{"id":25549,"date":"2008-05-24T02:19:00","date_gmt":"2008-05-24T02:19:00","guid":{"rendered":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/2008\/05\/24\/nel-pensiero-di-gurdjieff-la-lotta-delluomo-per-conquistare-un-centro-di-gravita-permanente\/"},"modified":"2008-05-24T02:19:00","modified_gmt":"2008-05-24T02:19:00","slug":"nel-pensiero-di-gurdjieff-la-lotta-delluomo-per-conquistare-un-centro-di-gravita-permanente","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/2008\/05\/24\/nel-pensiero-di-gurdjieff-la-lotta-delluomo-per-conquistare-un-centro-di-gravita-permanente\/","title":{"rendered":"Nel pensiero di Gurdjieff la lotta dell&#8217;uomo per conquistare un centro di gravit\u00e0 permanente"},"content":{"rendered":"<p>Nel nostro precedente articolo <em>L&#8217;uomo, secondo Gurdjieff, \u00e8 una pluralit\u00e0, e il suo nome \u00e8 legione<\/em>, ci siamo occupati di un aspetto caratteristico dell&#8217;insegnamento esoterico di Georges Ivanovic Gurdjieff (nato ad Aleksandropol nel 1877 e morto a Parigi nel 1949), ossia della dottrina secondo la quale l&#8217;uomo non possiede un Io, ma deve, per cos\u00ec dire, conquistarselo, dominando le mille voci contrastanti e le mille pretese egemoniche dei tanti piccoli &#8216;io&#8217; che, volta a volta, impongono alla coscienza le loro emozioni, i loro desideri e i loro pensieri, trascinati a loro volta dagli innumerevoli stimoli esterni.<\/p>\n<p>Abbiamo anche notato come tale dottrina si possa ricollegare da un lato alla generale crisi dell&#8217;Io determinatasi, negli anni del Decadentismo, nella cultura occidentale (pienamente esemplificata dal romanzo di Pirandello <em>Uno, nessuno e centomila<\/em>), dall&#8217;altra ad antichissimi insegnamenti delle filosofie orientali, di cui egli era un notevole conoscitore, e, in modo particolare, al Buddhismo Theravada e alla controversa nozione del non-S\u00e9 (cfr. F. Lamendola, <em>Esiste l&#8217;anima dell&#8217;uomo nella filosofia buddhista?<\/em>, sul sito di Arianna Editrice).<\/p>\n<p>Ora vogliamo fare un passo avanti e prendere in esame un altro importante aspetto dell&#8217;insegnamento del geniale e sconcertante maestro della liberazione dell&#8217;uomo, il quale di se stesso diceva ai suoi discepoli: \u00abIo non sono la risposta, sono soltanto una Guida sulla via che porta alla vetta\u00bb. Intendiamo riferirci alla dottrina dei &quot;sette uomini&quot;, ossia delle sette categorie (non livelli, perch\u00e9 le prime tre sono immobili) sui quali <em>pu\u00f2<\/em> svilupparsi l&#8217;evoluzione interiore dell&#8217;uomo. Come per i teosofi, anche per Gurdjieff il numero sette sembra esercitare un fascino irresistibile. L&#8217;Universo, ad esempio, \u00e8 distribuito in un settemplice &quot;raggio di creazione&quot; che scende dall&#8217;Assoluto e, gi\u00f9 gi\u00f9, a Tutti i mondi; Tutti i soli; il Sole; Tutti i pianeti; i Pianeti; la Terra; la Luna. Gli esseri umani, come ogni altra realt\u00e0 terrestre, sono sottoposti all&#8217;influenza irresistibile della Luna, anzi subiscono dal nostro satellite una vera e propria forma di dominio: la lotta per affermare la libert\u00e0 e l&#8217;autonomia della coscienza \u00e8 la lotta per sottrarsi al dominio delle forze lunari.