{"id":25523,"date":"2018-11-30T03:23:00","date_gmt":"2018-11-30T03:23:00","guid":{"rendered":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/2018\/11\/30\/guarire-dallorgoglio-rinascere-nellumilta\/"},"modified":"2018-11-30T03:23:00","modified_gmt":"2018-11-30T03:23:00","slug":"guarire-dallorgoglio-rinascere-nellumilta","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/2018\/11\/30\/guarire-dallorgoglio-rinascere-nellumilta\/","title":{"rendered":"Guarire dall&#8217;orgoglio, rinascere nell&#8217;umilt\u00e0"},"content":{"rendered":"<p>L&#8217;orgoglio, in un certo senso, \u00e8 il padre di tutti i peccati: \u00e8 per orgoglio che si invidia, che si mente, che si imbroglia, che si ruba &#8212; non solo la roba d&#8217;altri, ma anche la donna d&#8217;altri -, che si uccide; \u00e8 per orgoglio che si rifiuta Dio, che si disprezza il suo amore e il suo richiamo; ed \u00e8 ancora per orgoglio che non si crede al suo perdono e che si piomba, cos\u00ec, in un ulteriore e mortale peccato, dal quale raramente si esce vivi, la disperazione. L&#8217;orgoglioso \u00e8 doppiamente peccatore: vuol essere da pi\u00f9 dei sui simili, ma, in fondo, vorrebbe essere anche da pi\u00f9, o almeno al pari, di Dio. Non gli va gi\u00f9 che ci sia qualcuno che sta sopra di lui: gli sembra una intollerabile offesa alla sua dignit\u00e0, una umiliazione cui ha il diritto e quasi il dovere di reagire. Ma \u00e8 chiaro che l&#8217;orgoglioso \u00e8 anche un potenziale disperato: prima o poi, magari proprio alla fine, arriva sempre il momento in cui si rende conto di essersi sopravvalutato, di aver preteso troppo da se stesso, e scopre di essere assolutamente impari al ruolo di antagonista di Dio. L&#8217;angoscia e la rovinosa caduta nella disperazione sono la conseguenza pressoch\u00e9 inevitabile di una simile scoperta, che non di radio sfocia nel suicidio, fisico o morale. L&#8217;orgoglioso, sconfitto e umiliato, non sopporta l&#8217;onta che ha subito; anche se nessuno lo vedesse, non la sopporterebbe nemmeno a tu per tu con se stesso. Forse non sapremo mai le vere ragioni per le quali Giuda trad\u00ec Cristo; ma conosciamo con certezza la ragione per la quale si \u00e8 suicidato: l&#8217;orgoglio. Non \u00e8 stato abbastanza umile da accettare l&#8217;idea che Ges\u00f9 lo avrebbe potuto perdonare, se dal pentimento fosse passato alla richiesta del perdono: era troppo orgoglioso per questo. Evidentemente, non aveva capito nulla del Vangelo: <em>Se non vi farete piccoli come questi bambini, non entrerete nel regno dei Cieli<\/em>.<\/p>\n<p>Scriveva Fr\u00e8re \u00c9phra\u00efm nel suo libro <em>Guarire con i misteri del Rosario<\/em> (titolo originale: <em>Des Myst\u00e8res pour gu\u00e9rir<\/em>, Nouan-le-Fuzelier, \u00c9ditions des B\u00e9atitudes, 1998; traduzione dal francese di Dario Gallon, Casale Monferrato, Edizioni Piemme, 2000, pp. 239-242):<\/p>\n<p><em>L&#8217;avvenimento principale nel cielo della prima creazione fu la rivolta dell&#8217;Angelo della Luce, l&#8217;avvenimento principale nel cielo dopo la nuova creazione \u00e8 l&#8217;Assunzione di Maria e la sua incoronazione. All&#8217;orgoglio che ha comportato la disgrazia degli uomini risponde l&#8217;umilt\u00e0, fonte della nostra gioia. L&#8217;orgoglio \u00e8 il frutto amaro della rivolta, la ferita infetta che non trova rimedio e che si allarga ogni volta che \u00e8 toccata. L&#8217;analisi filologica della parola orgoglio nella Bibbia pone in evidenza l&#8217;idea di elevare se stessi. E