{"id":25451,"date":"2014-02-07T10:10:00","date_gmt":"2014-02-07T10:10:00","guid":{"rendered":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/2014\/02\/07\/non-esiste-giustizia-senza-verita-ne-verita-senza-senso-morale\/"},"modified":"2014-02-07T10:10:00","modified_gmt":"2014-02-07T10:10:00","slug":"non-esiste-giustizia-senza-verita-ne-verita-senza-senso-morale","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/2014\/02\/07\/non-esiste-giustizia-senza-verita-ne-verita-senza-senso-morale\/","title":{"rendered":"Non esiste giustizia senza verit\u00e0, n\u00e9 verit\u00e0 senza senso morale"},"content":{"rendered":"<p>L&#8217;idea di giustizia non pu\u00f2 prescindere dal concetto della verit\u00e0, anzi, della Verit\u00e0 con la &quot;v&quot; maiuscola: non esiste giustizia che non sia anche Verit\u00e0, omaggio alla Verit\u00e0, testimonianza della Verit\u00e0; e non esiste Verit\u00e0 che non proclami, magari con un silenzio assordante, perfettamente udibile dalla coscienza, sia pure nel bel mezzo dei rumori esterni pi\u00f9 assordanti, l&#8217;esigenza della giustizia, anzi, della Giustizia con la &quot;g&quot; maiuscola.<\/p>\n<p>Al tempo stesso, non esiste verit\u00e0 che non si regga sul giudizio e dunque sul senso morale; dunque, per giungere al cospetto della Verit\u00e0, o quanto meno per avvicinarvisi, agli uomini non resta altra via che quella di instaurare la giustizia, di proclamare la giustizia, di applicare la giustizia: perch\u00e9 la giustizia non \u00e8 fine a se stessa, non consiste nella formulazione e nella applicazione &#8212; pi\u00f9 o meno coerente, pi\u00f9 o meno rigorosa &#8212; della legge, ma nel riconoscimento che la giustizia senza la verit\u00e0 \u00e8 una tragica beffa ai danni dell&#8217;uomo, e che la ragion d&#8217;essere della giustizia \u00e8 quella di mettersi al servizio della Verit\u00e0, senza alcun sotterfugio e senza alcun secondo fine.<\/p>\n<p>Ecco perch\u00e9 la giustizia umana, che \u00e8 il tentativo, sempre insufficiente e tuttavia sempre necessario, di tradurre la Verit\u00e0 in termini pratici, di stabilire una norma, di applicare un diritto, non pu\u00f2 e non deve accontentarsi del rispetto formale di quella norme, di quel diritto: infatti il rispetto solo formale di essi corrisponde, in pratica, al tradimento dello spirito da cui scaturiscono, cio\u00e8 a un tradimento nei confronti della Verit\u00e0. E la giustizia, se non traduce in atto il bisogno, insito nell&#8217;uomo, di verit\u00e0, diviene lettera morta, un cadavere in putrefazione che manda cattivo odore. Le societ\u00e0 legalistiche, le culture legalistiche, le religioni legalistiche, cadono in questa trappola, in questo drammatico vicolo cieco: nel loro zelo di tradurre la Verit\u00e0 in termini di legge, finiscono per tradire la giustizia, perch\u00e9 la vera giustizia non \u00e8 altra cosa dalla Verit\u00e0, \u00e8 l&#8217;aspetto pratico della Verit\u00e0, inseparabile da essa, tutt&#8217;uno con essa.<\/p>\n<p>A sua volta, la verit\u00e0, per gli esseri umani, non pu\u00f2 essere enucleata al di fuori di un quadro dei valori e di retta coscienza, ossia al di fuori della morale: sono una creatura morale pu\u00f2 vedere, o intravedere, la Verit\u00e0; e solo una creatura morale pu\u00f2 tentare di tradurre la Verit\u00e0 in termini giuridici, di darle un fondamento legale, di farne la base della legge.<\/p>\n<p>Il pensiero moderno, per\u00f2, si \u00e8 allontanato da questa felice intuizione originaria; dopo che gli uomini, per migliaia d&#8217;anni, hanno riconosciuto l&#8217;identit\u00e0 di Verit\u00e0 e di Giustizia, e hanno giustamente valutato il loro legame necessario con la morale, la filosofia moderna ha deciso che tali legami non sono necessari, anzi, che non sono degni di una societ\u00e0 civile; che la giustizia si deve emancipare dalla morale, o almeno dalla morale tradizionale, fondata sull&#8217;essere, per aggiornarsi continuamente al cambiamento sociale e culturale in atto; e che la Verit\u00e0, con la &quot;v&quot; maiuscola, non esiste n\u00e9 mai \u00e8 esistita, dunque che \u00e8 sbagliato e dannoso volerne fare la base della giustizia. Tale \u00e8 l&#8217;essenza del pensiero liberale, che, in questo senso, si pu\u00f2 considerare davvero come l&#8217;anima della civilt\u00e0 moderna: una civilt\u00e0 basata sui diritti del singolo individuo, preferibilmente dotato di mezzi economici. Dunque su una ragion pratica slegata dalla ragion pura, dalla subordinazione necessaria all&#8217;essere.