{"id":25559,"date":"2017-12-17T01:46:00","date_gmt":"2017-12-17T01:46:00","guid":{"rendered":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/2017\/12\/17\/bisogna-aver-rinunciato-a-ogni-pieta-se-non-si-vuole-almeno-morire-cristianamente-pascal\/"},"modified":"2017-12-17T01:46:00","modified_gmt":"2017-12-17T01:46:00","slug":"bisogna-aver-rinunciato-a-ogni-pieta-se-non-si-vuole-almeno-morire-cristianamente-pascal","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/2017\/12\/17\/bisogna-aver-rinunciato-a-ogni-pieta-se-non-si-vuole-almeno-morire-cristianamente-pascal\/","title":{"rendered":"Bisogna aver rinunciato a ogni piet\u00e0 se non si vuole almeno morire cristianamente (Pascal)"},"content":{"rendered":"<p>Dietro le lacrime di gioia di Emma Bonino per l&#8217;approvazione, in Parlamento, dell&#8217;ennesima legge di morte, c&#8217;\u00e8 un padre nobile, si fa per dire, che da quattro secoli e mezzo stende la sua ala malefica su tutti i seguaci dell&#8217;eutanasia, dell&#8217;irreligiosit\u00e0 e di ogni forma di edonismo: Michel De Montaigne (1533-1592), uno dei fondatori della modernit\u00e0, i cui <em>Saggi<\/em> sono fra le opere meno lette e conosciute dal grande pubblico, e tuttavia pi\u00f9 radicate e pi\u00f9 vive che mai nella coscienza e nella mentalit\u00e0 degli uomini d&#8217;oggi.<\/p>\n<p>Dietro un velo di stoicismo paganeggiante e di falsa filosofia umanista, Montaigne ha gettato le basi, forse pi\u00f9 di chiunque altro, dell&#8217;atteggiamento egoistico, sdegnoso, superbo, che caratterizza gli uomini contemporanei, specialmente per quanto attiene alla sfera dei loro insindacabili &quot;diritti&quot; personali, primo fra tutti quello di morire come e quando si vuole, senza doverne render conto ad alcuno e tanto meno a Dio. Pi\u00f9 scettico, a ben guardare, che stoico, e pi\u00f9 brillante che profondo, pi\u00f9 polemista che pensatore; pi\u00f9 <em>philosphe<\/em>, insomma, ossia pretenzioso venditore di fumo, di tutti i <em>piholosphes<\/em> dell&#8217;illuminismo; petulante, ma con aria di finta modestia, e saccente, ma con l&#8217;apparenza di una certa qual moderazione, narcisista e ipocrita alla Petrarca, ma senza gli scrupoli del nostro; anzi, cos\u00ec francamente egoista e opportunista da scappare da Bordeaux, della quale era stato a lungo sindaco, all&#8217;avvicinarsi di un&#8217;epidemia di peste, per ritirarsi a fare lo splendido pensatore nella torre piena di massime greche e latine; e cos\u00ec cattivo maestro da adottare come &quot;figlia&quot; l&#8217;antesignana delle femministe odierne, Marie de Gournay: ebbene, l&#8217;eredit\u00e0 che Montaigne ha lasciato all&#8217;Europa \u00e8 molto pi\u00f9 &quot;pesante&quot; e molto pi\u00f9 negativa di quanto si potrebbe a prima vista immaginare. Tanto pi\u00f9 che l&#8217;uomo era indubbiamente intelligente e che alcune sue intuizioni sono valide, originali, illuminanti; ma quel che gli manca, per essere un vero filosofo, \u00e8 la visione d&#8217;insieme, nonch\u00e9 la profondit\u00e0 nell&#8217;affrontare le questioni speculative; e quel che gli manca semplicemente come uomo virtuoso, \u00e8 il senso di responsabilit\u00e0 verso i lettori e gli ammiratori, ai quali ha trasmesso una visione della vita cinica, edonista, materialista, chiusa a ogni trascendenza, refrattaria a ogni luce proveniente dall&#8217;alto, esasperatamente immanentista, e radicalmente indifferente rispetto alla decisiva questione della morale