{"id":25516,"date":"2016-10-19T04:23:00","date_gmt":"2016-10-19T04:23:00","guid":{"rendered":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/2016\/10\/19\/guai-a-coloro-che-chiamano-bene-il-male-e-male-il-bene\/"},"modified":"2016-10-19T04:23:00","modified_gmt":"2016-10-19T04:23:00","slug":"guai-a-coloro-che-chiamano-bene-il-male-e-male-il-bene","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/2016\/10\/19\/guai-a-coloro-che-chiamano-bene-il-male-e-male-il-bene\/","title":{"rendered":"Guai a coloro che chiamano bene il male e male il bene"},"content":{"rendered":"<p>Il relativismo ambisce a presentarsi sotto una veste mite, dimessa, quasi umile: come una forma di tolleranza e di rispetto verso tutte le fedi e le opinioni, come una forma di accoglienza e di non giudizio verso tutte le credenze e le convinzioni; ma la verit\u00e0 \u00e8 che la sua intima natura, e la ragione stessa della sua nascita e della sua esistenza, \u00e8 profondamente aggressiva, maligna e intollerante: invocando la tolleranza, esso mira a scalzare le basi stesse della societ\u00e0, la possibilit\u00e0 stessa di una convivenza pacifica e ordinata fra soggetti diversi.<\/p>\n<p>Il relativismo, infatti, non si limita ad accogliere e ad accettare le diversit\u00e0: proclama la norma della loro reciproca insignificanza e l&#8217;impossibilit\u00e0 di giungere ad una certezza, di trovare la verit\u00e0; non sopporta che qualcuno la cerchi e, soprattutto, che qualcuno la trovi: lo considera un intollerabile atto di sopraffazione e mobilita le forze del mondo intero in una crociata globale contro un siffatto temerario, che esso giudica mortalmente pericoloso, perch\u00e9 portatore di una visione del reale diametralmente opposta alla sua. In ultima analisi, \u00e8 per proteggere se stesso che il relativista parla tanto di comprensione e tolleranza; quello che gli sta a cuore, tuttavia, non sono la comprensione e la tolleranza, ma la possibilit\u00e0 di seguitare all&#8217;infinito a proclamare che nessuna verit\u00e0 esiste, che nessuna certezza \u00e8 valida, che nessuna fede \u00e8 assoluta.<\/p>\n<p>La cultura relativista, tipica della civilt\u00e0 moderna, si presenta, pertanto, come una &quot;gioiosa macchina da guerra&quot; il cui scopo \u00e8 stroncare, possibilmente sul nascere, qualsiasi pretesa di verit\u00e0 certa e definitiva; e questo non perch\u00e9 abbia una sua verit\u00e0 da sostenere e da difendere, ma perch\u00e9 non ne ha alcuna, o, almeno, cos\u00ec dichiara (vedremo poi se ci\u00f2 sia proprio vero) e ritiene che averla, o pretendere di averla, sia, oltre che un atto di arroganza, una vera e propria minaccia alla sicurezza e alla pace altrui. Oggi la cultura del relativismo si configura sempre pi\u00f9 come una sorta di dittatura onnipresente; una dittatura paradossale, che, per difendere gli uomini dai rischi del fanatismo, si arma di uno scetticismo fanatico, e si auto-proclama il solo gendarme autorizzato a proteggere il bene dell&#8217;armonia e della convivenza sociale.<\/p>\n<p>E magari fosse solo questo; in realt\u00e0, c&#8217;\u00e8 dell&#8217;altro. Il relativismo, di per s\u00e9, si limita a negare l&#8217;esistenza di qualunque verit\u00e0 assoluta; ma esso, nel contesto attuale, \u00e8 diventato qualcosa d&#8217;altro: \u00e8 diventato lo strumento di cui si servono, senza dichiararlo apertamente, coloro i quali vogliono distruggere la nostra civilt\u00e0, vogliono seminare il caos e l&#8217;anarchia, vogliono creare le condizioni per una generale disperazione e un totale assoggettamento delle persone a chiunque vorr\u00e0 assumere la signoria di un mondo prostrato, umiliato e in rovina. Il relativismo, nelle mani di questi tenebrosi cavalieri dell&#8217;Apocalisse, \u00e8 il cavallo di Troia per introdurre, in maniera abile e senza suscitare un allarme eccessivo, gli elementi della dissoluzione, che \u00e8 i il loro vero obiettivo finale, ancorch\u00e9 non dichiarato.