<\/p>\n<p>Non solo: l&#8217;intero Universo \u00e8 sottoposto alla cosiddetta legge dell&#8217;ottava, seconda la quale, cos\u00ec come le vibrazioni sonore sono organizzate in una scala di sette toni, la stessa cosa avviene per la luce, il calore, le vibrazioni chimiche e magnetiche. Ecco allora che le sette note <em>do, re, mi, fa, sol, la, si,<\/em> sono la misura di una suprema armonia universale che pervade ogni cosa e che tende a ritornare su se stessa, descrivendo un cerchio completo, cos\u00ec come il <em>do<\/em> maggiore segna l&#8217;inizio di una nuova serie di sette suoni. Questo aspetto della dottrina di Gurdjieff si ricollega abbastanza esplicitamente all&#8217;antichissima tradizione pitagorica, basata sull&#8217;idea di una piena e perfetta corrispondenza fra l&#8217;Universo, la musica e la matematica<\/p>\n<p>Tornando alla dottrina delle sette categorie dell&#8217;evoluzione umana (evoluzione che non \u00e8 un fatto spontaneo, ma intenzionale), riteniamo utile esporla brevemente mediante la testimonianza del pi\u00f9 insigne allievo di Gurdjieff, il filosofo russo P. D. Ouspensky, il quale &#8211; come il giovane Platone nei confronti di Socrate &#8211; raccolse amorevolmente le parole del Maestro, per trasmetterle alla posterit\u00e0.<\/p>\n<p>Scrive, dunque, Ouspensky nel suo libro <em>Frammenti di un insegnamento sconosciuto<\/em> (titolo originale: <em>In Search of the Miraculous. Fragments of an Unknown Teaching<\/em>; traduzione italiana dall&#8217;edizione in lingua francese di Henry Thomasson, Roma, Casa Editrice Astrolabio, 1976, pp. 82-86):<\/p>\n<p><em>Non vi \u00e8 nulla nel mondo, dal sistema solare fino all&#8217;uomo e dall&#8217;uomo fino all&#8217;atomo, che non salga o non scenda, che non si evolva o non degeneri, che non si sviluppi o non decada.<\/em> Mai nulla si evolve meccanicamente. <em>Solo la degenerazione e la distruzione procedono meccanicamente. Ci\u00f2 che non pu\u00f2 evolversi coscientemente, degenera. L&#8217;aiuto esterno non \u00e8 possibile che nella misura in cui \u00e8 apprezzato e accettato, anche se all&#8217;inizio esso lo \u00e8 solo dal sentimento.<\/em><\/p>\n<p><em>Il linguaggio che permette la comprensione, si basa sulla conoscenza del rapporto dell&#8217;oggetto che si esamina con la sua evoluzione possibile, sulla conoscenza del suo<\/em> posto <em>nella scala evolutiva.<\/em><\/p>\n<p><em>A questo fine, un gran numero delle nostre idee comuni sono<\/em> divise <em>in conformit\u00e0 agli stadi di questa evoluzione.<\/em><\/p>\n<p><em>Una volta ancora, prendiamo l&#8217;idea dell&#8217;<\/em>uomo. <em>Nel linguaggio di cui parlo, al posto della parola &#8216;uomo&#8217; sono usate<\/em> sette parole<em>, ossia: uomo n. 1, uomo n. 2, uomo n. 3, uomo n. 4, uomo n. 5, uomo n. 6 uomo n. 7. Con queste sette idee, noi saremo in grado di comprenderci allorch\u00e9 parleremo dell&#8217;uomo.<\/em><\/p>\n<p><em>L&#8217;uomo n. 7 \u00e8 giunto al pi\u00f9 completo sviluppo possibile per l&#8217;uomo, e possiede tutto ci\u00f2 che l&#8217;uomo pu\u00f2 possedere, come volont\u00e0, coscienza, un &#8216;Io&#8217; permanente e immutabile, individualit\u00e0, immortalit\u00e0, e una quantit\u00e0 di altre propriet\u00e0 che nella nostra cecit\u00e0 e nella nostra ignoranza noi ci attribuiamo. Solo fino a un certo punto possiamo capire l&#8217;uomo n. 7 e le sue propriet\u00e0, cos\u00ec come le tappe graduali per avvicinarci a lui, cio\u00e8 per capire il processo di sviluppo che ci \u00e8 possibile.<\/em><\/p>\n<p><em>L&#8217;uomo n. 6 segue da vicino l&#8217;uomo n. 7 Differisce da lui solo per qualcuna delle sue propriet\u00e0 che non sono ancora diventate<\/em> permanenti.<\/p>\n<p><em>L&#8217;uomo n. 5 \u00e8 anch&#8217;egli un tipo d&#8217;uomo a noi inaccessibile, perch\u00e9 ha raggiunto l&#8217;<\/em>unit\u00e0.