universale. Oggi quasi tutti gli intellettuali occidentali, e anche parecchi teologi e sacerdoti nominalmente cattolici, papa Francesco compreso, sono convinti che, per distinguere il bene dal male, \u00e8 pi\u00f9 che sufficiente fare appello alla coscienza individuale: un&#8217;idea che \u00e8 tipica di Montaigne e che proprio lui ha verniciato e nobilitato cos\u00ec da farla apparire non solo perfettamente logica e naturale, ma anche rispettabile e ammirevole, mentre, prima di lui, la grande maggioranza dei filosofi europei era d&#8217;accordo sul fatto che solo una morale universale, e dunque la morale cristiana, potesse garantire equilibrio agli esseri umani, e stabilit\u00e0 al corpo sociale. La sua attenuante, in teoria, \u00e8 quella d&#8217;essere vissuto al tempo delle feroci guerre di religione che sconvolsero la Francia nella seconda met\u00e0 del XVI secolo; ma \u00e8 un&#8217;attenuante generica e poco persuasiva, perch\u00e9 nessuno si sognerebbe di &quot;giustificare&quot; certi cattivi maestri del XX secolo per il fatto che ebbero la sfortuna di vivere al tempo delle due guerre mondiali, del comunismo, del nazismo e della bomba atomica.<\/p>\n<p>Blaise Pascal (1623-1662), che sapeva andare dritto al nocciolo di una questione, non s&#8217;ingann\u00f2 nel giudicarlo, quando scrisse di lui nei suoi <em>Pensieri<\/em> (serie XXV, 680-63; in: Pascal, <em>Frammenti<\/em>, a cura di Enea Balmas, Milano, Rizzoli, 1983, vol. 2, p. 667):<\/p>\n<p><em>I difetti di Montaigne sono grandi. Parole lascive. Ci\u00f2 non val niente, malgrado M.lle de Gournay. Credulo. Gente senza occhi. Ignorante: quadratura del cerchio, mondo pi\u00f9 grande. I suoi pensieri sull&#8217;omicidio volontario, sulla morte. Ispira una noncuranza della salvezza, senza timore e senza pentimento. Il suo libro non essendo fatto per condurre alla piet\u00e0, non vi era obbligato; ma si \u00e8 sempre obbligati di non distoglierne altri. Si possono accusare i suoi sentimenti un po&#8217; liberi e voluttuosi in alcune circostanze della vita (730, 331); ma non si possono scusare i suoi sentimenti del tutto pagani sulla morte. Poich\u00e9 bisogna aver rinunciato ad ogni piet\u00e0 se non si vuole almeno morire cristianamente. Ora, non pensa che a morire vilmente e mollemente lungo tutto il suo libro.<\/em><\/p>\n<p>Queste riflessioni ci paiono pi\u00f9 che mai di attualit\u00e0, mentre udiamo la vedova del regista Mario Monicelli, il quale si uccise il 29 novembre 2010, all&#8217;et\u00e0 di novantacinque anni, gettandosi da una finestra della clinica romana in cui era ricoverato per un tumore alla prostata, dire che suo marito, se fosse ancora vivo, oggi brinderebbe per festeggiare l&#8217;approvazione della legge sul cosiddetto testamento biologico da parte del Parlamento, legge che apre le porte all&#8217;eutanasia <em>de facto<\/em> e che la signora in questione, con Emma Bonino, Mina Welby e altre sacerdotesse della morte, hanno invocato, per anni, e infine ottenuto, giustificandola con il diritto della persona a decidere di morire di una morte &quot;dignitosa&quot;. Cio\u00e8, per esempio, senza che chi si rifiuta di morire di cancro, sia &quot;costretto&quot; a gettarsi dalla finestra di un ospedale, magari alla veneranda et\u00e0 di novantacinque anni. Pur nel rispetto dei sentimenti di un altro essere umano, ci pare che le parole della signora Chiara Rapaccini calpestino la regola numero uno ricordata qui da Pascal: nessuno \u00e8 