{"id":25522,"date":"2017-03-29T07:00:00","date_gmt":"2017-03-29T07:00:00","guid":{"rendered":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/2017\/03\/29\/guardiamoci-dalla-contro-pedagogia-buonista\/"},"modified":"2017-03-29T07:00:00","modified_gmt":"2017-03-29T07:00:00","slug":"guardiamoci-dalla-contro-pedagogia-buonista","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/2017\/03\/29\/guardiamoci-dalla-contro-pedagogia-buonista\/","title":{"rendered":"Guardiamoci dalla contro-pedagogia buonista"},"content":{"rendered":"<p>Oggi \u00e8 in atto nella societ\u00e0, e anche nella Chiesa cattolica, una vera e propria contro-pedagogia: buonista, modernista, progressista, permissiva, relativista; misericordiosa senza giustizia e tollerante a senso unico. Non solo si \u00e8 praticamente smesso di parlare, o si parla ormai pochissimo, di lavoro, impegno, fatica, abnegazione, sacrificio, per ottenere qualsiasi risultato utile e durevole &#8212; e, nel caso della formazione cattolica della persona, di grazia, peccato, riparazione, espiazione e riconciliazione con Dio; ma si \u00e8 giunti a negare, implicitamente o esplicitamente, le conseguenze distruttive della cattiva azione, dell&#8217;impegno disatteso, della parola tradita, e, pi\u00f9 in generale della vita disordinata, amorale, peccaminosa e criminale. Di conseguenza, e non senza una certa logica, sia pure perversa, si \u00e8 giunti a negare, o a minimizzare, il concetto e il valore rieducativo della pena, e quello della giustizia stessa: non pi\u00f9 la legge degli uomini e quella di Dio; non pi\u00f9 il pentimento, la conversione e il fermo proponimento di cambiar vita; e, soprattutto, non pi\u00f9 il carcere per i delinquenti, n\u00e9 l&#8217;inferno per i malvagi che non si pentono dei loro peccati e che concludono la loro esistenza terrena senza riconciliarsi con Dio, anzi, continuando a provocarlo, rifiutarlo e bestemmiarlo, con le parole e, pi\u00f9 ancora, con le azioni.<\/p>\n<p>Ogni principio d&#8217;ordine \u00e8 stato eroso, incrinato, squassato e, alla fine, scardinato; ogni principio di autorit\u00e0 \u00e8 stato delegittimato, denigrato, ridicolizzato e rimosso; ogni codice di regole \u00e8 stato manipolato, banalizzato, svuotato e relativizzato; ogni comportamento e proponimento positivi e costruttivi sono stati accolti con ironia, sufficienza, fastidio e una sorda ostilit\u00e0; ogni licenza, ogni abuso, incoscienza e impertinenza, sono stati salutati con una certa qual simpatia, con una compiacimento neanche troppo dissimulato, con una benevolenza che lascia pensare ad una segreta connivenza, ad una tacita intesa, come se il nuovo patto fra l&#8217;educatore e l&#8217;educando si fondasse sopra una inconfessabile complicit\u00e0 al ribasso, su di una svendita all&#8217;ingrosso di tutto ci\u00f2 che, fino a ieri, o all&#8217;altro ieri, era considerato giusto, vero, bello, buono e rispettabile. In pratica, l&#8217;educatore ha assunto le vesti dell&#8217;amicone, che si compiace se l&#8217;educando non prende troppo sul serio ci\u00f2 che, in teoria, la societ\u00e0 e la Chiesa richiedono al cittadino e al fedele cattolico; e come se l&#8217;educando fosse il primo a non credere n\u00e9 alle leggi, n\u00e9 alle regole, n\u00e9 ai doveri, in nome di un&#8217;etica e di una moralit\u00e0 tutte sue, di una sorta di legge interiore, soggettiva e autosufficiente, e, di fatto, quanto mai indulgente nei confronti delle proprie trasgressioni.<\/p>\n<p>Questa contro-pedagogia \u00e8 impartita, oggi, in primo luogo dai genitori (non da tutti, naturalmente; ma da parecchi); in secondo luogo, dai maestri &#8212; anzi, dalle maestre, perch\u00e9 la scuola elementare, con suo danno, si \u00e8 quasi totalmente femminilizzata, e la scuola media le sta venendo dietro &#8212; e dai professori; in terzo luogo, dai catechisti, anzi, dalle catechiste &#8212; vedi sopra &#8212; e insegnanti di religione, indi dai sacerdoti, dai religiosi, dai vescovi e arcivescovi, dai cardinali e, last <em>but not least<\/em>, dal papa in persona: Francesco, al secolo Jorge Mario Bergoglio, colui che \u00e8 salito sul seggio di san Pietro dopo le incredibili, misteriose e, per molti aspetti, scandalose e inaccettabili &quot;dimissioni&quot; di Benedetto XVI: come se ci si potesse dimettere dalla responsabilit\u00e0 di vicario di