{"id":25494,"date":"2016-01-18T05:09:00","date_gmt":"2016-01-18T05:09:00","guid":{"rendered":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/2016\/01\/18\/il-grande-tabu-della-sinistra-che-tiene-ancora-imprigionate-cultura-e-informazione\/"},"modified":"2016-01-18T05:09:00","modified_gmt":"2016-01-18T05:09:00","slug":"il-grande-tabu-della-sinistra-che-tiene-ancora-imprigionate-cultura-e-informazione","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/2016\/01\/18\/il-grande-tabu-della-sinistra-che-tiene-ancora-imprigionate-cultura-e-informazione\/","title":{"rendered":"Il grande tab\u00f9 della sinistra che tiene ancora imprigionate cultura e informazione"},"content":{"rendered":"<p>Allorch\u00e9 i negri di Zanzibar, nel 1964, diedero la caccia agli arabi e ne massacrano alcune migliaia, cos\u00ec, senza alcuna ragione valida, tranne il fatto che gli arabi erano &quot;schiavisti&quot; &#8211; lo erano stati, infatti, alcuni secoli addietro -, i mezzi d&#8217;informazione occidentali parlarono, genericamente, di violenze, di uccisioni, s\u00ec, ma non di genocidio (cfr. il nostro articolo: \u00abIl genocidio di Zanzibar del 1964 venne ignorato perch\u00e9 infastidiva la vulgata marxista\u00bb, pubblicato su \u00abIl Corriere delle Regioni\u00bb il 26\/11\/2015). E se il regime dei Khmer rossi di Pol Pot stermin\u00f2 da 1 a 2 milioni di cambogiani, fra il 1975 e il 1974; o se gli Hutu del Ruanda, nel 1994, trucidarono barbaramente un milione di Tutsi, di nuovo si parl\u00f2 di massacri e di atrocit\u00e0, ma non si adoper\u00f2, almeno all&#8217;inizio, la parola &quot;genocidio&quot;. Perch\u00e9? Semplice: perch\u00e9 solo gli Occidentali erano capaci di commettere un genocidio; non erano stati i nazisti del Terzo Reich a eseguire il genocidio per antonomasia, quello degli Ebrei, durante la Seconda guerra mondiale?<\/p>\n<p>L&#8217;idea che dei popoli africani o asiatici, per giunta &quot;vittime&quot; del colonialismo, potessero compiere, a loro volta, dei genocidi, sembrava inaccettabile alla cultura dominante, ispirata dalle categorie intellettuali del marxismo (e, in parte, dall&#8217;illuminismo di Rousseau e dal mito del &quot;buon selvaggio&quot;). Di certi crimini erano capaci solo gli Occidentali; e, pi\u00f9 precisamente, solo gi Occidentali di destra. Gli Occidentali di sinistra, i marxisti, non si erano mai macchiati di simili atrocit\u00e0: infatti, \u00e8 noto che i quattro milioni di Ucraini, sterminati fra il 1929 e il 1933 dalla politica staliniana, un misto di carestia, deportazioni ed eliminazione fisica, sono morti di raffreddore. Anche i due milioni di cambogiani sterminati da Polt Pot sono morti di raffreddore, probabilmente. Per non parlare delle vittime della Grande Rivoluzione Culturale del &quot;glorioso&quot; presidente Mao Ze Dong, nel 1966 e dintorni: del resto, non si \u00e8 mai saputo, e forse mai si sapr\u00e0, quanti milioni di cinesi hanno perso la vita in quella circostanza; dunque, come si potrebbe parlare di genocidio? No: il genocidio \u00e8 roba che va bene per quelli come Hitler, ma non si addice agli uomini politici progressisti e di sinistra.<\/p>\n<p>La sinistra \u00e8 buona, cos\u00ec come sono buoni tutti i popoli, tranne quelli occidentali, tristemente famosi per la loro cattiveria congenita. Solo gli Occidentali hanno trafficato gli schivai negri, per secoli; bench\u00e9 si sappia che la stessa cosa, e per un tempo ancora pi\u00f9 lungo, l&#8217;hanno fatta gli Arabi, sulla costa orientale dell&#8217;Africa. E si dimentica volentieri che il primo genocidio del XX secolo, quello degli Armeni, non \u00e8 stato perpetrato da un popolo occidentale, ma dai Turchi, nel 1915. In altre parole: la cultura occidentale ha elaborato e introiettato un tale odio e disprezzo di s\u00e9, un cos\u00ec divorante senso di colpa, che solo per se stessa \u00e8 disposta a riconoscere i crimini storici passati e recenti; per chiunque altro, semplicemente non li ritiene possibili e si rifiuta addirittura di credervi, a meno che vi sia letteralmente costretta dall&#8217;evidenza. Ma, anche in quel caso, invero estremo, la cultura occidentale, beninteso la cultura egemonizzata dalla sinistra, trover\u00e0 tutte le attenuanti possibili e metter\u00e0 a punto tutti i <em>distinguo<\/em>, per evidenziare come il genocidio, in se stesso, sia pur sempre, fondamentalmente, una cosa europea, e una cosa di destra.