{"id":25554,"date":"2015-07-28T06:32:00","date_gmt":"2015-07-28T06:32:00","guid":{"rendered":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/2015\/07\/28\/come-guy-de-maupassant-vide-le-meraviglie-della-cappella-palatina-a-palermo\/"},"modified":"2015-07-28T06:32:00","modified_gmt":"2015-07-28T06:32:00","slug":"come-guy-de-maupassant-vide-le-meraviglie-della-cappella-palatina-a-palermo","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/2015\/07\/28\/come-guy-de-maupassant-vide-le-meraviglie-della-cappella-palatina-a-palermo\/","title":{"rendered":"Come Guy de Maupassant vide le meraviglie della Cappella Palatina a Palermo"},"content":{"rendered":"<p>Al primo piano del Palazzo Reale di Palermo, oggi noto come Palazzo dei Normanni e dedicato a San Pietro Apostolo, sorge la Cappella Palatina, costruita nel 1132 per volont\u00e0 di Ruggero II e consacrata nel 1140: un edificio a pianta basilicale, a tre navate, con colonne collegate da archi ogivali ed una cupola sovrastante le tre absidi.<\/p>\n<p>La cupola, il transetto e le absidi, nonch\u00e9 le navate, sono interamente decorate, nella parte superiore, da stupendi mosaici in stile bizantino, fra i pi\u00f9 importanti della Sicilia: raffigurano il Cristo Pantocratore (nel catino dell&#8217;abside), gli apostoli e una lunga serie di scene dell&#8217;Antico e del Nuovo Testamento, a cominciare dalla creazione del mondo e dalle vicende della prima coppia di uomini, Adamo ed Eva.<\/p>\n<p>Il giudizio pi\u00f9 ammirato e commosso, pi\u00f9 penetrante e sensibile, \u00e8 quello tributato alla Cappella Palatina palermitana da Guy de Maupassant ne \u00abLa vie errante\u00bb, pubblicata a Parigi nel 1890 e che qui riportiamo a testimonianza dell&#8217;amore e dell&#8217;intelligenza con cui uno scrittore transalpino ha saputo accostarsi a uno dei pi\u00f9 fulgidi gioielli architettonici, scultorei e musivi del nostro pur ricchissimo patrimonio storico-artistico (riportato in: Giuseppe Schir\u00f2, \u00abCappella Palatina\u00bb, Palermo, Edizioni Mistretta, 1992, p. 50):<\/p>\n<p>\u00abLa Cappella Palatina, la pi\u00f9 bella che esista al mondo, il pi\u00f9 sorprendente gioiello religioso sognato dal pensiero umano ed eseguito da mani di artista \u00e8 racchiusa nella pesante costruzione del Palazzo reale, antica fortezza costruita dai Normanni.<\/p>\n<p>La Cappella non ha esterni. Si entra nel palazzo, dove si \u00e8 colpiti dapprima dal&#8217;eleganza del cortile interno circondato da colonne. Una bella scalinata con pianerottoli ad angolo retto forma una prospettiva inattesa e di grande effetto. Di fronte al portone d&#8217;ingresso, un&#8217;altra porta che sfonda il muro del Palazzo e d\u00e0 sulla campagna lontana, apre, all&#8217;improvviso, un orizzonte stretto e profondo; sembra proiettare la mente in paesi infiniti e in sogni illimitati, da quell&#8217;apertura centinata che colpisce l&#8217;occhio e lo trasporta irresistibilmente verso la cima azzurra della montagna intravista laggi\u00f9, lontana, lontanissima, al di sopra di un&#8217;immensa pianura di aranci.<\/p>\n<p>Quando si penetra nella Cappella, si rimane inizialmente stupefatti come di fronte ad una cosa sorprendente di cui si subisce l&#8217;intensit\u00e0 prima di averla compresa. La bellezza colorata e calma, penetrante ed irresistibile della chiesetta che \u00e8 il capolavoro pi\u00f9 assoluto che mai si possa immaginare, lascia senza fiato dinnanzi a quei muri coperti di immensi mosaici a sfondo d&#8217;oro, soffusi di un chiarore dolce che illumina l&#8217;intero monumento di una luce tenue, la quale proietta subito la mente in paesaggi biblici e divini in cui si vedono, eretti in un cielo infuocato, tutti coloro che furono coinvolti nella vita dell&#8217;Uomo-Dio.<\/p>\n<p>Quel che rende cos\u00ec violenta l&#8217;impressione prodotta dai monumenti siciliani \u00e8 il fatto che, alla prima occhiata, colpisce di pi\u00f9 l&#8217;arte della decorazione che non quella dell&#8217;architettura. L&#8217;armonia delle linee e delle proporzioni costituisce una mera cornice per l&#8217;armonia delle sfumature.