perch\u00e9 ci si eleva se non perch\u00e9 ci si sente sminuiti? Il desiderio di brillare al di sopra degli altri \u00e8 originato da un errore, da una confusione tra due mondi, quello spirituale e quello umano. Nel mondo spirituale non ci pu\u00f2 essere posto per l&#8217;orgoglio poich\u00e9 ogni creatura gioisce di una pienezza che gli \u00e8 propria e che non pu\u00f2 essere paragonata a un&#8217;altra pienezza. Come disse Teresa del Bambino Ges\u00f9, che un bicchiere sia piccolo o grande, se \u00e8 pieno esso ha raggiunto la sua pienezza e nella manca alla sua pienezza. Ci\u00f2 \u00e8 vero finch\u00e9 gli occhi sono rivolti a Dio, ma non appena si volgono, ci si mette a fare paragoni per trovarsi spogliati e gridare all&#8217;ingiustizia, per reclamare ci\u00f2 che l&#8217;altro possiede. Processo che comporta una crisi che il filosofo Ren\u00e9 Girard definisce &quot;mimetico&quot;. Da quel momento la morte di Abele \u00e8 programmata e con lui la morte della nostra coscienza.<\/em><\/p>\n<p><em>Attraverso il privilegio della sua Immacolata Concezione, Maria non ha tolto gli occhi dall&#8217;oggetto del suo unico amore, Dio, ed ecco che \u00e8 rimasta umile e povera. Ella ha potuti dire come nel salmo di Davide: &quot;A te levo i miei occhi, a te che abiti nei cieli. Ecco, come gli occhi dei servi alla mano dei loro padroni; come gli occhi della schiava alla mano della sua padrona, cos\u00ec i nostri occhi sono rivolti al Signore nostro Dio, finch\u00e9 abbia piet\u00e0 di noi&quot; (Salmo 123, 1-2).<\/em><\/p>\n<p><em>Uno &quot;starets&quot; diceva che non aveva mai visto un monaco umile diventare folle poich\u00e9 \u00e8 l&#8217;orgoglio la radice della follia. Gonfiarsi d&#8217;orgoglio, dice la Bibbia, significa una mancata realizzazione, una migrazione nel mondo dell&#8217;illusione e del delirio. L&#8217;uomo \u00e8 per natura paranoico, cio\u00e8 si inventa una personalit\u00e0 sostitutiva per difendersi da ogni aggressione L&#8217;altro sar\u00e0 sempre una minaccia per lui, anche se il sentirsi minacciati \u00e8 un sentimento diffuso e profondamente nascosto, esso lavora e influisce sul suo comportamento. Ci\u00f2 che san Paolo definisce orgoglio della vita potremmo identificarlo oggi come paranoia originale. Essa \u00e8 generata, come dice l&#8217;Apostolo, dallo spirito del mondo ribelle al Padre: &quot;Poich\u00e9 tutto quello che p nel mondo, la concupiscenza della carne, la concupiscenza degli occhi e la superbia della vita, non viene dal Padre, ma dal mondo&quot; (1 Giovanni 2, 16). Maria \u00e8 Regina perch\u00e9 \u00e8 Madre, una Madre che ha adottato i costumi della Trinit\u00e0 che si riassumono nel movimento di donarsi senza sosta e senza rendiconto. Attraverso di lei, la via dell&#8217;infanzia diventa una via regale. Aragon aveva scritto questo verso umanamente contestabile: &quot;La donna \u00e8 l&#8217;avvenire dell&#8217;uomo&quot;. Ma misticamente, questa intuizione diventa pertinente, potremmo anche amplificarla con san Paolo: &quot;La gloria dell&#8217;uomo \u00e8 la donna&quot; (1 Colossesi, 11, 7). In effetti, l&#8217;orgoglio della vita, la paranoia originale, scompare assorbita dalla Tutta Pura presso colui che si consacra totalmente a lei. Questa via mariana, regale e dell&#8217;infanzia si trova condensata nella prima frase della consacrazione monfortoniana: &quot;Io ti scelgo, oggi, oh Maria, in presenza di tutta la corte celeste come Madre e Regina&#8230;&quot;. Consegnandosi a Maria come un tempo i cavalieri alla propria dama, ci si libera dalla difesa di se stessi e del proprio illusorio territorio.