{"id":25511,"date":"2015-07-28T06:03:00","date_gmt":"2015-07-28T06:03:00","guid":{"rendered":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/2015\/07\/28\/grozio-vuol-fondare-un-diritto-naturale-laico-e-antiteologico-una-contraddizione-in-termini\/"},"modified":"2015-07-28T06:03:00","modified_gmt":"2015-07-28T06:03:00","slug":"grozio-vuol-fondare-un-diritto-naturale-laico-e-antiteologico-una-contraddizione-in-termini","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/2015\/07\/28\/grozio-vuol-fondare-un-diritto-naturale-laico-e-antiteologico-una-contraddizione-in-termini\/","title":{"rendered":"Grozio vuol fondare un diritto naturale laico e antiteologico: una contraddizione in termini"},"content":{"rendered":"<p>La natura non riconosce e non ammette alcun &quot;diritto&quot;: questa \u00e8 la legge naturale numero uno; qualunque idea di diritto non proviene dalla natura, ma dalla cultura: dunque, parlare di un &quot;diritto naturale&quot;, cio\u00e8 secondo natura, \u00e8 una contraddizione in termini.<\/p>\n<p>Pure, a partire dalla fine del XVI e soprattutto dal principio del XVII secolo, si fece strada una nuova corrente di pensiero, filosofica e giuridica, fondata appunto sulla &quot;scoperta&quot; che il &quot;diritto naturale&quot; esiste, ed esiste anteriormente e indipendentemente da qualsiasi altra cosa: nemmeno Dio in persona lo potrebbe cancellare dalla mente e dal cuore degli uomini; e se, per caso, Dio non esistesse, come audacemente arriva ad ipotizzare Grozio (Uig van Groot, 1583-1645), nondimeno codesto diritto naturale continuerebbe a sussistere, incrollabile sulle sue basi.<\/p>\n<p>\u00c8 stato allora che si \u00e8 consumata la rottura fra il diritto e l&#8217;etica cristiana; cos\u00ec come era stato con Machiavelli, un secolo prima, che si era consumata la rottura fra l&#8217;erica cristiana e la politica. Si \u00e8 trattato di due strappi epocali, traumatici: Machiavelli proclama che la politica \u00e8 il regno esclusivo dell&#8217;uomo, che Dio non c&#8217;entra nulla (cos\u00ec come non c&#8217;entra nel divenire della storia) e che gli uomini dal potere possono e devono ergersi ad arbitri supremi di ci\u00f2 che \u00e8 bene e di ci\u00f2 che \u00e8 male per lo stato, staccando completamente queste due categorie da quello che sono il Bene e il Male in se stessi, cio\u00e8 dall&#8217;etica; e arriva a stravolgerne il significato, affermando che, per il potere, \u00e8 bene qualsiasi cosa serva a conquistarlo e a rafforzarlo, male qualsiasi cosa minacci di indebolirlo o di fa perdere il controllo su di esso: da ultimo, che il fine giustifica i mezzi. Grozio, che si pone come un pensatore pieno di umanit\u00e0 e di buone intenzioni, desideroso del pubblico bene e alieno da qualunque violenza inutile e da qualsiasi sopraffazione arbitraria &#8212; precorrendo tanti altri pensatori politici filantropi e bene intenzionati, i quali hanno aperto la strada ai pi\u00f9 esecrandi orrori della storia moderna, cerca di dare un fondamenti laico e puramente razionale alla teoria del diritto naturale, in modo da sottrarla alla pretesa di questa o quella confessione religiosa di impadronirsi della morale e di rivolgerla come un&#8217;arma contro le coscienze.<\/p>\n<p>Oh, per carit\u00e0: sono tutti bene intenzionati: Grozio, Altusio, Pufendorf e tutti i giusnaturalisti; anche Hobbes, che aveva teorizzato lo Stato-Leviatano per combattere e reprimere la malvagit\u00e0 originaria dell&#8217;uomo, la sua aggressivit\u00e0 perenne contro i suoi simili; anche Machiavelli, che, in fondo, desiderava un principe forte allo scopo di far vivere in ordine e in pace i suoi sudditi, con qualsiasi mezzo, sia pure col tradimento, col pugnale e col veleno: tutti bene intenzionati. Senza contare che, nel caso di Grozio e dei giusnaturalisti, lo spettacolo atroce delle lotte senza quartiere fra cattolici e protestanti, ha suggerito loro che \u00e8 meglio staccare l&#8217;etica dalla religione, perch\u00e9 la religione, se impazzita, \u00e8 capace di farne un pessimo uso. E allora ecco il tentativo di creare un&#8217;etica laica: ma un&#8217;etica, laica o non laica, ha bisogno di un fondamento oggettivo, che la sottragga alle logiche interessate di questo o quel punto di vista, e la renda un sistema di valori condiviso e universale. \u00c8 un tentativo estremamente arduo, quasi disperato: perch\u00e9 un&#8217;etica religiosa si fonda su Dio, cio\u00e8 su una sostanza che, per definizione, si pone al di sopra delle umane incertezze e delle verit\u00e0 parziali; ma un&#8217;etica laica, su quale principio universale e necessario pu\u00f2 fondarsi?