{"id":25430,"date":"2012-04-28T09:27:00","date_gmt":"2012-04-28T09:27:00","guid":{"rendered":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/2012\/04\/28\/giudicare-la-bellezza-altrui-e-piaccia-o-no-un-atto-sessuale\/"},"modified":"2012-04-28T09:27:00","modified_gmt":"2012-04-28T09:27:00","slug":"giudicare-la-bellezza-altrui-e-piaccia-o-no-un-atto-sessuale","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/2012\/04\/28\/giudicare-la-bellezza-altrui-e-piaccia-o-no-un-atto-sessuale\/","title":{"rendered":"Giudicare la bellezza altrui \u00e8, piaccia o no, un atto sessuale"},"content":{"rendered":"<p>I concorsi di bellezza della societ\u00e0 moderna non sono che un&#8217;eco, forse sbiadita, certamente fracassona e di gusto discutibile, di quelli che avevano luogo nell&#8217;antica Grecia, nel contesto di una civilt\u00e0 che attribuiva il massimo valore alla bellezza fisica e che, anzi ne era a tal punto ossessionata, da credere che essa dovesse per forza accompagnarsi alle qualit\u00e0 dell&#8217;animo; e che, al contrario, la bruttezza fosse indice di vilt\u00e0, perfidia, maldicenza (e si veda, in proposto, l&#8217;episodio di Tersite nell&#8217;\u00abIliade\u00bb.<\/p>\n<p>Ora, non possiamo dire di sapere molto intorno alle gare di bellezza esistenti gi\u00e0 nel periodo greco arcaico; ma il fatto che esse siano attestate, tanto per il genere femminile che per quello maschile, da poeti come Saffo e Alcmane, ci fa immediatamente avvertiti che un profondo legame doveva esistere fra poesia, musica ed esposizione della bellezza corporea.<\/p>\n<p>Addirittura, si potrebbe ipotizzare che la poesia lirica nasca proprio dal corteggiamento implicito (o esplicito) contenuto nei versi che venivano declamati in occasione di tali gare e che erano rivolti a questo o quel fanciullo, a questa o quella determinata o fanciulla; o che, quanto meno, tale circostanza fosse una delle sue pi\u00f9 antiche sorgenti.<\/p>\n<p>Ma chi svolgeva la funzione di giudice nelle gare di bellezza dell&#8217;antica Grecia, sia in quelle femminili che in quelle maschili?<\/p>\n<p>Lo studioso inglese K. J. Dover, gi\u00e0 professore a Oxford e considerato uno dei massimi classicisti al mondo, ha supposto che la condizione delle donne libere greche era tale da rendere difficile, se non impensabile, che esse potessero svolgere la funzione di giudici in una gara di bellezza virile; ci\u00f2 le avrebbe abbassate al livello delle prostitute, o meglio, sarebbe stato incompatibile con i principi vigenti nelle classi medie ed alte delle &quot;poleis&quot;.<\/p>\n<p>Di conseguenza, come logica deduzione, si pu\u00f2 supporre che le donne fossero preposte a giudicare la bellezza delle concorrenti nelle gare femminili, mentre gli uomini avrebbero potuto giudicare sia i partecipanti dei concorsi maschili, sia quelle dei concorsi femminili.<\/p>\n<p>La conclusione di Dover \u00e8 che i concorsi di bellezza femminili fossero una ghiotta occasione per la celebrazione dell&#8217;amore lesbico, come sarebbe possibile vedere nei versi di Saffo; versi che invano qualche critico pudibondo ha voluto interpretare in senso non sessuale, mentre \u00e8 chiaro a qualunque lettore non prevenuto che l&#8217;erotismo in cui essi si esprimono \u00e8 di natura inequivocabilmente sessuale.<\/p>\n<p>Ebbene, cos\u00ec come sarebbe ipocrita negare la relazione che doveva esistere nel mondo antico, e specificamente nella Grecia arcaica e in quella classica, fra la danza, la musica e l&#8217;erotismo, del pari lo sarebbe il voler fingere di non vedere il rapporto che si instaura, oggi come ieri, fra il giudizio estetico della bellezza altrui e la sfera del desiderio sessuale.