{"id":25502,"date":"2015-03-18T03:41:00","date_gmt":"2015-03-18T03:41:00","guid":{"rendered":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/2015\/03\/18\/il-posto-della-grazia-e-del-soprannaturale-nel-travaglio-della-teologia-cattolica-piu-recente\/"},"modified":"2015-03-18T03:41:00","modified_gmt":"2015-03-18T03:41:00","slug":"il-posto-della-grazia-e-del-soprannaturale-nel-travaglio-della-teologia-cattolica-piu-recente","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/2015\/03\/18\/il-posto-della-grazia-e-del-soprannaturale-nel-travaglio-della-teologia-cattolica-piu-recente\/","title":{"rendered":"Il posto della grazia e del soprannaturale nel travaglio della teologia cattolica pi\u00f9 recente"},"content":{"rendered":"<p>C&#8217;\u00e8 un pericolo incombente sopra qualsiasi teologia contemporanea, e specialmente sopra quella cristiana e cattolica; un pericolo difficile da combattere perch\u00e9 viene sovente presentato non come tale, ma come un giusto e doveroso adeguamento allo &quot;spirito dei tempi&quot;, vale a dire della modernit\u00e0: una tendenza sempre pi\u00f9 marcata e sempre pi\u00f9 diffusa verso una concezione naturalistica del mondo e, implicitamente, della religione stessa.<\/p>\n<p>In altre parole: non si adora pi\u00f9 il Creatore, ma le creature; non si ripone pi\u00f9 ogni fiducia nella Provvidenza, ma nella ragione umana; non ci si attende il riscatto dalla grazia, ma dall&#8217;azione dell&#8217;uomo; non ci affida pi\u00f9 allo Spirito, ma alla tecnica; non ci si riconosce peccatori e bisognosi di redenzione, perch\u00e9 ci si vuol redimere da s\u00e9: e, del resto, che cose ci sar\u00e0 mai da redimere, se l&#8217;uomo \u00e8 una creatura cos\u00ec autosufficiente, da non aver bisogno di Dio, anzi, se \u00e8 vero che l&#8217;uomo diventa adulto &#8212; come dicono, appunto, alcuni teologi, specialmente protestanti, del XX secolo &#8212; nel momento in cui sa vivere come se Dio non ci fosse?<\/p>\n<p>Insomma: la religione sta diventando un fatto per bambini e per vecchiette, di cui i teologi contemporanei non hanno pi\u00f9 bisogno, se non per misurare il &quot;progresso&quot; da essi compiuto rispetto ai loro goffi e insicuri predecessori, pesatori timidi e complessati come San Tommaso d&#8217;Aquino; ma ora sono arrivati loro, che si sono liberati da ogni complesso di inferiorit\u00e0 e che vogliono far vedere agli &quot;altri&quot;, ai non credenti, che essi sono aggiornati e moderni quanto loro; che possono fare a meno della Provvidenza, della grazia e di Dio stesso, quanto e pi\u00f9 di loro; che sono pi\u00f9 evoluzionisti di Darwin e pi\u00f9 psicanalisti di Freud; che, insomma, non hanno niente da invidiare allo spirito della modernit\u00e0, che vi si trovano benissimo come a casa loro, e che sono solo vili calunnie quelle secondo le quali la parola di Cristo sarebbe incompatibile col &quot;mondo&quot;.<\/p>\n<p>Pi\u00f9 di ogni altra cosa, di conseguenza, essi prendono di mira il soprannaturale: non frontalmente, non apertamente, perch\u00e9 perfino loro, nonostante tutto, intuiscono l&#8217;enormit\u00e0 della cosa e si rendono conto, e sia pure in maniera confusa, che, cos\u00ec facendo, si scalzerebbero le basi stesse della religione; ma in maniera obliqua, prudente, e, come sempre, con l&#8217;aria di voler &quot;riformare&quot; credenze ormai superate e tradizioni che non hanno pi\u00f9 aggancio con la realt\u00e0 presente. Dunque, essi non lanciano il loro attacco partendo dal soprannaturale in se stesso, che, a parole, non negano affatto, anche se lo respingono in regioni cos\u00ec lontane e rarefatte, da divenire evanescente; ma se la prendono con le manifestazioni particolari del soprannaturale, con i miracoli, con le visioni e le estasi dei santi, con le profezie, insomma con i &quot;segni&quot; del soprannaturale che irrompono nella vita ordinaria, scuotendo il tranquillo filisteismo di tanti credenti della domenica.