Cristo nel governo della Chiesa cattolica, con la stessa rapidit\u00e0 e disinvoltura con cui ci si toglie un abito che non si ha pi\u00f9 voglia d&#8217;indossare. Come esempio di contro-pedagogia, si potrebbe citare l&#8217;ottavo capitolo della esortazione apostolica <em>Amoris laetita<\/em>, di cui nessuno ha capito molto &#8212; tanto \u00e8 vero che quattro cardinali hanno chiesto, ma invano, dei chiarimenti in proposito -, ma quel poco che si \u00e8 capito \u00e8 che i divorziati risposati <em>possono<\/em> accedere all&#8217;Eucarestia e riprendere la normale cita cristiana, restando felicemente divorziati e avendo contratto un nuovo matrimonio o una nuova unione di fatto. Se ne \u00e8 avuta una dimostrazione al contrario, allorch\u00e9 un sacerdote cattolico, in Colombia, il quale non era d&#8217;accordo con questa <em>interpretazione<\/em>, \u00e8 stato dichiarato eretico, scomunicato, e, ovviamente, rimosso.<\/p>\n<p>Attenzione: questa non \u00e8 una bufala, una leggenda metropolitana. Magari lo fosse. Il prete in questione ha un volto, un nome e un cognome: si chiama Luis Alberto Uribe Medina, e la sua &quot;colpa&quot; \u00e8 stata quella di aver criticato il magistero della <em>Amoris laetitia<\/em> proprio per quel che riguarda il sacramento dell&#8217;Eucarestia ai divorziati risposati. Convocato dal suo vescovo, Rigoberto Corredor, \u00e8 stato invitato a chiarire e correggere la sua posizione: non avendolo fatto, \u00e8 stato dichiarato eretico e scismatico e scomunicato <em>latae sententiae<\/em>, in quanto reo di essersi separato dalla comunione della Chiesa cattolica. Ossia, per dir le cose in altro modo, \u00e8 stato scomunicato e cacciato fuori dalla sua Chiesa, come un cane, per essere rimasto fedele al Magistero di ieri e di sempre, e soprattutto fedele al Vangelo, se \u00e8 vero che Ges\u00f9 ha detto a chiarissime note (ma Sosa Abascal, probabilmente, non ne \u00e8 convinto, dato che nessuno ha registrato le sue parole): <em>L&#8217;uomo non separi ci\u00f2 che Dio ha unito<\/em>. La vicenda, peraltro, si \u00e8 tinta di giallo: il vescovo, ufficialmente, nega tutto; ma una fonte cattolica bene informata, <em>Adelante La F\u00e8<\/em>, non solo l&#8217;ha diffusa, ma ha anche postato una testimonianza audio del sacerdote, in lingua spagnola, che chiunque pu\u00f2 consultare liberamente in rete. Il fatto, compresa la sospensione <em>a divinis<\/em> di Uribe Medina, risalirebbe al 17 gennaio 2017.<\/p>\n<p>Oggi siamo arrivati al punto che non si pu\u00f2 pi\u00f9 dire ai carcerati che, se si trovano in prigione, \u00e8 per una ragione precisa, e non per un capriccio del destino, o, peggio, per una ingiustizia sociale; che non si pu\u00f2 pi\u00f9 dire loro che il tempo della detenzione deve essere utilizzato per fare i conti con la propria coscienza, per espiare le colpe commesse, per tornare ad esser degni d&#8217;inserirsi nella societ\u00e0, alla quale hanno provocato del male; che sarebbe considerata una grave indelicatezza, anche dal punto di vista cristiano, ricordare loro il fatto che Dio bussa con maggior forza alla porta delle anime che pi\u00f9 ama, e che a nessuno viene chiesto di portare sulle spalle un fardello che superi le sue possibilit\u00e0 di sopportazione: ma che ogni prova \u00e8 proporzionata alle nostre forze e che tutto quel che ci accade ha un fine di bene e condurr\u00e0 al bene, purch\u00e9 noi siamo capaci di comprenderlo e di sfruttare l&#8217;occasione di crescita e di perfezionamento che ci viene offerta. Allo stesso modo, oggi \u00e8 quasi impossibile dire a un malato di Aids (tranne i casi, assai rari, di infezione casuale, che per\u00f2 subito sono stati sbandierati ed enormemente amplificati dai media in funzione anti-pedagogica), che, se avesse evitato di drogarsi, scambiandosi la siringa con altri tossicodipendenti, e se avesse evitato di consumare decine o centinaia di rapporti sessuali non protetti, specialmente di tipo anale, non si sarebbe ammalato e ora non sarebbe a tu per tu con la morte. Non lo si pu\u00f2 dire, perch\u00e9 sembrerebbe una insopportabile forma di moralismo, una bieca pretesa di giudicare il prossimo; e i primi a ribellarsi sarebbero, per l&#8217;appunto, cardinali e vescovi progressisti e i teologi modernisti, tutti uniti ai &quot;preti di strada&quot; nel sostenere che non \u00e8 giusto discriminare, che certe disgrazie o malattie possono capitare a chiunque, eccetera, eccetera.