<\/p>\n<p><em>L&#8217;uomo n. 4 si trova ad u grado intermedio: ne parler\u00f2 in seguito.<\/em><\/p>\n<p><em>Gli uomini n. 1, 2, 3, costituiscono l&#8217;umanit\u00e0 meccanica: restano al livello in cui sono nati.<\/em> L&#8217;uomo n. 1 <em>ha il centro di gravit\u00e0 della sua vita psichica nel suo centro motore. \u00c8 l&#8217;uomo del corpo fisico, in cui le funzioni dell&#8217;istinto e del movimento predominano sempre sulle funzioni del sentimento e del pensiero.<\/em><\/p>\n<p>L&#8217;uomo n. 2 <em>\u00e8 allo stesso livello di sviluppo, ma il centro di gravit\u00e0 della sua vita psichica si trova nel centro emozionale; \u00e8 dunque l&#8217;uomo in cui le funzioni<\/em> emozionali <em>predominano su tutte le altre, \u00e8 l&#8217;uomo del sentimento, l&#8217;uomo emozionale.<\/em><\/p>\n<p>L&#8217;uomo n. 3 <em>\u00e8 anch&#8217;esso allo stesso livello di sviluppo, ma il centro di gravit\u00e0 della sua vita psichica, \u00e8 nel centro intellettuale; in altri termini, \u00e8 un uomo in cui le funzioni intellettuali predominano sulle funzioni emozionali, istintive, motorie: \u00e8 l&#8217;uomo che ragiona, che ha una teoria per tutto ci\u00f2 che fa, che parte sempre da considerazioni mentali.<\/em><\/p>\n<p><em>Ogni uomo nasce n. 1, n. 2, n. 3.<\/em><\/p>\n<p>L&#8217;uomo n. 4 <em>non \u00e8 nato 4, egli \u00e8 nato 1, 2, 3 e non diventa 4 che in seguito a sforzi di carattere ben definito. L&#8217;uomo n. 4 \u00e8 sempre il<\/em> prodotto di un lavoro di scuola<em>. Non pu\u00f2 nascere tale n\u00e9 svilupparsi accidentalmente: le influenze ordinarie dell&#8217;educazione, della cultura, ecc. non possono produrre un uomo n. 4. Il suo livello \u00e8 superiore a quello dell&#8217;uomo n. 1, 2 e 3;<\/em> egli ha un centro di gravit\u00e0 permanente <em>che \u00e8 fatto delle sue idee, del suo apprezzamento del lavoro, e della sua relazione con la scuola. Inoltre, i suoi centri psichici hanno gi\u00e0 cominciato a equilibrarsi; in lui, un centro non pu\u00f2 pi\u00f9 avere una preponderanza sugli altri, come per gli uomini delle rime categorie.<\/em><\/p>\n<p><em>L&#8217;uomo n. 5 \u00e8 gi\u00e0 il prodotto di una cristallizzazione; egli non pu\u00f2 pi\u00f9 cambiare continuamente, come gli uomini n. 1, 2 e 3. Ma si deve notare che l&#8217;uomo n. 5 pu\u00f2 essere sia il risultato di un lavoro giusto come il risultato di un lavoro sbagliato. Egli pu\u00f2 essere diventato n. 5 dopo essere stato n. 4 e pu\u00f2 essere diventato n. 5<\/em> senza essere stato n. 4<em>. In questo caso, egli non potr\u00e0 svilupparsi oltre, non potr\u00e0 diventare n. 6 e 7 Per diventare n. 6 egli dovr\u00e0 prima rifondere completamente la sua essenza, gi\u00e0 cristallizzata. Dovr\u00e0 perdere intenzionalmente il suo essere di uomo n. 5 Ora questo non pu\u00f2 essere portato a compimento che attraverso sofferenze terribili. Per fortuna, tali casi di falso sviluppo sono molto rari.<\/em><\/p>\n<p><em>La divisione dell&#8217;uomo in 7 categorie permette di spiegare molte cose che non potrebbero essere comprese altrimenti. Questa divisione \u00e8 una prima applicazione all&#8217;uomo del concetto della<\/em> relativit\u00e0. <em>Cose apparentemente identiche possono essere del tutto differenti, secondo la categoria di uomini da cui dipendono o in relazione alla quale si considerano.<\/em><\/p>\n<p><em>Secondo questa concezione, tutte le manifestazioni interiori od esteriori dell&#8217;uomo, tutto ci\u00f2 che gli \u00e8 proprio, tutte le sue creazioni, sono ugualmente divise in sette categorie.