{"id":25444,"date":"2017-10-17T12:13:00","date_gmt":"2017-10-17T12:13:00","guid":{"rendered":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/2017\/10\/17\/giuseppe-savino-elogio-della-scrittura-pulita\/"},"modified":"2017-10-17T12:13:00","modified_gmt":"2017-10-17T12:13:00","slug":"giuseppe-savino-elogio-della-scrittura-pulita","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/2017\/10\/17\/giuseppe-savino-elogio-della-scrittura-pulita\/","title":{"rendered":"Giuseppe Savino, elogio della scrittura &#8220;pulita&#8221;"},"content":{"rendered":"<p>Pu\u00f2 capitarvi di andare al mercatino e di trovarvi fra le mani un libro cartonato, di circa 200 pagine, dalla modesta apparenza, con una copertina poco vistosa: una bambina bionda con le mani giunte in un gesto di preghiera, gli occhi azzurri dallo sguardo concentrato, &quot;pulito&quot;, e, sullo sfondo, niente; solo il titolo, <em>La storia incantata<\/em>, e il nome dell&#8217;autore: Giuseppe Savino. \u00c8, chiaramente, un libro per bambini: pi\u00f9 o meno ingiallito; ma, se anche apparisse nuovo di zecca, si capirebbe al primo colpo d&#8217;occhio che \u00e8 un libro di circa settant&#8217;anni fa: nessuna casa editrice, oggi &#8211; ai tempi di <em>Harry Potter<\/em> e di Daniel Pennac con la sua fata Carabina &#8211; pubblicherebbe un libro con quella copertina, quella semplicit\u00e0, quella &quot;ingenuit\u00e0&quot;. Infatti, sfogliandolo, si scopre che l&#8217;anno di pubblicazione \u00e8 il 1952, ad opera delle Edizioni S.A.S. di Torino, Corso Regina Margherita, numero 1. Per chi non lo sapesse, era una casa editrice cattolica, ma &quot;laica&quot;, come le Edizioni S.A.I.E. (Societ\u00e0 Azionaria Internazionale), nate nel 1954 &#8212; lo stesso anno della R.A.I. &#8211; per impulso del beato don Giacomo Alberione, e come la S.E.I. (Societ\u00e0 Editrice Internazionale), quest&#8217;ultima dei salesiani, ubicate rispettivamente al numero 2 e al numero 176 dello stesso viale torinese.<\/p>\n<p>Per tutte e tre queste case editrici, per ci\u00f2 che hanno offerto al lettore italiano, e specialmente ai bambini e ai giovani, negli anni decisivi del <em>boom<\/em> economico, allorch\u00e9 si trattava di mostrare che la Chiesa aveva una identit\u00e0, una linea e una prospettiva ben diverse da quelle del materialismo edonista e consumista che allora stava prendendo piede nel nostro Paese, proviamo un&#8217;ammirazione ed una gratitudine sconfinate. Non sono pochi i libri meravigliosi di cui la nostra infanzia e adolescenza di sono nutrite, e questo proprio mentre la marea di fango del politicamente corretto stava dilagando nell&#8217;editoria e contribuiva a portare fuori strada, intellettualmente e moralmente, milioni di giovani. Mentre celebravano i loro dubbi, osceni trionfi, scrittori pornografici come Moravia e Pasolini, e filosofi scalcagnati e distruttivi come Sartre e i suoi imitatori nostrani, libri come la serie de <em>I cinque sbarazzini<\/em> di Enid Blyton, della S.A.I.E., o come <em>Trent&#8217;anni nella Terra del Fuoco<\/em>, del missionario Alberto Maria De Agostini, della S.E.I., sono stati assai pi\u00f9 che una boccata d&#8217;aria fresca in mezzo alla palude malarica: sono stati fonte di gioia, di belle fantasticherie, di ore serene, di pensieri lieti e positivi, tutte cose di cui il pubblico moderno aveva e ha un bisogno immenso. E la