{"id":25498,"date":"2010-05-14T11:28:00","date_gmt":"2010-05-14T11:28:00","guid":{"rendered":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/2010\/05\/14\/le-grandi-dighe-sono-un-simbolo-di-progresso-o-una-manifestazione-di-suprema-ignoranza\/"},"modified":"2010-05-14T11:28:00","modified_gmt":"2010-05-14T11:28:00","slug":"le-grandi-dighe-sono-un-simbolo-di-progresso-o-una-manifestazione-di-suprema-ignoranza","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/2010\/05\/14\/le-grandi-dighe-sono-un-simbolo-di-progresso-o-una-manifestazione-di-suprema-ignoranza\/","title":{"rendered":"Le grandi dighe sono un simbolo di progresso o una manifestazione di suprema ignoranza?"},"content":{"rendered":"<p>\u00c8 ormai cosa rara, per l&#8217;Italiano del Nord amante della natura, poter fare una gita in montagna senza imbattersi nello spettacolo di una qualche nuova diga innalzata in una vallata alpina o prealpina, sbarrando il corso di qualche torrente e creando, cos\u00ec, un ampio bacino lacustre, dal quale si ricavano ingenti quantit\u00e0 di energia idroelettrica.<\/p>\n<p>Fino a qualche decennio fa, il paesaggio era ancora incontaminato, e cos\u00ec l&#8217;ecosistema delle valli alpine e prealpine; ma ora tutto \u00e8 cambiato, e migliaia di animali e di piante sono stati sacrificati sull&#8217;altare del dio Progresso. Si sono create le premesse per frane e smottamenti, alterando tutto l&#8217;equilibrio idrogeologico, e perfino il clima \u00e8 stato profondamente modificato.<\/p>\n<p>Ogni tanto, quando capitano delle tragedie come quella del Vajont o come quella di Stava, che provocano centinaia di vittime, l&#8217;opinione pubblica nazionale viene a sapere della costruzione di questi mostri di cemento armato, innalzati con grande dispendio di tecnologie ma, non di rado, nella pi\u00f9 grossolana ignoranza delle condizioni del terreno circostante.<\/p>\n<p>Esse, per\u00f2, vengono presentate come delle fatalit\u00e0 imponderabili o, se pure si ammette che qualcosa non ha funzionato a livello di pianificazione del territorio, si preferisce lasciare la cosa nel vago, per non rischiare di appannare la splendente immagine del Progresso, augusta divinit\u00e0 davanti alla quale tutti devono inchinarsi devotamente.<\/p>\n<p>Se, poi, dall&#8217;Italia si passa negli altri Paesi d&#8217;Europa e negli altri continenti, il paesaggio non cambia: ovunque sorgono dighe di grandi dimensioni per la produzione di energia idroelettrica: dalla valle del Nilo, ove la diga di Assuan ha reso necessario addirittura il trasferimento delle grande statue egizie di Abu Simbel, al fiume Volga, ove la costruzione di dighe ha causato niente di meno che l&#8217;agonia del Mar Caspio, ridotto a una vasta pozzanghera sempre pi\u00f9 inquinata e maleodorante, con una fauna ittica ormai decimata e con un generale impoverimento delle popolazioni rivierasche, costrette ad abbandonare l&#8217;attivit\u00e0 peschereccia che, da sempre, le sostentava.<\/p>\n<p>Sotto tutte le latitudini e in tutti i climi, la costruzione di grandi dighe provoca ovunque gli stessi effetti negativi: scomparsa di migliaia di esseri viventi, dissesto idrogeologico con pericolo di frane, mutamenti climatici, prosciugamento di bacini naturali interni, distruzione di ricchezze archeologiche e paesaggistiche.<\/p>\n<p>Forse \u00e8 giunto il momento di domandarsi se i pretesi vantaggi siano tali da compensare gli effetti negativi che a breve, medio e lungo termine si verificano nei territori interessati dalla costruzione delle dighe; se la produzione di energia idroelettrica valga a controbilanciare i danni, le spese e, non di rado, la perdita di vite umane.