{"id":25465,"date":"2019-01-04T04:39:00","date_gmt":"2019-01-04T04:39:00","guid":{"rendered":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/2019\/01\/04\/gli-dei-delle-false-religioni-sono-demoni\/"},"modified":"2019-01-04T04:39:00","modified_gmt":"2019-01-04T04:39:00","slug":"gli-dei-delle-false-religioni-sono-demoni","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/2019\/01\/04\/gli-dei-delle-false-religioni-sono-demoni\/","title":{"rendered":"Gli d\u00e8i delle false religioni sono demoni"},"content":{"rendered":"<p>Abbiamo visto, nel precedente articolo <em>Se non sono d\u00e8i, allora cosa sono?<\/em> (pubblicato sul sito dell&#8217;Accademia Nuova Italia il 04\/01\/2019) che fin dagli inizi della riflessione teologica delle prime comunit\u00e0 cristiane, la questione delle <em>altre<\/em> religioni si poneva, senz&#8217;altro, come la questione delle <em>false<\/em> religioni; e che gli d\u00e8i del paganesimo altro non erano, in definitiva, che demoni, i quali avevano a lungo ingannato gli uomini, sospingendoli verso uno stile di vita dissoluto e immorale. Tale connessione fra idolatria e immoralit\u00e0 \u00e8 esemplarmente svolta da san Paolo nella <em>Epistola ai Romani<\/em> (1, 18-25):<\/p>\n<p><em>Infatti l&#8217;ira di Dio si rivela dal cielo contro ogni empiet\u00e0 e ogni ingiustizia di uomini che soffocano la verit\u00e0 nell&#8217;ingiustizia,\u00a0poich\u00e9 ci\u00f2 che di Dio si pu\u00f2 conoscere \u00e8 loro manifesto; Dio stesso lo ha manifestato a loro. Infatti le sue perfezioni invisibili, ossia la sua eterna potenza e divinit\u00e0, vengono contemplate e comprese dalla creazione del mondo attraverso le opere da lui compiute. Essi dunque non hanno alcun motivo di scusa\u00a0 perch\u00e9, pur avendo conosciuto Dio, non lo hanno glorificato n\u00e9 ringraziato come Dio, ma si sono perduti nei loro vani ragionamenti e la loro mente ottusa si \u00e8 ottenebrata. Mentre si dichiaravano sapienti, sono diventati stolti\u00a0e hanno scambiato la gloria del Dio incorruttibile con un&#8217;immagine e una figura di uomo corruttibile, di uccelli, di quadrupedi e di rettili. Perci\u00f2 Dio li ha abbandonati all&#8217;impurit\u00e0 secondo i desideri del loro cuore, tanto da disonorare fra loro i propri corpi,\u00a0perch\u00e9 hanno scambiato la verit\u00e0 di Dio con la menzogna e hanno adorato e servito le creature anzich\u00e9 il Creatore, che \u00e8 benedetto nei secoli.<\/em><\/p>\n<p>Scrive Eusebio di Cesarea (ca. 265-340 d. C.) nella <em>Preparatio euangelica<\/em>, IV, 5-13, 1-3 (in: <em>Arcana Mundi. Magia e occulto nel mondo greco e romano<\/em>, a cura di Georg Luck, Fondazione Lorenzo Valla\/ Arnoldo Mondadori Editore, 1997, vol. 2, pp. 423-424):<\/p>\n<p><em>1. Gli esperti conoscitori della teologia greca, applicando un criterio diverso rispetto a quello da noi esposto in precedenza , dividono tutta la materia in quattro categorie: innanzitutto, rispetto a tutti gli altri distinguono il Dio sommo e sostengono di sapere che questi \u00e8 il primo su tutti, padre e re di tutti gli d\u00e8i; dopo di lui c&#8217;\u00e8 come secondo il genere degli d\u00e9i, lo segue quello dei demoni e quarto \u00e8 quello degli eroi tutti costoro, in quanto partecipano dell&#8217;idea di bene,. , in parte esercitano potere, in parte o subiscono, e tutti insieme sono detti luce in quanto partecipano della lue. E affermano ancora che il male \u00e8 a capo della sostanza deteriore, , e questo \u00e8 il genere dei demoni malvagi, che non hanno alcun rapporto d&#8217;amicizia col bene e sono in possesso di una potenza eccellente nell&#8217;ambito della natura contraria al bene, cos\u00ec come Dio la possiede nell&#8217;ambito del bene. Il complesso di tutti questi esseri definiscono tenebra. 