<\/p>\n<p>L&#8217;idea di un &quot;diritto naturale&quot; scaturisce da qui, da questa necessit\u00e0, logica e pratica: non \u00e8 una deduzione filosofica, non scaturisce da un ragionamento, ma da un bisogno: non si pu\u00f2 costruire una casa senza fondamenta, e tale sarebbe un&#8217;etica senza un principio universale e necessario.<\/p>\n<p>Ha scritto il filosofo e giurista italiano Guido Fass\u00f2 (nato a Bologna nel 1915 e morto nella stessa citt\u00e0 nel 1974) nel suo libro \u00abStoria della filosofia del diritto\u00bb (Bologna, Societ\u00e0 Editrice Il Mulino, 1968, vol. II, pp. 99-101):<\/p>\n<p>\u00abI &quot;Prolegomeni&quot; al De iure belli ac pacis&quot; si aprono con l&#8217;affermazione dell&#8217;esistenza di principi universalmente validi di giustizia, in polemica con il relativismo utilitaristico, che Grozio personifica in Carneade. Contro la tesi scettica Grozio fa valere l&#8217;argomento aristotelico e ciceroniano della naturale socievolezza (&quot;appetitus societatis&quot;) dell&#8217;uomo, che lo spinge ad associarsi con i suoi simili: in un&#8217;associazione non qualsiasi, bens\u00ec &quot;pro sui intellectus modo ordinata&quot; (parole che sono state interpretate variamente, ma che in ogni caso esprimono l&#8217;idea di una naturale convivenza RAZIONALE fra gli uomini).<\/p>\n<p>Questa natura RAZIONALE e SOCIALE dell&#8217;uomo \u00e8 per Grozio la fonte del diritto propriamente detto, , che \u00e8 appunto il diritto NATURALE in quanto discende dai caratteri essenziali e specifici della natura umana, alla cui attuazione e conservazione \u00e8 rivolto. I suoi princ\u00ecpi fondamentali sono il rispetto delle cose altrui, la restituzione della propriet\u00e0 altrui e del lucro derivatone, l&#8217;obbligo di mantenere le promesse e la responsabilit\u00e0 pensale; ma, come abbiamo detto, al di sopra di questi princ\u00ecpi specifici sta quello generale, fonte di tutti gli obblighi giuridici, che impone di &quot;stare pactis&quot;.<\/p>\n<p>Immanente dunque alla natura umana, essenza dell&#8217;uomo, il diritto naturale non potrebbe essere in alcun caso, da nessuna volont\u00e0, modificato: &quot;Tutto ci\u00f2 che abbiamo detto finora&quot; scrive a questo punto Grozio con parole che sono divenute celeberrime, &quot;sussisterebbe in qualche modo ugualmente anche se ammettessimo &#8211; cosa che non pu\u00f2 farsi senza empiet\u00e0 grandissima &#8212; che Dio non esistesse o che non si occupasse dell&#8217;umanit\u00e0 (&quot;etiamsi daremus, quod sine summo scelere dari nequit, non esset Deum, aut non curari ab eo negotia humana&quot;): proposizione in cui fu scorta gi\u00e0 dai contemporanei un&#8217;audacia giungente addirittura all&#8217;empiet\u00e0, in quanto essa appare, affermando l&#8217;indipendenza del diritto naturale da Dio, distruggere ogni presupposto trascendenti stico, teologico, religioso della moralit\u00e0 e, fondando questa sulla sola natura umana, proclamarne il carattere assolutamente immanentistico, razionalistico, laico<\/p>\n<p>Effettivamente, questo paragrafo 11 dei &quot;Prolegomena&quot; col quale sostanzialmente si conclude la parte filosofica di essi, sembrerebbe doversi interpretare in tale senso: perch\u00e9 una concezione antiteologica e laica del diritti naturale appare espressa da Grozio anche in alcuni passi &#8211; infatti divenuti altrettanto celebri &#8211; del I libro del &quot;De iure belli ac pacis&quot;. In questi, con i quali si inizia a vera e propria trattazione del diritto delle genti con la discussione circa la liceit\u00e0 della guerra e il concetto di guerra giusta, il diritto naturale \u00e8 detto &quot;una norma della retta ragione, la quale ci fa conoscere che una determinata azione, secondo che sia conforme o no alla