{"id":25433,"date":"2012-02-07T07:30:00","date_gmt":"2012-02-07T07:30:00","guid":{"rendered":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/2012\/02\/07\/il-cristianesimo-che-giuliano-detestava-era-forse-un-fantasma-della-sua-mente\/"},"modified":"2012-02-07T07:30:00","modified_gmt":"2012-02-07T07:30:00","slug":"il-cristianesimo-che-giuliano-detestava-era-forse-un-fantasma-della-sua-mente","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/2012\/02\/07\/il-cristianesimo-che-giuliano-detestava-era-forse-un-fantasma-della-sua-mente\/","title":{"rendered":"Il cristianesimo che Giuliano detestava era forse un fantasma della sua mente"},"content":{"rendered":"<p>L&#8217;imperatore Giuliano detestava il cristianesimo e desiderava ricacciarlo indietro, restaurando, al contempo, il culto degli d\u00e8i olimpici, un culto profondamente permeato di neoplatonismo: questo, almeno, \u00e8 quanto generalmente si crede e si tramanda.<\/p>\n<p>In realt\u00e0, una simile impostazione del rapporto fra Giuliano e il cristianesimo \u00e8, a dire poco, semplicistica; e, se pu\u00f2 andar bene per lo storico frettoloso, che ha bisogno di semplificare i concetti della storia delle idee per potersi meglio concentrare su quella economica, politica e sociale, non pu\u00f2 assolutamente bastare per lo studioso di filosofia e di storia delle religioni.<\/p>\n<p>Il mancato incontro fra la morale cristiana e quella neoplatonica, rappresentata da una figura illustre di sovrano che fu anche un notevole intellettuale, \u00e8 uno di quei problemi che dovrebbero attirare al massimo la nostra attenzione, proprio perch\u00e9 dalla sua soluzione, o almeno dalla sua esatta comprensione, dipende il giudizio che potremo dare sui ruoli rispettivamente svolti nella storia spirituale della civilt\u00e0 tardo-antica dalle due grandi religioni che si disputavano il predominio nell&#8217;Impero Romano, quella degli avi, ormai giunta al declino, e quella venuta dalla Palestina, avviata inarrestabilmente verso la vittoria finale.<\/p>\n<p>Si sa che Giuliano ricevette una educazione cristiana; si sa anche che egli dovette legarla alla figura di suo cugino Costanzo II, responsabile della morte di tutti i suoi familiari e figlio di quel Costantino che, con l&#8217;editto di Milano, aveva avviato il cristianesimo stesso a divenire religione di Stato (processo che si compir\u00e0 solo mezzo secolo dopo, con Teodosio); tuttavia bisogna stare in guardia contro la tentazione dello psicologismo, cio\u00e8 di ridurre il rifiuto del cristianesimo da parte di Giuliano alla associazione di questo con la dinastia costantiniana; il che sarebbe un po&#8217; come ricondurre automaticamente, ad esempio, il pessimismo filosofico di Leopardi ai dati biografici della sua infanzia solitaria e infelice, alla sua cattiva salute e cos\u00ec via.<\/p>\n<p>Sappiamo anche che Giuliano ricevette una accurata formazione classica e che, leggendo Omero ed Esiodo, pervenne ad una sorta di autentica venerazione per la cultura greca; che ebbe un vivo interesse per le cose divine e si fece iniziare ai misteri di Mitra, la divinit\u00e0 persiana che, allora, faceva seriamente concorrenza al cristianesimo (tanto che un noto studioso ha potuto affermare che se il mondo romano non fosse divenuto cristiano, sarebbe divenuto mitraico); che si appassion\u00f2 profondamente alla filosofia neoplatonica e specialmente agli esiti dell&#8217;incontro di questa con la teurgia, promosso specialmente da Giamblico; che la sua indole ardente, onesta, portata all&#8217;ascetismo e sorretta da un fortissimo senso del dovere, nonch\u00e9 la sua fondamentale bonariet\u00e0 e tolleranza, lo trattennero da una aperta persecuzione del cristianesimo (si limit\u00f2 all&#8217;allontanamento di funzionari e insegnanti cristiani e a qualche innocuo battibecco con qualche comunit\u00e0 cristiana, come quella di Antiochia) e lo indussero piuttosto a combattere quest&#8217;ultimo con le armi della cultura, dell&#8217;esempio, dell&#8217;organizzazione del culto, nel disperato tentativo di ridare forza e linfa vitale al paganesimo morente e alla sua casta sacerdotale.