{"id":25427,"date":"2013-07-26T07:19:00","date_gmt":"2013-07-26T07:19:00","guid":{"rendered":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/2013\/07\/26\/la-filosofia-della-natura-di-girolamo-fracastoro-parte-dalla-psicologia-della-conoscenza\/"},"modified":"2013-07-26T07:19:00","modified_gmt":"2013-07-26T07:19:00","slug":"la-filosofia-della-natura-di-girolamo-fracastoro-parte-dalla-psicologia-della-conoscenza","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/2013\/07\/26\/la-filosofia-della-natura-di-girolamo-fracastoro-parte-dalla-psicologia-della-conoscenza\/","title":{"rendered":"La filosofia della natura di Girolamo Fracastoro parte dalla psicologia della conoscenza"},"content":{"rendered":"<p>Nella sua opera \u00abTurris sive de intellectione dialogus\u00bb, stampato a Venezia nel 1555, il padovano Girolamo Fracastoro (nato intorno al 1478 e morto nel 1553) delinea una teoria della conoscenza come processo psicologico che fornisce le basi teoriche per la sua speculazione intorno alla filosofia della natura.<\/p>\n<p>Cos\u00ec Ernst Cassirer ha messo in rilevo il significato del pensiero di Girolamo Fracastoro nella elaborazione del moderno concetto di natura nella filosofia europea (in: E. Cassirer, \u00abStoria della filosofia moderna\u00bb; titolo originale: \u00abDas Erkenntnisproblem in der Philosophie und Wissenschaft der neueren Zeit\u00bb, traduzione italiana di Luciano Tosti, Newton Compton Editori, Roma, 1976, vol. 1, pp. 218-23):<\/p>\n<p>\u00ab&#8230; Il dialogo di Fracastoro sulla conoscenza (&quot;De intellectione&quot;) \u00e8, a quanto pare, completamente dimenticato dalla storia della filosofia; eppure esso costituisce un importante membro di collegamento e un confine tra la scolastica e il pensiero moderno. La mutata concezione vi emerge, certo, solo a poco a poco e sulle prime ancora rivestita del linguaggio concettuale medievale. \u00c8 in particolare la teoria della &quot;specie&quot; che viene accettata da Fracastoro per spiegare i processi percettivi senza ulteriori indagini. Che gli oggetti i quali non toccano direttamente la nostra anima, possano restarci inconsci, che, una volta svanita la loro diretta impressione, siamo in grado di ricrearli con il ricordo, \u00e8 un fatto secondo lui non altrimenti spiegabile se n on inserendo un essere mediano che dalle cose passa in noi, rimanendovi come elemento stabile. Ogni conoscenza, quindi, \u00e8 non un prender possesso dell&#8217;oggetto, bens\u00ec l&#8217;indiretta rappresentazione che di questo ci d\u00e0 un simbolo sensibile. Che in tale rappresentazione l&#8217;anima rappresenta un&#8217;attivit\u00e0 propria e autonoma, viene contestato esplicitamente: in tal caso, infatti, ci si dovrebbe comportare con il medesimo contenuto in un modo che fosse insieme creativo e ricettivo, attivo e passivo. Ma dal problema, cos\u00ec posto, tuttavia, risulta immediatamente un&#8217;intrinseca difficolt\u00e0.. Come la realt\u00e0 esterna d&#8217;ora in poi \u00e8 determinata da una somma di stabili cose singole e dalle condizioni in cui esse si trovano, cos\u00ec l&#8217;anima \u00e8 diventata un punto di raccolta d&#8217;immagini rappresentate, ciascuna delle quali rimanda ad un proprio originale oggettivo. Che tutto questo, per\u00f2, non esaurisca il concetto di coscienza, va chiarito immediatamente: infatti tutti i processi e le operazioni dell&#8217;anima, e inoltre tutti i concetti relazionali e i rapporti astratti difettano, d&#8217;ora innanzi, di una sufficiente rappresentazione psicologica. Nessuno di essi pu\u00f2 essere portato a piena espressione n\u00e9 da un&#8217;immagine singola n\u00e9 da una somma d&#8217;immagini singole; si pone quindi l&#8217;esigenza di renderne comprensibili contenuti, nella misura in cui se ne ammettano e se ne riconoscano, almeno indirettamente, introducendo nuovi &quot;organi&quot; e attivit\u00e0 dell&#8217;anima.