{"id":25543,"date":"2019-05-21T02:48:00","date_gmt":"2019-05-21T02:48:00","guid":{"rendered":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/2019\/05\/21\/guido-de-ruggiero-e-la-poverta-dellidealismo\/"},"modified":"2019-05-21T02:48:00","modified_gmt":"2019-05-21T02:48:00","slug":"guido-de-ruggiero-e-la-poverta-dellidealismo","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/2019\/05\/21\/guido-de-ruggiero-e-la-poverta-dellidealismo\/","title":{"rendered":"Guido De Ruggiero e la povert\u00e0 dell&#8217;idealismo"},"content":{"rendered":"<p>La filosofia dell&#8217;idealismo, nelle due versioni crociana e gentiliana, pi\u00f9 qualche frangia eretica come quella evoliana, ha dominato incontrastato per una settantina d&#8217;anni il panorama complessivo della cultura italiana, il che ha rappresentato un pesantissimo fattore d&#8217;immobilismo e di ritardo, anche se &#8212; magra consolazione &#8212; le alternative che allora andavano per la maggiore, il marxismo, il pragmatismo, il neopositivismo e il neokantismo, non erano certo tali da poter dare, se avessero preso il sopravvento, un contributo pi\u00f9 apprezzabile alla qualit\u00e0 delle ricerche filosofiche nel nostro Paese, dove fare filosofia era considerato, allora come oggi, soprattutto fare storia della filosofia, profittando del pensiero altrui per salirci in groppa e come la mosca cocchiera dispensare a destra e a manca le proprie personali perle di saggezza, ma senza sobbarcarsi la fatica di elaborare un proprio sistema o anche solo un proprio pensiero critico. Pessima abitudine, che si spiega col fatto che i filosofi, in Italia, sono quasi sempre dei professori di filosofia, i quali hanno appunto questa impostazione mentale: non cercare da s\u00e9 stessi la verit\u00e0, ma fare le pulci a quelli che ci hanno provato, sia pure tentando e sbagliando; passatempo che \u00e8 rimasto attaccato alla categoria dei professori di filosofia e nel quale continuano a dilettarsi, generalmente parlando, e salvo lodevoli eccezioni, percependo uno stipendio dallo Stato non per insegnare ai giovani a pensare, ma per indottrinare i giovani con le loro letture e le loro personali opinioni, sfruttando l&#8217;autorit\u00e0 della cattedra per imporsi all&#8217;altrui rispetto, laddove non possiedono n\u00e9 originalit\u00e0, n\u00e9 vigore di pensiero per farsi apprezzare in base ai loro meriti di ordine intellettuale. In altre parole, da noi gli studiosi di filosofia sono essenzialmente una categoria, se non proprio una casta, di burocrati dallo stipendio assicurato: da ci\u00f2 il loro piatto conformismo, le loro sordide cautele, la loro banale rilettura di chi, invece, il pensiero lo usa per davvero, e per questo ha il difetto di destabilizzare il loro fragile castello di certezze e la loro ancor pi\u00f9 fragile autostima. Non ce ne vogliano i professori di filosofia che non lavorano cos\u00ec: il fatto \u00e8 che sono pochi; nella maggioranza dei casi, sono pi\u00f9 dei retori in pantofole che dei cercatori della verit\u00e0, e le pubblicazioni di cui si gloriamo, e che arricchiscono il loro profilo professionale, sono in gran parte dedicate a questioni erudite di corto o cortissimo respiro, e ben di rado osano sollevarsi al livello di riflessioni di portata universale, e guai se vanno contro i dogmi del politicamente corretto: che, in filosofia, hanno avuto quali stelle polari Croce per l&#8217;idealismo (assai meno Gentile, gravato per sempre dall&#8217;orribile colpa d&#8217;esser stato fascista) e i vari Gramsci, Sartre, Adorno, Luk\u00e1cs e Castoriadis per il marxismo. Ora che finalmente la sbornia sta passando, si comincia a vedere la reale statura di quei signori; come si comincia a vederla, o la si vede gi\u00e0 da un poco, in ambito letterario, ove dei nani, dei pornografi o dei malati rabbiosi e rancorosi, come Gadda, Moravia o Pasolini, allora fatti passare per dei giganti, e magari insigniti del Premio Nobel, com&#8217;\u00e8 accaduto in anni recenti a Dario Fo, cominciano a scivolare l\u00e0 dove avrebbero dovuto restare: nel dimenticatoio.