<\/em><\/p>\n<p><em>San Silouane del Monte Athos dice che ogni impeto d&#8217;orgoglio si concretizza nella sfera spirituale attraverso una tentazione di disperazione. In effetti, l&#8217;impeto d&#8217;orgoglio d\u00e0 l&#8217;illusione di crescere, ma al fondo di noi la coscienza sa molto bene che ci si sbaglia e, passato l&#8217;impeto d&#8217;orgoglio, la collera ne prende il posto, una collera contro se stessi bench\u00e9 gli altri siano spesso considerati responsabili della delusione. \u00c8 un vero risentimento. Quelli che hanno frequentato persone che presentano tratti paranoici accentuati conoscono bene questo tipo di collera, questi impeti di violenza che sono grida di disperazione e di terribile sofferenza, somiglianti agli eccessi di disperazione del bambino che urla per ripicca. Un orgoglioso resta sempre deluso dagli altri, per quanto facciano, non gli rinviano un&#8217;immagine abbastanza valorizzante, e resta deluso della sua incapacit\u00e0 di gestire i suoi desideri di crescita. La rana che vuol diventare grossa come un bue finisce sempre per scoppiare. Al contrario, la principessa che si considera come Cenerentola finisce per andare in sposa al figlio del Re.<\/em><\/p>\n<p>Il nome di battesimo di Fr\u00e8re \u00c9phra\u00efm \u00e8 G\u00e9rard Croissant. Nato a Nancy nel 1949, da una famiglia di ebrei protestanti, si era convertito al cattolicesimo, aveva fondato con la moglie, nel 1973, la Comunit\u00e0 delle Beatitudini, nel clima del post &#8217;68, quando anche molti cattolici erano alla ricerca, anche disordinata, di nuove espressioni del sentimento religioso. Ordinato diacono nel 1978, quasi trenta anni dopo, nel 2007, \u00e8 stato travolto una serie di accuse e di scandali di vario genere, peraltro mai effettivamente chiariti, mentre si trovava a Kigali, in Burundi, culminati nella riduzione allo stato laicale e nella espulsione dalla Comunit\u00e0, nel 2008. Non possiamo n\u00e9 vogliamo entrare nel merito delle accuse che gli sono state mosse, sia di ordine sessuale, sia di abuso della pratica psichiatrica, fino alla manipolazione mentale; altri casi simili dovrebbero consigliare comunque una estrema prudenza, prima di scagliarsi in linciaggi mediatici che potrebbero poi rivelarsi ingiusti. Quel che c&#8217;interessa \u00e8 utilizzare questa bella pagina di riflessioni mariane, nella quale ci sembra che questo Autore ponga nella giusta prospettiva la duplice tematica morale dell&#8217;orgoglio e dell&#8217;umilt\u00e0, e indichi come la seconda sia la sola risposta possibile e razionale ai mali senza fine provocati dal primo. L&#8217;orgoglio, per lui, non \u00e8 un accidente del carattere individuale, che pu\u00f2 esserci o non esserci: \u00e8 una struttura antropologica che afferisce alla stessa natura umana in quanto tale, e si alimenta di quella paura, gelosia e invidia dell&#8217;altro, che sono una costante in tutte le dinamiche umane e che la Bibbia evidenzia in maniera paradigmatica sia nella disobbedienza di Adamo ed Eva verso Dio, dettata appunto dall&#8217;orgoglio del non voler essere da meno di Lui, sia nell&#8217;omicidio di Abele da parte di Caino, anch&#8217;esso ispirato a quest&#8217;ultimo dall&#8217;orgoglio ferito, nel vedere che Dio gradisce maggiormente le offerte di suo fratello alle sue.