{"id":25568,"date":"2016-06-07T03:13:00","date_gmt":"2016-06-07T03:13:00","guid":{"rendered":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/2016\/06\/07\/hanno-scelto-il-diavolo-per-patrono-e-vogliono-imporlo-anche-a-noi\/"},"modified":"2016-06-07T03:13:00","modified_gmt":"2016-06-07T03:13:00","slug":"hanno-scelto-il-diavolo-per-patrono-e-vogliono-imporlo-anche-a-noi","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/2016\/06\/07\/hanno-scelto-il-diavolo-per-patrono-e-vogliono-imporlo-anche-a-noi\/","title":{"rendered":"Hanno scelto il Diavolo per patrono e vogliono imporlo anche a noi"},"content":{"rendered":"<p>Pi\u00f9 ancora che il fatto in s\u00e9, colpisce il silenzio intorno al fatto: il silenzio assordante della stampa ufficiale e delle televisioni ufficiali sulla cerimonia d&#8217;inaugurazione tenutasi il 1\u00b0 giugno 2016, in Svizzera, presenti i maggiori capi di Stato europei, dalla cancelliera tedesca Angela Merkel, al presidente francese Fran\u00e7ois Hollande, a premier italiano Matteo Renzi, per festeggiare l&#8217;apertura del tunnel di base del San Gottardo.<\/p>\n<p>Si tratta di un&#8217;opera colossale, avveniristica, costata 17 anni di lavori e una spesa di 11 miliardi di euro: 57 km. di galleria per portare la linea ferroviaria dal versante sud al versante nord delle Alpi, agevolando enormemente le comunicazioni fra l&#8217;Europa meridionale e quella settentrionale: il tunnel pi\u00f9 lungo del mondo, costruito secondo le concezioni pi\u00f9 moderne e con le tecniche pi\u00f9 avanzate in questo particolare ramo dell&#8217;ingegneria.<\/p>\n<p>Naturalmente, non c&#8217;era l&#8217;ombra di un prete, o di un vescovo, a benedire l&#8217;opera e a recitare una preghiera per l&#8217;edificazione dei presenti; in omaggio al laicismo dello Stato moderno, la religione deve strasene fuori da qualsiasi evento pubblico, a maggior ragione se si tratta di un evento di carattere non solo tecnologico, ma anche politico. Si sa, per\u00f2, che, se Dio viene cacciato dalla porta, qualcun altro si affretta a introdursi dalla finestra: il vuoto spirituale non esiste, e, di regola, i pi\u00f9 accaniti nemici del cristianesimo sono i primi a sentire il richiamo del sacro, magari d&#8217;un sacro rovesciato. Ed \u00e8 appunto quel che si \u00e8 visto allo sbocco nord del tunnel del San Gottardo. Alla presenza stupefatta e imbarazzata (speriamo) dei capi di stato e di governo, si \u00e8 svolto uno spettacolo grandioso, curato dal regista tedesco Volker Hesse e costato la bellezza di 8 milioni di euro, con la partecipazione di 600 &quot;artisti&quot; o figuranti, che dir si voglia, e contornato da coreografie gigantesche, in uno stile kolossal di gusto estremamente dubbio. Ma forse si \u00e8 trattato di qualcosa di pi\u00f9, e di peggio, che di una semplice manifestazione di cattivo gusto.<\/p>\n<p>La prima parte dello spettacolo si \u00e8 svolta all&#8217;interno del tunnel, in un enorme salone sotterraneo, e ha immediatamente trasportato il pubblico in una atmosfera strana, ambigua, quasi surreale. Sul ritmo di un incessante, ossessivo rullar di tamburi, dapprima \u00e8 sfrecciata una carrozza nera lanciata al galoppo, poi si \u00e8 fatta avanti una legione di lavoratori in tuta arancione, lo sguardo spento, la postura rigida, il passo cadenzato e pesante, lentissimo, simile a quello di un esercito di <em>zombie<\/em>. Finch\u00e9, di colpo, gli &quot;operai&quot;, in gran parte donne, hanno cominciato ad agitarsi, e, sempre continuando a camminare, si sono prodotti in una serie di contorsioni e di scatti improvvisi, decisamente inquietanti; ogni tanto acceleravano il passo, si mettevano a correre, come inseguiti da qualcosa o qualcuno, sempre sotto l&#8217;incalzar dei tamburi. A questo punto \u00e8 arrivato il treno, con i vagoni scoperti: a bordo, in piedi, alcune decine di giovani di ambo i sessi, i quali indossavano solo la biancheria intima, tutta di colore bianco. Mano a mano che il treno si avvicinava, quei giovani cominciavamo ad abbrancarsi, a palpeggiarsi, ad afferrarsi (non ci vengono in mente parole pi\u00f9 dolci o verbi pi\u00f9 rassicuranti), anche fra persone del medesimo sesso: non sembravano, per\u00f2, dei veri amplessi sessuali, o, se lo erano, tutto trasmettevano, tranne che un senso di gioia e di piacere; era, piuttosto, un brancicare smanioso, cieco, rabbioso, con le carni dell&#8217;altro, come se questi fosse una bambola di plastica o una creatura inanimata.