<\/p>\n<p>Non si pu\u00f2 pensare che la maggioranza di costoro sia pienamente consapevole di quel che sta facendo. La forza di questa congiura mondiale risiede nel fatto che pochissimi ne sono a conoscenza e manovrano le pedine con perfetta cognizione di causa; la maggior parte delle truppe vanno avanti senza sapere perch\u00e9, oppure animate da meschine ragioni d&#8217;interesse personale, prima fra tutte l&#8217;ambizione. Prendiamo il caso degli intellettuali, che sono coloro i quali, purtroppo, conferiscono una particolare tonalit\u00e0 psicologica e morale alla societ\u00e0 intera: la maggior parte degli scrittori, dei pensatori, degli artisti e dei giornalisti del secolo appena trascorso, si \u00e8 adoperata in ogni modo per diffondere una visione relativista del mondo, per demolire ogni residuo di certezza e per bollare come crimine o come follia la pretesa di parlare ancora di verit\u00e0. Siccome non possiamo immaginare che siano tutti a parte di una congiura mondiale per distruggere la nostra civilt\u00e0 e per gettare le persone nell&#8217;angoscia, nello sconforto e nella disperazione, resta l&#8217;altra possibilit\u00e0: che siano stati gli utili imbecilli nelle mani di un disegno ben pi\u00f9 grande di loro, e che si siano adoperati nel modo che sappiamo allo scopo do ottenere visibilit\u00e0, fama, riconoscimenti. Sta di fatto che i poteri occulti, se hanno svolto bene il loro compitino, alla fine li premiano: il Nobel per la letteratura a Dario Fo, prima, e a Bob Dylan, poi, ad esempio, cos\u00ec incongrui sotto il profilo della logica, si spiegano perfettamente in questa chiave: l&#8217;uno non ha fatto altro, con il suo teatro, che sbeffeggiare le verit\u00e0 pi\u00f9 sacre (si pensi solo al <em>Mistero buffo<\/em>, parodia del cristianesimo), il secondo, con le sue canzoni, predica la non verit\u00e0 esclusiva di tutte le fedi, e si adopera in favore di una specie di sincretismo religioso, nel quale cristianesimo, giudaismo, islamismo, buddismo, possano convivere allegramente, all&#8217;ombra di un vago deismo che \u00e8, poi, la maschera della vera religione che costoro hanno in mente: l&#8217;auto-glorificazione dell&#8217;uomo.<\/p>\n<p>Ci sono scrittori di successo, che hanno veduto milioni di copie dei loro libri, i quali non hanno fatto altro, per decenni, che battere e ribattere, in maniera ripetitiva, monotona, noiosa, sempre sullo stesso tasto: la relativit\u00e0 di tutte le certezze e l&#8217;impossibilit\u00e0 di giungere al vero; valga per tutti &#8212; e sono legione &#8212; il caso di Umberto Eco, uno scrittore che non aveva assolutamente niente da dire, se non ripetere, fino all&#8217;esasperazione, che le cose non sono come sembrano, ma che, scavando, si finisce per scoprire che non sono in alcun modo, perch\u00e9 esse sono semplicemente incomprensibili nella loro radicale casualit\u00e0 e inconsistenza. Nei suoi romanzi pletorici, ridondanti, sempre pi\u00f9 seriali, non si coglie mai il barlume di un&#8217;idea costruttiva, n\u00e9 di un pensiero positivo, n\u00e9 di un qualunque sforzo di originalit\u00e0: <em>mutatis mutandis<\/em>, che si tratti di un&#8217;isola persa in mezzo al mare o di una cupa abbazia medievale, o del cimitero di Praga o del regno improbabile della regina Loana, sempre la stessa minestra \u00e8 stata servita al fedele lettore: un gioco degli specchi che vorrebbe essere spiritoso, un narcisistico compiacimento nel fare sfoggio d&#8217;ironia erudita, un prendersi anche il lusso di scherzare sui poteri occulti (come ne <em>Il pendolo di Foucault<\/em>) per far vedere che non esistono, tranne che nella testa di qualche pazzoide; e il tutto sempre con la stessa tecnica, ossia creando un <em>pastiche<\/em> formato da tanti pezzi di opere, generi e stili diversi, e cucendo poi il tutto come il vestito d&#8217;Arlecchino, in modo da poter gigioneggiare dall&#8217;uno all&#8217;altro, senza mai impegnarsi in un discorso