obbligato a predicare la virt\u00f9, se non ne ha voglia; ma tutti, nessuno escluso, sono obbligati dal dovere di non distoglierne gli altri. E rallegrarsi pubblicamente, e un po&#8217; sguaiatamente, per l&#8217;approvazione di una legge come quella sul cosiddetto testamento biologico, votata dal Parlamento il 14 dicembre quale regalo natalizio al popolo italiano post-cristiano, \u00e8 non solo un atto di dubbio gusto (ma la signora in questione ha gi\u00e0 mostrato l&#8217;eleganza del suo stile, attaccando velenosamente e gratuitamente il regista Carlo Verdone, indegno, a suo giudizio, di ricevere dalla citt\u00e0 di Grosseto il premio dedicato alla memoria di suo marito, nell&#8217;edizione del 2015), ma anche un atto di pessimo esempio per tutte le persone che vivono il dramma di una malattia terminale dolorosa e invalidante, e che sono spinte a credere che qualsiasi cosa, anche gettarsi dal quinto piano all&#8217;et\u00e0 di quasi un secolo, sia pi\u00f9 &quot;dignitoso&quot; che aspettar lo scadere del tempo che Di ci ha fissato. Ma i progressisti di ieri, di oggi e di sempre non si sono mai fatti scrupoli di questo genere: la loro fede incondizionata nell&#8217;uomo, nei suoi diritti naturali e nella sua libert\u00e0 assoluta, non \u00e8 mai stata sfiorata dal bench\u00e9 minimo dubbio a proposito del fatto che non sia lecito ad alcuno dare scandalo al prossimo con una contro-pedagogia che insegna ad infischiarsene della relazione dell&#8217;uomo con Dio, a ignorare che Dio \u00e8 il solo padrone della vita e della morte, e a disprezzare ci\u00f2 che rappresenta, in vista della vita eterna, la scelta del suicidio volontario e lucidamente preordinato.<\/p>\n<p>Certo, oggi va di moda, specialmente presso il neoclero, dare a intendere che <em>qualunque<\/em> peccato pu\u00f2 essere perdonato da Dio: il che, gi\u00e0 di per s\u00e9, \u00e8 un&#8217;affermazione eretica, perch\u00e9 contraddice frontalmente il Vangelo: <em>Qualunque peccato e bestemmia sar\u00e0 perdonata agli uomini, ma quella contro lo Spirito non sar\u00e0 perdonata. A chiunque parler\u00e0 male del Figlio dell&#8217;uomo sar\u00e0 perdonato; ma la bestemmia contro lo Spirito non gli sar\u00e0 perdonata n\u00e9 in questo secolo n\u00e9 in quello futuro<\/em> (<em>Mt<\/em>., 12, 31-32). Ora va di moda, per esempio da parte del papa Francesco, affermare che anche Giuda, forse, \u00e8 stato perdonato, bench\u00e9 anche questa affermazione vada contro l&#8217;esplicita Parola di Ges\u00f9 Cristo: <em>Certo il Figlio dell&#8217;uomo se ne va, com&#8217;\u00e8 scritto di lui; ma guai a quell&#8217;uomo dal quale il Figlio dell&#8217;uomo \u00e8 tradito. Meglio sarebbe per quell&#8217;uomo se non fosse mai nato!<\/em> (<em>Mc<\/em>., 14, 21): parole terribili, e tuttavia chiarissime: si pu\u00f2 immaginare che Giuda sia sfuggito all&#8217;eterna dannazione, dopo che Ges\u00f9 ha detto di lui: <em>Sarebbe meglio se non fosse mai nato<\/em>? Ma c&#8217;\u00e8 qualcosa di ancor peggiore, che sta facendo il neoclero della neochiesa: sta facendo credere ai fedeli che <em>tutti<\/em> i peccati verranno perdonati da Dio, <em>anche senza pentimento, conversione e riparazione<\/em>; anzi, che i peccati, in definitiva, non contano nulla, visto che non ci sar\u00e0 alcun giudizio, ma <em>tutte<\/em> le anime saranno chiamate in paradiso (udienza generale del papa del 23 agosto scorso).