{"id":25462,"date":"2015-10-14T10:46:00","date_gmt":"2015-10-14T10:46:00","guid":{"rendered":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/2015\/10\/14\/nella-degradazione-fecale-degli-yahoos-swift-frusta-a-sangue-lorgoglio-della-modernita\/"},"modified":"2015-10-14T10:46:00","modified_gmt":"2015-10-14T10:46:00","slug":"nella-degradazione-fecale-degli-yahoos-swift-frusta-a-sangue-lorgoglio-della-modernita","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/2015\/10\/14\/nella-degradazione-fecale-degli-yahoos-swift-frusta-a-sangue-lorgoglio-della-modernita\/","title":{"rendered":"Nella degradazione fecale degli Yahoos, Swift frusta a sangue l\u2019orgoglio della modernit\u00e0"},"content":{"rendered":"<p>Nella quarta parte dei \u00abViaggi di Gulliver\u00bb, come \u00e8 noto, Jonathan Swift ha inteso fare una caricatura feroce, spietata, raggelante, della natura umana; per essere meno generici e pi\u00f9 precisi, di quella particolare natura umana che \u00e8 il frutto della modernit\u00e0 occidentale, e che, nel &quot;secolo dei lumi&quot;, tronfia della sua ragione e delle sue conquiste scientifiche e civili, del suo progresso e della sua fiducia in se stessa, si appresta a dare l&#8217;assalto al potere mondiale, sottomettendo e uniformando ogni angolo del globo terracqueo &#8211; non solo le altre civilt\u00e0 e culture, ma anche il mondo delle piante, degli animali, del paesaggio terrestre &#8212; alla propria misura: alla misura del razionalismo, dell&#8217;utilitarismo, del meccanicismo che erano il suo credo ufficiale.<\/p>\n<p>Gli Yahoos sono sgradevoli, ripugnanti, semplicemente orribili; avidi, sporchi, bestiali; puzzano: di un puzzo atroce, osceno, perch\u00e9 derivante dai loro escrementi, che spargono in continuazione attorno a s\u00e9, ora come arma di offesa, ora come espressione del loro stesso linguaggio. Davanti a questa invenzione &quot;estrema&quot; del grande scrittore inglese, generalmente la critica ha tiratoi i freni e storto il naso: s\u00ec, \u00abI viaggi di Gulliver\u00bb sono un libro notevole, un classico, senza alcun dubbio; per\u00f2&#8230; diciamo la verit\u00e0: quel benedetto Swift poteva anche risparmiarsele, certe cose; certe sconcezze, certe sozzure, e quello sconveniente, orripilante compiacimento davanti alla degradazione dell&#8217;uomo, da lui contemplata con una sorta di sadica crudelt\u00e0.<\/p>\n<p>Ed ecco che non pochi critici letterari, fra i quali Middleton Murry e Aldous Huxley, hanno sposato la teoria psicanalitica per poter criticare e condannare dall&#8217;interno, per cos\u00ec dire, l&#8217;opera di Swift, o, quanto meno, questo aspetto dell&#8217;opera di Swift; che non \u00e8 poi del tutto estemporaneo, non \u00e8 del tutto inaspettato, perch\u00e9 ci sono pure alcune poesie, come \u00abLo spogliatoio della Signora\u00bb, del 1730 (mentre il romanzo \u00e8 anteriore, essendo stato pubblicato nel 1726), in cui l&#8217;ultima grande illusione, la venust\u00e0 e il fascino femminili, soggiacciono ad una uguale degradazione: anche la donna, infatti, per quanto eterea e leggiadra, \u00e8 soggetta alla pi\u00f9 basse funzioni corporali; e come si fa ad amarla veramente, immaginandosela in bagno, quando si tira su la gonna ed evacua a gambe larghe, come la pi\u00f9 volgare delle creature, in mezzo a odori nauseabondi?<\/p>\n<p>Eppure, in Swift &#8212; lo ripetiamo &#8212; quella che viene offerta al lettore non \u00e8 una misantropia &#8212; o, peggio ancora, una misoginia &#8212; indiscriminata; non \u00e8 la creatura umana che egli vuole umiliare, degradare, calunniare, se cos\u00ec vogliamo metterla: no, \u00e8 quel particolare tipo di umanit\u00e0 che, gonfia di orgoglio e di pretese, avida, vorace, insaziabile, emerge dal secolo XVIII: l&#8217;umanit\u00e0 dell&#8217;Europa occidentale, con la sua infatuazione per i libri e per il sapere, che serve solo a mascherare i suoi appetiti pi\u00f9 grossolani, sia a livello individuale, che collettivo: e, cos\u00ec come i singoli uomini e donne bramano tutto ci\u00f2 che gonfia e gratifica il loro piccolo ego meschino, la loro vanit\u00e0, la loro sensualit\u00e0 e ghiottoneria, cos\u00ec le nazioni e gli stati, Inghilterra in testa, bramano il potere mondiale, il dominio dei commerci, la supremazia sulle rotte oceaniche, e hanno anche l&#8217;inaudita pretesa di giustificare questi banchetti pantagruelici, queste colossali abbuffate, dietro il pretesto della &quot;civilt\u00e0&quot;, delle &quot;buone maniere&quot;, e perfino della &quot;ragione&quot;.