{"id":25526,"date":"2012-10-09T08:11:00","date_gmt":"2012-10-09T08:11:00","guid":{"rendered":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/2012\/10\/09\/solo-riconciliandoci-con-il-passato-ritroveremo-la-serenita-del-presente\/"},"modified":"2012-10-09T08:11:00","modified_gmt":"2012-10-09T08:11:00","slug":"solo-riconciliandoci-con-il-passato-ritroveremo-la-serenita-del-presente","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/2012\/10\/09\/solo-riconciliandoci-con-il-passato-ritroveremo-la-serenita-del-presente\/","title":{"rendered":"Solo riconciliandoci con il passato ritroveremo la serenit\u00e0 del presente"},"content":{"rendered":"<p>C&#8217;\u00e8 una ferita, nel cuore della coscienza nazionale degli Italiani, che continua a sanguinare e che non si rimargina mai, perch\u00e9 \u00e8 stata troppo a lungo ignorata, negata o perfino insultata: quella dei morti della nostra guerra civile, dei morti d&#8217;entrambe le parti; dei torturati, degli impiccati, dei fucilati, degli infoibati.<\/p>\n<p>Finch\u00e9 non avremo il coraggio di guardare in faccia quel nostro passato recente, ogni sforzo di normalit\u00e0 \u00e8 destinato a rimanere vano; un popolo sano non pu\u00f2 costruire il proprio presente sulla base di menzogne, reticenze e mezze verit\u00e0. Non pu\u00f2 costruirlo nemmeno sulla base dell&#8217;odio, dello spirito di vendetta, della crudelt\u00e0 impunita, perch\u00e9 non riconosciuta come tale o perch\u00e9 giustificata in base a inumani dogmi ideologici.<\/p>\n<p>Questo bisogna avere il coraggio di riconoscere: che nel 1943-45 vi fu una tremenda, spietata guerra civile, come sono crudeli e spietate tutte le guerre e specialmente le guerre civili; che Italiani presero le armi contro altri Italiani, in parte per nobili ideali, nell&#8217;uno e dall&#8217;altro campo, e in parte per cieca violenza, per inconfessabili animosit\u00e0 personali, talvolta per puro e semplice banditismo, anche se quasi sempre mascherato con solenni parole e grandi ideali, quali giustizia, libert\u00e0, amor di patria; che alle violenze della guerra si aggiunsero le rappresaglie e le carneficine a guerra finita, per mesi, per anni, almeno fino alle elezioni politiche del 1948; che i torturatori e i carnefici godettero troppo spesso dell&#8217;impunit\u00e0; che tutto questo \u00e8 stato rimosso e negato, per decenni, da una vulgata storiografica faziosa e bugiarda, da un ricatto ideologico e morale in base al quale chiedere ragione del crimine delle foibe, per esempio, veniva immediatamente guardato con sospetto e ostilit\u00e0, come fosse stato parte di un disegno volto a infangare la nobilt\u00e0 e la purezza della guerra di Liberazione, come allora si diceva, con la &quot;l&quot; maiuscola.<\/p>\n<p>Per decenni ci \u00e8 stato raccontato, fin da studenti sui banchi di scuola, che nel 1943-45 vi fu soltanto una guerra di liberazione contro lo straniero; che c&#8217;erano, s\u00ec, anche altri eserciti stranieri che occupavano l&#8217;Italia, la bombardavano, la straziavano: ma, quelli, a fin di bene, dunque con una enorme differenza morale rispetto ai &quot;cattivi&quot;, quegli altri stranieri, che erano per\u00f2, guarda caso, gli alleati del giorno prima; in tutti i casi, che non si era combattuto fra Italiani, o, se pure ci\u00f2 era avvenuto, si era trattato di casi piuttosto rari e isolati e, ad ogni buon conto, di casi eticamente pi\u00f9 che giustificati, perch\u00e9 coloro i quali militavano a fianco dello straniero invasore non meritavano pi\u00f9, propriamente parlando, la qualifica di &quot;Italiani&quot;, ma soltanto quella di scherani e manutengoli del nemico, di spregevoli traditori della Patria.