<\/p>\n<p>L&#8217;orgoglio \u00e8 essenzialmente una ipertrofia dell&#8217;io. L&#8217;orgoglioso \u00e8 colui che vuole innalzarsi sopra tutti perch\u00e9 gli sembra che riconoscere il valore altrui, i diritti altrui, i meriti altrui, comporterebbe una diminuzione del suo valore, dei suoi diritti e dei suoi meriti. Gli antichi avevano visto che l&#8217;orgoglio trascina l&#8217;uomo verso la <em>hybris<\/em>, la dismisura, e lo pone in antitesi con il rispetto dovuto alla divinit\u00e0. Non esiste altro rimedio a questa patologia se non la\u00a0<em>metanoia<\/em>, cio\u00e8 una conversione, dall&#8217;orgoglio all&#8217;umilt\u00e0, cosa che pu\u00f2 avvenire solo se mutano radicalmente i presupposti stessi della vita individuale. Nella prospettiva cristiana, l&#8217;uomo non pu\u00f2 guarire da se stesso questa malattia, ha bisogno della grazia di Dio: non si diventa umili con uno sforzo della volont\u00e0, perch\u00e9 con la volont\u00e0 si possono correggere, in parte, singoli comportamenti, ma non si giunge mai a modificare tutta la propria impostazione esistenziale. In un certo senso, l&#8217;orgoglioso si trova imprigionato in un circolo vizioso: per uscire dalla prigione dell&#8217;io \u00e8 necessario un atto di umilt\u00e0; ma l&#8217;umilt\u00e0 egli non pu\u00f2 darsela da solo, deve chiederla a Dio; e per riconoscere la propria insufficienza e il bisogno della creatura verso il Creatore, \u00e8 necessaria l&#8217;umilt\u00e0. Ecco perch\u00e9 Ges\u00f9 ha detto che per entrare nel regno dei cieli bisogna ritornare piccoli come i bambini: bisogna deporre la superbia dell&#8217;io che vuol capire, che vuol sapere tutto, e accettare il mistero di Dio. La fede cristiana si fonda su due misteri, la Trinit\u00e0 e l&#8217;Incarnazione: la teologia li pu\u00f2 esplorare, ma non li potr\u00e0 mai &quot;spiegare&quot;. Qui c&#8217;\u00e8 un limite, il limite ontologico: l&#8217;uomo lo deve accettare. Il mistero non \u00e8 un problema: i problemi si possono risolvere, il mistero rimane sempre tale. Non ci sar\u00e0 mai un giorno in cui il mistero si scioglier\u00e0 e apparir\u00e0 chiaro: non in questa vita, non fino a quando si \u00e8 nella dimensione terrena. Questo \u00e8 il salto nella fede di cui parla Kierkegaard. Se si potesse capire e spiegare tutto, non ci sarebbe la fede, ma la scienza. La fede \u00e8, per definizione, credere in ci\u00f2 che non si vede, in ci\u00f2 che non si pu\u00f2 interamene capire e dimostrare. E qui sta la grandezza di Maria, <em>umile e alta pi\u00f9 creatura<\/em> come dice Dante: colei che ha creduto senza aver visto, che ha creduto perch\u00e9 si \u00e8 fatta piccola e si \u00e8 rimessa totalmente al volere di Dio. Qui sta anche l&#8217;incommensurabile malvagit\u00e0 di Lucifero: era il principe degli Angeli ma non gli bastava, voleva di pi\u00f9: voleva essere come Dio (con buona pace di Enzo Bianchi, per il quale tutto ci\u00f2 \u00e8 solo leggenda, come pure il Peccato originale; e per non parlare di Sosa Abascal, il quale nega senz&#8217;altro che il diavolo esista).<\/p>\n<p>Ed ecco il grande errore dei cristiani che vogliono storicizzare le Scritture: che se ne rendano conto oppure no, in realt\u00e0 essi vorrebbero storicizzare anche la fede. Ma questo non \u00e8 possibile, perch\u00e9 la fede non appartiene alla dimensione della storia, ma alla dimensione dell&#8217;eterno. Nella fede, l&#8217;uomo \u00e8 a tu per tu con Dio: e Lui ci parla attraverso la storia, ma ci parla dell&#8217;Assoluto. Chi crede di poter arrivare a Dio, a una miglior comprensione del Vangelo, attraverso la storia, ad esempio ristudiando ed