{"id":25492,"date":"2009-01-23T07:26:00","date_gmt":"2009-01-23T07:26:00","guid":{"rendered":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/2009\/01\/23\/il-grande-inquisitore-e-luomo-che-vuol-strappare-il-mondo-dalle-mani-di-dio-per-farlo-migliore\/"},"modified":"2009-01-23T07:26:00","modified_gmt":"2009-01-23T07:26:00","slug":"il-grande-inquisitore-e-luomo-che-vuol-strappare-il-mondo-dalle-mani-di-dio-per-farlo-migliore","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/2009\/01\/23\/il-grande-inquisitore-e-luomo-che-vuol-strappare-il-mondo-dalle-mani-di-dio-per-farlo-migliore\/","title":{"rendered":"Il Grande Inquisitore \u00e8 l&#8217;uomo che vuol strappare il mondo dalle mani di Dio per farlo migliore"},"content":{"rendered":"<p>La leggenda del Grande Inquisitore \u00e8 una sorta di romanzo nel romanzo all&#8217;interno del capolavoro di F\u00ebdor Dostojevskij \u00abI fratelli Karamazov\u00bb (pubblicato nel 1879-80), l&#8217;ultima opera e quasi il testamento spirituale del grande scrittore russo.<\/p>\n<p>Una sera, dopo aver cenato insieme in una trattoria e dopo un lungo, affettuoso colloquio fra Al\u00eb\u0161a e Iv\u00e0n Karamazov &#8211; i quali, fino a quel momento, si erano quasi evitati &#8211; il secondo espone al primo le ragioni del suo atteggiamento di anarchico rifiuto dell&#8217;assurdit\u00e0 della vita. Al\u00eb\u0161a, allora &#8211; che ha studiato in seminario ed \u00e8 uscito nel mondo, su richiesta del suo venerato &quot;staretz&quot;, Zosima, per prendersi cura della propria famiglia, portata dagli odi reciproci sull&#8217;orlo della tragedia &#8211; gli ricorda che Dio pu\u00f2 rendere ragione di quella apparente assurdit\u00e0 e che ha fornito agli uomini una risposta e una giustificazione per mezzo di suo figlio, Ges\u00f9 Cristo.<\/p>\n<p>Iv\u00e0n, allora, per tutta risposta gli racconta il contento di un testo letterario che pensa di scrivere, \u00abLa leggenda del Grande Inquisitore\u00bb, di cui diamo qui un breve riassunto.<\/p>\n<p>Un giorno, a Siviglia, ai tempi in cui pi\u00f9 incrudelisce la Santa Inquisizione, Ges\u00f9 torna sulla Terra per vedere che ne \u00e8 stato del suo divino messaggio di pace e di amore fra gli esseri umani. Una folla si forma intorno a lui; egli la ammaestra, la consola, opera delle guarigioni miracolose: ben presto la voce si sparge.<\/p>\n<p>In quel momento sopraggiunge il Grande Inquisitore, un vecchio di quasi novant&#8217;anni, magro, ascetico e temutissimo. In un attimo la folla si disperde e le guardie afferrano Ges\u00f9, portandolo nelle carceri, in attesa di essere bruciato sul rogo, l&#8217;indomani, come eretico. Quella sera stessa il vecchio si presenta al carcerato e gli domanda cosa sia venuto a fare tra gli uomini, perch\u00e9 sia venuto a turbarli. Ges\u00f9 gli risponde con un sorriso d&#8217;infinita mansuetudine; allora, l&#8217;Inquisitore gli ordina di tacere e risponde al suo posto.<\/p>\n<p>Egli sa chi \u00e8 il suo prigioniero, lo ha compreso fin dal primo istante; ma ha deciso che lo mander\u00e0 al rogo, perch\u00e9 gli uomini non potrebbero tollerare la verit\u00e0 del suo ritorno. \u00c8 vero, del suo divino messaggio resta ormai ben poco sulla Terra: ma questo \u00e8 accaduto perch\u00e9 si trattava di un messaggio troppo sublime per la stragrande maggioranza degli esseri umani, impossibilitati a seguirlo. Perci\u00f2 alcuni uomini forti, come lui, hanno deciso di venire a un compromesso col mondo e, lasciando sussistere le forme esteriori del cristianesimo, si sono scientemente ed eroicamente votati a Satana, in cambio della pace per l&#8217;umanit\u00e0.