{"id":25489,"date":"2011-10-12T02:28:00","date_gmt":"2011-10-12T02:28:00","guid":{"rendered":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/2011\/10\/12\/la-ricerca-faticosa-e-drammatica-del-santo-graal-si-e-risolta-in-un-fallimento\/"},"modified":"2011-10-12T02:28:00","modified_gmt":"2011-10-12T02:28:00","slug":"la-ricerca-faticosa-e-drammatica-del-santo-graal-si-e-risolta-in-un-fallimento","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/2011\/10\/12\/la-ricerca-faticosa-e-drammatica-del-santo-graal-si-e-risolta-in-un-fallimento\/","title":{"rendered":"La ricerca faticosa e drammatica del Santo Graal si \u00e8 risolta in un fallimento?"},"content":{"rendered":"<p>Studiare la storia del Medioevo, o anche soltanto la letteratura medievale, senza confrontarsi con il tema del Graal, anzi della Ricerca del Santo Graal, \u00e8 cosa impossibile: sarebbe come affrontare lo studio del mondo greco senza nulla sapere dei Misteri, o come studiare la civilt\u00e0 dell&#8217;antico Egitto senza aver mai neanche sfogliato il \u00abLibro dei morti\u00bb.<\/p>\n<p>Eppure \u00e8 precisamente questo che si fa nelle nostre scuole, nei nostri licei e nelle nostre universit\u00e0; salvo rare eccezioni, n\u00e9 i libri di testo, n\u00e9 i professori, si soffermano a parlare di questo aspetto fondamentale della civilt\u00e0 medievale; \u00e8 possibile, quindi, anzi \u00e8 quasi la regola, che uno studente delle superiori giunga al diploma, o che uno studente universitario giunga alla laurea, magari in Storia o in Lettere, senza aver minimamente approfondito il tema del Graal e perfino senza essersi mai imbattuto in esso, neppure in maniera casuale.<\/p>\n<p>Ma che cos&#8217;\u00e8 il Medioevo, senza l&#8217;idea del Graal? Un guscio vuoto, una forma senza sostanza, un contenitore senza contenuto.<\/p>\n<p>Questa situazione, assolutamente paradossale, non \u00e8 per nulla dovuta al caso o ad una non meglio precisabile fatalit\u00e0, ma \u00e8 il risultato di una politica cultura ben precisa, che discende, a sua volta, da un vieto pregiudizio ideologico della modernit\u00e0: il pregiudizio illuminista, secondo il quale ci\u00f2 che non \u00e8 riducibile alle categorie della conoscenza scientifico-matematica non \u00e8 degno di indagine o, addirittura, non esiste, ma \u00e8 frutto d&#8217;ignoranza e di superstizione.<\/p>\n<p>Di pi\u00f9: la modernit\u00e0, a partire dal razionalismo del XVII e XVIII secolo, e poi con l&#8217;impressionante diffondersi e ramificarsi della Massoneria e di altre similari societ\u00e0 segrete, si caratterizza sempre pi\u00f9 come radicalmente laicista, secolarizzata e anticristiana: il suo progetto, giunto ormai a tre quarti dell&#8217;opera, \u00e8 quello di sradicare dalla coscienza delle persone il sentimento religioso in quanto tale, non con i metodi brutali della Francia rivoluzionaria o dell&#8217;Unione Sovietica staliniana, ma con quelli, suadenti e striscianti, dell&#8217;indottrinamento ideologico spacciato per evidenza scientifica, della denigrazione e della derisione sistematica della sfera del sacro, del ricatto intellettuale in base al quale ogni forma di fede o credenza nel soprannaturale sarebbe indegna di una persona intelligente, colta ed evoluta.