<\/p>\n<p>Nemmeno oggi, a quasi trent&#8217;anni dalla caduta rovinosa dei regimi comunisti di tipo sovietico, le cose sono cambiate in maniera sostanziale; \u00e8 ancora difficile fare i conti con simili tab\u00f9 ideologici, con simili scheletri nell&#8217;armadio. E ci\u00f2 per una ragione abbastanza semplice: il comunismo, come ideologia, si \u00e8 praticamente dissolto; per\u00f2, morendo, ha fatto in tempo a inoculare gran parte del suo veleno in una ideologia ancor viva e vegeta, e che si appresta, anzi, a presentarsi, non solo in Italia, ma in Europa e in tutto l&#8217;Occidente, come l&#8217;ideologia vincente del Terzo millennio: un cristianesimo &quot;compassionevole&quot; e &quot;misericordioso&quot;, impastato di populismo, di egualitarismo, di buonismo, di sentimentalismo e di rancore nei confronti dei &quot;felici&quot;, dei &quot;sani&quot;, degli &quot;abbienti&quot; e dei &quot;fortunati&quot;: il basso rancore delle plebi miserabili, invidiose e malevole nei confronti di tutto ci\u00f2 che \u00e8 aristocratico, come diceva Nietzsche (che qualche ragione pure l&#8217;aveva, anche se commise l&#8217;imperdonabile semplificazione di attribuire al cristianesimo, in quanto tale, le aberrazioni di certi cristiani o di certi settori della societ\u00e0 cristiana).<\/p>\n<p>Cos\u00ec, prendiamo la parola &quot;razzista&quot;. Per la cultura oggi dominante in Occidente, &quot;razzista&quot; \u00e8, senz&#8217;altro, chiunque non sia d&#8217;accordo con l&#8217;invasione e con la sostituzione di popolazione europea che \u00e8 in corso da tre decenni, e che prosegue a ritmo sostenutissimo, mese dopo mese, giorno dopo giorno, mediante l&#8217;arrivo incessante di sempre nuove ondate migratorie, via mare e via terra, dall&#8217;Asia e dall&#8217;Africa, alle quali non \u00e8 lecito opporsi, perch\u00e9, facendolo, ci si qualificherebbe automaticamente come &quot;inumani&quot;, &quot;crudeli&quot;, e, appunto, &quot;razzisti&quot;. Per cui, se la polizia statunitense, o francese, o britannica, adopera le maniere forti con qualche immigrato di origine asiatica o africana, viene immediatamente stigmatizzata dai media come &quot;razzista&quot;. La polizia della Repubblica Ceca, che os\u00f2 segnare il numero sul braccio, con il pennarello, alle migliaia e migliaia di migranti che l&#8217;attraversarono, nell&#8217;estate del 2015, venne subito qualificata come &quot;nazista&quot;, e i massimi capi di Stato, cancelliera Merkel in testa, rievocarono i fantasmi mai sopiti di Auschwitz. Gli operatori di un centro di accoglienza italiano, che lavavano i migranti, appena salvati e sbarcati dalle carrette del mare, mediante getti d&#8217;acqua, si videro qualificati di &quot;inumani&quot; e &quot;razzisti&quot; dopo che uno di quegli ospiti ebbe ripreso la scena con il telefonino e l&#8217;ebbe fatta girare, via Web, per le televisioni di tutto il mondo. Si vede che anche adoperare l&#8217;acqua per pulire quei corpi, che da settimane o mesi non erano mai stati lavati, aveva un che di razzista.<\/p>\n<p>Anche un certo modo di parlare, e perfino di guardare, sono qualificabili come &quot;razzisti&quot;: beninteso, se \u00e8 un bianco che si rivolge a una persona <em>di colore<\/em> (espressione, ne siamo ben consapevoli, gi\u00e0 di per s\u00e9 sbagliata e politicamente scorretta, perch\u00e9 razzista: ma scusate, come ci si deve esprimere, per farsi capire?). Per\u00f2 se \u00e8 una persona di colore a usare modi sprezzanti verso un&#8217;altra persona di colore, appartenente a una diversa etnia, allora non \u00e8 &quot;razzismo&quot;: non si sa perch\u00e9. E se una persona di colore guarda negli occhi, con arroganza, per sfida, un bianco, incontrandolo per strada; se gonfia il petto e tende a occupare tutto lo spazio del marciapiede, per fargli capire che la strada \u00e8 sua, quello non solo non \u00e8 razzismo, non \u00e8 neppure un comportamento censurabile: sicuramente sar\u00e0 causato da qualche maltrattamento subito in precedenza, da qualche complesso d&#8217;inferiorit\u00e0, del resto ampiamente giustificato da due secoli d&#8217;infame colonialismo europeo.