<\/p>\n<p>A prezzo del loro sacrificio, gli uomini hanno potuto cos\u00ec convivere con una religione su misura per essi, indulgente verso le loro infinite debolezze; e hanno trovato, se non la felicit\u00e0, per lo meno una forma accettabile di esistenza, lasciandosi guidare dall&#8217;autorit\u00e0 ecclesiastica. Ma adesso la venuta di Ges\u00f9 rischia di mandare in pezzi le loro certezze e la loro serenit\u00e0; per questo \u00e8 necessario che egli muoia una seconda volta.<\/p>\n<p>A queste parole, Cristo non risponde nulla: gli si avvicina e, con un sorriso di amore infinito, lo bacia delicatamente sulle labbra esangui di novantenne. L&#8217;Inquisitore si sente commosso fino in fondo all&#8217;anima da quel bacio e gli apre le porte della prigione, ordinandogli di allontanarsi e di non farsi vedere mai pi\u00f9. Ges\u00f9 si allontana silenzioso nella notte di Siviglia e scompare nell&#8217;ombra; e il vecchio, bench\u00e9 quel bacio gli bruci in cuore, non cambia idea, ma persiste nella risoluzione di pconservare su di s\u00e9 il peso del grande inganno, a beneficio degli uomini.<\/p>\n<p>Ora, l&#8217;interpretazione convenzionale della leggenda \u00e8 che Dostojevskij abbia voluto descrivere il contrasto e l&#8217;abisso che si \u00e8 prodotto, nella storia, fra il messaggio genuino di Ges\u00f9 e l&#8217;edificio eretto dalla cristianit\u00e0, ossia la Chiesa, e particolarmente la Chiesa cattolica. Si tratta, per\u00f2, di una interpretazione piuttosto banale.<\/p>\n<p>Molti elementi fanno pensare che Dostojevskij &#8211; che pure annoverava la Chiesa cattolica fra i grandi nemici del cristianesimo autentico, assieme al razionalismo occidentale e al socialismo (quest&#8217;ultimo gi\u00e0 preso a bersaglio nel romanzo \u00abI demoni\u00bb) attribuisse alla Leggenda del Grande Inquisitore un significato centrale nel proprio pensiero, tanto \u00e8 vero che lo ha posto giusto al centro de \u00abI fratelli Karamazov\u00bb, scelta che non pu\u00f2 essere considerata casuale. Inoltre, significativi indizi fanno pensare che essa sia la chiave di volta per interpretare il complesso e ambiguo personaggio di Iv\u00e0n Karamazov, nel quale si rispecchia anche una parte delle convinzioni e dei sentimenti dello stesso Autore.<\/p>\n<p>Una delle letture pi\u00f9 interessanti ed acute di quel testo letterario \u00e8 stata avanzata, nella seconda met\u00e0 del Novecento, dal filosofo cattolico Romano Guardini, un pensatore tuttora non adeguatamente conosciuto dal grande pubblico, e del quale abbiamo gi\u00e0 avuto modo di occuparci (cfr. F. Lamendola, \u00abLa riflessione sul potere nel pensiero di Romano Guardini\u00bb, consultabile sempre sul sito di Arianna Editrice).<\/p>\n<p>Scrive, dunque, Romano Guardini nel suo libro \u00abIl mondo religioso di Dostojevskij\u00bb (titolo originale: \u00abReligi\u00f6se Gestalten in Dostojewskij Werk\u00bb, traduzione italiana di Maria Luisa Rossi, Brescia, Morcelliana Eitrice, 1951, pp. 118-124 <em>passim<\/em>):<\/p>\n<p>\u00abIn questa figura di Cristo il fatto cristiano \u00e8 sentito come un&#8217;esigenza di responsabilit\u00e0 totale e, insieme, come qualcosa di assolutamente fuor del comune. Questo cristianesimo non ha rapporti con la zona intermedia ove vive l&#8217;uomo e si svolge la sua esistenza quotidiana. Non che si voglia fare un&#8217;apologia della mediocrit\u00e0. Come potremmo amare Dostojevskij e dimenticare che l&#8217;esistenza umana partecipa delle altezze e delle profondit\u00e0 e che perci\u00f2 la sua regione intermedia ne \u00e8, nello stesso tempo, determinata e minacciata? Ma altezza e profondit\u00e0 pura sono valori limite e vita non pu\u00f2 esservi senza quella sfera mediana dove tuttavia si \u00e8 continuamente sollecitati a decidersi per l&#8217;una o per l&#8217;altra. Una vita priva di questa zona intermedia diventa irreale poich\u00e9 qui \u00e8 il luogo dell&#8217;attuazione pratica, qui il teatro e l&#8217;officina dell&#8217;esistenza. Quelle decisioni alle quali siamo sollecitati debbono tradursi qui in realt\u00e0 effettiva al fine di mostrarsi valide.