<\/p>\n<p>Tutt&#8217;al pi\u00f9, i programmi scolastici ed i corsi di studio universitari riservano qualche spazio a Chr\u00e9tien de Troyes e al romanzo cortese-cavalleresco, quindi sfiorano incidentalmente il tema del Graal; ma lo fanno in maniera estemporanea, tanto che la stragrande maggioranza degli studenti ricava l&#8217;impressione che i Cavalieri della Tavola Rotonda se ne andassero per il mondo, genericamente, in cerca di &quot;avventure&quot; e di amori, attribuendo alla parola &quot;avventura&quot; il senso, laico e profano, che essa ha nella cultura odierna e non certo nell&#8217;accezione spirituale e trascendente che aveva nel contesto della cultura cavalleresca.<\/p>\n<p>Non c&#8217;\u00e8 da stupirsene, del resto, se \u00e8 vero &#8211; come \u00e8 vero &#8211; che tutta la filosofia del Medioevo viene sbrigata, il pi\u00f9 delle volte, in poche lezioni frettolose, in cui si fa, s\u00ec e no, il nome di San Tommaso d&#8217;Aquino; mentre spesso si parla della lirica provenzale senza nemmeno nominare il Catarismo, oppure dell&#8217;arte medievale, e specialmente della pittura, dando a intendere che, prima di Giotto, ci fosse, pi\u00f9 o meno, il vuoto.<\/p>\n<p>E invece no: se si vuol comprendere qualcosa dello spirito cavalleresco, della sensibilit\u00e0 medievale rispetto alla trascendenza, bisogna fare i conti con il mistero del Graal: un mistero, certo; e il fatto che nessuno possa affermare con certezza nemmeno se si tratti di un oggetto materiale (la coppa in cui Giuseppe d&#8217;Arimatea conserv\u00f2 il vino dell&#8217;Ultima Cena, o il sangue di Cristo dopo la deposizione dalla croce, oppure la lancia del centurione Longino o ancora, magari, la Sacra Sindone) o se non si tratti, invece, di un bene immateriale (e anche qui le ipotesi sono numerose e vanno dalla discendenza reale dei Merovingi alla raccolta di una sapienza occulta, gnostica e templare, eretica rispetto alle posizioni della Chiesa cattolica) non fa che rafforzare il pregiudizio scientista, secondo il quale non vale la pena di sprecare tempo ed energie per indagare su un qualcosa che neppure i contemporanei sapevano dire con certezza cosa fosse.<\/p>\n<p>Sfugge, alla rozza mentalit\u00e0 scientista e neopositivista, che proprio questa indeterminatezza, proprio questa &quot;indicibilit\u00e0&quot;, sono parte costitutiva ed essenziale del mito del Graal; che proprio esse ne rendevano la Ricerca una impresa non solo umana, ma trascendente, ossia sconfinante dall&#8217;ordine naturale all&#8217;ordine soprannaturale; e che proprio esse esprimessero pienamente l&#8217;atteggiamento dell&#8217;uomo medievale nei confronti del reale, che non era razionalista (bench\u00e9 la filosofia medievale abbia conosciuto ANCHE le sottili raffinatezze dialettiche del razionalismo), ma pervaso di simbolismo e, quindi, fondamentalmente allegorico.<\/p>\n<p>Per l&#8217;uomo medievale, e ancor pi\u00f9 per l&#8217;esponente della cultura cavalleresca, la realt\u00e0 vera non \u00e8 quella che appare ai sensi, n\u00e9 quella che pu\u00f2 essere indagata, quantificata, vagliata e soppesata attraverso l&#8217;analisi scientifico-matematica; ma quella che si trova nascosta dietro le apparenze del mondo materiale, celata tra le pieghe di essa e che deve essere, appunto, decodificata, interpretata, riconosciuta, per mezzo dello studio dei simboli.<\/p>\n<p>Se non si fa capire questo ai nostri studenti, \u00e8 meglio risparmiar loro la fatica di leggere la \u00abDivina Commedia\u00bb di Dante, o di studiare il fenomeno del francescanesimo o, ancora, di andare alla scoperta del meraviglioso mondo della cattedrali gotiche: meglio lasciarli nell&#8217;ignoranza totale, piuttosto che fornir loro una mezza verit\u00e0, quella verit\u00e0 parziale che viene edulcorata e mutilata secondo il modello dei pregiudizi scientisti e materialisti oggi imperanti.