<\/p>\n<p>Tutta la psicologia della conoscenza svolta da Fracastoro si appunta su questa difficolt\u00e0: come \u00e8 possibile che dalla massa dei singoli contenuti sensibili che riempiono il nostro io, si distacchi e diventi autonomo il concetto universale? Per rispondere per gradi a questo interrogativo, viene introdotta una sequenza graduale di facolt\u00e0 e forme di attivit\u00e0 dell&#8217;anima. Al gradi infimo, contrassegnato dalla mera ricezione d&#8217;impressioni e dall&#8217;unificarsi delle sensazioni dei diversi tempi, tiene dietro un&#8217;attivit\u00e0 grazie alla quale scomponiamo nei suoi elementi parziali, l&#8217;uno dopo l&#8217;altro, un contenuto che sulle prime ci \u00e8 dato come un tutto complesso, ancora non chiarito. All&#8217;io \u00e8 connaturale un peculiare movimento diremmo quasi un istinto interiore, che tende ad aprirsi un varco attraverso la barriera della prima impressione , per sviluppare, ordire e chiarire il confuso quadro d&#8217;insieme che gli \u00e8 stato dato al&#8217;inizio. Dalla ricettivit\u00e0 sensibile questa facolt\u00e0 compositiva ed analitica della coscienza (per la quale il Fracastoro conia un nuovo termine apposito, quello di&quot;subnotio&quot;) si distingue per il suo presupporre una partecipazione attiva dell&#8217;io; dalle modalit\u00e0 superiori di collegamento intellettivo si distingue per il suo attendere non alla verit\u00e0 o erroneit\u00e0, quindi non ad un giudizio logico, bens\u00ec esclusivamente ad un semplice e diremmo quasi istintivo passaggio dall&#8217;uno all&#8217;altro contenuto. In questa posizione mediana la nuova funzione psicologica introdotta da Fracastoro si rivela imparentata con la nozione moderna di associazione: va notato, per\u00f2, che non le compete la riproduzione di sensazioni avutesi in precedenza, ma che la sua azione concomitante \u00e8 presupposta gi\u00e0 nel primo realizzarsi dei contenuti percettivi. Senza la facolt\u00e0 di separare, senza l&#8217;appercezione e la successiva elaborazione dei singoli elementi d&#8217;u complesso, non si pu\u00f2 cogliere nemmeno la prima materia greggia della &quot;rappresentazione&quot;. Il connettere e il separare costituiscono universalmente i tratti fondamentali ed essenziali del pensiero, la cui esistenza \u00e8 accertabile e dimostrabile fin nelle forme e attivit\u00e0 supreme di esso. \u00c8 qui, dunque, che dovr\u00e0 trovare la sua spiegazione anche l&#8217;origine dei concetti universali. Trovando un determinato contenuto singolo in successivi, molteplici e mutevoli legami, apprendiamo a poco a poco a isolarlo come elemento autonomo, attribuendogli un&#8217;entit\u00e0 separata, indipendente dai casuali elementi secondari con i quali appare sempre commisto. Il concetto, dunque non \u00e8 niente altro che la &quot;somiglianza&quot; tra diversi complessi affini di percezioni: una somiglianza che viene cos\u00ec isolata dalla mente di chi esamina, ma che non pu\u00f2 essere immaginata come un qualche cosa di concreto per s\u00e9 stante. Ecco quindi spiegato il suo rapporto con la singola impressione sensibile. La singola &quot;species&quot; non \u00e8 capace di riprodurre direttamente i contenuti del concetto, ma tuttavia \u00e8 capace di rappresentarli simbolicamente, poich\u00e9 in essa implicito un rapporto con tutte le altre percezioni dello stesso genere. In s\u00e9 e per s\u00e9, e per la sua peculiare qualit\u00e0 psichica, ogni contenuto di coscienza \u00e8 singolare: pu\u00f2 diventare &quot;universale&quot; solo grazie al punto di vista soggettivo di chi esamina, non appena vi scorgiamo un segno di tutta la classe di contenuti a cui esso appartiene\u00bb<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Nella sua opera \u00abTurris sive de intellectione dialogus\u00bb, stampato a Venezia nel 1555, il padovano Girolamo Fracastoro (nato intorno al 1478 e morto nel 1553) delinea<span class=\"excerpt-hellip\"> [\u2026]<\/span><\/p>\n","protected":false},"author":2,"featured_media":30162,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"_jetpack_memberships_contains_paid_content":false,"footnotes":""},"categories":[38],"tags":[141,230],"class_list":["post-25427","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-gnoseologia","tag-filosofia","tag-psicologia"],"jetpack_featured_media_url":"https:../../../../fides-et-ratio.it/wp-content/uploads/2023/10/categoria-gnoseologia.jpg","jetpack_sharing_enabled":true,"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/25427","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/users\/2"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/comments@post=25427"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/25427\/revisions"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/media\/30162"}],"wp:attachment":[{"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/media@parent=25427"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/categories@post=25427"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/tags@post=25427"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}