{"id":25480,"date":"2012-02-21T11:33:00","date_gmt":"2012-02-21T11:33:00","guid":{"rendered":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/2012\/02\/21\/la-grandezza-di-goethe-sta-nellaver-visto-lunita-essenziale-delluomo-e-del-cosmo\/"},"modified":"2012-02-21T11:33:00","modified_gmt":"2012-02-21T11:33:00","slug":"la-grandezza-di-goethe-sta-nellaver-visto-lunita-essenziale-delluomo-e-del-cosmo","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/2012\/02\/21\/la-grandezza-di-goethe-sta-nellaver-visto-lunita-essenziale-delluomo-e-del-cosmo\/","title":{"rendered":"La grandezza di Goethe sta nell\u2019aver visto l\u2019unit\u00e0 essenziale dell\u2019uomo e del cosmo"},"content":{"rendered":"<p>Per la cultura neopositivista e materialista oggi dominante, per lo scientismo oggi ovunque imperante, la vita religiosa non \u00e8 che una forma embrionale dell&#8217;interpretazione logica dell&#8217;universo; il balbettio inconsapevole di una umanit\u00e0 ancora bambina, che non sa vedere, n\u00e9 sa pensare, al di fuori delle categorie del mito e del simbolo ancestrale.<\/p>\n<p>Questa \u00e8 la concezione di Auguste Comte; e, sia pure con qualche leggero adattamento e con qualche sfumatura di differenza, si pu\u00f2 dire che rappresenti tuttora il punto di vista dell&#8217;establishment culturale, e specialmente di quello scientifico, con tutto l&#8217;accompagnamento di psicologi, sociologi, filosofi e, naturalmente, psicanalisti o sedicenti tali.<\/p>\n<p>Sono ben pochi gli studiosi, e ancor meno gli scienziati, i quali, oggi, riconoscono nella vita religiosa un modo di espressione autonomo dello spirito, un fenomeno primario ed essenziale, mediante il quale la totalit\u00e0 della vita si manifesta a se stessa e si riconosce, si comprende, si fonde con la scintilla divina che \u00e8 in essa.<\/p>\n<p>Non \u00e8 bastata nemmeno la scoperta, nel XIX secolo, delle raffinate e struggenti pitture rupestri del cosiddetto uomo primitivo, nelle quali si rivela, al di l\u00e0 di oggi ragionevole dubbio, non solo la straordinaria ricchezza spirituale e pienezza di senso estetico dei nostri antichi progenitori, descritti dagli antropologi evoluzionisti come dei bruti faticosamente in cerca della stazione eretta, ma anche la radice originaria, la struttura fondamentale del sentimento religioso, quale manifestazione spontanea della vita interiore dell&#8217;uomo in quanto tale.<\/p>\n<p>Da quando un darwinismo brutale si \u00e8 imposto come nuovo fondamento della visione dell&#8217;uomo e del suo posto nel mondo, \u00e8 parso che, ormai, non vi fossero pi\u00f9 margini per una visione che non solo riconoscesse il suo legittimo spazio alla religione come fenomeno originario, ma che vedesse nelle singole specie viventi, e quindi anche nell&#8217;uomo, non delle forme gettate a caso sulla scena del mondo, e a caso destinate a scomparire, ma le variegate e innumerevoli espressioni di una unit\u00e0 superiore, di un Tutto armonioso e multiforme, che si auto-riconosce nel fenomeno della coscienza, e dietro il quale la natura tiene celata l&#8217;essenza della Cosa in s\u00e9, del Noumeno.<\/p>\n<p>In realt\u00e0, al panteismo rigoroso, ma in fondo grossolano e meccanicistico, di Spinoza, tra la fine del XVIII e l&#8217;inizio de XIX secolo era succeduta una concezione pi\u00f9 elaborata e pi\u00f9 spirituale del reale, anch&#8217;essa fondata sull&#8217;intuizione che l&#8217;uomo e il cosmo sono i due aspetti di una identica manifestazione; concezione che \u00e8 stata poi sommersa e quasi relegata nell&#8217;oblio dalla marea del positivismo di matrice darwiniana: quella rappresentata da Schelling e soprattutto da Goethe, l&#8217;autore della \u00abTeoria dei colori\u00bb.