<\/p>\n<p>Ed ecco spiegata la loro diffidenza, o, per dir meglio, la loro franca avversione e la loro decisa antipatia per tutto ci\u00f2 che &quot;sa&quot; di soprannaturale, a cominciare dalla interpretazione stessa della Scrittura, che essi vorrebbero ridurre alle proporzioni di un esercizio di logica naturalistica, purgandola da ogni residuo di &quot;mentalit\u00e0 mitologica&quot;, da ogni &quot;simbologia poetica&quot;, da ogni &quot;ingenua&quot; forma di letteralismo. Nemmeno il Nuovo Testamento, nemmeno il Vangelo sfuggono a questa puntigliosa, testarda, intransigente opera di de-mitizzazione e di &quot;purificazione&quot; alla luce della mentalit\u00e0 moderna, positiva e scientista. Ges\u00f9 cammina sulle acque? Un effetto ottico dovuto alla bassa marea, vista in controluce. Placa la tempesta sul lago? Una fortunata coincidenza. Moltiplica i pani e i pesci, sfamando migliaia di persone? Una allegoria. Resuscita la figlia di Giairo? Niente affatto, la fanciulla non era morta. Libera gli indemoniati? No, restituisce la pace a dei poveri lunatici, rasserena dei nevrotici e dei depressi. Viene tentato dal Demonio? Ma il Demonio \u00e8 solo la figura del male, il simbolo del nostro lato oscuro. Trasforma l&#8217;acqua in vino alle nozze di Cana? Chiss\u00e0: forse utilizza qualche polverina da prestigiatore. Muore sulla croce e poi risorge? Ma s\u00ec, certo che risorge, come risorgeremo tutti: non siamo forse tutti figli di Dio, e non ci \u00e8 stato promesso il Regno dei Cieli? Dunque, anche Lui \u00e8 risorto. Ma sale al Cielo con il corpo glorificato? Difficile dirlo, i suoi discepoli erano un po&#8217; confusi, quelle ultime vicende non sono tanto chiare. Ritorner\u00e0? Senza dubbio: ma chiss\u00e0 quando. Noi, intanto, andiamo avanti con i nostri affari: inutile rompersi il capo almanaccando sulla data. E lo Spirito Santo, \u00e8 sceso nel cenacolo nel giorno della Pentecoste? Sicuro: lo Spirito Santo \u00e8 presente sempre e ovunque; solo, bisogna distinguere il racconto figurato del Vangelo dalla sostanza teologica, che non ha bisogno di simili spettacolari manifestazioni.<\/p>\n<p>E, se questo tipo di lettura \u00e8 adoperato per il Vangelo, non parliamo delle apparizioni mariane; non parliamo di Lourdes o di Fatima; non parliamo nemmeno della Sindone; e lasciano perdere le stimmate di san Francesco o di san Pio da Pietrelcina. Queste cose possono andar bene per i poveri di spirito (tralasciando il piccolo dettaglio che Ges\u00f9 li aveva portati ad esempio di perfetti credenti), ma non sono pi\u00f9 &quot;politicamente corrette&quot; oggi, in quei nostri tempi meravigliosamente razionali e tecnologici. Lasciamo che le plebi cafone e sanfediste vivano nell&#8217;eterna attesa del miracolo: noi, che siamo adulti e vaccinati, abbiamo ben altri strumenti per accostarci alla verit\u00e0 divina. Siamo o non siamo diplomati e laureati, mentre i nostri nonni avevano frequentato la scuola, al massimo, fino alla quinta elementare? E dunque: non avremo mica sgobbato su quei banchi e su quei libri per niente, cio\u00e8 per accontentarci del catechismo di Pio X?<\/p>\n<p>Una volta circoscritte, limitate e smantellate tutte queste circostanze soprannaturali, dunque, ci\u00f2 che resta \u00e8 una immagine del mondo puramente galileiana: un meccanismo che si pu\u00f2 decodificare solo leggendolo in caratteri matematici, cio\u00e8 solo isolando i singoli fatti e considerandoli dal punto di vista della scienza strumentale e calcolante. Non c&#8217;\u00e8 pi\u00f9 posto per la contemplazione, se ne \u00e8 persa la necessit\u00e0. Il soprannaturale \u00e8 stato relegato chiss\u00e0 dove, forse tra le pagine ammuffite di qualche vecchio libro di teologia tomista. Certo, nessuno osa negare la grazia, lo Spirito, la necessit\u00e0 della redenzione: per\u00f2, via, forse non aveva tutti i torti nemmeno Pelagio, quando diceva che l&#8217;uomo non \u00e8 poi cos\u00ec cattivo, e che