{"id":25499,"date":"2008-09-04T08:16:00","date_gmt":"2008-09-04T08:16:00","guid":{"rendered":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/2008\/09\/04\/esiste-un-solo-male-quello-dellanima-e-la-gratitudine-e-la-terapia-per-guarirne\/"},"modified":"2008-09-04T08:16:00","modified_gmt":"2008-09-04T08:16:00","slug":"esiste-un-solo-male-quello-dellanima-e-la-gratitudine-e-la-terapia-per-guarirne","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/2008\/09\/04\/esiste-un-solo-male-quello-dellanima-e-la-gratitudine-e-la-terapia-per-guarirne\/","title":{"rendered":"Esiste un solo male, quello dell&#8217;anima, e la gratitudine \u00e8 la terapia per guarirne"},"content":{"rendered":"<p>Abbiamo gi\u00e0 avuto occasione di evidenziare, in diversi precedenti lavori e particolarmente negli articoli <em>La nostalgia dell&#8217;infinito nella luce invernale che accende le cose di splendore<\/em> e <em>Un mondo ricco di significato \u00e8 un mondo incantato che prega in ogni fibra<\/em> (consultabili sul sito di Arianna Editrice) quale sia l&#8217;importanza della preghiera di lode e di ringraziamento nell&#8217;economia generale della vita interiore e anche in quella del cosiddetto mondo esterno, essendo l&#8217;una e l&#8217;altro, in effetti, due diverse facce di un&#8217;unica realt\u00e0 spirituale.<\/p>\n<p>Ci resta da svolgere qualche riflessione sull&#8217;importanza della gratitudine dal punto di vista della salute psico-fisica dell&#8217;individuo; gratitudine che andrebbe accompagnata dal perdono e dalla riconciliazione con gli altri e con l&#8217;Altro, dato che la conflittualit\u00e0 con noi stessi e con il <em>tu<\/em> \u00e8 una delle cause principali dello squilibrio psico-fisico e, quindi, del disordine spirituale ed organico che costituisce terreno fertile per l&#8217;insorgere della malattia.<\/p>\n<p>Abbiamo gi\u00e0 detto qualcosa sia a proposito della conflittualit\u00e0 con il proprio io (nell&#8217;articolo <em>Per rispondere alla chiamata bisogna anche sapersi perdonare<\/em>), sia con il <em>tu<\/em> (nell&#8217;articolo <em>si. \u00c8 possibile perdonare qualcuno che non chiede perdono?<\/em>, sempre sul sito di Arianna); non ci siamo, per\u00f2, soffermati sugli spetti benefici, a livello della salute fisica, mentale e spirituale, che il sentimento della gratitudine reca con s\u00e9, insieme a un atteggiamento di disponibilit\u00e0 al perdono e alla riconciliazione.<\/p>\n<p>Quando si parla della capacit\u00e0 di manifestare il sentimento della gratitudine, generalmente si pensa a qualche cosa che attiene piuttosto alla sfera dell&#8217;educazione e a quella delle \u00abbuone maniere\u00bb; o, tutt&#8217;al pi\u00f9, alla sfera dell&#8217;etica, ma sempre &#8211; o quasi sempre &#8211; nella prospettiva, magari inconscia, di un <em>tu devi<\/em> di kantiana memoria. \u00abTu devi imparare a dire <em>grazie<\/em>\u00bb, questo ci sembra il nocciolo fondamentale della questione.<\/p>\n<p>Raramente ci capita di rovesciare il ragionamento, e di domandarci che cosa ne sia di un essere umano il quale si dimostri privo, o incapace, del sentimento della gratitudine. Ebbene, la risposta che le scuole tradizionali di sapienza hanno sempre dato a questa inusuale domanda \u00e8: quel tale individuo \u00e8 fatalmente condannato ad ammalarsi; e la sua malattia sar\u00f2 tanto pi\u00f9 grave, quanto pi\u00f9 egli si dimostrer\u00e0 incapace di sviluppare la capacit\u00e0 di provare &#8211; e manifestare &#8211; gratitudine nei confronti del mondo che lo circonda: rocce, piante, animali, stelle, galassie, senza dimenticare, naturalmente, gli altri esseri umani con i quali \u00e8 entrato in comunione e dai quali ha ricevuto qualche cosa nel corso della sua vita.