2. Avendo ripartito in questo modo tutta la materia, agli d\u00e8i &#8212; essi affermano &#8212; sono stati assegnati il cielo e l&#8217;etere fino alla luna, .ai demoni gli spazi vicino alla luna e l&#8217;aria, alle anime la regione terrestre e quella sotterranea. Sulla base di questa ripartizione sostengono che innanzitutto bisogna venerare gli d\u00e8i del cielo e dell&#8217;etere, in secondo luogo i demoni buoni, in terzo luogo le anime degli eroi, in quarto luogo bisogna ammansire o demoni perversi e malvagi. 3. Mentre in teoria distinguono cos\u00ec, di fatto confondono tutto, perch\u00e9 venerano soltanto le potenze malvagie invece di tutte quelle che ho detto, e tutti quanti sono asserviti a queste, come dimostrer\u00e0 il prosieguo della mia confutazione<\/em>.<\/p>\n<p>E questo \u00e8 il commento di Georg Luck (1926-2013), il grande filologo classico svizzero, apprezzato in tutto il mondo, che fu professore alle universit\u00e0 di Yale, Harvard, Berlino, Bonn e infine alla John Hopkins University di Baltimora (op. cit., pp. 599-600):<\/p>\n<p><em>Nei libri IV e V della &quot;Preparatio evangelica&quot;, Eusebio sostiene che i culti pagani, nei loro diversi aspetti (forme di culto &#8211; specialmente idolatria, sacrifici di animali, e, addirittura, sacrifici umani -, oracoli e altri metodi di divinazione) sono opera di spiriti maligni, al cui servizio stanno imposti e ciarlatani (&#8230;). Nel libro IV si riprende la tesi che gli d\u00e8i pagani, di fatto, non sarebbero altro che i demoni della tradizione giudaico-cristiana. Nel libro IV, oltre a ribadire questa tesi, Eusebio stabilisce una connessione tra il sacerdozio di Cristo e la morte degli antichi demoni che port\u00f2 al declino finale degli oracoli. Questo \u00e8 fondamentalmente il punto di vista di Plutarco: l&#8217;operazione compiuta da Eusebio \u00e8 di aver adattato la teoria di Plutarco (&#8230;) alla propria teologia. Eusebio esamina poi la natura dei demoni che sono stati conquistati da Cristo e mostra come gli esseri umani possono controllarli. A dispetto dei loro diversi punti di vista, pagani, giudei e cristiani hanno nella demonologia una specie di terreno comune. \u00c8 probabile che la maggior parte dei pagani credesse nell&#8217;esistenza di demoni buoni cos\u00ec come di demoni malefici. Molti possono aver creduto in un &quot;demone&quot; personale, una specie di spirito custode. Plutarco ricorse ai demoni per preservare la dignit\u00e0 e la natura trascendentale degli d\u00e8i. Per i cristiani, i demoni erano fondamentalmente maligni; di conseguenza, la parola acquist\u00f2 una connotazione negativa, che conserva ancora oggi<\/em>. <em>Eusebio qualifica spesso i demoni come kakoi](&#8230;). Ma dal momento che essi possono essere solo cattivi, l&#8217;epiteto non sempre \u00e8 necessario. Quando Eusebio parla di &#8216;o daimon&#8217; al singolare, (IV 15,8,1-2; 19, 8,3), evidentemente pensa a Satana, il demone per eccellenza<\/em>.<\/p>\n<p>Sant&#8217;Agostino, un secolo pi\u00f9 tardi, riprende e sviluppa la riflessione di Eusebio; nel <em>De civitate Dei<\/em>, afferma, citando la Scrittura, <em>omnes dii gentium sunt daemonia<\/em>, tutti gli d\u00e8i dei pagani sono demoni. E nel commento al Salmo 81 dice (da: <a href=\"../../../../../www.augustinus.it/italiano/discorsi/discorso_571_testo.htm\">www.augustinus.it\/italiano\/discorsi\/discorso_571_testo.htm<\/a>):<\/p>\n<p><em>8. C&#8217;\u00e8 di pi\u00f9. Noi dobbiamo ritenerci differenti anche dalle divinit\u00e0 che abiterebbero in dette pietre o statue di legno, d&#8217;oro e d&#8217;argento. Alcuni infatti, per potersi in qualche modo difendere, dicono: &quot;Anche noi sappiamo che i simulacri sono delle vanit\u00e0, ma noi non veneriamo il simulacro&quot;. E se gli domandi che cosa venerino, ti rispondono: &quot;Le divinit\u00e0 che sono nel simulacro. Ci prostriamo, \u00e8 vero, dinanzi alla figura visibile ma adoriamo l&#8217;invisibile&quot;. Ma cosa son mai queste divinit\u00e0 invisibili? Ascoltiamolo dal nostro Dio, che per bocca del profeta dice:\u00a0Tutti gli d\u00e8i delle genti sono demoni; il Signore invece ha fatto i cieli\u00a0, dove i demoni non sono degni di abitare. In un modo il profeta irride i demoni, in un altro i simulacri. (&#8230;) 9. In una maniera dunque [il salmo] deride i simulacri, dicendo che sono senz&#8217;anima, senza facolt\u00e0 sensitive e senza vita, e in un&#8217;altra gli esseri che in essi son venerati come potenti, cio\u00e8 i demoni, contro i quali si dice:\u00a0Tutti gli d\u00e8i delle genti sono demoni, il Signore invece ha fatto i cieli.