<\/p>\n<p>Prendiamo il caso dell&#8217;idealismo, feudo personale di don Benedetto, il glorioso e vanitoso pensatore antifascista che ancora nel 1924, dopo il delitto Matteotti, consigliava di votare il listone fascista alle elezioni e che poi, per aver redatto il <em>Manifesto degli intellettuali antifascisti<\/em> (pensate che tremenda dittatura era il fascismo, visto che si poteva firmare un manifesto contro di esso e restarsene tranquilli e indisturbati per tutto il Ventennio, come fu per Montale, De Ruggiero, Moretti, il quale addirittura fu premiato dall&#8217;Accademia d&#8217;Italia al tempo della Repubblica Sociale), pot\u00e9 godere di autorit\u00e0, rispetto e ammirazione per tutta la vita, quale capo di una surreale <em>opposizione morale<\/em>, ci\u00f2 che gli permise anche di godere un momento di gloria politica, ovviamente nella Repubblica di Pulcinella sorta dopo la disfatta del 1945. Stessa gloria di brevissimo momento, con tanto di ministero della Pubblica Istruzione, per pochi mesi, nel Regno del Sud del 1944, tocc\u00f2 a un altro filosofo idealista: Guido Re Ruggiero (Napoli, 23 marzo 1888-Roma, 29 dicembre 1948), che specialmente dopo la Liberazione vide ripubblicati una lunga serie di libri, quasi tutti di carattere storico-filosofico, ma aureolato di gloria per aver firmato il Manifesto del 1925 (salvo poi giurare fedelt\u00e0 al fascismo, per conservar la cattedra, nel 1931: siamo nel tipo antropologico del <em>tengo famiglia<\/em>), anche se lui personalmente non visse abbastanza da godersi la raggiunta celebrit\u00e0. Alzi la mano lo studente di filosofia che, fra gli anni &#8217;20 e gli anni &#8217;70 (mezzo secolo: mica poco!), non si \u00e8 nutrito dei tredici volumi della sua arcinota e onnipresente <em>Storia della filosofia<\/em>, editi fra il 1918 e il 1948 dalla Laterza, la stessa casa editrice di don Benedetto; la cui obiettivit\u00e0 pu\u00f2 esser giudicata, anche senza aprirli e sfogliarli, solo osservando la rispettiva mole: pi\u00f9 che robusta in quelli dedicati a Hegel e all&#8217;idealismo in generale, agili per non dire smilzi, invece, quelli dedicati alle altre scuole filosofiche e specialmente a quelle pi\u00f9 lontane dai personali gusti dell&#8217;Autore. Per quanto poi riguarda l&#8217;originalit\u00e0 e l&#8217;onest\u00e0 intellettuale del contenuto, ci piace soffermare l&#8217;attenzione su un caso particolare, che tuttavia \u00e8 paradigmatico del modo di procedere del Nostro, nonch\u00e9 della sua stessa <em>forma mentis<\/em> liberale, laica, razionalista e debitamente anticlericale e anticattolica: la filosofia del cristianesimo, tre volumi nell&#8217;edizione originale. E ci sia permesso farlo servendoci, a nostra volta, della sintesi, che condividiamo in pieno, di un insigne studioso domenicano, oggi purtroppo un po&#8217; dimenticato, padre Mariano Cordovani (Serravalle di Bibbiena, Arezzo, 25 febbraio 1883-Roma, 5 aprile 1950), nel suo libro <em>Il Rivelatore<\/em> (Roma, Editrie Studium, Roma, 1945, vol. 1, pp. 215-218):<\/p>\n<p><em>Come l&#8217;idealismo italiano snaturi il cristianesimo e tenti ridurlo ad una teogonia dello stesso spirito umano. E come radicalmente la dottrina attualista sia la negazione del Vangelo e della teologia cattolica, si pu\u00f2 documentare colle opere di Giovanni Gentile, delle quali sintetizza il pensiero p. Ciocchetti nel capitolo sesto del suo volume &quot;La filosofia di Giovanni Gentile&quot; (Milano, Vita e pensiero, 1922).<\/em><\/p>\n<p><em>Pi\u00f9 direttamente il De Ruggiero ha preso a studiare la filosofia del cristianesimo&quot; in un volume che porta questo titolo. Le pi\u00f9 avventate ipotesi sono da lui accolte come oro di sapienza. La sua virtuosit\u00e0 di parola cela insensibilmente lo svisamento del contenuto evangelico, adattandolo violentemente agli schemi dell&#8217;idealismo italiano.<\/em><\/p>\n<p><em>Secondo lui s. Paolo fonda &quot;una costruzione del tutto nuova sulla personalit\u00e0 del maestro&quot; (&quot;La filosofia del cristianesimo, Bari, Laterza, 1920, p. 140); &quot;l&#8217;ulteriore sviluppo della filosofia cristiana dipende assai pi\u00f9 dalla cristologia paolina che dalla semplice umana parola di Ges\u00f9&quot; (ibidem); &quot;l&#8217;idea d evangelizzare il mondo non era nel piano della sua missione&quot; (p. 121); &quot;la fede creatrice, quella che ha dato la prima intuizione di Ges\u00f9 risorto, esplica la sua forza oggettivante e costruttiva nel produrre gli episodi del martirio&quot; (p. 116); &quot;il seguace di Ges\u00f9 deve rinunziare ad ogni cosa che rende cara la vota, abbandonare la famiglia naturale, anzi odiarla&quot; (p. 111). &quot;In Ges\u00f9 la speranza escatologica \u00e8 cos\u00ec imminente che il suo nichilismo non \u00e8 neppure una dolorosa rinuncia, ma un volontario abbandono di tutto ci\u00f2 che non conferisce immediatamente al prossimo avvento del Regno&quot; (ibidem).