<\/p>\n<p>Non \u00e8 un caso che la diga dl Vajont, tanto per fare un esempio, si erga ancora, imponente e superba, sopra il paese di Longarone, ricostruito dopo la totale distruzione del 1963: la piena del Piave, provocata dalla frana del Monte Toc, l&#8217;ha scavalcata, lasciandola perfettamente intatta. La diga non era mal costruita, tutt&#8217;altro; gli ingegneri che l&#8217;hanno progettata e le maestranze che l&#8217;hanno realizzata si sono mostrati all&#8217;altezza del loro compito. Il punto \u00e8 un altro: e cio\u00e8 che non si pu\u00f2 pensare di operare un intervento cos\u00ec massiccio e invasivo nel cuore della natura, senza predisporre degli studi sull&#8217;impatto che esso provocher\u00e0 nell&#8217;ambiente circostante.<\/p>\n<p>In fondo, \u00e8 sempre il solito peccato, caratteristico di ogni forma di scientismo: l&#8217;incapacit\u00e0 di vedere le cose nella loro globalit\u00e0 e complessit\u00e0; l&#8217;incapacit\u00e0 di inserire i singoli elementi di un problema in un contesto pi\u00f9 ampio e di prevedere le conseguenze di una data azione: come quando, per combattere i parassiti, si irrora una superficie coltivata con enormi quantit\u00e0 di insetticidi e poi si inquinano le falde acquifere o si provocano contraccolpi sull&#8217;intero ecosistema, modificando irreparabilmente la catena alimentare che va dagli insetti fino agli anfibi, ai rettili, ai mammiferi e agli uccelli.<\/p>\n<p>\u00c8 sempre la solita visione riduzionistica che si contrappone alla visione olistica della realt\u00e0: come quando, nella medicina, si cura la disfunzione di un organo con un farmaco chimico che provoca effetti dannosi su altri organi; o come quando si effettua un importate intervento chirurgico, l\u00e0 dove sarebbe sufficiente riequilibrare l&#8217;organismo per mezzo di cure meno invasive, magari basate su prodotti di origine naturale.<\/p>\n<p>Scrivono M. Crippa e M. Fiorani in \u00abTerra da scoprire. Corso di Scienze della Terra\u00bb (Milano, Arnoldo Mondadori Editore, 2010, p.316):<\/p>\n<p>\u00abNei territori fortemente antropizzati l&#8217;equilibrio dei corsi d&#8217;acqua \u00e8 spesso alterato dall&#8217;azione del&#8217;uomo. Ne \u00e8 un esempio la costruzione di dighe di sbarramento, per mezzo delle quali si creano bacini artificiali pieni d&#8217;acqua che pu\u00f2 essere utilizzata per l&#8217;irrigazione o per la produzione di energia elettrica. Le dighe possono anche servire per il controllo delle piene dei fiumi e per migliorare la navigazione fluviale.<\/p>\n<p>A partire dagli anni Trenta de secolo scorso gli straordinari sviluppi della tecnologia e l&#8217;utilizzo di grandi investimenti hanno permesso di erigere dighe di notevoli dimensioni. L&#8217;era delle grandi dighe, iniziata nel 1936 negli USA con la Hooven Dam, ha avuto il suo boom dopo il 1950 nei Paesi industrializzati, ma ora interessa soprattutto i Paesi in via di sviluppo. Il Paese che ha oggi il maggior numero di grandi dighe \u00e8 la Cina, seguita da USA, Russia, Giappone e India.<\/p>\n<p>In Italia, dove esiste una tradizione ingegneristica significativa in questo settore, molti fiumi sono sbarrati da dighe (ne esistono circa 500, di cui 24 solo nel bacino del Piave). Il nostro Paese inoltre coopera ala costruzione di grandi dighe nel mondo. Ma la presenza di grandi dighe, ritenuta un simbolo di progresso, d\u00e0 origine a gravi problemi ambientali e sociali.<\/p>\n<p>La creazione di un bacino artificiale inserisce nel profilo longitudinale di un fiume un livello base intermedio, che rallenta il fluire delle acque e provoca un&#8217;intensa sedimentazione nel bacino stesso, che tende a interrarsi. Il fiume, impoverito del proprio carico, non \u00e8 pi\u00f9 in grado di apportare sino alla foce i sedimenti essenziali per la formazione dei delta e dei litorali sabbiosi.<\/p>\n<p>Il riempimento di un bacino artificiale modifica in modo irreversibile l&#8217;ecosistema di una regione: l&#8217;innalzamento delle acque causa la morte di un gran numero di animali che popolano la valle, mentre le specie ittiche tipiche di acque correnti vengono sostituite da quelle adattate all&#8217;ambiente lacustre; l&#8217;abbondanza di nutrienti apportati al lago artificiale dalle rive sommerse produce, inizialmente, un aumento dei pesci, ma l&#8217;effetto \u00e8 di breve durata: la decomposizione della vegetazione sommersa alimenta intensi processi di eutrofizzazione (sviluppo eccessivo di alghe che sottraggono ossigeno ad altri organismi).