{"id":25419,"date":"2009-08-24T09:20:00","date_gmt":"2009-08-24T09:20:00","guid":{"rendered":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/2009\/08\/24\/una-pagina-al-giorno-la-palestina-sara-una-terra-di-sangue-di-g-preziosi\/"},"modified":"2009-08-24T09:20:00","modified_gmt":"2009-08-24T09:20:00","slug":"una-pagina-al-giorno-la-palestina-sara-una-terra-di-sangue-di-g-preziosi","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/2009\/08\/24\/una-pagina-al-giorno-la-palestina-sara-una-terra-di-sangue-di-g-preziosi\/","title":{"rendered":"Una pagina al giorno: la Palestina sar\u00e0 una terra di sangue, di G. Preziosi"},"content":{"rendered":"<p>Tornare a parlare di Giovanni Preziosi \u00e8 certamente cosa ardua, data la perenne \u00abdamnatio memoriae\u00bb che \u00e8 calata su di lui e non tanto, o non solo, per il suo fascismo estremista (fu amico di Roberto Farinacci e, durante il capitolo finale del regime, quello della Repubblica Sociale Italiana, nemico perfino di Alessandro Pavolini, che non era certo un tiepido, perch\u00e9 non lo riteneva abbastanza intransigente contro i nemici interni), quanto per il suo fervente antisemitismo, che lo rendeva un po&#8217; un \u00abunicum\u00bb nel panorama politico-culturale del Fascio il quale, come \u00e8 noto, nel complesso non condivideva tali posizioni, almeno fino alla svolta del 1938.<\/p>\n<p>Ora, in un establishment culturale come quello italiano, che, subito dopo il 1945, ha saputo voltare bandiera con stupefacente rapidit\u00e0, fabbricandosi una verginit\u00e0 democratica e antifascista che mai aveva avuto, la cosa pi\u00f9 importante era persuadere tutti, a cominciare da se stesso, che il fascismo, per usare l&#8217;immagine adoperata dal Pontefice Massimo della patria filosofia, Benedetto Croce, altro non era stato che un malattia in un corpo sostanzialmente sano; e che una malattia nella malattia, dunque una cosa doppiamente estranea al corpo sano della nazione, era stato l&#8217;antisemitismo di alcuni suoi esponenti.<\/p>\n<p>Giovanni Preziosi, suicidandosi, insieme alla moglie, il 26 aprile 1945, in una Milano appena conquistata dai partigiani, tolse ai propri connazionali l&#8217;incresciosa necessit\u00e0 di imbastire un pubblico processo che avrebbe portato a galla cose spiacevoli per molti. Perch\u00e9, se \u00e8 verissimo che la maggioranza del popolo italiano ebbe piet\u00e0 della sorte degli ebrei cacciati a morte dai nazisti, e che l&#8217;esercito regio li aveva sempre difesi nei territori da esso occupati durante la guerra (Francia, Jugoslavia, Grecia), sottraendoli alle richieste tedesche, \u00e8 altrettanto vero che nemmeno in Italia, prima del secondo conflitto mondiale, gli ebrei godevano di particolari simpatie presso l&#8217;opinione pubblica, e che la loro cospicua presenza in alcuni settori chiave della vita nazionale, come le banche, la stampa, l&#8217;editoria e alcune libere professioni, era stata causa di un certo malumore fin da prima dell&#8217;avvento del fascismo, ai tempi dello Stato liberale.<\/p>\n<p>Lungi da noi, peraltro, l&#8217;intenzione di rivalutare questo particolare aspetto della complessa personalit\u00e0 di Giovanni Preziosi, uomo di vaste esperienze sociali ed umane: dapprima sacerdote e parroco nella Chiesa cattolica, poi spretato per potersi sposare con la donna che amava; acceso interventista allo scoppio della prima guerra mondiale; sensibile alle istanze della democrazia cristiana e alle esigenze dei nostri emigranti, di cui avvert\u00ec il dramma pi\u00f9 di tanti uomini politici che nulla facevano davanti allo spaventoso fenomeno; vicino agli emarginati, a coloro che soffrono, per vocazione e per istinto (un tratto del suo carattere, questo, che lo accomuna a un altro antisemita tremendamente scomodo, lo scrittore C\u00e9line), ma anche spirito settario, portato alla polemica esasperata, al punto da farsi una infinit\u00e0 di nemici anche all&#8217;interno del fascismo, al quale aveva aderito fin dall&#8217;inizio, raggiungendo posizioni eminenti quale ministro di Stato.