<\/p>\n<p>Essa \u00e8 comunque la sfera dell&#8217;attuazione in senso stretto dove ha il suo fondamento tutto ci\u00f2 che noi chiamiamo misura, disciplina, ordine, salute, stabilit\u00e0, tradizione &#8211; valori decisivi che possono sembrare proprio di una concezione severa e talvolta angusta della vita ma pure sono il fondamento della seriet\u00e0 dell&#8217;esistenza, di tutto ci\u00f2 che intendiamo per &quot;carattere&quot;. Forse l&#8217;obiezione pi\u00f9 forte che si possa muovere al quadro che Dostojevskij ci d\u00e0 dell&#8217;esistenza umana \u00e8 che vi manca appunto quella zona di mezzo. Per accorgersene basta osservare come i personaggi dei suoi romanzi tutto facciano tranne una sola cosa: lavorare. Il lavoro significa per noi in questo caso tutta l&#8217;esistenza quotidiana con le sue tribolazioni, le sue responsabilit\u00e0 e la sua dignit\u00e0.<\/p>\n<p>Questa sfera di mezzo comprende anche la realt\u00e0 storica come luogo dove non solo si affrontano rischi e sofferenze ma si pongono anche le basi di un&#8217;esistenza umana durevole. Qui le idee si convertono in forze, gli impulsi in istituzioni, le convinzioni in ordinamenti e leggi. Qui la responsabilit\u00e0 \u00e8 guida alle azioni, se ne accettano le conseguenze e la realt\u00e0 \u00e8 virilmente affrontata.<\/p>\n<p>Cos\u00ec questo dominio costituisce anche un aspetto fondamentale del fatto cristiano come realt\u00e0 storica: la Chiesa. Essa \u00e8 per natura Chiesta di tutti, non solo degli eletti. Chiesa dell&#8217;esistenza quotidiana, non soltanto delle ore eroiche. Anch&#8217;essa, come l&#8217;uomo., \u00e8 ordinata, a partire da una zona mediana, sia all&#8217;altezza che ala profondit\u00e0 ed \u00e8 perci\u00f2 espressione non soltanto di due campi limite ma anche ed essenzialmente delle possibilit\u00e0 medie del fatto cristiano.<\/p>\n<p>Il cristianesimo della leggenda, invece, non ha alcun rapporto con questa sfera mediana e questo lo rende irreale.<\/p>\n<p>Nello stesso tempo e per la stessa ragione s&#8217;introduce qui una forma di ribellione molto sottile che consiste nell&#8217;ammettere solo un cristianesimo &quot;puro&quot;. Identificare, infatti, il &quot;fatto&quot; cristiano con l&#8217;ideale cristiano, respingere le gradazioni, le approssimazioni, il &quot;meglio&quot;, significa in fondo ribellarsi a Dio, che \u00e8 il Dio dell&#8217;amore e dell&#8217;umilt\u00e0, ossia, in questo caso, della realt\u00e0.<\/p>\n<p>Di qui posiamo spingere lo sguardo pi\u00f9 in fondo. Basta aprirsi un poco allo spirito e alla figura di Cristo come egli appare e parla a noi nel Nuovo Testamento per accorgersi com&#8217;egli sia ordinato a un determinato piano: quello della creazione. In quanto opera di Dio essa \u00e8 detta buona; egli la giudica e la condanna soltanto nel suo peccato, come corruzione della realt\u00e0 originaria. E l&#8217;invito alla penitenza \u00e8 precisamente esortazione a trasformare il mondo reale. La creazione rimane il piano di riferimento della rivelazione &#8211; come non pu\u00f2 essere diversamente se p vero che il mondo \u00e8 stato creato dal Logos e proprio questo Logos si \u00e8 fatto uomo per riscattarlo.