{"id":25452,"date":"2015-03-13T08:39:00","date_gmt":"2015-03-13T08:39:00","guid":{"rendered":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/2015\/03\/13\/quale-deve-essere-il-giusto-atteggiamento-conoscitivo-nei-confronti-della-natura\/"},"modified":"2015-03-13T08:39:00","modified_gmt":"2015-03-13T08:39:00","slug":"quale-deve-essere-il-giusto-atteggiamento-conoscitivo-nei-confronti-della-natura","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/2015\/03\/13\/quale-deve-essere-il-giusto-atteggiamento-conoscitivo-nei-confronti-della-natura\/","title":{"rendered":"Quale deve essere il giusto atteggiamento conoscitivo nei confronti della natura?"},"content":{"rendered":"<p>Oggi si fa un gran parlare della natura, dell&#8217;ecologia, del ripristino di un autentico rapporto fra uomo e ambiente, fra uomo e animali, fra uomo e natura; se ne parla anche troppo, e sovente a sproposito, perch\u00e9 non viene chiarito in via preliminare che cosa sia la natura per noi, in quale modo la possiamo conoscere e, di conseguenza, quale sia il giusto atteggiamento conoscitivo che dobbiamo assumere verso di essa.<\/p>\n<p>Si dice e si ripete, per esempio, che il disastro ecologico attuale \u00e8 stato provocato dal fatto che l&#8217;uomo si \u00e8 allontanato dalla natura, che si \u00e8 dimenticato di essere parte della natura, il che \u00e8 una mezza verit\u00e0; l&#8217;altra mezza consiste nel fatto che il disastro ecologico \u00e8 stato provocato anche dal fatto che l&#8217;uomo si \u00e8 dimenticato di essere uomo, cio\u00e8 creatura spirituale, ragionevole e dotata di libero arbitrio, per abbandonarsi ai suoi istinti inferiori, e specialmente all&#8217;istinto del possesso avido e sfrenato: vale a dire che egli \u00e8 stato troppo indulgente con la propria parte naturale e troppo poco attento ed esigente circa la sua parte ragionevole e morale.<\/p>\n<p>D&#8217;altra parte, \u00e8 chiaro che l&#8217;uomo non pu\u00f2 porsi di fronte alla natura, cos\u00ec come non pu\u00f2 porsi di fronte ad alcunch\u00e9, senza porsi, preliminarmente, dinnanzi a se stesso. Se si pensa che l&#8217;uomo sia solo e unicamente natura, allora egli non potrebbe avere alcun atteggiamento verso di essa, perch\u00e9 l&#8217;occhio che guarda non potr\u00e0 mai vedere se stesso, ma sempre e solo degli oggetti che stanno fuori di lui (e sia pure la sua immagine riflessa in uno specchio, che non \u00e8 propriamente l&#8217;occhio, ma, appunto, solo una immagine dell&#8217;occhio). Ora, il naturalismo largamente diffuso nella cultura odierna, non di rado inconsapevole proprio nel suo darsi per scontato, presuppone che l&#8217;uomo percepisca se stesso non come altro dalla natura, ma come parte della natura. Questa, per\u00f2, sarebbe una contraddizione in termini: se cos\u00ec fosse, l&#8217;uomo non penserebbe niente della natura, cos\u00ec come non penserebbe niente di se stesso: sarebbe un essere puramente istintivo. Nella misura in cui pensa, si stupisce e domanda, l&#8217;uomo manifesta la sua essenza originaria, che \u00e8 sovra-naturale: nella misura in cui s&#8217;interroga, egli si trascende, e, trascendendosi, si pone come altro dalla natura, pur se dalla natura egli proviene e pur se, per un aspetto, ne fa tuttavia parte.<\/p>\n<p>L&#8217;uomo, dunque, fa parte della natura, ma non \u00e8, semplicemente, natura: e tutte le filosofie che vorrebbero restaurare il suo presunto stato naturale originario, non tengono conto di questa semplice verit\u00e0: che l&#8217;uomo, da quando \u00e8 uomo, non \u00e8 pi\u00f9 natura, non \u00e8 pi\u00f9 solo natura, ma \u00e8 divenuto qualcos&#8217;altro, qualcosa che riflette e s&#8217;interroga e, pertanto, si pone rispetto alla natura come un soggetto rispetto ad un oggetto. E questo vale per chiunque sappia ragionare, compresi gli evoluzionisti e, in generale, tutti coloro i quali hanno una concezione materialistica dell&#8217;uomo e meccanicistica della natura, i quali tanto amano insistere sulla &quot;istintualit\u00e0&quot; e sulla &quot;naturalit\u00e0&quot; originarie dell&#8217;uomo, dimenticando che di un tale uomo, se \u00e8 mai esistito, nulla possiamo dire, perch\u00e9 l&#8217;uomo che conosciamo \u00e8 quello che si \u00e8 emancipato dal puro istinto e che si \u00e8 proteso al di sopra della sua condizione naturale, chiedendosi quale sia il significato del tutto e quale il suo destino finale: l&#8217;uomo sociale e culturale, dunque, non l&#8217;uomo naturale.