<\/em><\/p>\n<p><em>Questo \u00e8 un piccolo saggio del modo come l&#8217;autore concepisce la cosa. Ecco il pensiero di questo autore intorno alla grazia: &quot;La falsificazione della grazia comincia ad aver luogo fin dal principio della speculazione cristiana quando un illecito trasferimento del rapporto causale nella sua trama delicata la trasforma in un effetto di qualche cosa&#8230; Noi dobbiamo vedere invece nella grazia, cos\u00ec come la concepisce Ges\u00f9, qualcosa di molto pi\u00f9 semplice, quasi lo stupore della coscienza che si risveglia per la prima volta alla vita morale e non sa, n\u00e9 pu\u00f2 attribuirsi il merito di un bene che ancora non ha compiuto, ma solo era in grado di compiere e sente come un miracolo divino la propria rinnovazione&quot; (p. 92).<\/em><\/p>\n<p><em>Basta una semplice lettura del Vangelo per capire che questa teoria vi \u00e8 negata radicalmente; del resto non fa meraviglia, se ricordiamo come questo autore valuta i quattro Evangeli: Riportiamo le sue parole: &quot;I VANGELI NON SONO OPERE STORICHE, MA APOLOGIE MESSIANICHE e annunci di salvezza; pi\u00f9 che a raccogliere documenti autentici intorno a Ges\u00f9, essi mirano a riabitare la figura del Messia crocifisso, a integrala con quella del Risorto, per preparare la speranza della nuova e gloriosa parusia. Nella grande massa di racconti evangelici, che rappresentano tutte le tendenze ideali in cui si ramifica l&#8217;originaria fede, la chiesa ha raccolto e canonizzato quattro Vangeli soltanto, che meglio impersonano le tendenze proprie. E la critica moderna, a sua volta, ha nettamente distinti i tre primi Vangeli dal quarto, non solo come espressioni di tempi e mentalit\u00e0 diversi, ma ancora come documenti affatto eterogenei, e disparati, avendo I SINOTTICI IL VALORE DI TESTIMONIANZE STORICHE INTORNO A GES\u00d9, mentre il Vangelo di Giovanni, privo quasi del tutto di questo carattere, apprezzabile sotto un altro aspetto, come una grande costruzione teologica&quot; (p. 146). In queste parole l&#8217;autore nega in principio ed afferma in fine il valore della testimonianza evangelica. Nell&#8217;insieme basta per capire dove e come egli abbia attinto i caratteri del suo cristianesimo. E dire che l&#8217;idealismo italiano osa proclamare di aver superato, oltrepassato il pensiero cristiano, quando non l&#8217;ha ancora raggiunto e si \u00e8 reso essenzialmente incapace di capirlo e valutarlo! A me basta dimostrare come la preoccupazione di proiettare sulla storia le nostre categorie di pensiero ci rende impotenti a capire la storia e irragionevoli, e come il grande fatto e la grande figura di Ges\u00f9 ci si imponga e corregga i nostri errori e il falso atteggiamento della nostra mentalit\u00e0 soggettiva. Il pensiero umano non crea, non costruisce; non ha altra potenza che di capire e rendersi conto della realt\u00e0. la luce del pensiero sfavilla dalle nostre intelligenze, ma l&#8217;oggetto pensato non si identifica col soggetto pensante, e molto meno con l&#8217;atto del pensare. Il non voler comprendere questa verit\u00e0, di senso comune, \u00e8 filosofare in contrasto con la natura del pensiero; questo costituisce la sorgente di tutti gli smarrimenti moderni nel campo della filosofia, della storia e della religione: \u00e8 il sistema tolemaico trasportato nel campo filosofico e religioso<\/em>.