<\/p>\n<p>Il mondo non pu\u00f2 certamente esser considerato esclusivamente per se stesso. Esso ha un valore solo in quanto Dio l&#8217;ha creato per i propri fini e perci\u00f2 si trova veramente compiuto solo nella Sua grazia. Ma in questo senso esso \u00e8 davvero qualcosa e, anche, di molto significativo. Neppure dopo il peccato il mondo ha cessato di essere creatura di Dio. Non \u00e8 divenuto il nulla, un non-senso, e nemmeno il &quot;peccato&quot; in se stesso. Cos\u00ec parla solo una tormentata coscienza nordica. Ma secondo una concezione cristiana dei valori, la creazione \u00e8 &quot;giudicata&quot;, non respinta. Essa non \u00e8 il nulla e nemmeno semplicemente il male, col quale ci\u00f2 che viene da Dio non potrebbe esser posto che in un rapporto paradossale. Sebbene corrotto, il mondo rimane opera Sua., causa e fine della redenzione. Tutti i valori cristiani debbono esser compresi in rapporto alla creazione. Essi ci esortano alla vita della &quot;nuova creatura&quot; ma presuppongono come punto di partenza la vecchia creazione, cos\u00ec come l&#8217;origine divina di questa \u00e8 il piano di riferimento mai abbandonato della nuova.<\/p>\n<p>Perci\u00f2 l&#8217;ubbidienza di Cristo al Padre non \u00e8 tanto di chi si lascia sacrificare per un mondo scivolato nell&#8217;assurdo, ma piuttosto l&#8217;ubbidienza glorificante del Verbo incarnato che ha assunto nel corpo e nell&#8217;anima il vecchio mondo del Padre e lo inserisce nella nuova creazione.<\/p>\n<p>Il Cristo del Grande Inquisitore, invece, non ha questo rapporto col mondo. Non sta in alcun rapporto essenziale al Padre Creatore. Non pu\u00f2 farci credere di essere il Verbo in cui il mondo \u00e8 stato creato e la cui incarnazione dovr\u00e0 ora rigenerarlo trasformandolo. Questo Cristo non sta col mondo reale in quel santo rapporto d&#8217;amore che lo purifica e lo rinnova; la sua \u00e8 soltanto compassione che invita a uscire dal mondo.<\/p>\n<p>\u00c8 un Cristo distaccato. Un Cristo che esiste solo per s\u00e9,. Egli non viene al mondo dal Padre e non va dal mondo al Padre. Non ama il mondo cos\u00ec com&#8217;esso \u00e8 fatto e non lo riconduce veramente &quot;a casa&quot;. Non \u00e8 inviato e non \u00e8 redentore. Non \u00e8 mediatore fra il vero Padre celeste e il vero uomo. Quale sia il suo vero posto in realt\u00e0 non si vede. Egli ci tocca, ma per lasciarci nell&#8217;incertezza. Il turbamento che suscita in noi ci rende perplessi e toglie in ultimo ogni speranza. (&#8230;)<\/p>\n<p>Qual \u00e8 dunque la &quot;variazione&quot; che il Grande Inquisitore vuole introdurre nel messaggio del Cristo del poema? Questa: egli fa valere l&#8217;uomo della realt\u00e0, con i suoi limiti e le sue debolezze, l&#8217;uomo della mediocrit\u00e0 insomma. Ma tutto questo \u00e8 posto poi come assoluto e in tal modo profondamente falsato. In luogo del giusto mezzo cristiano ne vediamo la caricatura insieme banale e diabolica e al termine di questo processo appare la maschera terrificante dell&#8217;uomo della massa. Questa \u00e8 certamente opera anticristiana, satanica. Ma Satana non pu\u00f2 falsare nulla che non sia, almeno in origine, vero, in questo caso l&#8217;elemento che manca al cristianesimo della legenda., Esso \u00e8 irreale e irreale \u00e8 l&#8217;uomo a cui si rivolge. Il Grande Inquisitore, dunque, ristabilisce il diseredato nei suoi diritti. Riconosce che l&#8217;uomo \u00e8 quello che \u00e8 e gli d\u00e0 un segno d&#8217;amore affermando che l&#8217;esigenza cristiana deve partire da quello che l&#8217;uomo \u00e8, non da ci\u00f2 che dovrebbe essere. Egli ha pazienza. Conosce il significato dell&#8217;ubbidienza, il valore costruttivo dei fattori dell&#8217;ordine e della realt\u00e0. E solo perch\u00e9 sa intervenire con tanta efficacia in aiuto di un&#8217;umanit\u00e0 misconosciuta, riesce poi a corromperla cos\u00ec profondamente e a farne il sistema demoniaco del suo mondo.<\/p>\n<p>Tornando ora a Iv\u00e0n, che cosa pu\u00f2 spingerlo a darci una simile immagine del Cristo? Questo, che egli pure si trova in un falso rapporto col mondo.