<\/p>\n<p>L&#8217;impatto ambientale si estende anche a valle della diga: la costruzione della diga di Assuan, avvenuta sbarrando il corso del Nilo negli anni &#8217;60, ha provocato la drastica riduzione della pescosit\u00e0 del mare antistante al delta del Nilo, per la mancanza dei nutrienti trasportati dal fiume. I bacini artificiali provocano anche un aumento delle malattie legate alla presenza di acque stagnanti (bilarziosi, cecit\u00e0 fluviale, malaria). Il controllo dei fiumi e dell&#8217;acqua resa disponibile dalle dighe \u00e8 anche causa di conflitti fra Stati: infatti oltre 200 bacini idrografici (che interesano il 40% della popolazione mondiale) sono condivisi da due o pi\u00f9 Paesi. Un ulteriore esempio di come sia possibile modificare i sistemi idrologici \u00e8 rappresentato dalle impreviste conseguenze della creazione (a partire dagli anni &#8217;30 del &#8216;900) di grandi bacini artificiali lungo il corso del fiume Volga (Russia): il livello del Mar Caspio, in cu sfocia il Volga, si \u00e8 abbassato di 25 m. e le sue sponde sono diventate immense distese paludose e salinizzate.<\/p>\n<p>E non si pu\u00f2 dimenticare che, solo in Italia, pi\u00f9 di 3.500 persone hanno perso la vita in catastrofi collegate alla presenza di grandi dighe (Gleno 1923, Sella Zerbino 1935, Vajont 1963, Stava 1985).<\/p>\n<p>Nel 2000 la Commissione Mondiale sulle Dighe ha pubblicato un esteso rapporto sullo stato delle dighe nel mondo e ha pronunciato le sue conclusioni sui danni sociali ed ecologici derivanti dagli impianti pi\u00f9 imponenti. La commissione auspica che, in fase di progettazione, si analizzino la convenienza economica e la compatibilit\u00e0 ambientale di ogni intervento in questo settore e propone una politica che tenga conto dei diritti delle comunit\u00e0 locali.<\/p>\n<p>Nonostante ci\u00f2, in Cina si \u00e8 costruita la diga delle Tre Gole, sullo Chan Jiang (Fiume Azzurro): la pi\u00f9 grande del mondo (2 km. di lunghezza, 183 m. di altezza, un invaso di 960 kmq.). Gli obiettivi di quest&#8217;opera sono molteplici produrre circa il 10% di tutta l0elettricit\u00e0 necessaria al Paese, ridurre di circa cinque milioni di tonnellate l&#8217;emissione di anidride carbonica, rendere navigabile per 2.000 chilometri il fiume, evitare disastrose piene. Esiste per\u00f2 un preoccupante rovescio della medaglia: la realizzazione della diga ha cagionato l&#8217;esodo di 1,2 milioni di cinesi e probabilmente provocher\u00e0 cambiamenti climatici nella regione; sono stati sommersi anche centinaia di siti archeologici e deturpate zone di notevole valore paesaggistico.<\/p>\n<p>Un altro progetto contestato \u00e8 il GAP (Guneydogu Anadolu Projesi) che prevede la costruzione di 22 dighe e 19 centrali idroelettriche sul Tigri e l&#8217;Eufrate (in Turchia). Il progetto \u00e8 contestato in particolare da Iraq e Siria, che diventerebbero dipendenti dalla Turchia per l&#8217;approvvigionamento idrico dei loro territori.\u00bb<\/p>\n<p>Insomma, non occorre essere seguaci dell&#8217;ipotesi Gaia e ritenere che la Terra intera si comporti come un grande organismo vivente, n\u00e9 scomodare le melense teorie New Age sugli spiriti protettori della natura, per rendersi conto che la politica della costruzione di grandi dighe, dagli Stati Uniti all&#8217;Africa, dal Brasile alla Cina, \u00e8, non solo nella sua realizzazione, ma nella sua stessa filosofia, quanto di pi\u00f9 antiecologico e devastante si possa immaginare.<\/p>\n<p>\u00c8 la filosofia che considera i corsi d&#8217;acqua come semplici fattori economici, dei quali l&#8217;uomo pu\u00f2 disporre a piacimento, e l&#8217;acqua stessa come una risorsa e uno strumento per produrre elettricit\u00e0 e non come un bene prezioso in se stesso, oltre che un ambiente vitale per innumerevoli specie animali e vegetali; un elemento che contribuisce alla stabilit\u00e0 del territorio e al mantenimento delle condizioni locali, a cominciare dal clima, in equilibrio con i viventi e con l&#8217;uomo stesso, ospite e non padrone del pianeta in cui vive.