<\/p>\n<p>Poi, di colpo, scende dall&#8217;alto una creatura orripilante, disgustosa: una sorta di uccello umanoide, con due enormi ali setose e con un volto da bambino idiota in un corpo di donna giunonica, forse incinta, con le tette al vento; la bestiaccia, dall&#8217;espressione inespressiva, si dimena per un poco, agita gambe e braccia, semina il disordine fra le persone che si trovano sotto di lei; poi dilegua. Ma \u00e8 solo l&#8217;inizio. Adesso si fa avanti un altro personaggio, se possibile ancor pi\u00f9 sinistro, un uomo-caprone, con due enormi corna, tali e quali quelle del dio Pan o, piuttosto, del Diavolo cristiano, cos\u00ec come lo si vede raffigurato nei codici medievali. E cos\u00ec, di bruttura in bruttura, nella luce cupa del sotterraneo, con i tamburi che rullano all&#8217;impazzata, lo spettacolo continua, senza offrire mai alla vista dei presenti un volto amico, o anche solo sorridente; mai un gesto aggraziato o armonioso, mai una luce gioiosa, mai una nota serena.<\/p>\n<p>Quando lo spettacolo si trasferisce all&#8217;esterno (in tutto crediamo che sia durato un bel po&#8217;: certo non meno di un&#8217;ora, un&#8217;ora e mezza), la luce del cielo e il magnifico spettacolo dei monti ancora innevati non valgono ad attenuare il senso di tetraggine, di angoscia, quasi di paura, che domina la scena. Di nuovo la marcia degli &quot;operai&quot;, pi\u00f9 che mai ritmata: paiono uno squadrone di SS (e, stavolta, i tamburi sono quelli di una banda militare &quot;ordinaria&quot;), battono le scarpe al suolo con violenza; poi, di colpo, prendono lo slancio e salgono una specie di rampa alla base di un immenso maxi-schermo, alto qualche decina di metri, sul quale si succedono immagini caleidoscopiche, nessuna rassicurante e serena, anzi, una pi\u00f9 incomprensibile e sinistra dell&#8217;altra; infine si spogliano a met\u00e0 \u00e8, rimasti a torso nudo, si dispongono su due file, indi cominciano a brandire delle aste, con le quali eseguono dei movimenti guerreschi, le battono a terra con forza, scandiscono il ritmo. Dopo di che si allontanano e il loro posto \u00e8 occupato, di nuovo, dai giovani in biancheria intima, i quali ricominciano ad agitarsi, si gettano addosso della farina (o qualche polvere bianca), si agitano, si contorcono come negli spasimi del&#8217;epilessia; quindi, di nuovo, prendono a toccarsi, ad abbrancarsi, ma stavolta in maniera ancor pi\u00f9 sofferta, ancor pi\u00f9 dolorosa, come se non provassero alcun piacere, anzi, come se si dibattessero negli spasimi dell&#8217;agonia. Da ultimo cadono a terra, uno dopo l&#8217;altro, come fantocci, e prendono a rotolare gi\u00f9 per la china, finch\u00e9 si fermano, esausti, ansimanti, i volti piegati a terra, morti o morenti &#8211; non si sa -, fiaccati da una forza sconosciuta. Alla fine si rialzano, ma solo per essere nuovamente investiti e dispersi da una forza misteriosa e maligna, che separa i loro abbracci e divide le loro mani.<\/p>\n<p>Lo spettacolo prosegue. Di nuovo appare l&#8217;uomo caprone, che si mette a saltare qua e l\u00e0, e davanti al quale tutti quanti si prostrano, adoranti; il suo volto mostruoso, ringhiante, compare al centro del maxi schermo, ingrandito decine di volte: \u00e8 una maschera di odio e di rabbia, un ghigno che ben difficilmente si pu\u00f2 dimenticare. Compare anche, sul maxi schermo, il volto di una vecchia: un volto decrepito, mangiato dalle rughe, che non ha niente di augusto, niente di nobile, ma \u00e8 solamente orribile, come quello di un cadavere in putrefazione. Poi va in scena la coreografia pi\u00f9 impressionante: una folla di uomini e donne velati di bianco, che si agita, ondeggia, emettendo lamenti, gemiti e urla spaventose: sembrano i dannati dell&#8217;Inferno descritti da Dante Alighieri (<em>diverse lingue, orribili favelle<\/em>, ecc.), oppure degli indemoniati, che si contorcono sotto la violenza brutale, incontenibile, della possessione satanica. Tre spiriti biancovestiti, dalle tuniche e dalle ali lunghissime, si stagliano sullo sfondo: ma non paiono angeli, non hanno la bellezza, n\u00e9 la semplicit\u00e0 iconografica degli angeli; si direbbero, semmai, degli spiriti malvagi, che hanno indossato abiti bianchi per una beffa sacrilega o per qualche altra ragione blasfema.