<\/p>\n<p>Ci \u00e8 stato anche raccontato che, nell&#8217;aprile del 1945, quel capitolo di storia si \u00e8 concluso in un tripudio di bandiere rosse e di bandiere tricolori, tutte ugualmente meritorie, tutte ugualmente impegnate nell&#8217;ultimo sforzo per ridare indipendenza e dignit\u00e0 al Paese; che vi era stata quasi una festa generale, la festa della libert\u00e0, in cui il Tedesco invasore era stato scacciato e pochi franchi tiratori fascisti avevano pagato il fio dei loro crimini; che la grande massa del popolo, entusiasta e quasi ebbra per la riconquistata libert\u00e0, aveva partecipato a tale festa con piena adesione alla parte &quot;giusta&quot; e riservando tutto il suo disprezzo a quell&#8217;altra, la parte dei malvagi, che era anche, guarda caso, la parte sconfitta.<\/p>\n<p>Poco si diceva del ruolo svolto dagli eserciti angloamericani: essi erano stati, s\u00ec, i &quot;liberatori&quot;; tuttavia, al momento della insurrezione finale, gli Italiani si erano liberati da soli e avevano riscattato, con il loro eroismo, vent&#8217;anni di asservimento ad una dittatura stupida e corrotta, tanto feroce a parole quanto si era dimostrata imbelle e velleitaria nei fatti. Certo, era una felice coincidenza che gli Alleati fossero entrati nelle citt\u00e0 del Nord quasi contemporaneamente ai partigiani; ma questi ultimi avevano vinto la generosa gara di velocit\u00e0 ed erano arrivati primi, com&#8217;era giusto, per far vedere a tutto il mondo che gli Italiani sanno liberarsi da soli e ringraziano per l&#8217;aiuto ricevuto, ma non ne sopravvalutano i meriti.<\/p>\n<p>Violenze ce n&#8217;erano state poche, quelle inevitabili: s\u00ec, Mussolini era stato fucilato senza alcun processo e l&#8217;oltraggio al suo cadavere e a quelli dei suoi ultimi fedelissimi non era stato una bella cosa; ma che volete fare, son cose inevitabili quando un popolo ha dovuto sopportare tanto, ha dovuto partire in silenzio sotto il tallone di ferro di una dittatura; e chi voleva ricordarsi che quella dittatura aveva goduto di un consenso quale mai aveva avuto alcun governo liberale dall&#8217;Unit\u00e0 in poi, compreso quello della vittoria nel 1918?<\/p>\n<p>Un quadro assai rassicurante, dunque: il popolo italiano era gi\u00e0 maturo per la democrazia, era maturato appunto durante le sofferenze della guerra e aveva compreso il valore della libert\u00e0 proprio quando gemeva sotto il giogo di Mussolini; dunque, a partire dal 1945, era pronto e maturo per essere accolto, a pieno titolo, nel concerto delle nazioni democratiche e per occupare il posto che gli spettava nel mondo civile, sia pure pagando lo scotto di un trattato di pace che ne mutilava il territorio e costringeva all&#8217;esodo le popolazioni giuliane, ne spogliava l&#8217;impero coloniale, ne smembrava la marina, ne umiliava la fierezza e la dignit\u00e0, fra l&#8217;altro imponendo l&#8217;impunit\u00e0 per coloro i quali avevano sabotato lo sforzo bellico e agito contro la patria in guerra fin dal 10 giugno del 1940. Ma insomma, che farci, c&#8217;erano dei conti in sospeso da pagare alla comunit\u00e0 internazionale; era il debito che andava saldato per poter ritrovare stima e simpatia nel cosiddetto &quot;mondo libero&quot;.<\/p>\n<p>Eppure, i mitra non erano tornati in soffitta, le bombe non erano state riconsegnate nei depositi militari. Per tutto il 1945, il 1946 e il 1947 si continu\u00f2 a terrorizzare, a infierire, a uccidere; centinaia di persone caddero sotto il fuoco di terroristi che si autodefinivano partigiani della libert\u00e0, di fanatici assassini che sognavano l&#8217;imminente rivoluzione proletaria e intanto spadroneggiavano e decidevano della vita e della morte di operai, contadini, professionisti, imprenditori, preti, maestre elementari, di tutte le persone che, per un motivo o per l&#8217;altro, a torto o a ragione, erano finite sulla loro lista nera, vuoi come ex fascisti, vuoi come simpatizzanti dell&#8217;estrema destra che, purtroppo, come una mala pianta, non era stata interamente sradicata alla fine della guerra.<\/p>\n<p>C&#8217;\u00e8 una immagine, fra le tante, fra le troppe, che non se ne vuole andare dal ricordo di quanti l&#8217;hanno vista: la fotografia di una giovane donna massacrata e gettata in un prato fangoso, nel cuore del&#8217;inverno: le braccia e le gambe divaricate, sembra in croce, povero fagotto straziato e scaricato come un sacco d&#8217;immondizia. \u00c8 una certa Eva Macciacchini, uccisa dalla Volante Rossa e ritrovata a Milano Lambrate il 17 gennaio 1947. Il suo crimine: essere stata vicina alle S.A.M, aver manifestato simpatie per la destra neofascista. Nell&#8217;Italia di allora si poteva morire anche cos\u00ec: a due anni dal termine ufficiale della seconda guerra mondiale.