<\/p>\n<p>L&#8217;incapacit\u00e0 di provare ed esprimere gratitudine verso l&#8217;altro \u00e8 all&#8217;origine di moltissime malattie ed \u00e8, a sua volta, una grave malattia essa stessa. \u00c8 come se nella struttura psico-fisica di un tale individuo si verificasse un perenne corto circuito, per cui le energie spirituali dell&#8217;io, impossibilitate a riversarsi all&#8217;esterno, ritornassero indietro in un circolo vizioso narcisistico, intossicando l&#8217;organismo e precludendogli la possibilit\u00e0 di stabilire un equilibrio armonioso e pacificato tra le correnti energetiche e affettive \u00abin uscita\u00bb dall&#8217;io e quelle, per cos\u00ec dire, \u00abin entrata\u00bb verso di esso, entrambe necessarie al mantenimento della salute complessiva della psiche non meno che del corpo di ciascun individuo.<\/p>\n<p>Non solo.<\/p>\n<p>Disconoscere ci\u00f2 di cui siamo debitori nei confronti dell&#8217;altro &#8211; e tutti lo siamo, in varia misura &#8211; significa falsificare la verit\u00e0 della storia personale attraverso la quale noi siamo divenuti quello che siamo ora e quello che potremo diventare domani.<\/p>\n<p>Perci\u00f2, chiudere la propria coscienza al sentimento della gratitudine vuol dire falsificare la verit\u00e0 di cui siamo i portatori e quindi, in ultima analisi, falsificare noi stessi.<\/p>\n<p>Anche sotto questo rispetto, negare la riconoscenza alle persone e alle circostanze che ci hanno formati, permettendoci di crescere affettivamente, intellettivamente e spiritualmente, vuol dire condannarci a una condizione di squilibrio e, presto o tardi, di malattia, essendo la malattia una conseguenza pressoch\u00e9 inevitabile della menzogna esistenziale.<\/p>\n<p>Scrive Massimo Scaligero &#8211; un originale discepolo tanto di Julius Evola quanto di Rudolf Steiner e dell&#8217;antroposofia &#8211; nel suo libro <em>Guarire con il pensiero<\/em> (Edizioni Mediterranee, Roma, 1975, 1988, pp. 173-177):<\/p>\n<p><em>Nell&#8217;economia psico-fisica della forze dell&#8217;organismo, l&#8217;efficienza vitale dipende dall&#8217;equilibrio ogni volta conseguibile tra processi sottili edificanti e processi sottili distruttivi, ambedue necessari alla salute corporea, in realt\u00e0 sempre<\/em> in fieri. <em>Quando la funzione distruttiva o edificante, propria al rapporto dinamico tra correnti astrali ed eteriche, eccede il proprio normale limite in un organo, questo si ammala. Compito del terapeuta, allora, \u00e8 risalire alla causa e identificare se si tratti di origine organica, oppure nervosa, del male; egli pu\u00f2 intuire il tipo di disfunzione morale che ne \u00e8 alla base, epper\u00f2 quale specifica azione venga richiesta all&#8217;Io, dall&#8217;eccesso di correnti distruttive o di correnti edificanti. (&#8230;)<\/em><\/p>\n<p><em>Nella direzione dell&#8217;accennato tipo di terapia, va indicati un sentimento umano, che reca un essenziale impulso di liberazione del pensiero dall&#8217;influenza luciferica. Tale sentimento \u00e8 la gratitudine. L&#8217;assenza di questo sentimento \u00e8 alla base di tute le malattie del sistema nervoso. La gratitudine \u00e8, infatti, in s\u00e9 sostanzialmente pensiero puro, che reca l&#8217;accordo del pensare con le forze profonde del sentore e del volere.<\/em><\/p>\n<p><em>Il riesaminare la storia della propria vita e il rendersi conto di quanto si deve agli altri per ci\u00f2 che si vale ora, il rievocare determinati esseri da cui si \u00e8 ricevuto aiuto morale o pratico, il ristabilire mediante il ricordo il rapporto di riconoscenza con coloro che sono all&#8217;origine di mutamenti decisivi nella nostra vita: significa ristabilire una condizione di verit\u00e0 dell&#8217;anima che si era necessariamente deteriorata. Significa connettere l&#8217;anima con le proprie forze originarie: cio\u00e8 congiungersi con il contenuto benefico del karma, e sollecitarne la continuit\u00e0.