il peccato di Adamo ed Eva non pu\u00f2 aver fatto un danno cos\u00ec grave. Forse non aveva tutti i torti nemmeno Ario, quando insisteva sulla natura umana di Cristo: se siamo tutti figli di Dio, allora questo deve valere anche per Lui (abbiamo o no la fortuna di vivere in un&#8217;epoca dalla fortissima sensibilit\u00e0 democratica?). E forse non avevano del tutto torto neppure gli gnostici: non si pu\u00f2 ridurre la verit\u00e0 a una fiaba per fanciulli e per vecchiette, bisogna restituire i suoi diritti alla ragione, bisogna rivendicare i meriti dell&#8217;intelligenza: non \u00e8 cosa degna dell&#8217;uomo aspettare la salvezza dall&#8217;esterno, egli deve agguantarla con le sue stesse mani, costringendola a svelare i suoi segreti&#8230;<\/p>\n<p>A questi ultimi indirizzi molto hanno contribuito, in maniera indiretta, le nuove tendenze diffuse dalla sensibilit\u00e0 New Age, con il suo implicito panteismo e con la sua divinizzazione della natura, vista come buone e bella, oltre che perfetta, quasi una rinascita del mito del Buon selvaggio e del ciarpame filosofico deista del XVIII secolo. Molto di pi\u00f9, tuttavia &#8212; non bisogna nasconderselo &#8212; hanno contribuito delle tendenze interne al cristianesimo stesso e, nel caso del cattolicesimo, una spregiudicata e nefasta interpretazione delle deliberazioni del Concilio Vaticano II, presentato come il momento in cui la Chiesa si \u00e8 risvegliata da un sonno plurisecolare e ha deciso, per la prima volta, di parlare con animo aperto allo spirito moderno, di impostare e sollecitare un dialogo adottando, in via preliminare, gran parte dei punti di vista del &quot;mondo&quot;, primi fra tutti il razionalismo, il laicismo, l&#8217;evoluzionismo darwinista, la psicanalisi freudiana, la lotta di classe di ascendenza marxista e, soprattutto, un secolarismo che fa proprio il relativismo etico, travestito da pluralismo culturale e sfociante, non di rado, in un agnosticismo programmatico e ostentato, quando non in un vero e proprio scetticismo radicale.<\/p>\n<p>Vale la pena di rileggersi una pagina, esemplare per chiarezza espositiva e concettuale, di un &quot;vecchio&quot; e robusto manuale di teologia cattolica &#8212; preconciliare, per intenderci -, \u00abLa sintesi tomistica\u00bb del p. Garrigou-Lagrange\u00bb (titolo originale: \u00abLa Synth\u00e8se Thomiste\u00bb, Paris, Descl\u00e9e De Brouwer, 1950; traduzione dal francese di Ignazio Paci, Brescia, Queriniana, 1953, pp. 479-82):<\/p>\n<p>\u00ab&#8230;La grazia non \u00e8 soprannaturale solo come la vista resa soprannaturalmente a un cieco, poich\u00e9 questa p soprannaturale solo per il modo con cui viene restituita e per la sua causa, ma IN S\u00c9 \u00e8 vista naturale; mentre invece la grazia \u00e8 una VITA ESSENZIALMENTE SOPRANNATURALE, come anche le virt\u00f9 teologali son soprannaturali a causa del&#8217;oggetto da cui sono specificate. Parimenti Dio non avrebbe potuto darci la visione beatifica come una propriet\u00e0 della nostra natura; e cos\u00ec la grazia \u00e8 una partecipazione gratuita della divina natura, della vita intima di Dio, della Deit\u00e0 come \u00e8 in se stessa. Questa \u00e8 la dottrina tradizionale fondata chiaramente sulla Rivelazione.<\/p>\n<p>Le obbiezioni dimostrano quanto sia necessario farsi una giusta idea del &quot;soprannaturale&quot; e della immutabilit\u00e0 del dogma per non rigettare con leggerezza quanto vi \u00e8 di certo e di pi\u00f9 elevato nella concezione tradizionale che ne conserva la Chiesa.