<\/p>\n<p>Quando si entra nelle nostre cattedrali gotiche, si prova una sensazione severa, quasi di tristezza. La loro grandezza \u00e8 imponente; rimaniamo colpiti, ma non sedotti dalla loro maestosit\u00e0. Qui, veniamo conquistati, commossi, da qualcosa, direi di sensuale, aggiunto dal colore alla bellezza delle forme.<\/p>\n<p>Gli uomini che concepirono ed innalzarono queste chiese luminose, sebbene ombrose, avevano certamente un&#8217;idea del sentimento religioso completamente diversa da quella degli architetti delle cattedrali tedesche o francesi; ed il loro genio peculiare si preoccup\u00f2, prevalentemente, di far filtrare la luce in quelle navate, cos\u00ec meravigliosamente decorate, in modo che non la sentisse, che non la si vedesse, che essa vi scivolasse, sfiorando semplicemente i muri, suscitando effetti misteriosi ed attraenti, mentre la luminosit\u00e0 sembrasse provenire dalle stesse mura, dai grandi cieli d&#8217;oro affollati di apostoli.<\/p>\n<p>La Cappella Palatina, costruita nel 1132 dal re Ruggero II, in stile gotico-normanno, \u00e8 una piccola basilica a tre navate. \u00c8 lunga soltanto 33 metri e larga 13; pertanto \u00e8 un giocattolo, un gioiello di basilica.<\/p>\n<p>Due linee di stupende colonne di marmo, tutte di colore diverso, conducono sotto la cupola, da dove vi guarda un Cristo colossale, circondato da angeli dalle ali spiegate. Il mosaico che costituisce il fondo della cappella laterale di sinistra \u00e8 un quadro stupefacente. Rappresenta San Giovanni che predica nel deserto. Si direbbe un Puvis de Chavannes pi\u00f9 colorito, pi\u00f9 possente, pi\u00f9 ingenuo, meno costruito, eseguito in tempi di fede vivida da un artista ispirato. L&#8217;apostolo parla ad alcune persone. Dietro di lui, il deserto, e proprio in fondo, alcune montagne azzurre, di quelle montagne dalle linee morbide e sfumate, in una nebbiolina, come le conoscono bene tutti quelli che hanno percorso l&#8217;Oriente. Al di sopra del santo, attorno a lui, dietro di lui, un cielo d&#8217;oro, un autentico cielo da miracoli, in cui Dio pare presente.<\/p>\n<p>Tornando verso la porta di uscita, ci si ferma sotto il pulpito, semplice quadrato di marmo rossiccio, circondato da un fregio di marmo bianco intarsiato con sottili mosaici, e sostenuto da quattro colonne finemente lavorate. Ci si meraviglia di ci\u00f2 che pu\u00f2 produrre con cos\u00ec poca cosa il gusto, il gusto puro di un vero artista.<\/p>\n<p>Tutto il mirabile effetto di simili chiese proviene, d&#8217;altronde, dalla mescolanza e dalla contrapposizione dei marmi e dei mosaici. Ed \u00e8 questo il loro segno caratteristico. Tutta la parte inferiore dei muri, bianca ed ornata solamente con esili disegni, con sottili ricami di pietra, mette in possente rilievo, per via della decisa volont\u00e0 di semplicit\u00e0, la ricchezza colorata dei vasti soggetti che ricoprono la parte superiore.<\/p>\n<p>In questi piccoli ricami, che corrono come merletti variegati sulla muraglia inferiore, si scoprono anche cose deliziose, grandi quanto il palmo della mano: cos\u00ec, ad esempio, due pavoni che, incrociando i becchi, portano una croce.<\/p>\n<p>In diverse chiese di Palermo si ritrova lo stesso genere di decorazione. I mosaici della Martorana, anzi, sono probabilmente di una esecuzione pi\u00f9 notevole di quelli della Cappella Palatina; ma non si pu\u00f2 incontrare mai, in nessun momento, il meraviglioso insieme che rende unico questo capolavoro divino.