<\/p>\n<p>Per la stessa ragione, sempre pi\u00f9 spesso e quasi sistematicamente, i mass media evitano di specificare la nazionalit\u00e0 di un ladro, di uno scassinatore, di uno stupratore, di uno spacciatore, quando devono riferire i malinconici resoconti della cronaca quotidiana. In moltissimi casi si tratta di reati commessi da persone appartenenti all&#8217;etnia rom, o da immigrati, compresi i pi\u00f9 recenti richiedenti asilo; per\u00f2 non bisogna dirlo: si teme, facendolo, sia di passare per &quot;razzisti&quot;, sia di alimentare, eventualmente, atteggiamenti razzisti da parte del pubblico. E non si pensa che proprio questa sensazione di impunit\u00e0, di complicit\u00e0, di copertura, che avvolge le malefatte di individui stranieri presenti nei Paesi europei, irrita immensamente la popolazione e favorisce, questa s\u00ec, il sorgere di sentimenti xenofobi e di reazioni a sfondo razzista. Chi non ricorda Kabobo, l&#8217;immigrato africano che a Milano, nel 2013, uccise a colpi di piccone tre sventurati passanti, che non gli avevano fatto assolutamente nulla? Sul momento, disse di aver agito perch\u00e9 sobillati dalle &quot;voci&quot;, ma il processo ha fatto piazza pulita di simili espedienti difensivi: infliggendogli una pena a vent&#8217;anni, lo ha riconosciuto perfettamente lucido, e ha stabilito, una volta per tutte, che ag\u00ec &quot;semplicemente&quot; in preda alla frustrazione per i problemi della sopravvivenza quotidiana. Che avrebbe detto la stampa, se a massacrare tre africani innocenti fosse stato un ragazzo italiano (o francese, o tedesco, o inglese)? Che avrebbero detto gl&#8217;intellettuali progressisti e i preti di sinistra? Ancora: si sa che, nei centri di accoglienza, accade sovente che i &quot;profughi&quot; (lo scriviamo fra virgolette, perch\u00e9 il loro <em>status<\/em>, al momento dell&#8217;arrivo, \u00e8 ancora tutto da verificare) di religione musulmana mettano in un angolo quelli di altra religione, che li costringano a mangiare gli avanzi; in qualche caso, che, durante la traversata, li abbiano gettati in mare e abbandonati al loro destino, proprio in vista delle coste italiane). Per\u00f2, guai a parlare di razzismo: il razzismo \u00e8 soltanto quello dei cristiani, prego. La storia lo insegna. Quale storia? Quella che i libri e i professori di sinistra hanno insegnato, per sette decenni, a partire dal 1945, ai loro sventurati alunni; e che due o tre generazioni di preti progressisti e di sinistra hanno inculcato ai loro parrocchiani, fomentando i loro sensi di colpa collettivi; e omettendo sempre di raccontare come in Messico, in Spagna, in Russia, nel solo XX secolo, dei regimi di sinistra abbiano sterminato milioni di cattolici, sacerdoti, suore e laici, per la sola ed unica colpa di essere tali.<\/p>\n<p>Aveva osservato, alla vigilia della caduta del comunismo, Jean-Fran\u00e7ois Revel nel suo libro \u00abLa coscienza inutile\u00bb (titolo originale: \u00abLa connaissance inutile\u00bb, Editions Grasset &amp; Fasquelle, 1988; traduzione dal francese di Alessandro Serra, Milano, Longanesi &amp; C., pp. 33-35):<\/p>\n<p><em>\u00abLe democrazie, nel XX secolo, sono state minacciate nella loro esistenza da due nemici totalitari, decisi, per dottrina e per interesse, a farle sparire: il nazismo e il comunismo. Sono riuscite a sbarazzarsi del primo, a costo di una guerra mondiale. Il secondo invece resiste ancora, anzi, dal 1945, non cessa di aumentare la sua potenza e di ampliare il suo impero. Ora, la sinistra ha comunque imposto il mito bizzarro che i due totalitarismi siano rimasti e rimangano ugualmente attivi, ugualmente presenti, ugualmente pericolosi, e che sia quindi un dovere non attaccare o criticare mai l&#8217;uno senza rendersela anche con l&#8217;alto. E anche questa parit\u00e0 di trattamento e questa rigorosa equivalenza fra un totalitarismo che o esiste pi\u00f9 e u totalitarismo che esiste ancora rappresentano una posizione considerata come gi\u00e0 orientata verso destra. \u00c8 questo il limite che non va superato nell&#8217;ostilit\u00e0 