<\/em><\/p>\n<p><em>Possiamo dunque dire che vi \u00e8 un sapere n. 1 basato sull&#8217;imitazione, gli istinti o imparato a memoria, meccanicamente, per ripetizione. L&#8217;uomo n. 1, se \u00e8 un uomo n. 1 nel pieno senso di questo termine, acquisisce tutto il suo sapere come una scimmia o un pappagallo.<\/em><\/p>\n<p><em>Il sapere dell&#8217;uomo n. 2 \u00e8 semplicemente il sapere di ci\u00f2 che ci piace. L&#8217;uomo n. 2 non vuole sapere nulla di ci\u00f2 che non gli piace. Sempre e in tutto vuole qualcosa che gli piaccia. Oppure, se \u00e8 un uomo malato, \u00e8 attratto da tutto ci\u00f2 che gli dispiace, \u00e8 affascinato dalle proprie ripugnanze, da tutto ci\u00f2 che provoca in lui l&#8217;orrore, lo spavento o la nausea.<\/em><\/p>\n<p><em>Il sapere dell&#8217;uomo n. 3 \u00e8 un sapere fondato su un pensare soggettivamente logico, su parole, su una comprensione letterale. \u00c8 il sapere dei topi di biblioteca, degli scolastici. Per esempio, sono uomini n. 3 quelli che hanno contato quante volte ritorna ogni lettera dell&#8217;alfabeto arabo nel Corano, e hanno basato su ci\u00f2 tutto un sistema di interpretazione.<\/em><\/p>\n<p><em>Il sapere dell&#8217;uomo n. 4 \u00e8 un sapere di una specie completamente differente. \u00c8 un sapere che viene dall&#8217;uomo n. 5 il quale lo ha ricevuto dall&#8217;uomo n. 6, il quale l&#8217;ha attinto alla sorgente dell&#8217;uomo n. 7. Tuttavia \u00e8 chiaro che l&#8217;uomo n. 4 assimila di questa conoscenza solo ci\u00f2 che \u00e8 in rapporto con le sue possibilit\u00e0. Ma a confronto del sapere degli uomini n. 1, 2 e 3, il sapere dell&#8217;uomo n. 4 ha incominciato a liberarsi dagli elementi soggettivi. L&#8217;uomo n. 4 \u00e8 in cammino verso il sapere oggettivo.<\/em><\/p>\n<p><em>Il sapere dell&#8217;uomo n. 5 \u00e8 un sapere totale e indivisibile. L&#8217;uomo n. 5 possiede un Io indivisibile e<\/em> tutta <em>la sua conoscenza appartiene a questo &#8216;Io&#8217;. Non pu\u00f2 esserci un &#8216;io&#8217; che sappia qualche cosa senza che un altro &#8216;io&#8217; ne sia informato. Ci\u00f2 che egli sa, lo sa con la totalit\u00e0 del suo essere. Il suo sapere \u00e8 pi\u00f9 vicino al sapere oggettivo d quanto pu\u00f2 esserlo quello dell&#8217;uomo n. 4.<\/em><\/p>\n<p><em>Il sapere dell&#8217;uomo n. 6 rappresenta l&#8217;integralit\u00e0 del sapere accessibile all&#8217;uomo; ma pu\u00f2 ancora essere perduto.<\/em><\/p>\n<p><em>Il sapere dell&#8217;uomo n. 7 \u00e8 del tutto suo e non pu\u00f2 pi\u00f9 essergli tolto; questo \u00e8 il sapere<\/em> oggettivo <em>e interamente<\/em> pratico di Tutto.<\/p>\n<p><em>Per quanto riguarda l&#8217;Essere, succede esattamente la stessa cosa. Vi \u00e8 l&#8217;essere dell&#8217;uomo n. 1, vale a dire di colui che vive con i suoi istinti e le sue sensazioni; vi \u00e8 l&#8217;essere dell&#8217;uomo n. 2 che vive dei suoi sentimenti e delle sue emozioni; l&#8217;essere dell&#8217;uomo n. 3, l&#8217;uomo della ragione, il teorico, e cos\u00ec di seguito. Si comprende in tal modo perch\u00e9 il sapere non pu\u00f2 mai essere molto lontano dall&#8217;essere. Gli uomini n. 1, 2, 3 non possono in ragione del loro essere possedere il sapere degli uomini 4, 5 e oltre. Qualsiasi cosa gli sia data, la interpretano a modo loro e non potrebbero fare altrimenti che ricondurla al livello inferiore, che \u00e8 il loro.