\u00a0Cos\u00ec anche l&#8217;Apostolo: in un modo irride gli idoli e dice:\u00a0Noi sappiamo che l&#8217;idolo \u00e8 una nullit\u00e0, mentre con parole diverse comanda di tenersi lontani dai demoni dicendo:\u00a0I sacrifici che immolano i pagani li immolano ai demoni, non a Dio; e io non permetto che voi siate in consorzio con i demoni. (&#8230;) State attenti, miei fratelli, a quel che voglio dirvi! Condividere la natura di un idolo, anche se lo volessi non potresti; essere invece associato ai demoni, se lo vuoi lo diventi, se non lo vuoi non lo diventi. Comunque, a quelli che sono dalla parte del diavolo e dei suoi angeli alla fine dei tempi sar\u00e0 detto:\u00a0Andate al fuoco eterno, preparato per il diavolo e i suoi angeli (&#8230;) 10. A questo punto ecco che qualcuno della folla mi viene a dire: &quot;Dio mi guardi dal ricorrere ai demoni; anzi mi conceda di detestarli! Veramente io gi\u00e0 li detesto profondamente, fuggo da loro e li aborrisco&quot;. Ecco un parlare veramente giusto, un&#8217;espressione veramente buona; ma che dire se poi, quando hai male alla testa, ricorri all&#8217;indovino? se quando hai una causa rischiosa fai intervenire l&#8217;aruspice? Tutti costoro sono strumenti dei demoni: e allora, come fai tu a ricorrere a strumenti posseduti da quegli esseri che tu detesti? Dalle opere conoscer\u00f2 se tu dici la verit\u00e0. La tua presa di posizione sembrerebbe ben definita, ma solo prima che giunga la prova. Riconosci chi sia colui che ti parla, tenendo presente che satana mai ti parler\u00e0 attraverso una statua ma per bocca di una qualche persona cattiva, della quale ha occupato<\/em> <em>il cuore. Egli, come asserisce l&#8217;Apostolo,\u00a0agisce tramite i figli che non credono. (&#8230;)<\/em><\/p>\n<p>E questo ha creduto e tenuto per fermo la Chiesa; e in tal senso ha ammonito i fedeli, di secolo in secolo, fino a una cinquantina d&#8217;anni fa. Ma poi \u00e8 arrivato il Vaticano II, \u00e8 arrivata l&#8217;apertura verso il mondo; la Chiesa, per volere del suo sommo pastore e dei padri riuniti in concilio ecumenico, ha deciso di spalancare le porte dell&#8217;ovile, perch\u00e9 non c&#8217;erano pi\u00f9 nemici pericolosi che lo potessero seriamente minacciare: come se il demonio non stesse sempre in agguato, da secoli, pronto a spiare la minima debolezza, la minima leggerezza, la minima ingenuit\u00e0 dei custodi, per entrare nel recinto delle pecorelle di Cristo. A questo tende da sempre; del resto, ci ha provato anche con Ges\u00f9 in Persona, come i <em>Vangeli<\/em> narrano riguardo alle tentazioni nel deserto: figuriamoci se non aveva sufficiente ardire per seguitare a tramare anche dopo l&#8217;evento della Redenzione e la fondazione della Chiesa di Cristo. San Tommaso d&#8217;Aquino, il pi\u00f9 grande filosofo medievale, scrive nella <em>Summa catholica fidei contra Gentiles<\/em>, che i giudei sono <em>gens prava atque perversa<\/em>, mentre i maomettani adorano <em>sacrilegum ac perfidum Mahometum<\/em>, e sono <em>nefandissimi hostes nominis cristiani, blasphemi, perfidi<\/em>. Perci\u00f2, cari cattolici progressisti, che avete sempre in bocca il Vaticano II, ma assai meno il Vangelo, e non parlate mai degli altri venti concili ecumenici, n\u00e9 citate i teologi dei secoli d&#8217;oro della fede e i Padri della Chiesa, vedete un po&#8217; cosa vi sembra meglio: o dare torto a san Paolo, ad Eusebio, a sant&#8217;Agostino, a san Tommaso, per dare ragione a voi stessi; oppure fare un