{"id":25572,"date":"2015-10-27T10:01:00","date_gmt":"2015-10-27T10:01:00","guid":{"rendered":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/2015\/10\/27\/hans-kung-cattivo-teologo-e-seminatore-di-confusione\/"},"modified":"2015-10-27T10:01:00","modified_gmt":"2015-10-27T10:01:00","slug":"hans-kung-cattivo-teologo-e-seminatore-di-confusione","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/2015\/10\/27\/hans-kung-cattivo-teologo-e-seminatore-di-confusione\/","title":{"rendered":"Hans K\u00fcng: cattivo teologo e seminatore di confusione"},"content":{"rendered":"<p>A partire dal Concilio Vaticano II (<em>a partire<\/em> da esso e non <em>a causa<\/em> di esso) la dottrina cristiana \u00e8 stata infiltrata da una mala razza di pseudo teologi &quot;progressisti&quot;, &quot;ecumenici&quot; e &quot;modernisti&quot;, i quali, oltre ad aver seminato confusione, spacciando le loro discutibili elucubrazioni per moneta buona, ossia per ci\u00f2 che un buon cattolico \u00e8 tenuto a credere, hanno preparato il terreno ad una schiera di vescovi e preti di uguale tendenza, tutti contrassegnati dalla smania di far vedere che sono tanto aperti, dialoganti e pluralisti, quanto pu\u00f2 esserlo il laicista e l&#8217;ateista pi\u00f9 sfegatato: dimenticandosi che il dialogo si costruisce a partire dalla coscienza della propria identit\u00e0, e non dalla confusione e dall&#8217;assunzione delle identit\u00e0 altrui.<\/p>\n<p>Uno di questi seminatori di confusione e di questi cattivi teologi, che si sono permessi di manipolare e manomettere la dottrina cattolica, autoproclamandosi i suoi &quot;veri&quot; e legittimi interpreti, \u00e8 stato, senza dubbio, lo svizzero Hans K\u00fcng, classe 1928, presbitero che raramente si mostra in abito sacerdotale, nonch\u00e9 scrittore prolifico, il quale, bench\u00e9 sospeso dall&#8217;insegnamento della teologia cattolica fin dal 1979, ha continuato imperterrito a tenere conferenze, rilasciare interviste e sfornare un libro dopo l&#8217;altro, spesso raccogliendo i testi delle proprie lezioni e portando avanti una specie di battaglia per &quot;svecchiare&quot;, &quot;modernizzare&quot; e &quot;aprire&quot; la Chiesa e la comunit\u00e0 cristiana al dialogo interreligioso e per &quot;sensibilizzarle&quot; sui problemi etici, a cominciare da quello dell&#8217;eutanasia, pratica che lui, in determinati casi, ammette (si veda, in proposito, il suo libro significativamente intitolato \u00abSulla dignit\u00e0 del morire\u00bb). A tale scopo ha anche creato la Fondazione Weltethos (etica mondiale), il cui documento-base \u00e8 stato approvato e adottato niente meno che dal Consiglio per il Parlamento delle religioni del mondo, a Chicago, nel 1993.<\/p>\n<p>Hans K\u00fcng, che non si \u00e8 trattenuto dal levare alte strida per essere stato allontanato dall&#8217;insegnamento della teologia negli istituti cattolici, paragonandosi ai martiri della Santa Inquisizione e puntando il dito contro i papi &quot;reazionari&quot;, come Giovanni Paolo II e soprattutto Benedetto XVI, responsabili, a suo dire, del conservatorismo, della chiusura e dell&#8217;involuzione della Chiesa cattolica, si \u00e8 speso parecchio per diffondere i suoi punti di vista su numerosi argomenti, non solo di ordine etico, ma anche morale, sociale, civile, scientifico (sostenendo, ovviamente, che il cattolicesimo deve mettersi al passo con i progressi della scienza moderna, essendo ancora troppo restio a farlo), e sforzandosi costantemente di piegare il senso del Vangelo alla sua particolare sensibilit\u00e0 di teologo &quot;moderno&quot;, dunque particolarmente attento alle questioni della libert\u00e0, dei diritti, del potere ingiusto che dev&#8217;essere combattuto, dell&#8217;eurocentrismo che dev&#8217;essere superato, dell&#8217;esclusivismo che dev&#8217;essere abbandonato, senza mai stancarsi di denunciare le resistenze, le chiusure, le intolleranze, vere o presunte, che si annidano nella Chiesa e specialmente nella Curia e nelle alte gerarchie.