<\/em><\/p>\n<p><em>Il sentimento della gratitudine reca virt\u00f9 terapeutica, perch\u00e9 risveglia mediante il ricordo le forze estrasoggettive dell&#8217;anima: che sono le forze di profondit\u00e0 dell&#8217;Io, normalmente operanti mediante il karma. L&#8217;esercizio della gratitudine, come meditazione, libera l&#8217;anima dai vincoli sottili della malvagit\u00e0, in quanto realizza la connessione con l&#8217;elemento di perennit\u00e0 delle altrui anime: in realt\u00e0 il Divino cerca il Divino da anima a anima.<\/em><\/p>\n<p><em>Scoprire il celato elemento della ingratitudine verso chi ci ha aiutati o illuminati , significa aprire il varco alla pi\u00f9 intima potenza di Luce. L&#8217;ingratitudine \u00e8 in effetto la celata avversione dell&#8217;ente ahrimanico verso chi ha cooperato al risveglio della vita interiore. Sbloccare il sentimento della gratitudine \u00e8 un&#8217;operazione essenzialmente logica, perch\u00e9 ristabilisce la connessione interrotta tra la coscienza e il suo fondamento sovrasensibile. La connessione ristabilita \u00e8 la forza della guarigione.<\/em><\/p>\n<p><em>L&#8217;esercizio della gratitudine diviene particolarmente rigeneratore della vita dell&#8217;anima, quando, in riferimento alla medesima persona, deve lottare contro sentimenti di accusa o di rancore. Questi sentimenti vanno eliminati come non rispondenti alla verace natura dell&#8217;anima, ma soprattutto non rispondenti alla realt\u00e0 interiore della persona in questione: realt\u00e0 verso la quale unico veicolo dell&#8217;anima \u00e8 la gratitudine. Ci\u00f2 che di buono ci \u00e8 venuto da un altro essere, ci congiunge con la sua verit\u00e0: non si verifica l&#8217;opposto. Occorre in tal senso rivedere i rapporti umani trascorsi, per scoprire stati di menzogna che ci impediscono di trovare la connessione di verit\u00e0 con gli altri: la vera socialit\u00e0, il germe della guarigione. Non v&#8217;\u00e8 individuo incontrato nell&#8217;esistenza, a cui non si debba gratitudine per un dono, sia pure minimo, ricevuto. Il vero rapporto con l&#8217;altro \u00e8 questo. Il problema sociale ha, alla base delle sue soluzioni tecniche, questo sentimento.<\/em><\/p>\n<p><em>Ma, oltre a creature umane verso cui restaurare la gratitudine, esistono avvenimenti o occasioni di destino, cui si debbono i mutamenti benefici della propria vita: rispetto ai quali \u00e8 suscettibile il pi\u00f9 efficace sentimento di gratitudine: quello che essenzialmente postula nell&#8217;umano il Superumano. Qui s&#8217;incontra la fonte stessa delle forze guaritrici, perch\u00e9 sollecita La connessione dell&#8217;Io con l&#8217;Io superiore. In tale direzione il sentimento di gratitudine pu\u00f2 essere esteso a tutto ci\u00f2 che quotidianamente ci viene incontro a facilitarci il compito dell&#8217;esistenza: a tutti i mezzi necessari allo scorrimento della vita, che troviamo a nostra disposizione e a cui ha operato l&#8217;umanit\u00e0 precedente. Di tutto quello di cui fruiamo durante il giorno per continuare l&#8217;esperienza umana, dobbiamo essere grati a coloro che hanno operato prima di noi, cos\u00ec come a coloro che nel presente quotidianamente operano. L&#8217;assenza di un sentimento di gratitudine sia verso gli uomini sia verso il creato- il mondi minerale, il vegetale, l&#8217;animale &#8211; che \u00e8 a nostra disposizione, \u00e8 in effetto uno stato di menzogna, di cui \u00e8 essenziale guarire.