<\/p>\n<p>L&#8217;elenco delle cose che non si possono dire, delle verit\u00e0 che \u00e8 necessario tacere, se non si vuole infrangere il muro di gomma del <em>politically correct<\/em>, esporsi alla gogna mediatica, e, non di rado, a qualche forma di azione legale, con la prospettiva di dover pagare cifre astronomiche come risarcimento alle &quot;vittime&quot; ingiustamente denigrate, sarebbe veramente assai lungo. Non si pu\u00f2 dire alla vedova o ai figli di un praticante di sport estremi, il quale si \u00e8 schiantato contro una parete di roccia con il suo deltaplano, o che \u00e8 annegato gettandosi da cento metri nelle acque vorticose di un fiume, o che si \u00e8 sfracellato al suolo perch\u00e9 il suo paracadute, che doveva essere aperto all&#8217;ultimo istante, per un malfunzionamento si \u00e8 bloccato, non si pu\u00f2 dire, dunque, che nulla di male sarebbe accaduto, e che il loro caro sarebbe ancora presso di loro, se, invece di sfidare la morte per puro divertimento, avesse dato un maggior valore alla propria vita, e fosse rimasto accanto alla sua famiglia. E non si pu\u00f2 neanche dire, per nessuna ragione al mondo, a un fumatore accanito cui hanno diagnosticato un enfisema polmonare, che non avrebbe dovuto fumare; n\u00e9 a un alcolista, il cui fegato \u00e8 distrutto dalla cirrosi, che non avrebbe dovuto bere; n\u00e9 a un cardiopatico, che ha avuto l&#8217;infarto, che non avrebbe dovuto esporsi allo sforzo di una dura pedalata in salita, magari a sessant&#8217;anni suonati, sotto il solleone d&#8217;agosto. Nessuno \u00e8 pi\u00f9 disposto a sentirsi dire che il proprio male \u00e8 la conseguenza della propria incoscienza e della propria condotta scriteriata: tutti pensano di aver diritto a fare qualsiasi cosa, di sperimentare qualsiasi esperienza, di concedersi qualunque comportamento, o stile di vita; e che puntare il dito contro di loro, se, poi, qualcosa dovesse andare storto, sarebbe una insopportabile forma di sciacallaggio, e non un normalissimo e pi\u00f9 che legittimo esercizio di buon senso. Opinare diversamente equivale, <em>ipso facto<\/em>, a scivolare nella categoria degli insensibili, dei farisei ipocriti, dei puritani feroci e dei sadici che godono delle sofferenze altrui.<\/p>\n<p>A questa condizione siamo arrivati per gradi, ma in un tempo relativamente breve: poco pi\u00f9 di una generazione. Prima, gli individui venivano educati ad assumersi le proprie responsabilit\u00e0; a valutare le condotta pi\u00f9 idonea da tenere nelle diverse circostanze; a non presumere di poter mai fare il passo pi\u00f9 lungo della gamba, anche economicamente: per esempio, a non indebitarsi per l&#8217;acquisto di cose desiderabili, ma non strettamente necessarie, in modo da non ipotecare il proprio futuro e, in un certo senso, il futuro delle persone care. Poi, nel giro di due o tre decenni, tutto \u00e8 cambiato: \u00e8 subentrata la filosofia, tipicamente americanista, del <em>Why not?<\/em>, perch\u00e9 no?, e un gran numero di persone ha incominciato ad assumere atteggiamenti e stili di comportamento non coerenti con le proprie condizioni fisiche, intellettuali, finanziarie, sempre in nome di un assai malinteso concetto di democrazia e di uguaglianza. Oggi le persone non sono pi\u00f9 aiutate a prendere consapevolezza di se stesse, delle proprie capacit\u00e0 e anche dei propri limiti; al contrario, vien suggerito loro, da cento e cento pulpiti, che chiunque pu\u00f2 mettersi a fare praticamente qualsiasi cosa, purch\u00e9 lo desideri e disponga del tempo e dei mezzi necessari &#8212; e, qualche volta, anche senza il possesso di questi due requisiti.