\u00bb<\/p>\n<p>Guy de Maupassant (nato a Tourville sur Arques, nell&#8217;Alta Normandia, il 5 agosto 1850 e morto a Parigi, il 6 luglio 1893, dopo un anno e mezzo di demenza quasi totale), \u00e8 universalmente noto per i suoi racconti e per le sue novelle, oltre che per i sei romanzi, fra i quali spiccano, come due perle, \u00abUna vita\u00bb, del 1883, e \u00abBel Ami\u00bb (che il grande Lev Tolstoj defin\u00ec \u00abuno dei romanzi pi\u00f9 veri e commoventi del nostro tempo\u00bb), del 1885 (gli altri quattro, cui se ne aggiungono due incompiuti, sono: \u00abMont Oriol\u00bb, 1887; \u00abPierre e Jean\u00bb, 1889; \u00abForte come la morte\u00bb, 1889; e \u00abIl nostro cuore\u00bb, 1890), non \u00e8 altrettanto noto &#8212; anzi, non lo \u00e8 affatto &#8212; come appassionato di storia dell&#8217;arte e come Cicerone delle bellezze artistiche del nostro Paese.<\/p>\n<p>Nella sua strana e complessa personalit\u00e0, in cui s&#8217;intrecciavano fastidio per la societ\u00e0 e bisogno di solitudine, ma anche capacit\u00e0 di amicizia e di profonda introspezione, vi era ampio spazio per il senso estetico; amico personale ed allievo ideale di Hippolyte Taine (indimenticabili le pagine da questi dedicate ai monumenti bizantini di Ravenna, e specialmente ai mosaici della Chiesa di San Vitale), come lui viaggi\u00f2 e visit\u00f2 l&#8217;Italia, spinto anche da un bisogno frenetico di allontanarsi dalla Francia e da se stesso. Il bisogno compulsivo di partire, di viaggiare, aveva a che fare con la sua inquietudine e con il terrore di finire come il fratello Herv\u00e9, ricoverato per pazzia: era un grande ipocondriaco che vide avverarsi i suoi peggiori presentimenti e le sue paure pi\u00f9 profonde. Era anche uno dei maggiori scrittori naturalisti, eppure la sua concezione positivista non gli imped\u00ec di coltivare una vena malinconica e fantastica (suo \u00e8 uno dei racconti del terrore pi\u00f9 riusciti e impressionanti della letteratura mondiale: \u00abL&#8217;Horla\u00bb, che sarebbe stato poi ripreso dallo scrittore statunitense Ambrose Bierce &#8212; e, indirettamente, da H. P. Lovecraft &#8211; e, nel 1963, dal regista americano Reginald Le Borg, che ne ha tratto un film intitolato \u00abDiario di un pazzo\u00bb) e di sentire con forza il mondo delle emozioni; dal modo in cui visitava le chiese, i palazzi, i monumenti, i musei, si percepisce una intensit\u00e0 intellettuale ed un coinvolgimento emotivo che fanno pensare pi\u00f9 alla vena &quot;decadentista&quot; di un Joris-Karl Huysmans, che al rigido razionalismo scientista di un \u00c9mile Zola.<\/p>\n<p>Era, infine, un uomo del Nord innamorato del Sud: dalla sua Normandia (che detestava per la sordida, inverosimile avarizia dei suoi abitanti) amava spingesi sempre pi\u00f9 lontano, nella Francia del Sud (Alvernia), in Africa settentrionale (Algeria) e in Italia (specialmente in Sicilia). I colori del Sud, del Mediterraneo, i suoi profumi, la sua natura, la sua storia antica e gloriosa, i suoi tesori artistici, lo affascinavano. Era, in fondo, uno spirito orgoglioso e solitario, avventuroso e romantico, assetato di grandi spazi, irrequieto, malinconico, pessimista, e pur ingenuamente fiero della sua salute, della sua forza, dei suoi muscoli: lo scrittore livornese Mario Picchi (1927-1996) lo ha paragonato a Jack London, sostenendo &#8212; a nostro avviso, con molta pi\u00f9 verit\u00e0 di quanto si potrebbe immaginare &#8212; che pochi scrittori sono stati pi\u00f9 simili, fra loro, di questi due &quot;outsider&quot;, il francese e l&#8217;americano. Entrambi erano suggestionati da confuse teorie vitaliste e un po&#8217; superomiste, nonch\u00e9 da un certo darwinismo sociale, bizzarramente venato di un certo qual socialismo umanitario; entrambi furono snobbati o sottovalutati, sostanzialmente, dalla critica, almeno finch\u00e9 vissero; ma entrambi furono molto amati dal pubblico, che li aveva compresi assai meglio dei professoroni di mestiere.