<\/p>\n<p>Piaccia non piaccia, tuttavia, Preziosi \u00e8 stato un protagonista della vita culturale italiana per circa un trentennio, e precisamente da quando, nel 1913, fond\u00f2 la rivista \u00abLa vita italiana all&#8217;estero\u00bb, rivelandosi attento osservatore delle cose politiche ed economiche, sia in Italia, sia nel resto del mondo, ed instancabile animatore di dibattiti nonch\u00e9, dal proprio punto di vista, Cassandra inascoltata: diciamo subito, infatti, che egli fu uno degli intellettuali dell&#8217;epoca (che non furono affatto pochi, anche se poi si \u00e8 cercato di far credere il contrario) che fermamente credettero all&#8217;esistenza di un complotto giudaico mondiale, di cui la Massoneria, il comunismo (specialmente sovietico) e le plutocrazie occidentali, Gran Bretagna e Stati Uniti specialmente, non erano che l&#8217;inconsapevole (fino a un certo punto) \u00ablonga manus\u00bb; complotto il cui fine ultimo era realizzare una sorta di dominio occulto sulla comunit\u00e0 internazionale, servendosi di un numero ristretto, ma altamente qualificato, di posizioni chiave nell&#8217;alta finanza, nell&#8217;industria, nella politica e nella cultura delle maggiori potenze, e specialmente di quelle anglosassoni, dopo averlo ottenuto in Unione Sovietica mediante la cosiddetta Rivoluzione d&#8217;Ottobre del 1917.<\/p>\n<p>Noi non vogliamo stare qui a discutere su quanto di esagerato, di fuorviante, o di francamente paranoico vi fosse in una tale idea, e di quanto, invece, potesse esservi di plausibile, con tutte le delimitazioni e i distinguo del caso; sta di fatto che la dimostrata falsit\u00e0 dei \u00abProtocolli\u00bb dei Savi Anziani di Sion\u00bb non smentisce interamente, di per s\u00e9 &#8211; come invece la Vulgata storiografica dominante ha sempre sostenuto &#8211; la fondatezza, e addirittura la plausibilit\u00e0, dell&#8217;idea di un complotto globale ordito da alcuni centri di potere occulto, fra i quali la Massoneria internazionale, certi potentissimi ambienti finanziari ed alcuni circoli sionisti.<\/p>\n<p>L&#8217;idea, ripeto, non dovrebbe scandalizzare, tanto pi\u00f9 che noi oggi, cittadini del terzo millennio, sappiamo che certe tentazioni di dominio occulto a livello planetario non sono affatto cosa da fantascienza, ma cronaca (per lo pi\u00f9 negata, almeno sulla grande stampa e sulle principali reti radio e televisive): valga per tutti l&#8217;esempio del famigerato gruppo Bilderberg. Il fatto che questa tesi abbia portato acqua, in passato, alla macchina del genocidio contro gli ebrei, e che, oggi, sia stata parzialmente ripresa da uno scrittore del tutto screditato nel mondo della cultura politicamente corretta, come David Icke, non dovrebbe comportare, automaticamente, la censura totale su qualunque tentativo di dibattito o di ricerca in proposito.<\/p>\n<p>Il fatto che, invece, avvenga proprio questo, lascia parecchio pensosi e sembra quasi suggerire, per contrasto, l&#8217;idea che le tesi di un complotto globale di una \u00e9lite occulta e potente, che agisce stando nell&#8217;ombra e che si serve di uomini di facciata per scatenare guerre, colpi di stato, crisi finanziarie (ai nostri giorni come nel 1929?), non sia il parto della fantasia di pochi allucinati allarmisti di professione, ma qualcosa che merita di essere presa seriamente in considerazione, e sia pure come semplice ipotesi di lavoro.