<\/p>\n<p>Ma quali erano le vere ragioni dell&#8217;avversione e, prima ancora, della fondamentale incomprensione del cristianesimo da parte di Giuliano? Che cosa poteva trovare, nella morale cristiana, di cos\u00ec diverso dalla morale che lui stesso teorizzava e praticava; oppure non si trattava di reale diversit\u00e0, ma di un fraintendimento, di un pregiudizio, di una incapacit\u00e0 di porsi in maniera equanime di fronte al fenomeno del nuovo che stava avanzando, chiudendosi a riccio nella impossibile difesa dell&#8217;antico, a dispetto di tutto e di tutti?<\/p>\n<p>Una lettura anche fugace dei suoi scritti, o meglio di quella parte di essi che ci \u00e8 pervenuta, non lascia molti dubbi circa il fatto che il problema etico, che sta al centro della riflessione religiosa di Giuliano, non era posto in termini sostanzialmente diversi da quelli del cristianesimo; qualche differenza pi\u00f9 pronunciata, invece, si nota riguardo al rapporto dell&#8217;uomo con la divinit\u00e0, ai modi e ai fini dell&#8217;adorazione; ma neppure in questi casi si tratta di diversit\u00e0 tali da giustificare una contrapposizione cos\u00ec animosa e profonda, come quella che egli imperson\u00f2 con la propria azione di governo, nel breve periodo (neppure venti mes, non lo si dimentichi) nel quale egli ebbe in mano il governo del riunificato Impero Romano.<\/p>\n<p>Di pi\u00f9. Se il paganesimo della tarda antichit\u00e0 non era affatto una religione, o una filosofia, ma una costellazione di religioni e di filosofie, una pluralit\u00e0 di culti e una visione del mondo sincretistica e, perci\u00f2, per sua stessa natura, pluralista ed accogliente verso altre religioni e filosofie, in quella costellazione Giuliano privilegi\u00f2 il culto del Sol Invictus, probabilmente lo stesso cui aveva aderito Costantino e che ai cristiani, all&#8217;epoca dell&#8217;editto di Milano e anche dopo, pot\u00e9 sembrare quasi una adesione alla loro propria fede, principalmente in virt\u00f9 del suo monoteismo (che, per\u00f2, non escludeva affatto l&#8217;esistenza di altri d\u00e8i, o meglio di altri nomi dello stesso Dio) e la cui visione spirituale della vita presentava evidenti analogie con la loro.<\/p>\n<p>Riportiamo alcuni frammenti che ci sembrano avvalorare la tesi di una sostanziale convergenza fra il paganesimo neoplatonizzante, teorizzato, praticato e diffuso da Giuliano, ed il cristianesimo (in: Francesco Pedrina, \u00abMusa greca\u00bb, Trevisini, Milano, 1968, pp. 1046-47):<\/p>\n<p>\u00abLa filosofia non ha che una sola meta e un solo principio: conoscere se stessi e diventare simili agli d\u00e8i; il principio \u00e8 la conoscenza di se stessi, la meta \u00e8 la somiglianza alle potenze supreme (&quot;Contro il cinico Eraclito&quot;, 225).<\/p>\n<p>Vedendo la grande indifferenza che si \u00e8 mostrata verso gli d\u00e8i, vedendo la piet\u00e0 dovuta alle potenze spreme completamente bandita da un&#8217;impura e vile inerzia, io deploro da molto tempo in me stesso questo stato di cose. I seguaci della religione giudaica spingono a tal punto il loro fervore da scegliere per essa la morte e sopportare ogni sorta di privazioni e anche la fame pur di non gustare la carne di maiale o di altro animale che non sia stato immediatamente dissanguato; e noi siamo tanto negligenti verso gli d\u00e8i da dimenticare le tradizioni dei padri e da ignorare persino l&#8217;esistenza di simili norme. Certo, costoro sono in parte religiosi, perch\u00e9 il Dio che onorano \u00e8 avvero il Dio onnipotente che governa il mondo sensibile e che anche noi veneriamo, lo so bene, sotto altri nomi (Ep. 89, &quot;Al gran sacerdote Teodoro, 453c-454a).