<\/p>\n<p>Il grande poeta tedesco aveva anche un animo di scienziato e di filosofo ed \u00e8 significativo che tutto questo aspetto della sua personalit\u00e0 e della sua opera sia stato, di fatto, posto fra parentesi dalla critica moderna; si \u00e8 voluto vedere dei filosofi in Marx e in Freud e, negli ultimi decenni, si \u00e8 accordato loro uno spazio sproporzionato nei libri di testo di storia della filosofia, quasi che il pensiero europeo contemporaneo non avesse conosciuto sistemi pi\u00f9 geniali dei loro; e si continua ad ignorare Goethe come filosofo, oltre che come scienziato.<\/p>\n<p>In verit\u00e0, basterebbe leggere con un minimo di attenzione e di sensibilit\u00e0 opere come \u00abLe affinit\u00e0 elettive\u00bb, per rendersi conto che egli \u00e8 stato un grande e originale filosofo della natura: possedeva sia l&#8217;amore e l&#8217;attitudine per l&#8217;esperimento, per il dato concreto, per l&#8217;osservazione accurata, sia la vasta capacit\u00e0 di sintesi e l&#8217;acutezza di giudizio, per risalire dal fatto empirico alla realt\u00e0 generale e per vedere le relazioni e i nessi tra cose apparentemente distinte e lontane.<\/p>\n<p>Invece, oggi quasi solo le scuole d&#8217;indirizzo antroposofico tengono viva l&#8217;attenzione su questo aspetto della grandiosa opera di Goethe, perch\u00e9 \u00e8 stato quasi solo Rudolf Steiner ad accorgersi della sua potenza e della sua profondit\u00e0 come filosofo della natura: il che \u00e8 stato un bene, perch\u00e9, grazie a lui, le sue opere di contenuto scientifico e speculativo sono state ripubblicate e tradotte in numerose lingue, ma anche un male, in un certo senso, perch\u00e9 non sono pi\u00f9 uscite dal recinto in cui l&#8217;antroposofia, a torto o a ragione, \u00e8 stata relegata dalla cultura oggi dominante, ovvero si \u00e8 essa medesima, almeno in parte, auto-relegata.<\/p>\n<p>Anche se gran parte dei suoi lettori e ammiratori non lo sanno, Goethe non smise mai di interessarsi di cose scientifiche e particolarmente del grande problema dell&#8217;origine delle specie e, quindi, anche dell&#8217;uomo: e tutto ci\u00f2, molto prima che le opere di Darwin e di Wallace familiarizzassero il grande pubblico con le problematiche relative all&#8217;evoluzionismo.<\/p>\n<p>In realt\u00e0, di evoluzionismo di parlava da tempo, in Europa: nel 1830 l&#8217;Accademia di Parigi fu teatro di una memorabile disputa fra le teorie scientifiche di Cuvier e quelle di Geoffroy de Saint-Hilaire, e Goethe seguiva la vicenda con vivissima partecipazione, poich\u00e9 la considerava &#8211; sono parole sue &#8211; questione della massima importanza, alla quale egli aveva dedicato lo sforzo speculativo principale dell&#8217;intera sua vita.<\/p>\n<p>Georges Cuvier, che si pu\u00f2 considerare il padre della paleontologia e della geologia storica, nel 1812 aveva pubblicato una delle sue opere fondamentali, la \u00abRecherches sur les ossements fossiles des quadrupedes\u00bb, e, nel 1825, un altro studio importantissimo, \u00abDiscours sur les revolutions de la surface du globe\u00bb. Egli sosteneva che le specie sono assolutamente stabili e negava la possibilit\u00e0 di una evoluzione interna della natura; se esistono differenze fra gli animali estinti e quelli attuali, ci\u00f2 \u00e8 dovuto al fatto che, in seguito ad una serie di catastrofi naturali, le antiche specie sono state distrutte e nuove specie sono state create al loro posto; e la stessa cosa \u00e8 accaduta nell&#8217;ambito del mondo vegetale.<\/p>\n<p>Non \u00e8 stato solo il diluvio universale, di cui parla anche la Bibbia, a modificar radicalmente l&#8217;aspetto della flora e della fauna terrestri; le catastrofi sono state numerose, l&#8217;intera storia della Terra ne \u00e8 stata contrassegnata pi\u00f9 e pi\u00f9 volte, per cui la totalit\u00e0 degli animali e delle piante \u00e8 stata completamente distrutta e completamente rinnovata ad ogni nuovo sconvolgimento, in una vicenda grandiosa e sempre rinnovantesi, in cui al catastrofismo geologico, per Cuvier, corrisponde un fissismo biologico.