<\/p>\n<p>Un minimo di esperienza di vita, infatti, suggerisce che certe reazioni rabbiose, quasi isteriche, quando ci si interroga su strane coincidenze o su inquietanti connessioni di eventi, quasi sempre cela qualcosa di molto pi\u00f9 profondo e di molto pi\u00f9 pericoloso di un semplice atteggiamento di conformismo intellettuale e politico. Cela, al contrario, degli interessi ben precisi ed estremamente concreti, i quali si sentono disturbati nei propri affari clandestini e sono capaci di mobilitare tutto l&#8217;establishment culturale per ridurre al silenzio il rompiscatole di turno, magari infangandolo con la nomea di razzista e distruggendone con ogni mezzo la credibilit\u00e0, in modo che al grosso pubblico non giunga se non un&#8217;eco totalmente deformata dei termini reali della questione.<\/p>\n<p>Tanto per non fare nomi, ricordiamo il caso del giornalista e saggista Maurizio Blondet, il quale, da quando ha incominciato a ventilare l&#8217;ipotesi di un siffatto complotto globale, si \u00e8 visto cacciato come un lebbroso dal circuito dei grandi mezzi d&#8217;informazione e sistematicamente bollato come fascista e come provocatore, in modo che gli \u00e8 stato impossibile trovare qualcuno disposto a confrontarsi con lui non gi\u00e0 sulle sue credenziali democratiche, ma sulle sue tesi e sulle sue ipotesi storico-politiche.<\/p>\n<p>Ma torniamo a Giovanni Preziosi.<\/p>\n<p>La \u00abEnciclopedia Biografica Universale\u00bb della Biblioteca Treccani (edizione 2007, vol. 16, p. 6) ne d\u00e0 un profilo estremamente sommario, ma sostanzialmente esatto, che non rende l&#8217;idea, tuttavia, della estrema complessit\u00e0 cultuale ed umana dell&#8217;uomo, come sopra si \u00e8 accennato:<\/p>\n<p>\u00abPREZIOSI, GIOVANNI. Pubblicista italiano (Tornella dei Lombardi, Avellino, 1881 &#8211; Milano 1945); ex sacerdote, autore di studi sull&#8217;emigrazione (1904), fond\u00f2 (1913) la rivista &quot;La vita italiana all&#8217;estero&quot;. Interventista, denunci\u00f2 l&#8217;invadenza economica tedesca in Italia e (1917) promosse con M. Pantaleoni la costituzione del fascio parlamentare di difesa nazionale. Dopo la guerra ader\u00ec al fascismo e contribu\u00ec a elaborarne il programma economico. Fu precursore e sostenitore accanito dell&#8217;antisemitismo. Fu poi direttore del &quot;Mezzogiorno&quot; e del &quot;Roma&quot;; nel 1942 fu nominato ministro di Stato. Ader\u00ec tra i primi ala Repubblica di Sal\u00f2; mor\u00ec suicida.&quot;\u00bb<\/p>\n<p>Una biografia estremamente interessante, comunque, e sintomatica di una certa tendenza &#8211; minoritaria, ma non ininfluente &#8211; della vita politica e culturale del tempo, caratterizzata da una diffusa inquietudine (si pensi al passaggio di Mussolini dal socialismo massimalista all&#8217;interventismo e, poi, alla fondazione del fascismo) e da disordinate spinte al rinnovamento, sovente intrecciate a umori e pulsioni di natura ambigua e, si direbbe, regressiva (se \u00abprogressismo\u00bb non fosse un termine che ci \u00e8 francamente antipatico, per ragioni che abbiamo ripetutamente spiegato in altri lavori).<\/p>\n<p>Ad ogni modo, ci \u00e8 sembrato non privo di interesse proporre qui uno scritto di Preziosi il quale, per quanto se ne possa criticare l&#8217;impostazione generale (come quando parla enfaticamente dei \u00abcrocifissori\u00bb di Ges\u00f9 Cristo) e taluni aspetti specifici, ci sembra, nondimeno, che contenga aspetti degni di essere attentamente valutati, specialmente se si tiene conto che esso fu scritto quasi novant&#8217;anni fa, quando la Palestina era stata appena affidata dalla Societ\u00e0 delle nazioni alla Gran Bretagna, in qualit\u00e0 di \u00abmandato\u00bb.<\/p>\n<p>A quell&#8217;epoca, la percentuale ebraica della popolazione della Palestina era assolutamente esigua; ma, grazie alla politica di immigrazione favorita dalla potenza mandataria, e promossa dall&#8217;organizzazione sionista mondiale, stava aumentando rapidamente, dando luogo ai primi, sanguinosi incidenti con la stragrande maggioranza araba.<\/p>\n<p>Nel 1921, Preziosi \u00e8 stato, purtroppo, buon profeta nel delineare il sanguinoso futuro di quella terra martoriata, che, da simbolo di pace e di riconciliazione fra i popoli, \u00e8 divenuta, al contrario, il simbolo della cieca violenza quotidiana, come le cronache dei nostri giorni ci ricordano costantemente.