<\/p>\n<p>Oltre ad essere un interprete alquanto soggettivo e discutibile del messaggio evangelico, \u00e8 anche un pensatore pochissimo originale: in fondo, non fa altro che ripetere quello che moltissimi cattolici progressisti e modernisti, specialmente di area tedesca, svizzera e olandese, sostengono da parecchi anni, e lo fa, oltretutto, in maniera involuta e quanto mai ambigua (questo, per\u00f2, deriva forse da una strategia difensiva, per evitare censure troppo esplicite): come tutti costoro, egli guarda con ammirazione e con un mal dissimulato complesso di inferiorit\u00e0 alle Chiesa protestanti, e pensa che la Chiesa cattolica sar\u00e0 assai migliore quando avr\u00e0 imparato da esse, sia a livello dottrinario, sia a livello organizzativo. Non \u00e8 certo un caso che nelle migliaia di pagine dei suoi libri, non si parli mai della Madonna o dei santi e non si affermi volentieri il dogma dell&#8217;infallibilit\u00e0 pontificia. Tutto questo, evidentemente, per lui \u00e8 troppo cattolico: pertanto, o che non ci creda, o che non voglia offendere la sensibilit\u00e0 altrui, in nome di un ecumenismo che appiattisce e distrugge le identit\u00e0 e le differenze, di fatto egli pensa, parla e scrive come un teologo protestante, come un discepolo di Bultmann o di Tillich; non sembra affatto un teologo cattolico (e poi si meraviglia e si lamenta di essere stato sospeso dall&#8217;insegnamento; ma \u00e8 la tipica strategia modernista: restare dentro la Chiesa per demolirne la Tradizione dall&#8217;interno); anzi, per dirla tutta, non sembra proprio un teologo, e solo con molta fatica si pu\u00f2 immaginare che sia un cristiano.<\/p>\n<p>Prendiamo il caso di uno dei suoi libri pi\u00f9 famosi: \u00abVita eterna?\u00bb, uscito a Monaco nel 1982: proprio cos\u00ec, con il punto interrogativo; che \u00e8 stato preceduto da \u00abDio esiste? Risposta al problema di Dio nell&#8217;et\u00e0 moderna\u00bb, del 1978, e seguito, fra gli altri, dall&#8217;ancora pi\u00f9 eloquente \u00abContro il tradimento del Concilio. Dove va la Chiesa cattolica\u00bb, del 1987 (stavolta il punto interrogativo cede il posto a una recisa affermazione, che qualifica di &quot;traditori&quot; quanti si oppongono, non al Concilio, ma alla <em>sua<\/em> personale interpretazione del Concilio Vaticano II).<\/p>\n<p>In quel libro vi \u00e8, fra gli altri, un capitolo significativamente intitolato: \u00abDifficolt\u00e0 con la Resurrezione di Ges\u00f9\u00bb. Dopo aver esaminato la questione ed essersi domandato se Ges\u00f9 sia risorto veramente &quot;con il corpo&quot; e che cosa significhi l&#8217;espressione &quot;vita eterna&quot;, K\u00fcng chiude il capitolo con un paragrafo riassuntivo, intitolato \u00abLa Resurrezione oggi\u00bb. Anche questo titolo \u00e8 significativo, perch\u00e9, per duemila anni, nessun teologo si \u00e8 mai sognato di chiedersi cosa voglia dire la Resurrezione di Cristo &quot;oggi&quot;, vale a dire nella contemporaneit\u00e0: tutti, sempre, hanno avuto piena consapevolezza che la Resurrezione \u00e8 un fatto eterno, che trascende la storia e che non ha un particolare significato in questa o quella epoca storica, ma interpella l&#8217;uomo di ieri, di oggi e di domani, l&#8217;uomo di sempre: l&#8217;uomo in quanto uomo.<\/p>\n<p>Ma tant&#8217;\u00e8: l&#8217;uomo moderno, come \u00e8 noto, a un certo punto della storia ha detto: &quot;io&quot;; l&#8217;ha chiamata &quot;rivoluzione scientifica&quot;, &quot;rischiaramento delle tenebre&quot;, &quot;svolta antropologica&quot; e in tante altre maniere, ma sempre col medesimo significato. Per migliaia d&#8217;anni ci si \u00e8 accontentati, come dice Kant, di credere quel che era stato detto dalle generazioni precedenti; l&#8217;uomo moderno, pi\u00f9 evoluto e intelligente, ha deciso di fare altrimenti: di adoperare la propria ragione in maniera assolutamente libera e spregiudicata, senza alcun rispetto per la tradizione, e, soprattutto, senza riconoscere un limite al di sopra di essa: il suo limite \u00e8 divenuto il Cielo. Dunque, \u00e8 chiaro che l&#8217;uomo moderno, e specialmente l&#8217;uomo contemporaneo, non pu\u00f2 porsi davanti alla Resurrezione con lo stesso atteggiamento dell&#8217;uomo pre-moderno; anche il credente non pu\u00f2 accontentarsi della &quot;semplice&quot; fede: egli sa di essere un credente adulto ed emancipato, e storie per vecchiette o leggende edificanti non ne vuole pi\u00f9, si \u00e8 stufato di una simile minestra. Vuole cose da uomo adulto, non fiabe; vuole credere da uomo libero ed emancipato, cio\u00e8 con fede, s\u00ec, ma non una fede qualunque, non la fede dei padri, bens\u00ec con quel genere di fede che, sola, \u00e8 compatibile con il mondo moderno: la fede razionale, esigente, &quot;matura&quot; e consapevole.