nostra ammirazione e la nostra gratitudine crescono ancora di pi\u00f9, e si tingono di struggente nostalgia, vedendo che cosa sono diventate l&#8217;editoria e la stampa &quot;cattoliche&quot; dei nostri giorni: perch\u00e9 il malcapitato che entra in una libreria paolina dei nostri giorni e vede esposti i libri &quot;teologici&quot; di Vito Mancuso e di Enzo Bianchi, o lo sciagurato cattolico che acquista <em>L&#8217;Avvenire<\/em> e vi trova, per sua edificazione e consolazione, le vignette di Sergio Staino, ateo militante e &quot;storico&quot;, nonch\u00e9 presidente onorario dell&#8217;Uaar, Unione degli Atei e degli Agnostici Razionalisti, nelle quali Ges\u00f9 Cristo appare come un povero fesso, per giunta dall&#8217;aria semiaddormentata, che, per secoli, quelle anime nere dei preti hanno strumentalizzato, facendone addirittura un dio, per i loro turpi ed inconfessabili interessi, o che vede, in prima pagina, un immenso spot pubblicitario a favore della legge <em>sullo ius soli<\/em>, ebbene, costoro non possono sapere, se hanno meno di quaranta o cinquanta anni, che le cose non sono sempre state cos\u00ec, e che vi fu un tempo nel quale la stampa cattolica era davvero cattolica, e l&#8217;editoria cattolica non smerciava libri modernisti facendoli passare per cattolici, ma offriva ai lettori, e specialmente ai bambini, e ai loro genitori che volevano regalare delle sane lettura ai loro figli, dei libri, dei romanzi, dei saggi, nei quali si respirava il profumo del pulito, la gioia della bellezza e dell&#8217;armonia, il conforto della coscienza sgombra dalle sozzure &#8211; e quel che \u00e8 peggio, addirittura demoniaco &#8211; il compiacimento per le sozzure, che \u00e8 tipico di certa pseudo cultura moderna, fatta passare per arte, per letteratura, per filosofia, mentre \u00e8 solamente spazzatura ed immondizia, che ha inquinato e avvilito innumerevoli lettori. E ci\u00f2 non per negare che si possa parlare anche delle cose brutte, ma altro \u00e8 parlarne e altro \u00e8 rotolarsi nel fango.<\/p>\n<p>Dunque: se vi capitasse in mano il libro di Giuseppe Savino <em>La storia incantata<\/em>, acquistatelo. \u00c8 una bella, commovente lettura; soprattutto edificante e colma di poesia, delicatezza d&#8217;animo, sentimenti gentili: parte dalla leggenda dell&#8217;asfodelo e vola nei regni della fantasia. E fatelo leggere ai vostri figli, se ne avete; o regalatelo a qualche bimbo. Forse non lo legger\u00e0; pazienza: l&#8217;importante \u00e8 provarci, offrire delle occasioni, in modo che i bambini e i ragazzi sappiano che esiste anche un altro modo di vedere il mondo, non solo quello materialista ed edonista; non solo quello freudiano, che d\u00e0 per scontata la sozzura insita nell&#8217;uomo; n\u00e9 quello pasoliniano, che inneggia al vizio; oppure, per restare nell&#8217;ambito della letteratura per l&#8217;infanzia &#8212; un genere pressoch\u00e9 estinto, dacch\u00e9 si \u00e8 voluto fare del bambino un precoce vecchietto, carico di tutti i vizi della vecchiaia &#8212; che non c&#8217;\u00e8 solo Gianni Rodari, uno scrittore immensamente gonfiato e sopravvalutato, solo perch\u00e9 piaceva alla sinistra, detentrice del monopolio culturale, e perch\u00e9 prendeva le fiabe a pretesto per inneggiare al comunismo, cosa che gli \u00e8 valsa la dedicazione d&#8217;innumerevoli scuole elementari e medie, vie e piazze <em>del bel Paese l\u00e0<\/em> <em>dove &#8216;l s\u00ec suona<\/em>; ma che c&#8217;\u00e8 anche altro. O, almeno, che c&#8217;era: visto che bisogna andare indietro di settant&#8217;anni per trovare una letteratura sana e formativa per il pubblico dei pi\u00f9 giovani. Ma cos\u00ec \u00e8: del resto, lo abbiamo detto continuamente: la modernit\u00e0 \u00e8 una malattia, una malattia come la peste: o se ne guarisce, o se ne muore &#8212; in senso spirituale, s&#8217;intende. Il guaio \u00e8 che i morti si contano a milioni, ma non sanno di essere morti; se ne vanno in giro, convinti, convintissimi d&#8217;essere vivi e vegeti, anzi, d&#8217;essere pieni di vita: e invece puzzano di cadavere, perch\u00e9 sono gi\u00e0 &#8211; intellettualmente e moralmente &#8212; in avanzato stato di putrefazione, e mandano un fetore insopportabile. Chi ne \u00e8 guarito, invece, \u00e8 vaccinato per sempre: e non potr\u00e0 mai pi\u00f9 vedere il mondo come lo vedeva prima, cio\u00e8 come lo vedeva quand&#8217;era ammalato anche lui, come gli altri, e sprofondato anche lui, come gli altri, nella pestifera palude. Cos\u00ec, colui che \u00e8 malato di modernit\u00e0, se si trova per le mani un libro come questo, dir\u00e0: <em>Ma guarda che roba! Com&#8217;erano sempliciotti, com&#8217;erano ingenui, com&#8217;erano bacchettoni i nostri nonni!,<\/em> e lo rimetter\u00e0 sul banco, con un&#8217;alzata di spalle, senza degnarlo pi\u00f9 nemmeno d&#8217;un pensiero. Chi ne \u00e8 guarito, invece, non appena avr\u00e0 sfogliato le sue pagine, e ammirato i bellissimi disegni di un illustratore per l&#8217;infanzia, o forse di una illustratrice, cos\u00ec modesta da non essersi neanche firmata, o si \u00e8 firmata con uno pseudonimo che, oggi, \u00e8 quasi impossibile identificare, capir\u00e0 di aver trovato un tesoro, e si affretter\u00e0 ad acquistarlo e a portarselo a casa, tenendolo ben stretto sotto il braccio &#8212; come si fa, appunto, coi tesori preziosi, che si teme di poter sciupare anche solo involontariamente.<\/p>\n<p>Quanto all&#8217;autore, buio assoluto: abbiamo provato a fare una ricerca in rete, ma niente: pare che non sia mai passato sulla terra, che non abbia camminato su piedi umani, che sia stato un&#8217;entit\u00e0 inafferrabile, di cui i suoi contemporanei non si sono neppure accorti. <em>Giuseppe Savino: e chi era costui?,<\/em> potremmo chiedere, parafrasando don Abbondio, alle prese con il buon Carneade. Nessuno lo sa: ma non \u00e8 una lacuna della nostra cultura; ne sono sparite le tracce. Non gli hanno eretto busti, n\u00e9 dedicato scuole e piazze; non gli hanno riservato nemmeno una minuscola nota bio-bibliografica da qualche parte. E va bene: ne faremo a meno. A noi basta il libro che ci ha lasciato: forse non sar\u00e0 un capolavoro, ma \u00e8 un piccolo tesoro di poesia, e glie ne siamo grati. Difficile farne una sintesi: \u00e8 una storia incantata che si snoda nei regni della fantasia, con inesauribile inventiva, passando da una scena all&#8217;altra, da un quadro all&#8217;altro, alternando frequenti poesie in versi alle pagine di prosa, per\u00f2 &#8212; e qui sta il segreto, e, nello stesso tempo, la bravura dell&#8217;autore &#8212; senza smarrire mai il legame con la realt\u00e0, e precisamente con la dimensione morale: tutto \u00e8 occasione per una riflessione sulla condizione dell&#8217;uomo, sulla