<\/em><\/p>\n<p><em>Lo stesso genere di divisione in sette categorie \u00e8 applicabile a tutto ci\u00f2 che \u00e8 in rapporto con l&#8217;uomo. Vi \u00e8 un&#8217;arte n. 1, che \u00e8 quella dell&#8217;uomo n. 1, un&#8217;arte di imitazione, di vana apparenza, oppure grossolanamente primitiva e sensuale, come la musica e le danze dei popoli primitivi. Vi \u00e8 un&#8217;arte n. 2, un&#8217;arte del sentimento; un&#8217;arte n. 3 che \u00e8 intellettuale, inventata; e vi deve essere un&#8217;arte n. 4, n. 5, ecc.<\/em><\/p>\n<p><em>Esattamente allo stesso modo, vi \u00e8 una religione dell&#8217;uomo n. 1, vale a dire una religione fatta di riti, di forme esteriori, di sacrifici e di cerimonie brillanti che possono essere talvolta di imponente splendore o al contrario di carattere lugubre, selvaggio, crudele, ecc. E vi \u00e8 la religione dell&#8217;uomo n. 2: la religione della fede, dell&#8217;amore, degli slanci dell&#8217;adorazione e dell&#8217;entusiasmo, che non tardano a trasformarsi in una religione di persecuzione, di oppressione e di sterminio degli &#8216;eretici&#8217; e dei &#8216;pagani&#8217;. Vi \u00e8 una religione dell&#8217;uomo n. 3, intellettuale e teorica, una religione di prove e di argomenti, fondata su ragionamenti, interpretazioni e deduzioni logiche. Le religioni n. 1, 2 e 3 sono realmente le sole che noi conosciamo, tutte le confessioni a noi note appartengono all&#8217;una o all&#8217;altra di queste tre categorie. Per ci\u00f2 che riguarda le religioni dell&#8217;uomo n. 4, 5, 6 e 7, non le conosciamo e non le possiamo conoscere fino a che resteremo ci\u00f2 che siamo.<\/em><\/p>\n<p><em>Se invece di prendere la religione in generale, noi consideriamo il Cristianesimo, allora vedremo che allo stesso modo esiste un Cristianesimo. In altre parole un paganesimo sotto nome cristiano. Il Cristianesimo n. 2 \u00e8 una religione di sentimento, talvolta molto pura, ma priva di forza, talvolta ebbra di sangue ed atroce, che conduce all&#8217;inquisizione, alle guerre di religione. Il Cristianesimo n. 3 di cui le differenti forme di protestantesimo offrono esempi, si fonda su teorie, su argomenti, su tutta una dialettica, ecc. Poi vi \u00e8 un Cristianesimo n. 4 del quale gli uomini n. 1, 2, 3, non hanno la minima idea.<\/em><\/p>\n<p><em>Di fato il Cristianesimo n. 1, 2, 3 non \u00e8 che un&#8217;imitazione esteriore. Solo l&#8217;uomo n. 4 si sforza di diventare un Cristiano, e solo l&#8217;uomo n. 5 pu\u00f2 realmente essere un Cristiano. Perch\u00e9 per essere un Cristiano bisogna avere l&#8217;essere di un Cristiano, vale a dire vivere conformemente ai precetti del Cristo.<\/em><\/p>\n<p><em>Gli uomini n. 1, 2, 3 non possono vivere conformemente ai precetti del Cristo, perch\u00e9 per essi tutto &#8216;accade&#8217;. Oggi \u00e8 una cosa, domani un&#8217;altra. Oggi essi sono pronti a dare la loro ultima camicia, domani a fare a pezzi un uomo, perch\u00e9 rifiuter\u00e0 di donare loro la sua. Sono mossi a caso dagli avvenimenti, vanno alla deriva. Non sono padroni di se stessi e per conseguenza non possono decidere di essere cristiani e esserlo realmente.<\/em><\/p>\n<p><em>La scienza, la filosofia e tutte le manifestazioni della vita e dell&#8217;attivit\u00e0 umana possono essere suddivise esattamente nello stesso modo, in sete categorie; ma queste distinzioni sfuggono in genere al linguaggio ordinario, proprio per questo \u00e8 cos\u00ec difficile per gli uomini comprendersi.<\/em><\/p>\n<p>Che cosa possiamo dire di questo sistema di categorie che comprende gli esseri umani, il loro sapere, e tutte le manifestazioni dell&#8217;arte, della scienza, della religione, nonch\u00e9 dello stesso cristianesimo?