<\/p>\n<p>Nell&#8217;aprile e nel maggio del 1945 erano state uccise decine e decine di ausiliarie, di crocerossine, di volontarie della Repubblica Sociale; centinaia e migliaia di allievi ufficiali, di privati cittadini, perfino di partigiani non comunisti e sospettati di essere ostili all&#8217;instaurazione di un regime comunista, oppure &#8211; nelle regioni nord-orientali -, di volersi opporre all&#8217;annessione forzata di quelle zone alla Jugoslavia del maresciallo Tito.<\/p>\n<p>Centinaia di persone erano state prelevate nelle loro case, a Gorizia e a Trieste, durante il periodo di occupazione jugoslava di quelle due citt\u00e0, e molte di esse non avevano mai pi\u00f9 fatto ritorno; ma invano si cercherebbe, nei numerosi libri di ricordi dei protagonisti della lotta partigiana, qualche ammissione, qualche parola di verit\u00e0 su quelle vicende, sulla tragedia delle foibe. No, vi si parla solo di &quot;fratellanza d&#8217;armi&quot; fra partigiani italiani e jugoslavi, come nelle memorie del partigiano Giovanni Padoan: \u00abAbbiamo combattuto insieme\u00bb, come dire: andavano perfettamente d&#8217;accordo, il vero ed unico nemico erano i nazifascisti. E silenzio su tutto il resto, silenzio sull&#8217;eccidio della malga di Porz\u00fbs, silenzio sui massacri e sulle deportazioni del IX Korpus sloveno.<\/p>\n<p>Bisogner\u00e0 aspettare i libri di Marco Pirina e di Antonio Serena per alzare il velo, per contare quei morti dimenticati, per ricostruire quelle tragedie oscurate, per ridare un nome e un volto a quelle persone scomparse; libri che, sul principio, sono stati accolti con malumore, con fastidio, con aperta ostilit\u00e0, perch\u00e9 venivano a guastare le uova nel paniere della Vulgata democratico-resistenziale, perch\u00e9 offuscavano la bella immagine di una guerra giusta e pura, con tutte le luci da una sola parte e tutte le ombre dell&#8217;altra, dove il bene aveva trionfato insieme alla verit\u00e0 e alla giustizia e il male aveva ricevuto il meritatissimo castigo.<\/p>\n<p>Ora, quel che vorremmo non \u00e8 di rovesciare il paradigma, non \u00e8 di ribaltare il quadretto e di sostenere una verit\u00e0 opposta e speculare a quella fino ad ora raccontata dalla cultura ufficiale dell&#8217;Italia repubblicana. S\u00ec, \u00e8 vero: i Tedeschi commisero delle atrocit\u00e0; s\u00ec, \u00e8 vero, anche molti fascisti ne commisero. Anche gli Anglo-americani ne commisero, e molto pi\u00f9 massicce (ma meno evidenti: perch\u00e9 un bombardamento aereo \u00e8 pi\u00f9 tecnologico e, dunque assai pi\u00f9 &quot;pulito&quot; di un rastrellamento casa per casa o di una fucilazione in massa di civili, anche se fa cento o mille vittime in pi\u00f9 di quelli); e ne commisero anche molti gruppi partigiani.<\/p>\n<p>Le atrocit\u00e0 ci furono da entrambe le parti; le violenze, le ruberie, le ingiustizie, i ricatti, le torture, vi furono da entrambe le parti; la degradazione dell&#8217;uomo, gli stupri, il sadismo si scatenarono da una parte e dall&#8217;altra. Non si tratta, per\u00f2, di questo; e nemmeno di equiparare il significato morale e politico di quelle morti e di quegli orrori. Moralmente e politicamente ciascuno \u00e8 libero di dare il suo giudizio, sempre tenendo presente il quadro reale creatosi in Italia con l&#8217;8 settembre del 1943: quello di un Paese sconfitto e invaso da due opposto eserciti, e di un popolo lasciato allo sbando, senza ordini, senza direttive, da una classe dirigente fuggiasca e senza onore, che nel momento del pericolo pens\u00f2 unicamente alla propria salvezza.