{"id":25521,"date":"2009-08-27T04:39:00","date_gmt":"2009-08-27T04:39:00","guid":{"rendered":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/2009\/08\/27\/guardarsi-dentro-con-franchezza-ed-onesta-per-accedere-alla-via-che-riconduce-allessere\/"},"modified":"2009-08-27T04:39:00","modified_gmt":"2009-08-27T04:39:00","slug":"guardarsi-dentro-con-franchezza-ed-onesta-per-accedere-alla-via-che-riconduce-allessere","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/2009\/08\/27\/guardarsi-dentro-con-franchezza-ed-onesta-per-accedere-alla-via-che-riconduce-allessere\/","title":{"rendered":"Guardarsi dentro con franchezza ed onest\u00e0 per accedere alla via che riconduce all&#8217;Essere"},"content":{"rendered":"<p>Esistono persone che vivono letteralmente sprofondate nella menzogna, e non lo sanno.<\/p>\n<p>Esistono persone che non hanno mai avuto il coraggio, nemmeno una volta nella propria vita, di guardarsi dentro con un briciolo di franchezza e di onest\u00e0.<\/p>\n<p>Esistono persone che hanno sempre indossato una maschera, o pi\u00f9 maschere, non solo con gli altri, ma perfino quando sono da sole, a tu per tu con se stesse; o che, per meglio dire, a tu per tu con se stesse non ci sono state mai, perch\u00e9 mai hanno trovato quel minimo di coraggio e dignit\u00e0, che sono indispensabili per farlo.<\/p>\n<p>\u00c8 una razza pericolosa: una razza d&#8217;infelici, che mai hanno conosciuto la gioia dell&#8217;autentico stare bene con se stessi, che mai hanno saputo essere all&#8217;altezza di se stessi, del rispetto dovuto a loro medesimi. Che mai sono stati capaci di insediarsi nel centro della propria anima, ma che si sono sempre aggrappati a dei ruoli posticci, a delle pietose bugie, a una inautenticit\u00e0 ormai cos\u00ec connaturata, da essere divenuta per essi come una seconda pelle.<\/p>\n<p>Una razza pericolosa non solo per se stessa, ma anche per gi altri: perch\u00e9 nessun rapporto \u00e8 possibile con costoro, se non sulla base di un fraintendimento essenziale, fonte, a sua volta, d&#8217;infinite incomprensioni, frustrazioni e sofferenze.<\/p>\n<p>Una razza che semina dolore e disinganno intorno a s\u00e9; che sporca tutto quello che tocca; che avvelena anche le gioie pi\u00f9 pure; una razza dannata, nel senso letterale della parola: dannata a condurre una vita alla rovescia, che \u00e8 la radicale negazione della vera umanit\u00e0.<\/p>\n<p>Eppure si tratta di persone che s&#8217;incontrano molto di frequente; a volte abbiamo perfino l&#8217;angosciante sospetto che tali siano ormai divenuti la maggior parte degli esseri umani, anche per le particolari circostanze storico-culturali della nostra societ\u00e0.<\/p>\n<p>Oseremmo dire che si fa sempre pi\u00f9 raro il tipo umano opposto, ossia quello che ha il coraggio della propria verit\u00e0 interiore, di guardarsi dentro, di riconoscersi e di accettarsi, senza nascondersi dietro ipocriti paraventi e senza raccontarsi improbabili storielle, miranti unicamente a tacitare la propria coscienza inquieta e ad assolvere la propria mancanza di rettitudine morale.<\/p>\n<p>Non \u00e8 moralmente retto colui che, pur rispettando le regole formali della societ\u00e0, vive sotto il segno del nascondimento e mira, attraverso di esso, ad esercitare una forma di potere sugli altri. Perch\u00e9 questa \u00e8 l&#8217;altra faccia della medaglia della radicale inautenticit\u00e0 esistenziale e del perenne mascheramento: la possibilit\u00e0 di agire verso gli altri da una posizione di vantaggio e, quindi, di forza.