<\/p>\n<p>Ecco alcuni passaggi dell&#8217;articolo di Giovanni Preziosi \u00abSotto il dominio ebraico la Palestina sar\u00e0 non pi\u00f9 simbolo di pace, ma terra di guerra e di sangue\u00bb, apparso su \u00abLa vita italiana\u00bb il 15 settembre 1921 e ripubblicato nel volume antologico: G. Preziosi, \u00abGiudaismo bolscevismo plutocrazia massoneria\u00bb, Milano, Mondadori, 1941, pp. 133-49, <em>passim<\/em>):<\/p>\n<p>\u00abIl primo settembre si \u00e8 inaugurato a Carlsbad il 12\u00b0 Congresso sionistico mondiale. Data l&#8217;importanza assunta dalla questione sionistica per le rivalit\u00e0 tra ebrei e arabi da un lato e pel disaccordo tra le Potenze dall&#8217;altro, sull&#8217;assetto della Terra Santa, i deliberati del Congresso avranno notevole influenza oltrech\u00e9 sugli ebrei di tutto il mondo, per un maggiore impulso al loro movimento, anche sui buoni rapporti tra le Potenze, perch\u00e9 attualmente, mentre l&#8217;Inghilterra appoggia il movimento sionista, Francia e Stati Uniti dopo un periodo di disinteresse cominciano a nutrire delle preoccupazioni e gli altri paesi sono in attesa degli avvenimenti. Intanto alla fine di questo mese sar\u00e0 discusso davanti alla Lega delle Nazioni il progetto del mandato inglese sulla Palestina, e gli ebrei vogliono naturalmente preparare il terreno.<\/p>\n<p>Il movimento sionistico \u00e8 ormai largamente diffuso fra gli ebrei di tutti gli Stati e si calcola che siano intervenuti al Congresso di Carlsbad i delegati di circa 500.000 organizzati. Tra le principali personalit\u00e0 del mondo ebraico trovasi sul posto lord Rotschild, presidente del &quot;Grande comitato d&#8217;azione&quot;. L&#8217;Italia \u00e8 rappresentata dal rabbino Dante Lattes, segretario della &quot;Federazione sionistica italiana&quot; e dall&#8217;avvocato Giuseppe Ottolenghi. [&#8230;]<\/p>\n<p>Un telegramma da Londra alla &quot;Wiener Morgenzeitung&quot; il 6 maggio diceva: &quot;Il Comitato esecutivo dell&#8217;organizzazione sionista lancia un appello al popolo israelita invitandolo a mantenere la calma, ad onta dei gravi fatti di Giaffa. Il Governo inglese non si lascia influenzare da atti di violenza e da perturbazioni della pace. Sir Herbert Samuel gode la fiducia incrollabile di tutto il popolo israelita e di tutti gli elementi amanti della pace in Palestina. La causa sionista \u00e8 salda. Gli avvenimenti di Giaffa non faranno che rafforzare il popolo israelita nella sua volont\u00e0 di proseguire nell&#8217;opera di ricostituzione della Palestina. Ogni sionista, ogni israelita deve comprendere che tali fatti non si sarebbero verificati se fosse stato possibile trasportare nel paese le varie migliaia di israeliti che attendono. Agli sciagurati incidenti di Giaffa il popolo israelita deve rispondere fornendo sufficienti mezzi in denaro, sviluppando poderosamente l&#8217;immigrazione e adottando misure preventive contro le perturbazioni della pace. [&#8230;]<\/p>\n<p>Intanto sempre la &quot;Wiener Morgenzeitung&quot; (5 maggio 1921) commentando gli avvenimenti di Giaffa diceva: &quot;Se v&#8217;ha qualcuno che debba portare la colpa e la responsabilit\u00e0 d codesti avvenimenti deplorevolissimi, \u00e8 questo il popolo israelita, tutto quanto. [&#8230;]<\/p>\n<p>Il popolo israelita non s&#8217;\u00e8 ficcato in testa che ad esso spetta ormai il peso della responsabilit\u00e0. Il popolo ha il compito importantissimo di trasformarsi da una minoranza in una maggioranza che non si limita a esprimere, ma che dimostra i suoi diritti e che convalida le sue pretese con la sua esistenza e col fatto che occupa il paese. [&#8230;] La Palestina deve diventare israelita: a questo deve tendere l&#8217;opera concorde di tutti gl&#8217;israeliti; questo deve essere l&#8217;orgoglio e l&#8217;onore di ognuno.. A questo deve contribuire il lavoro tenace di tutti, cos\u00ec che ogni catastrofe venga superata e ogni sciagura prevenuta.