<\/p>\n<p>In quel delirio, in quella confusione, in quello sfaldamento delle strutture statali, molti agirono come agirono per un senso della patria e del dovere che poteva essere interpretato in maniere diverse e perfino opposte; e tutti coloro che agirono per motivi ideali meritano onore e rispetto, non solo perch\u00e9 accettarono di pagare il prezzo delle loro scelte, ma perch\u00e9 la loro buona fede era al di sopra di ogni meschino interesse. Altri non furono cos\u00ec nobili e disinteressati, e furono molti. Quanto alla maggioranza del popolo, non \u00e8 vero che si schier\u00f2 istintivamente con i partigiani: vedeva gli uni e gli altri come un male inevitabile, ma transitorio: pregava e sperava perch\u00e9 la guerra finisse quanto prima e perch\u00e9 se ne andassero via tutti, i rossi e i neri, gli amici e i nemici, gli occupanti e i liberatori.<\/p>\n<p>Sarebbe ora che gli Italiani guardassero onestamente a quel loro passato e che si riconciliassero con i loro morti, con i morti di entrambe le parti: perch\u00e9, come scriveva Cesare Pavese in una pagina memorabile, il sangue del fratello ucciso chiede ragione, chiede conto di non essere loro, i vivi, al posto dei caduti; chiede di essere placato da un risveglio della coscienza, da un soprassalto della profonda umanit\u00e0 di quanti sono sopravvissuti.<\/p>\n<p>Dovremmo smetterla di vedere il 25 aprile come il giorno in cui si ricorda la vittoria di una parte sull&#8217;altra, e viverlo piuttosto come il giorno in cui ci si chiede perdono a vicenda; come il giorno in cui gli Italiani si domandano perdono l&#8217;un l&#8217;altro per il sangue versato dei propri fratelli, per la mano levata contro i propri compatrioti.<\/p>\n<p>Il giudizio storico, ripetiamo, \u00e8 un&#8217;altra cosa: \u00e8 affare della coscienza individuale; la cultura ufficiale, lo Stato, non dovrebbero mai abbracciare una verit\u00e0 storica che sia scritta una volta per tutte in caratteri indelebili, perch\u00e9 nulla, nella storia degli uomini, \u00e8 oggetto di verit\u00e0 definitiva, tutto \u00e8 soggetto a continuo e doveroso ripensamento. \u00c8 tanto difficile ammettere che la storia la scrivono, sempre e comunque, i vincitori; e che non ci si pu\u00f2 fidare ciecamente delle loro &quot;verit\u00e0&quot;, fintanto che scaturiscono da una semplificazione e da una forzatura dei fatti, mirante a porre ogni merito da una parte della barricata, e ogni colpa e ignominia, dall&#8217;altra?<\/p>\n<p>Riconciliazione, dunque; perdono reciproco: ma sulla base del franco riconoscimento che tutti hanno delle colpe da farsi perdonare e nessuno ha solo dei crediti morali da riscuotere.<\/p>\n<p>Senza di questo, non saremo mai un popolo &quot;normale&quot;; e ogni discorso sulla libert\u00e0 e sulla democrazia non sar\u00e0 che una trista menzogna, tanto pi\u00f9 deplorevole in quanto cosciente d&#8217;esser tale.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>C&#8217;\u00e8 una ferita, nel cuore della coscienza nazionale degli Italiani, che continua a sanguinare e che non si rimargina mai, perch\u00e9 \u00e8 stata troppo a lungo<span class=\"excerpt-hellip\"> [\u2026]<\/span><\/p>\n","protected":false},"author":2,"featured_media":30184,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"_jetpack_memberships_contains_paid_content":false,"footnotes":""},"categories":[10],"tags":[178],"class_list":["post-25526","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-storia-contemporanea","tag-italia"],"jetpack_featured_media_url":"https:../../../../fides-et-ratio.it/wp-content/uploads/2023/10/categoria-storia-contemporanea.jpg","jetpack_sharing_enabled":true,"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/25526","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/users\/2"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/comments@post=25526"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/25526\/revisions"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/media\/30184"}],"wp:attachment":[{"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/media@parent=25526"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/categories@post=25526"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/tags@post=25526"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}