<\/p>\n<p>Ha scritto Norman O. Brown nel suo ormai classico saggio \u00abLa vita contro la morte. Il significato psicoanalitico della storia\u00bb (titolo originale: \u00abLife Against Death\u00bb, Wesleyan University, 1959; traduzione dall&#8217;inglese di Silvia Giacomoni, Milano, Adelphi, 1964, 1985, pp. 218-219):<\/p>\n<p>\u00abGli Yahoos rappresentano la cruda essenza della bestialit\u00e0 umana: ma l&#8217;essenza della visione di Swift e della redenzione di Gulliver \u00e8 il riconoscimento che l&#8217;uomo civile dell&#8217;Europa occidentale on solo rimane Yhooma \u00e8 peggiore di uno Yahoo: &quot;Una razza di animali a cui era toccata in sorte per un caso inspiegabile, una modesta quantit\u00e0 di ragione, della quale non ci servivamo che per aggravare le nostre disposizioni naturalmente malvagie e per acquistarne altre nuove, che la natura non ci aveva dato&quot;. E caratteristica dello Yahoo \u00e8 la sporcizia, una sporcizia che lo distingue non dall&#8217;uomo dell&#8217;Europa occidentale, ma da tutti gli altri animali: &quot;L&#8217;inclinazione vivissima verso la sudiceria e la l&#8217;oscenit\u00e0, mentre in tutti gli altri animali l&#8217;amore per la pulizia \u00e8 istintivo&quot;. Lo Yahoo \u00e8 dotato di un puzzo fortissimo, &quot;un che di mezzo tra quello delle volpi e quello delle donnole&quot;, e che, ancora pi\u00f9 forte nella stagione degli accoppiamenti, \u00e8 una vera e propria attrazione per il maschio. Gulliver continua a sentire il puzzo degli uomini anche dopo il suo ritorno in Inghilterra: &quot;Per tutto il primo anno la presenza di mia moglie e dei miei figli mi era insopportabile, non potevo tollerarne nemmeno l&#8217;odore&quot;; quando camminava per le strade teneva il naso ben tappato &quot;con ruta, lavanda e foglie di tabacco&quot;. Il modo di nutrirsi degli Yahoo \u00e8 ugualmente disgustoso: &quot;Ci\u00f2 che rendeva veramente disgustosi gli Yahoos era quella loro avidit\u00e0 indiscriminata, di divorare tutto ci\u00f2 che trovavano: erbe, radici, frutta, carne putrefatta e anche tutto insieme&quot;.<\/p>\n<p>Ma gi Yahoos si distinguono dagli altri animali soprattutto per l&#8217;atteggiamento che hanno nei confronti dei propri escrementi. Per loro gli escrementi non sono un semplice prodotto di scarto, ma uno strumento magico che serve per esprimere e per aggredire. Questo atteggiamento gi\u00e0 si manifesta nell&#8217;infanzia: &quot;mentre la tenevo in braccio, quell&#8217;odiosa bestiola m&#8217;insudici\u00f2 tutti gli abiti con i suoi escrementi, di una sostanza gialla e liquida&quot;, e continua nel&#8217;et\u00e0 adulta: &quot;Molti di quei maledetti mostri s&#8217;arrampicarono allora sui ramie di l\u00e0 cominciarono a scaricarmi in testa le loro merde&quot;. Ci\u00f2 fa parte del rituale Yahoo che simboleggia il rinnovamento della societ\u00e0: quando si elimina il vecchio capo del&#8217;orda, &quot;tutti gli Yahoos del luogo con il successore alla testa, maschi e femmine, giovani e vecchi, si precipitano su di lui come un sol uomo e lo ricopro nodi sterco da capo a piedi&quot;. Per questo nella loro gerarchia feudale quel capo aveva quasi sempre &quot;un favorito, che gli rassomigliava, il cui compito consisteva nel leccargli i piedi e le parti posteriori e portargli le femmine nella tana&quot;.La convinzione che l&#8217;animale uomo si distingue dagli altri per il suo peculiare carattere escrementale non abbandona Gulliver dopo il suo ritorno in Inghilterra, e cos\u00ec egli trova sollievo dall&#8217;opprimente puzzo degli uomini quando si trova in compagnia dello stalliere: &quot;mi sento confortare gli spiriti al suo odore di stalla&quot;. Contrariamente a quanto dice Huxley, dunque, Swift non odia gli intestini, ma solo l&#8217;uso che ne fanno gli uomini.