&quot;<\/p>\n<p>Dal tono si troppo chiaro e sincero di queste dichiarazioni \u00e8 evidente che la situazione che si va delineando in Palestina rappresenta per i non israeliti una nuova e pi\u00f9 dura oppressione di quella che fu l&#8217;oppressione turca. [&#8230;]<\/p>\n<p>Nel mese di aprile i giornali inglesi pubblicavano lo schema del mandato all&#8217;Inghilterra sulla Palestina. [&#8230;] Infatti il punto pi\u00f9 essenziale del mandato &#8211; contenuto gi\u00e0 nel trattato di S\u00e9vres e che ora viene posto solennemente in principio del Trattato sul mandato &#8211; \u00e8 questo: che la Potenza mandataria (l&#8217;Inghilterra) sar\u00e0 responsabile della costituzione d&#8217;una sede nazionale (National home) per il popolo israelita, &quot;restando bene inteso che non verr\u00e0 fatto nulla che possa ledere i dritti civili e religiosi di comunit\u00e0 non israelite esistenti in Palestina, o i diritti e la situazione politica che godono gli israeliti in qualunque altro paese.&quot;<\/p>\n<p>La natura di questo Trattato, dal punto di vista politico e giuridico-istituzionale \u00e8 senza precedenti nella storia. Per opera di questo trattato vengono riconosciute le pretese di un popolo che da duemila anni ha perduto la sua terra, in cui oggi esso non costituisce se non una piccola minoranza della popolazione; pretese che, a tener conto dei plebisciti e delle dichiarazioni compiute durante la guerra, sono state avanzate da tre quarti della popolazione israelita di tutto il mondo. Di questa popolazione &#8211; complessivamente costituita di 14e mezzo &#8211; 15 milioni di uomini &#8211; pi\u00f9 di un milione \u00e8 organizzato sionisticamente.<\/p>\n<p>Nella dichiarazione che serve da introduzione al Trattato sul mandato, viene detto a questo proposito che in virt\u00f9 del Trattato stesso &quot;\u00e8 avvenuto il riconoscimento della connessione storica del popolo israelita con la Palestina e delle ragioni fondamentali della ricostituzione della sua sede nazionale in questo paese.&quot;<\/p>\n<p>Le pi\u00f9 importanti disposizioni del Mandato sono le seguenti: la Lega delle Nazioni (alla quale \u00e8 stata ceduta la Palestina dalla Turchia) designa l&#8217;Inghilterra come potenza mandataria. L&#8217;organizzazione sionista verr\u00e0 riconosciuta come &quot;conveniente rappresentanza degli israeliti&quot; (Jewish Agency), vale a dire come corporazione pubblica che avr\u00e0 il diritto di cooperare alla costituzione della sede nazionale israelita.<\/p>\n<p>L&#8217;immigrazione degli israeliti verr\u00e0 incoraggiata; verr\u00e0 promossa la formazione di una colonia chiusa di israeliti, e a questo scopo verranno messi a disposizione terreni di Stato e terreni incolti. Per il riconoscimento di lavori pubblici, in quanto essi non vengono assunti dal Governo palestinese stesso, l&#8217;organizzazione sionista avr\u00e0 un diritto di preferenza, nel quale caso gli utili verranno limitati ad un conveniente calcolo degli interessi del capitale. La protezione dei luoghi sacri delle varie confessioni viene assunta dalla potenza mandataria che comunicher\u00e0 le sue intenzioni ed il suo punto di vista a corporazioni ed enti appropriato. Vengono dichiarate lingue ufficiali: l&#8217;inglese, l&#8217;arabo e l&#8217;ebraico. ]&#8230;]<\/p>\n<p>Il 1\u00b0 luglio 1920 l&#8217;amministrazione della Palestina accolse l&#8217;Alto Commissario nominato dall&#8217;Inghilterra, sir Herbert Samuel, ebreo e zelante sionista, un uomo che \u00e8 stato ripetutamente ministro, una gloria del partito liberale della Gran Bretagna. [&#8230;]<\/p>\n<p>Scrive Roberto Paribeni nella &quot;Rassegna Italiana del Mediterraneo&quot; (aprile-maggio 1921, pag. 129):<\/p>\n<p>&quot;Partiti ormai gli ultimi contingenti militari italiano e francese in seguito ala assunzione del mandato sulla