<\/p>\n<p>Alla teoria delle catastrofi naturali, con il suo corollario paleontologico, si contrapponeva la teoria evoluzionista di Jean-Baptiste de Lamarck, il quale, nella sua \u00abPhilosophie zoologique\u00bb, pubblicata nel 1809, sosteneva l&#8217;evoluzione interna degli esseri viventi e l&#8217;ereditariet\u00e0 dei caratteri acquisiti. Anche se Lamarck riteneva che solamente un numero assai limitato di specie animali e vegetali fosse riuscito a mutare nel corso del tempo, la sua teoria, fondata sullo studio dei reperti fossili, essendo ispirata all&#8217;idea di un dinamismo interno alla natura incontr\u00f2 il favore di quanti non condividevano il fissismo di Cuvier; e, in particolare, venne ripresa e sostenuta da Etienne Geoffroy de Saint-Hilaire, uno dei fondatori dell&#8217;anatomia comparata.<\/p>\n<p>Questi, nel libro \u00abSur le principle de l&#8217;unit\u00e9 de composition organique\u00bb, apparso nel 1828, sosteneva che vi era stata una evoluzione progressiva dalle piante agli animali e da questi ultimi all&#8217;uomo; in contrasto con Cuvier, inoltre, dichiar\u00f2 che la modificazione degli organismi viventi \u00e8 continua e che il suo motore risiede nell&#8217;azione dell&#8217;ambiente in cui vivono.<\/p>\n<p>Come ricorda H. K\u00fchn, Goethe segu\u00ec la disputa all&#8217;Accademia di Parigi con estrema attenzione e ne scrisse all&#8217;amico cancelliere von M\u00fcller, in maggio, una lettera in cui, tra l&#8217;altro, schierandosi con Geoffroy de Saint-Hilaire contro Cuvier, ma spingendo la sua concezione molto oltre quella dello scienziato francese, affermava che dietro ogni specie vivente si nasconde \u00abuna pi\u00f9 alta idea\u00bb, che \u00e8, in definitiva, tutt&#8217;uno con Dio, quel Dio che gli esseri umani intuiscono e cercano, ma che non sono in grado di vedere (e che non va confuso, pertanto, con la Natura spinoziana, che coincide con Dio, ma che \u00e8 deducibile matematicamente e, quindi, pi\u00f9 che visibile).<\/p>\n<p>Cos\u00ec ha colto questo aspetto del pensiero di Goethe il filosofo, storico delle religioni e studioso della preistoria tedesco Herbert K\u00fchn (1895-1980) nel suo libro \u00abL&#8217;alba dell&#8217;umanit\u00e0\u00bb (titolo originale: \u00abDas Erwachen der Menschheit\u00bb, Fischer Verlag, Frankfurt am Main, 1954; traduzione italiana di Bruno Maffi, Martello Editore, Milano, 1959, pp. 283-86):<\/p>\n<p>\u00abLa grandezza di Goethe sta nell&#8217;aver sempre concepito questo legame organico fra l&#8217;uomo e tutto ci\u00f2 che vive, e nell&#8217;averlo posto a base di tutte le sue ricerche, di tutti i suoi pensieri, di tutta la sua vita. Fu egli a dimostrare per la prima volta l&#8217;anello di congiunzione fra l&#8217;uomo e l&#8217;animale. Fu il primo a scoprire l&#8217;&quot;ox intermaxillare&quot; e a riconoscere che l&#8217;embrione umano ha una forma affine all&#8217;animale adulto. E, come nella sua &quot;Teoria dei colori&quot;, dimostr\u00f2 l&#8217;unit\u00e0 della natura, cos\u00ec egli vide e afferm\u00f2 l&#8217;unit\u00e0 fra l&#8217;uomo e il cosmo. Per lui l&#8217;uomo attinge all&#8217;universo, e il suo dovere \u00e8 di assimilare e comprendere la realt\u00e0, non di modificarla n\u00e9 di dedurne il senso e lo stato da un&#8217;idea preconcetta.&quot;Riconoscere i rapporti interni del mondo sensibile \u00e8 il compito dell&#8217;uomo, perch\u00e9 la nostra vita emana dal Tutto, e il nostro essere si sviluppa ij un&#8217;azione e reazione continua col Tutto&quot;. Questa concezione avvicin\u00f2 Goethe a Spinoza. Anche Spinoza vedeva l&#8217;uomo come un tutto inserito nel cosmo. Ma, a questo riconoscimento, Goethe unisce il senso del&#8217;individuale e dell&#8217;interiore, che pu\u00f2 resistere ad ogni influenza esterna. Per Goethe, ogni vita \u00e8 un auto-formarsi e un auto-comprendersi dell&#8217;uomo attraverso il mondo, nell&#8217;atto stesso che il mondo schiude all&#8217;uomo la sua essenza nascosta e gli rivela la sua vita pi\u00f9 segreta. Cos\u00ec \u00e8 anche comprensibile l&#8217;atteggiamento di Goethe di fronte a Platone nel suo senso dell&#8217;unit\u00e0 del&#8217;anima e del mondo. Ecco una elle sue massime pi\u00f9 profonde: &quot;L&#8217;uomo pu\u00f2 volgersi dove vuole, pu\u00f2 intraprendere qualunque cosa, ma deve sempre tornare alla via che la natura gli ha prescritto&quot;. Cos\u00ec, la vita trova la sua base nell&#8217;universo e, con essa, la sua gioiosa certezza, la sua pace interiore: tutto ci\u00f2 ch&#8217;\u00e8 visibile non \u00e8 se non espressione, riflesso, rivelazione dell&#8217;essenza invisibile del mondo, che si cela dietro la natura per non lasciarsi afferrare.