natura razionale, \u00e8 moralmente necessaria oppure immorale , e che per conseguenza tale azione \u00e8 da Dio, autore della natura, prescritta oppure vietata&quot;; ed \u00e8 affermato che &quot;le azioni a cui tale norma si riferisce sono obbligatorie od illecite per sede stesse, e perci\u00f2 s&#8217;intendono necessariamente prescritte o vietate da Dio&quot; e che &quot;il diritto naturale \u00e8 immodificabile, al punto che non pu\u00f2 essere modificato neppure da Dio&#8230; Come neppure da Dio pu\u00f2 far s\u00ec che due per due non faccia quattro, cos\u00ec non pu\u00f2 far s\u00ec che ci\u00f2 che per intrinseca essenza \u00e8 male non sia male&quot;<\/p>\n<p>Vedremo pi\u00f9 oltre quale significato e quale portata Grozio intendesse dare a tali proposizioni. Certo esse apparvero subito audacissime e innovatrici; e, mentre valsero al &quot;De iure belli ac pacis&quot;la condanna da parte della Chiesa cattolica, fecero pronunciare gi\u00e0 ai contemporanei, come il Pufendorf, o a scrittori di non molto posteriori, come Tomasio e il Barbeyrac, il giudizio, rimasto poi tradizionale, secondo il quale la teoria moderna del diritto naturale comincia con Grozio.\u00bb<\/p>\n<p>La buona intenzione di Grozio, dunque, \u00e8 fuori di ogni dubbio: sta di fatto, tuttavia, che egli, al pari del ben pi\u00f9 spregiudicato Machiavelli, ha assestato, di fatto, un altro colpo durissimo al sistema di pensiero e di morale che aveva regolato la convivenza sociale per secoli e secoli, e che era basato, appunto, sulla religione cristiana.<\/p>\n<p>Nel XVI secolo, per\u00f2, la religione cristiana si spacca, va in frantumi, e le schegge volano ovunque, fino in America, fino nelle colonie europee dell&#8217;Estremo Oriente: le innumerevoli chiese separate, scaturite dal principio luterano della libera interpretazione delle Scritture (e, cosa non meno importante, anche se generalmente sottaciuta o sottovalutata, dalla volont\u00e0 luterana di desacralizzare la Tradizione), non solo si scatenano in lotte feroci le une contro le altre, e di tutte contro il cattolicesimo, ma pretendono, ciascuna, di rivendicare per se stessa, e per s\u00e9 sola, il principio universale e necessario dell&#8217;etica: che, a quel punto, cessa ovviamente di essere sia universale, che necessario.<\/p>\n<p>Ed ecco allora i bene intenzionati giusnaturalisti, amanti della pace e disgustati dalle guerre religiose, che scendono in campo per rifondare l&#8217;etica e, con essa, il diritto delle genti; e che ritengono di aver trovato un &quot;nuovo&quot; principio morale, universale e necessario, nell&#8217;idea del diritto naturale, ossia di un diritto connaturato alla persona umana, anteriore a qualsiasi appartenenza sociale, professione di fede o cittadinanza: perenne, inalienabile, e tale che neppure Dio in persona lo potrebbe revocare o modificare, cos\u00ec come Dio stesso non potrebbe fare in modo che due per due non faccia quattro (e qui viene in mente l&#8217;affermazione di Galilei, secondo il quale Dio stesso non potrebbe possedere delle conoscenze matematiche diverse o pi\u00f9 perfette di quelle di un matematico che non sbaglia i suoi calcoli: si veda la sua distinzione fra sapere &quot;extensive&quot; e sapere &quot;intensive&quot; contenuta nel \u00abDialogo sopra i due massimi sistemi del mondo\u00bb).<\/p>\n<p>Eppure, non occorre un ragionamento troppo complicato per vedere come il tentativo di Grozio di fondare un&#8217;etica laica, e un ordine giuridico internazionale che sia universalmente riconosciuto e riconoscibile, si risolva in un tentativo puramente velleitario: come abbiamo gi\u00e0 visto, la natura non riconosce diritti di sorta, per il semplice fatto che la natura \u00e8 amorale. Dire &quot;diritto&quot;, significa dire una creazione del pensiero umano: pertanto, un &quot;diritto naturale&quot; non esiste e non pu\u00f2 esistere, si tratta di una vera e propria contraddizione in termini. Affermare che qualcuno ha &quot;diritto&quot; a qualcosa, per esempio alla vita, significa affermare un principio etico, che \u00e8 anche razionale: ma n\u00e9 l&#8217;etica, n\u00e9 la ragione scaturiscono dalla natura: la natura, di per s\u00e9, non saprebbe che farsene, anzi, non potrebbe sussistere, se le venisse imposta una regola morale. Da questa contraddizione non c&#8217;\u00e8 modo di uscire, date le premesse: e Grozio non \u00e8 un vero filosofo, perch\u00e9 non cerca di desumere i princ\u00ecpi del reale partendo dai fatti, ma un velleitario bene intenzionato, e null&#8217;altro, perch\u00e9 vorrebbe dare torto ai fatti onde poterli piegare ai suoi princ\u00ecpi (il che \u00e8 una pessima filosofia).