<\/p>\n<p>Si va verso la conclusione: un immenso orologio appare sul maxi schermo, dopo che una serie di altre immagini circolari si sono succedute, componendo figure fantastiche e di non semplice decifrazione; e tutti gli attori si genuflettono e si mettono ad adorarlo. Il tempo simboleggia forse Saturno, ma potrebbe anche alludere a Satana, il signore del mondo e di ci\u00f2 che lo caratterizza, come, appunto, lo scorrere del tempo. Certo \u00e8 che nessuno dei figuranti ha mai dato l&#8217;impressione di possedere una libera volont\u00e0, di poter fare delle scelte autonome, o riflettere un sentimento di pace e armonia con se stesso e col mondo; e l&#8217;adorazione finale dell&#8217;orologio\/Satana completa e ribadisce tale impressione, come se l&#8217;intera umanit\u00e0 fosse schiava di forze potenti, alle quali si \u00e8 votata e alla cui signoria non pu\u00f2 ormai sottrarsi. Sembravano tutti dei manichini telecomandati, spenti, privi di vita e volont\u00e0 proprie. Ora, la domanda \u00e8: chi o che cosa voleva celebrare, lo spettacolo offerto alle massime autorit\u00e0 europee, il 1\u00b0 giugno scorso?<\/p>\n<p>Il Dio cristiano, no di certo. Forse le antiche divinit\u00e0 pagane, selvagge, sfrenate, sessualmente incontrollabili, e gli impulsi umani da esse ispirati? O forse l&#8217;oscuro Pantheon gnostico-massonico, venato di occultismo e di simbologia esoterica, e finalizzato alla resurrezione di divinit\u00e0 obliate da secoli e millenni, e tuttavia segretamente adorate da tenebrose <em>\u00e9lites<\/em> di sedicenti illuminati? Oppure, ancora, veniva adorato Satana, il signore dell&#8217;abisso, e il tunnel del San Gottardo veniva a lui dedicato, e lui veniva ringraziato per la conclusione dell&#8217;immane lavoro? Una ulteriore possibilit\u00e0 \u00e8 che quello spettacolo blasfemo, angosciante, sinistro, fosse un inno all&#8217;uomo: un manifesto della volont\u00e0 dell&#8217;uomo di auto-divinizzarsi, di celebrare la propria audacia e la propria intelligenza, la propria capacit\u00e0 di esercitare il dominio sulla natura. Ma ciascuna di queste quattro possibilit\u00e0 potrebbe anche incrociarsi con le altre, completandosi a vicenda l&#8217;una con l&#8217;altra. Forse si \u00e8 voluto celebrare il dio Pan con le altre divinit\u00e0 del mondo antico; forse, il Grande Architetto dell&#8217;universo; forse, il Demonio; e forse l&#8217;Uomo, con la &quot;u&quot; maiuscola: l&#8217;Uomo prometeico che ruba il fuoco ai celesti, o l&#8217;Uomo faustiano che stringe un patto col Diavolo per ottenere potenza, conoscenza e ricchezza: e forse tutto questo insieme.<\/p>\n<p>Certo \u00e8 che spettacoli simili non sono del tutto nuovi, in questi ultimi anni. Alla cerimonia di apertura delle Olimpiadi di Londra, nel 2012 (una cerimonia intitolata, si badi, <em>Pandemonio<\/em>, cio\u00e8 con il nome che John Milton, nel <em>Paradiso perduto<\/em>, attribuisce alla citt\u00e0 del demonio), si era gi\u00e0 visto qualcosa del genere. E anche l&#8217;iniziativa denominata <em>Fiat Lux<\/em>, che ha avuto per sfondo la facciata della Basilica di San Pietro, a Roma, la notte dell&#8217;8 dicembre 2015, in coincidenza con il Giubileo straordinario indetto da papa Francesco, si era visto qualcosa di anomalo: pantere, leoni, scimmie, coccodrilli, cannibali con l&#8217;osso al naso, si erano succeduti sulle pietre del pi\u00f9 augusto edificio cristiano del mondo. \u00c8 come se qualcuno volesse mettere la propria firma sui grandi eventi del terzo millennio; qualcuno che, forse, agiva da tempo, ma nell&#8217;ombra, e che ora sta venendo allo scoperto, e vuol farci sapere che esiste e che si prepara a nuove manifestazioni. Qualcuno che ha in mente un Nuovo Ordine Mondiale e che pensa di avere il diritto\/dovere di prendere in mano le redini dell&#8217;umanit\u00e0, per guidarla nel periglioso cammino di questi difficili tempi. Fra parentesi, nello spettacolo del San Gottardo, a un certo punto, si \u00e8 vista una ragazza mostrare un agnello morto: e l&#8217;agnello, come tutti sanno, \u00e8 il simbolo di Ges\u00f9 Cristo. Il messaggio cifrato era forse che il tempo di Ges\u00f9 \u00e8 finito, e incomincia il tempo di Pan\/Satana?