<\/p>\n<p>Bisogna far parte di ci\u00f2 che si possiede a tutti gli uomini, ma pi\u00f9 generosamente agli uomini onesti, provvedendo agli indigenti e ai poveri secondo le loro necessit\u00e0. Io dico persino &#8211; bench\u00e9 ci\u00f2 possa sembrare strano &#8212; che sarebbe opera pi accordare anche ai nemici vestito e nutrimento: infatti noi diamo all&#8217;uomo in quanto uomo, non all&#8217;individuo singolo come tale. E penso che dobbiamo operare la stessa benevolenza anche verso coloro che languono nelle prigioni : questa umanit\u00e0 non sar\u00e0 in contraddizione con la giustizia.&quot; (ep. cit., 290 d-291 a).<\/p>\n<p>Noi crediamo che la buona educazione si trovi non gi\u00e0 nell&#8217;euritmia delle parole e dell&#8217;eloquio , bens\u00ec nella disposizione d&#8217;una mente sana, che ha un concetto vero del buono edel cattivo, dell&#8217;onesto e del turpe. Colui dunque che pensa in un modo e insegna in un altro, \u00e8 tanto lontano dall&#8217;essere un educatore quanto dall&#8217;esser uomo onesto. Nelle piccole cose, il disaccordo fra la convinzione e la parola pu\u00f2 essere un male tollerabile, sebbene sempre un male; ma nelle cose di suprema importanza, se un uomo la pensa in un modo e insegna proprio l&#8217;opposto di ci\u00f2 che pensa, la sua condotta \u00e8 simile a quella dei mercanti, non dico degli onesti ma dei perversi, i quali raccomandano pi\u00f9 che possono le cose che sanno cattive, ingannando e adescando con le loro lodi coloro ai quali vogliono trasmettere ci\u00f2 che hanno di guasto (trad. di G. Negri).\u00bb<\/p>\n<p>Basterebbero questi brevi passi per farsi un&#8217;idea sufficiente della personalit\u00e0 eccezionale di Giuliano, della sua assoluta rettitudine, della sua umanit\u00e0: la lettera a Teodoro sembra scritta da un cristiano e potremmo attribuirla a una atteggiamento opportunistico, ossia al tentativo di trasferire nei sacerdoti pagani lo stesso spirito di carit\u00e0 che aveva attirato verso quelli cristiani larghe simpatie popolari, se non sapessimo che l&#8217;azione di governo di Giuliano fu realmente rivolta ad instaurare una maggiore giustizia sociale e realmente sollecita delle classi meno agiate (ad esempio, con la riforma monetaria).<\/p>\n<p>Non esisteva, dunque, una incompatibilit\u00e0 di fondo, a livello intellettuale e morale, fra le idee professate da Giuliano e quelle del cristianesimo: questo ci sembra un punto acquisito, e confermato anche dai brani che abbiamo sopra riportato.<\/p>\n<p>D&#8217;altra parte, i rapporti fra due religioni, specialmente quando esse sono in aperta competizione, non possono essere compresi solo partendo dalle differenze o dalle convergenze teologiche, etiche e liturgiche; conta moltissimo il modo in cui esse sono interpretate e vissute nella vita concreta degli uomini; e, oseremmo dire, nel caso di due religioni che presentano numerosi punti di contatto, proprio la loro affinit\u00e0 rende ancor pi\u00f9 inconciliabili le rispettive differenze, esaspera i punti di dissonanza, spinge i loro seguaci all&#8217;intolleranza reciproca, pi\u00f9 che se non si trattasse di due religioni radicalmente diverse (e un discorso analogo si pu\u00f2 fare per le eresie che, come \u00e8 noto, sono combattute con maggiore asprezza dalla religione dominante, che non le religioni diverse e magari apertamente ostili; cosa che vale anche nel caso delle religioni laiche, come lo sono stati i totalitarismi del XX secolo).