<\/p>\n<p>Questa presentazione demoniaca della natura escrementale del genere umano costituisce un grande scoglio dei &quot;Viaggi di Gulliver&quot;: un errore estetico, una grossolana ricerca del sensazionale dice Quintana; una diffamazione dell&#8217;umanit\u00e0, per Middleton Murry, &quot;perch\u00e9, anche se continuiamo a spogliare l&#8217;umano fino ai limiti ai limiti dell&#8217;immaginazione, non arriviamo allo Yahoo. Possiamo forse arrivare alla sua crudelt\u00e0 e malizia, ma non alla sua oscenit\u00e0 e sporcizia. Questa \u00e8 una gratuita degradazione dell&#8217;umanit\u00e0; non \u00e8 salutare, ma urtante&quot;. Ma, se non ci serviamo dei pregiudizi convenzionali e compiacenti, teneri verso vero l&#8217;orgoglio umano, che stanno alla base delle critiche di Quitana e di Murry, e misuriamo la veridicit\u00e0 di Swift con la fredda saggezza ella psicoanalisi, apparir\u00e0 perfettamente chiaro che la visione escrementale dello Yahoo \u00e8 praticamente identica alla teoria psicoanalitica dell&#8217;ampia influenza dell&#8217;erotismo anale sulla formazione della cultura umana.\u00bb<\/p>\n<p>Lasciamo a Norman O. Brown la responsabilit\u00e0 di quest&#8217;ultima affermazione; a lui che, del resto, ha steso tutto il suo libro cercando di dimostrare che una lettura dell&#8217;intera storia umana in chiave psicoanalitica \u00e8 non solo possibile, ma altamente significativa e istruttiva, e tale da rendere chiaro e visibile ci\u00f2 che, altrimenti, rischia di rimanere nell&#8217;ombra o nell&#8217;ambiguit\u00e0: e teniamo per buona la prima parte del suo discorso. Coloro i quali hanno criticato Swift per la sua &quot;esagerazione&quot;, per la sua &quot;ostilit\u00e0 patologica&quot; nei confronti della natura umana e della stessa civilt\u00e0, non hanno saputo o voluto spingersi un poco oltre le apparenze: diversamente, si sarebbero forse accorti che non di esagerazione o di ostilit\u00e0 patologica si tratta, ma di un disperato grido d&#8217;allarme, di una commossa e partecipe indignazione di fronte ad una svolta antropologica &#8212; quella della modernit\u00e0 &#8212; che stava trasformando le creature umane in detestabili grumi di egoismo, presunzione, orgoglio fecale; dei soggetti che, per usare una celebre espressione di Leonardo da Vinci, altro non lasciano dietro di s\u00e9 \u00abche cessi pieni\u00bb. Vogliamo accusare di denigrazione verso l&#8217;umanit\u00e0, di misantropia e di delirio anti-umano anche il sommo Leonardo?<\/p>\n<p>Jonathan Swift, in fondo, \u00e8 soprattutto un moralista: in lui c&#8217;\u00e8 l&#8217;indignazione contenuta, la rabbia repressa, la fredda rivolta contro uno stato di cose che egli giudica intollerabile; e il suo pessimismo si spinge cos\u00ec in l\u00e0, da non fargli ritenere possibile alcuna critica antropologica se non in chiave di ironia, di sarcasmo, di satira implacabile. Che altro \u00e8, se non incontenibile indignazione, la sua &quot;proposta&quot; di risolvere la carestia irlandese, dando da mangiare i bambini, bolliti in pentola, per placare la fame degli adulti? Swift \u00e8 la cattiva coscienza dell&#8217;Inghilterra imperiale dei primi decenni del XVIII secolo, ormai lanciata verso le \u00abmagnifiche sorti e progressive\u00bb della rivoluzione industriale, del sistema coloniale a livello planetario, della finanza scatenata alla conquista del mondo intero (1694: fondazione della Banca d&#8217;Inghilterra). E della Massoneria ormai dilagante e onnipresente.<\/p>\n<p>Ci siamo gi\u00e0 occupati, in pi\u00f9 d&#8217;una occasione, di Jonathan Swift e del significato della sua opera (cfr. i nostri articoli: \u00abSwift, Stella, Vanessa: un triangolo d&#8217;amore che non riusc\u00ec mai a trovar la pace\u00bb, pubblicato sul sito di Arianna Editrice il 19\/04\/2011; \u00abIdentit\u00e0 umana e pregiudizio etnico ne &quot;I viaggi di Gulliver&quot; di Jonathan Swift\u00bb, sempre sul sito di Arianna, il 07\/10\/2011; e \u00abEscrementizia \u00e8 la visione di Swift perch\u00e9 denuncia la bruttezza del mondo moderno\u00bb, pubblicato su \u00abIl Corriere delle Regioni\u00bb 12\/05\/2015). Aggiungiamo che non serve a nulla ridurre la sua critica degli uomini al livello di un caso clinico: del resto, se la psicoanalisi pu\u00f2 vedere in lui un esempio da manuale di una serie di traumi infantili che hanno &quot;bloccato&quot; il suo sviluppo