<\/p>\n<p>E non \u00e8 ancor finita. Nell&#8217;omelia di Santa Marta del 4 settembre 2017, il papa Francesco \u00e8 arrivato a riportare queste parole di san Paolo: <em>io mi vanto dei miei peccati<\/em>; ma san Paolo non ha mai detto o scritto una frase simile. Semmai, l&#8217;Apostolo scrive, nella <em>Seconda lettera ai Corinzi<\/em> (12, 5): <em>Di me stesso non mi vanter\u00f2, se non delle mie debolezze<\/em>. Ora, una cosa \u00e8 dire di &quot;vantarsi&quot;, evidentemente in senso autoironico, delle proprie debolezze, per far risaltare ancora di pi\u00f9 il concetto che, se c&#8217;\u00e8 qualcosa di buono in noi e in quel che facciamo, il merito spetta solamente a Dio; e un&#8217;altra, totalmente diversa, \u00e8 dire di vantarsi davanti a Dio dei propri peccati. La prima affermazione \u00e8 perfettamente ortodossa; la seconda \u00e8 eretica e blasfema. E non si tratta solamente d&#8217;ignoranza. Certo, il papa ha dimostrato continuamente di essere un sudamericano ignorante, oltretutto dotato della sensibilit\u00e0 e della delicatezza di un elefante dentro un negozio di cristalli; ma ha mostrato anche di essere una persona abile e furba, molto attenta a forzare pian piano la dottrina cattolica, ma tenendosi sempre un centimetro, o un millimetro, al di qua dell&#8217;aperta e manifesta eresia. In questo caso, per\u00f2, \u00e8 andato oltre: perch\u00e9 attribuire a san Paolo una frase come quella di vantarsi davanti a Dio dei propri peccati, \u00e8 n\u00e9 pi\u00f9 n\u00e9 meno che prendere l&#8217;Apostolo delle genti a garante di uno stravolgimento intenzionale, e perci\u00f2 diabolico, della vera dottrina: far passare l&#8217;idea che il peccato \u00e8 qualcosa di cui l&#8217;uomo si pu\u00f2 &quot;vantare&quot; di fronte a Dio. Concetto che, a ben guardare, viene sapientemente utilizzato pure nel tristemente famoso \u00a7 303 di <em>Amoris laetitia<\/em>, in cui testualmente il papa scrive: <em>Ma questa coscienza<\/em> (cio\u00e8 la coscienza soggettiva) <em>pu\u00f2 riconoscere non solo che una situazione non risponde obiettivamente alla proposta generale del vangelo<\/em> (sta parlando del concubinato dei divorziati)<em>; pu\u00f2 anche riconoscere con sincerit\u00e0 e onest\u00e0 che ci\u00f2 per il momento \u00e8 la risposta generosa che si pu\u00f2 offrire a Dio, e scoprire con una certa sicurezza morale che quella \u00e8 la donazione che Dio stesso sta richiedendo in mezzo alla complessit\u00e0 concreta dei limiti, bench\u00e9 non sia ancora pienamente l&#8217;ideale oggettivo.<\/em> Straordinario. Qui il concetto stesso del peccato sparisce, come sparisce il coniglietto sotto il cilindro ad opera del prestigiatore; viene sostituito da espressioni come &quot;la complessit\u00e0 concreta dei limiti&quot; e viene descritto come una realt\u00e0 che &quot;non \u00e8 ancora pienamente l&#8217;ideale oggettivo&quot;: laddove, si noti, la dottrina morale cattolica diventa un &quot;ideale&quot; e non pi\u00f9 un dovere ineludibile, e il peccato grave diventa un qualcosa che &quot;non \u00e8 ancora&quot; tale ideale, ma, evidentemente, poco ci manca che lo sia. Ma la cosa pi\u00f9 grave di tutte, e veramente intollerabile, \u00e8 che Dio stesso viene chiamato in causa per approvare ci\u00f2 che il peccatore gli offre &quot;con sincerit\u00e0 e onest\u00e0&quot;, vale a dire il suo peccato. E non glielo offre con il fermo proponimento di vincerlo, e magari di vincerlo, come insegna la dottrina cattolica, appunto con l&#8217;aiuto di Dio; no: glielo offre come ci\u00f2 