<\/p>\n<p>Lo tormenta una profonda ma negativa compassione della miseria umana. Essa \u00e8 tutta istintiva, non purificata e mossa da un principio etico. E non vi pu\u00f2 esser dubbio sulla natura di questa compassione appena si ascolti Iv\u00e0n parlare della sofferenza dei bambini, del ragazzo fatto sbranare dai cani sotto gli occhi della madre, della bambina seviziata dai genitori sadici. Mi si perdoni se parlo chiaro, ma la leggenda ha le sue origini proprio qui. Leggiamo ad esempio la descrizione dei turchi che accarezzano il bimbo in braccio alla mamma per indurlo a sorridere e a questo punto gli sfracellano la testolina con un colpo di pistola. Egli si affretta poi ad aggiungere che i turchi &quot;amano molto i dolci&quot;. Compassione, dunque, istintiva e morbosa. Di qui anche la fremente curiosit\u00e0 con cui egli guarda alle sofferenze del mondo, il tormento di non saper rinunciare a immergervisi sempre di nuovo.\u00bb<\/p>\n<p>La conclusione \u00e8 chiara: Iv\u00e0n &#8211; come lo saranno, quasi un secolo dopo, gli esistenzialisti &#8211; \u00e8 profondamente convinto che il mondo sia assurdo; e &#8211; proprio come gli esistenzialisti &#8211; si ribella ad un Dio che permette questa assurdit\u00e0, che tollera le mostruose crudelt\u00e0 di cui l&#8217;uomo \u00e8 capace di macchiarsi contro i propri simili (cfr. il nostro precedente saggio \u00abAlbert Camus: l&#8217;uomo in rivolta\u00bb, anch&#8217;esso consultabile sul sito di Arianna Editrice).<\/p>\n<p>Questo \u00e8 il motivo per cui Iv\u00e0n, per adoperare la sua espressione, \u00abrestituisce il biglietto d&#8217;ingresso\u00bb nel mondo di Dio e preferisce strappare a Dio la creazione dalle mani, per dargli un ordine diverso e migliore. Questo \u00e8 ci\u00f2 che fa il Grande Inquisitore: ritenendo troppo imperfetta la creazione divina, egli vuole rifarla in maniera pi\u00f9 acconcia alle esigenze dell&#8217;uomo medio, dell&#8217;uomo-massa, che ha fame e sete non di verit\u00e0 e di amore illimitato, ma di stabilit\u00e0, di sicurezza, di certezze che siano alla sua portata: semplici e terra terra.<\/p>\n<p>Pure, nel Grande Inquisitore si riflette il rapporto falsato col mondo di Iv\u00e0n &#8211; e, controluce, dello stesso Dostojevskij: falsato dal fatto che il mondo non \u00e8 amato e accettato per quello che \u00e8, e sia pure come punto di partenza per la sua redenzione a partire dalla conversione dell&#8217;uomo; ma che \u00e8 considerato il male assoluto e, al tempo stesso &#8211; paradossalmente, ma non troppo &#8211; segretamente amato proprio <em>per<\/em> quella componente di male e non <em>a dispetto<\/em> di quella componente di male, che lo sfigura e lo deturpa.<\/p>\n<p>Vi \u00e8, dunque, nella morbosa sensibilit\u00e0 di Iv\u00e0n-Dostojevskij, una segreta componente di attrazione e perfino di compiacimento; e il tentativo di \u00abdepurare\u00bb il cristianesimo, assumendolo in una purezza astorica e atemporale, non \u00e8 che il rovescio della medaglia di questo falso rapporto col mondo. Guardini vede poi nella frase pronunciata da Iv\u00e0n nel momento culminante del processo a Dimitrij per l&#8217;uccisione del loro padre, F\u00ebdor Pavlovi\u010d, la prova (che anticipa le analoghe teorie della psicanalisi freudiana) che con l&#8217;odio per il mondo di lui \u00e8 intrecciato indissolubilmente l&#8217;odio per colui che l&#8217;ha fatto, dunque per Dio.<\/p>\n<p>Il dramma di Iv\u00e0n Karamazov \u00e8, allora, il dramma di una rivolta contro Dio, in nome di un mondo nuovo e migliore, dal quale siano aboliti per sempre &#8211; in una rigenerazione irrealistica ed illusoria &#8211; il male e il dolore; e, in questo senso &#8211; aggiungiamo noi &#8211; Iv\u00e0n \u00e8 anche l&#8217;archetipo di tutti quei filosofi e quegli uomini politici che hanno voluto costruire il paradiso in terra abolendo il vecchio mondo e sostituendosi a un Dio che aveva sbagliato i suoi calcoli &#8211; salvo pi creare essi stessi, l&#8217;uno dopo l&#8217;altro, degli autentici Inferni.