<\/em><\/p>\n<p><em>La gratitudine riguarda soprattutto il passato, cio\u00e8 la connessione karmica. Non v&#8217;\u00e8 connessione karmica che non s svolga per il nostro cammino interiore, cio\u00e8 secondo il sacrificio altrui per noi e il sacrificio nostro per gli altri soltanto la conoscenza per\u00f2 d\u00e0 modo di penetrare nel segreto di tale connessione. La<\/em> conoscenza <em>diviene<\/em> riconoscenza. <em>La riconoscenza, come gratitudine, \u00e8 una scaturigine di guarigione, perch\u00e9 \u00e8 il sentimento della verit\u00e0: la condizione in cui il sentimento si libera dall&#8217;influsso soggettivo che gli \u00e8 inevitabile e che \u00e8 all&#8217;origine della sordit\u00e0 del corpo eterico rispetto alla propria funzione ritmizzatrice. Il sentimento della gratitudine, come riconoscimento del sacrificio in funzione della fraternit\u00e0 umana, non solo rianima di vita ritmica il corpo eterico, ma irradia nel Macrocosmo, da cui viene assunto e rinviato come forza modificatrice del destino umano, secondo il suo segreto nucleo divino.<\/em><\/p>\n<p><em>Contrastare, nei confronti dell&#8217;altro, il proprio sentimento di condanna o di accusa, trovare giustificazioni concrete,<\/em> originarie<em>, del suo operato, scoprire motivi di gratitudine nei suoi riguardi, significa operare secondo l&#8217;attitudine reale dell&#8217;Io: aprire il varco alle forze di verit\u00e0 edificatrici della vita. Naturalmente qui ci si riferisce a un livello puramente interiore, indipendente da quello necessario alle leggi umane per la salvaguardia giuridicamente convenuta della relazione sociale, rispetto a coloro che contravvengono ad essa: questi livelli non vanno confusi.<\/em><\/p>\n<p><em>Divengono terapeuti mistici, capaci di operare guarigioni prodigiose in nome del Logos, coloro che giungono a tale trasparenza interiore, da avvertire la segreta gratitudine verso tutto e da poter rispondere con un atto di conoscenza, e perci\u00f2 di amore, agli attacchi dello spirito di malvagit\u00e0, come a qualsiasi forma di insidia dello Spirito della Menzogna.<\/em><\/p>\n<p>Ora, \u00e8 chiaro che per giungere a un riconoscimento dei motivi di gratitudine i quali ci legano, da un lato, a delle persone ben precise incontrate nel cammino della vita e, dall&#8217;altro, alla manifestazione complessiva del tutto (l&#8217;aria, la terra, le stagioni, il lavoro, i beni e i servizi a nostra disposizione), occorre realizzare innanzitutto una operazione di verit\u00e0 nei confronti del nostro stesso io, strappandoci impietosamente le maschere del nascondimento e del desiderio di dominio (cfr. il nostro articolo <em>Per poter scegliere se stessi occorre prima sapersi riconoscere<\/em>, sempre sul sito di Arianna Editrice).<\/p>\n<p>Da qui, infatti, partiva la filosofia di Socrate, e da qui \u00e8 sempre partita e sempre partir\u00e0 ogni autentica ricerca di saggezza: <em>conosci te stesso.<\/em><\/p>\n<p>Si tratta di un&#8217;operazione tutt&#8217;altro che semplice, che presuppone un lungo tirocinio e che non pu\u00f2 essere la premessa, ma semmai il risultato di una diuturna ricerca interiore; n\u00e9 si tratta di una condizione sufficiente per la riscoperta e la piena valorizzazione del benefico sentimento della gratitudine, grazie al quale si ristabilisce il ciclo virtuoso fra noi e noi stessi, e fra noi e l&#8217;universo intero.<\/p>\n<p>Infatti, essere grati a qualcuno (o a qualcosa) significa essere grati per un bene ricevuto: il che presuppone che si sappia che cosa \u00e8 veramente il bene, e che cosa non lo \u00e8, pur avendone &#8211; magari &#8211; tutte le apparenze.