<\/p>\n<p>Da Kant in poi, la filosofia ha rinunciato a occuparsi dell&#8217;essere; e, da Hegel in poi, ha capovolto il rapporto fra l&#8217;essere e il pensiero, facendo di quello il risultato di questo; infine, con Bentham e gli altri utilitaristi, ha sentenziato che non \u00e8 vero ci\u00f2 che \u00e8 vero e che non \u00e8 giusto ci\u00f2 che \u00e8 giusto, ma che \u00e8 vero e giusto ci\u00f2 che \u00e8 utile, ci\u00f2 che risulta utile all&#8217;uomo, a questo particolare tipo d&#8217;uomo che pu\u00f2 far valere i suoi diritti in tribunale con la forza del denaro, ad esempio pagandosi i migliori avvocati, indipendentemente dal grado di verit\u00e0 che si riflette effettivamente nella sua pretesa di avere &quot;giustizia&quot; dalla societ\u00e0. \u00c8 il trionfo dell&#8217;ingiustizia legalizzata.<\/p>\n<p>Cos\u00ec scriveva Enrico Opocher (Treviso, 1914 &#8212; Padova, 2004), uno dei nostri pi\u00f9 insigni filosofi del diritto, gi\u00e0 docente all&#8217;Universit\u00e0 di Padova, nel breve ma significativo saggio \u00abGiustizia e verit\u00e0\u00bb (nel volume collettaneo \u00abSettimana di studi giuridici in onore di Francesco Carnelutti\u00bb, a cura di Nicola Mangini, Quaderni dell&#8217;Ateneo Veneto, Venezia, 1967, pp. 24-25):<\/p>\n<p>\u00abChe l&#8217;idea della verit\u00e0 o, meglio, del riconoscimento della Verit\u00e0, costituisca uno degli aspetti fondamentali della Giustizia \u00e8 cosa di cui si \u00e8 accorta anche la coscienza comune. Nella sua profonda saggezza, in quella saggezza che non conosce le complicazioni e qualche volta anche le storture degli &quot;addottrinati&quot;e perci\u00f2 coglie quasi sempre con mirabile intuizione le basi stesse del mondo umano, essa ha, infatti, individua tonda tempo immemorabile questo aspetto della Giustizia, ha sempre capito che la forma peggiore, pi\u00f9 atroce dell&#8217;ingiustizia consiste proprio nella negazione della Verit\u00e0.<\/p>\n<p>Interroghiamo l&#8217;uomo della strada. Poniamolo di fronte ad una sentenza, vale a dire al culmine stesso dell&#8217;esperienza che si costituisce intorno all&#8217;idea della Giustizia. Pi\u00f9 che preoccuparsi della sua corrispondenza o meno alla legge e quindi delle ragioni della sua legalit\u00e0, pi\u00f9 che soffermarsi a commisurare la corrispondenza o meno di questa sentenza all&#8217;orizzonte ideologico della societ\u00e0 in cui vive, l&#8217;uomo della strada si chiede se il giudice abbia rispettato la Verit\u00e0, se abbia attribuito la ragione ed il torto secondo Verit\u00e0. Egli sente che il problema di fondo della Giustizia sta proprio qui. E di questa profonda intuizione della coscienza comune il pensiero riflesso non poteva non tenere, sia pure rapsodicamente, il massimo conto. Le antiche culture orientali l&#8217;hanno sottolineata, al solito, in maniera estremamente incisiva: &quot;Di uno che dice il vero si dice che parla il giusto e di uno che parla il giusto che dice il vero: le sue cose sono in realt\u00e0 una sola&quot;, afferma una antichissima &quot;Upanishad&quot; indiana. E la Bibbia rincalza: &quot;Chi dice la verit\u00e0 proclama la Giustizia&quot; (Proverbi, XII, 17). Ma anche nella cultura classica ed in quella medievale possiamo cogliere la preoccupazione di approfondire il medesimo concetto. Nel &quot;De officiis&quot; Circerone insegna che &quot;fundamentum autem est iustitiae fides id est victorum conventorumque constantia et veritas&quot; (V, 1, cap. VII). E nella &quot;Summa Theologica&quot; S. Tommaso sostiene che &quot;ad hoc debitum pertinet quod homo talem exibeat alteri in verbis et in factis qualis est et ideo adiungitur iustitiae veritas&quot; (II, 2, quaestio LXXX). L&#8217;intuizione del profondo rapporto intercedente tra Giustizia e Verit\u00e0 non viene certo meno nella cultura moderna ed in quella contemporanea. Vico e Rosmini non esitano rispettivamente ad affermare che &quot;cumque et verum ut aequum bonum sit duplex fundamentum omnis societatis, cumque id dictet ipsa iustitia&quot; (&quot;De uno universi iuris principio et fine uno&quot;, LVII e LIX) e che &quot;il riconoscimento della verit\u00e0&#8230; \u00e8 l&#8217;atto proprio ed essenziale della moralit\u00e0&quot; (&quot;Principii della scienza morale&quot;, XXI, Milano 1941, pp. 101 ss.).