verso il comunismo, altrimenti si incorre nel sospetto di esser fascisti o di simpatizzare per i &quot;totalitarismi di destra&quot;. Nei Paesi democratici, i comunisti, per ragioni evidenti, ma anche il grosso delle truppe della sinistra non comunista, per ragioni meno chiare, rifiutano o hanno rifiutato di vedere per lungo tempo un totalitarismo. Nella maggior parte del terzo mondo, \u00e8 ancora tale rifiuto che prevale. Secondo questa visione delle cose, in via d&#8217;estinzione a livello razionale ma sempre influente a livello irrazionale, il totalitarismo sussisterebbe solo nella sua versione fascista sostenuta e favorita dall&#8217;&quot;imperialismo&quot;, il quale non pu\u00f2 essere che americano. \u00c8 quindi il solo che occorra realmente combattere, includendo in questa battaglia una vigilanza nei confronti delle rinascite, ritenute incessanti o imminenti, del pericolo nazista nell&#8217;Europa dell&#8217;ovest. Se, a partire dal 1975 circa, una parte della sinistra si rassegna a parlare o a lasciar parlare di minaccia totalitaria comunista, questa tolleranza non deve giungere sino ad autorizzare la destra a fare altrettanto, dal momento che quest&#8217;ultima \u00e8 congenitamente sospetta di menzionare il comunismo solo per meglio passare sotto silenzio il fascismo. Solo la sinistra pu\u00f2 deplorare con tutte le garanzie morali gli orrori del comunismo. Avete diritto di parola solo se vi siete in precedenza crogiolati nell&#8217;elogio di Mao, di Fidel castro o dei Khmer rossi. O, per lo meno, nessuna denuncia del comunismo, se viene dal campo liberale, pu\u00f2 passare la dogana ideologia della sinistra se non \u00e8 accompagnata da un&#8217;identica dose di denuncia d&#8217;un misfatto fascista. Uno scrittore polacco che vive a Parigi, Piotr Rawicz, mi ha raccontato verso la met\u00e0 degli anni &#8217;70 di aver consegnato a un giornale un articolo su diversi libri che trattavano di comunismo e nazismo. Nel concludere la sua recensione, aveva scritto: &quot;Ad ogni modo, il nazismo conserva ai miei occhi una grande superiorit\u00e0 sul comunismo, quella di essere scomparso nel 1945&quot;. Quando apr\u00ec il giornale per leggere il so articolo stampato, not\u00f2 che quest&#8217;ultima frase era stata soppressa. Si sente la necessit\u00e0 che il nazismo non sia sparito&#8230;.\u00bb<\/em><\/p>\n<p>Non condividiamo tutto di questa riflessione; e, in modo particolare, neghiamo recisamente che si possa equiparare il fascismo al nazismo, come se i due termini siano addirittura intercambiabili. Ma l&#8217;impalcatura del ragionamento rimane, ed \u00e8 solida. La cultura dominante di sinistra &#8212; anche oggi, dopo che il Muro di Berlino \u00e8 crollato da ventisei anni &#8212; impera, e seguita a ricattare, pi\u00f9 che mai&#8230;<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Allorch\u00e9 i negri di Zanzibar, nel 1964, diedero la caccia agli arabi e ne massacrano alcune migliaia, cos\u00ec, senza alcuna ragione valida, tranne il fatto che<span class=\"excerpt-hellip\"> [\u2026]<\/span><\/p>\n","protected":false},"author":2,"featured_media":30184,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"_jetpack_memberships_contains_paid_content":false,"footnotes":""},"categories":[10],"tags":[86,133],"class_list":["post-25494","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-storia-contemporanea","tag-adolf-hitler","tag-europa"],"jetpack_featured_media_url":"https:../../../../fides-et-ratio.it/wp-content/uploads/2023/10/categoria-storia-contemporanea.jpg","jetpack_sharing_enabled":true,"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/25494","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/users\/2"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/comments@post=25494"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/25494\/revisions"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/media\/30184"}],"wp:attachment":[{"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/media@parent=25494"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/categories@post=25494"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/tags@post=25494"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}