<\/p>\n<p>E cos\u00ec come non si pu\u00f2 capire nulla del Medioevo se si fa astrazione dalla Ricerca del Graal, cos\u00ec non si pu\u00f2 comprendere il senso di quest&#8217;ultima se non si esce dall&#8217;otica utilitarista e pragmatista della societ\u00e0 contemporanea, secondo la quale hanno un senso solo le azioni che possono produrre un risultato tangibile e che possono tradursi in profitto, concreto e immediato, tale da risarcire il lavoro e la fatica che sono stati dispiegati nell&#8217;impresa.<\/p>\n<p>Nella prospettiva cavalleresca medievale, tutto, compreso l&#8217;amore (l&#8217;amore per la donna, l&#8217;amore sensuale non meno di quello spirituale) va giudicato secondo un metro completamente diverso: quel che conta non \u00e8 risultato, ma l&#8217;intenzione e, appunto, l&#8217;impegno e la fatica che sono stati profusi; il merito e la dedizione sono premio a se stessi. In ogni caso, la ricompensa non viene concepita prevalentemente in termini materiali: simile, in questo, all&#8217;uomo greco, che gareggia alle Olimpiadi per una semplice corona d&#8217;alloro, l&#8217;uomo medievale non cerca il potere e la ricchezza, ma la realizzazione delle sue istanze pi\u00f9 profonde, del suo autentico S\u00e9.<\/p>\n<p>Come facciamo a capire una cosa del genere, se non teniamo conto che il denaro, fin verso il XIII secolo, \u00e8 guardato con profonda diffidenza; che l&#8217;usura \u00e8 severamente condannata, perch\u00e9 il denaro non pu\u00f2 produrre altro denaro; e se non teniamo conto che una delle principali funzioni delle corporazioni era quella di combattere ed eliminare dalla produzione dal commercio ogni forma di concorrenza tra le botteghe, ogni forma di pubblicit\u00e0, mirando unicamente alla bont\u00e0 del prodotto e alla soddisfazione di una cosa ben fatta?<\/p>\n<p>Cos\u00ec John Matthews conclude la sua sintetica ma ben strutturata monografia \u00abIl Graal. La ricerca infinita\u00bb (titolo originale: \u00abThe Grail Tradition\u00bb, Element Books, 1992; traduzione italiana di Aldo Troisi, Milano, Xenia Edizioni, 1995, pp. 116-17):<\/p>\n<p>\u00ab&#8230; siamo partiti dal concetto che la Ricerca del Graal sia una necessit\u00e0: la liberazione della Terra Desolata e il risanamento del Re Ferito sono in realt\u00e0 simboli delle ferite della creazione stessa resa deserta dalla nostra incapacit\u00e0 di comprendere i piani divini. Ma dobbiamo essere in grado di considerarla anche in un altro modo: come non necessaria e neppure desiderabile. In questo modo \u00e8 possibile scorgere nelle storie aspetti nuovi che possono essere stati messi in ombra da una naturale reverenza per il tema della Ricerca. Perci\u00f2 non dimentichiamo che la Ricerca del Graal caus\u00f2 la morte di molti dei ricercatori, l&#8217;umiliazione di altri e che affrett\u00f2 la rovina della Compagnia della Tavola Rotonda dando ai suoi avversari l&#8217;occasione di occupare i posti vuoti della Tavola con propri seguaci e che la Ricerca fin\u00ec per spezzare personalit\u00e0 come Lancillotto e Galvano, che non furono pi\u00f9 in grado di resistere alla marea delle tenebre che li minacciava da ogni lato. Per tutti loro il Graal non fu affatto sorgente di bene.<\/p>\n<p>E ancora, la vittoria di Galahad fu semplicemente una apoteosi personale. Egli pot\u00e9 salire al Cielo, come dice Malory, &quot;con una gran moltitudine di angeli&quot;, mentre Perceval rimane a sostenere il peso della custodia del Graal e Bors ritorna alla sua antica vita quasi che non fosse accaduto nulla. E ancora, se Perceval veramente ritorna al castello del Graal per diventare il suo nuovo custode, in effetti la Ricerca non \u00e8 servita a nulla.