<\/p>\n<p>Che dire di questa interpretazione della Leggenda del Grande Inquisitore da parte di Romano Guardini?<br \/>\nCi sembra che essa abbia sostanzialmente colto nel segno, offrendo, al tempo stesso, una fondamentale chiave di lettura dell&#8217;intera opera dello scrittore russo, oltre che di quel grandioso romanzo cui egli ha affidato il suo testamento spirituale, le sue angosce, gli abissi di perdizione nei quali ha osato rivolgere lo sguardo, ma anche i nuovi cieli che si \u00e8 sforzato di intravedere e i liberi orizzonti di speranza che si ha cercato di indicare all&#8217;uomo moderno, nel momento della massima confusione del massimo smarrimento.<\/p>\n<p>Il Cristo della &quot;leggenda&quot; \u00e8 un Cristo che desta ammirazione e che commuove, ma che non convince, perch\u00e9 non si pone in un rapporto essenziale n\u00e9 col Padre, n\u00e9 col mondo; e il Grande Inquisitore non \u00e8 che la maschera di un orgoglio smisurato, diabolico, di cui si veste l&#8217;uomo moderno dietro il pretesto di una ingannevole compassione per il male e l&#8217;ingiustizia presenti nel mondo.<\/p>\n<p>Dobbiamo a questo punto rinviare il lettore a quanto gi\u00e0 dicemmo in alcuni scritti precedenti, e particolarmente in \u00abIl mistero del Male \u00e8 essenzialmente il mistero della sua trasformazione nel Bene\u00bb e \u00abLa sofferenza \u00e8 una parte essenziale della vita o qualcosa che bisogna puntare a eliminare?\u00bb, sempre sul sito di Arianna). Coloro i quali si propongono di eliminare il male dal mondo, ritenendo intollerabile la sua imperfezione, muovono dall&#8217;implicita prospettiva di volersi sostituire a Dio e finiscono per lasciarci trasportare da forze demoniache, tanto pi\u00f9 insidiose quanto pi\u00f9, in apparenza, le loro motivazioni sono nobili e altruistiche.<\/p>\n<p>\u00c8 sempre l&#8217;antica tentazione di volersi sostituire a Dio in none di una \u00abgiustizia\u00bb e di una \u00abfelicit\u00e0\u00bb tutte umane e immanenti; la tentazione che Ges\u00f9 stesso dovette affrontare nel deserto, da parte del grande Tentatore, e che respinse con estrema fermezza.<\/p>\n<p>Una tentazione che, spesso, gli uomini non sanno respingere, perch\u00e9 non la sanno riconoscere; con quali esiti funesti per se stessi e i propri simili, tutta la storia del XX secolo sta a mostrarlo chiaramente: n\u00e9 quella del secolo presente sembra essere incominciata, purtroppo, sotto migliori auspici.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>La leggenda del Grande Inquisitore \u00e8 una sorta di romanzo nel romanzo all&#8217;interno del capolavoro di F\u00ebdor Dostojevskij \u00abI fratelli Karamazov\u00bb (pubblicato nel 1879-80), l&#8217;ultima opera<span class=\"excerpt-hellip\"> [\u2026]<\/span><\/p>\n","protected":false},"author":2,"featured_media":30163,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"_jetpack_memberships_contains_paid_content":false,"footnotes":""},"categories":[25],"tags":[157],"class_list":["post-25492","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-letteratura","tag-gesu-cristo"],"jetpack_featured_media_url":"https:../../../../fides-et-ratio.it/wp-content/uploads/2023/10/categoria-letteratura.jpg","jetpack_sharing_enabled":true,"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/25492","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/users\/2"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/comments@post=25492"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/25492\/revisions"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/media\/30163"}],"wp:attachment":[{"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/media@parent=25492"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/categories@post=25492"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/tags@post=25492"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}