulla, anzi, che pensa solo se stesso, sarebbe dunque all&#8217;origine di tutta la realt\u00e0.<\/p>\n<p>Questa \u00e8 la concezione del Motore Immobile di Aristotele. Ma Aristotele non si sognava di presentare il Motore Immobile come la realt\u00e0 assoluta, come l&#8217;ultimo grado di realt\u00e0.<\/p>\n<p>Infatti \u00e8 evidente che dove c&#8217;\u00e8 pensiero, l\u00ec c&#8217;\u00e8 anche un pensatore; ma il pensatore e il pensiero non possono essere una sola e medesima cosa, se non a un livello assoluto di realt\u00e0. Invece l&#8217;essere indistinto e indifferenziato di Hegel, anteriore a ogni determinazione, si fa pensiero di qualcosa (come?) e, in tal modo, scende nel piano del relativo, annullandosi.<\/p>\n<p>Bisogna proprio deificare la storia, a questo punto, per farlo risorgere, sotto forma dell&#8217;essere per s\u00e8! In che modo lo potrebbe, altrimenti, se fosse solo pensiero pensato da un pensante che giace sul piano del relativo?<\/p>\n<p>A noi pare che sia proprio una astrazione: un qualcosa di cui possono parlare i professori universitari, compiacendosi di aver scoperto e smontato il meccanismo della Ragione universale fin nei suoi pi\u00f9 minuti ingranaggi; ma che non solo il senso comune, ma anche una sana mente filosofica, non possono e non potranno mai concepire.<\/p>\n<p>Tanto meno potrebbero concepire come un tale essere indistinto e indifferenziato, una volta piovuto nel cielo degli enti e &quot;scontratosi&quot; con la sua negazione (o negatosi con la sua affermazione, il che, per Hegel, sembra essere lo stesso) , si annulli istantaneamente, come un atomo di antimateria che si urti con un atomo di materia; per poi ricomparire allo stato di essere-per-s\u00e9, superamento di ogni opposizione e inveramento di ogni opposto.<\/p>\n<p>Hegel non soltanto ha introdotto la pazzia nel mondo; ha anche costruito un castello di carte in cui nulla si dice del singolo soggetto individuale, nulla si dice della mia vita, qui e ora.<\/p>\n<p>Pare che Hegel conosca ogni pi\u00f9 riposto pensiero dello Spirito Assoluto, tuttavia non ha niente da dire agli esseri concreti: strana filosofia, invero, codesta.<\/p>\n<p>Ma a che altro mai serve la filosofia, se non ad aiutarci a gettare un poco di luce nelle ombre che assediano da ogni lato la nostra vita, nella sua concretezza e irripetibilit\u00e0?<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Sbaglierebbe chi credesse che il maestro per eccellenza del nichilismo, nella filosofia moderna, sia stato Sartre, con la sua opera \u00abL&#8217;essere e il nulla\u00bb; o che<span class=\"excerpt-hellip\"> [\u2026]<\/span><\/p>\n","protected":false},"author":2,"featured_media":30158,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"_jetpack_memberships_contains_paid_content":false,"footnotes":""},"categories":[39],"tags":[98,153],"class_list":["post-25578","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-filosofie-moderne","tag-arthur-schopenhauer","tag-georg-wilhelm-friedrich-hegel"],"jetpack_featured_media_url":"https:../../../../fides-et-ratio.it/wp-content/uploads/2023/10/categoria-filosofie-moderne.jpg","jetpack_sharing_enabled":true,"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/25578","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/users\/2"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/comments@post=25578"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/25578\/revisions"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/media\/30158"}],"wp:attachment":[{"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/media@parent=25578"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/categories@post=25578"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/tags@post=25578"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}