<\/p>\n<p>Tali asprezze e tale tendenza al conflitto rappresentano ci\u00f2 che, a livello di psicologia individuale, comunemente si chiama contrasto di caratteri, o meglio contrasto di temperamenti: quel che conta non \u00e8 la sostanza della materia su cui si \u00e8 in disaccordo, ma il modo che hanno le due parti di porsi l&#8217;una di fronte all&#8217;altra.<\/p>\n<p>N\u00e9 si deve dimenticare, per imparzialit\u00e0 storica, che i cristiani venivano da due secoli e mezzo di persecuzioni, sebbene discontinue e di diseguale intensit\u00e0; e che nessuna fazione perseguitata, quando giunge vicina al dominio di una societ\u00e0, si \u00e8 mai trattenuta dal dare sfogo al desiderio di rivalersi sui suoi ex persecutori.<\/p>\n<p>In questo senso, i pagani che invocavano tolleranza e si mostravano disposti al dialogo (come si vedr\u00e0 nella disputa sull&#8217;altare della Vittoria, tra Simmaco e Sant&#8217;Ambrogio), dopo che, fino al tempo di Diocleziano e di Galerio, avevano duramente perseguitato i cristiani, potevano sembrare pi\u00f9 miti e pacifici, ma erano semplicemente consapevoli della propria debolezza e della impossibilit\u00e0 di vincere la partita sul piano della forza; mentre i cristiani che, non di rado, trascendevano ad atti di intolleranza verso i pagani &#8211; come nel tragico episodio dell&#8217;assassinio di Ipazia e in altri disordini istigati dai monaci egiziani -, erano, in fin dei conti, i rappresentanti di un&#8217;idea che aveva saputo affrontare e vincere una dura prova plurisecolare, mostrando con ci\u00f2 stesso la sua vitalit\u00e0 e la sua presa effettiva sulle coscienze.<\/p>\n<p>A fronte di questi rappresentanti di una religione che aveva saputo combattere e vincere la propria battaglia per la sopravivenza, i richiami di Giuliano alla Madre degli d\u00e8i, al Sole Invitto e a tutto il Pantheon pagano, bench\u00e9 assolutamente sinceri, non potevano non suonare come astrusi e velleitari, perch\u00e9 sempre pi\u00f9 distaccati dalla percezione dell&#8217;uomo comune tardo antico, diciamo dal &quot;pagano medio&quot;, il quale, sovente, era portatore di un vuoto interiore che non riuscivano a colmare n\u00e9 le vecchie cerimonie, n\u00e9 la filosofia neoplatonica, rivolta principalmente ai ceti colti ed aristocratica nella sua essenza.<\/p>\n<p>\u00c8 erroneo e fuorviante, pertanto, immaginarsi il dramma di Giuliano come quello di un uomo che cerca di salvare una fede e una cultura che avrebbero potuto sopravvivere, se non fossero state brutalmente represse dal cristianesimo vittorioso; senza voler negare che la legislazione antipagana della dinastia di Teodosio abbia svolto la propria parte nella disfatta del paganesimo, bisogna ricordare che ci\u00f2 avvenne quaranta o cinquant&#8217;anni dopo il regno di Giuliano e che, tuttavia, gi\u00e0 nel corso di quest&#8217;ultimo, il paganesimo aveva chiaramente mostrato di aver esaurito irreparabilmente la propria forza vitale.<\/p>\n<p>Resta il fatto, storicamente significativo, della totale incomprensione, da parte di un uomo colto e intelligente come Giuliano, delle vere ragioni della forza del cristianesimo, che non erano certo solo di tipo organizzativo e propagandistico; di non avere colto l&#8217;essenza della sua morale, del contenuto di novit\u00e0 del suo messaggio.<\/p>\n<p>Ci\u00f2 appare particolarmente evidente nel suo scritto \u00abI Cesari\u00bb, in cui immagina che Costantino, gettatosi fra le braccia della Lussuria, sia da questa consegnato alla Empiet\u00e0, dalla quale, subito dopo, egli si sarebbe consegnato a Ges\u00f9 Cristo, presentato come il perverso profeta che offre la sua indulgenza ai pi\u00f9 atroci peccatori e che li attira a s\u00e9 con la blasfema promessa di mondarli d&#8217;un tratto, con un rapidissimo rito di pentimento, peraltro puramente esteriore, di ogni bruttura e di ogni crimine.