Palestina per parte dell&#8217;Inghilterra, questa sembra disposta a tenere piena fede alle promesse fatte da Balfour ai sionisti. La popolazione della Palestina, timida, abituata ad obbedire tremando e a credere alla onnipotenza di chi governa, poco preparata per le sue profonde dissensioni religiose allo sviluppo di un sentimento nazionale, si \u00e8 rassegnata assai facilmente al brusco diniego della &quot;self determination&quot;, ammessa invece per gli arabi dello Hegiaz. Solo gli abitanti di Palestina si dimostrano intolleranti all&#8217;idea che possa costituirsi uno Stato ebraico. In questo, cristiani e musulmani sono perfettamente d&#8217;accordo, tranne forse gli ortodossi, sempre opportunisti e dall&#8217;Inghilterra sempre favoriti.<\/p>\n<p>I Musulmani si rivolsero con vibrati indirizzi antisemitici anche al cardinale Giustini, quando and\u00f2 a rappresentare la Santa Sede alla festa centenaria di S. Francesco d&#8217;Assisi, in Terra Santa.<\/p>\n<p>Gli ebrei dal canto loro nulla fanno per diminuire queste antipatie. Come spesso avviene di chi \u00e8 stato lungamente oppresso, sono passati d&#8217;un tratto dal terrore e dall&#8217;abiezione alla tracotanza, salvo ripiombare nel terrore quando si preannunzia quello di cui in Oriente si parla comunemente tutti i giorni, come da noi di sciopero, e che sembra laggi\u00f9 il miglior rimedio per risolvere questioni intricate: il massacro. Le autorit\u00e0 inglesi non sembra che siano molto pi\u00f9 assennate dei sionisti, arrivando a stabilire dei criteri di favore di privilegio per gli ebrei, del tutto irragionevoli ed intollerabili. Non solo infatti si favorisce in ogni modo la immigrazione di ebrei, e il loro comodo stanziamento nel paese, mentre si pongono bastoni fra le ruote a chiunque altro; non solo si riempiono di ebrei i pubblici uffici, eliminando successivamente gli altri elementi, ma negli sessi uffici si fa agli ebrei un trattamento di favore rispetto ai colleghi non ebrei che compiono la stessa funzione. E questo negli alti come nei bassi gradi; un fuochista ferroviario, o un cantoniere stradale ebreo \u00e8 pagato pi\u00f9 del fuochista o del cantoniere cristiano o musulmano.&quot; [&#8230;]<\/p>\n<p>Intanto l&#8217;acuirsi della situazione in Palestina faceva ritenere a Governo inglese necessario l&#8217;invio del ministro Churchill al quale, appena giunto, il Presidente del Congresso arabo di Caifa, Musa Kazim Pasci\u00e0 al-Huseyni, presentava un &quot;memorandum&quot; contenente le seguenti richieste antisioniste:<\/p>\n<p>a)  Abolizione del principio della sede nazionale ebraica.<\/p>\n<p>b)  Costituzione di un governo nazionale responsabile davanti a un parlamento eletto dalla popolazione palestinese che risiedeva nel paese prima della guerra.<\/p>\n<p>c)  Interruzione dell&#8217;immigrazione ebraica finch\u00e9 non sia costituito il governo nazionale.<\/p>\n<p>d)  Applicazione delle leggi e dei regolamenti dell&#8217;anteguerra ed abolizione di quelli promulgati dopo l&#8217;occupazione inglese. Non s dovranno approvare nuove leggi fino all&#8217;entrata in vigore del governo nazionale.<\/p>\n<p>e)  La Palestina non dovr\u00e0 essere separata dagli atri Stati arabi.<\/p>\n<p>Il ministro Churchill da parte sua tenne il seguente discorso di risposta alla Delegazione araba palestinese: &quot;Venuto al Cairo per studiare la questione della Mesopotamia, sono stato invitato in Palestina da Sir H. Samuel: egli \u00e8 il rappresentante della Crona, io non lo sostituisco; dietro sua richiesta ho accettato questo colloquio con voi, che non ha nulla di ufficiale, e parler\u00f2 chiaramente per evitare malintesi. Ritengo che le vostre richieste siano in parte settarie e inopportune. Io non posso e non desidero annullare la Dichiarazione Balfour e sospendere l&#8217;immigrazione. Il governo inglese, per mezzo di Balfour, si \u00e8 impegnato a favorire la sede nazionale &#8211; ci\u00f2 