gioia della bont\u00e0, e anche sul mistero del male, ma trattato, quest&#8217;ultimo, con mano lieve, come si addice alla giovane et\u00e0 dei lettori cui il libro \u00e8 destinato. Insomma, non \u00e8 una scorribanda nei regni dell&#8217;immaginazione che rimane fine a se stessa; \u00e8 molto di pi\u00f9: \u00e8 una elevazione dell&#8217;anima verso i buoni sentimenti, verso l&#8217;aria pura e la luce, verso Dio, ma eseguita con lievit\u00e0, con delicatezza, con tocco soave, senza moralismi a buon mercato e senza colpi bassi di genere emotivo. E se una lacrima sgorga sul ciglio del giovane lettore, cosa che pu\u00f2 accadere &#8212; se pure i bambini di oggi sanno commuoversi e il loro cuore non si \u00e8 indurito a forza di giochi elettronici violenti e disumani &#8212; ci\u00f2 accade perch\u00e9 vi \u00e8 un fondo di generosit\u00e0 e di altruismo nell&#8217;anima umana, che libri come questi son capaci di risvegliare; mentre altri libri, e film, e spettacoli musicali, che non esitiamo a definire infernali, fanno esattamente il contrario: stuzzicano, accarezzano e sobillano la parte malvagia che sonnecchia in fondo all&#8217;anima.<\/p>\n<p>Impossibile, quindi, rendere un&#8217;idea della vicenda, cos\u00ec come \u00e8 impossibile selezionare una pagina particolarmente meritevole di attenzione e di riflessione: non c&#8217;\u00e8; il libro &#8212; met\u00e0 romanzo, met\u00e0 fiaba &#8212; andrebbe letto tutto, anche per gustare le numerose illustrazioni, in bianco e nero e a colori, per a maggior parte firmate <em>Gian<\/em> &#8212; ma c&#8217;\u00e8 anche un&#8217;altra mano, che si firma <em>Salelli<\/em>, a quanto pare -, non meno poetiche e suggestive della parola scritta. Perci\u00f2, ne prendiamo una, letteralmente a caso, e ci permettiamo di riportarla, come un piccolo assaggio e un invito alla lettura; vi si parla, con sensibilit\u00e0 e poesia, di un grande mistero, che ai bambini non deve essere taciuto: quello del piacere maligno di sporcare le cose belle, e che ha sempre un prezzo: la perdita dell&#8217;innocenza (pp. 24-26):<\/p>\n<p><em>La fontana ciangottava correndo lontano; poi riprendeva, trillando, il suo canto.<\/em><\/p>\n<p><em>La nube vi si specchiava dal cielo.<\/em><\/p>\n<p><em>L&#8217;uccello scendeva a baciarla rapido, sorbendo, con il becco, un rosario di gocciole vive.<\/em><\/p>\n<p><em>Talvolta, un Angelo si fermava un istante, seduto sul sasso muschiato, e sorrideva, ascoltando quella voce; e non partiva mai senza aver posto le sue mani sulla fontana, raccogliendole come un cuore.<\/em><\/p>\n<p><em>L&#8217;acqua s&#8217;animava, allora; come d&#8217;una fiorita di rose. La canzone risonava pi\u00f9 pura. Il rivoletto correva pi\u00f9 rapido; saltellando fra i sassi, giocondo d&#8217;insolita festa.<\/em><\/p>\n<p><em>Poi, un giorno&#8230;<\/em><\/p>\n<p><em>Un Angelo bello, come i raggi del sole mattutino, scosse il capo, e con un sospiro vol\u00f2 lontano.<\/em><\/p>\n<p><em>E vennero, invece, strane creature ch&#8217;io non avevo mai vedute.<\/em><\/p>\n<p><em>E chi usciva dal cavo d&#8217;un albero, chi dal ventre d&#8217;un fungo, chi dalla fessura d&#8217;un sasso; chi saltava dall&#8217;orlo d&#8217;un baccello risecchito, e chi dal guscio infranto d&#8217;una noce&#8230;<\/em><\/p>\n<p><em>Uscivano, con un brusio di fuoco, e crescevano rapidi e rattorti, come la fiamma. Uscivano, come dall&#8217;arnia vengono le vespe. Ondeggiavano, un momento, come le lucciole, le sere d&#8217;estate; poi scoppiavano in lingue di fuoco, per modellarsi di fuoco dentro la figura d&#8217;un capro.