<\/p>\n<p>Il cristianesimo, dunque, per Giuliano, \u00e8 la religione dei ribaldi e degli ipocriti, di tutti coloro che desiderano sentirsi assolti dei loro peccati senza dover fare troppa fatica per espiarli; gli sfugge completamente la bellezza e la profondit\u00e0 dell&#8217;autentico messaggio di speranza e di remissione dei peccati e gli risulta incomprensibile l&#8217;abitudine di Ges\u00f9, attestata dai Vangeli, di rivolgersi di preferenza ai peccatori, di entrare nelle loro case, di non disdegnare la loro compagnia; gli sfugge quel \u00abVa&#8217; dunque, E NON PECCARE PI\u00d9, che egli rivolge alla donna adultera che i Giudei avrebbero voluto lapidare per il suo peccato.<\/p>\n<p>Gli sfugge, quindi, l&#8217;essenza della novit\u00e0 cristiana.<\/p>\n<p>Non \u00e8 stato il primo e non sar\u00e0 certo l&#8217;ultimo, di quanti hanno avversato il cristianesimo travisandolo e scagliandosi contro un nemico creato pi\u00f9 dai loro preconcetti, che dalla spassionata considerazione dei fatti.<\/p>\n<p>Certo, il clero cristiano dell&#8217;epoca post-costantiniana era tutt&#8217;altro che irreprensibile e tutt&#8217;altro che fedele all&#8217;originario messaggio evangelico; vescovi intriganti, come Eusebio di Cesarea, che Giuliano conobbe da vicino, lo avranno disgustato con il loro modo di agire, cos\u00ec lontano da ci\u00f2 che un vero cristiano dovrebbe essere. Anche questo \u00e8 un elemento di cui \u00e8 giusto e doveroso tener conto, nel valutare la questione.<\/p>\n<p>Anche Nietzsche, tanto per fare un nome, si scagli\u00f2 aspramente contro un cristianesimo che esisteva pi\u00f9 nella sua immaginazione, che nella realt\u00e0 del Vangeli; e anche Nietzsche, come Giuliano, era un uomo colto, intelligente e onesto, capace di spendersi interamente per le proprie idee.<\/p>\n<p>Forse, entrambi hanno commesso il solito errore: quello di confondere cristianesimo e cristianit\u00e0; mentre sono due cose diverse, e un filosofo dovrebbe rendersene conto&#8230;<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>L&#8217;imperatore Giuliano detestava il cristianesimo e desiderava ricacciarlo indietro, restaurando, al contempo, il culto degli d\u00e8i olimpici, un culto profondamente permeato di neoplatonismo: questo, almeno, \u00e8<span class=\"excerpt-hellip\"> [\u2026]<\/span><\/p>\n","protected":false},"author":2,"featured_media":30183,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"_jetpack_memberships_contains_paid_content":false,"footnotes":""},"categories":[63],"tags":[107,141,174],"class_list":["post-25433","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-storia-antica","tag-cattolicesimo","tag-filosofia","tag-impero-romano"],"jetpack_featured_media_url":"https:../../../../fides-et-ratio.it/wp-content/uploads/2023/10/categoria-storia-antica.jpg","jetpack_sharing_enabled":true,"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/25433","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/users\/2"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/comments@post=25433"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/25433\/revisions"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/media\/30183"}],"wp:attachment":[{"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/media@parent=25433"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/categories@post=25433"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/tags@post=25433"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}