serio, senza mai dover sostenere la fatica di portare avanti una tesi coerente e ben definita. Eh gi\u00e0, ci\u00f2 sarebbe contrario alle premesse ideologiche dell&#8217;autore, che non c&#8217;\u00e8 alcuna verit\u00e0 &quot;vera&quot;: comodo, no? Questo d\u00e0 il diritto di scherzare su tutto, di sbeffeggiare tutto, di affermare e di negare, subito dopo, qualsiasi cosa, senza mai lasciarsi cogliere in fallo, senza mai farsi accusare di contraddizione: perch\u00e9, in un mondo privo di verit\u00e0, la coerenza diventa un grave difetto, e la ricerca della verit\u00e0, una pretesa stramba e inquietante, quasi quanto quella di Don Chisciotte di andare in giro per il mondo come un cavaliere errante, in cerca di avventure. Comodo, molto comodo: sarebbe, pi\u00f9 o meno, come darsi da se stessi la licenza di tirar sassi a chiunque, ma senza che alcuno sia autorizzato a renderci la pariglia. Sia detto fra parentesi, questo \u00e8 precisamente il vizio del tipico intellettuale moderno, e l&#8217;amo con il quale \u00e8 tanto facile, per il potere, catturare tutti questi pseudo rivoluzionari e questi finti critici del sistema: il piacere di parlar male di tutto e di tutti, senza alcun rischio di ricevere un uguale trattamento.<\/p>\n<p>Il relativismo consente di introdurre, in maniera silenziosa e quasi dolce, un totale rovesciamento di valori. Se non esistono pi\u00f9 n\u00e9 il vero, n\u00e9 il giusto, n\u00e9 il buono, n\u00e9 il bello, ma tutto pu\u00f2 essere, a seconda di come lo si guarda, vero, giusto, buono o bello, allora ne consegue che \u00e8 possibile proclamare che il male \u00e8 bene e che il bene \u00e8 male; che il falso \u00e8 vero e che il vero \u00e8 falso; che l&#8217;ingiusto \u00e8 giusto, e il giusto \u00e8 ingiusto; e che il brutto \u00e8 bello, e il bello \u00e8 brutto. In base a questo rovesciamento, \u00e8 possibile scardinare letteralmente l&#8217;intera societ\u00e0, distruggere l&#8217;etica, l&#8217;estetica, la filosofia e la religione; e ritornare all&#8217;Atene dei sofisti, nella quale \u00e8 indifferente quel che si sostiene e la causa che si vuol patrocinare, l&#8217;importante \u00e8 possedere delle buone doti dialettiche, e il gioco \u00e8 fatto. In tal modo, i criminali possono venire celebrati come benefattori dell&#8217;umanit\u00e0, e i benefattori, trattati da criminali; le nullit\u00e0 possono essere acclamate come dei geni, e i geni possono rimanere ignorati e disprezzati; le cose pi\u00f9 ingiuste, aberranti, disgustose, possono venire presentate e riconosciute come un contributo alla causa della giustizia e della civilt\u00e0; e via delirando. \u00c8 chiaro che una societ\u00e0 nella quale si diffondesse un tale relativismo assoluto, sprofonderebbe nel caos entro brevissimo tempo; nel caso della nostra civilt\u00e0, c&#8217;\u00e8 da chiedersi come mai essa non si sia ancora auto-distrutta, visto che da molto tempo i profeti e i maestri del relativismo vanno spargendo la loro pessima seminagione. Evidentemente, le radici della nostra civilt\u00e0 &#8212; o, per dir meglio, non della nostra civilt\u00e0, ossia della civilt\u00e0 moderna, ma di quella che l&#8217;aveva preceduta, e che solo da un cinquantennio \u00e8 definitivamente uscita di scena: la civilt\u00e0 pre-moderna di origine contadina &#8212; erano pi\u00f9 profonde, pi\u00f9 sane e vigorose, di quanto noi stessi non abbiamo creduto.<\/p>\n<p>Ammoniva, nei suoi lontani tempi, il profeta Isaia (5, 18-23):<\/p>\n<p><em>Guai a coloro che si tirano addosso il castigo<\/em><\/p>\n<p><em>con corde da buoi<\/em><\/p>\n<p><em>e il peccato con funi da carro,<\/em><\/p>\n<p><em>che dicono: &quot;Faccia presto,<\/em><\/p>\n<p><em>acceleri pure l&#8217;opera sua,<\/em><\/p>\n<p><em>perch\u00e9 la vediamo;<\/em><\/p>\n<p><em>si facciano pi\u00f9 vicini e si compiano\u00a0<\/em><\/p>\n<p><em>i progetti del Santo di Israele,<\/em><\/p>\n<p><em>perch\u00e9 li conosciamo&quot;.