<\/p>\n<p>Sarebbe del pari sbagliato circoscrivere l&#8217;essenza della specificit\u00e0 umana alla ragione e alla volont\u00e0. Nell&#8217;uomo \u00e8 un altro fattore originario, perfino anteriore al pensiero e alla volont\u00e0: la capacit\u00e0 di stupirsi davanti alle cose e di provare inquietudine per il mistero del mondo e della sua stessa vita. Tutto questo \u00e8 espressione di una attitudine contemplativa: prima che ansioso di manipolare le cose, l&#8217;uomo \u00e8 suscettibile di ammirarle e di meravigliarsene, ponendosi, di fronte ad esse, in un atteggiamento assolutamente disinteressato e di pura ammirazione, cio\u00e8, appunto, contemplativo. L&#8217;uomo &quot;primitivo&quot;, infatti, \u00e8 artista in senso eminente: e basta osservare le incisioni e le pitture rupestri, per non parlare dei misteriosi complessi megalitici sparsi in tutto il mondo, per rendersi conto che, per lui, la cosa pi\u00f9 importante, oltre ad assicurare la propria sopravvivenza, era stabilire un rapporto armonioso con il mondo, facendo leva sul senso estetico e sul senso religioso, l&#8217;uno strettamente legato all&#8217;altro.<\/p>\n<p>Colui che ha decorato, con mano sicura e felicissima, le pareti delle grotte di Altamira e di Lascaux, in Europa; colui che ha impresso, innumerevoli volte, lo stampo delle proprie mani, in svariati colori, contro lo sfondo scuro della roccia, nel Ca\u00f1adon de Las Pinturas, laggi\u00f9, in Patagonia, agli estremi confini del mondo: ebbene, costui non poteva essere una creatura puramente istintuale e naturale, e nemmeno un essere puramente razionale e volitivo. Era una creatura assetata di bellezza e di verit\u00e0, che esprimeva la sua immensa meraviglia e il suo ardente bisogno di comunione con le cose, attingendo a un senso estetico che veniva dalla sua dimensione pi\u00f9 intima e profonda, anteriore alla logica strumentale e a qualunque attitudine calcolante.<\/p>\n<p>Ci sembrano degne di interesse le riflessioni svolte in proposito da Rocco Buttiglione nel suo libro \u00abIl problema politico dei cattolici. Dottrina sociale e modernit\u00e0\u00bb (Casale Monferrato, Edizioni Piemme, 1993), pp. 184-6):<\/p>\n<p>\u00abCi\u00f2 che noi chiamiamo natura \u00e8 un oggetto complesso.<\/p>\n<p>Innanzitutto la natura \u00e8 data a priori. E per riconoscere come tale ci\u00f2 che \u00e8 dato a priori, dobbiamo assumere un ATTEGGIAMENTO CONTEMPLATIVO. Dobbiamo lasciar essere le cose cos\u00ec come sono; dobbiamo diventare sensibili al loro SIGNIFICATO e al loro LINGUAGGIO.<\/p>\n<p>L&#8217;arte vede nella natura i valori naturali che bisogna tutelare. Ci aiuta cos\u00ec a comprendere LA NATURA COME LINGUAGGIO e a interpretare il suo significato. Gi\u00e0 in questo momento contemplativo \u00e8 compresa, allora, una attivit\u00e0 creativa dell&#8217;uomo come soggetto. La contemplazione \u00e8 un comprendere attraverso cui la verit\u00e0 della natura viene estratta dalla natura stessa e messa in evidenza.<\/p>\n<p>Si impone l&#8217;affermazione secondo cui la natura intesa come linguaggio rimanda a un soggetto che ha tracciato questi segni. L&#8217;atteggiamento autenticamente artistico \u00e8 il pi\u00f9 affine a quello dei santi e degli uomini religiosi.<\/p>\n<p>In secondo luogo la natura \u00e8 UN COMPITO ANCORA DA REALIZZARE. Il mondo inteso come segno richiede una risposta. La bellezza percepita nella natura ha bisogno dell&#8217;aiuto dell&#8217;uomo per conservarsi. Il mondo \u00e8 incompiuto. \u00c8 nostro dovere e &quot;responsabilit\u00e0&quot; porta tarlo a compimento. Attraverso il LAVORO L&#8217;UOMO CREA IL MONDO, MA NON IN MODO ARBITRARIO, bens\u00ec rispettando le forze interne che sono insite negli oggetti della natura fin dal principio. La sua produzione non \u00e8 un creare, ma un collaborare, che pu\u00f2 essere compito solo nel dialogo con il primo dono dell&#8217;essere.