\u00bb<\/p>\n<p>Il problema della giustizia, dunque, si pone all&#8217;uomo moderno in termini essenzialmente legalistici: curioso ritorno al passato di una filosofia del diritto che si auto-proclama evoluta pi\u00f9 di quante mai ve ne furono nel corso della storia.<\/p>\n<p>L&#8217;uomo antico non si preoccupava della verit\u00e0, ma della giustizia: ottemperare alle leggi era giusto, e di pi\u00f9 non gli veniva domandato. Il dramma di Antigone \u00e8 tutto qui: nel fatto che, per la cultura greca, i diritti della coscienza non trovano riconoscimento da parte della &quot;polis&quot;, se si discostano da quanto stabilito per legge. &quot;Ethos&quot; e &quot;nomos&quot; non sempre vanno d&#8217;accordo; o meglio, l&#8217;&quot;ethos&quot; non rende ragione del sentimento di giustizia individuale, del sentimento di giustizia cos\u00ec come sgorga spontaneamente alla coscienza, magari in contrasto con quanto prescritto dalle leggi civili. Le cose andavano ancora peggio nella cultura giudaica: il processo e la morte di Ges\u00f9 nascono proprio da ci\u00f2. La religione giudaica non ammette che una legge della coscienza, appellandosi direttamente alla Verit\u00e0, possa superare e sostituire la legge mosaica: opinare diversamente, significa commettere sacrilegio. Ges\u00f9 viene accusato di sacrilegio e condannato per questo, per aver preteso di far valere una idea della giustizia, e quindi della Verit\u00e0, superiore e anteriore a quella dei rabbini e degli scribi. La sua morte \u00e8 stata voluta e preparata a lungo, con estrema coerenza e determinazione: fin da quando egli ha proclamato che non l&#8217;uomo \u00e8 fatto per il sabato, ma il sabato per l&#8217;uomo; che non i giusti, mai i peccatori hanno bisogno dell&#8217;amore e del perdono di Dio; che non \u00e8 lecito a chi \u00e8 peccatore, scagliare la pietra contro un altro peccatore.<\/p>\n<p>Pilato, rappresentante della concezione romana, si meraviglia di tutto questo infervorarsi dei Giudei per una questione astrusa e lontana, come quella della verit\u00e0; ironicamente chiede a Ges\u00f9: &quot;Che cos&#8217;\u00e8 la verit\u00e0?&quot;, ma non attende nemmeno la risposta. Per lui, romano, erede della tradizione antica, \u00e8 ovvio che la legge non discende necessariamente dalla verit\u00e0; che non si pu\u00f2 nemmeno dire, con precisione, che cosa sia la verit\u00e0; \u00e8 ovvio che la legge si limita a stabilire delle norme e a sorvegliare che esse siano applicate, e a punire coloro che le infrangono. Lo scontro fra le due mentalit\u00e0, quella antica e quella cristiana, \u00e8 rimandato di tre secoli e mezzo, ma inesorabilmente arriva: arriva quando l&#8217;imperatore Teodosio, colpevole di aver ordinato un brutale e indiscriminato massacro di cittadini a Tessalonica, si vede chiudere in faccia le porte della chiesa ed imporre dal vescovo di Milano, Ambrogio, una severa penitenza. E vince il vescovo inerme, contro un sovrano che regna sull&#8217;impero pi\u00f9 potente della storia.<\/p>\n<p>Tutta la filosofia del diritto medievale ribadisce questo concetto, chiaramente formalizzato anche da San Tommaso: se insorge una discrepanza fra quanto ordina la legge e quanto esige la coscienza, bisogna dare ascolto alla voce della coscienza. \u00c8 la vittoria dell&#8217;uomo interiore sull&#8217;uomo esteriore, della Verit\u00e0 sulla legge con la &quot;l&quot; minuscola, cio\u00e8 come insieme di norme pratiche, puramente umane, puramente formali. La Giustizia \u00e8 di Dio: agli uomini spetta, s\u00ec, farla rispettare, ma non sostituirsi ad essa, non stabilire da se stessi che cosa sia giusto e cosa non lo sia. Questo spetta a Dio: il peccato di Adamo ed Eva, il peccato originale, nacque proprio da qui: dal volersi fare l&#8217;uomo arbitro del bene e del male, stabilendo da s\u00e9 in che cosa consistano.