<\/p>\n<p>Giudicare e la bellezza del corpo di un ragazzo o di una ragazza, infatti &#8211; e giudicarla nel senso pi\u00f9 proprio della parola, ossia con l&#8217;attribuzione di un premio al vincitore o alla vincitrice &#8211; \u00e8 un atto che attiene alla sfera sessuale; perch\u00e9, se il giudizio del critico d&#8217;arte rispetto a un nudo rappresentato sulla tela o nel marmo si fonda su categorie di tipo estetico, il giudizio del membro di una giuria in un concorso di bellezza, che non ha davanti a s\u00e9 dei quadri o delle sculture, ma dei corpi vivi, giovani e attraenti, non pu\u00f2 scaturire che da emozioni che appartengono, invece, alla sfera pi\u00f9 propriamente sessuale.<\/p>\n<p>Si pu\u00f2 anche far finta che cos\u00ec non sia: e non solo i membri di una giuria, che si atteggiano a esaminatori distaccati e imparziali; non solo il pubblico, che assiste con un entusiasmo e una curiosit\u00e0 falsamente innocenti, ma anche gli stessi partecipanti, o le stesse partecipanti, a un concorso d bellezza, possono ostentare una forma di distacco professionale, quasi che non stessero esponendo il proprio corpo nudo, ma un&#8217;opera d&#8217;arte da loro creata.<\/p>\n<p>Tutto questo, per\u00f2, non \u00e8 che falsa coscienza e nasce dal desiderio di occultare ci\u00f2 che, invece, \u00e8 fin troppo evidente: ossia che tutto lo spettacolo \u00e8 una celebrazione del desiderio sessuale, che esso stimola potentemente l&#8217;immaginazione sessuale e che vi si partecipa non solo per vincere una somma di denaro o un titolo, nonch\u00e9 per accedere, forse, a una carriera di conduttrice o di attrice televisiva, ma anche e soprattutto per ricevere una gratificazione di tipo sessuale.<\/p>\n<p>Il fatto che tale gratificazione avvenga in forma sublimata, ossia non mediante il raggiungimento dell&#8217;orgasmo fisico (ma chi pu\u00f2 dire che cos\u00ec non sia?), bens\u00ec mediante l&#8217;euforia, la gioia sfrenata e incontenibile di essere stati riconosciuti come i pi\u00f9 belli, ossia come i pi\u00f9 desiderabili, in mezzo a una folta e agguerrita schiera di concorrenti, non dovrebbe fare velo alla reale natura di essa, che \u00e8, appunto, di tipo sessuale, e non altro.<\/p>\n<p>Ci\u00f2 \u00e8 particolarmente evidente in quei concorsi di bellezza, specificamente femminili, nei quali non viene giudicata la bellezza dell&#8217;intera persona, n\u00e9 dell&#8217;intero corpo, ma di singole parti di esso, ad esempio le gambe o il seno; per non parlare di quei particolari concorsi, tipici di certi ambienti balneari (o studenteschi), soprattutto americani, finalizzati ad eleggere eletta &quot;miss maglietta bagnata&quot; e nei quali l&#8217;ammiccamento e la provocazione sessuali sono quanto di pi\u00f9 esplicito si potrebbe immaginare.<\/p>\n<p>Scriveva, nella sua dotta e ormai classica monografia Kenneth J. Dover, \u00abL&#8217;omosessualit\u00e0 nella Grecia antica\u00bb (titolo originale: \u00abGreek Homosexuality\u00bb, London, Gerard Duckworth and Company Ltd, 1978; traduzione italiana di Martino Menghi, Torino, Einaudi, 1985, pp. 189-91):<\/p>\n<p>\u00abSappiamo che al tempo di Saffo c&#8217;erano gare di bellezza fra donne, dal momento che Alceo, nel suo fr. 130.32 dice:<\/p>\n<p>&quot;Vengano qui con gli strascichi lunghi le donne<\/p>\n<p>di Lesbo, emule in gare di belt\u00e0. D&#8217;intorno<\/p>\n<p>palpito d&#8217;ineffabili echi: femmineo<\/p>\n<p>urlio, nell&#8217;annuale.&quot;<\/p>\n<p>Anche in Elide vi erano gare di bellezza tra donne e anche tra uomini (Teofrasto fr. 111). Chi era il giudice? Valutare la bellezza altrui \u00e8 (ci piaccia o no) un atto sessuale, ed \u00e8 questo il motivo per cui \u00e8 improbabile che, in una comunit\u00e0 greca, donne che godevano dello statuto di cittadine fossero incaricate di giudicare uomini e di assegnare premi a determinati individui in base a un criterio di stimolo sessuale; Plutarco, &quot;Licurgo 14.4, trova che Sparta sia singolare Anche per il fatto che in quella citt\u00e0 i giovani maschi potevano essere presenti come spettatori alle rappresentazioni