<\/p>\n<p>Le istituzioni, la politica, il mondo della cultura, invece di mantenere il necessario sangue freddo e la testa sulle spalle, si sono accodati a questa tendenza dominante. Tutto \u00e8 diventato un diritto riconosciuto dalle leggi, e, perci\u00f2, considerato sacro e intangibile: anche a dispetto del buon senso, della natura, delle possibilit\u00e0 fisiche e fisiologiche dei singoli esseri umani. Diventare mamma a cinquanta, a sessant&#8217;anni, dopo aver curato assiduamente la propria carriera: <em>why not<\/em>, perch\u00e9 no? E se poi il bambino che nasce da quella maternit\u00e0 tardiva presenter\u00e0 qualche problema, qualche insufficienza, qualche difetto, guai a dire a quella mamma che \u00e8 stata imprudente, o, peggio ancora, che \u00e8 stata egoista, che ha pensato solo a soddisfare un suo desiderio, e forse un suo capriccio personale, senza pensare veramente al bene del bambino: guai, perch\u00e9 la verit\u00e0 non si pu\u00f2 dire. Tutto si pu\u00f2 dire, ma non la verit\u00e0. E nemmeno si pu\u00f2 dire a una coppia di omosessuali, maschi o femmine che siano, che la loro &quot;voglia&quot; di paternit\u00e0 \u00e8 una forma di egoismo, e che non si preoccupa affatto di quel che sarebbe giusto e opportuno per la crescita sana e armoniosa di quel bambino: guai a dirlo, perch\u00e9 si passerebbe immediatamente nella pessima schiera degli omofobi, animati da una malevolenza preconcetta nei confronti dei poveri omosessuali. Neppure si pu\u00f2 dire a una donna <em>single<\/em> che vuole avere un figlio, ma non un marito, che farsi inseminare con la fecondazione eterologa non \u00e8 una buona cosa: dal momento che la scienza rende possibile una tale tecnica, e che le leggi la permettono, o &#8212; il che \u00e8 quasi lo stesso &#8212; permettono di aggirarla brillantemente, perch\u00e9 non si dovrebbe approfittarne? E, se si sta facendo una cosa perfettamente legale e perfettamente lecita, chi ha il diritto di giudicare, di criticare, di condannare? Chi, se non i soliti maschilisti brutali e ignoranti, male abituati da secoli e secoli d&#8217;ingiusti pregiudizi? E i primi ad arroccarsi dietro questi atteggiamenti &quot;benevoli&quot; e &quot;misericordiosi&quot; saranno proprio i cattolici progressisti e relativisti: <em>Chi sono io per giudicare il mio fratello?,<\/em> diranno, sulla scia di papa Francesco. E non vedono, ci mancherebbe, che i veri ipocriti e i veri commedianti sono proprio loro: chi, infatti, vedendo il proprio figlio imboccare una strada notoriamente pericolosa, non lo metterebbe in guardia? E chi, vedendo il suo fratello sul punto di precipitare nel baratro, non cercherebbe di trattenerlo per la falda del vestito, invece di pensare che non ha il diritto di giudicarlo?<\/p>\n<p>A tanto siamo arrivati, dopo due o tre decenni di contro-pedagogia buonista, somministrata in dosi sempre pi\u00f9 massicce: alla confusione totale, alla licenza indiscriminata, al disordine eretto a sistema (finch\u00e9 una simile situazione \u00e8 suscettibile di durare, prima di autodistruggersi fatalmente). Vogliamo provare a uscirne, posto che non sia gi\u00e0 troppo tardi? Allora, per prima cosa, torniamo a chiamare pane il pane, e vino il vino: ritroviamo il buon senso, l&#8217;evidenza delle cose, la franchezza del linguaggio; e abbandoniamo l&#8217;idea, assurda e nefasta, che si possa fare qualsiasi cosa, senza doverne pagare le conseguenze. Perch\u00e9 tutto nella vita ha un costo; tutto si paga, in bene o in male&#8230;<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Oggi \u00e8 in atto nella societ\u00e0, e anche nella Chiesa cattolica, una vera e propria contro-pedagogia: buonista, modernista, progressista, permissiva, relativista; misericordiosa senza giustizia e tollerante<span class=\"excerpt-hellip\"> [\u2026]<\/span><\/p>\n","protected":false},"author":2,"featured_media":30174,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"_jetpack_memberships_contains_paid_content":false,"footnotes":""},"categories":[81],"tags":[216,236],"class_list":["post-25522","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-papa-francesco","tag-papi","tag-sacerdozio"],"jetpack_featured_media_url":"https:../../../../fides-et-ratio.it/wp-content/uploads/2023/10/categoria-papa-francesco.jpg","jetpack_sharing_enabled":true,"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/25522","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/users\/2"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/comments@post=25522"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/25522\/revisions"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/media\/30174"}],"wp:attachment":[{"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/media@parent=25522"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/categories@post=25522"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/tags@post=25522"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}