<\/em><\/p>\n<p><em>E tosto. Impuntavano i piedi zoccoluti d&#8217;unghia spessa; si drizzavano, con le mani di scimmia, pelose; laceravano i rami fioriti, per farsene corone ai capelli, per infiggerle a due minuscole corna attorcigliate&#8230;<\/em><\/p>\n<p><em>Con la piccola coda sferzavano i fianchi&#8230;<\/em><\/p>\n<p><em>Come fu pieno il prato e la selva, si misero a danzare, tenendosi per mano, e levando un diavol\u00eco di polvere e di urla.<\/em><\/p>\n<p><em>Impaurito, io mi tenevo nell&#8217;ombra d&#8217;un albero.<\/em><\/p>\n<p><em>Vedevo i fiori rinchiudersi, come allo scoppiar della tempesta.<\/em><\/p>\n<p><em>O quando passa, con gli occhi lucenti, il serpe freddo e strisciante.<\/em><\/p>\n<p><em>Udii il loro grido: &quot;Finalmente, finalmente!&quot;.<\/em><\/p>\n<p><em>Poi si mossero, tutti, a calpestare l&#8217;erbe e i fuori; a intorbidare i ruscelli; ad atterrare i nidi; a scerpare le frondi&#8230;<\/em><\/p>\n<p><em>E corsero alla fontana.<\/em><\/p>\n<p><em>La fontana cantava<\/em><\/p>\n<p><em>Risero.<\/em><\/p>\n<p><em>S&#8217;ammiccarono con i loro piccoli occhi maligni, e si diedero scagliar sassi e fango dentro l&#8217;acqua.<\/em><\/p>\n<p><em>Sentivo il tonfo duro delle pietre, e il flagello straziante del terriccio&#8230; La fontana difendeva la sua voce. Gorgogliava e balzava minacciosa di spruzzi&#8230;<\/em><\/p>\n<p><em>Di tratto in tratto, i satirelli smettevano la loro tracotante impresa e ascoltavano.<\/em><\/p>\n<p><em>&#8211; Canta?<\/em><\/p>\n<p><em>&#8211; Deve piangere!<\/em><\/p>\n<p><em>&#8211; E ricominciavano, con pi\u00f9 ira.<\/em><\/p>\n<p><em>&#8211; La voce si faceva sempre pi\u00f9 fioca. Poi, tacque.<\/em><\/p>\n<p><em>&#8211; E quelli si dispersero, in fretta, nell&#8217;aria, per il bosco, come se temessero.<\/em><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Pu\u00f2 capitarvi di andare al mercatino e di trovarvi fra le mani un libro cartonato, di circa 200 pagine, dalla modesta apparenza, con una copertina poco<span class=\"excerpt-hellip\"> [\u2026]<\/span><\/p>\n","protected":false},"author":2,"featured_media":30163,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"_jetpack_memberships_contains_paid_content":false,"footnotes":""},"categories":[25],"tags":[92],"class_list":["post-25444","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-letteratura","tag-altro"],"jetpack_featured_media_url":"https:../../../../fides-et-ratio.it/wp-content/uploads/2023/10/categoria-letteratura.jpg","jetpack_sharing_enabled":true,"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/25444","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/users\/2"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/comments@post=25444"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/25444\/revisions"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/media\/30163"}],"wp:attachment":[{"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/media@parent=25444"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/categories@post=25444"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/tags@post=25444"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}