<\/p>\n<p>Ora, il paragrafo conclusivo di K\u00fcng si articola in tre momenti: nel primo (mezza pagina di testo) sostiene che la fede nella Resurrezione significa una radicalizzazione della fede in Cristo; nel secondo (una pagina e tre quarti) , che la Resurrezione significa una conferma della fede in Cristo; nel terzo (circa tre pagine) afferma che &quot;Resurrezione&quot; significa lotta di tutti i giorni contro la morte. Ed \u00e8 qui che egli sembra concentrare la sua attenzione: la Resurrezione diventa, cos\u00ec, una specie di protesta contro la morte e, nello stesso tempo, una rivendicazione della vita autentica e secondo giustizia (ma la giustizia cui pensa va intesa in senso sociale ancor prima che morale): insomma, una protesta contro le &quot;strutture ingiuste&quot; che rendono la vita simile alla morte. Citando Bertolt Brecht, K\u00fcng rimprovera alla societ\u00e0 di permettere molte forme d&#8217;ingiustizia e perfino di assassinio legale. Che cosa c&#8217;entri tutto questo con la Resurrezione di Cristo, non \u00e8 proprio chiarissimo; par comunque di capire che il legame consista in una lettura &quot;di sinistra&quot; del Vangelo: la Resurrezione di Cristo \u00e8 promessa e caparra dalla liberazione contro i mali del mondo. A quanto pare, si parla dei &quot;mali&quot; terreni, ai quali, evidentemente, bisogna porre rimedio: anche se K\u00fcng \u00e8 abbastanza abile da porre in relazione l&#8217;ingiustizia terrena con l&#8217;ingiustizia morale e quindi con il &quot;tradimento&quot; del messaggio cristiano; comunque il risultato di tutto il suo ragionamento \u00e8, di fatto se non in linea di principio, che il &quot;vero&quot; cristiano, pi\u00f9 che a cercare Dio e a testimoniare il suo amore, deve essere incessantemente impegnato a battersi per tutte le buone cause: della giustizia sociale, della pace, dell&#8217;ambientalismo, del dialogo interreligioso e specialmente con l&#8217;Islam (del quale si ritiene un esperto, avendo scritto un grossissimo volume su di esso): ma forse non si \u00e8 chiesto se l&#8217;Islam \u00e8 altrettanto interessato a dialogare con le altre religioni e specialmente con quella cristiana: ci piacerebbe sapere che ne pensa della distruzione dei Buddha di Bamian da parte dei talebani afghani, o di quella delle sculture assire da parte dell&#8217;I.S.I.S., o della cruenta e sistematica persecuzione delle comunit\u00e0 cristiane in Africa e in Asia).<\/p>\n<p>Ci sembra opportuno, a questo punto, riportare la pagina conclusiva del ragionamento del&#8217;Autore, in modo che il lettore possa farsene un&#8217;idea pi\u00f9 chiara (da: Hans K\u00fcng, \u00abVita eterna\u00bb; titolo originale: \u00abEwiges Leben?\u00bb, Munchen, R. Piper &amp; Co. Verlag, 1982; traduzione dal tedesco di Giovanni Moretto, Milano, Mondadori, 1983, pp. 155-156):<\/p>\n<p><em>\u00abSi comprende ora che cosa io intendessi, nelle osservazioni ermeneutiche preliminari a questo secondo blocco di lezioni, con l&#8217;espressione &quot;verificazione indiretta&quot; della fede nella resurrezione, con la CONOSCENZA, RAPPORTATA ALL&#8217;ESPERIENZA, DELLA VITA ETERNA: le nostre concretissime esperienze umane confrontare con e interpretate, illuminate mediante la speranza biblica nella resurrezione. La speranza nella resurrezione non riveste, quindi, una funzione consolatoria, ma piuttosto critico-liberatoria. [&#8230;] Ci\u00f2 significa che la protesta contro la morte in virt\u00f9 della speranza nella resurrezione \u00e8 insieme una protesta contro una societ\u00e0, nella quale la morte senza questa speranza viene sfruttata per la conservazione di strutture ingiuste. Qui non vengono messe in questione la subordinazione e l&#8217;autorit\u00e0 in s\u00e9, ma il dominio e la schiavit\u00f9, ch si rivelano micidiali per entrambi per il signor come per il servo, per il