psicologico e affettivo nella fase sadico-anale (da piccolo, orfano di padre gi\u00e0 alla nascita, fu sballottato fra la madre che lo rifiutava ed una balia che lo aveva praticamene rapito). Semmai, e qui siamo d&#8217;accordo con Norman O. Brown, giova ricordare a questi psicoanalisti pi\u00f9 realisti del re, che vorrebbero &quot;psicanalizzare&quot;, nel senso di mostrarne la patologia, tutti quegli scrittori nei quali vi \u00e8 una dura critica contro gli uomini del loro tempo, quasi per esorcizzarne la forza devastante, che tutti gli esseri umani, in una certa misura, e specialmente nella civilt\u00e0 moderna, soffrono di una qualche forma di nevrosi, di una qualche psicopatologia, pi\u00f9 o meno accentuata.<\/p>\n<p>Pertanto, il punto non \u00e8 di sapere se certe &quot;esagerazioni&quot; di Swift si possono spiegare, e, con ci\u00f2 stesso, neutralizzare, con l&#8217;argomento della sua &quot;pazzia&quot; (metodo da sempre adoperato verso i grandi ribelli e i grandi contestatori: da Nietzsche a Reich, e senza scordare il buon vecchio Lucrezio), bens\u00ec di capire come e in quale misura il &quot;male&quot; di Swift sia il male dei suoi simili, dei suoi contemporanei, e di tutti coloro i quali, credendosi perfettamente &quot;sani&quot;, si permettono di dichiarare pazzo chi, non rispettando le regole del gioco, spinge la propria critica oltre la soglia di ci\u00f2 che \u00e8 considerato ammissibile e tollerabile. Infatti, in un mondo di pazzi, il savio che lancia un grido d&#8217;allarme, viene subito dichiarato pazzo da tutti gli altri; e la cosa ha una sua giustificazione, perch\u00e9, senza dubbio, neppure lui \u00e8 rimasto immune dalla pazzia generale: ma, appunto, se tutti sono pazzi, come si far\u00e0 a riconoscere la pazzia? \u00c8 necessario, allora, che qualcuno rompa gli schemi e si esponga al pubblico ludibrio, perch\u00e9 solo dalla sua &quot;esagerazione&quot; potr\u00e0 maturare un eventuale ripensamento della condizione manicomiale che l&#8217;intera societ\u00e0 ha fatto propria, e contestare i fondamenti sui quali essa \u00e8 stata edificata.<\/p>\n<p>Cos\u00ec, non \u00e8 vero che, per quanto spogliamo l&#8217;essere umano, non arriveremo mai allo Yahoo: non, almeno, finch\u00e9 accetteremo come base di osservazione il positivismo, che rimane alla superficie delle cose, perch\u00e9 ammette solo ci\u00f2 che si pu\u00f2 osservare, studiare, sperimentare. Per riuscire a vedere nell&#8217;uomo qualcosa di meglio dello Yahoo, almeno potenzialmente, bisogna andare oltre il positivismo: ossia vedere in lui non solo quel che egli \u00e8, ma quel che potrebbe divenire, se riconoscesse la sua parte spirituale e la sua nostalgia di Assoluto. Ma questo, evidentemente, a Swift mancava; sicch\u00e9 non gli rimase altro partito onesto che rifiutare la commedia della ragione sovrana.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Nella quarta parte dei \u00abViaggi di Gulliver\u00bb, come \u00e8 noto, Jonathan Swift ha inteso fare una caricatura feroce, spietata, raggelante, della natura umana; per essere meno<span class=\"excerpt-hellip\"> [\u2026]<\/span><\/p>\n","protected":false},"author":2,"featured_media":30163,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"_jetpack_memberships_contains_paid_content":false,"footnotes":""},"categories":[25],"tags":[133],"class_list":["post-25462","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-letteratura","tag-europa"],"jetpack_featured_media_url":"https:../../../../fides-et-ratio.it/wp-content/uploads/2023/10/categoria-letteratura.jpg","jetpack_sharing_enabled":true,"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/25462","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/users\/2"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/comments@post=25462"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/25462\/revisions"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/media\/30163"}],"wp:attachment":[{"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/media@parent=25462"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/categories@post=25462"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/tags@post=25462"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}