<\/p>\n<p>Ma la cultura moderna non accetta pi\u00f9 questo principio, anche perch\u00e9 non crede pi\u00f9 in Dio. La cultura moderna pensa di poter rendere giustizia agli uomini anche prescindendo dalla Verit\u00e0, semplicemente applicando il codice. Per ogni reato c&#8217;\u00e8 un articolo del codice che lo contempla e lo punisce; e per ogni articolo del codice c&#8217;\u00e8 una pena corrispondente. Molto semplice. La Giustizia si \u00e8 persa per strada, \u00e8 rimasta la legge, con la &quot;l&quot; minuscola: e questo \u00e8 tutto. Siamo ricaduti nel legalismo farisaico: chi rispetta la legge \u00e8 a posto, chi non la rispetta \u00e8 un reo. Come lo era Antigone, con la sua pretesa di dare pietosa sepoltura al fratello morto.<\/p>\n<p>Esiste una possibilit\u00e0 di ritornare all&#8217;idea della Verit\u00e0 e della Giustizia, di rifondare la Giustizia sopra la roccia incrollabile della Verit\u00e0, senza per\u00f2 ritornare all&#8217;identificazione della legge civile e penale con la legge religiosa, come tuttora avviene nelle legislazioni di tipo fondamentalista? Esiste la possibilit\u00e0 di superare il formalismo e di riconquistare lo spirito della legge, che \u00e8 spirito di Verit\u00e0 e di Giustizia? Forse; ma a patto di ricostituire un quadro di riferimento morale, nel senso pi\u00f9 alto del termine. Una societ\u00e0 e una cultura che abbiano smarrito il senso morale, che abbiano smarrito perfino la consapevolezza che sul senso morale poggia anche il sistema giuridico, non potranno mai pi\u00f9 ritrovare n\u00e9 la Giustizia autentica, n\u00e9, di conseguenza, la Verit\u00e0.<\/p>\n<p>Tale \u00e8 il vicolo cieco in cui ci siamo infilati, chiamandolo Progresso. Adesso ci ritroviamo fra le mani delle armi spuntate, dei tribunali che non rendono vera giustizia, delle sentenze che offendono la Verit\u00e0: e le persone comuni, come osserva Opocher, se ne accorgono benissimo, bench\u00e9 digiune di dottrina giuridica &#8212; o forse proprio per questo. Certo \u00e8 che si \u00e8 creato un abisso fra la &quot;giustizia&quot; che si celebra nei tribunali e il senso della giustizia che vive nel cuore degli uomini; fra le leggi approvate dai parlamenti, e quelle che sono inscritte, in caratteri indelebili, nella coscienza delle persone; un abisso che continua ad allargarsi giorno dopo giorno, anno dopo anno. Per la legge, l&#8217;aborto \u00e8 perfettamente legale, purch\u00e9 fatto nei termini che essa stabilisce; anche l&#8217;eutanasia, entro pochi anni, lo sar\u00e0 in moltissimi Paesi; e cos\u00ec pure i cosiddetti matrimoni omosessuali, con tanto di &quot;diritto&quot; alla genitorialit\u00e0. Ma nel profondo della coscienza, qualcosa si ribella.<\/p>\n<p>I giudici applicano la legge, ma quella legge \u00e8 solo una caricatura della vera Legge: che nasce direttamente dalla Verit\u00e0 e, pertanto, non \u00e8 negoziabile, n\u00e9 strumentalizzabile. \u00c8, semplicemente&#8230;<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>L&#8217;idea di giustizia non pu\u00f2 prescindere dal concetto della verit\u00e0, anzi, della Verit\u00e0 con la &quot;v&quot; maiuscola: non esiste giustizia che non sia anche Verit\u00e0, omaggio<span class=\"excerpt-hellip\"> [\u2026]<\/span><\/p>\n","protected":false},"author":2,"featured_media":30154,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"_jetpack_memberships_contains_paid_content":false,"footnotes":""},"categories":[36],"tags":[263,265],"class_list":["post-25451","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-etica","tag-verita","tag-virtu"],"jetpack_featured_media_url":"https:../../../../fides-et-ratio.it/wp-content/uploads/2023/10/categoria-etica.jpg","jetpack_sharing_enabled":true,"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/25451","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/users\/2"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/comments@post=25451"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/25451\/revisions"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/media\/30154"}],"wp:attachment":[{"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/media@parent=25451"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/categories@post=25451"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/tags@post=25451"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}