<\/p>\n<p>Se intendiamo la natura e l&#8217;uomo in questo modo, cambia anche la nostra concezione di scienza e di tecnica.<\/p>\n<p>La scienza, allora, viene intesa nella sua essenza come concetto astratto. Essa non svela la verit\u00e0 sulla natura, ma fa luce sui processi naturali singoli, a s\u00e9 stanti. Al fine di comprenderli meglio, essi vengono isolati, astratti dal rapporto vivo con il tutto. Le scienze della natura non ci forniscono la natura o la realt\u00e0 cos\u00ec come sono. Non ci\u00f2 che \u00e8 reale viene osservato dalle scienze della natura.<\/p>\n<p>Esse compiono una particolare astrazione, forniscono un particolare livello di astrazione della realt\u00e0.<\/p>\n<p>Il punto di riferimento della nostra comprensione della natura non pu\u00f2 essere il mondo che le scienze della natura ci presentano, bens\u00ec il mondo cos\u00ec come si d\u00e0 nella conoscenza diretta. Le scienze della natura possono, s\u00ec, perfezionare e ampliare la comprensione del mondo che \u00e8 data nella conoscenza diretta, ma non la possono sostituire. Sulla conoscenza diretta si basa piuttosto una comprensione artistico-religiosa della natura. Essa ci manifesta per cos\u00ec dire le forze positive degli oggetti della natura e ci spinge a portarli a compimento. Tuttavia al tempo stesso non si pu\u00f2 accantonare il fatto che l&#8217;uomo ha anche un interesse immediato allo sfruttamento della natura. Al fine di soddisfare i propri bisogni, l&#8217;uomo usa gli oggetti della natura per i propri scopi.<\/p>\n<p>Compito della TECNOLOGIA \u00e8 di mediare tra BISOGNI UMANI, OGGETTI DELLA NATURA E RISPETTO CONTEMPLATIVO DEI VALORI DELLA NATURA per assicurare contemporaneamente l&#8217;autoconservazione dell&#8217;uomo e quella della natura. Ci\u00f2 \u00e8 possibile solo quando la contemplazione viene riconosciuta e vissuta anch&#8217;essa come un bisogno umano, o addirittura come il pi\u00f9 alto dei bisogni umani. L&#8217;uomo non vuole soltanto esistere, ma anche vivere una vita umana alla luce del vero, del bello e del bene. Sotto certi aspetti l&#8217;intero problema ecologico e il problema della nostra civilt\u00e0 nascono da un equivoco riguardo alla natura dell&#8217;uomo. Sulla base di tale equivoco si \u00e8 sviluppata una tecnica unilaterale, che ha perduto il rapporto con la contemplazione.<\/p>\n<p>Oggi la civilt\u00e0 moderna \u00e8 in crisi nella misura in cui \u00e8 costruita su una concezione prometeica del mondo e dell&#8217;uomo. L&#8217;uomo non vuole riconoscere nel mondo alcun valore, bens\u00ec vuole agire come se fosse egli stesso a conferire valore alle cose. L&#8217;uomo pu\u00f2 certamente conferire valore alle cose, ma solo se prima riconosce il vero valore delle cose. Egli non costituisce il valore delle cose, ma contribuisce a costituirlo. Il fondamento rimane l&#8217;origine in una creazione divina.<\/p>\n<p>La concezione prometeica della soggettivit\u00e0 umana che ha segnato con la propria impronta la filosofia europea, e in particolare quella tedesca da Kant a Marx, \u00e8 fallita. Non dobbiamo, per\u00f2, ritornare a un&#8217;idea di mondo, come la auspicava Heidegger sulla scorta dei presocratici, che fa valere la natura in quanto natura e nega completamente l&#8217;intervento dell&#8217;uomo nella costituzione della realt\u00e0. Dobbiamo piuttosto riconcepire il RAPPORTO RECIPROCO DI OGGETTIVIT\u00c0 E SOGGETTIVIT\u00c0 NELL&#8217;AGIRE UMANO.<\/p>\n<p>L&#8217;uomo \u00e8 autore di una SECONDA COSTITUZIONE DELLA REALT\u00c0, che non si fonda su una materia completamente indefinita,della quale si possa disporre secondo il proprio arbitrio.