<\/p>\n<p>Perci\u00f2, in Goethe \u00e8 vero che l&#8217;individuo attinge dalla totalit\u00e0 della natura, del cosmo, ed \u00e8 quindi la natura che determina l&#8217;essenza dell&#8217;uomo, ma la natura non \u00e8 un mosaico di pezzi isolati, non \u00e8 giustapposizione di parti, ma un tutto organico, penetrato e animato nella variet\u00e0 delle sue manifestazioni da un insieme di ordinamenti e di leggi. Quest&#8217;unit\u00e0 imperante in ogni cosa, quest&#8217;energia della natura, che \u00e8 il suo ordine e la sua forma, conducono all&#8217;Onnipotente, a Dio. Goethe non concepisce il divino come antitesi al mondo, non lo vede come il Signore al disopra delle nuvole, che regge l&#8217;universo secondo i desideri dell&#8217;uomo, se occorre violandone le leggi. La divinit\u00e0 non agisce dall&#8217;sterno delle cose, ma abbracciandole, opera dall&#8217;interno della loro essenza. Dio \u00e8 la vita, il senso profondo e il contenuto intimo dell&#8217;essere. Vi sono state epoche nella vita di Goethe in cui questo concetto ha preso la forma di un panteismo scialbo e scolorito; ma ve ne sono state altre in cui il divino gli \u00e8 apparso nella sua onnipotenza, perfezione e creativit\u00e0 proprio nell&#8217;idea dell&#8217;essere come totalit\u00e0. &quot;Dio s&#8217;incontra sempre; Dio nell&#8217;uomo; se stesso nell&#8217;uomo&quot;. In questa frase si esprime il suo sentimento duraturo: il mondo empirico come espressione e manifestazione dell&#8217;essenza invisibile del mondo, la vita di Dio in tutto ci\u00f2 che opera e si muove. La stessa concezione ritorna pi volte come il filo conduttore del suo senso profondo della vita. &quot;Che cosa di pi\u00f9 l&#8217;uomo pu\u00f2 guadagnare nella vita, se non che la natura-dio gli riveli per qual via essa sublima in Spirito l&#8217;immoto e conserva come realt\u00e0 stabile il prodotto dello Spirito?&quot;. In tutto ci\u00f2 che vive opera lo spirito che \u00e8 senso ed ordine; n\u00e9 la molteplicit\u00e0 divora il Tutto n\u00e9 le differenze lo annullano; \u00e8 solo attraverso la variet\u00e0 dei fenomeni che la realt\u00e0 si dispiega nella sua interezza. Cos\u00ec, le due grandi unit\u00e0 del mondo e della vita non si contrappongono come due opposti, ma operano l&#8217;una sull&#8217;altra fecondandosi a vicenda. In Goethe, gli opposti sono sempre presenti, ma come totalit\u00e0 del mondo organico, e cos\u00ec vicine, che possono e devono influenzarsi ed arricchirsi. In questa reciproca influenza, in questa azione e reazione degli opposti, nella coesistenza e nel mutuo rapporto dei contrari sono racchiusi la vita della natura e dell&#8217;uomo, il loro equilibrio interno e, insieme, l&#8217;ultima e pi\u00f9 profonda unit\u00e0 fra realt\u00e0 e vita. Insomma Goethe affermava gi\u00e0, nella piena consapevolezza dei problemi fondamentali, il concetto dell&#8217;origine dell&#8217;uomo dalla natura, e da questo atteggiamento la sua vita e la sua opera derivano ilo loro fascino immortale.\u00bb<\/p>\n<p>Goethe, nell&#8217;agosto del 1830, ebbe anche un colloquio con l&#8217;amico e naturalista Fr\u00e9d\u00e9ric Soret, precettore del principe di Weimar, con il quale riprese la precedente riflessione e sostenne che lo studio della natura \u00e8 inutile, se si limita ad un esame e ad una catalogazione di singole specie viventi, come se fossero parti separate e a s\u00e9 stanti.