dei &quot;partheneia&quot;. Comunque, se delle fanciulle ricevevano elogi da donne e da altre fanciulle in termini eccessivi e disinibiti, potevano essere certe che le loro controparti maschili ne ricevano in abbondanza. \u00c8 quindi possibile che i rapporti tra quelle che partecipavano a un coro femminile oppure fra maestra e allieve nella musica e nella poesia costituissero una vera e propria &quot;sottocultura&quot;, o meglio una &quot;controcultura&quot;, in cui le donne del fanciulle ricevevano dal loro sesso quello che la segregazione e la monogamia impediva che ricevessero dall&#8217;uomo. Il linguaggio con cui questi rapporti venivano espressi non \u00e8 sufficiente a dirci se Saffo, le fanciulle di Lesbo e coloro che partecipavano ai cori di Alcmane cercassero di provocare l&#8217;orgasmo l&#8217;uno nell&#8217;altro mediante il contatto fisico. Saffo, fr. 94 e Plutarco, &quot;Licurgo&quot;, 18.9, ci lasciano intendere che cos\u00ec fosse, e che la popolazione maschile di Lesbo e Sparta del periodo arcaico fosse senz&#8217;altro a conoscenza di questo fatto; al di fuori del circolo socratico non \u00e8 possibile che un Greco avesse molte occasioni di ascoltare un linguaggio erotico senza presupporre che coloro che se ne servivano provassero piacere in atti sessuali ogniqualvolta se ne presentasse l&#8217;occasione. Se ho ragione di pensare che nell&#8217;arte e nella letteratura attica l&#8217;omosessualit\u00e0 femminile fosse, a tutti gli effetti, un argomento tab\u00f9, \u00e8 chiaro che esistevano differenze importanti da regione a regione e da periodo a periodo [&#8230;]. Il fatto che una valutazione negativa dell&#8217;omosessualit\u00e0 di Saffo sia stata messa in circolazione in un periodo tardo pu\u00f2 essere spiegabile facendo riferimento al ruolo che gli atteggiamenti morali, sociali e culturali ateniesi (e non dimentichiamo la crescente importanza di preoccupazioni di tipo filosofico presso la societ\u00e0 ateniese cola del IV secolo) svolsero nel determinare i criteri morali ellenistici.\u00bb<\/p>\n<p>La societ\u00e0 contemporanea, proprio per la caratteristica tendenza del capitalismo a trasformare ogni cosa in merce, e dunque anche il corpo umano, nonch\u00e9 per una serie di fattori spirituali ed estetici legati alla sua &quot;d\u00e9cadence&quot; (saziet\u00e0, estenuazione del gusto, e, al tempo stesso, confusione e incertezza morale) \u00e8 una societ\u00e0 ad alto quoziente erotico; e le sfilate e i concorsi di bellezza possono considerarsi come una delle espressioni pi\u00f9 tipiche dell&#8217;erotismo dilagante.<\/p>\n<p>Sotto questo rispetto, sembrerebbe di poter istituire un parallelismo fra la societ\u00e0 odierna e quella della Grecia antica; entrambe ossessionate dalla bellezza fisica e dal piacere fisico; entrambe portate ad anteporre questo edonismo grossolano a qualunque altro valore (anche se, nella Grecia antica, non sono mancati i tentativi, come nel caso di Platone, per spiritualizzare l&#8217;erotismo e per farne, addirittura, un tramite verso la bellezza spirituale).<\/p>\n<p>Per\u00f2, a uno sguardo pi\u00f9 attento, non si tarda ad accorgersi che la somiglianza fra le due situazioni \u00e8 pi\u00f9 apparente ed esteriore, che sostanziale.<\/p>\n<p>La civilt\u00e0 greca amava la bellezza, la bellezza fisica, in tutte le sue manifestazioni: la bellezza del corpo umano non ne era che un aspetto, per quanto, indubbiamente, il pi\u00f9 importante; o, quanto meno, il pi\u00f9 evidente e il pi\u00f9 celebrato. Gli antichi Greci amavano appassionatamente tutte le manifestazioni del bello e rifuggivano dal brutto; anche se &#8211; da Nietzsche in poi la cosa \u00e8 pacifica &#8211; non bisogna cadere nell&#8217;errore di Winckelmann, di identificare l&#8217;ideale greco della bellezza con il solo aspetto apollineo: calmo, composto, armonioso, poich\u00e9 vi era anche una dimensione dionisiaca: disordinata, passionale, perfino sfrenata.