emendando filologicamente le Scritture, alla fine non giunger\u00e0 a Dio, ma alla distruzione del divino: non gli resteranno fra le mani che le ceneri della fede, distrutta dalle sue analisi storiche. Infatti la storia, di per se stessa, non d\u00e0 altro che lo storicismo; il finito non d\u00e0 altro che la finitezza; l&#8217;immanente non d\u00e0 altro che l&#8217;immanenza. Lo storicismo non aiuta la fede, ma la distrugge. Oggi si cambia un versetto del Vangelo, domani si cambier\u00e0 una preghiera recitata da secoli, dopodomani si getter\u00e0 via la Tradizione perch\u00e9, essendo orale, non pu\u00f2 essere sottoposta all&#8217;analisi storica e filologica: come i protestanti hanno fatto a suo tempo e come i modernisti, che si credono sempre all&#8217;avanguardia, non si sa di cosa, vorrebbero fare a loro volta, bench\u00e9 in ritardo di cinque secoli. Il modernismo, come il protestantesimo, \u00e8 un&#8217;eresia che nasce dalla superbia e dall&#8217;orgoglio: la superbia di voler saltare qualsiasi mediazione fra l&#8217;uomo e Dio, l&#8217;orgoglio di non volersi sottomettere alla Tradizione &#8211; e, in ultima analisi, nemmeno a Dio. Il modernista \u00e8 un ex cristiano che ha perso la fede ma, per orgoglio, non lo vuole ammettere; non vuol confessare che gli \u00e8 venuta mancare la cosa pi\u00f9 preziosa, e allora sale in cattedra e parla di filologia, di storia, di aggiornamento pastorale, di dialogo, di ecumenismo, solo per nascondere il fatto essenziale: che ha perso la fede nella divinit\u00e0 di Ges\u00f9 Cristo, che non sa o non pu\u00f2 o non vuol vedere in Ges\u00f9 altro che un uomo, un profeta, un maestro, una guida spirituale. Il modernista non ammette che ci sia nessuno sopra di lui. Altro che farsi piccoli come i fanciulli. Il modernista \u00e8 un orgoglioso che si nasconde dietro i veli di grandi parole e che affetta una totale devozione verso i &quot;poveri&quot;, ma non sa vedere la trave nel proprio occhio: la desolante povert\u00e0 spirituale che lo affligge, frutto della superbia e dell&#8217;orgoglio&#8230;<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>L&#8217;orgoglio, in un certo senso, \u00e8 il padre di tutti i peccati: \u00e8 per orgoglio che si invidia, che si mente, che si imbroglia, che si<span class=\"excerpt-hellip\"> [\u2026]<\/span><\/p>\n","protected":false},"author":2,"featured_media":30170,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"_jetpack_memberships_contains_paid_content":false,"footnotes":""},"categories":[69],"tags":[117,157,237,243],"class_list":["post-25523","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-morale-e-spiritualita","tag-dio","tag-gesu-cristo","tag-sacra-scrittura","tag-santa-vergine"],"jetpack_featured_media_url":"https:../../../../fides-et-ratio.it/wp-content/uploads/2023/10/categoria-morale-e-spiritualita.jpg","jetpack_sharing_enabled":true,"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/25523","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/users\/2"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/comments@post=25523"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/25523\/revisions"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/media\/30170"}],"wp:attachment":[{"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/media@parent=25523"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/categories@post=25523"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/tags@post=25523"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}