<\/p>\n<p>A parte la fissazione per il numero sette, che, del resto, ritroviamo in quasi tutti i teosofi e gli antroposofi, da Helena Blavatskij a Rudolf Steiner, a Max Heindel (per il quale ultimo cfr. il nostro articolo <em>Significato della storia d&#8217;Israele nella visione teosofica di Max Heindel<\/em>, sempre sul sito di Arianna), ma anche, ad es., nella <em>Divina Commedia<\/em> di Dante Alighieri, ci sembra che la dottrina delle &quot;categorie&quot; umane &#8211; non livelli, ripetiamo, perch\u00e9 i livelli sono solo cinque, essendo le prime tre categorie corrispondenti a un unico livello &#8211; sia una delle pi\u00f9 feconde all&#8217;interno dell&#8217;insegnamento di Gurdjieff.<\/p>\n<p>Oltre alla felice acutezza di molte sue notazioni psicologiche, ci sembra che la parte pi\u00f9 notevole di tale dottrina consista nell&#8217;affermazione che solo una evoluzione cosciente, ossia un preciso sforzo della volont\u00e0, pu\u00f2 consentire all&#8217;essere umano di divenire pienamente se stesso, ossia di realizzare le sue autentiche, notevolissime potenzialit\u00e0. Ma ci\u00f2 non pu\u00f2 avvenire che mediante un &quot;salto&quot;, un vero e proprio balzo evolutivo, che gli consenta di superare la sua naturalit\u00e0 inerte, fatta di istinti, emozioni, pensieri logici puramente soggettivi, per proiettarsi al di sopra di se stesso; concetto sul quale Gurdjieff sarebbe tornato pi\u00f9 volte e sul quale anche noi ci ripromettiamo di tornare, in una prossima occasione.<\/p>\n<p>L&#8217;inevitabile conseguenza di tali premesse \u00e8 che la stragrande maggioranza degli esseri umani vivono ad un livello puramente meccanico, quello inferiore degli istinti, delle emozioni e del pensiero soggettivo: tutti, ciascuno a suo modo, ugualmente ignoranti; tutti immersi in una nebbia profonda, della quale non hanno neppure consapevolezza. Ci\u00f2 che essi sanno, lo sanno in forma inferiore; l&#8217;arte che esprimono, la religione che professano &#8211; foss&#8217;anche la pi\u00f9 nobile e pura -, la scienza che perseguono, sono sempre e comunque di un genere inferiore, perch\u00e9 essi tendono a portarle, inevitabilmente, sul livello del proprio essere.<\/p>\n<p>Viene in mentre l&#8217;ammonimento evangelico di &quot;non dare le perle ai porci&quot;, oppure la diffidenza platonica verso l&#8217;insegnamento scritto, che pu\u00f2 venire frainteso da allievi non adeguatamente preparati. Non tutto, infatti, pu\u00f2 essere insegnato a tutti; o, quanto meno, \u00e8 inevitabile che coloro i quali si trovano a un livello inferiore, stravolgano il sapere superiore secondo la loro particolare prospettiva. \u00c8 ben questo che abbiamo cercato di mostrare nel nostro precedente saggio (sempre sul sito di Arianna): <em>La pedagogia di Comenio ci interroga se sia giusto insegnare tutto a tutti.<\/em><\/p>\n<p>Del resto, ogni filosofia esoterica \u00e8 basata su tale convincimento; che non nasce, come potrebbe sembrare dall&#8217;esterno, da un atteggiamento ingiustificatamente aristocratico, bens\u00ec dalla legittima preoccupazione di commisurare l&#8217;insegnamento alle possibilit\u00e0 di autentica comprensione degli alunni (il che potrebbe indurci a molte e malinconiche riflessioni sul concetto stesso di &quot;scuola di massa&quot;, oggi cos\u00ec orgogliosamente strombazzato da tanti malaccorti paladini di un democraticismo a buon mercato).