<\/p>\n<p>Fra due esseri umani, uno dei quali si mostra per quello che realmente \u00e8, l&#8217;altro che nasconde accuratamente la propria essenza e d\u00e0 a credere di essere tutt&#8217;altra cosa, \u00e8 chiaro che il primo verr\u00e0 a trovarsi in una posizione di svantaggio e di debolezza, il secondo, invece, in una posizione di vantaggio e di forza.<\/p>\n<p>E chi non \u00e8 onesto con se stesso, difficilmente sar\u00e0 portato ad esserlo verso gli altri: per cui i campioni del nascondimento sono anche, generalmente, coloro i quali desiderano esercitare una pressione e una costante manipolazione sul prossimo, restandosene, per parte propria, sempre al coperto, ossia facendo in modo di non esporsi mai.<\/p>\n<p>Ecco perch\u00e9 costoro costituiscono una autentica minaccia per l&#8217;armonia e la serenit\u00e0 dell&#8217;ambiente sociale in cui vivono: sono, per definizione, portatori di ambiguit\u00e0 e discordia.<\/p>\n<p>Eppure, il leale riconoscimento di s\u00e9 e l&#8217;altrettanto leale offerta di s\u00e9 agli altri, sono passi irrinunciabili sulla vita della maturazione spirituale: nessuno che non li abbia perseguiti e, almeno parzialmente, raggiunti, pu\u00f2 dire di aver assolto degnamente la propria missione, il proprio ruolo su questa terra.<\/p>\n<p>Noi non veniamo al mondo per caso; non vi soggiorniamo per caso; non ce ne andiamo per caso, anche se le circostanze esteriori possono, talvolta, dare questa impressione.<\/p>\n<p>In realt\u00e0, \u00e8 vero il contrario: noi siamo chiamati alla vita da una forza cosmica pi\u00f9 antica del mondo stesso, e della quale l&#8217;unione dei nostri genitori e la loro disponibilit\u00e0 a trasmettere la vita, non \u00e8 che l&#8217;ultima tappa.<\/p>\n<p>Cos\u00ec pure, non \u00e8 sotto l&#8217;insegna del caso che si svolgono le vicende della nostra vita, neppure quando noi, in preda alla confusione e al disordine spirituale pi\u00f9 completi, apparentemente ci abbandoniamo al destino, rinunciando ad esercitare una nostra volont\u00e0 propria.<\/p>\n<p>Infine, non per caso veniamo chiamati altrove, fuori da questa esistenza terrena che, alle persone dalla vista corta, sembra realmente tutto ci\u00f2 che abbiamo, e oltre la quale non sanno o non vogliono scorgere null&#8217;altro.<\/p>\n<p>Concepimento (e nascita), vita, morte, non sono scanditi da un insensato confluire di circostanze puramente occasionali, ma la risultante di un disegno tessuto da molto, molto lontano, al quale noi stessi siamo chiamati a collaborare secondo le nostre forze, la nostra disponibilit\u00e0 all&#8217;impegno, al perfezionamento spirituale.<\/p>\n<p>In altri termini, ci viene affidato un compito estremamente preciso ed importante, che \u00e8 poi la ragione ultima e profonda del nostro stesso esistere: quello di farci carico della nostra graduale presa di coscienza, della consapevolezza cui tutte le creature tendono a loro modo, secondo tempi e modalit\u00e0 estremamente vari, ma, nell&#8217;insieme, attratti da un fine che \u00e8 il medesimo per tutti: quello di tornare consapevolmente all&#8217;Essere, che ci ha tratti dal non essere e ci ha rivelato lo splendore ineffabile del progetto di cui siamo parte.<\/p>\n<p>Colui che si nasconde a se stesso, e che si sforza di ingannare sistematicamente gli altri circa la propria consapevolezza interiore, \u00e8 simile all&#8217;invitato di una festa che si riempia le tasche di cibi e dolciumi da portare via, rubandoli goffamente, senza rendersi conto che tutto \u00e8 donato, che tutto \u00e8 a disposizione degli ospiti.