<\/p>\n<p>Dalla sua descrizione della Cappella Palatina di Palermo, che abbiamo qui sopra riportata, emerge una viva sensibilit\u00e0, che Maupassant, grande maestro della parola (della parola chiara, sonora, efficace, viva di una vita propria, quasi aurorale ed intimamente sensuale: non per niente \u00e8 un autore che si fa leggere ai principianti della lingua francese, essendo in un medesimo tempo semplice e ricco), traduce in immagini immediate, di sicura presa per il lettore, che vanno ditte al cuore della cosa. E il cuore della Cappella Palatina sono i mosaici dallo sfondo d&#8217;oro e dalla luce tenue, nei quali pare scorrere, dagli abissi del tempo e dello spazio, la storia sacra dell&#8217;uomo che cerca Dio e di Dio che chiama a s\u00e9 l&#8217;uomo; ma soprattutto la luce: la luce che filtra attraverso le navate, che riempie l&#8217;ambiente di un&#8217;atmosfera dorata, magica, trepidante; la luce che trasfigura le cose, le smaterializza, e rivela l&#8217;anima nascosta in fondo ad esse.<\/p>\n<p>Anche in questo senso si pu\u00f2 dire che Maupassant, il naturalista Maupassant, \u00e8, a ben guardare, pi\u00f9 vicino al Decadentismo e, in genere, alla stagione simbolista, di quanto si potrebbe credere (si pensi a quel riferimento a Puvis de Chavannes, parlando dei mosaici di Palermo): perch\u00e9 la luce non \u00e8 materia, \u00e8 spirito; e quel che affascina Maupassant non sono le cose, ma il mistero che in esse si cela: ecco, allora, che la sua parola nitida, precisa, tornita e tuttavia &#8211; a suo modo &#8211; schietta e disadorna, diviene la formula magica, la liturgia religiosa che aiutano il lettore, accompagnandolo quasi per mano, a entrare in un mondo fatto d&#8217;incanto, di pura bellezza e di pura luce, e a lasciarsi rapire lontano, via dalla grande citt\u00e0, dalla vita moderna, dalle bruttezze della realt\u00e0 industriale, dall&#8217;acciaio e dal vapore. Positivista, Maupassant, ci si aspetterebbe che lo sia, in quanto naturalista. Eppure &#8212; lo si crederebbe? &#8212; egli \u00e8 stato tra i firmatari di una petizione per far rimuovere la Tour Eiffel, qualificata come un orrore architettonico che deturpa il volto di Parigi.<\/p>\n<p>No; la verit\u00e0 \u00e8 che Maupassant non amava la civilt\u00e0 moderna; che non amava le macchine, n\u00e9 il traffico, n\u00e9, tanto meno, le folle, le masse, le moltitudini ove l&#8217;individuo si smarrisce e scompare (si pensi alla sua agghiacciante novella \u00abNella nebbia\u00bb, storia di un incubo notturno che si materializza o, piuttosto, di un assurdo, disperato naufragio metropolitano) ed ecco allora profilarsi, con pi\u00f9 evidenza e con perfetta coerenza, il suo grande amore per l&#8217;Italia, per la Sicilia, per Palermo, per l&#8217;arte medievale, per i mosaici bizantini: per una realt\u00e0 parallela, ma opposta, a quella della vita d&#8217;ogni giorno, fatta di luce, di stupore, di silenzio. Quando visit\u00f2 la Cappella, mancava poco all&#8217;eclisse della sua ragione. Fece in tempo a udire, per un istante, il sussurro della bellezza celeste?<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Al primo piano del Palazzo Reale di Palermo, oggi noto come Palazzo dei Normanni e dedicato a San Pietro Apostolo, sorge la Cappella Palatina, costruita nel<span class=\"excerpt-hellip\"> [\u2026]<\/span><\/p>\n","protected":false},"author":2,"featured_media":30163,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"_jetpack_memberships_contains_paid_content":false,"footnotes":""},"categories":[25],"tags":[157],"class_list":["post-25554","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-letteratura","tag-gesu-cristo"],"jetpack_featured_media_url":"https:../../../../fides-et-ratio.it/wp-content/uploads/2023/10/categoria-letteratura.jpg","jetpack_sharing_enabled":true,"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/25554","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/users\/2"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/comments@post=25554"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/25554\/revisions"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/media\/30163"}],"wp:attachment":[{"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/media@parent=25554"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/categories@post=25554"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/tags@post=25554"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}