<\/p>\n<p>\u00c8 difficile parlare di queste cose, perch\u00e9 farlo significa esporsi al ridicolo: significa passare per una vittima della paranoia di un Grande Complotto. La cultura ufficiale non ne parla, o, al massimo, ci scherza sopra; ma nessuno degli intellettuali di prestigio si sporca la reputazione per lanciare l&#8217;allarme. Ci tengono troppo alle poltrone, tutti quanti. E nessun giornalista, che noi sappiamo, ha posto a Renzi, o a Hollande, o alla Merkel, le scomode domande: <em>Ma lei, cosa ne pensa dello spettacolo del 1\u00b0 giugno? Le \u00e8 piaciuto? Lei condivide l&#8217;impostazione e i contenuti? Oppure non se l&#8221;aspettava? Se non se l&#8217;aspettava non pensa che qualcuno possa aver sfruttato la sua presenza come una sorta di avallo ufficiale a una politica occulta, parallela alla politica &quot;ufficiale&quot;, portata avanti da poteri di cui non si quasi nulla? E le sembra normale che la stampa e le televisioni non parlino mai delle riunioni annuali del Gruppo Bilderberg? Se quei signori non hanno niente da nascondere, perch\u00e9 si ritrovano in segreto? Perch\u00e9 non rilasciano comunicati stampa, per spiegare all&#8217;opinione pubblica di che cosa si sono occupati?<\/em><\/p>\n<p>Domande; domande senza risposta; domande che non verranno mai fatte a chi di dovere. Perch\u00e9? Non si torva pi\u00f9 un solo giornalista, un solo proprietario di giornale, una sola rete televisiva ancora liberi? Son tutti a libro paga di quei tali poteri occulti? O, se non lo sono, sono tutti, per\u00f2, intimiditi quanto basta per starsene buoni e zitti, e occuparsi solo di quelle cose delle quali hanno il permesso di occuparsi e di riferire? Tornando allo spettacolo del San Gottardo: chi ha deciso di pagare 8 milioni di euro per una cosa simile? Chi ha concordato col regista Volker Hesse i temi e i modi dello spettacolo stesso? Chi ne ha visionato e approvato l&#8217;anteprima? Il governo svizzero lo sapeva? Lo sapevano i governi tedesco, francese, italiano, che hanno finanziato l&#8217;imponente lavoro? E il signor Hesse, che cosa ha voluto fare? A chi ha voluto rendere omaggio? Chi era l&#8217;uomo-caprone?<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Pi\u00f9 ancora che il fatto in s\u00e9, colpisce il silenzio intorno al fatto: il silenzio assordante della stampa ufficiale e delle televisioni ufficiali sulla cerimonia d&#8217;inaugurazione<span class=\"excerpt-hellip\"> [\u2026]<\/span><\/p>\n","protected":false},"author":2,"featured_media":30188,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"_jetpack_memberships_contains_paid_content":false,"footnotes":""},"categories":[32],"tags":[92],"class_list":["post-25568","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-varie-costumi-e-societa","tag-altro"],"jetpack_featured_media_url":"https:../../../../fides-et-ratio.it/wp-content/uploads/2023/10/categoria-varie-costumi-e-societa.jpg","jetpack_sharing_enabled":true,"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/25568","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/users\/2"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/comments@post=25568"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/25568\/revisions"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/media\/30188"}],"wp:attachment":[{"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/media@parent=25568"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/categories@post=25568"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/tags@post=25568"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}