<\/p>\n<p>Ancora, potremmo paragonarlo a colui che, ostinandosi a mentire e indurendosi nelle proprie menzogne, metta in opera tutta la propria scaltrezza per ingannare proprio l&#8217;unica persona dalla quale potrebbe ricevere comprensione, umana solidariet\u00e0 e fattivo aiuto, nella difficile situazione nella quale si trova, ma che vuole ad ogni costo dissimulare.<\/p>\n<p>Potremmo, infine, paragonarlo ad un malato, il quale si impegni con tutte le sue forze per nascondere al proprio medico la malattia che lo consuma e che certamente lo porter\u00e0 a una fine dolorosa e insensata: e tutto questo non perch\u00e9 egli abbia deliberatamente scelto di non curarsi e di lasciarsi morire, ma solo e unicamente perch\u00e9 crede di essere furbo ingannando il proprio medico, quasi si trattasse di una gara di astuzia, nella quale egli intende primeggiare ad ogni costo, irragionevolmente e insensatamente.<\/p>\n<p>Nelle cose dell&#8217;anima, invece, \u00e8 necessario confessare la propria indigenza, la propria debolezza, la propria inadeguatezza: confessarla in primo luogo a se stessi, non per avvilirsi, compatirsi e recitare il ruolo dell&#8217;eterna vittima, ma, al contrario, per purificarsi nel fuoco della sincerit\u00e0 e per misurarsi con la realt\u00e0 effettiva, per quanto dura essa sia.<\/p>\n<p>La maggior parte delle persone non \u00e8 in grado di compiere questa indispensabile operazione preliminare, se non sotto la spinta di dolorose circostanze esterne, quali malattie, insuccessi professionali, dispiaceri affettivi; solo una rarissima schiera di eletti \u00e8 capace di intraprendere un simile cammino per moto proprio, ossia per una esigenza interiore che erompe irresistibile, indipendentemente dalle circostanze esteriori, pi\u00f9 o meno fortunate.<\/p>\n<p>L&#8217;importante, comunque, \u00e8 aprirsi alla chiamata dell&#8217;Essere, dare il proprio assenso al progetto cosmico, essere affermativi.<\/p>\n<p>Colui che intraprende il proprio cammino di consapevolezza sa di non essere solo, sulla via faticosa per la quale si \u00e8 avviato; sa di poter contare su una potente forza benefica, che lo sosterr\u00e0 nei passaggi pi\u00f9 impervi e gli restituir\u00e0 animo nei momenti di scoraggiamento; e, se pure non lo sa, almeno all&#8217;inizio, potr\u00e0 nondimeno goderne i benefici.<\/p>\n<p>\u00c8 chiaro, d&#8217;altra parte, che se crediamo fermamente che tutto ci\u00f2 che esiste sia frutto del caso, e che nulla vi sia all&#8217;infuori della materia e del suo perenne ciclo di trasformazione, ci mettiamo da noi stessi in una prospettiva che, falsando totalmente la retta comprensione del reale, ci allontaner\u00e0 sempre di pi\u00f9 dal necessario cammino di consapevolezza.<\/p>\n<p>Infatti, la contraddizione in cui viene a cadere il materialista \u00e8 questa: che, se pure egli nega la provvidenzialit\u00e0 del piano cui \u00e8 chiamato a partecipare, tuttavia egli ne fa parte, e sia pure in maniera inconsapevole. Di conseguenza, anch&#8217;egli dovr\u00e0 mettersi in cammino, presto o tardi; se non oggi, domani; se non in questa vita, in un&#8217;altra. L&#8217;unica differenza \u00e8 che egli far\u00e0 di tutto per rendere la propria ascesa pi\u00f9 faticosa e tribolata, pi\u00f9 aspra e frustrante, poich\u00e9 si priver\u00e0 deliberatamente di quei mezzi e di quegli accorgimenti, che potrebbero essergli d&#8217;aiuto.