<\/p>\n<p>Per lui, la natura agisce come un tutto unitario ed organico; e, dopo aver rivendicato, a partire dal suo studio sull&#8217;osso inframascellare, passato inosservato nell&#8217;ambiente scientifico tedesco, il merito di aver sostenuto tale idea quando essa non era ancora stata discussa dagli specialisti, afferm\u00f2 di vedere adesso, nella teoria evoluzionista di Geoffroy de Saint-Hilaire, la conferma della giustezza della sua intuizione.<\/p>\n<p>Al di l\u00e0 della questione dell&#8217;evoluzionismo, comunque, che ancor oggi rimane una pura e semplice teoria, oltretutto indebolita da sempre nuovi riscontri paleontologici, bench\u00e9 i suoi sostenitori cerchino di presentarla come verit\u00e0 acquisita e definitiva della scienza, resta il fatto che Goethe fu tra i primi e tra i pochi a sostenere l&#8217;unit\u00e0 fondamentale delle forme viventi, anzi di tutto il creato, e ad affermare che il posto dell&#8217;uomo nella natura non \u00e8 distinto e separato da quello delle altre specie, ma si distingue solo per il fatto che, in lui, la natura stessa giunge all&#8217;autocoscienza e si spinge cos\u00ec fin sulla soglia del mistero ultimo della realt\u00e0.<\/p>\n<p>Mistero ultimo che, per lui, non potr\u00e0 mai essere del tutto sollevato: perch\u00e9 la natura stessa ha voluto fare in modo che l&#8217;uomo potesse presagire l&#8217;elemento divino che si trova al centro di essa, ma non vederlo chiaramente.<\/p>\n<p>Da spirito realmente e autenticamente religioso, Goethe non pensava che lo studio della natura e, in particolare, delle forme viventi, possa permettere all&#8217;uomo di gettare uno sguardo direttamente su Dio; ritiene che sia pi\u00f9 grande un Dio che non si lascia sorprendere, per cos\u00ec dire, mentre sta proseguendo l&#8217;opera della creazione; un Dio che non finisce mai di sorprenderci e di lasciarci ammirati, perch\u00e9 lascia ovunque gli indizi della sua opera e le tracce del suo passaggio, mai per\u00f2 in misura tale da lasciarsi pienamente identificare.<\/p>\n<p>Al contrario di Darwin, che dal processo dell&#8217;evoluzione naturale &#8211; da lui, peraltro, attribuito a fattori casuali &#8211; ritenne di poter dedurre l&#8217;assenza di un disegno divino e, quindi, di una provvidenza operante nel mondo, Goethe vi riconobbe il suggello di un Deus absconditus che non si lascia mai pienamente riconoscere, perch\u00e9 vuole che l&#8217;uomo continui a cercarlo ovunque, con passione e con infinita meraviglia, nella natura cos\u00ec come nelle profondit\u00e0 della sua anima assetata d&#8217;infinito e di eterno.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Per la cultura neopositivista e materialista oggi dominante, per lo scientismo oggi ovunque imperante, la vita religiosa non \u00e8 che una forma embrionale dell&#8217;interpretazione logica dell&#8217;universo;<span class=\"excerpt-hellip\"> [\u2026]<\/span><\/p>\n","protected":false},"author":2,"featured_media":30168,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"_jetpack_memberships_contains_paid_content":false,"footnotes":""},"categories":[37],"tags":[100,141,185,250],"class_list":["post-25480","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-metafisica","tag-baruch-spinoza","tag-filosofia","tag-karl-marx","tag-sigmund-freud"],"jetpack_featured_media_url":"https:../../../../fides-et-ratio.it/wp-content/uploads/2023/10/categoria-metafisica.jpg","jetpack_sharing_enabled":true,"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/25480","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/users\/2"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/comments@post=25480"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/25480\/revisions"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/media\/30168"}],"wp:attachment":[{"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/media@parent=25480"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/categories@post=25480"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/tags@post=25480"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}