padrone come per lo schiavo. La speranza nel risuscitamento, nella risurrezione dai morti, diventa qui la critica a una societ\u00e0 segnata dalla more, nella quale i &quot;signori&quot; &#8211; grandi e piccoli, secolari ed ecclesiastici \u00a0possono sfruttare impunemente i loro servi, impunemente, perch\u00e9 essi \u00a0u questa terra, erigono se stessi ad autorit\u00e0, norma e verit\u00e0 cos\u00ec che, per essi, in pratica, non c&#8217;\u00e8 una superiore istanza di giustizia, una &quot;superior auctoritas&quot;. la speranza nel risuscitamento, nella resurrezione, rivendica questa giustizia, diventando cos\u00ec un&#8217;inquietudine critico-liberatrice in mezzo agli uomini: essa destabilizza i rapporti di dominio, che qui e ora si ritengono definitivi, \u00a0e fa apparire ragionevoli i rapporti di vicendevole servizio, in cui viene esaltato&quot; soltanto colui che si \u00e8 &quot;umiliato&quot;, in cui non soltanto l&#8217;inferiore deve servire al superiore, ma anche il superiore all&#8217;inferiore.<\/em><\/p>\n<p><em>Il risuscitamento, la risurrezione ha un senso compiuto, oggi e ora, soltanto quando viene pensato nell&#8217;orizzonte del risuscitamento, della risurrezione domani e l\u00e0. La tradizione cristiana conosce al riguardo due simboli, l&#8217;uno positivo e l&#8217;altro negativo: cielo e inferno.\u00bb<\/em><\/p>\n<p>Ahim\u00e8, quando si va leggere il capitolo successivo, dedicato appunto al Cielo e all&#8217;Inferno, si scopre, ancora una volta, che il signor K\u00fcng gioca con le parole, si nasconde dietro formule ambigue, semina ovunque punti interrogativi; e l&#8217;unica cosa che si capisce \u00e8 che egli non crede alla dottrina cattolica sull&#8217;Inferno, e specialmente alla sua eternit\u00e0; mentre il Cielo \u00e8 una speranza un po&#8217; ingenua, non bisogna prendere troppo alla lettera la &quot;vita eterna&quot;, non bisogna immaginarsela come &quot;una vita dopo la morte&quot;; e bisogna ricordare che i primi cristiani, Cristo compreso, aspettavano la fine del mondo come imminente, ma sbagliavano. Noi moderni, che siamo pi\u00f9 evoluti e intelligenti di loro, non crediamo pi\u00f9 a queste fisime: l&#8217;aldil\u00e0 lo vogliamo quaggi\u00f9, fin da ora; non ci interessa una &quot;casa di luce&quot; proiettata in un ipotetico altrove. E sia chiaro che Ges\u00f9 non \u00e8 &quot;asceso al Cielo&quot;, non ha fatto un volo spaziale. Del resto, perch\u00e9 meravigliarsi di fronte a simili, sconcertanti affermazioni, quando K\u00fcng confonde tranquillamente, come si \u00e8 visto (anche se in un&#8217;altra parte del libro sembra consapevole della differenza) &quot;risuscitamento&quot; e &quot;resurrezione&quot;, due concetti diversissimi? Eppure, anche cos\u00ec si fa teologia, oggi: almeno da parte di certi cattolici progressisti&#8230;<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>A partire dal Concilio Vaticano II (a partire da esso e non a causa di esso) la dottrina cristiana \u00e8 stata infiltrata da una mala razza<span class=\"excerpt-hellip\"> [\u2026]<\/span><\/p>\n","protected":false},"author":2,"featured_media":30169,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"_jetpack_memberships_contains_paid_content":false,"footnotes":""},"categories":[80],"tags":[109,119,201],"class_list":["post-25572","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-modernismo","tag-chiesa-cattolica","tag-dottrina","tag-modernismo"],"jetpack_featured_media_url":"https:../../../../fides-et-ratio.it/wp-content/uploads/2023/10/categoria-modernismo.jpg","jetpack_sharing_enabled":true,"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/25572","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/users\/2"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/comments@post=25572"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/25572\/revisions"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/media\/30169"}],"wp:attachment":[{"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/media@parent=25572"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/categories@post=25572"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/tags@post=25572"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}