<\/p>\n<p>L&#8217;etica cristiana aveva retto per secoli, e cos\u00ec pure il diritto fondato su di essa, perch\u00e9 poggiava su un fondamento trascendente e riconosciuto da tutti (anche da coloro i quali, nella sfera pratica, andavano contro di essa); inoltre aveva avuto un valido sostegno nel principio della &quot;legge morale naturale&quot;, data a tutti gli uomini in quanto uomini, universale e necessaria, perch\u00e9 infusa in loro, anch&#8217;essa, da Dio (indipendentemente dalla Rivelazione). Perch\u00e9 dunque, Grozio, non volendo contare pi\u00f9 sul fondamento religioso dell&#8217;etica e del diritto, non ha pensato di servirsi nemmeno del principio della legge morale naturale? Appunto perch\u00e9 anch&#8217;essa viene da Dio: \u00e8 bens\u00ec &quot;naturale&quot;, nel senso che fa parte della natura umana; ma \u00e8 &quot;morale&quot;, nel senso che Dio la ha infusa negli uomini perch\u00e9 essi vivano una vita buona, astenendosi dal male.<\/p>\n<p>Vi \u00e8 una profonda differenza fra l&#8217;idea cristiana della legge naturale e l&#8217;idea laica e anti-teologica, propria dei giusnaturalisti (e, dopo di essi, di quasi tutto il pensiero moderno, fino ai nostri giorni), del diritto naturale. La &quot;legge&quot; \u00e8 anteriore all&#8217;uomo, ma gli \u00e8 stata data dall&#8217;alto; il &quot;diritto&quot; \u00e8 anch&#8217;esso anteriore, ma non si capisce donde venga. Dalla natura stessa? Impossibile: la natura non ne sa nulla. Per la natura, l&#8217;istinto di conservazione viene prima di tutto, prima di qualsiasi codice morale: e i naufraghi della \u00abMedusa\u00bb che uccidono i loro compagni di sventura, per nutrirsi dei loro corpi e dissetarsi del loro sangue, non sono colpevoli di nulla, perch\u00e9 hanno seguito un istinto naturale. E allora: cos&#8217;\u00e8, donde viene il &quot;diritto naturale&quot; di cui parla Grozio? Da dove venga, lo si capisce anche troppo bene: dalla disperata necessit\u00e0 di evitare che gli esseri umani, in circostanze pi\u00f9 o meno problematiche, si mettano a uccidersi e divorarsi fra loro. Secondo Grozio, il diritto naturale dovrebbe inibire l&#8217;omicidio e il cannibalismo, perch\u00e9 tali azioni non sono naturali, n\u00e9 ragionevoli. Pover&#8217;uomo bene intenzionato: se solo avesse potuto vedere Auschwitz, o Hiroshima&#8230;<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>La natura non riconosce e non ammette alcun &quot;diritto&quot;: questa \u00e8 la legge naturale numero uno; qualunque idea di diritto non proviene dalla natura, ma dalla<span class=\"excerpt-hellip\"> [\u2026]<\/span><\/p>\n","protected":false},"author":2,"featured_media":30154,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"_jetpack_memberships_contains_paid_content":false,"footnotes":""},"categories":[36],"tags":[131,209],"class_list":["post-25511","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-etica","tag-etica","tag-niccolo-machiavelli"],"jetpack_featured_media_url":"https:../../../../fides-et-ratio.it/wp-content/uploads/2023/10/categoria-etica.jpg","jetpack_sharing_enabled":true,"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/25511","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/users\/2"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/comments@post=25511"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/25511\/revisions"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/media\/30154"}],"wp:attachment":[{"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/media@parent=25511"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/categories@post=25511"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/tags@post=25511"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}