<\/p>\n<p>Questo deve servire a mostrare i modi diversi in cui \u00e8 possibile considerare la ricerca del Graal e far capire come si possa imparare di pi\u00f9 da una commistione di atteggiamenti diversi.<\/p>\n<p>Certo possiamo dire che la ricerca costitu\u00ec un fallimento. Essa port\u00f2 la distruzione fra coloro che la praticarono e non fece nulla per il bene di pi\u00f9 che un ristretto gruppo di persone.<\/p>\n<p>Oppure possiamo considerare la cosa in un&#8217;altra prospettiva e tornare a dire: il Graal \u00e8 per tutti i tempi e scegliendo di non operare pi\u00f9 di un miracolo occasionale, lascia aperta la Ricerca, una sfida per tutti quelli che verranno poi. Ovviamente, preferiamo la seconda risposta. Ma, in ultima analisi, essa \u00e8 pi\u00f9 valida della prima? Il Graal \u00e8 un mistero, pochi vorranno negarlo. Esso \u00e8 l\u00e0 per essere indagato anche se elude la scoperta forse fino alla fine dei tempi. Vi \u00e8 un tempo giusto e un tempo sbagliato per andare alla ricerca del Graal. I tempi di Art\u00f9, l&#8217;et\u00e0 della tavola Rotonda, sia che la consideriamo una realt\u00e0 interiore un riflesso degli ideali ella cavalleria, era in realt\u00e0 un tempo sbagliato. Le apparizioni e le meraviglie della Ricerca sono messi in moto dai CERCATORI STESSI quanto dai poteri superiori che controllano il Graal. La loro esperienza e anche la loro sconfitta, se tale fu, non \u00e8 perduta. Da essa possiamo imparare quanto da ogni grande insegnamento spirituale. Come ogni impulso interiore- e il Graal anche se pu\u00f2 essere visto i altri modi \u00e8 certamente questo &#8212; ha un proprio scopo che noi non sempre siamo in gradi di riconoscere. Solo un aspetto di questo pu\u00f2 essere visto nell&#8217;energia TRASFORMATIVA del Graal, nella sua capacit\u00e0 di rendere ALTRE le cose. Nessuno che vada alla sua ricerca rimane immutato e anche se non aveva altro scopo che questo, esso sarebbe sufficiente per appagare la sua esistenza.\u00bb<\/p>\n<p>Per la mentalit\u00e0 moderna, dunque, tutto il mito del Graal non \u00e8 altro che un non senso, una completa assurdit\u00e0, una leggenda priva d&#8217;interesse o, tutt&#8217;al pi\u00f9, un dato curioso dal punto di vista antropologico e psicologico, quando non addirittura un esempio di psicopatologia, probabile effetto della repressione sociale, culturale, sessuale e religiosa.<\/p>\n<p>Per la mentalit\u00e0 moderna, andare alla ricerca di qualcosa che forse non esiste \u00e8 semplicemente follia, e consumarvi tutte le proprie energie e tutta la propria vita \u00e8 una forma di ottenebramento della ragione, dunque una odiosa superstizione; non c&#8217;\u00e8 da meravigliarsi, con tali presupposti, che si pretenda di riscrivere la storia della civilt\u00e0 medievale a partire dai nostri pregiudizi e che, in questa operazione di riscrittura, non ci sia posto per il mito del Graal.<\/p>\n<p>Si vorrebbe ridurre la spiritualit\u00e0 del Medioevo al livello di un manicomio di alienati, di fanatici, di cupi predicatori di penitenza e di macerazione, come hanno fatto e continuano a fare scrittori come Umberto Eco e registi cinematografici come Jean-Jacques Annaud; oppure, all&#8217;opposto, la si vorrebbe trasformare in una redditizia merce New Age, buona per incrementare riviste pseudo-culturali e programmi televisivi che vedono ovunque segreti templari, rituali gnostici, saperi esoterici e oscuri complotti del potere secolare e di quello ecclesiastico per soffocare pretese verit\u00e0 &quot;originarie&quot; del Cristianesimo primitivo, stile Dan Brown.