<\/p>\n<p>Perch\u00e9 la radice del problema \u00e8 proprio qui: nella pretesa dell&#8217;uomo di ritenersi il padrone del mondo e il signore della natura; nella riduzione di ogni aspetto della realt\u00e0 al puro e semplice elemento del profitto economico; nel rifiuto di accostarsi al mondo della natura, di cui l&#8217;uomo \u00e8 parte, con umilt\u00e0 e rispetto, come si dovrebbe fare con la propria madre.<\/p>\n<p>Tutti i mali della devastazione ambientale, di cui la costruzione delle grandi dighe \u00e8 solo un aspetto, nascono da tale filosofia arrogante e prevaricatrice; una filosofia che la civilt\u00e0 occidentale recava in s\u00e9 fin dalle origini, ma che lo scientismo, il capitalismo e il marxismo hanno portato al massimo sviluppo e che hanno poi esteso al mondo intero, diffondendola in ogni angolo del pianeta, con le buone o con le cattive.<\/p>\n<p>Se vogliamo uscire da questo vicolo cieco, dobbiamo farci carico della necessit\u00e0 di una profonda rivoluzione culturale, che non si limiti ad auspicare una operazione di facciata, per esempio indicando la meta illusoria di uno \u00absviluppo sostenibile\u00bb, capace di conciliare sia le ragioni del Progresso che quelle dell&#8217;autoconservazione dell&#8217;uomo.<\/p>\n<p>No, il salto culturale che ci si chiede di compiere \u00e8 molto pi\u00f9 grande: si tratta di assumere un punto di vista non pi\u00f9 esclusivamente antropocentrico, ma ecocentrico; tale, cio\u00e8, da considerare il mondo come un sistema avente il centro in ogni punto e la circonferenza in nessun luogo e da tener presenti, quindi, le ragioni di ogni singola specie vivente, anzi, di ogni singolo vivente, nella prospettiva di una loro armoniosa interazione.<\/p>\n<p>L&#8217;uomo \u00e8 una specie fra le tante; e, se la ragione &#8211; di cui va tanto fiero, ma non sempre a buon diritto &#8211; lo mette in una posizione speciale e privilegiata, essa dovrebbe suscitare in lui il senso della propria responsabilit\u00e0 verso gli altri viventi: come se fosse un buon giardiniere che si prende cura del suo giardino, e non come un avventuriero che arraffa tutto quello che pu\u00f2 e poi si allontana, per continuare a saccheggiare altrove.<\/p>\n<p>Ma \u00e8 chiaro che l&#8217;uomo non potr\u00e0 fare una simile rivoluzione culturale, fino a quando non sar\u00e0 capace di rientrare in se stesso e di guardarsi dentro onestamente, riscoprendo le proprie reali esigenze e lasciandosi dietro le spalle i falsi bisogni indotti in lui dalle sirene di un consumismo tanto stupido quanto irresponsabile.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>\u00c8 ormai cosa rara, per l&#8217;Italiano del Nord amante della natura, poter fare una gita in montagna senza imbattersi nello spettacolo di una qualche nuova diga<span class=\"excerpt-hellip\"> [\u2026]<\/span><\/p>\n","protected":false},"author":2,"featured_media":30178,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"_jetpack_memberships_contains_paid_content":false,"footnotes":""},"categories":[56],"tags":[92],"class_list":["post-25498","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-politica","tag-altro"],"jetpack_featured_media_url":"https:../../../../fides-et-ratio.it/wp-content/uploads/2023/10/categoria-politica.jpg","jetpack_sharing_enabled":true,"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/25498","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/users\/2"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/comments@post=25498"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/25498\/revisions"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/media\/30178"}],"wp:attachment":[{"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/media@parent=25498"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/categories@post=25498"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/tags@post=25498"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}