<\/p>\n<p>Nasce quindi una questione: Verrebbe mantenuta l&#8217;immutabilit\u00e0 del dogma come la concepisce la Chiesa se ci si contentasse di dire: Nella conoscenza analogica e sempre imperfetta che abbiamo di Dio, l&#8217;&quot;adaequatio rei et intellectus&quot;, l&#8217;adeguazione della formula dogmatica con la divina realt\u00e0, ossia LA VERIT\u00c0 DOGMATICA, \u00c8 SOLTANTO UN LIMITE AL QUALE SI TENDE, MA CHE NON SI RAGGIUNGE MAI SULLA TERRA, poich\u00e9 per raggiungerlo bisognerebbe avere la visione immediata della divina essenza che solo i beati possiedono? Basta dire che la VERIT\u00c0 IMMUTABILE del dogma \u00e8 un LIMITE verso il quale la Chiesa tende continuamente senza raggiungerlo mai sulla terra? Questo nel secolo XIX l&#8217;ammetteva Guenther nel suo relativismo, ma al Concilio Vaticano [il primo, ovviamente] non \u00e8 parso che questo bastasse.<\/p>\n<p>\u00c8 vero che i nostri concetti analogici son sempre inadeguati e incapaci di esprimere la divina realt\u00e0 COME \u00c8 IN S\u00c9. Ma non dobbiamo dimenticare che LA VERIT\u00c0 NON \u00c8 FORMALMENTE nei concetti, ma nei giudizi. La verit\u00e0 consiste nell&#8217;affermare ci\u00f2 che \u00e8 e nel negare ci\u00f2 che non \u00e8. In questo senso &quot;veritas judicii&quot; \u00e8 &quot;adaequatio ipsius judicii cum ipsa judicata&quot;.<\/p>\n<p>Si tratta allora di sapere (cosa molto semplice e molto profonda come il &quot;Pater&quot;) se la verit\u00e0 dei giudizi, dei dogmi proposti infallibilmente dalla Chiesa come rivelati da Dio, \u00e8 UNA VERIT\u00c0 ASSOLUTAMENTE CERTA E IMMUTABILE, e non soltanto UN LIMITE A CUI SI TENDE e al quale l&#8217;intelligenza del credente non giunger\u00e0 mai sulla terra. Si tratta di sapere se i giudizi o proposizioni dogmatiche, nonostante l&#8217;imperfezione dei nostri concetti analogici, SIANO CERTAMENTE CONFORMI fin da ora alla realt\u00e0 divina secondo una certezza infallibile, &quot;propter auctoritatem Dei revelantis&quot;<\/p>\n<p>Siamo o no in presenza d&#8217;una verit\u00e0 immutabile e irreformabile quando il Salvatore ci dice: &quot;Ego sum via, veritas et vita&quot; (Giov., XVI, 16), e &quot;Caelum et terra transibunt, verba autem mea non praeteribunt&quot; (Matt., XXIV, 35; Marc., XIII, 31; Luc., XXI, 33)? Siamo o no in presenza d&#8217;una verit\u00e0 certa, immutabile e irreformabile, quando la Chiesa ci dice infallibilmente che Dio \u00e8 l&#8217;Essere infinito, l&#8217;Essere stesso, la Verit\u00e0, la Sapienza, l&#8217;Amore infinito, che Dio \u00e8 Trino ed Uno, che il suo Unigenito si \u00e8 incarnato ed \u00e8 morto per la nostra eterna salvezza, che in Lui c&#8217;\u00e8 la natura umana, la natura divina e una sola persona, cio\u00e8 quella del Verbo, come ha definito il Concilio di Efeso?<\/p>\n<p>\u00c8 chiaro che per noi credenti il porre la questione \u00e8 gi\u00e0 risolverla affermativamente. \u00c8 necessario che le NOZIONI analogiche le quali esprimono l&#8217;immutabilit\u00e0 della verit\u00e0 dogmatica abbiano un valore reale (ontologico e trascendentale) e che siano immutabili e non soltanto provvisorie.<\/p>\n<p>Ma il relativismo non la intende cos\u00ec.<\/p>\n<p>Nel secolo XIX in Germania Guenther, il quale, dopo d&#8217;aver tentato di approfondire gli scritti di Kant e di Hegel, volle dare la giusta interpretazione dei dogmi del Cristianesimo, insegn\u00f2 che la Chiesa \u00e8 certamente infallibile nel definire un dogma, ma \u00e8 questa una INFALLIBILIT\u00c0 RELATIVA ALLO STATO DELLA SCIENZA E DELLA FILOSOFIA AL MOMENTO DELLA DEFINIZIONE, e quindi una infallibilit\u00e0 soltanto PROVVISORIA. Secondo Guenther anche il Concilio di Trento nelle sue definizioni era provvisorio e non si sarebbe potuto affermare se sarebbe stato sostituito da qualche cosa di definitivo. Secondo questa teoria, l&#8217;unit\u00e0 della persona in Cristo non si pu\u00f2 intendere come l&#8217;ha definita il Concilio di Efeso, perch\u00e9 nella filosofia moderna la personalit\u00e0 non \u00e8 concepita come una volta. Oggi la personalit\u00e0 viene cos\u00ec definita: La coscienza di s\u00e9; ora in Cristo ci sono due coscienze. Risponde la teologia che in Cristo ci sono due coscienze DELLO STESSO IO ONTOLOGICO che \u00e8 quello del Verbo Incarnato. Guenther neg\u00f2 anche la distinzione fra l&#8217;ordine naturale e l&#8217;ordine soprannaturale e volle ridurre i misteri soprannaturali a verit\u00e0 filosofiche.