implica l&#8217;immigrazione &#8211; ed ha ottenuto l&#8217;approvazione delle potenze alleate e vincitrici. L&#8217;impegno presi quando le sorti della guerra erano incerte deve considerarsi sanato dalla vittoria, ed io son certo che la Lega delle nazioni accetter\u00e0 tale punto di vista. \u00c8 del resto giusto che gli ebrei dispersi possano riunirsi in una sede nazionale in Palestina, alla quale sono legati da 3.000 anni d storia. Ci\u00f2 sar\u00e0 secondo noi un bene per il mondo, per l&#8217;impero britannico, ed anche per gi arabi palestinesi, che, lungi dal soffrirne, ne beneficeranno. [&#8230;]<\/p>\n<p>Questa la situazione creatasi in Palestina, e questi i precedenti dei fatti sanguinosi di Caifa sui quali si mantiene ancora il pi\u00f9 rigoroso silenzio, ma contro i quali \u00e8 stata applicata la pi\u00f9 cruda reazione. E cos\u00ec quel paese di Ges\u00f9, che era divenuto per tutti il simbolo di unione e di pace, si avvia ad essere, tra il silenzio generale, la terra di nuove guerre e di nuovo sangue, perch\u00e9 si vuole ad ogni costo che diventi la sede nazionale de crocifissori di Ges\u00f9.\u00bb<\/p>\n<p>Non \u00e8 nostra intenzione entrare nel merito delle vicende descritte qui da Preziosi, che sono state determinanti per il futuro destino di quella terra e per la sorte del popolo arabo-palestinese, ridotto dopo il 1947, a vivere come una minoranza a stento tollerata sulla propria terra, oppure ad emigrare nei Pesi vicini, con sempre pi\u00f9 fievoli speranze di poter fare, un giorno, ritorno.<\/p>\n<p>\u00c8 storia dei nostri giorni; cos\u00ec come \u00e8 storia dei nostri giorni la strage orrenda di Gaza, avvenuta tra l&#8217;indifferenza e l&#8217;ipocrita silenzio della comunit\u00e0 internazionale, quasi che non fossero stati uccisi centinaia di bambini e bambine (novella strage degli innocenti), ma centinaia di passeri o di animali infestanti dei raccolti agricoli.<\/p>\n<p>Tutto questo non rende pi\u00f9 presentabile, n\u00e9 politicamente, n\u00e9 culturalmente, l&#8217;antisemitismo di Giovanni Preziosi.<\/p>\n<p>Tuttavia, quell&#8217;antisemitismo non dovrebbe farci cadere nemmeno nell&#8217;eccesso opposto: quello, cio\u00e8, di respingere con farisaica indignazione tutto quello che egli ha scritto a suo tempo, se \u00e8 vero che la ricerca della verit\u00e0 prescinde dalla persona fisica di coloro che interroghiamo, per concentrarsi sulla plausibilit\u00e0 delle sue parole; non necessariamente di TUTTE le sue parole, ma anche soltanto di alcune.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Tornare a parlare di Giovanni Preziosi \u00e8 certamente cosa ardua, data la perenne \u00abdamnatio memoriae\u00bb che \u00e8 calata su di lui e non tanto, o non<span class=\"excerpt-hellip\"> [\u2026]<\/span><\/p>\n","protected":false},"author":2,"featured_media":30163,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"_jetpack_memberships_contains_paid_content":false,"footnotes":""},"categories":[13,25],"tags":[137],"class_list":["post-25419","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-una-pagina-al-giorno","category-letteratura","tag-fascismo"],"jetpack_featured_media_url":"https:../../../../fides-et-ratio.it/wp-content/uploads/2023/10/categoria-letteratura.jpg","jetpack_sharing_enabled":true,"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/25419","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/users\/2"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/comments@post=25419"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/25419\/revisions"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/media\/30163"}],"wp:attachment":[{"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/media@parent=25419"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/categories@post=25419"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/tags@post=25419"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}