<\/p>\n<p>La civilt\u00e0 moderna, al contrario, non ama il bello: ama il denaro, che \u00e8 una cosa assai diversa (anche se si illude, con il denaro, di poter comperare la bellezza). La bellezza realizzata nella fase giovanile della civilt\u00e0 occidentale moderna, ossia durante i secoli del Medioevo, non \u00e8 stata fatta, per dirla con Ezra Pound, mediante l&#8217;usura, ma inseguendo disinteressatamente l&#8217;idea del bello, e sia pure una nuova idea del bello, rispetto all&#8217;idea greca, comprendente anche soggetti che, di per s\u00e9, belli non sono: come il corpo piagato e sofferente del Crocifisso.<\/p>\n<p>Pertanto, l&#8217;esibizione odierna del corpo nudo o seminudo, culminante nelle sfilate e nei concorsi di bellezza, non si inserisce naturalmente in un contesto di ricerca e di apprezzamento della bellezza: le nostre citt\u00e0 sono quasi sempre brutte; brutte le case moderne, i grattacieli, le stazioni ferroviarie; brutti i paesaggi di periferia e, sempre pi\u00f9 spesso, anche quelli di campagna, deturpati da incessanti colate di cemento, da fabbriche e capannoni onnipresenti; brutti i programmi televisivi, i film che si proiettano nei cinema, il modo di vestire delle persone; brutto il linguaggio, il modo di gestire, il modo di camminare, il modo di guidare la macchina; brutto lo spettacolo della politica, della pubblica amministrazione, della stessa cultura e perfino dello sport.<\/p>\n<p>La bellezza dei corpi, tanto ricercata e tanto ostentata, ha anch&#8217;essa qualcosa di patologico, di discutibile, di brutto: \u00e8 una bellezza priva di calore e senz&#8217;anima; una bellezza asettica e fredda; una bellezza che vorrebbe essere erotica, ma sovente riesce soltanto ripugnante, come lo sono certi corpi anoressici di giovanissime modelle che rischiano la morte per fame, pur di calcare le passerelle indossando i capi firmati di qualche grande casa di abbigliamento.<\/p>\n<p>E patologico \u00e8 il fatto che simili corpi possano piacere, possano suscitare interesse a attrazione sessuale; possano essere imitati, per cos\u00ec dire, da milioni di persone, che si sottopongono a strapazzi d&#8217;ogni genere e si rovinano la salute, pur di divenire altrettanto scheletriche, altrettanto cadaveriche.<\/p>\n<p>Qui c&#8217;\u00e8 qualcosa che non va. Questa societ\u00e0 non ama la vita, ma la morte: \u00e8 malata di necrofilia&#8230;<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>I concorsi di bellezza della societ\u00e0 moderna non sono che un&#8217;eco, forse sbiadita, certamente fracassona e di gusto discutibile, di quelli che avevano luogo nell&#8217;antica Grecia,<span class=\"excerpt-hellip\"> [\u2026]<\/span><\/p>\n","protected":false},"author":2,"featured_media":30163,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"_jetpack_memberships_contains_paid_content":false,"footnotes":""},"categories":[25],"tags":[224,249],"class_list":["post-25430","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-letteratura","tag-poesia","tag-sessualita"],"jetpack_featured_media_url":"https:../../../../fides-et-ratio.it/wp-content/uploads/2023/10/categoria-letteratura.jpg","jetpack_sharing_enabled":true,"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/25430","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/users\/2"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/comments@post=25430"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/25430\/revisions"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/media\/30163"}],"wp:attachment":[{"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/media@parent=25430"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/categories@post=25430"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/tags@post=25430"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}