<\/em><\/p>\n<p><em>Guai a coloro che chiamano<\/em><\/p>\n<p><em>bene il male e male il bene,<\/em><\/p>\n<p><em>che cambiano l&#8217;amaro in dolce e il dolce in amaro.<\/em><\/p>\n<p><em>Guai a coloro che si credono sapienti<\/em><\/p>\n<p><em>e si reputano intelligenti.<\/em><\/p>\n<p><em>Guai a coloro che sono gagliardi nel bere vino,<\/em><\/p>\n<p><em>valorosi nel mescere bevande inebrianti<\/em><\/p>\n<p><em>a coloro che assolvono per regali un colpevole<\/em><\/p>\n<p><em>e privano del suo diritto l&#8217;innocente.<\/em><\/p>\n<p>Ges\u00f9 si sarebbe ricordato di queste parole, in particolare quando eruppe in un inno di lode a Dio, perch\u00e9 Egli nasconde la sua verit\u00e0 ai sapienti e agli intelligenti e la rivela ai piccoli (cfr. <em>Matteo,<\/em> 11, 25). Gli Umberto Eco, i Dario Fo, i Bob Dylan, e cento e cento altri simili a loro, i cui nomi riempirebbero una intera enciclopedia, questo hanno fatto: hanno affermato che il bene, a volte, \u00e8 male, e il male \u00e8 bene; che il vero pu\u00f2 essere falso, e il falso, vero, e cos\u00ec via: sono stati degli zelanti operai del caos, degli infaticabili diffusori della confusione e del disorientamento intellettuale, spirituale e morale. Il fatto che la nostra societ\u00e0 non riconosca come male, ad esempio, l&#8217;aborto volontario o l&#8217;eutanasia, e che non veda quanto \u00e8 sbagliato, grottesco, infamante, il cosiddetto matrimonio omosessuale, ci offre degli esempi di quanto sia facile, per una cultura che ha coltivato in se stessa, scaldandoseli come serpi in seno, i propagandisti del relativismo, arrivare a non riconoscere pi\u00f9, neppure sul terreno pratico immediato, il bene dal male, il vero dal falso, e arrivare a capovolgerli.<\/p>\n<p>Questo \u00e8 un pensiero che non dovrebbe lasciarci dormire la notte, finch\u00e9 non avremo fatto qualcosa per tentar di rimediare. Abbiamo lasciato che i piromani appiccassero l&#8217;incendio ai quattro angoli della nostra casa, senza neppure sognarci di fermarli: e perfino adesso, che la casa sta bruciando e il fuoco divampa sempre pi\u00f9 alto, stentiamo a riconoscere che quello \u00e8 un incendio, e che periremo tutti nel fuoco, se non proveremo a spegnerlo. I nostri sofisti hanno a tal punto manipolato le nostre intelligenze e la nostra sensibilit\u00e0, perfino il nostro buon senso pi\u00f9 elementare, che neanche adesso, nell&#8217;ora dell&#8217;estremo pericolo, vorremmo riconoscere che l&#8217;incendio \u00e8 un incendio reale, e non un esercizio letterario, e che, se non facciamo qualcosa, periremo per opera delle nostre stesse mani&#8230;<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Il relativismo ambisce a presentarsi sotto una veste mite, dimessa, quasi umile: come una forma di tolleranza e di rispetto verso tutte le fedi e le<span class=\"excerpt-hellip\"> [\u2026]<\/span><\/p>\n","protected":false},"author":2,"featured_media":30154,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"_jetpack_memberships_contains_paid_content":false,"footnotes":""},"categories":[36],"tags":[263],"class_list":["post-25516","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-etica","tag-verita"],"jetpack_featured_media_url":"https:../../../../fides-et-ratio.it/wp-content/uploads/2023/10/categoria-etica.jpg","jetpack_sharing_enabled":true,"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/25516","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/users\/2"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/comments@post=25516"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/25516\/revisions"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/media\/30154"}],"wp:attachment":[{"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/media@parent=25516"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/categories@post=25516"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/tags@post=25516"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}