<\/p>\n<p>Quando, poi, Gurdjieff descrive l&#8217;ambiguit\u00e0 fondamentale dell&#8217;uomo n. 5, pare che parli di una esperienza direttamente vissuta o, quanto meno, intensamente meditata. Egli sostiene che l&#8217;uomo n. 5 pu\u00f2 diventare tale sia attraverso un lavoro giusto, sia attraverso un lavoro sbagliato; e, in questo secondo caso, egli avr\u00e0 saltato il &quot;passaggio&quot; dell&#8217;uomo n. 4, ma non potr\u00e0 salire oltre, verso i livelli superiori. Per poterlo fare, dovr\u00e0 ridiscendere al livello dell&#8217;uomo n. 4, annullando la sua precedente esperienza e ripartendo daccapo: ma, avverte Gurdjieff, ci\u00f2 non potr\u00e0 avvenire senza indicibili sofferenze.<\/p>\n<p>Ma che cosa pu\u00f2 significare l&#8217;espressione &quot;lavoro sbagliato&quot;? A noi viene subito in mente, nell&#8217;ambito del tantrismo, il cosiddetto &quot;sentiero della mano sinistra&quot;; e, pi\u00f9 ancora, la vicenda umana d Milarepa, che riusc\u00ec a diventare un grande saggio, un vero iniziato e, infine, un Illuminato, ma solo dopo essersi pentito e spogliato dei suoi precedenti apprendimenti di magia nera, mediante i quali aveva causato morte e sofferenza ai nemici della sua famiglia (e sia pure per amore della madre, che a ci\u00f2 lo aveva istigato).<\/p>\n<p>Da tutto questo si vede come i due principali &quot;salti&quot; evolutivi siano quello dall&#8217;uomo n. 1, 2 e 3 all&#8217;uomo n. 4; e, poi, dall&#8217;uomo n. 4 al n. 5. Accedere alla categoria n. 4, significa uscire dalla palude e individuare la via da seguire; accadere alla categoria n. 6, significa trasformare il nuovo sapere e le nuove acquisizioni in una struttura permanente dell&#8217;essere, che non potr\u00e0 mai pi\u00f9 andare smarrita. Perci\u00f2, i due momenti veramente critici sono quello in cui l&#8217;uomo-macchina si trasforma in un Io padrone di se stesso, e quello in cui l&#8217;uomo evoluto imbocca definitivamente la via della propria compiuta autorealizzazione.<\/p>\n<p>Ricordiamo la precisa espressione di Gurdjieff: solo l&#8217;uomo che giunge al livello n. 4 realizza un <em>centro di gravit\u00e0 permanente<\/em> che \u00e8 fatto delle sue idee, del suo apprezzamento del lavoro, e della sua relazione con la scuola. La semplice volont\u00e0, infatti, non basta per innalzarsi dalle prime tre categorie alla quarta: solo un &quot;lavoro di scuola&quot;, ossia l&#8217;insegnamento diretto di una vera Guida, pu\u00f2 aiutare un individuo a realizzare il proprio essere, cio\u00e8 ad accedere alla categoria n. 4.<\/p>\n<p>Una delle conseguenze pi\u00f9 significative, a nostro parere, della concezione evolutiva e gerarchica dell&#8217;uomo, sostenuta da Gurdjieff, \u00e8 che quando uomini appartenenti alle diverse categorie parlano delle stesse cose, intendono in realt\u00e0 oggetti completamente diversi, il che pu\u00f2 causare gravissimi fraintendimenti.<\/p>\n<p>Si noti che tali fraintendimenti possono verificarsi anche fra uomini appartenenti alle prime tre categorie: perch\u00e9 l&#8217;istintivo, l&#8217;emozionale e il razionale giudicano le cose da diversi punti di vista e, se pure adoprano le medesime parole per indicare determinati concetti, \u00e8 inevitabile che si riferiscano a cose del tutto differenti. E questo non pu\u00f2 fare a meno di avere, prima o dopo, spiacevoli conseguenze: sia nella vita privata, e particolarmente affettiva, sia nella vita sociale, si pensi a quel che dice Gurdjieff sulla facilit\u00e0 con cui la religione, ad es., degenera in violenza e oppressione, se viene vissuta al livello pi\u00f9 basso.