<\/p>\n<p>Non c&#8217;\u00e8 molto da aggiungere all&#8217;analisi, cos\u00ec chiara, pacata e precisa, di padre Cordovani. Le puntuali citazioni del De Ruggiero sono inequivocabili; e coglie perfettamente nel segno anche l&#8217;interpretazione complessiva: l&#8217;errore dell&#8217;idealismo nasce dalla sua natura antifilosofica (Maritain parlava addirittura di <em>ideosofia<\/em>, per sottolineare come l&#8217;idealismo non rispetti nessuno dei normali caratteri della ricerca filosofica). Che altro aspettarsi da chi antepone il pensiero all&#8217;essere e pretende che il pensiero abbia il potere di creare la realt\u00e0, invece di limitarsi ad indagarla? \u00c8 la vecchissima tentazione gnostica: perch\u00e9 accettare il limite ontologico dell&#8217;uomo, quando, a parole, si pu\u00f2 oltrepassarlo, e poi dire che lo si \u00e8 oltrepassato veramente? A questa impostazione l&#8217;ingegno di De Ruggiero si presta in pieno: il suo modo di argomentare somiglia pi\u00f9 a quello dell&#8217;avvocato nel foro, che sceglie e scandisce la parole ben tornite, per colpire e stupire il pubblico, che al sobrio procedimento del vero pensatore, che non si preoccupa se non di andare al cuore dei problemi, senza alcun artificio retorico. E cosa c&#8217;\u00e8 al cuore delle argomentazioni di De Ruggiero sulla filosofia del cristianesimo? La sorpassata teoria che san Paolo ha creato una religione <em>su<\/em> Ges\u00f9 che era tutt&#8217;altra cosa dalla religione <em>di<\/em> Ges\u00f9; e l&#8217;ancor pi\u00f9 bislacca affermazione, peraltro non dimostrata in alcun modo, che la Chiesa ha &quot;scelto&quot; i quattro Vangeli che le facevano comodo, fra tutti quelli della tradizione gnostica (senza badare al piccolo dettaglio che sono gli unici scritti a breve distanza di tempo dai fatti e che sono scritti o dettati da testimoni oculari, quando erano ancora in vita molti che videro e udirono Ges\u00f9 in persona). Quel che dice della grazia \u00e8 un balbettio penoso per superficialit\u00e0 teologica e presunzione razionalistica. Insomma, i giudizi di De Ruggiero fanno venire in mente le risibili tesi di Dan Brown pi\u00f9 che la seria speculazione filosofica: eppure, questo signore \u00e8 stato considerato un maestro da almeno due generazioni di studenti, e tenuto in grandissimo conto dai professori del liceo e dell&#8217;universit\u00e0. Lo diciamo con una certa tristezza, perch\u00e9 anche noi, a suo tempo, ci siamo accostati a quei libri col rispetto che l&#8217;ambiente culturale suggeriva di avere: come dubitare della profondit\u00e0 e della scrupolosit\u00e0 di un filosofo che la cultura ufficiale annoverava fra i suoi massimi esponenti? Questo \u00e8 solo un esempio, fra i tanti, di come la cultura italiana dopo il 1945, in clima di libert\u00e0 e democrazia, ha costruito una serie di giganti fasulli e miti di cartapesta, profittando del vantaggio di essere al tempo stesso giudice e avvocato di se stessa, mente lo spirito critico dei giovani veniva strangolato nella culla. Siamo lontani mille miglia da quando all&#8217;<em>Enciclopedia Italiana<\/em> lavoravano i migliori studiosi sia fascisti che antifascisti.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>La filosofia dell&#8217;idealismo, nelle due versioni crociana e gentiliana, pi\u00f9 qualche frangia eretica come quella evoliana, ha dominato incontrastato per una settantina d&#8217;anni il panorama complessivo<span class=\"excerpt-hellip\"> [\u2026]<\/span><\/p>\n","protected":false},"author":2,"featured_media":30168,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"_jetpack_memberships_contains_paid_content":false,"footnotes":""},"categories":[37],"tags":[111,141,263],"class_list":["post-25543","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-metafisica","tag-comunismo","tag-filosofia","tag-verita"],"jetpack_featured_media_url":"https:../../../../fides-et-ratio.it/wp-content/uploads/2023/10/categoria-metafisica.jpg","jetpack_sharing_enabled":true,"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/25543","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/users\/2"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/comments@post=25543"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/25543\/revisions"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/media\/30168"}],"wp:attachment":[{"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/media@parent=25543"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/categories@post=25543"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/tags@post=25543"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}