<\/p>\n<p>Egli costruisce piuttosto su una forma del mondo gi\u00e0 presente, ma ancora incompiuta. Lavorare significa collaborare a costituire e a creare, in un dialogo indispensabile con il primo soggetto della costituzione e della creazione del mondo, che tutte le religioni chiamano Dio. Un lavoro cos\u00ec concepito deve ricuperare il suo pieno splendore come azione etica dell&#8217;uomo, che egli intraprende con tutto il suo essere, con le sue forze e i suoi bisogni fisici, come con la sua contemplazione e la sua capacit\u00e0 di trascendenza. Solo l&#8217;obbedienza alla prima creazione pu\u00f2 garantire che l&#8217;azione umana porti la natura al suo compimento e non alla sua definitiva distruzione e annientamento.\u00bb<\/p>\n<p>Riassumendo. La tecnica esprime una attitudine legittima dell&#8217;uomo, ma non pu\u00f2 essere assolutizzata, n\u00e9, soprattutto, sciolta dal problema della sua destinazione: che \u00e9 un problema etico, cio\u00e8 un problema di valori. E la stessa cosa vale per il rapporto fra l&#8217;uomo e la natura: il fatto che egli si serva di essa esprime una istanza legittima, senza la quale l&#8217;uomo non potrebbe sussistere o, quanto meno, non potrebbe sussistere nella sua dimensione culturale e spirituale: dovrebbe regredire a uno stato animalesco e irriflesso. Ma l&#8217;uomo, lo abbiamo visto, \u00e8 una creatura riflessa: ha mangiato il frutto proibito, ha scelto il mondo dei valori e voltato le spalle a quello del puro istinto; indietro non pu\u00f2 tornare. Gli rimane solo la scelta se vuole restare fedele a se stesso in armonia con le cose e con la natura, oppure in guerra contro di esse. Se sceglie questa seconda strada, finisce per entrare in guerra contro se stesso, perch\u00e9 egli \u00e8 natura divenuta consapevole e auto-trascesa, ma sempre continuando a far parte, per un verso, della natura medesima. Non \u00e8 un angelo: non \u00e8 una creatura puramente spirituale. Pu\u00f2 scegliere se diventare un diavolo, stringendo un patto faustiano con le forze che soddisfano la sua &quot;cupiditas&quot;, che \u00e8 espressione del matrimonio fra la sua natura inferiore e la tecnica, da cui ricava la vertigine dell&#8217;onnipotenza.<\/p>\n<p>L&#8217;uomo prometeico che sfida gli d\u00e8i, l&#8217;uomo faustiano che vende la propria anima al Diavolo, sono la manifestazione di un corto circuito avvenuto nella condizione umana, allorch\u00e9 l&#8217;uomo perde il proprio orientamento spirituale, la propria capacit\u00e0 contemplativa, e si fa servo delle proprie passioni distruttive, prima fra tute la brama di possesso, che si esplicita come manipolazione illimitata delle cose, dei suoi simili &#8212; e, da ultimo, anche di se stesso.<\/p>\n<p>C&#8217;\u00e8 un solo modo per evitare questo destino: ritrovare le proprie radici spirituali, ritornare ad essere creatura che ammira, ama e ringrazia il suo creatore: l&#8217;Essere da cui proviene ed al quale ritorner\u00e0&#8230;<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Oggi si fa un gran parlare della natura, dell&#8217;ecologia, del ripristino di un autentico rapporto fra uomo e ambiente, fra uomo e animali, fra uomo e<span class=\"excerpt-hellip\"> [\u2026]<\/span><\/p>\n","protected":false},"author":2,"featured_media":30162,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"_jetpack_memberships_contains_paid_content":false,"footnotes":""},"categories":[38],"tags":[92],"class_list":["post-25452","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-gnoseologia","tag-altro"],"jetpack_featured_media_url":"https:../../../../fides-et-ratio.it/wp-content/uploads/2023/10/categoria-gnoseologia.jpg","jetpack_sharing_enabled":true,"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/25452","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/users\/2"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/comments@post=25452"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/25452\/revisions"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/media\/30162"}],"wp:attachment":[{"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/media@parent=25452"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/categories@post=25452"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/tags@post=25452"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}