<\/p>\n<p>Quando, poi, sono gli insegnamenti dell&#8217;uomo n. 5, 6 o 7 ad essere recepiti dalle tre categorie inferiori, o essi vengono fraintesi e ritorti a danno dei Maestri (si pensi alla crocifissione del Cristo), oppure vengono fraintesi e ritorti a danno delle masse (si pensi a certe componenti esoteriche del nazismo, che nascevano da concetti giusti, propri delle filosofie orientali, ma che vennero orribilmente deformati dalla brutale semplificazione politica e razziale che ne era stata fatta). Insomma, ogni essere umano pu\u00f2 comprendere le cose solo in relazione al proprio livello evolutivo: e, se egli vuole accedere a un sapere che non appartiene al suo livello, non pu\u00f2 che fraintenderlo. Quante sofferenze, quante lacrime, quanto sangue si sarebbero potuti evitare nella stria umana, e si potrebbero evitare tuttora nella vita dei singoli individui, se si tenesse presente questa semplice verit\u00e0!<\/p>\n<p>Che altro significano, del resto, le parole di Cristo mentre veniva crocifisso: \u00abPadre, perdona loro, <em>perch\u00e9 non sanno quello che fanno<\/em>\u00bb?<\/p>\n<p>La cosa allarmante \u00e8 che, oggi come sempre, ma forse oggi pi\u00f9 che in passato, i destini dell&#8217;umanit\u00e0 sembrano concentrati nelle mani di una classe dirigente &#8211; scienziati, finanzieri, politici &#8211; formata esclusivamente da uomini delle categorie 1, 2 e 3: che \u00e8 quanto dire che dei ciechi fanno da guide a tutti gli altri, trascinandoli a grandi passi verso pericoli mortali.<\/p>\n<p>Anche la scorciatoia rivoluzionaria \u00e8 illusoria (e lo si \u00e8 visto ripetutamente): se uomini delle categorie inferiori guidano la rivolta contro le guide cieche, e sia pure in nome di nobilissimi ideali, essi fatalmente riprodurranno, una volta giunti al potere, le stesse storture, perch\u00e9 ogni categoria &quot;vive&quot; pensieri e ideali secondo il proprio livello evolutivo.<\/p>\n<p>Ed ecco in Cambogia farsi avanti un Pol Pot, in Iran un Khomeini, in Italia&#8230; forse \u00e8 meglio che lasciamo perdere, per carit\u00e0 di Patria.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Nel nostro precedente articolo L&#8217;uomo, secondo Gurdjieff, \u00e8 una pluralit\u00e0, e il suo nome \u00e8 legione, ci siamo occupati di un aspetto caratteristico dell&#8217;insegnamento esoterico di<span class=\"excerpt-hellip\"> [\u2026]<\/span><\/p>\n","protected":false},"author":2,"featured_media":30152,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"_jetpack_memberships_contains_paid_content":false,"footnotes":""},"categories":[67],"tags":[92],"class_list":["post-25549","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-esoterismo-e-occultismo","tag-altro"],"jetpack_featured_media_url":"https:../../../../fides-et-ratio.it/wp-content/uploads/2023/10/categoria-esoterismo-e-occultismo.jpg","jetpack_sharing_enabled":true,"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/25549","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/users\/2"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/comments@post=25549"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/25549\/revisions"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/media\/30152"}],"wp:attachment":[{"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/media@parent=25549"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/categories@post=25549"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/tags@post=25549"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}