<\/p>\n<p>Il Concilio Vaticano condann\u00f2 il relativismo e il semi-razionalismo di Guenther, e pi\u00f9 tardi l&#8217;enciclica &quot;Pascendi&quot; condann\u00f2 il relativismo dei modernisti che somigliava a quello ed era anche pi\u00f9 grave. Ma poich\u00e9 quegli errori derivavano necessariamente da sistemi filosofici (positivismo e kantismo) che hanno anche oggi un forte influsso, non fa meraviglia che compaiano di nuovo quasi sotto la stessa forma.\u00bb<\/p>\n<p>Si noti come agisce in maniera subdola questa mentalit\u00e0 modernizzante nell&#8217;ambito della teologia contemporanea. Essa afferma che la Verit\u00e0, certamente, \u00e8 una ed \u00e8 immutabile ed eterna; ma che il modo in cui essa si esprime e si manifesta, varia di tempo in tempo (e di luogo in luogo): dunque, perch\u00e9 mai fossilizzarsi nelle vecchie forme della tradizione? In altre parole, basta leggere il Vangelo applicando ad esso i nostri schemi mentali, basta &quot;tradurlo&quot; nel linguaggio della modernit\u00e0, e tutto diventa chiaro: i passi che creavano difficolt\u00e0 per la nostra mentalit\u00e0 scientista e ipercritica scompaiono addirittura, e tutto diventa semplice e chiaro, tutto fila via liscio come bere un bicchier d&#8217;acqua.<\/p>\n<p>Avremo, cos\u00ec, un cristianesimo &quot;ragionevole&quot; (come lo voleva Toland) per gli illuministi; un cristianesimo aggiornato e positivista (come lo voleva Tyrell); un cristianesimo evoluzionista (come lo voleva Teilhard de Chardn); un cristianesimo esistenzialista; un cristianesimo laicista; un cristianesimo secolarizzato; un cristianesimo marxista e neo-marxista; un cristianesimo razionalista e scientista; un cristianesimo relativista (la tua verit\u00e0 \u00e8 uguale alla mia e tutti abbiamo ragione, purch\u00e9 siamo in buona fede); e, infine, un cristianesimo ateo. Cio\u00e8, un cristianesimo in cui Dio diventa un&#8217;ipotesi, la vita eterna diventa un&#8217;altra ipotesi, e tutto viene messo fra parentesi, perch\u00e9, dopotutto, non si vive d&#8217;ipotesi, ma di certezze. \u00c8 il cristianesimo di Hans K\u00fcng e di Vito Mancuso, il cristianesimo aggiornato e confezionato a misura dei nostri tempi, che, con una bella dose di disinvoltura, viene ancora spacciato come una legittima, anzi, come la pi\u00f9 interessante interpretazione della Verit\u00e0 eterna.<\/p>\n<p>Magari con la &quot;v&quot; minuscola&#8230;<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>C&#8217;\u00e8 un pericolo incombente sopra qualsiasi teologia contemporanea, e specialmente sopra quella cristiana e cattolica; un pericolo difficile da combattere perch\u00e9 viene sovente presentato non come<span class=\"excerpt-hellip\"> [\u2026]<\/span><\/p>\n","protected":false},"author":2,"featured_media":30170,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"_jetpack_memberships_contains_paid_content":false,"footnotes":""},"categories":[69],"tags":[117,157,237],"class_list":["post-25502","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-morale-e-spiritualita","tag-dio","tag-gesu-cristo","tag-sacra-scrittura"],"jetpack_featured_media_url":"https:../../../../fides-et-ratio.it/wp-content/uploads/2023/10/categoria-morale-e-spiritualita.jpg","jetpack_sharing_enabled":true,"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/25502","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/users\/2"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/comments@post=25502"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/25502\/revisions"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/media\/30170"}],"wp:attachment":[{"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/media@parent=25502"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/categories@post=25502"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/tags@post=25502"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}