bel bagno di umilt\u00e0, fare autocritica e riconoscere che non per leggerezza e con faciloneria, ma dopo aver seriamente ponderato la questione, con tutta l&#8217;attenzione che essa meritava, quelle grandi menti e quelle grandi anime sono giunte a simili conclusioni. E pensate che sia stato per leggerezza e superficialit\u00e0 che tutti i papi, tutti i vescovi e tutti i sacerdoti cattolici, nella liturgia solenne del Venerd\u00ec santo, hanno recitato la formula: <em>Oremus et pro perfidi Judaeis<\/em>, a partire dal VII secolo, quando \u00e8 attestata con certezza, fino al 1959, quando Giovanni XXIII l&#8217;ha soppressa? Non era affatto, come gli ignoranti o persone in malafede vorrebbero far crede, una formula di maledizione, ma al contrario, una preghiera per la conversione, e quindi per la salvezza, degli ebrei; dove <em>perfidia<\/em> non aveva l&#8217;accezione moderna, ma significava piuttosto <em>pertinacia, ostinazione<\/em>. Del resto, a diversi papi era stato chiesto di toglierla o modificarla; ma sempre essi, con logica inoppugnabile e con autentica umilt\u00e0 (non l&#8217;umilt\u00e0 ostentata davanti alle folle e a eserciti di giornalisti e di fotografi, del signore argentino che abita nella Casa Santa Marta) avevano risposto: <em>I nostri predecessori l&#8217;hanno sempre conservata e recitata; perci\u00f2 non abbiamo il diritto di decidere altrimenti.<\/em><\/p>\n<p>Certo, una volta ammesso il principio della libert\u00e0 religiosa, come il Concio ha fatto con la dichiarazione <em>Dignitatis humanae<\/em> (legandolo, significativamente, a un&#8217;idea di dignit\u00e0 umana che pare di derivazione illuminista e massonica, pi\u00f9 che autenticamente cristiana), la conseguenza di riabilitare le altre religioni diveniva inevitabile. E molti indizi, come abbiamo altre volte mostrato, fanno pensare che ci\u00f2 sia stato fatto in funzione di una precisa volont\u00e0 di riabilitazione del giudaismo; le altre fedi sono state riabilitate per forza d&#8217;inerzia. Senza dubbio, la posizione del giudaismo, rispetto al cristianesimo, \u00e8 ben diversa da quella delle altre religioni. Se queste ultime si devono considerare senz&#8217;altro false, perch\u00e9 venerano divinit\u00e0 che nulla hanno a che fare con il vero Dio, i giudei adoravano il vero Dio, tanto che Ges\u00f9 Cristo, ebreo, non ha mai affermato il contrario; per\u00f2, se si \u00e8 cristiani, \u00e8 inevitabile considerare che la venuta di Ges\u00f9, Dio Lui stesso, offrendosi in Sacrificio per la salvezza non solo degli ebrei, ma di tutti i popoli (non di tutti gli uomini: si noti la differenza!), ha introdotto un elemento decisivo di novit\u00e0, tale da superare decisamente l&#8217;Antica Alleanza; cos\u00ec come il rifiuto di Ges\u00f9 e la sua condanna a morte, da parte degli ebrei, ha modificato radicalmente, per loro scelta, le condizioni dell&#8217;Antica. Dopo il fatto dell&#8217;Incarnazione, non c&#8217;\u00e8 pi\u00f9 un popolo eletto; tutti i popoli sono chiamati all&#8217;alleanza col vero Dio (san Paolo: <em>non c&#8217;\u00e8 pi\u00f9 greco o giudeo<\/em>); mentre gli ebrei, rifiutando Cristo (e per questo si recitava la preghiera <em>oremus et pro perfidi juaeis<\/em>) si sono esclusi da se stessi dalla Verit\u00e0, come i vignaioli omicidi della parabola evangelica: e chi conosce i <em>Vangeli<\/em>, sa come si comport\u00f2 il padrone della vigna, davanti a tanta infamia. Se, pertanto, si pu\u00f2 dire che gli d\u00e8i delle false religioni sono, in realt\u00e0, demoni miranti a trascinare l&#8217;uomo lontano da Dio, ci\u00f2 non si pu\u00f2 dire degli ebrei; nondimeno, essi non rendono il debito culto al vero Dio: infatti attendono ancora il <em>loro<\/em> Messia. Cos\u00ec stanno le cose, Concilio o no&#8230;<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Abbiamo visto, nel precedente articolo Se non sono d\u00e8i, allora cosa sono? 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