<\/p>\n<p>Quanto alla domanda se la Ricerca del Santo Graal debba considerarsi un fallimento, dato che ha provocato morti e sofferenze, senza approdare ad un risultato certo e definitivo, &quot;spendibile&quot;, come oggi si usa dire (orribile neologismo) in termini quantitativi, crediamo che la risposta sia implicita nel discorso sin qui sviluppato: certo che no, perch\u00e9 quel che si vede \u00e8 solo una piccola parte del reale, la meno importante e, in ogni caso, quella caduca.<\/p>\n<p>La realt\u00e0 vera, che non \u00e8 di questa dimensione, non ha a che fare n\u00e9 con l&#8217;utile, n\u00e9 col risultato, con buona pace del Vangelo moderno e secolarizzato di Jeremy Bentham e di John Stuart Mill.<\/p>\n<p>E, nella dimensione della realt\u00e0 vera, ci\u00f2 che conta non \u00e8 il risultato tangibile, ma la ricerca stessa: il percorso dell&#8217;anima, solitario e appassionato, in direzione della Verit\u00e0.<\/p>\n<p>Per la cultura medievale, il mondo \u00e8 ferito dai peccati degli uomini, \u00e8 ridotto a una Terra Desolata che attende la sua redenzione: \u00e8 esattamente ci\u00f2 che Dante cerca di spiegare ai suoi lettori, fin dai primissimi versi del suo immortale poema.<\/p>\n<p>La Ricerca del Graal nasce, pertanto, da un atto di fondamentale umilt\u00e0 e di assoluta dedizione: \u00e8 il segno della volont\u00e0 dell&#8217;uomo di collaborare con Dio in tale progetto di redenzione; una collaborazione che richiede una abnegazione senza limiti e che, pur di ottenere il soccorso della Grazia divina, non teme fatiche, n\u00e9 dolori, n\u00e9 la morte stessa: perch\u00e9, come spiega San Francesco nel \u00abCantico delle creature\u00bb, quest&#8217;ultima non \u00e8 un male; ci\u00f2 che deve fare paura, invece, \u00e8 la &quot;morte secunda&quot;, ossia la morte dell&#8217;anima, che \u00e8 la morte della speranza e della fede nell&#8217;Amore riparatore di Dio.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Studiare la storia del Medioevo, o anche soltanto la letteratura medievale, senza confrontarsi con il tema del Graal, anzi della Ricerca del Santo Graal, \u00e8 cosa<span class=\"excerpt-hellip\"> [\u2026]<\/span><\/p>\n","protected":false},"author":2,"featured_media":30163,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"_jetpack_memberships_contains_paid_content":false,"footnotes":""},"categories":[25],"tags":[110],"class_list":["post-25489","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-letteratura","tag-civilta"],"jetpack_featured_media_url":"https:../../../../fides-et-ratio.it/wp-content/uploads/2023/10/categoria-letteratura.jpg","jetpack_sharing_enabled":true,"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/25489","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/users\/2"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/comments@post=25489"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/25489\/revisions"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/media\/30163"}],"wp:attachment":[{"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/media@parent=25489"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/categories@post=25489"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/tags@post=25489"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}