<\/p>\n<p>Potremmo paragonarlo a un alpinista che, dovendo affrontare una ripida ascensione, a un certo punto si sbarazzi delle corde, dei moschettoni, dei chiodi, perfino degli scarponi e dello zaino con le provviste e gli indumenti di ricambio. Un simile alpinista si comporterebbe, indubbiamente, come un pazzo: ebbene, tale \u00e8 il comportamento del materialista convinto, il quale si accinge ad affrontare l&#8217;impegnativa scalata della vita, in direzione della consapevolezza spirituale, spazzando via dal proprio orizzonte tutto ci\u00f2 che potrebbe agevolarlo ed aiutarlo.<\/p>\n<p>La legge spirituale universale \u00e8 questa: che tutto ci\u00f2 che vive, tutti gli enti dotati di sentimento, ragione e volont\u00e0 (che non sono certamente solo gli umani) tendono al fine supremo del ricongiungimento all&#8217;Essere; ma devono arrivarci per un moto proprio, e non semplicemente trascinati dall&#8217;esterno.<\/p>\n<p>Colui che si sottrae a questa legge, di solito perch\u00e9 impigliato nel perseguimento illusorio di piaceri che non sono realmente tali, o nelle mefitiche paludi di una filosofia nichilista e demoralizzante, esce, per cos\u00ec dire, dal concerto dell&#8217;armonia cosmica, e si pone da se stesso in una posizione precaria ed isolata, dalla quale sar\u00e0 poi doppiamente difficile risalire.<\/p>\n<p>D&#8217;altra parte, non bisogna nemmeno pensare che la via della consapevolezza spirituale sia fatta solo e unicamente di improbe fatiche e di dolorose rinunce. Al contrario: pur se faticosa all&#8217;inizio, \u00e8 la via che conduce alle gioie pi\u00f9 pure e pi\u00f9 sublimi, perch\u00e9 fatte di una sostanza sulla quale &#8211; per usare un&#8217;espressione biblica &#8211; n\u00e9 i ladri, n\u00e9 i voraci insetti hanno alcuna presa.<\/p>\n<p>N\u00e9 questa, che la via dell&#8217;elevazione \u00e8 anche la via della gioia pi\u00f9 vera, \u00e8 la sola sorpresa che si rivela a colui il quale, con retta intenzione e con disponibilit\u00e0 incondizionata, decide di rispondere affermativamente alla grande chiamata.<\/p>\n<p>La seconda sorpresa, infatti, \u00e8 questa: che noi siamo gi\u00e0 nell&#8217;Essere; e che la strada per arrivarvi \u00e8, in definitiva, la stessa cosa che entrare in se stessi; non gi\u00e0 perch\u00e9 noi SIAMO l&#8217;Essere &#8211; come, semplicisticamente, affermano in genere le varie correnti pseudo-mistiche di ispirazione New Age -, ma perch\u00e9 SIAMO PARTE dell&#8217;Essere, o, meglio ancora, siamo una EMANAZIONE dell&#8217;Essere, che \u00e8 cosa ben diversa.<\/p>\n<p>Ma allora, che cosa significa il lungo e faticoso cammino, bench\u00e9 rischiarato da una purissima gioia, che si rende necessario a tutti coloro che perseguono lo scopo fondamentale del proprio vivere e del proprio esistere?<\/p>\n<p>Soltanto questo: che l&#8217;unit\u00e0 con l&#8217;Essere non pu\u00f2 essere assunta come un dato di partenza, e meno ancora come una acquisizione puramente intellettuale; ma che deve scaturire da un personale impegno e da una indefessa ricerca; cose, entrambe, che non si conseguono per via intellettuale, ma attraverso il confronto quotidiano e coraggioso con la vita.<\/p>\n<p>Nella cultura occidentale moderna, esiste il preconcetto che solo la ragione discorsiva possa condurre alla verit\u00e0; ma \u00e8 un preconcetto dal quale occorre liberarsi.<\/p>\n<p>Non tutto si pu\u00f2 spiegare razionalmente; e ci\u00f2 che si pu\u00f2 spiegare razionalmente, non costituisce il livello pi\u00f9 alto della verit\u00e0.<\/p>\n<p>Perch\u00e9 il livello pi\u00f9 alto \u00e8, ancora e sempre, l&#8217;Amore.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Esistono persone che vivono letteralmente sprofondate nella menzogna, e non lo sanno. 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