che, in quel momento, si pu\u00f2 offrire &quot;generosamente&quot; a Dio: alla faccia della generosit\u00e0. Ricapitolando: l&#8217;uomo peccatore rimane nel peccato, e offre il suo peccato a Dio, non perch\u00e9 Dio lo aiuti a liberarsene, ma perch\u00e9 Dio lo gradisca quale offerta &quot;generosa&quot;, e dunque lo approvi e lo santifichi. Cos\u00ec l&#8217;uomo rimane felicemente nel peccato, e Dio diventa il santificatore dei peccati umani, invece che il Redentore. Inutile dire che, in questa prospettiva, Ges\u00f9 Cristo \u00e8 morto sulla croce per nulla; per nulla \u00e8 stati tradito e abbandonato dai suoi stessi discepoli; per nulla \u00e8 stato insultato, flagellato e incoronato di spine; per nulla \u00e8 stato sepolto ed \u00e8 risorto il terzo giorno. Non c&#8217;era alcun bisogno, in realt\u00e0, che prendesse su di s\u00e9 i peccati degli uomini, perch\u00e9 i peccati non sono pi\u00f9 tali, o, se pure lo sono ancora, diventano qualcosa di accettabile, che non solo la chiesa, ma Dio stesso approva ed avalla.<\/p>\n<p>E adesso vorremmo rivolgerci a tutti gli ammiratori di papa Francesco e a tutti quei &quot;cattolici&quot; i quali guardano a Paglia, a Galantino, a Sosa Abascal, come a dei normali pastori; a tutti quelli che sono in buona fede, beninteso, e che pensano, sbagliando, che un papa non pu\u00f2 essere eretico ed apostata, e che dei vescovi e dei superiori di ordini religiosi, a loro volta, non lo possono. A quei cattolici in buona fede vorremmo chiedere: siete davvero convinti che non ci sia nulla di strano nel pontificato di Francesco? Davvero pensate che espressioni come quelle da noi ora riportate siamo compatibili con il retto esercizio del magistero ecclesiastico? Ve la sentite di avallarle, di prenderle per buone, di inserirle nella mappa ideale della vostra fede cattolica, come parole chiarificatrici e vivificanti, quali dovrebbero essere le parole del papa e dei suoi pastori? Davvero, se siete in buona fede, se v&#8217;importa qualcosa di Ges\u00f9 Cristo, <em>non vi par di sentire una certa qual puzza dell&#8217;inferno?<\/em><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Dietro le lacrime di gioia di Emma Bonino per l&#8217;approvazione, in Parlamento, dell&#8217;ennesima legge di morte, c&#8217;\u00e8 un padre nobile, si fa per dire, che da<span class=\"excerpt-hellip\"> [\u2026]<\/span><\/p>\n","protected":false},"author":2,"featured_media":30154,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"_jetpack_memberships_contains_paid_content":false,"footnotes":""},"categories":[36],"tags":[104],"class_list":["post-25559","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-etica","tag-blaise-pascal"],"jetpack_featured_media_url":"https:../../../../fides-et-ratio.it/wp-content/uploads/2023/10/categoria-etica.jpg","jetpack_sharing_enabled":true,"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/25559","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/users\/2"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/comments@post=25559"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/25559\/revisions"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/media\/30154"}],"wp:attachment":[{"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/media@parent=25559"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/categories@post=25559"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/tags@post=25559"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}