<\/p>\n<p>Prima di dire: \u00abQuella persona mi ha fatto del bene, e perci\u00f2 le sono grato\u00bb, \u00e8 necessario, evidentemente, essere in grado di capire che cosa sia il bene in generale e che cosa sia il <em>nostro<\/em> bene: che sono, poi, due facce di un&#8217;unica realt\u00e0 (in quanto \u00e8 impossibile che il mio <em>vero<\/em> bene non coincida con il bene in generale).<\/p>\n<p>Il drogato in crisi di astinenza, ma a corto di denaro, che supplica lo spacciatore di fornirgli a credito la sua dose di eroina, potr\u00e0 anche pensare, se accontentato, nella concitazione del momento, di aver ricevuto del bene, e che l&#8217;altro abbia fatto per lui una cosa buona. Ma cos\u00ec non \u00e8, e non occorre spendere parole per darne la dimostrazione.<\/p>\n<p>Viceversa, un uomo che si offre agli aguzzini per andare alla morte al posto di un altro uomo, pi\u00f9 di lui bisognoso di vivere (perch\u00e9 pi\u00f9 fragile e spaventato, o perch\u00e9 ha una famiglia da mantenere), pu\u00f2 sembrare che non realizzi il proprio bene, pur se dona il bene all&#8217;altro. Tuttavia, se si riflette che bene e male sono sempre interconnessi, e che noi viviamo in una realt\u00e0 in cui nessun essere umano pu\u00f2 farsi \u00abparte per se stesso\u00bb, allora diviene possibile capire &#8211; pur se, da un punto di vista esclusivamente umano, ci\u00f2 risulta faticoso &#8211; che andare volontariamente incontro a un male fisico per proteggere un&#8217;altra vita, pi\u00f9 debole e bisognosa, \u00e8 una elevatissima forma di bene anche per chi compie, in piena libert\u00e0 e autonomia, una simile scelta di abnegazione.<\/p>\n<p>Ecco, dunque, che abbiamo intravisto un criterio semplice ed empirico, ma estremamente efficace, per riconoscere il bene e per potere, sulla base di questa conoscenza, coltivare e sviluppare il doveroso e salutare sentimento della gratitudine. Il criterio, infatti, \u00e8 in sostanza questo: bene \u00e8 tutto ci\u00f2 che amplia e arricchisce la sfera della vita dello spirito e, al tempo stesso, rende consapevoli della connessione con il bene (e con il male) dell&#8217;altro; male \u00e8 tutto ci\u00f2 che impoverisce e rimpicciolisce la vita dello spirito, e che ottunde la nostra sensibilit\u00e0 nei confronti del bene (e del male) dell&#8217;altro, al quale siamo legati per mille e mille fili.<\/p>\n<p>E non c&#8217;\u00e8 altro da dire.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Abbiamo gi\u00e0 avuto occasione di evidenziare, in diversi precedenti lavori e particolarmente negli articoli La nostalgia dell&#8217;infinito nella luce invernale che accende le cose di splendore<span class=\"excerpt-hellip\"> [\u2026]<\/span><\/p>\n","protected":false},"author":2,"featured_media":30154,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"_jetpack_memberships_contains_paid_content":false,"footnotes":""},"categories":[36],"tags":[92],"class_list":["post-25499","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-etica","tag-altro"],"jetpack_featured_media_url":"https:../../../../fides-et-ratio.it/wp-content/uploads/2023/10/categoria-etica.jpg","jetpack_sharing_enabled":true,"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/25499","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/users\/2"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/comments@post=25499"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/25499\/revisions"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/media\/30154"}],"wp:attachment":[{"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/media@parent=25499"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/categories@post=25499"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/tags@post=25499"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}